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STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO

ALLA FIERA DELL’EST
Branduardi


Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E l’ Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E infine il Signore
sull’Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.


ORA VORREI TANTO...

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
ed ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno "Che bel fior!".

E’ questo il fiore del partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E’ questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!






STO STUDIANDO...

curiosa per vivere...

UN MEDICO
Fabrizio De Andrè


Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l’uomo
e vennero in tanti e si chiamavano "gente"
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d’accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d’amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l’etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione.


OGGI IL MIO UMORE E'...

DECERVELLAMENTO
Vinicio Caposella



Per molto tempo fui ebanista
operaio in borgo d’Ognissanti
mia moglie lì faceva la modista
e in questo modo tiravamo avanti

Quando la domenica era bella
ci vestivamo a festa per andar
in via dell’Euchadé tanto per fare
contenti di veder decervellare

I nostri due marmocchi impiastricciati
brandendo lieti i miseri balocchi
salivan su con noi nella vettura
felici correvamo in via Euchadé

Strozzati tutti quanti allo steccato
menando colpi per meglio veder
cercando sotto i piedi un asse o un sasso
per non sporcar di sangue gli scarponi

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Eccoci bianchicci di cervella
i pargoli ne mangiano e noi pure
il palotino affetta con livore
e le ferite e i piombi ci godiamo

Poi vedo sulla macchina spaurito
un brutto ceffo che mi torna poco
ti riconosco in faccia bel tomino
ci hai derubati e non mi fai pietà

A un tratto per la manica mi tira
La sposa mia che avanza con premura
Ma sbattigli sul muso un bel piastrone
Che il palotino si è girato in là

Sentendo il suo superbo ragionare
Mi gonfio di coraggio e da insolente
Di merdra al ricco tiro una gran piastra
Che in faccia al palotino si spatacca

Di colpo oltre il recinto son menato
Dalla folla inferocita strapazzato
E son caduto dritto a testa in giù
Nel vortice da cui non torni più

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Ecco cosa capita a chi ignaro
Passeggia per veder decervellar
In via dell’euchadé da malaccorti
Si parte vivi e si ritorna morti.





















MA CHI HA DETTO CHE NON C’E’
G.Manfredi



Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
nella curva dei tuoi fianchi
nel calore del tuo seno
nel profondo del tuo ventre
nell’attendere il mattino

Sta nel sogno realizzato
sta nel mitra lucidato
nella gioia nella rabbia
nel distruggere la gabbia
nella morte della scuola
nel rifiuto del lavoro
nella fabbrica deserta
nella casa senza porta

Sta nell’immaginazione
nella musica sull’erba
sta nella provocazione
nel lavoro della talpa
nella storia del futuro
nel presente senza storia
nei momenti di ubriachezza
negli istanti di memoria

Sta nel nero della pelle
nella festa collettiva
sta nel prendersi la merce
sta nel prendersi la mano
nel tirare i sampietrini
nell’incendio di Milano
nelle spranghe sui fascisti
nelle pietre sui gipponi

Sta nel sogno dei teppisti
e nei giochi dei bambini
nel conoscersi del corpo
nell’orgasmo della mente
nella voglia più totale
nel discorso trasparente.

ma chi ha detto che non c’è
ma chi ha detto che non c’è

Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel mitra lucidato
nella fine dello Stato

c’è, c’è. sì che c’è.





















Madre Terra
Modena City Ramblers


Fermomès un mumèint e stam ad asculter
la Tèra c’la respira e che ormai l’an gà pio’ fièe
al vèint l’è drée a purter un cant ed dulòur
al sbraj disperèe ed ‘na tèra c’la sta mel
Al treno dal progrès al cor sèimper pio’ fort
a crèom e cunsumom sèinsa mai cunter i mort
ma i cunt a la fin i armagnèn da fer
èt po’ seimpèr scaper luntan, ma intant ì en da pagher
Madre Terra tieni duro
Madre Terra violentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo
A’s zoga coi quatrèin, a’s zoga tott i dé
a’s còumpra la prosperitè sèinsa vulters indrée
adèss a sam di sgnòur, inzgner e lauree
ma quèll c’l’era ‘na volta a s’al sam bèle scurdèe
Al sembra cunvenìjnt al zogh dal progrès
pinser c’la vaga bèin e an guarder pio’ in là dal nes
s’a stam ad asculter, s’a tgnom i oc bèin avert
a psom sèinter luntan la vòus ed la Tèra c’la sta mel
Madre Terra tieni duro
Madre Terra tormentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo




































I Giardini Di Kensington
Patty Pravo


Peter con le mani e vola via eri in auto uomo e adesso che non vuoi la tua casa lascia e poi scendi in un mondo di poesia sei tu peter tu che kensington vivi?peter..tu che kensington vivi?...TU...
trovi lili i fiori e le fate
in barca lungo la corrente vai con le canne un flauto fai suoni come il grande panfrit....
sei tu peter?tu che kensington giochi?tu peter,tu che kensington suoni? suona ancora cosi...
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu

e laggiù un giorno chiederai che vuoi rivedere la tua casa le lunghe feste cosi gli addii le gite in barca
tu perdi tempo peter,tu che kensington resti?ooo peter tu che kensington resti??..tu.

dalla finestra chiusa guardi tu e al tuo posto un bambino adesso c’è,
troppo tardi peter pan
tu capisci tu lo sai se la pianti peter tu che a kensington torni?
o si peter tu che a kensington torni??
tu.

magica gioia tu dai,
dolce mio rimpianto dove sei,
nei giardini a kensington un bambino eterno c’è,sei tu peter?tu che kensington vivi?ooo tu Peter...tu ke kensington suoni?suona ancora cosi....
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu























Michele O’ Pazzo E’ Pazzo Davvero
Rino Gaetano



Piace tanto ai grandi quanto ai bambini
prende tutto e in cambio offre palloncini
ha una macchina a tre ruote e un megafono potente
per poter parlare a se stesso o comunque con la gente
a volte è sporco a volte è nero
Michele o’ pazzo però è proprio vero
gli stracci li ammucchia dentro un cartone
mentre degli oggetti invecchiati ne fa collezione
parla al megafono di politica e di sesso
c’è chi lo ascolta ma per chi no fa lo stesso
crede in un mondo più giusto e più vero
michele o’ pazzo è pazzo davvero
state sereni tutto cambierà domani
avremo tutti una casa di quattro o cinque vani
palloncini nuovi belli e colorati
portatemi gli stracci le carte e i vostri peccati
venite venite è ritornato Michele
















LA CATTIVA STRADA
Fabrizio De Andrè



Alla parata militare
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese "Perché "
lui gli rispose "Questo è niente
e adesso è ora che io vada"
e l’innocente lo seguì,
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Sui viali dietro la stazione
rubò l’incasso a una regina
e quando lei gli disse "Come "
lui le risposte "Forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada "
e la regina lo seguì
col suo dolore lo seguì
sulla sua cattiva strada.

E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota
quando l’aeroplano cadde
lui disse "È colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada "
ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada.

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse "Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada"
l’alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose "Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto
che io vada "
ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c’è amore un po’ per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada.














TITANIC
Francesco De Gregori



La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento.
E puzza di sudore dal boccaporto
e odore di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire,
ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare
su questo splendido mare.

Ci sta mia figlia che ha quindici anni ed a Parigi ha comprato un cappello,
se ci invitasse al suo tavolo a cena come sarebbe bello.
E con l’orchestra che ci accompagna con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante.

Ma chi l’ha detto che in terza classe,
che in terza classe si viaggia male,
questa cuccetta sembra un letto a due piazze,
ci si sta meglio che in ospedale.
A noi cafoni ci hanno sempre chiamato
ma qui ci trattano da signori,
che quando piove si può star dentro
ma col bel tempo veniamo fuori.

Su questo mare nero come il petrolio ad ammirare questa luna metallo
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo.
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano
si vada a squagliare in mezzo al fumo di questo vapore di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l’elica e gira gira che piove e nevica,
per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America.

E il marconista sulla sua torre,
le lunghe dita celesti nell’aria,
riceveva messaggi d’auguri
per questa crociera straordinaria.
E trasmetteva saluti e speranze
in quasi tutte le lingue del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago
in poco meno di un secondo.

E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello,
quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio così difficili da evitare,
pensò "Magari con un pò di coraggio, prima dell’arrivo mi farò baciare".
E com’è bella la vita stasera, tra l’amore che tira e un padre che predica,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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LILAC WINE
Jeff Buckley

I lost myself on a cool damp night
I Gave myself in that misty light
Was hypnotized by a strange delight
Under a lilac tree
I made wine from the lilac tree
Put my heart in its recipe
It makes me see what I want to see
and be what I want to be
When I think more than I want to think
I do things I never should do
I drink much more than I ought to drink
Because it brings me back you...

Lilac wine is sweet and heady
like my love
Lilac wine
I feel unsteady like my love
Listen to me... I cannot see clearly
Isn’t that she coming to me nearly here?
Lilac wine is sweet and heady
where’s my love?
Lilac wine
I feel unsteady where’s my love?
Listen to me
why is everything so hazy?
Isn’t that she
or am I just going crazy dear?
Lilac Wine
I feel unready for my love
feel unready for my love.















PREGHIERA di GENNAIO
Fabrizio De Andrè

Lascia che sia fiorito
Signore
il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo
in mezzo ai Santi
Dio
fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.




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(da Fotografia / Corsi Online )


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IN QUESTO BLOG NON SI GUARDANO I SIMBOLI MA I PENSIERI!






"Aza ataonao fitia ranon-tambo:
be fihavy, ka mora ritra.
Fa ataovy tahaka ny rano am-pasika:
tsy nampizina hisy, ka nahazoana."

(ohabolana malagasy)


"Che il vostro amore
non sia come l’acqua di un torrente:
scende in grande abbondanza
ma ben presto sparisce.
Sia invece come l’acqua
nascosta nella sabbia:
non ti aspetti ci sia,
ma se ne può sempre attingere."

PROVERBIO MALGASCIO





Non voglio girare il mondo....
VOGLIO SOGNARE DI FARLO!!




IL MONDO non lo abbiamo ereditato ma ...
LO ABBIAMO PRESO IN PRESTITO AI NOSTRI FIGLI!






" Il camminare condiziona la vista e la vista condiziona il camminare a tal punto che sembra che solo i piedi possano vedere " Robert Smithson

"Caminante, no hay Camino, se hace al andar el Camino..." Antonio Machado
("viandante non c’è sentiero, il sentiero si apre camminando....")


http://www.youtube.com/watch?v=1uzn7S7Uuns


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mercoledì 18 novembre 2009 - ore 21:03


e a braccia aperte...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e a braccia aperte continuo... continuo il mio Cammino e porto avanti la mia via...
questa sera sono un pò triste (forse sarà l’assenza del mio dentone o ancora gli effetti della naftalina !!!) e così penso ad un abbraccio speciale che mi piacerebbe avere in questo momento...
ma aspetto e.... intanto lo immagino.....

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martedì 17 novembre 2009 - ore 14:44


la via della purificazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ogni percorso prevede un pò di sofferenza e diciamo che per santificarmi mi sto impegnando alla grande.
Come previsto una delle tappe riguardava la separazione dal mio dentone... domani mattina 8.30 ci sarà il verdetto sui dubbi che mi stanno assalendo in queste ultime ore...
(per togliermi i denti inferiori son stata in posizione distesa...normale... ma per togliermi il dentone superiore mi mettono a testa in giù???... l’ago della puntura sarà così lungo come me lo ricordo? il dolore sarà atroce come mi è stato detto? se mi danno una botta in testa non sarà meglio?....)

nel frattempo mi sto impegnando al massimo per percepire nella sua totalità il dolore...

le mie mani sembrano uscite da un frullatore...ringrazio il nuovo micio...
nuove botte sulle gambe mi appaiono come la stagione dei chiodini... (ma come cavolo faccio a prendermele?)
ho mal di gola.
mi deve venire il ciclo.
......

tra dieci minuti chiamo una casa di riposo (qui vicino casa...sig sig...).. a quanto pare necessitano il completamento delle ore dell’altro psicologo....

tra 30 minuti inizio ripetizioni... speriamo che le sparate non siano alte (considerando che devo far ripetizioni accanto alla sorridente foto dello "Psiconano" che abbraccia l’"Uomo che ce l’ha duro"... considerando che alla mia ingenua domanda sul vestito di Halloween mi son sentita rispondere : "mi vestirò da marocchino barbone"....sgrunt!)


insomma sono una lagna!


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domenica 15 novembre 2009 - ore 09:05


Dialoghi diversi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1
Ieri sera mi son riletta un dialogo che, nella sua crescente semplicità,
ha raccolto di me un lungo periodo vissuto.

Lo ho letto tutto d’un fiato, anche se la sua reale durata ha presentato delle pause non indifferenti.
Non indifferenti a me. Non indifferenti a te.

Un dialogo che, leggendolo concentrato, porta alla luce l’aprirsi della conoscenza... aprirsi sempre dosato...
Le parore... il tono delle domande o delle affermazioni cambia... cambia con le emozioni pregresse.

Pensando al tempo.
al tempo completo..vissuto dentro e fuori, con e senza il dialogo...
Pensando a quante cose ho fatto e di conseguenza, nella loro opportuna assenza, quante non ne ho fatte.

Le persone maturano e con esse anche le situazioni.
Ciò che si è vissuto (in qualsiasi forma) rimane impresso.. come a dire "ecco ciò che tu sei e come sei arrivato ad essere" (ad essere nella tua persona).

rimane il fatto che... è stato meraviglioso rileggerlo!

2
Fra un pò me ne vado a Vicenza con Annarita a trovar Eddy, trasferitosi da un anno.
Con lui (è sordo al 100% in un orecchio.. e nell’altro, con un apparecchio, sente qualcosina) diciamo che il dialogo assume delle caratteristiche particolari ...ironiche data la sua flessibiltà di pensiero, la sua autoironia e il fatto che da quella bocca molto spesso escon discorsi allucinanti...che non c’entrano assolutamente niente con il discorso principale...ma va a capire ciò che sente!
Che rider!


3
Ieri sera è arrivato un super miciozzo grigio e bianco grandicello di 6-7 mesi (questa mattina sembra essersi già dissolto!)... mia mamma si è decisa, data la sua passione distaccata per i gatti...
ora tocca a Pluto, desideroso di una nuova conoscenza e scodinzolante, mediarsi al gatto che ad ogni suo avvicinamento, immobile, piega le orecchie ed inizia a produrre quel suono tondo e roteante...

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sabato 14 novembre 2009 - ore 14:05


solo per precisare...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


solo per precisare... non per mettere in dubbio il buon senso delle persone, ma vorrei, solo per il gusto di farlo, sottolineare un puntino...

Il fatto che io abbia un elevato attaccamento al sogno non indica in me una personalità svolazzante....ANZI.

Questo mi è permesso dato il mio alto senso di concretezza.
Se un aquilone non avesse il filo che lo tiene a terra sarebbe un pezzo di carta con qualche asticella che vola di qua e di là al vento..trasportato dagli innumerevoli eventi.

Il fatto che 1+1 faccia 2, non implica il fatto che io non possa vedere (ogni tanto) due tizi con il naso lungo ... rimane il fatto che so che la loro somma vale 2.

Questi mesi hanno messo a dura prova il mio senso di realtà..
considerando che la mia identità professionale risulta castrata... non inesistente.. solo temporaneamente castrata.
considerando che le mie aspettative individuali di vita risultano fluttuare al vento (con il cordino sempre attaccato a terra!).. solo temporaneamente...
considerando che.....solo temporaneamente...

il mio senso di realtà stà faticando un pò.
il sogno rimane come leggiadro nel suo essere... ma vivere nell’attesa dei propri sforzi non gratifica l’anima come dovrebbe competere al sogno.

Con questo ripeto non metto in discussione il Buon Senso delle persone... vorrei solo ricordarlo..forse solo a me stessa.

Questa mattina dall’Ordine degli Psicologi mi è arrivata una mail con diversi convegni succhia - soldi che si terranno in zona..

Uno è particolarmente interessante... ramo dell’indirizzo che ho scelto(disturbo post traumatico da stress)... ha in me riacceso una curiosità e un legame d’affetto verso il mio percosro di studi ... consapevole che la realtà dei fatti (al di fuori dell’università) è leggermente diversa.

Questo post è una precisazione , forse, superflua per voi... ma necessaria per me.
(argomento di discussione di questa mattina con Katia.)


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venerdì 13 novembre 2009 - ore 18:46


sempre di N si tratta...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Volevo parlarvi di Natalino e invece devo iniziare con Nelson...

Pomeriggio.
Vado a far le consuete ripetizioni al giovinotto svogliato di II superiore seguite dal consueto giro del venerdì con Nelson.
Passo a salutare prima Melany, la figlia tredicenne di Annarita e Kabir, che domani si troverà ad affrontare il suo primo viaggetto... scambio culturale in Francia... solite raccomandazioni, battutine e risate...

Porto Nelson... Annarita mi accompagna.
Lo vedo inquieto.
Il giro non da particolari problemi...
Il giro finisce...è ora di tornare nel recinto.

Ogni tanto ci prova.. si fronta come un mulo, fiducioso dei suoi super denti, cerca di morder la catena... oppure di SFILARSI IL COLLARE.
Bene questa volta ce l’ha fatta...

Direzione piazza.
Orario di fine lavoro.
Piazza piena di gente, macchine, uomini in bici....

Annarita prende il comando della macchina e io, pronta a scattare come una cavalletta, mi posiziono nel sedile accanto.

Eccolo li.
Come una donzella che corre sui prati in preda ai deliri dell’assenzio.
Lo scenario diciamo era un pò diverso.
persone ghiacciate, ciclisti immobili con la bocca spalancata, macchine frenanti...

Aiuto!!!

scendo dall’auto.
Corro.
prende una stradina secondaria di un cortile (e intanto dentro di me prego che nel cortile non ci sia nessuno dato che una delle sue ultime scappatelle si è conclusa con un morso ad un cane-topo!)...
..vedendosi senza via d’uscita.. fa lo stronzo arrogante come per dirti "si si dai ora torno..non rompere!"

lo prendo e vogliosa di dargli 4 pedate sul culo (consapevole che ha la cotenna di un mammut e che non sente niente), lo tiro verso il suo recinto.

All’entrata.. si fronta un’altra volta.

Eh no Eh!!!!!

Ho pure dovuto dargli il premio.. un panino secco per farlo entrare...
mmmmmm.....

fatta anche questa volta.
Chissà che il padrone prima o poi si decida a far qualcosa!

Passando a Natalino....

Il Natale di 20 anni fa ho ricevuto un regalo bellissimo sotto l’albero. Natalino.
Un orso peluche bianco di 40 cm.

All’epoca mi ha accompagnato nei miei agitati sogni...
e fino all’età dei 26 anni (ultimo anno di università) me lo son sempre portato dietro.
Ora è li seduto accanto al mio letto.

E come una bambina che aspetta il periodo dei doni... io ora aspetto il mio caldo Dicembre....



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giovedì 12 novembre 2009 - ore 18:44


mi do un bacetto.. e passa tutto!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


a meno di 24 ore ho preso coscienza che i capricci verso me stessa non me li voglio fare...
meglio non coccolarsi troppo nella propria tristezza...

Ieri sera è volata un’affermazione grossa... a volte però certe cose vengono dette per una propria paura (infondata) che non si vuol affrontare.. quindi per proteggersi si sta prima a gettar le colpe (????) sugli altri... tanto grande la paura tanto grossa la sparata

va bon...

bacetto passa tutto... la nonna e la mamma me lo dicevan sempre quand’ero piccola.. i grattoni rimanevano, stavano un pò a passare.... ma almeno l’affetto ti riempiva il cuore...



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mercoledì 11 novembre 2009 - ore 21:55


scusa...solo per un pò.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


questa sera un pezzetto del mio cuore è diventato di cemento.

con la correttezza della mia mente ho cercato di toccare un macigno.
un pezzo del mio cuore è stato schiacciato da una caduta verticale.

ho poche parole e forse quelle dette son sbagliate.

TUTTO QUEL CHE E’ RESTA.....ho solo bisogno di un pò di giorni per ammorbidire il cemento versato che fa un male cane.

troppa realtà tutta in un momento fa male.

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mercoledì 11 novembre 2009 - ore 15:50


Bagnetto...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


un’oretta sindacale di bagnetto ogni tanto ci vuole...

e dopo una serie di telefonate e ricerche illusorie, ho deciso di lasciare il mio corpo libero nel processo osmotico...

coccolata dall’acqua le mie mani e i miei piedi si stavano essicando come le mele al sole...

e tra lo svago di far le bolle (cosa non così semplice.. non il farle ma mantenerle....)...
"drin drin"... corri a rispondere, ghiacciata da un’aria che nel suo essere sarebbe stata anche calda.. se prima il tuo corpo non si fosse concesso all’acqua bollente....
in realtà sembrava aria polare...

insomma corro...
e chi mi trovo dall’altra parte della cornetta?
i soliti spaccamaroni delle promozioni...
fai la gentile, perchè comprendi la situazione del lavoratore precario che in quel momento ti sta parlando, e sotto i tuoi piedi, nel frattempo, si sta formando un laghetto con schiuma....e se ti soffermi un altro pò puoi osservare l’inizio di un nuovo ecosistema...

rientri nella calduccia acqua...
e ti concedi nuovamente alle calde coccole...




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martedì 10 novembre 2009 - ore 20:18


se son morta vorrei trovarmi melo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se non mi è scoppiato un probabile aneurisma (dato che in famiglia ce ne son stati) ora posso ritenermi quasi-immune.. altrimenti vuol dire che son morta e non me ne rendo conto.

magari serve un periodo di consapevolezza prima di staccarsi dalla vita e diventar un melo.. che ne so...

e che cazzo...

c’è un punto che mi fa gonfiare le giugulari... per il resto diciamo che son abbastanza moderata.
non vi conviene toccarlo... altrimenti scoppio.

e che cazzo....

poi mi dicono che solo viver da soli è difficile.. certo non dico che è semplice (ma non vorrei sentirmi dire che viver in famiglia è una passeggiata)... devi sopravvivere, tirati su le maniche perchè altrimenti non paghi l’affitto, le bollette e il mangiare.. non ti fai scorte monetarie....ma ma ma... sei libero di fuggire quando cazzo ti pare... sei libero di bloccare le discussioni o il clima di tensione e dire vaffanculo me ne torno a casa mia... sei libero di non mediarti nel tempo... sei libero di non mediare i rapporti con persone che vivono con te (LEGATE DA AMORE e LEGAME di SANGUE)... sei libero di mostrare il tuo carattere di merda e tenertelo.

sei LIBERO?

mah!

e poi mi dicono che viver in casa è semplice.. si è coccolati (certo c’è anche questo...ma te lo devi guadagnare.. perchè la sottile linea emotiva e di percezione che scorre in tutte le case è sottile... e si può spezzare e le coccole te le ficchi nel culo se non sai mediarti e riguadagnar la stima e l’affetto.. nessun amore è cieco... può esser illimitato ma non cieco.)

porca troia.

e son contenta di esserci stata in famiglia... ma porca troia, a volte certe storie tornano come la ripassata di minestrone che ti dura una settimana...

porca troia.. mi sto sbollendo solo scrivendo...

fra un pò passa..

com’è sempre passata.. perchè si parla di convivenza di affetti.

porca troia.

poi io sono una stronza perchè non giro tanto intorno alle storielline.. vado dritta al nocciolo... evito gli impegolamenti sulle situazioni e vado subito al dunque del perchè si vengono a creare certe situazioni.

porca troia.

son cresciuta tanto. come può averlo fatto chi se ne è andato a viver per i fatti suoi.. cresciuti ma in aree diverse.

porca troia....

poi mi torna in mente anche che fra un pò è Natale ed è da un anno che mi massacrano i coglioni per parteciapre "al nuovo natale di segusino.. tutto volto ai turisti" (e io da più di un anno che rifiuto... ) che non fa altro che acuire il malessere delle persone che a segusino ci vogliono vivere e vogliono vivere in serenità un modesto e comune natale... e poi ti senti spazzato via perchè i turisti han più valore di te che invece ci abiti.. e allora a ’fanculo la partecipazione di chi ha sempre fatto le cose così alla buona così solo perchè voleva sentirsi comune... ’fanculo la partecipazione di chi con impegno faceva delle cose che magari non eccellevano.. ma lo facevano sentire un pò importante...

e aumenta la tensione ... perchè ci siam abituati all’idea che solo noi scegliamo... scegliamo con la possibilità di sbatter la porta.. scegliamo con la possibilità di girar le spalle e scegliere quel che ci piace di più..

e allora ’fanculo senso comune... e allora ’fanculo fiducia... e allora ’fanculo cercar di capire gli altri...

bene.. non credo di esser morta.. la pressione scende... con le parole...

nel caso fossi morta guradate i meli con affetto.




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lunedì 9 novembre 2009 - ore 11:51


Tempo Mulo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ da due giorni che voglio andare a dar respiro al mio corpo.. ho voglia di camminare ... ma piove...

Questa mattina son passata a prender mia zia che doveva andar a far una visita... fermo la macchina al cancello e penso : "Tempo Mulo"
Nel mentre, quasi sentendo i miei pensieri... un mulo raglia.

Raglia la sua angoscia di un tempo che non gli fa affondare gli zoccoli nel terreno, non gli fa trainare alcun carro.. e intanto lascia perire il suo corpo aspettando di esser carne da macello...

Un lamento straziante.. un richiamo solidale.

Così, riprendendo alcune parole di Guccini, svolgo i miei lavoretti quotidiani (pane, latte, macellaio, frutta e verdura, visite mediche e stiro)... poi... "mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo "

mi consolo ora che l’uva sembra ricordo lontano.. le castagne abbandonano lo scenario e i dolci frutti di cachi con gli acidognoli melograni chiudono la stagione della fatica...

mi consolo con la pioggia battente che si interrompe per poche ore dando speranze di sole tiepido che poi si interrompe nella sua illusione...

tempo mulo...

mi consolo aspettando le chiamate per l’assistenza o il prossimo colloquio a Trento... continuando a far ripetizioni e imperterrita non voglio raschiar le scorte...

mi consolo con la solidarietà del mulo che sotto la pioggia piange aspettando la sua magra fine...

mi consolo scrivendo e pensando...

Tempo Mulo!



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