
chiara8, 25 anni
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STO ASCOLTANDO
il rumore dei miei pensieri. "Non rinunciare mai.
Hai tante cose dentro di te
e la più nobile di tutte,
il senso della felicità.
Ma non aspettarti la Vita da un uomo.
Per questo tante donne s’ingannano.
Aspettala da Te stessa."
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
NERO..NERO..NERO..!
ORA VORREI TANTO...
TOLLERARE!!!

sapere quello che voglio...e ancora di più sapere quello che non voglio!
avere coraggio...e stare serena
.bmp)
anche 15 chili in meno però...
essere in grado di fare una ricerca bibliografica!!!!
Avere meno di mille dubbi al giorno...
STO STUDIANDO...
il cambiamento nei contesti non terapeutici..saluti alla cara Fava (bru"!"!&a str..?%&$)...che non è manco servito!!!
...adesso mi tocca "psicologia del bambino maltrattato"...triste.
and now...PSICOLOGIA DELL’EMERGENZA fino alla fine del mondo!
...NOOOOO NON è VERO!!!niente più emergenze!l’unicaemergenza è che non ho più un relatore di tesi!
nuovo realtore...nuova vita!
da oggi...viva i bulli!!!!
sempre i bulli...e poi roba sulle foto,i supermercati,i lavapiatti,i posti che non sono posti,i legami...insomma antropologia
uff..io odio antropologia!
ESAMI FINITI!!!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
ma che ne so...mi capisco un gran poco in questo periodo.
sono come la marea...vado su e giù..più giù!
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) vedere che obiettivi che per molti sono facili da raggiungere...per te diventano sempre più lontani e difficili...
2) l'essere troppo insicuri per alzare la testa e sorridere.troppo testardi per fare la pace.troppo orgogliosi per chiedere scusa.troppo ignoranti per ascoltare.troppo egoisti per amare.troppo silenziosi per esplodere.troppo morti per vivere.
3) Scoprire che se non sei tu a cercare gli altri loro nemmeno si fanno sentire e ti accorgi di quali persone siano realmente!La solitudine è la cosa più brutta al mondo!!!
4) non aver nulla da comunicare
5) cercare il cellulare che suona nella borsa e prendere in mano qualsiasi cosa...anche roba che non hai mai saputo di avere ma il cel NO!!quello lo trovi SOLO quando ha appena smesso di squillare!!!
6) Pensare che il proprio nome non verrà ricordato...
7) dover SGROVIGLIARE le cuffiette del lettore...
MERAVIGLIE
1) far sorridere qualcuno
2) accorgermi che nonostante tutto la Terra continua a girare!!
3) il vento...
4) La pausa-cicca...
5) Stare nudi nel letto
6) A volte riuscire a dimenticare è così meraviglioso...
7) Avere una lampada e un genio e tre fumanti desideri!
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martedì 13 febbraio 2007 - ore 15:27
santi e madonne...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E ci risiamo.
Puntuale come l’influenza o il brufolo del venerdi sera anche quest’anno in data 14 febbraio il mondo intero si prepara ad una collettiva ed ipocrita sviolinata sui sentimenti.
Non tutti i sentimenti badate bene; a San Valentino non frega niente a nessuno che tu voglia bene ai tuoi amici, che tu ami profondamente la tua famiglia, che tu sia disposta a dilapidare cifre immense per il tuo cane.
A S. Valentino tutto questo non importa.
Il Vale è parecchio classista invero; per lui conta solo e soltanto l’amore sentimentale, quello tra uomo-maschio e donna-femmina (mi permetto di limitare il mio scompenso al paradigma eterosessuale; in parte per venire incontro alle mie scarse facoltà mentali e in parte perché non mi pare che swatch, Fiorucci e Perugina abbiano mai preso in considerazione coppie che non fossero quella vecchio stampo).
Maschio-femmina dunque.
Maschio femmina in cui ci sia naturalmente attrazione di carattere sessuale che però, per questo giorno speciale, non avrà nulla a che vedere col sano prurito erotico che parte dal basso ventre di ognuno di noi, ti rende le ginocchia meno salde, lo stomaco rigido e la testa pneumaticamente vuota.
Eccezionalmente per questa giornata il sesso non è sudore e libidine.
No no!per oggi il sesso è cuori e cioccolatini, condito da un buon numero di pizzi e merletti intimi per lei e litri di dopobarba e fiori per lui.
Qualcuno può erroneamente pensare che il sesso il 14 del 2 sia amore…ma si sbaglia.
I pubblicitari ci hanno pensato un bel po’ ma poi si sono resi conto che isolare l’eros per forzare le coppie all’esaltazione del sentimento era economicamente controproducente.
Se ami che fai?
Se ami ti guardi negli occhi per interminabili minuti che manco mandassero un film in prima serata nell’umor vitreo del tuo partner.
Se ami ridi per ogni cazzata, e a volte ridi e basta, per niente.
Se ami perdi tempo in fissa a pensare a cose idiote su lui/lei di turno e ore corrono per messaggi e telefonate.
Se si escludono i proventi telefonici, cosa accomuna tutte queste attività da cuore in tumulto?
Semplice:la gratuità.
Non costano niente.
Il sesso invece è un’attività molto più spendibile sul mercato: dall’abbigliamento per l’occasione, ai profumi, alle candele, se si abbina poi la parte emotiva a quella erotica è fatta.
Quindi la soluzione attuale è senza dubbio la migliore…la più proficua.
Quel tanto che basta di sentimentale per commuovere le donne e inorgoglire gli uomini e una buona dose di eros, passione e desiderio, trittico ideale per rendere indispensabile un’intera giornata di shopping pre-serata speciale.
Quindi?
Quindi il 14 febbraio ha senso.
Ha senso nell’ottica in cui per un giorno ci convinciamo di qualsiasi cosa, di ogni più roseo sentimento, di ogni strisciante sensazione.
E la sottoscritta cosa pensa?
Perché è chiaro che non posso lanciare il sasso e tirare indietro la mano, non è corretto.
Io devo dire di essere stata per parecchio tempo vittima della sindrome da Valentina solitaria.
Mai…MAI…festeggiato un Ventino in coppia…
Dei miei anni adolescenziali rimembro il morboso desiderio, la passione insoddisfatta, la viscerale voglia di, in ordine sparso:
-Rosa rossa, classico pensierino mattutino del moroso che te la porta alla fermata della corriera con invidia cosmica delle amiche presenti e tuo gongolamento totale.
-Superciccionissimo cuore, solitamente di lupo Alberto, dove lui manifesta con carinissima vignetta spassosa il suo affetto per la gallina (ma come si chiamava?); immancabile un bel “TI VOGLIO BENE” a caratteri cubitali al centro del roseo muscolo cardiaco di plastica.
-Serata romantica con consegna, nascosto in posti improbabili, di cuoricino pre-segato in due parti che vengono equamente ripartite tra i due contendenti. Negli anni successivi furono particolarmente apprezzate le variabili mezza mela e sole/luna, tangibile segno, secondo la Chiara dell’epoca, di coppia moderna e poco legata alle vecchie e noiose tradizioni. (!)
Non so cosa mi ha guarito da questi rigurgiti romantici, da questa deriva sentimentale…a volte mi viene da pensare di essere guarita fin troppo bene.
Questo post non vuole convincere nessuna coppia (e ci mancherebbe!) dell’inutilità di una festa vagamente consumistica e forzata nelle sue manifestazioni.
Sotto sotto San Valentino le sue utilità le ha.
Senza soffermarsi sull’impatto economico e sulla spinta ai consumi che fa girare l’economia e pappappì e pappappà…senza considerare il valore di un regalo che cacchio è sempre un regalo e tutti sanno come riesca a tirare su il morale più di un chilo di anfetamine di quelle buone.
A san Valentino buona parte delle coppie che di solito non manifestano i sentimenti al corrispettivo dell’altro sesso si sforza e concentra in 24 ore il romanticismo di un intero giro della terra intorno al sole…la remota possibilità che facendolo si rendano conto di come qualche volta esternare sia carino, magari melenso, magari umiliante, magari infamante davanti alle amiche che ti hanno sempre vista come quella pragmatica e razionale, ingegneristica nella gestione delle cose di cuore ma a suo modo piacevole…non dico giusto e dovuto…solo piacevole.
E poi
I baci perugina sono buonissimi
I cd in stile compilation of love che escono in ‘sto periodo sono la summa delle voci che più mi piacciono da starnazzare sotto la doccia
La swatch fa orologi stra carini
I fioristi hanno diritto a guadagnare anche se non è il 2 novembre
…e allora?
E allora W S. VALENTINO!
E visto che in ‘ste feste il revival è d’obbligo:
cosa ne pensa chiara dell’amore
1 chiara blu
2 chiara gialla
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PERMALINK
domenica 11 febbraio 2007 - ore 01:47
lentamente muore
(categoria: " Poesia ")
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e’ infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
P. Neruda
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PERMALINK
martedì 6 febbraio 2007 - ore 22:15
disoociazioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
in questo periodo ci sono e non ci sono...
recepisco e non recepisco...
esame di realtà scarso
reattività quasi nulla
processi mentali alterati
lavoro tanto...studio poco...mi emoziono troppo.
periodo perfetto per perorare la causa:
" rendi anche tu il tuo blog scontato e prevedibile! "
step 1 :test sulla sottoscritta...un classico!
CHIARA8’S TEST (se mi conosci mi eviti)
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PERMALINK
mercoledì 31 gennaio 2007 - ore 17:14
una giornata uggiosa
(categoria: " Pensieri ")
Oggi è una giornata strana.
La mia testa è ovattata e sola…mi parla ma io non le do retta
Il mio corpo è indolenzito e freddo…mi chiama ma io lo ignoro
Il mondo è fermo e in attesa…mi spia ma io non gli faccio caso.
Sono in biblioteca ma dovrei essere al lavoro…e dovrei essere a studiare…e dovrei essere a bere il caffè col lollo…e dovrei essere a comprarmi il lettore mp3…si il lettore mp3 servirebbe proprio di ‘sti tempi.
Musica nelle orecchie, musica nel cuore, musica che batte nelle ossa e non ti fa pensare.
Che tipo di musica non lo so e non lo voglio sapere…la mia musica non va mai bene…come tante altre cose di me.
Ma sono io che non vado?
Sono proprio io?
Io-io-io
Mio-mio-mio
No-no-no
Come una bambina faccio i capricci e mi lamento di cose che non so neanche indicare.
Sono in terrazza… giornata uggiosa.
Fumo e sbircio quel poco di cielo che non è coperto dalla tenda.
Nelle orecchie appoggiati in posizione instabile gli auricolari; tra me e me mi lamento della grandezza dei miei padiglioni, non ci stanno mai le cuffie…cascano.
Orecchie….penso alle orecchie ma non sono le mie.
I tiromancino mi tirano fuori dalle digressioni otorinolaringoiatriche (quanto mi piace ‘sta parola)
…dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica…
La sigaretta finisce tra le mie dita e io non la sto fumando…rumore meccanico.
Sopra la mia testa la tenda si rannicchia contro la parete, piano.
Un lembo di cielo, sempre più grande, si apre davanti ai miei occhi.
Tante nuvole grigiastre…poco azzurro.
l’avevo detto che era una giornata uggiosa.
Un volatile non meglio definito fa cerchi in aria sopra di me.
Gabbiano?
Bello.
No, forse piccione.
Il piccione mi fa schifo.
Sarà sicuramente un piccione.
Le nuvole grigiastre si muovono, si scontrano, si toccano, si baciano…o forse lottano?
Si, secondo me litigano.
Alla fine della guerra si sciolgono.
Luna.
No…sono le 3 del pomeriggio…luna no.
Sole.
Sole pallido, pallidissimo. Pallido come solo il sole di una giornata uggiosa sa essere.
E questa è una giornata uggiosa.
Mi guarda e mi sorride.
Megalomane chiara…il sole non ti guarda e men che meno ti sorride.
Al massimo di ignora signorilmente.
Sorridigli tu…magari ricambia.
Sorrido.
mi addormentai con un vecchio disco
tra i pensieri che non riferisco
chiudendo i dubbi in un pasto misto
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PERMALINK
lunedì 22 gennaio 2007 - ore 18:40
stasi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vorrei tanto scrivere sul caro blogghino…davvero.
Sento che sono in crisi d’astinenza da produzione letteraria (vabbè…letteraria…)
Sento che le mani formicolano per la nostalgia da tastiera (sebbene ci sia chi infama la mia velocità di battitura…non propriamente da dattilografa).
Sento che ho una marea di fatti miei da buttare a casaccio nella rete per farli leggere a gente più o meno sconosciuta e per lasciare segno di me nel mondo (spero di trovare modi migliori per evidenziarmi…magari corro nuda sul campo della prossima finale mondiale.)
Sento che la voglia di scrivere c’è, perché c’è sempre stata… e credo ci sarà sempre.
E qual è il problema allora?
Boh…mah…chissa!
Ho notato che il mood giusto per scrivere è un minimo spazio mentale tra la paranoia e la serenità totale.
Ma è uno spazio così sottile, così infinitamente piccolo, che raggiungerlo è un terno al lotto…macchè…è proprio tombola!
Non troppo paranoia perché se no le mani si stringono sulla biro (o si incantano sulla tastiera) e da due frasi non ci si muove più.
Non troppo serena perché se no le mani si lasciano cadere molli e rilassate sul foglio, lo sguardo scorre sulle pagine bianche che troviamo così belle da non sentire la benché minima necessità di sporcare tale perfezione.
E io?
Io come sto?
Stritolo la mia biro o la abbandono sul foglio e mi perdo nel vuoto?
La mia biro non esiste manco più.
L’ho mangiata.
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PERMALINK
lunedì 15 gennaio 2007 - ore 15:20
Un pomeriggio di ordinaria follia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ho commesso un errore.
un madornale errore.
E gli errori si pagano.
A parziale giustificazione posso dire che le premesse non sembravano così nere, la situazione non pareva così pericolosa, il problema sembrava gestibile….ma NO!Ho imparato una lezione importante: diffida di quello che in apparenza sembra un tranquillo pomeriggio di shopping con la famiglia perché non sarà così!
Senza rendertene conto verrai trascinata in un vortice di umiliazioni e commenti ironici , sballottata tra commesse commosse dalla tua triste situazione e parenti serpenti che sguazzano nella libidinosa pozzanghera dell’umiliazione pubblica.
Mai...MAI…rispondere si alla domanda “Che ne dici se andiamo a fare 2 spese?”.
All’inizio sembrerà un piacevole intermezzo in un uggioso sabato pomeriggio senza un perché, all’inizio non parrà vero avere la possibilità di fregare qualche regalino in giro…all’inizio.
L’inizio del calvario.
Partenza.
Mazdina rombante con la sottoscritta alla guida e sorella Gigo e mamma Silvy passeggere moleste.
Sosta nell’amena località di Villa Carcina per ritirare l’ennesima donna di famiglia: la nonna.
Fatta anche questa si viaggia in mostruosi banchi di nebbia con il sottofondo di quella specie di gineceo che era diventata la mia macchina che dice cose tipo “Va piano…frena…accelera…fermati… “staatenta”…OCIO!” per una buona mezz’ora.
La sottoscritta sorride, canticchia e passa il tempo immaginando nuove cruente modalità di tortura da inaugurare sui corpi dei suoi passeggeri.
Arriviamo al negozio, un claustrofobico corridoio ricoperto di scarpe di ogni colore e modello, con la densità abitativa di Manhattan e un odore nell’aria che ricorda tanto nuova Delhi.
Per 2 secondi mi viene permesso sbirciare le scarpe comode, sportive e informali che mi piace tanto mettere…ma è solo un attimo.
Nel giro di un battere di ciglia le redini del comando vengono prese dall’ultima arrivata, la zia Ela , chiaro esempio di come la genetica non sia altro che un’opinione; io e lei ci somigliamo come una ballerina e Platinette, come Rauti e Bertinotti, come un baronetto e uno spazzino di periferia.
Lei super-trendy e di tendenza…io…ehm…ehm..vabè io IO!
La mission della sua giornata era
“Fare comperare a Chiara i suoi primi stivali, perché nel 2006 se non hai gli stivali sei solo un surrogato di donna e non importa se hai le gambe lunghe 20 centimetri…te li compri lo stesso!”
La sottoscritta aveva, come al solito, ceduto al potere del tono parental-perentorio e si preparava alla sua prima volta con gli stivali.
Piccolo particolare : non che io non avessi mai provato a comprare degli stivali ma madre natura aveva ordito un simpatico giochino a discapito della mia figura, già di suo poco longilinea.
Inutile girarci intorno: io ho i polpacci grossi.
Ma non grossi in senso normale…proprio GROSSI!
Per rendere l’idea, richiamo un po’ le misure del classico calciatore con i piedi buoni, non sono a livello delle gambe del mastino della difesa, diciamo che mi ispiro a quelle dei fantasisti…alla Roberto Baggio.
Solo che a Roby i polpacci hanno fruttato miliardi, fama e fortuna…a me imbarazzo, calze contenitive e rinunce estetiche.
Non che consideri il problema poi così fondamentale, ho sempre dormito la notte a prescindere dalla misura delle gambe…ma a quanto pare quei tempi stavano per finire.
Scendiamo nello scantinato, completamente ricoperto di STIVALI!
Stivali alti, bassi, al ginocchio, da troiane, da ragazzina, gialli, a fiori, elasticizzati, camperos, a punta, rotondi…stivali che andavano contro le leggi di natura e stivali che erano l’emblema dell’anti-estetico!
Comincio a provarli…
Un fallimento dietro l’altro!
Passa il tempo...
Mia zia prende l’iniziativa e dice “Chiediamo alle commesse”
Il panico dilata le mie pupille, comincio a respirare sempre più velocemente e capisco come si sente la gazzella braccata dal leone nel mezzo della savana.
La commessa è dall’altro lato del negozio.
Mia zia con tono roboante: “ Scusi! Scuuusi!cerchiamo degli stivale per gambe grosse! MOLTO GROSSE!”
Non ricordo quante volte e a quante persone l’ha detto…mi ero già rifugiata nel mondo immaginario fatto di coniglietti mannari che si cibano solo di mia zia…non ascoltavo più.
La commessa, intristita dalla scena e solidale con la vittima si lancia in un rincuorante discorso su come gli stivali questi tempi siano calibrati per un certo tipo di fisico, come sia facile non rientrare nei rigidi canoni imposti dalla moda e come il fatto che io abbia il 36 di piedi non aiuti la causa.
Tutto il suo parlare per concludere che si, effettivamente i miei polpacci sono un po’ grossi, ma solo un po’.
A questo punto insorge la “mami”, che ha tenuto corsi professionalizzanti con attestato finale alla matrigna di Biancaneve e ai genitori di Hansel e Gretel, e illumina il mio pomeriggio così: “Ehhh si sono grossi…ma si figuri che erano ancora più grossi!prima era proprio grassa eh…PIU’ DI ADESSO!!”
Guardo mia zia e capisco che vorrebbe una nipote che somigli più a una donna e meno a un numero 10.
Guardo mia sorella e capisco che sta sperando che la terra si apra e la inghiotta…o che inghiotta almeno la mamma.
Guardo la commessa e capisco che sta pensando di adottarmi.
Guardo mia nonna e capisco che non sta capendo un cazzo.
Dopo mezz’ora buona di calvario tutti gettano la spugna e all’unisono si accetta la sconfitta; io esco con il sorriso sulle labbra e un paio di bellissime scarpe basse con i fiorellini mentre la mia famiglia rimugina a testa bassa un modo per eliminarmi.
I miei polpacci osservano incuriositi la scena.
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PERMALINK
lunedì 8 gennaio 2007 - ore 21:15
la mia notte di natale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Premessa indispensabile a questo post è l’ammissione da parte della sottoscritta di una scarsa propensione al natale , le strenne, i colori, le luci, i regali, la natività, l’albero, il babbo e chi più ne ha più ne metta.
A me personalmente del natale è piaciuto più che altro il fatto che fosse una pausa tra mesi e mesi di risvegli mattutini per andare a scuola. Chiaro che, passato il periodo delle superiori, anche questo labile punto a favore delle “christmas things” è andato sparendo schiacciato dalla quotidianità universitaria che come tutti sanno parte dalle 10 della mattina (se sei un secchione!).
Comunque, questioni in sospeso tra me e le tradizioni consumistico-cristiane a parte, la quasi totalità delle mie notti di natale dalla maggiore età ad oggi si sono svolte in amene località bresciane nel centro della Valtrompia in gioiosa compagnia dei cosiddetti “amici d’infanzia”.
In realtà di veri e propri amici d’infanzia io non ne ho…(e prima o poi allieterò questo blog con le mie memorie di bambina odiosa e prepotente per far capire a tutti come effettivamente non fossi proprio l’amica ideale!) diciamo amici dai 12 in su…
Dalle nostre parti il must della notte del bambinello è il vin brulet gentilmente offerto dagli alpini fuori dalla chiesa post-messa di mezzanotte.
A parte il fatto che attualmente io non ho ancora capito se la messa di mezzanotte inizia a mezzanotte o a mezzanotte finisce…o forse mezzanotte è il suo momento clou (la comunione..???...)…indi per cui a me e alle amiche mie è sempre venuto difficile arrivare al momento giusto.
Il progetto iniziale (“ Appena la messa finisce ci fondiamo nella folla in uscita spariamo 2 “Buon Natale” a destra, qualche abbraccio a sinistra e una raffica di “Auguri!” nel mezzo per poi turnicare di 180gradi e mischiarci ai fedeli parrocchiani! ”) finiva sempre schiacciato dalle avversità.
“Fermiamoci a quel bar”
“Passa dal millennium (
!)”
“Ma cosa fanno LORO…” PAM!
Si finiva sempre li….
È incredibile come per un anno abbondante buona parte delle mie uscite siano girate intorno a un paio di loschi figuri che accendevano (per motivi che attualmente non ricordo…addirittura ho seri dubbi che esistessero) i nostri ormoni di adolescenti stagionate.
2 omini insomma.
2 della categoria “non ti cago e non ti cagherò mai” che come tutte le donne sanno hanno l’effetto di una mescolata al contrario per la maionese…fanno IMPAZZIRE!
Entrare nei dettagli potrebbe diventare penoso e non rientra negli intenti di questo post, quindi soprassiederò alla faccenda per tornare al fulcro del discorso: la notte di natale.
Va detto che a causa dei sopraccitati individui avevo anche conosciuto una serie di persone facente parte della loro cricca di amici; gente un po’ di tutti i generi: il super morosato, quello strano, quello logorroico, quello che non ti caga…gente carina…piacevole oserei dire.
Tutta gente che anche per un’adolescente in crisi come me, in piena fase “ faccio schifo! ” potevano essere di buona compagnia.
Proprio tutta?
NO.
Come in tutte le famiglie c’è il figlio degenerato…
Come in tutti i greggi c’è la pecora nera…
Come in tute le mandrie c’è la mucca pazza (questo non c’entra ma mi piaceva)…
Anche quel gruppo aveva la sua scheggia impazzita…
Non riuscivo a ricordarmi il suo nome…adesso lo so…ma merita un battesimo informatico:il nanO. Beninteso, il fatto che fosse un uomo terribilmente basso non sarebbe stato motivo di scherno, non da me che stravedo per gli uomini “poco alti”(tanto per dire, la mira ormonale di cui scrivevo poche righe sopra è alto come me…e Dio solo saprebbe se esistesse quanto mi piaceva!!)ma tante ne ha fatte che l’avrei sbeffeggiato anche vedendolo mozzarsi una mano con le schegge di una bozza d vino!
Il nanO aveva tutte le caratteristiche per rendersi detestabile all’universo intero: volgare, spocchioso, maleducato, indisponente, maniaco nei gesti e porco nelle parole: naturalmente era l’idolo della compagnia.
Vittime sacrificali dei suoi scherni e delle sue battute erano tutte le donne che per vari motivi “animavano” le loro serate.
E in particolare il nanO amava dedicare particolari attenzioni a quelle più insignificanti, quelle che alle feste le noti solo se cadono a faccia in giù sulla torta (o sul risotto bollente…li le noti proprio tanto!), quelle che “vorrei ma non posso”, quelle che nella descrizione sono sempre “..e la sua amica”, indissolubilmente legate e dipendenti dalla vita, dai gesti e dai respiri di altre persone.
Guarda caso, IO ero un’ottima rappresentante delle ragazze-velina, dove velina non è da collegarsi alla squinzia da stacchetto ma alla futile trasparenza del mio esserci.
Naturalmente subivo le angherie del nano in questione…angherie che mi pesavano da morire nonostante disprezzassi quell’individuo con tutta me stessa; e allora quante crisi per le battute e I gesti che immancabilmente mi gelavano sul divano con il sorriso tirato e mille offese in testa che si intrecciavano nel cervello fino a strizzare fuori dalla mia bocca uno stitico “piantalaaaa!” o un isterico “cretiiiinoooo!”.
Il fatto che a quelle medesime serate partecipasse anche il mio “dream’s omino” faceva sprofondare la triste situazione nel baratro degli incubi ad occhi aperti.
Col passare del tempo le angherie sono diminuite ma non, badate bene, perché la ragazza velina ha preso in mano le redini del suo destino, imparato ad usare la lingua biforcuta che sotto sotto già ai tempi sapeva di possedere e ha risposto per le rime al coglioncello.
Semplicemente i giri di amicizie sono cambiati, i posti, i tempi, i ritmi si sono evoluti e la ragazza velina è stata velocemente soffiata via (o forse si è offerta lei al vento, la resistenza prima o poi finisce).
Passano gli anni e la sottoscritta si rende conto di non essere poi così velina, col tempo l’eloquio migliora, la faccia tosta cresce, la sicurezza si alza (almeno il minimo sindacale) e affronto i nuovi bulli della mia vita un po’ più di petto.
Ma quelli passati?
Ehhhh, quelli passati sono li nella memoria, impressi sulle sensazioni e imbattibili nella loro assenza; è la “sindrome Senna”: se il tuo avversario se ne va, se non hai più la possibilità di affrontarlo, diventa un “mito” (anche in accezione negativa) e arroccato sulle sue vittorie (e le tue sconfitte) non ti da la possibilità di un secondo round.
Questo era capitato a me.
Fino alla notte di natale.
Bar, vino, revival di amici che non vedi da una vita…e arriva lui.
Lo riconosco. Subito.
Per un attimo lo stomaco si stringe e il tempo sembra tornare indietro:stesso pensiero di anni fa “Oddio adesso cosa mi dirà?”
Lui arriva e saluta come niente fosse. La tensione dentro cala ma rimane sempre il dubbio che sia solo questione di tempo.
Avanza la serata e lui dimostra di essere più o meno lo stesso solo un po’ meno fastidioso;capisco che la causa del suo contenersi è la morosa che gli sta accanto e non la raggiunta maturità.
Partono le battute…sempre le solite. Tutte fatte per imbarazzare, indignare, infastidire.
E io rispondo a tono e stavolta sono risposte che spiazzano, veloci, svelte, vivaci.
O rido e stavolta sono risate grasse a bocca aperta, non quelle per mascherare l’imbarazzo, tese e nervose, ma quelle per ridere davvero con (e di!!) chi scherza.
O faccio un’ alzata di spalle che è davvero sinonimo di “me ne frego” e non solo il tentativo di darlo a bere agli altri.
La serata avanza e mi rendo conto di correre il rischio di diventare IO fastidiosa; la vittima che diventa carnefice non mi si addice…abbasso i toni.
Ma dentro di me sono felice.
Felice di aver finalmente aver avuto la possibilità di rimettere in gioco le mie paranoie le mie insicurezze i miei demoni…ed essermi accorta che sono cambiata. E, almeno in quest’ambito, cambiata in meglio.
E non importa se a questi trip mentali risolti si sono sostituite nuove paturnie e nuove fragilità…forse senza non ci so stare…forse senza non sono io.
A me!
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domenica 7 gennaio 2007 - ore 16:01
verità
(categoria: " Pensieri ")
Non preoccupatevi per il futuro.
Se la caverà benissimo anche senza di voi.
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venerdì 5 gennaio 2007 - ore 13:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ok.
è appurato.
esistono 2 Dio ed ognuno di loro è convinto che laltro stia facendo qualcosa per me!
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mercoledì 3 gennaio 2007 - ore 15:56
i do
(categoria: " Riflessioni ")
sono passati 3 giorni di questo lungo 2007.
incredibili novità all’orizzonte?
cambiamenti apocalittici?
metamorfosi definitive?
niente di tutto questo.
sono sempre io.
sono sempre a padova.
sono sempre in lite con le mie cellule cerebrali, ormai stufe di essere considerate meno di niente.
sono sempre in cerca.
sono sempre in dubbio su cosa stia cercando.
e in più, sono annoiata.
per la prima volta dopo un pò di tempo non sono stanca, triste, euforica, depressa, incazzata, malinconica, ironica, stupita.
sono solo terribilmente bored!
Tempo fa avrei pagato oro per stare un’intera settimana a casa da sola, senza coinquiline, senza gente da andare a trovare, senza impegni (a parte il lavoro...ma quello sta diventando un automatismo ormai arrivo in ufficio senza ricordare come nulla del tragitto…una mattina di queste mi investono!), ora dover passare una settimana intera senza nessuno vicino mi fa venire una tristezza….!
A casa da sola non ho niente da fare.
No:riformulo.
A casa da sola non mi va di fare niente.
In realtà avrei quel piccolo impegno chiamato tesi ma non so come mai la parte del mio cervello adibita alla gestione di questa annosa faccenda è stata bruciata dalle droghe leggere assunte durante gli ultimi anni.
Comunque, danni da tetraidrocannabinolo a parte, ammazzo il tempo con la più classica delle attività post-primo dell’anno.
I propositi per il 2007!
Rullo di tamburi…Squillo di trombe…
La sottoscritta Chiara , coscienza e mente più o meno razionale di Chiara testimonia che quest’ultima, nel pieno delle sue facoltà mentali (se si eccettua una fastidiosa forma di otite silente e una leggera forma di pessimismo cosmico), giura solennemente di impegnarsi a:
- Fumare di meno, appurato con certezza che le sigarette non spariscono a causa di buchi nella borsa, topi d’appartamento, divinità maligne, macumbe della marlboro che si è stufata a vederla fumare le sottomarche, ma solo e soltanto aspirate dai suoi capaci (ed ora catramosi) polmoni.
- Mangiare di meno, appurato il fatto che la dozzina di kg persi negli ultimi mesi qualche risultato l’ha dato sia in ambito personale( è bello non temere più lo specchio peggio del moroso vampiro di Buffy…o di Prodi…ciao Romano!T.V.B. ) che relazionale (niente svenimenti e grida di giubilo quando passa per il centro…niente uomini arrestati per atti osceni in luogo pubblico a causa dell’impossibilità di sfogare l’eccitazione da lei causata…giusto qualche complimento ogni tanto.)
- fare sp…oddio c’ha già il fiatone...spor…è già stanchissima… sport !OHHH…l’ho detto…e già litri di acido lattico scorrono nei suoi muscoli(muscoli!
).
- Trovare una piacevole dimensione al lavoro , unendo svago e responsabilità, attività e socializzazione, produttività e cazzeggio…giusto per non dover seguire il consiglio di chi la vede crocefissa a testa in giù in ufficio.
- Riallacciare amicizie mai sopite e soffocare amicizie che boccheggiano da tempo, perché chi dice che potare i rami secchi è giusto e necessario dice una grande verità. Si è accorta che la giornata è fatta di 24 ore, le persone che ama le meritano tutte…gli altri…auguri e figli maschi!
- Laurearsi!!
MIODDIO…c’ha l’ansia a scriverlo sul blog….non c’è futuro…l’unica possibilità è mettersi a correre nel moto GP e sperare che gliela diano ad honorem…se non fosse che ha una paura fottuta di tutto quello che non ha 4 solide ruote poggiate sull’asfalto o va a più di 100 km/h!
- FARE!
Questo è un po’ generico lo so.
Il problema è che la signorina da tempo immemorabile non prova niente di nuovo, non sperimenta, non si lancia, non si concede il sacrosanto piacere di impantanarsi in qualcosa avendo la chiara consapevolezza di NON SAPERLO FARE.
Si è privata di una delle maggiori gioie dell’uomo sin dalla notte dei tempi.
Il gustosissimo e libidinoso sapore dell’ errore.
La piacevolezza della cazzata.
Il brivido del “ho provato a fare questa cosa…mi è venuta da schifo.”
E rimango volontariamente sul generico; che si tratti di una lotta intestina tra lei e il decoupage (giuro, non fa decoupage è la prima cosa che mi è venuta in mente!), che sia una serata diversa, che sia un viaggio dove non ha punti di riferimento, che sia un incontro col suo relatore con in mano una decina di fogli ricchi di nulla, perché privarsi del piacere di sbagliare?
E rifare.
E sbagliare di nuovo.
E riprovarci.
E ancora sbagliare.
E magari andare avanti all’infinito perché non è sempre vero che le cose prima o poi le impari.
SBAGLIA CHIARA!
Sbaglia con tutta te stessa, sbaglia e torna a casa triste…o divertita…o arrabbiata…o stanca…o demotivata.
Torna come vuoi ed io, Chiara , sarò li con te a piangere o ridere, o a fare entrambe le cose, per tutto il tempo che vorrai.
In fede
Chiara e Chiara.
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