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venerdì 2 marzo 2007 - ore 19:19


Regalo di Cappe
(categoria: " Vita Quotidiana ")




THANK YOU!

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mercoledì 28 febbraio 2007 - ore 00:44


Imagine me there - Ringo Starr
(categoria: " Vita Quotidiana ")


(...pure lui ha da dire qualcosa di bello...)

when the curtains move
in breezes unexpected
don’t you worry
you will always be protected.

imagine me there
when you see the dancing shadows
in the moonlight
you will alaways have my love
to make it alright.

imagine me there
let the dawn break
without heartache
all our lives
imagine
never lonely
dream and i’ll be
by your side
imagine
trust in love and love is everywhere
imagine me there.

when the next room
feels as far away as china
you can always know, for sure
my love will find you.

imagine me there...

sometimes life can be
a fragile occupation
when i find myself in frantic situations
i imagine you there
so imagine me there
imagine me there

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domenica 25 febbraio 2007 - ore 23:34


Millecose.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pensierini prima di andare a dormire, come quando si fanno le elementari e ancora si crede in Dio...

Giornata demmerda, atona, afona e pure nebbiosa e piovigginosa. Sono cose che perdono solo alla mia Londra... (per la cronaca: finchè non sono lì non ci credo...).

Avrei una tesina da fare - anzi due - entro mercoledì, ma a meno che stanotte non mi faccia visita lo spettro di Indro Maranelli è difficile che io trovi la forza d’animo per consegnarle in tempo. E poi tarapìa tapioco, come se fosse Antani, prematurata la supercazzola eccetera...

Piccola mia, mi manchi tanto... non resta che aspettare...

Giusto per tenermi impegnato fino al 25 marzo (come se davvero ne avessi bisogno...), pare che il santo protettore della mia arte postproduttiva mi abbia collocato nel piano di risanamento della sua azienda, commissionandomi un remake del mio celebre (!) video sulla sicurezza stradale... stiamo a vedere...

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venerdì 23 febbraio 2007 - ore 15:08


Giorno storico!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


spaces.msn.com/letthesnowfall

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giovedì 22 febbraio 2007 - ore 21:33


Mai voluto renderti triste, mai voluto farti del male...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non vorrei davvero entrare in argomento. Col senno di poi, sarebbe stato meglio non scrivere nulla. Il mio problema è che non voglio accusare, vorrei fare capire meglio il mio punto di vista. A scanso di equivoci, mi sono arrovellato più volte sul punto di vista altrui, e a maggior ragione non trovo nulla di male in ciò che ho scritto.

Tutto, in sostanza, ruota intorno a otto giorni, in cui io non ho avuto traccia di te. Ecco tutto.

Io non pretendo che tu faccia di più. Io non ho pretese nei tuoi confronti. Non voglio farti arrabbiare e men che meno renderti triste. Ma tu sei la mia ragazza... e io, molto banalmente, sto male se non ti sento a lungo. Tutto qui.

In questo senso ho bisogno di sapere che esisti. Ho bisogno di sapere che la ragazza, la mia ragazza, che ho lasciato un mese fa esiste ancora e - tempo permettendo - ha voglia di condividere con me quello che le sta succedendo.

Tempo, potresti non averne. Ma per me è lo stesso. Posso capire che significa non avere tempo (e tu lo sai bene). Ma il tempo non mi ha mai impedito di raggiungerti, né voglio che mai lo faccia. A volte un po’ invidio gli altri due - Andrea e Elisa - che si sentono due volte al giorno. Poi passa subito, perchè non ho mai voluto instaurare confronti con loro, di nessun tipo. Ma trovo scomodo, davvero, trovarmi all’estremo opposto della scala.

Tutto questo serve a spiegare. Non ad accusare. Né a cambiare abitudini, se non vorrai. Mai voluto renderti triste, mai voluto farti del male...

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martedì 20 febbraio 2007 - ore 00:12


Oggi: incendio trattore.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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domenica 18 febbraio 2007 - ore 19:06


un mese senza te.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...e mi chiedo... chissà quanto sei cambiata in un mese... cioè... chissà se è già avvenuto un qualche cambiamento nella tua personalità che potrebbe decretare una nostra rottura al tuo ritorno... (sono un uomo! ste pare me le devo fare per contratto!!)

e poi penso... cavolo! chissà se sembra passata un’eternità anche a te, da quella sera a Torre Rossa... a me sembra un’eternità... da allora qui le giornate sono più calde e lunghe, non hanno molto a che fare con un mese fa... sembra tutto lontanissimo... e questo non può far altro che rendere il momento in cui ci riabbracceremo quattro volte lontanissimo...

e mi chiedo (ma è pura speculazione, visto che so perfettamente cosa farò nei prossimi quattro mesi...): sei ancora dell’idea che sarebbe sbagliato se venissi a trovarti nel bel mezzo della tua vacanza? no, perchè... beh... io inizio a considerarla una cazzata stratosferica... e non (o quantomeno non solo) perchè mi manchi ancora tanto...

chissà... mi chiedo... e aspetto... aspetto... aspetto... aspetto...

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sabato 17 febbraio 2007 - ore 16:07


Storia degli imbrattacarte e Indro Mortadelli.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi ho dato l’esame di storia del giornalismo. Diciotto. Non farò l’imbrattacarte, dunque... Cami dice che - esclusa anche questa professione - mi resta solo da scegliere tra prostituta e trafficante... mah... devo valutare come mi stanno le calze a rete.

Anyway, giusto per sfoggiare un po’ della mia competenza in materia, ma soprattutto per dimostrare all’illustrissimo chiarissimo sfocatissimo docente che - in fondo - qualcosina l’avevo studiata, racconterò un simpatico aneddoto riguardante Indro Mortadelli (o qualcosa di simile...).

N.B. Non ho libri alla mano, non possedendo affatto i libri utili al superamento dell’esame.

Indro Martufelli si trovava un giorno in una città non meglio specificata (in Italia, comunque: di questo almeno sono sicuro!) e decise di andare a teatro a vedere una commedia dei fratelli De Filippo. In una scena, il protagonista recita quanto segue (più o meno: sono forse una linotype?)...

...un giorno a un uomo scappò il cavallo, e tutti si recarono da lui per fare le condoglianze per la tragedia. "E chi vi dice che sia una tragedia?", disse lui. Il giorno dopo il cavallo tornò portandosene appresso altri otto. E allora tutti a congratularsi per la grande fortuna. "E chi vi dice che sia una fortuna?", ammonì l’uomo. Il giorno successivo, il figlio di lui, cavalcando uno degli otto cavalli, cadde e si ruppe una gamba. E di nuovo tutta la popolazione (trad: tutta la manica di stronzi) a inveire contro il destino avverso: "e chi vi dice che sia destino avverso?", rimbeccò l’uomo. Il giorno appresso scoppiò la guerra, ma il ragazzo fu subito congedato dai suoi obblighi militari per via della gamba... "E chi vi dice che sia una fortuna?"

...sta menata va avanti ancora per molto, ma qui Indro Marescialli si ferma (per fortuna!). Io mi permetto di continuare la sfiziosa storiella (sfiziosa come uno stuzzicadenti tra le palle) adeguandola alla mia mattinata.

La mia preparazione all’esame consiste nel conoscere il titolo di due dei tre libri che il programma prevede. E chi vi dice che sia una tragedia?

Il professore inizia a chiedere cose non scritte sul libro, tantomeno sul programma. Cose tuttavia che io so! E chi vi dice che sia una fortuna?

Le domande si spostano repentinamente sul programma d’esame. Io faccio svariate figure da minchione (da cui il mio fascino non riesce a sottrarmi) e mi busco un fottuto 18 che abbassa di qualche punto la mia preziosissima media!!! E chi vi dice che sia una tragedia?

Le due persone che mi succedono all’interrogazione vengono inesorabilmente bocciate, con buona pace della loro preziosissima media.

Il succo è: caro Indro Menestrelli, se non ci avesse già pensato Madre Natura, ti farei fuori. Ho deciso: niente traffici illegali. Vado a battere...


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mercoledì 31 gennaio 2007 - ore 20:57


Il festival del senno di poi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...Buon Dio! Sono riuscito ad arrivare vivo anche alla fine di questo mese.... e quando qualcosa finisce, beh, è sempre un po’ il festival del senno di poi... Insomma, vorrei poter rivivere questo mese meglio di quanto non abbia fatto... un mese fa esatto ero in macchina, dopo il lavoro... e di lì a poco avrei litigato con tutte le pizzerie del centro perchè nessuno si degnava di fare servizio a domicilio la sera di capodanno... Dio quant’ero stanco... scusa amore, ma ero veramente a pezzi... e dato che lo sono anche adesso, beh, mi ricordo cosa voglia dire essere COSI’ stanchi... certo che...

...bah... il festival del senno di poi...

Sai una cosa buffa? Ora, quando giro per i posti che di solito frequentavamo assieme (ieri è stato il turno della Roccia) c’è sempre qualcuno che con occhi sgranati si complimenta con me per avere una ragazza così... così! Beh... sì, insomma... non ci sono solo le stelle che ridono a ricordarmi di te... e a quanto pare non sono l’unico a essermi chiesto cosa ci fa una come te con uno come me...

...still lovin’ you...



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martedì 30 gennaio 2007 - ore 10:38


"Mi sparano!"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


John Lennon era un dannato poeta... uno che con le parole ci sapeva proprio fare... e quali sono state le sue ultime parole...?

"Mi sparano!"

Eggraziealcazzotisparano!! Ma dico! Hai commosso, smosso animi, hai fatto politica, hai donato amore a tante persone con le tue canzoni... e le tue ultime parole sono "Mi sparano!"?!? Come se non l’avessimo capito! Ammazza a quanto sei stronzo, ah John!

Morale della favola: non aspettiamoci che siano le nostre ultime parole a dire le cose importanti. Pensiamoci un po’ prima, va...

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