Spritz.it - D R A G O's HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG




NICK: D R A G O
SESSO: m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
STATUS: single

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO
Non ve lo dico neanche se mi pagate.
Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.


HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.


STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato.
E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita.
E grazi al cielo capita sempre qualcosa.


ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può.
E allora mi faccio bastare il resto.


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto.
Quello che si adatta a tutte le situazioni.


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)

 


MERAVIGLIE

1)





“Io scrivo, perchè mi piace scrivere, perchè mi piace essere letto, perchè mi piace parlare di me in questo modo. E quelli a cui sarà gradito leggere le mie riflessioni, i miei pensieri, i miei racconti, i miei deliri e le mie cagate... beh, loro saranno la mia benzina.

Benvenuti nel Blog di
Sir D R A G O della Cadrega Ribaltada,
Cavaliere dell’Ordine della Porketta
e Grande Ubriacone di Corte



Una Storia Come Tante:

Premessa & Brandello N°1 LINK
Brandello N°2 LINK
Brandello N°3 LINK
Brandello N°4 LINK
Brandello N°5 LINK
Brandello N°6 LINK
Brandello N°7 LINK
Brandello N°8 LINK
Brandello N°9 LINK
Brandello N°10 LINK
Brandello N°11 LINK
Brandello N°12 LINK
Brandello N°13 LINK
Brandello N°14 LINK



A grande richiesta riesumo dagli albori del mio blog...
Tales Of The Fall In Love With The Elf!!
Parte Prima:LINK
Parte Seconda:LINK
Parte Terza:LINK
Parte Quarta:LINK
Parte Quinta:LINK
Parte Sesta:LINK
Parte Settima:LINK
Parte Ottava:LINK
Parte Nona:LINK
Parte Decima:LINK
Parte Undicesima:LINK
Parte Dodicesima:LINK
Parte Tredicesima:LINK
Parte Quattordicesima:LINK
Parte Quindicesima:LINK




Uhm...Porn-Groove.
Allora non si involve solo la tv.
Fa piacere.
Fa paura.
LINK






Che mi si coccardi, io dico. ”

(questo BLOG è stato visitato 17678 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


sabato 25 dicembre 2004
ore 22:12
(categoria: "Pensieri")


A quelli che scopiazzano Jannacci

A quelli che sono pochi ma con loro nell’amicizia o ci credi o ci credi;
a quelli che “Sciao bella!”;
a quelli che Luciano li accompagna;
a quelli che “La rivuoi?”;
a quelli che vogliono vincere viaggi raccontandone altri;
a quelli che se non li insulti non sono contenti;
a quelli che se non ci fosse Nella bisognerebbe inventarla;

A quelli che mi inseriscono nella lista delle persone con cui si possono scoprire;

A quelli che il capo mi spadroneggia un bel po’ sulle emozioni;
a quelli che coi capelli biondi guardano e sanno e io guardo e non so;
a quelli che coi capelli biondi hanno buone opinioni e mi fa piacere;

A quelli che dove c’è Jappelli c’è casa;
a quelli che solo per pura formalità contraggono il culo in vetrina;
a quelli che riempiono le troppo numerose pause;
a quelli che ti fanno vedere immagini erotiche per i loro esperimenti;
a quelli che restano solo le bianche ceneri;
a quelli che vivono di musica;
a quelli che amano la Puglia;
a quelli che “MUUUU!”;

A quelli che di Elfa ce n’è una e tutte l’altre son nessuna;
a quelli che ti offrono brindisi al tuo rientro;
a quelli che ti devono un caffè da secoli;
a quelli che li vorresti conoscere ma è difficile beccarsi;
a quelli che l’Elfa se la sono conquistata perché valgono;

A quelli che due genitori veri così non ce ne sono;
a quelli che due genitori finti così non ce ne sono;

A quelli che “l’effetto Nella” lo fanno anche se non ci conosciamo;
a quelli che pure se non ci si è ancora visti ci si sente vicini;

A quelli che non ci conosciamo molto pure se viviamo insieme e mi dispiace;

A quelli che sono pittoreschi come nessun altro;
a quelli che anche gli amenemoni cantano nei musical;
a quelli che o metal o merda;
a quelli che è un piacere ora che ci si va d’accordo;
a quelli che vengono meglio in foto;
a quelli che amano i gossip;
a quelli che sembrano pazzi e un po’ lo sono ed è bene così;

A quelli che mi osservano senza farsi avanti;
a quelli a cui sto un po’ sulle palle;

A quelli che non ricordo come si chiamano;
a quelli di cui mi sono scordato;
a quelli che non si sono riconosciuti nell’elenco come avrebbero voluto;

A tutti.

Buon Natale e Buona Fine dell’Anno.



LEGGI I COMMENTI (15) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 23 dicembre 2004
ore 10:32
(categoria: "Vita Quotidiana")


FAME (letto all'inglese, non in senso che ho fame)

Se andate su google e scrivete il mio nome (Drago Riccardo) vi esce il link al mio blog...

"BLOG
... La Repubblica ha scritto: "Ma che cazzo è 'sta roba??". Attori: Riccardo
Drago nel ruolo di DRAGO; Tiziana nel ruolo dell'Elfa. ...
www.spritz.it/blog/blog.asp?bloggone=D%20R%20A%20G%20O - 74k - Copia cache - Pagine simili"

Sogno famoso.
Pure l'Elfa.





LEGGI I COMMENTI (2) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 23 dicembre 2004
ore 10:06
(categoria: "Pensieri")


Una notte strana


Erano più o meno le 14 quando ci siamo accordati per vederci la sera stessa. L'orario è ininfluente, ma dirvelo fa molto "racconto serio". E allora l'ho scritto.

Cmq poi ci siamo visti per le 20.30 o giù di lì. No, erano le 20.36. Avevo fatto sei minuti di ritardo. Perchè pure noi uomini ce la tiriamo a volte. Per quanto sei minuti siano un'inezia di fronte all'eternità. E di fronte all'eternità anche un millennio è un'inezia. Per cui quei sei minuti avevano lo stesso valore di un millennio. Ossia nessuno.

La passo a prendere e lei è già sotto casa. Ci facciamo un giretto chiacchierando dopo mesi che non ci vedevamo. E quando non ci vediamo per qualche mese poi è sempre un gran chiacchierare. Parliamo parecchio. Ma ieri sera parlavamo di più. Erano discorsi più intensi.

Io guidavo e parlavo. Avete presente com'è chiacchierare guidando in un centro urbano affollatissimo per la gente che va a fare le spese natalizie? Che magari state raccontando un fatto e dovete interromperlo ogni tanto per concentrarvi sulla guida e non tamponare macchine o stirare eccessivamente qualche pedone tirando fuori tutta la sua splendida bidimensionalità?
Insomma era un po' una rottura di scatole parlare in quelle condizioni. Perdevo troppo spesso il filo del discorso ed era seccante. Ma era presto per andare in un locale... ci vanno solo i bambini alle 9 in un locale, da queste parti.

Ma forse che ci sentivamo bambini, forse che ormai siamo abbastanza grandi da non sentirci più bambini se facciamo cose che fanno i bambini... andiamo al solito posto. Che è il nostro solito posto anche se ci andiamo 2 o tre volte l'anno. Cioè tutte le volte che ci vediamo. Lo Stop Over. Che in italiano sarebbe "IL CAPOLINEA". Un posto che è tipo un capannone con dentro degli autobus e dei camion e delle saracinesche e il bancone è in una fiancata di un pulman e ti ci puoi anche andare a sedere dentro gli autobus e dentro i camion perchè ci hanno messo i tavolini. Un posto abbastanza figo come atmosfera.

Ma soprattutto un posto che ci avrebbe permesso di non incontrare nessuno di nostra conoscenza. Perchè è lontano. Perchè è imbucato. Perchè se non vanno a suonare lì certi gruppi, gli amici di me e di lei, lumaconi che non sono altro, per fortuna, non ci metterebbero mai piede. E ieri sera non suonavano certi gruppi. Ieri sera era serata Jazz. E una serata jazz allo Stop Over è un evento raro. Sembrava fosse apposta per me e lei. Meglio. Sfruttiamo l'onda.

Andiamo e prendiamo posto sul tavolino più imbucato all'interno di un autobus. Avevamo ampia scelta di posti. Nel locale c'eravamo solo noi e un altro paio di persone. Alcune cameriere erano ancora in cucina che cenavano prima di iniziare a lavorare. E non c'erano bambini. Non ci vanno bambini allo Stop Over. Ci vuole la macchina per andare lì. Devono diventare maggiorenni, prima. Poi magari hanno un night club sotto casa e potrebbero entrarci di nascosto anche a 15 anni, però un posto carino e tranquillo come lo Stop Over se lo possono scordare finchè non hanno la macchina. Peccato per loro.

Noi intanto ordiniamo e brindiamo a noi, ai bambini che vanno nei night club tristi perchè non possono arrivare allo Stop Over e anche alla cameriera che abbiamo messo a lavorare prima del solito e quindi si meritava un brindisi e un applauso perchè altrimenti poi magari se le stavamo antipatici ci sputava nei piatti. Perchè i camerieri le fanno 'ste robe. Ne ho viste tante.

Ma noi ce la siamo comprata col nostro brindisi. E ormai al sicuro da ogni seccatura, continuiamo a chiacchierare senza posa. Che figata 'sto fatto che ho scritto "senza posa". Mi sento letterato. E se dico che chiacchieravamo A PIE' TRATTO? A PIE' SOSPINTO? Fa intellettuale. Fa anche un po' frocio. Senza nulla togliere ai froci, s'intende.

Ora, quel che non vi ho detto è che di solito con questa persona quando ci vediamo andiamo a bere qualcosa e poi a una certa ora si va a casa mia se non ci sono i miei (non è mai successo), o a casa sua se non ci sono i suoi (è successo un paio di volte), o si resta in macchina (svariate volte). Questa premessa è importante perchè... stavolta non siamo andati da me (come sempre...), non siamo andati da lei (del resto è difficile che i suoi non siano in casa...), ma non siamo neanche restati in macchina (e questo è veramente strano).

Parlavamo. E alle 3 di notte eravamo ancora lì. Io le raccontavo di essere abbastanza preso da una persona. Lei mi raccontava lo stesso. Poi ci chiedevamo reciprocamente: "Ma lei/lui ti caga?"
Risposta abbastanza triste da entrambe le parti. "Sembra di no."
"Ma allora perchè ci perdi tempo?"
"E tu perchè ci perdi tempo?"
"Giusto."
Non se ne usciva mica. E mica volevamo uscirne, noi. Intanto mi arriva il messaggio di un'amica che ne ha combinata una delle sue. Le rispondo abbastanza preoccupato e lei mi accenna cosa è successo. Beh, non è una cosa così drammatica, credo. Allora mi perdonerà se le rispondo domani quando si sveglia. In quel momento avevo chiacchiere che aspettavano.

E siamo andati avanti fino alle 5, seduti nel nostro pulman che si era riempito di gente e poi svuotato e noi eravamo ancora lì. Poi il posto doveva chiudere. Paghiamo. Lascio la mancia alla cameriera che non aveva sputato nelle nostre cose e ce ne andiamo via. Abbiamo ancora da dirci fatti. Forse non abbiamo mai parlato tanto tra di noi. Abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto, ma così mai.

La porto a casa. E ci salutiamo. E anche stanotte quindi i miei bisogni ormonali sono stati subissati dalla ricerca di un piacere diverso. Incredibile. Che stia diventando omosessuale? Che abbia raggiunto uno stato di coscienza superiore? No... niente di tutto ciò... più che altro dovrei pormi un'altra domanda a cui forse dovrei rispondere in maniera affermativa... ma non voglio pormela perchè non mi piace. Perchè mi porta solo guai. E allora non me la faccio.

Non me la faccio neanche se mi spunta fuori Marzullo con: "Si faccia una domanda e si risponda da solo..."
Non me la faccio perchè è brutta la faccenda, capo.

Mi godo le notti strane, le notti un po' così. Che parti con un'idea e va a finire che trovi davvero te stesso e non ci contavi.

Ed è sempre un piacere incontrarsi.


LEGGI I COMMENTI (7) - SEGNALA questo BLOG

domenica 19 dicembre 2004
ore 11:06
(categoria: "Pensieri")


Color luce solare filtrata da cumulonembi


Più o meno le quattro di un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque in un mese qualunque. La qualunquaggine della collocazione temporale rendeva qualunque anche il fatto che fossero più o meno le quattro. Però erano più o meno le quattro. E io ero su un pulman.

Non ricordo dove stessi andando. Ricordo solo che sapevo che erano le quattro in quanto così era scritto sul mio orologio. Non si poteva capirlo altrimenti, essendo tutto coperto da nuvole grigie e luminose di quella luce che non sai mai di che colore sia.
Grigia? Bianca? Boh. Color luce. Color luce solare filtrata da cumulonembi.

Un colore che conferisce solo e soltanto agli orologi il potere di dire all’uomo che ore siano. Non puoi vederlo dalle ombre, dalla direzione verso cui sono orientate e dalla loro lunghezza. Non ti servono le tue scarse conoscenze da boy-scout. Non servono perchè non ci sono ombre. C’è un’ombra sola. Su tutto. E’ tutto in ombra. Colpa e merito delle nuvole. Quelle nuvole color luce solare filtrata. E la loro ombra è pure lei a suo modo luminosa. Ed è divertente scoprire come in realtà luce ed ombra non siano per forza due opposti, come possano convivere. E al massimo confondere una persona su che ora sia, qualora costui non possieda un orologio funzionante e non possa appellarsi alle sue conoscenze da pseudo-Giovane Marmotta.

E comunque pensandoci bene... anche se ci fossero state ombre, non avrei saputo dire che ore fossero. Perchè non sapevo dove fossi, dove stessi andando. Non avevo punti di riferimento spaziali e questo mi precludeva di averne anche di temporali. Ero perso su un pulman.

Un pulman su cui c’ero solo io. Ricordo anche questo. Non c’era neanche l’autista, perchè l’autista ero io. E avrebbe dovuto preoccuparmi il fatto che non sapessi dove stessi andando e sapevo che se sapevo che erano le quattro era solo per via di un orologio. Altrimenti non avrei saputo niente.
Il serbatoio pieno mi suggeriva che non ero in viaggio da molto.

Non sapendo che altro fare, guidavo. Molto.
Poi dopo parecchio asfalto mi ricade l’occhio sul serbatoio della benzina.
Pieno. Ancora.
Ma è un sacco che guido... guardo l’orologio e manco a dirlo sono le quattro. Ancora.
Mi ha tirato pacco pure l’orologio. E le nuvole erano ancora lì, color luce solare filtrata.

Ed io guidavo un pulman senza aver mai saputo di saperlo guidare; perso, spazialmente e temporalmente; senza punti di riferimento.
Eppure, sempre se è possibile trovarsi quando si è persi, mi trovavo bene; proprio bene.

E guidavo io, nel color luce solare filtrata da cumulonembi.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

sabato 18 dicembre 2004
ore 20:49
(categoria: "Fotografia e arte..")


IN TUTTE LE AULE STUDIO CINEMATOGRAFICHE



Recensione:
Un nuovo film. Un nuovo film che racconta una storia ormai trascorsa, ma che fa sempre piacere ricordare per i buoni sentimenti di cui è permeata. Una favoletta per adulti ancora bambini e bambini mai cresciuti e adulti già grandi e nonni in carriola. Una storia per tutti. Una storia che per la sua genuinità non può che conquistare.

La Repubblica ha scritto:
"Ma che cazzo è 'sta roba??"


Attori:
Riccardo Drago nel ruolo di D R A G O;
Tiziana nel ruolo dell'Elfa.

Regia:
I sentimenti di un ragazzo che sarebbe straniero ovunque non ci siano sentimenti.

Locandina:
Quell'adorabilerrimo genio malato di troppa fantasia che è ZorroBobo.

Ti voglio bene Zorro


LEGGI I COMMENTI (2) - SEGNALA questo BLOG

sabato 18 dicembre 2004
ore 19:50
(categoria: "Pensieri")


Il richiamo della Birra


Avevo in mente un certo programmino per stasera. Avevo in mente di farmi un'oretta di macchina per raggiungere la Dottoressa e uscire con lei. Avevo in mente di portarla a fare un giretto per locali a raccontarci della nostra vita nei mesi che non ci siamo visti, dei nostri capi, delle nostre rispettive cottarelle. Poi magari avevo pure in mente di far finire in un certo modo la seratina, come ai vecchi tempi, che fa tanto bene all'umore.

Ma forse sto diventendo omosessuale. No, un attimo... omosessuale 'sta gran coppola di minkia. Sono etero, disumanamente etero, però alla fine ho rinunciato al mio progettino con la Dottoressa. Lei la vedrò lunedì e faremo shopping natalizio in compagnia, da amiconi.

Stasera ho avuto la prova di quanto in questo momento l'ormone per me sia poco importante e può solo inchinarsi al bisogno che ho di condividere sentimenti sinceri.

Perchè quando mi vedo rinunciare ad una serata divertente con la Dottoressa, che sarebbe culminata con del sanissimo sesso, per passare una serata divertente con due dei miei migliori amici che culminerà e basta... beh, allora vuol dire che condividere sensazioni ed emozioni, sentirmi compreso e comprendere... ha la priorità assoluta su tutto.
Anche sulla gnocca.

Non per fare il romantico, anche se romantico sono... ma hanno vinto i sentimenti. (Colpa tua, capo?)

Hanno vinto i sentimenti... però... io mi vergogno a dipingermi come il sentimentalone che sono. E allora diciamo che stasera non ho rinunciato ad uscire con una ragazza per andare a chiacchierare con due amici che mi mancavano da morire, per parlare di me e di loro, per recuperare i momenti insieme che non abbiamo passato come eravamo abituati a fare, per sentire il loro affetto e crogiolarmici come un bel maiale si rotola nel fango (che metafora sporcellosa... però rende l'idea). Non diciamo che sono tutto emozionato alla sola idea di arrivare sotto casa dei miei amici e suonare il clacson così scendono e ci si da la mano e ci si abbraccia dopo 3 mesi circa. Non diciamo che mancano ancora due ore a che io vada a prenderli e già non ce la faccio più ad aspettare. Non diciamo che sono trepidante come quando lo ero alle elementari il giorno della gita scolastica... non diciamo tutte queste cose da pisciasotto.

Diciamo che li vado a prendere e ci andiamo a rintanare in un locale dove ci ubriacheremo come marinai appena sbarcati e come veri scaricatori di porto, tireremo fuori porcate tutta la serata e parleremo di figa e sesso come ogni gruppo di uomini che si rispetti. Roba da veri uomini.

Diciamo che stasera l'ormone lo metto da parte perchè ha vinto il richiamo della birra.

Diciamolo, anche se non ci crediamo. Serve a sentirsi uomini.


LEGGI I COMMENTI (4) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 17 dicembre 2004
ore 18:59
(categoria: "Pensieri")


Questione di sensazioni...


Sono arrivato in Puglia poche ore fa. Sono a casa. In una delle mie due case.
Ma poi mi guardo attorno e mi accorgo di una cosa: non è vero che io ho due case.

Questa dove sono adesso non è casa mia. E' casa dei miei, di mia sorella. Non più mia. Sono in vacanza, io. Sono in villeggiatura a casa dei miei. Un posto splendido, sia chiaro. Ci sto da Dio.
Ma non la sento casa mia.

La mia stanza... non la riconosco più. Non mi ci sento a mio agio come ci si sente a proprio agio nella propria stanzetta che è sempre un luogo un po' speciale per tutti.

Ormai posso dirlo: casa mia è lì a Padova. La mia stanza è lì. I luoghi che frequento sono lì. Molte persone a cui tengo sono lì.

Non riesco a non sentirmi un pochino angosciato dall'idea che è probabile che tra un annetto non vivrò più a Padova. Dovrò cambiare casa, ma è un cambiamento che non desidero molto... che non desidero affatto!!

Ma prima di sentirmi angosciato sul serio, mi distraggo.

Mi farà bene stare qualche giorno qui con la mia famiglia. Mi mancava. Mi manca sempre. Così come mi mancano un po' di persone che in questi giorni mi faranno compagnia. Gli amici con cui sono cresciuto.

Eppure un pochino la testa rimane a pensare a chi è lì al Nord e mi riempie le giornate. Mi mancherete, anche se per pochi giorni. Mi mancherete in parecchi. Soprattutto alcuni. Quel che non riesco ad apprezzare... è questa sensazione che ho che mi mancherà anche una persona che non dovrebbe mancarmi.
Non è un bene. Perchè se una persona ti manca vuol dire che è importante per te. E lei quindi è importante. Male. Molto male.

Almeno potevo chiederle il numero di telefono, a 'sto punto.
Io e la mia riservatezza.

Ma per ora non è che mi manca di già... è solo che ho la sensazione che mi mancherà.
E' sempre questione di sensazioni.

Però il numero di telefono potevo sempre chiederlo.


LEGGI I COMMENTI (10) - SEGNALA questo BLOG

martedì 14 dicembre 2004
ore 20:51
(categoria: "Pensieri")


Sarà banale... ma non lo è.


"Sarà banale... ma ti chiedo scusa"

Banale. Banale un paio di palle. Sono tra le scuse più significative che abbia mai ricevuto.

Mi risolvono una bella dissonanza cognitiva.
Cos'è una dissonanza cognitiva?
Hai presente quando pensi una cosa al punto di esserne convinto, ma poi i dati empirici sembrano contrastare le tue aspettative? Beh, tu le aspettative me le hai confermate. E addio dissonanza.

Resta solo una cottarella niente male da far passare, ma si farà.

Resta anche la mia rinnovata fiducia nelle mie capacità di interpretare le persone, che vacillava un po', ultimamente.

Resta poi che pur col due di picche, non mi da più fastidio essere me. Ci sto pure benino nei miei panni, adesso.

Resta ancora che sono più sereno e non sorrido più forzatamente e non mi sento a disagio se sei nel mio campo visivo.

E quindi scuse tutt'altro che banali, le tue. Scusa se lo scrivo qui, ma è che io non te la vengo a dire, tutta 'sta roba e magari se la scrivo qui la leggi. Scuse accettate e apprezzatissime.

Se per caso dovesse capitare che non ci becchiamo prima che parto o che ci becchiamo ma non ci caghiamo perchè siamo uno più scemo dell'altro: Buon Natale e Buona fine anno, capo.

E ora il pensierino della serata, per tutti:

Quando aprite il vostro cuore a qualcuno, magari vi capita poi di ricevere qualche bastonata.
Ma se la forza di quel che sentite è la sincerità, verrete compresi e rispettati. Anche quando non ve lo aspettate più.
E io adesso sono contento di essere stato me. E ho voglia di essere me ancora.


LEGGI I COMMENTI (5) - SEGNALA questo BLOG

sabato 11 dicembre 2004
ore 11:27
(categoria: "Vita Quotidiana")


Una risata multietnica

Male agli addominali. Per le risate di ieri sera. Tanto riso. Riso cinese. Ed è bello scoprire che i cinesi sono bravi a fare sia il risotto che le risate.

Immaginate tre italiani e un cinese. Immaginate che il cinese sia il gestore di un bar. Immaginate che offra una birra ai tre italiani e che si sieda con loro al tavolo a ridere di qualsiasi cazzata nel modo più contagioso che esista. Immaginate che chiuda il bar alle 8, ben tre ore prima del solito e tenga dentro con lui i tre italiani a bere birra offerta dalla casa. Tanta birra. Immaginate che i quattro parlino di filosofia cinese, oroscopo, cavalli, porci, mogli, cervelli, risate (che figata parlare di risate ridendo), ristoranti cinesi e via dicendo.
Immaginate una guardia della Padova Controlli che entra nel bar per comprare delle gomme e vede tre italiani che cercano di non ridere e il cinese che gli offre del vino, palesemente sbronzo. La guardia lo rifiuta perplesso e perplesso se ne va mentre un accesso di risate riempie di nuovo il bar.

Ecco, questo ed altro è stata la mia serata di ieri con squalo, un cinese simpaticissimo e un ragazzo che non ricordo neanche come si chiami.

Poi altre scene deliranti di me e squalo che andiamo a mangiare una pizza e ridiamo sbronzi, appendiamo locandine per la festa di stasera allo Station e poi ci dirigiamo verso la macchina felici e barcollanti non tanto per gli effetti dell'alcol, ormai quasi scomparsi, quanto per la quantità di liquido ingerito e per il troppo ridere cinese e italiano insieme. Una risata multietnica che fa ridere di più!

Una perla tra tutte:
squalo con in mano le locandine della festa di Spritz: "Oh, Rik! Possono arrestarci per ubriachezza manifesta!"
D R A G O: "Eh sì! Tu hai i manifesti... io ho l'ubriachezza..."

E quando si passano serate così, pesa un po' di meno il fatto che nessuno ha capito davvero certe cose che hai detto, che c'è chi ti fraintende qualunque cosa dici o fai, che sei stato giudicato ingiustamente da gente che non ha voluto capirti, che sei in un periodo di merda. Però con le risate multietniche e le stronzate dette con un amico, va già meglio.

Alla faccia di chi non mi ha voluto apprezzare. Alla faccia di chi non vuole ammettere che magari non valeva la pena trattarmi così. Alla faccia di chi speravo almeno non mi tirasse merda dietro facendo finta di non capire di aver sbagliato. Alla faccia di chi deve per forza appiccicare etichette addosso alla gente. Alla faccia di tante cose che non girano come dovrebbero. Alla faccia delle delusioni che porca puttana bruciano pure se te le aspettavi davvero e non riesci a scrivere di altro. Alla faccia di tanta altra roba.

Io mi faccio una risata multietnica.


LEGGI I COMMENTI (2) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 10 dicembre 2004
ore 11:04
(categoria: "Pensieri")


Ho scoperto l'acqua calda...


Un'altra fugace comparsa temporalmente limitata a causa del costo della mia permanenza qui nell'internet point da cui scrivo. Però avevo bisogno di scrivere qualcosa. Ed eccomi qui che spendo un paio di euro solo per mettere su un post che non so neanche dove voglio portarlo.

Ieri ho scoperto l'acqua calda. Non in senso letterale, anche se mi sento stupido nel specificarlo. Ho scoperto una di quelle cose che sono ovvie, lampanti, ma non vuoi vederle. O sei troppo fesso per accorgertene. Oppure la verita è che sei troppo fesso per accorgertene IN QUEL MOMENTO.

Quale momento? Quello in cui ti piace più perderti in fantasie cariche di speranze e aspettative e ci viaggi sopra tutto contento.

Poi arriva il punto che scopri l'acqua calda. E va bene così, tutto sommato. C'è altro a cui pensare. C'è altri a cui pensare. Non c'è un'altra a cui pensare, ma se per un po' non pensi a nessuna non è poi la fine del mondo.

Qui ci sarebbe da dire che è un sacco di tempo che non mi capita di poter pensare a qualcuna e poter dedicarmi a lei senza intoppi di alcun genere, però è un'argomentazione debole e inutile che preferisco non protrarre più di tanto in quanto mi sentirei immensamente stupido.

E allora eccomi sempre PIACEVOLMENTE SINGLE, come mi aveva suggerito di restare la cara Mamma Nora, Pisolina. Va bene, resto un altro po' piacevolmente single. Ma è l'ultimo Natale, giuro.

Ora mi è venuta voglia di vedere certe facce che non vedo da un po'. Di fare certe bevute che non bevo da un po'. E di fare certe cazzate che non cazzo da un po'.

Le facce si facciano vedere, magari, visto che alcune di loro leggono quel che scrivo qui.

Le bevute aspetteranno ancora qualche giorno per essere bevute perchè ancora non è il loro momento e per fortuna sanno aspettare.

Le cazzate invece si scazzano di aspettare ma aspetteranno lo stesso. Perchè non è tempo di cazzate.

Poi metto qui una piccola notiziuola: venerdì prossimo me ne vo in Puglia e torno a respirare l'aria padovana intorno al 6 gennaio.

Non mi piace molto questo post... a parte un paio di trovate simpatiche è venuta fuori una cosetta un po' qualunque... ma non ho tempo di stare a correggere o riscrivere... quindi prendetelo come viene...
E' che non sono molto in modalità D R A G O di questi tempi.
E' che non mi vien bene di dipingere certe emozioni.
E' che non sento di avere il pieno controllo di ciò che provo.
E' che non sono mai stato tanto capace ad accettare che le persone sanno essere stronze e incoerenti anche con chi gli ha aperto il proprio cuore.

E' che scoprire l'acqua calda brucia sempre un po'.


LEGGI I COMMENTI (4) - SEGNALA questo BLOG


> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:

-------------------------------- --------------------------------
Sweet Home Jappelli:


Squalo 83
Spiderr
ZorroBobo
-Mick-
tossica
davide501
Centipede
goodcla
silently
Redrobx
Valevally
Blues Baby
D_r_A_k_E
Satiah
Jashugan
DemoMan
Dulcinea
rossofuoco
Skylock
rickyf
Venice78
Aleida
icegirl
irabg
maurazione
luce..
idefix
Sincronizzata con la vescica di noi tutti:

laBidella

--------------------------------

--------------------------------


Perchè ogni tanto qualcuno ha un’tdea geniale:

CASBAH

La Mia Lettrice N°1
ora Dottoressa:
Heidi

ESE

(Ermetico Scassapalle Errante):

Lleyton

Un nick dall’inutile retroscena:

SMART

Perchè è LiciaPunk:

nouse86

Perchè la classe non è acqua:

kero kero

Perchè la Mamma è sempre la Nora:

pisolina

Un papà di cui andar fieri ma non troppo:

Sicapunk

Colei che non teme i caffè troppo carichi e l’alito cipolloso:

Rachel

La mia Acconciatrice Ufficiale:

pecchia

Scusate se tolgo i commenti
ma la lista era troppo lunga...

alloro10 Trap nzirioso Cilius yaku leoncina
Speleogirl
Leonida
Bjorketta
Sabrina71
69TheBest
alex1980pd
SixtyNine
doddle
calimero
Lazzaro
Lercio
Temporale
PUNKETTINA
RAC
Phem
ice lady
Irenita
EmmaBovary
andynight
cherry-lyn
Syst3m
Amara
Saltatempo
Momo
Annette
refosco
Apina
Thelma
NadiaNB
Blondy
Ayeye
zilvio
ducabianco
Juz4
disordine
Beax
J k D
MelaNera
Matan
Tala
Pry79
Allanoon
reglia
robbish
cillablack
daisy
jad
sardina
wonderfra
Dott.ssa_I
Feanor
La_Vale
banana_joe
Ruzena
LiNdA*
didojazz






BOOKMARKS

Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE: