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-Paulo Coehlo-









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martedì 21 dicembre 2004 - ore 17:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")



VI PIACE CASA MIA? VI INVITO PER L'ULTIMO OK? DATEMI L'ADESIONE QUI SOTTO SE VENITE...

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martedì 21 dicembre 2004 - ore 17:17


Se Dio è uno, perché tante religioni?
(categoria: " Pensieri ")


Nel nome di uno stesso Dio ebrei cristiani e musulmani pregano amano, guardano al futuro, ma può accadere che si facciano anche la guerra. Negli ultimi tempi si tende a rimarcare differenze piuttosto che somiglianze: molti utilizzano luoghi comuni, scambiando tradizioni locali per vera religione, senza risparmiarci qualche “leggenda metropolitana”.

• A lezione di religione
Quasi mai però si fa riferimento alle dottrine originali di queste religioni, che rivelano quanti siano i punti in comune fra le tre grandi fedi monoteiste, che tutte insieme rappresentano il credo di più della metà degli abitanti della Terra. E fanno capire che sono così sostanziali da rendere assurda e in-coerente qualsiasi pretesa di diffidare degli appartenenti ad altre religioni o, peggio ancora, nel vedere in loro “infedeli” o nemici da combattere.

• Il grande patriarca
La figura biblica che unisce più di tutte è quella di Abramo, il padre spirituale, e forse anche reale, di ebrei, cristiani e musulmani. Abramo fu il grande pensatore che scopri l’evidenza diretta di un Dio unico. Fu il fondatore del monoteismo. Dal suo seme, il testo biblico racconta, nacquero Ismaele, dal quale sono discesi gli arabi o israeliti, e Isacco, da cui vennero gli ebrei e i cristiani. “Nella Bibbia si sancisce la fratellanza fra ebrei. cristiani e musulmani” spiega Jean Louis Ska, teologo del Pontificio istituto biblico.
Le parentele bibliche sono, in effetti, strette: la moglie di Abramo. Sara, non può avere figli e allora prega una schiava, Agar, di concepire un bambino con Abramo al posto suo. Una sorta di ricorso alla pratica moderna dell'utero in affitto, perfettamente accettabile a quell’epoca. Nasce Ismaele e poi, per intervento divino, già molto avanti nell'età, Sara riesce a partorire lei stessa un figlio, Isacco, “Incomprensioni fra Sara e Agar, costringeranno Abramo a mandare via di casa, a malincuore, la schiava con Ismaele. Andranno nel deserto, dove però verranno sempre aiutati da un angelo mandato da Dio” sottolinea Ska.

• Ismaele e Isacco
E qui si scopre un secondo punto importante: nella Bibbia l'angelo rassicura Agar dicendo che anche Ismaele fonderà un grande popolo di Dio. “E vero” conferma Elia Ricetti, rabbino capo di Venezia “si tratta di due patti. Distinti, ma di due patti”. Quindi la Bibbia afferma che Dio fece un patto con Abramo e la sua discendenza attraverso Isacco (gli ebrei e, in seguito, i cristiani), ma che fece qualcosa di simile anche con Ismaele (i musulmani).
La Bibbia ovviamente è prodiga di particolari sul primo dei due patti, dato che racconta le vicende degli ebrei. Ma a margine della cronaca ebraica, ci sono altri dati a favore della sussistenza dell'altro patto e di un rispetto reciproco. “Isacco nella vita adulta va a fare visita al fratello Ismaele. E poi Ismaele partecipa anche ai funerali di Sara e dello stesso Abramo. Quando Ismaele muore, vengono profuse nella Bibbia le stesse parole che si usano nei confronti dei giusti” spiega il rabbino.
L'importanza del patriarca è riconosciuta anche dal Corano, dove si racconta il sacrificio compiuto da Abramo (senza specificare però il nome del figlio che il padre, messo alla prova da Dio. stava per immolare).


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martedì 21 dicembre 2004 - ore 17:12


I N S E G N A M E N T I DI B U D D H I S M O
(categoria: " Pensieri ")






Reincarnazione: il riflesso del karma

Insegnamento del Ven. Gedun Tharchin, Geshe Lharampa, su "Karma e Reincarnazione", tenutosi il 6 luglio 2002 presso l’Istituto Lam-Rim in occasione del compleanno di Sua Santità il Dalai Lama
Ringraziamo Federico Tisi per la traduzione e Maurizio Bevilacqua per la trascrizione

Oggi ricorre il compleanno di Sua Santità il Dalai Lama. Senza dubbio, il Dalai Lama è l'esempio più famoso di reincarnato. Per questo motivo ho deciso di parlare di karma e reincarnazione. L'entità della reincarnazione dipende dalla saggezza degli esseri che desiderano che essa si manifesti. La reincarnazione non è un fenomeno a sé stante, non avviene da solo, indipendentemente. Utilizzando una metafora, forse riuscirò a spiegare meglio il concetto. Provate ad immaginare che la reincarnazione sia simile a uno specchio: ecco, può avvenire soltanto se c'è qualcosa che si riflette nello specchio stesso. Lo specchio da solo non ha nessuna utilità. L'immagine che vediamo nello specchio è certamente il riflesso di qualcosa che si trova altrove. Senza l'oggetto che si riflette nello specchio non c'è nessuna immagine. Allo stesso modo, senza lo specchio anche l'oggetto che si riflette non avrebbe nessuna possibilità di avere la propria immagine riprodotta e riflessa. D'un colpo la sua utilità verrebbe meno. Diventerebbe un oggetto che non potrebbe essere più riflesso nello specchio. Quindi, oggetto e specchio sono interdipendenti.
A questo punto, proviamo a sostituire lo specchio con qualcos'altro. Al posto dello specchio, poniamo le persone che desiderano e che hanno bisogno di questa reincarnazione. La reincarnazione è la conseguenza diretta dei desideri, del karma e del contesto sociale delle persone fra le quali la reincarnazione si manifesta. Per semplificare, possiamo tranquillamente dire che il karma e la reincarnazione sono strettamente collegati fra loro. Non possono manifestarsi da soli.
Il reincarnato non è il Buddha originale, ma è un'immagine riflessa del Buddha originale. Per potersi verificare, la reincarnazione ha bisogno di alcune condizioni favorevoli: soprattutto, il karma della persone dell'ambiente nel quale questa reincarnazione si renderà manifesta. Gli esseri reincarnati vengono al mondo perché in un determinato momento c'è bisogno di essi. Quando è necessario e quando i desideri degli esseri ordinari sono molto forti, allora gli esseri reincarnati si manifestano.
Da un punto di vista storico, ci sono tantissimi esempi di esseri reincarnati. Buddha Shakiamuni (il Buddha storico, il fondatore del Buddhismo), Gesù Cristo, Sai Baba e tanti altri. Ebbene, tutte queste persone speciali sono apparse in un determinato momento storico per venire incontro ai desideri e alle necessità altrui. Gli esseri reincarnati non nascono per un proprio individuale bisogno, ma perché c'è bisogno della loro presenza. Quando i desideri e il karma di un determinato contesto sociale portano a creare le condizioni favorevoli per una reincarnazione, allora è sicuro che un Buddha o un bodhisattva si reincarnerà per aiutare gli esseri senzienti. È il karma di quegli esseri senzienti che hanno avuto il bisogno dei reincarnati a determinare la reincarnazione, non il karma dei reincarnati. Se il nostro karma ha maturato i suoi frutti, allora un reincarnato manifesterà la sua presenza.
Vi siete mai chiesti per quale motivo - se sviluppiamo un forte desiderio che si manifesti una reincarnazione e se maturiamo il giusto karma – diventa inevitabile l'apparizione di un Buddha o di un Bodhisattva? Il motivo per il quale queste persone speciali vengono al mondo è strettamente collegato alla loro innata compassione e alla loro mente altruistica. La loro innata qualità di mente altruistica e di compassione non lascia nessuna scelta: devono comparire sotto una qualche forma per poterci aiutare e per poter venire incontro alle nostre aspirazioni. Anche da un punto di vista monoteistico, il meccanismo è sempre lo stesso. Non è importante credere in Dio oppure no. Se Dio volesse venire incontro ai nostri bisogni, renderebbe manifesta la sua presenza. La comparsa di Gesù è un esempio molto chiaro di questo concetto. Se ci sono le aspirazioni e il karma corretto, Dio si manifesta e viene incontro alle nostre richieste. Naturalmente, questo esempio è valido per chi crede in questo tipo di filosofia o di religione.

I Buddha e i bodhisattva accorrono in nostro aiuto. Il motore che li spinge ad agire è, semplicemente, la mente compassionevole. Che voi crediate in Dio oppure in Buddha, la sostanza del discorso è sempre la stessa. La natura dinamica di entrambi è la mente compassionevole. La reincarnazione è una manifestazione di tale mente e può assumere diverse forme. Può prendere la forma di un uomo, di una donna, di un bambino o di un anziano. Addirittura può anche prendere una forma animale, per esempio di un cane o di un gatto. Oppure, semplicemente, puo’ assumere la forma di un albero che dà riparo a qualcuno, o anche di un ponte. Insomma, la reincarnazione non ha una forma fissa o un colore fisso. Inoltre, non possiamo mai essere certi di chi possa essere un reincarnato. A volte succede che, se qualcuno afferma di esserlo, con molta probabilità non è realmente un reincarnato, ma un semplice impostore. Oppure, esistono casi di reincarnati che lo sono, ma non sanno di esserlo. Non è facile stabilirlo.
La reincarnazione è il frutto di una mente compassionevole e del karma delle persone bisognose: questi due elementi combinati insieme possono produrre effetti inimmaginabili. Può o meno come la matematica. È come una formula matematica: il potere del Buddha è il risultato della unione del potere della compassione e del potere del karma. Attraverso la matematica si può spiegare tutto ciò che avviene sul nostro pianeta. In fin dei conti, lo sviluppo tecnologico è il risultato di tante formule matematiche. Non possiamo prevedere le conseguenze di questo sviluppo tecnologico. Il meccanismo del potere della compassione e del karma funziona alla stessa maniera. Eppure, la reincarnazione non è niente di speciale. Di fatto fa parte della nostra vita quotidiana. Anche senza saperlo abbiamo sempre avuto a che fare con la reincarnazione.

Al giorno d'oggi, una reincarnazione importante viene attestata da un certificato. Molte volte succede che non tutti sono d'accordo sulla veridicità di una determinata reincarnazione. Spesso, certi disaccordi sfociano in veri e propri litigi. Una cosa molto triste e spiacevole. Credo che ogni cultura - una volta che abbia raggiunto il massimo dello splendore - debba subito dopo sperimentare un inevitabile declino. Un tempo la reincarnazione era un fenomeno molto utile e prezioso, di beneficio per tutti. Oggi, invece, è oggetto di dispute. Comunque, è molto importante comprenderne il vero significato: la combinazione di karma e di compassione.
Ritornando alla metafora dello specchio e dell'oggetto che, combinati, riproducono un'immagine riflessa, allo stesso modo la combinazione di karma e compassione produce la reincarnazione. In questo caso, lo specchio è il karma delle persone, delle circostanze e dell'ambiente nel quale l'immagine (la reincarnazione) viene riflessa. Di conseguenza, la qualità della reincarnazione dipende dalla qualità del karma. Devo confessare, purtroppo, che oggi in Tibet tutti ricercano soltanto le reincarnazioni di persone ricche e famose. E' triste constatare che la reincarnazione di uno yogi povero non interessi nessuno. Gli occidentali che seguono il Buddhismo - in modo particolare il Buddhismo Tibetano - devono essere informati di ciò. È importante che aprano bene gli occhi.

Il Dalai Lama non è importante soltanto perché è una reincarnazione di una serie di precedenti Dalai Lama. Prima di lui, ce ne sono stati altri tredici, alcuni dei quali anche molto famosi e popolari in Tibet. Il Dalai Lama ha sue proprie eccelse qualità. Egli è un esempio incomparabile d'intelligenza e di compassione. Io, per esempio, non ho mai visto il Tibet, sono nato in Nepal da genitori tibetani fuggiti dopo l'invasione cinese. Per me, che non ho una patria, il Tibet è il Dalai Lama. Soprattutto, perché è un grande maestro di Dharma e, poi, perché ha a cuore la salvezza della cultura tibetana. Per me, egli è sicuramente la reincarnazione del Buddha della compassione e della mente altruistica. Non ha nessuna importanza che egli sia la reincarnazione del tredicesimo Dalai Lama. Essere la reincarnazione del Buddha della compassione è di per sé sufficiente.
Le sue qualità eccelse gli consentono di primeggiare in tutto il mondo. Pensiamo al suo contributo per la pace nel mondo. Il Dalai Lama è una persona molto semplice che ama la pace. Se ci fosse qualcuno che avesse a cuore la pace, dovrebbe avere a cuore anche Sua Santità. Naturalmente, un altro esempio molto simile è stato in passato Gandhi. Nessuno badava al fatto se fosse induista, giainista o di un'altra religione: egli era tenuto in grande considerazione e lodato da tutti. Gandhi non ha mai ottenuto nessun riconoscimento internazionale, ma l’apprezzamento per il suo operato è implicitamente riconosciuto in tutto il mondo. Se si pensa al pacifismo, è naturale pensare al Mahatma Gandhi. Un esempio di pace e di tolleranza. Un chiaro esempio di come dedicare la propria vita per il benessere di tutti, senza distinzioni.
Domande e risposte:

Domanda : hai detto che la reincarnazione è come il riflesso delle qualità del Buddha e non il Buddha stesso. Più avanti, invece, affermi che la reincarnazione è la manifestazione del Buddha. Ho capito male? Da una parte, come se non fosse la vera manifestazione quando fai l'immagine dello specchio; da un'altra, dici che ogni persona può essere Buddha.
Risposta: dipende, se il Buddha si reincarna come un albero, non è il Buddha: è un albero. Però, e’ pur sempre una reincarnazione. Se, invece, si reincarna come il Buddha, è anche una reincarnazione del Buddha. In altre parole, il Buddha può reincarnarsi in te, ma tu rimani sempre tu, non diventi Buddha.

Domanda: e questo, allora, in che relazione è con l'affermazione che tutte le cose hanno le qualità del Buddha e che è sufficiente che la rivelino dentro di sé? Non è una contraddizione?
Risposta: la natura di Buddha è un potenziale che hai dentro di te e che devi sviluppare. La reincarnazione è un supporto esterno a questo tipo di lavoro che va fatto sul proprio potenziale e che va sviluppato.

Domanda: quindi, vorresti forse dire che c'è un qualcosa che ci deriva dal nostro passato, dal nostro karma, e un qualcos'altro che dobbiamo sviluppare noi stessi?
Risposta: giusto, proprio così. È come il rapporto studente – insegnante. Se abbiamo un buon insegnante, ma non studiamo, non otterremo alcun risultato. Allo stesso modo, se non abbiamo un buon insegnante, ma ci impegniamo molto, potremmo comunque non realizzare alcunché. Bisogna esser bravi e lavorare su se stessi e al tempo stesso ricevere l'aiuto di queste manifestazioni. La manifestazione del Buddha non significa essere Buddha. Tu potresti essere una manifestazione del Buddha e potresti non saperlo. Il concetto si applica a chiunque e dipende dalle circostanze. Voler misurare le potenzialità della matematica in tutti i suoi aspetti non è possibile ed è molto difficile. La stessa difficoltà si riscontrerebbe se volessimo comprendere tutte le potenzialità del karma e della reincarnazione.

Ho concluso. Complimenti per le domande: sono state molto buone.
Vi ringrazio tutti.



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martedì 21 dicembre 2004 - ore 16:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi non ho voglia di scrivere nulla...
vi saluto e vi bacio tutti!!

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lunedì 20 dicembre 2004 - ore 18:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")



QUESTI SONO I RIO...
VERAMENTE BRAVI!

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lunedì 20 dicembre 2004 - ore 12:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")




SONO BELLO?

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domenica 19 dicembre 2004 - ore 19:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


IO SONO..

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domenica 19 dicembre 2004 - ore 19:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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domenica 19 dicembre 2004 - ore 19:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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domenica 19 dicembre 2004 - ore 13:03



(categoria: " Amore & Eros ")


ciao bellissima Ale!!!!

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