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NICK: D R A G O
SESSO: m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
STATUS: single

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[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO
Non ve lo dico neanche se mi pagate.
Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.


HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.


STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato.
E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita.
E grazi al cielo capita sempre qualcosa.


ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può.
E allora mi faccio bastare il resto.


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto.
Quello che si adatta a tutte le situazioni.


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)

 


MERAVIGLIE

1)





“Io scrivo, perchè mi piace scrivere, perchè mi piace essere letto, perchè mi piace parlare di me in questo modo. E quelli a cui sarà gradito leggere le mie riflessioni, i miei pensieri, i miei racconti, i miei deliri e le mie cagate... beh, loro saranno la mia benzina.

Benvenuti nel Blog di
Sir D R A G O della Cadrega Ribaltada,
Cavaliere dell’Ordine della Porketta
e Grande Ubriacone di Corte



Una Storia Come Tante:

Premessa & Brandello N°1 LINK
Brandello N°2 LINK
Brandello N°3 LINK
Brandello N°4 LINK
Brandello N°5 LINK
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Brandello N°7 LINK
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Brandello N°9 LINK
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Brandello N°11 LINK
Brandello N°12 LINK
Brandello N°13 LINK
Brandello N°14 LINK



A grande richiesta riesumo dagli albori del mio blog...
Tales Of The Fall In Love With The Elf!!
Parte Prima:LINK
Parte Seconda:LINK
Parte Terza:LINK
Parte Quarta:LINK
Parte Quinta:LINK
Parte Sesta:LINK
Parte Settima:LINK
Parte Ottava:LINK
Parte Nona:LINK
Parte Decima:LINK
Parte Undicesima:LINK
Parte Dodicesima:LINK
Parte Tredicesima:LINK
Parte Quattordicesima:LINK
Parte Quindicesima:LINK




Uhm...Porn-Groove.
Allora non si involve solo la tv.
Fa piacere.
Fa paura.
LINK






Che mi si coccardi, io dico. ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


domenica 14 novembre 2004
ore 00:26
(categoria: "Vita Quotidiana")


La Vicina di casa

Atto Secondo
Ovvero:
Qui non è Hollywood


Si è trasferita da una settimana ormai. Da sei giorni, per la precisione. Io però non sono mai a casa e quindi non la vedo quasi per niente.

Ma l'altra sera... rientro a casa e la mia coinquilina mi fa: "Una mezz'ora fa ha sonato una tipa che ha detto di abitare qui che ti cercava... le ho detto che non sapevo a che ora tornavi..."

Ora, io di questo condominio conosco 8 persone. Due anziani. 5 uomini. E una donna. Una donna bellissima. La nuova inquilina. Quindi era lei. Per forza.
Apriti cielo.

Dico alla mia coinquilina: "E perchè non le hai dato il mio numero??????"
"Scusa ma... il tuo numero posso darlo alla prima sconosciuta che passa??"
"No, alla prima sconosciuta no... ma alla sconosciuta più bella del mondo sì! Cazzo!"
Insomma... mi sono quasi incazzato con la mia coinquilina, poi mi rendo conto che in fondo è facile... basta che vada io da lei e le chieda perchè mi cercava.

Facilissimo. Facile facile. Basta suonare al campanello e lei apre la porta e poi io scioltissimo le dico che mi è stato detto che mi aveva cercato. Una puttanata.

Che ci vuole? Niente. Ma lei... cosa voleva chiedermi? Davvero voleva del basilico o dello zucchero? Oppure... oppure magari voleva invitarmi da qualche parte? Magari una super cena di ringraziamento per la cordialità dimostratale l'altra volta?

Ecco... la mia fantasia ha iniziato a ingigantire il tutto... mi stavo iniziando a convincere di aver fatto colpo. Mi gaso. Sono sicuro di me. Esco dalla porta, faccio due passi e sono davanti al suo appartamento. Allungo la mano verso il campanello... e la fermo.

Devo prima pianificare un dialogo.
Meglio: "Ciao! Mi hanno detto che mi cercavi..."
Oppure: "Buonasera Vicina! E' andata bene la prima settimana a Padova?"

Non so scegliere. E allora non scelgo. Scelgo di darmi una mossa e suonare il campanello.

Suono. Resisto all'impulso di scappare
Perchè m'è venuto l'impulso di scappare. Perchè? Paura, ovvio.

Ma paura di cosa??? Mi sono rincoglionito del tutto? Comunque aspetto.

Aspetto.

Cavolo se aspetto.

Ma porca vacca quanto ho aspettato!

E niente. Allora risuono. E aspetto. Di nuovo tanto. Ma di nuovo niente.

Non c'è... delusione. Torno sui miei passi, rientro in casa e mi vado a buttare sul letto.

Tempo venti minuti e suonano alla porta.
Tempo 2 secondi e 11 centesimi e sono lì che apro. Eccola lì!

Muoio sull'uscio un attimo mentre mi dice: "Ciao! Eri tu prima alla porta? Scusa se non ho aperto... ero sotto la doccia..."

Capelli bagnati. Aveva ancora i capelli un po' bagnati. Che le cadevano sul volto e le si appiccicavano un po' sulle guance... e io risorgo un attimo sempre lì, sull'uscio.

Ma la mia nuova vita dura poco. Dura finchè lei mi fa: "Cavolo, sei introvabile! E' la terza volta che ti cerco, ma non ci sei mai!"

La terza volta che mi cerca. E la seconda volta che io muoio. Ma sono pronto a scommettere che presto saranno più le mie morti che le volte che lei mi ha cercato.
Comunque è una figata morire così.

"Senti... per stasera è andata, ho già cenato, ma volevo dirti che mi farebbe piacere invitare te e le tue coinquiline a cena da me. Martedì, magari... così conosco anche loro e poi non ceno da sola! Ma vedo che voi avete orari diversi... vi capita mai di mangiare allo stesso orario?"
"A volte capita..." ormai non potevo articolare frasi superiori alle tre parole.
"Allora... martedì capita?"
"Sì dai... capita."
"Faccamolo capitare allora! Ci conto!"

Ci salutiamo. E lei va via coi suoi capelli bagnati. Volevo fermarla. Più che altro per chiedermi se mi restituiva quel pezzo di anima che mi aveva strappato. Ma non ce l'ho fatta... non l'ho fermata. Ho pensato anche che era carina l'idea che si fosse portata un pezzo della mia anima dietro. Ci ha dormito, lei, con la mia anima. E io mi sono fatto una dormita bellissima.

E vivo questi giorni in attesa. Tutto emozionato. Tutto trepidante. Emozioni che in un film non si possono provare. E quindi... non è un film. Non è Hollywood. Solo... cavolo... è lontano martedì... lontanissimo...

[to be continued...]


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sabato 13 novembre 2004
ore 21:30
(categoria: "Vita Quotidiana")


D R A G O D A Y T O N A



Si era lì nella stanzetta dove giacciono le macchinette del caffè, delle shifezze da mangiare e delle bibite. Si era lì io, Squalo e Zorro che si chiacchierava a bassa voce per non dar fastidio a chi fuori dalla stanzetta studiava. O giocava a carte. O cazzeggiava nei modi più impensabili.

E noi si era lì, in quella stanzetta dove la temperatura è elevatissima per colpa delle dimensioni ridotte dell'ambiente e delle macchinette che emettono calore.

Entra una ragazza. Carina. Ma non è importante.
Entra e inserisce 35 centesimi nella macchinetta del caffè.
Noi si continua a chiacchierare. Intanto arriva pure il tipo della ragazza carina. E il fatto che lei sia carina diviene ancora meno importante. Anzi diviene quasi un fastidio. Ma comunque non c'entra.

Il suo caffè è pronto. Lo sportellino della macchinetta si apre, il braccio con il bicchiere esce fuori dalla fessura... ma non c'è il bicchiere!!

La macchinetta l'ha fregata! Il braccio, come una linguaccia, rientra e lo sportello si richiude. Attimi di silenzio.

La ragazza: "Ma..."
E giù noi stronzi che ridiamo. Lei è simpatica, la prende a ridere. Il suo uomo invece è incazzato. Incazzato con la macchinetta. Bah.
Vanno via e noi restiamo lì a ridere. Arriva la Barbara e prima che possa avvertirla dell'accaduto, ha già inserito i suoi 35 centesimi e digitato il codice.

Momenti di suspance. Attendiamo il verdetto della macchinetta.
Ecco... si apre lo sportellino... esce il braccio... vuoto. Inculata pure la Barbara! E giù a ridere ancora.

Ma a questo punto... mi invento una soluzione. C'è un modo per riparare la macchinetta. E' facile. Gli altri sono ancora lì che ridono e non sanno che io ho la situazione sotto controllo. Li sto per stupire e non lo sanno.

Ecco... prendo la rincorsa e...

BADABOOM!!


Una craniata contro la macchinetta.

E lì non ce l'hanno fatta. Hanno riso tutti di gusto. Riso con le convulsioni. E fuori quelli che studiavano devono averci maledetti tutti.

Ma neanche a farlo apposta ecco che arriva un altro amicone desideroso di sperimentare se la mia craniata ha risolto il problema.

"Sei sicuro di voler rischiare i tuoi 35 centesimi?"
Domanda di rito. Ma lui aveva già deciso. Glielo leggevo negli occhi. E comunque se si fosse tirato indietro gli avrei strappato di mano quegli spiccioli e li avrei inseriti io. Dovevo scoprire se la mia craniata era stata efficace. Tutti noi dovevamo scoprirlo.

Beh... no. Non era stata efficace. Il braccio è uscito dalla fessura ed è rientrato senza lasciare alcun bicchiere. Altri 35 centesimi immolati per la causa. E giù a ridere.

E quando meno se l'aspettavano tutti... altra rincorsa. Altra craniata. Più forte, stavolta. Ho spostato la macchinetta, con la mia testata. E lì abbiamo riso alle lacrime. Sempre odiati da chi studiava.

Alla fine la macchinetta ha continuato a non funzionare. Ma è nato un mito. E' nata la Capataterapia. Una forma di medicina alternativa che finora non ha portato ad alcun risultato.

Anzi... non è vero. Ci ha fatto ridere. Tutti. Anche chi non era lì. E se una risata non è un buon risultato per una terapia... secondo me lo è.

Inoltre adesso è nata anche la

D R A G O D A Y T O N A



L'unica macchinetta del caffè che ti prende per il culo e si fotte tutti i tuoi spiccioli. Però puoi prenderla a craniate!
Ordinala anche tu!
Disponibile anche con braccio meccanico a forma di mano con dito medio alzato!


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sabato 13 novembre 2004
ore 19:47
(categoria: "Pensieri")


Tiro pacco al mondo... ma mi scuso e ringrazio chi capisce.


Una settimana. Sono stato via da Spritz una settimana. E vorrei dirvi che sono tornato. Ma non lo garantisco. Non me la sento di garantirlo.

E' un periodo un po' così. Un periodo che tiro pacchi a tanta gente. Ma non immotivatamente. Andiamo con ordine però.

Sto studiando. Davvero. Non ci credo neanche io quando lo dico, ma è così. Sono riuscito a trovare la concentrazione necessaria per farcela nonostante la mia aula studio ormai sia invasa da gente di Spritz e conoscenti e amici e donne e altra roba. Ho trovato un equilibrio decente. Ho ritrovato, soprattutto la passione di studiare quello che sto studiando. Dove me l'ero dimenticata? Stavo iniziando a studiare solo perchè preoccupato della mia media dato che da essa dipende la mia permanenza qui a Padova l'anno prossimo.

Ma sapete che vi dico? Fanculo la media. Se riuscirò a enerla alta abbastanza bene, altrimenti andrò altrove. Ma non mi toglierò il piacere di studiare con l'interesse che ho per la materia solo perchè devo prendere voti alti. Studierò come ho sempre fatto. Perchè so che è la maniera giusta, ne ho visto l'efficacia direttamente sul campo quando ho lavorato con i malati psichiatrici questa estate. Poi i voti agli esami sono un'altra storia. Io studio. E mi godo quel che studio. Perchè ci tengo.

E per questo sono riuscito a ridare la priorità che si meritavano i miei libri. Poi ci sono ancora i momenti di delirio puro con la gente della Jappelli. E così passo le mie giornate. Studiando. E intervallando lo studio con pause sempre più saggiamente dilazionate. Pause in cui si consolano amici e amiche depresse. In cui si parla di gnocca. In cui si parla di sport. Ma soprattutto di gnocca. In cui si bevono numerosi caffè. In cui si prende a testate la macchinetta del caffè quando non funziona.

Essì, perchè dovete sapere che io sono il precursore di una nuova metodologia terapeutica, una medicina altrnativa: la Capataterapia. Aggiusto e guarisco tutto a son di testate.

Beh, a dire il vero nonostante le testate la macchinetta del caffè ha continuato a non funzionare... però quante risate, gente... con una capata ho spostato tutta la macchinetta! E non ho neanche un bozzo in testa!

Succede solo alla Jappelli!

Ormai lì non sto un minuto da solo. Sono perennemente in compagnia. Il che è ottimo. Però in questo periodo, che ammetto non essere eccezionale, per una serie di problemini che non posso ignorare, ho bisogno di starmene un po' per i cazzi miei. E allora mi deo ritagliare un po' di spazio privato.

Essendo le mie giornate necessariamente stracolme di gente, le uniche ore che posso ritagliarmi per stare un po' solo con me stesso sono quelle serali. E allora ecco spiegato perchè in questi giorni la sera non mi faccio vedere mai in piazza, tiro pacco a tutti indistintamente quando c'è da andare da qualche parte... insomma... mi isolo.

Perdonatemi, ma ne ho bisogno. Ho bisogno di starmene in casa a guardare un po' di merdate in tv. Di guardarmi qualche ottimo film in DVD. Di accendere la Play e uccidere dei nemici virtuali nei panni di un fichissimo ninja assassino che quando fa una mossa lo schermo si riempie di effetti lumionosi e così pure gli omicidi sono spettacolari. Ho bisogno di leggere fumetti. Di leggere libri. Di scrivere libri. Di fissare il soffitto e sentire che ha da dirmi della mia vita finora... devo fare tutto questo. DEVO. Ne ho bisogno, cercate di capirlo.

Di giorno sono al mondo, sono tra di voi, sono lì a disposizione. E la sera... abbiate pazienza ma la sera è tutta per me. Sono occupato con me stesso. E io sono uno che ha bisogno di tempo. Questo è il ritmo che scandisce la mia vita adesso. Prendere o lasciare. Io prendo.

E cmq... nonostante sia abbastanza preso da certi problemi e depressioni più o meno gravi... riesco a sorridere di gusto. La mia vita attuale è così equilibrata he anche in un periodo di merda come questo, non riesco a vedere tutto nero. Anzi! Sto quasi benone!

E così... tra testate alla macchinetta del caffè... racconti divertenti... aneddoti da piegarsi dalle risate... porconi aricolati... amici marpioni senza limiti... the al limone niente male... cottarelle in fase di sviluppo che non si capisce se è un bene o un male... l'Elfa che passa e fa ciao con la manina e la giornata diventa niente male da uno schifo che era... persone che non pensavi fossero dolci come si dimostrano in realtà e ne sei intenerito da morire, anche se diffidi di chi ascolta un certo genere di musica per esperienze passate (questa è difficile da capire, eh?)... pioggia insistente ma non troppo che stimola la scrittura... confidenze... amici che non sono altro... animali da Jappelli (porci, avvoltoi, orsacchiotti, tope, cagnolini, gattine e mucche)... tra tutte queste cose... io mi faccio un sorriso e ci sguazzo.

E sono al centro del mondo. Non prendetemi per un pazzo egocentrico... intendo dire che sono al centro del MIO mondo, non che tutto il mondo gira attorno a me. E se permettete, la cosa è eccezionalmente normale e meravigliosa.

E va bene così. A me va bene così.


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domenica 7 novembre 2004
ore 18:28
(categoria: "Scienza e Tecnica")


CHI L'HA VISTO?



Disperso. Il ragazzino nella foto è andato disperso da ormai molto tempo.

I suoi genitori, diperati, ormai si sono rassegnati. I suoi figli, ubriachi, ormai si sono assuefatti all'alcol.

Girano voci che sia diventato un mostro con degli aculei in testa.
Sembra che possa far esplodere un metal detector solo passandoci sotto... e che abbia la tendenza a dimostrare il proprio affetto baciando individui del suo stesso sesso, per quanto indefinibile esso sia.

Chiunque abbia sue notizie, chiunque lo abbia visto... qualunque notizia possa fornire... SE LA TENGA! Non lo voglio mica trovare, io!!

Non mi ha neanche scritto le sue barzellette, come mi aveva promesso...

D R A G O T I R A F U O R I G L I S C H E L E T R I D A L L ' A R M A D I O D I S I C A


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sabato 6 novembre 2004
ore 20:37
(categoria: "Vita Quotidiana")


La vicina di casa


Ore 7.00, suona la sveglia, come ogni mattina. Mi alzo, stranamente senza problemi, mi lavo, mi vesto e alle 7.50 sono fuori dalla porta.
Destinazione: aula studio.
Umore: ottimo.
Impedimenti: mal di gola e raffreddore. Pioggia intensa.
Grado di rilevanza degli impedimenti: trascurabile.
Seccature: questo sabato il bar dell'aula studio resta chiuso e non mi verrà offerta la colazione dal barista, come solitamente avviene il sabato mattina.
Voglia di studiare: insolitamente elevata.

Questo il punto della situazione che ho verificato mentre scendevo le scale. Arrivo al piano terra, mi avvicino al cancello, esco e mentre muovo i primi passi verso la mia meta...

"Mamma! Aiuto mi cade!"
Una voce di ragazza. Una donzella in pericolo! Devo intervenire!!
Mi giro e vedo un enorme cartone tenuto sollevato da una persona del tutto coperta dal suo fardello. Vicino una signora sulla cinquantina che aveva una valigia in mano. La signora, concitatamente: "E come faccio??"

Il cartone stava scivolando dalle mani della ragazza che cercava di tenerlo su in qualche modo.

E allora entro in azione: "Posso darvi una mano?" E già iniziavo a sorreggere il cartone. Minkia che pesante! Ci credo che le stava cadendo! Dentro ci saranno di sicuro due cadaveri! O un televisore... sì... forse un televisore è più probabile... c'è anche scritto sul cartone...

E intanto la ragazza e la signora: "Grazie mille..."
"Oh, nessun problema..."
Ma un problema in realtà c'era. Appena ho preso il cartone dalle mani della ragazza e l'ho liberata da quel peso ingombrante ho potuto vederla in faccia. Ci credete ai colpi di fulmine voi? Io ho iniziato a crederci stamattina alle 7.52 circa.

So che inizio a diventare poco credibile... ma è successo... mi sono preso l'ennesima cotta. E mentre realizzavo di aver davanti la possibile donna della mia vita, mi sono accorto che il cartone stava nuovamente rischiando di cadere. Mi riprendo e lo tiro su, riuscendo a far finta di niente e in qualche modo sentendomi già ganzo per aver fatto una supermossa senza neanche averla premeditata.

Assumo una posa quasi indifferente per mettere in mostra la mia forza reggendo lo scatolone senza dar segnale del benchè minimo sforzo. Mi è riuscita bene, anche se in realtà era proprio pesante... cavolo! Era forte la tipa, per essere riuscita a sollevarlo!

"Posso aiutarvi a trasportarlo? Vi vedo un po' in difficoltà..."
Adoro fare lo splendido. Non sono splendido, ma so fare lo splendido. E allora faccio lo splendido.
"Guarda... ci saresti di grande aiuto..."

Detto, fatto. Trasporto il peso su per le scale. Terzo piano. Il piano dove abito io. La nuova inquilina del mio pianerottolo... la nuova inquilina del mio pianerottolo... la nuova inquilina del mio pianerottolo...

Inutile dire che ho salito le scale levitando dalla gioia. Faccio un altro viaggio per aiutarle a salire le ultime valige, mascherando in modo ridicolo il fiatone da asmatico congenito che mi era venuto su.

Ma dovevo fare il bravo ragazzo... del resto la mia nuova fiamma mi aveva già presntato a sua mamma... era una cosa seria... poi praticamente abitiamo a due passi... due di numero! La mia stanza è a 5 o 6 metri dalla sua, in linea d'aria!

Ci presentiamo ufficialmente. Del resto, se proprio dobbiamo convolare a nozze, è bene che conosciamo almeno i nostri nomi. Il suo però ve lo terrò nascosto, perchè la legge del Copyright è dura, ragazzi. Per cui per voi tutti lei sara "LA VICINA".

Mi presento anche alla mamma, ovviamente, affascinandola con la mia cavalleresca gentilezza di uomo d'altri tempi che tanto piace a tutte le mamme del mondo.

Mi ringraziano dicendo che non sanno come ringraziarmi. Ed è un bel ringraziamento, secondo me. Poi alla Vicina, che quando sorride sembra che il sole sia già allo zenith, viene in mente un'idea geniale.
"Beh, noi ci facciamo un caffè, ne posso fare un po' anche per te? Sempre se non vai di corsa..."

Come rifiutare? Mi sembra ancora una scena da film. Avete presente quei film americani in cui appena uno trasloca i vicini gli portano dei dolci o robe del genere e si socializza? Ecco... io ero lì che chiacchieravo con la mia nuova Vicina. E che gran pezzo di Vicina!
E la sua mamma simpaticissima chiacchierava con noi e mi chiedeva tante cose e io rispondevo e lei era contentissima!

"Ma che bravo! Vai già a studiare a quest'ora!"
"Sono proprio contenta che hai un vicino così! Sono già più tranquilla!"

E via così con altri complimenti che mi hanno pompato l'ego oltre misura. E intanto la Vicina mi regalava sorrisi e battute e io mi innamoravo.

Un film. E poi... chi non ha mai avuto una fantasia sull'avere un/una vicino/a di casa bellissimo con cui avere una storia? Praticamente un sogno che si realizza! Cioè... non si è ancora realizzato niente, bisogna ancora vedere se la Vicina ha il fidanzato, come è assai probabile. Ma la fantasia vola, in certi casi. E io non intendo minimamente fermarla.

Chiacchieriamo ancora un po' e loro mi dicono che hanno solo portato un po' di roba nell'appartamento e la Vicina verrà a viverci da lunedì, che comincia a lavorare.

In parte non volendo essere troppo invadente, in parte chiamato dal mio labile ma comunque presente senso del dovere, ma soprattutto non più in grado di reggere alle emozioni provocatemi da quella scena hollywoodiana che era stata la mia vita in quei momenti, mi alzò, saluto e vado via con una frase ad effetto: "Ovviamente, quando ti serve qualcosa... che ne so... del basilico, o dello zucchero... insomma, le solite cose che si chiedono ai vicini... bussa pure! Risolverò qualunque problema!"
E lei, con una risatina dolcissima e un sorriso emoliente (nel senso che ha sciolto i fasci muscolari delle mie gambe rendendole molli e gelatinose), mi ha rifilato un "Grazie, davvero... mi farò sentire di certo! Mi sa che romperò le scatole un bel po'!"
"Ci conto!" ho aggiunto, ormai lanciatissimo: un vero divo del cinema!

Essì, perchè non ci credo ancora che è stato tutto vero... probabilmente c'erano un regista con la sua troupe nascosti da qualche parte... ma tanto non lo saprò mai... so solo una cosa: spero che le serva presto del basilico...

D R A G O D I N U O V O C O T T O


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sabato 6 novembre 2004
ore 00:14
(categoria: "Pensieri")


Ho fatto una cosa che solo io posso apprezzare

Oggi ho fatto una cosa. Un regalo che non è un regalo. E' un prestito. Materialmente parlando.
Mentre è proprio un regalo, metaforicamente intendendolo. Un regalo grande: la fiducia.

Ho regalato la mia fiducia a una persona che non conosco affidandole per qualche giorno uno dei miei tesori più preziosi. Che come molti dei tesori veramente preziosi, ha un valore che solo il proprietario può capire.

Oggi ho regalato un pezzo di me a una persona, anche se la persona in questione non si renderà mai conto della portata del gesto. Non può immaginare che è una cosa che non ho mai fatto prima neanche con nessuno.

Però l'ho fatto oggi. Avete presente quando vi sentite di fare una cosa e la fate senza pensarci e poi magari ve ne pentite? Ecco, solo che io non me ne sono pentito. Mi sento di aver fatto una cosa bella, anche se non ve la dico e se non la può capire nessuno.

Mi sa tanto che il regalo l'ho fatto più a me che all'altra persona. E nonostante sia uno di quei momenti della mia vita in cui il mondo sembra girare nel verso opposto a quello in cui cammino io, ora posso vivermi un weekend con questa piccola scintilla di tenerezza che mi sono concesso.

Le scintille di tenerezza sono... bah, come si fa a spiegarlo... tutti lo sappiamo, del resto. Chi non sa cos'è una scintilla di tenerezza? Io non so darne una definizione. So solo godermele.

D R A G O R O M A N T I C O N E


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venerdì 5 novembre 2004
ore 23:16
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ma una vagonata di cazzi tuoi no??

Non so chi sia stato. Non so se sia del sito, ma probabilmente lo è. Quindi l'interessato capirà, mi auguro.


Argomentazione numero uno:


Il fatto che io mi diverta a raccontare alcune cose della mia vita, non significa assolutamente che io tolleri intromissioni nei miei affari privati, che se pure ho raccontato, restano privati.

Argomentazione numero due:


Se ho bisogno di un favore, non mi faccio problemi a chiederlo a chi mi è vicino. E se non chiedo favori a qualcuno le cose sono due: o non considero questo qualcuno in grado di aiutarmi, oppure più probabilmente non voglio che mi vengano fatti favori.

Argomentazione numero tre:


Non posso sopportare, in quanto mi provoca un'orchite che mi starei su a grattare per una settimana di fila, per non parlare del fatto che risveglia certi istinti omicidi che Jack lo Squartatore mi fa una pippa, che qualcuno dica stronzate su di me.

Argomentazione numero quattro:


Adoro fare le cose lla luce del sole. I sotterfugi non fanno per me. Inoltre considero poco attendibili e spesso volutamente falsificate le voci che mi giungono tramite giri di persone che non c'entrano niente in certe faccende.


Ora, avendo una certa persona urtato ciascuna di queste quattro argomentazioni ed essendo di conseguenza finitami prepotentemente a sbattere contro i coglioni, mi concedo questo piccolo "processo alle intenzioni", se proprio vogliamo inserire questo post in una classificazione di tipo generico.

Andare a chiedere notizie su una certa persona, non a lei direttamente, ma ad un/una conoscente della stessa, dicendo di essere stati inviati dal sottoscritto quando io non ne so un cazzo di niente, per quanto probabilmente il gesto sia stato fatto in buona fede, è una cosa che mi fa alterare non poco. Mi fa incazzare come un animale incazzoso, come una biscia, per fare un esempio che però l'idea la rende solo in parte.

Sono stato messo in una situazione di disagio. Mi sono sentito in qualche modo in colpa per essere causa indiretta di disagio per certe persone. Mi sento deluso da qualcuno che non so chi sia. Ho fatto una figuraccia. Ho il dubbio di non essere riuscito a rimediare al danno.
Questi sopraelencati sono gli unici effetti della cazzata fatta dal misterioso impiccione.

Per concludere, oltre che ricordare che ogni futura intromissione sarà perseguibile a norma di calci in culo e randellate nelle gengive, invito il diretto interessato, qualora si riconosca come protagonista di questo post, a farsi vivo. Magari a chiedere anche scusa. Scuse che per altro accetterò ben volentieri, dato che come ho già detto, sono convinto della buona fede che comunque permeava l'intromissione.

Mi permetto un aforisma da me appena coniato per l'occasione:

A parità di massa, una tonnellata di oro vale molto meno di una tonnellata di cazzi propri.


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mercoledì 3 novembre 2004
ore 00:09
(categoria: "Vita Quotidiana")


Supermossa Time! Sottotitolo: Esorcizzando il Due di Picche...


Ore 8 e qualche minuto. Ero già seduto in aula studio davanti ai libri e sorseggiavo... un the al limone.
Primo sorso... e che schifo! Che sapore è?? Ora mi fa schifo davvero il the al limone!!! 'sta storia del due di picche mi ha condizionato pure le papille gustative!!

E no, aspè... fino a ieri lo adoravo il the al limone... ci sarà un motivo per cui ora fa schifo... ci penso un po'... e ricordo che pochi minuti prima mi ero lavato i denti con un dentifricio orrendo che mai più comprerò e che mi altera la percezione dei sapori per parecchio tempo... quindi... basta con questa storia del the al limone!! Sta diventando un'ossessione! E' solo un fottutissimo the al limone! Lo butto giù, schifato dal sapore misto a quello del dentifricio e mi concentro sui libri. Una giornata di studio... incredibile.

Ore 17.40 passate. Sono fuori per una delle solite pause secolari. E mentre si ride e si scherza io ogni tanto mi rattristo un pochettino perchè CASUALMENTE incontro lo sguardo della donna che mi ha rifilato il due di picche. E ogni tanto mi ritrovo a pensare che in fondo le ho solo offerto un the al limone... un banale the al limone... insomma... che sarà mai?? Io quel the al limone glielo devo. E allora, risoluto, alla fine della pausa, senza dir niente a nessuno, vado alla macchinetta e mi prendo un the al limone. Intanto arriva Jashugan che mi vede inserire altri 35 centesimi e prendere un secondo the.

"Oh, ma quanti te ne prendi??"
"Eh, Mattia... è tempo di supermossa."

E mentre aspetto il secondo the al limone, realizzo: ecco, ora mi tocca trovare il coraggio di andarci per forza da lei. Ora ho due the al limone. Che faccio? Me ne bevo due? No... mi tocca. Mi sono incastrato. Bravo, coglione.

Ma mi convinco che è solo un the al limone... magari scotta un po' più del solito... ma è solo un the al limone.

Esco dalla stanza della macchinetta con i due bicchieri in mano e guardo verso il tavolo dei miei amici: non mi notano. Meglio. Un po' di spettatori in meno della supermossa e un po' di gente in più a cui raccontarla dopo che averla fatta.
La cosa mi ha incoraggiato.

Cammino deciso e tremolante col mio passo ormai collaudato. A tenermi in piedi e a non farmi venir voglia di desistere è stato più che altro il dolore terribile che avevo alle dita: ragazzi... il the caldo è proprio caldo... e non è saggio trasportarne due appena fatti... ve lo giuro.

Arrivo al tavolo della donna e sfodero la solita faccia di culo da supermossa: sorriso ebete, questa volta accompagnato da una risoluta e dispettosa aria di sfida.

Mi sorride apparentemente sorpresa e rassegnata allo stesso tempo e io lì ho il mio ormai noto mancamento... che palle essere così vulnerabile ai sorrisi a volte... ma tengo botta: "Ecco il tuo the."

Usciamo fuori e giù a chiacchierare. Una normalissima chiacchierata, nulla di strabiliante. Ovviamente se escludiamo il mio tumulto interiore nel guardarla e rendermi conto che se da lontano la guardo e mi fa impazzire, da vicino mi accorgo che non c'è più un solo pensiero che mi passi per la testa che non sia intervallato da un "CHE BELLA CHE E'!".

Si chiacchiera tranquillamente e io sono soprattutto contento di aver esorcizzato l'incubo del the al limone, indipendentemente dal fatto che non so se mi darà l'occasione di offrirgliene un altro.

Ma tiriamo le somme. Cosa ho ricavato dalla supermossa? Beh... mi sono sciolto un po'. Non ho capito niente o quasi di lei. Ma la cosa più importante è che da domani il the al limone tornerà ad avere il suo solito sapore di limone e basta. Finalmente. Che non ne potevo più di prendere solo cappuccino.


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lunedì 1 novembre 2004
ore 17:03
(categoria: "Pensieri")


D R A G O F A M I G L I A


Muscoletti ancora rattrappiti da due giorni, ebbrezza costante perchè con mio padre avevo dei brindisi arretrati e in questi giorni mi sta istruendo a dovere su vini provenienti da tutta Italia e su adeguati abbinamenti al cibo.

E mentre mi faccio una seria cultura mi godo la compagnia della mia famiglia, che è ciò che più mi manca quando sono a Padova. Perchè per il resto, qui ho trovato la pace.

Mi godo la mamma che ancora fa la protettiva e si scandalizza un po' quando le dico che alla festa ho ballato sul cubo facendo ridere tutti quanti, oppure che ogni tanto mi faccio sbonzo con gli amici... e lei ancora lì che mi chiede con chi vado in macchina, se beve... mi dice di stare attento... di coprirmi quando sudo... e io ora, a 21 anni, adoro sentirmi dire queste cose.

Ancora, come quando ero piccolo piccolo, le rispondo sbuffando, interpretando la classica parte del figlio che ha sempre da ridire ad una mamma che non capisce niente... ma poi le salto al collo e ma l'abbraccio tutta perchè la mamma è sempre la mamma e io ne ho una che se qualcuno prova a rubarmela faccio un disastro!

Mi godo anche i discorsi ridicoli, seri, semiseri, impegnati, idioti... con il papà. Babbo vorrei ancora giocare a pallone con te... sono mesi che non ci riusciamo a fare una partitina... che cosa triste. Però che bello quando si brinda col babbo e gli si racconta della propria vita, di cosa si sta imparando... che bello vedere che lui sembra soddisfatto. La felicità di un babbo non ha davvero prezzo. E se lo avesse lo pagherei e lascerei anche la mancia.

E mi godo le risate con mia sorella, le prese in giro, i finti litigi... prchè io e mia sorella ci capiamo, viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda. Io adoro mia sorella. La sa proprio lunga lei.

Domani loro vanno via e li rivedo a Natale. Mi mancheranno, ma saprò far senza. Perchè uno dei regali più grossi che mi hanno fatto è quello di avermi insegnato a saper fare senza di loro. E me lo hanno insegnato nel modo migliore: essendo sempre presenti, nel modo giusto, senza mai sostituirsi a me in quel che dovevo fare, ma coprendomi le spalle.

Sono una persona fortunata. Una delle più fortunate che conosco. Forse la più fortunata. Anzi, togliete il forse.

D R A G O I N F A M I G L I A


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domenica 31 ottobre 2004
ore 23:33
(categoria: "Riflessioni")


Rapido rapido


Un'aggiornata veloce veloce... vediamo un po'...

La Festa di Spritz.
Grazie a tutti quelli che c'erano. Grazie per le risate, i canti, i balli... grazie a tutti per avermi sciolto e per avermi fatto raggiungere quello stato di euforia nel quale la dignità e il ritegno non hanno più importanza e quindi ho potuto divertirmi e divertirvi ballndo su cubi, tavoli e qualunque piano rialzato mi capitasse a tiro.
Grazie per avermi fotografato e avermi così permesso di vedere in che penose condizioni vessavo.
Mi scuso con chi è rimasto traumatizzato da tale visione. Dovrebbero censurarmi. Ma per fortuna non eravamo in fascia protetta.

E allora grazie. Grazie anche se per alcune persone la festa non è stata uno sballo per certi avvenimenti che da un lato comprendo ma che ritengo fossero evitabili.
Grazie a chi ha avuto la pazienza di non prendersela se ogni tanto sparivo, non dedicavo molta attenzione quasi a nessuno... ma ero preso dal casino, dalla gente nel suo insieme, dalla musica a volte ok a volte meno, dalla voglia di essere di tutti e di nessuno.

Grazie, diciamolo, anche al dj, che secondo me è uno che la sa lunga. Grazie a Luca e i Beehive che finalmente li ho sentiti per la prima volta... e sono già innamorato della cantante... vabbè. Mirko è il più stiloso! Zilvio... dov'eri? Non ti ho visto...

Grazie a tutti per la serata, me la ricorderò.
Peccato solo mancasse qualcuno... mi sarebbe piaciuto vedere altre 6 o 7 persone che non si sono fatte vive... bah, sarà per la prossima.

Grazie ovviamente anche al webbone che ci da sempre dentro per organizzare tutto. Enrico sei un grande, la mia stima è per te. E per chi pensa che sia una sviolinata... beh, allora vuol dire che non avete ancora conosciuto Enrico.

Beh, la Festa è finita, andiamo in pace.
Sì, in pace, ma io son pieno di dolori muscolari e mi tira il collo... forse per via della sudata che mi sono fatto? Essì... perchè dovete sapere (soprattutto tu, rossofuoco) che a me i lombrichi mi fanno una pippa. Io sudo molto di più. Ma preferisco non dilungarmi sull'argomento.

Insomma, qualche acciacco post-desfo, con la caviglia che miracolosamente non ha dato troppi fastidi. Quel nuovo tutore da 220 Euri almeno sembra valerli...

E poi oggi in giro tutto il giorno con il babbo, la mamma e la sorellina. Essì, perchè qui a Padova per il weekend, è venuta a trovarmi la mia famigliola! Che bello brindare e bere col babbo, chiacchierare con la mamma, giocare alla Play con Valentina... quanto mi mancavano... ora loro dormono stanchi nell'Hotel qui dietro casa e io sono qui che scrivo e li penso... domani ci facciamo un giretto culturale per Padova. E poi la sera me li porto in piazza! Così assaggiano lo Spritz e se becco qualcuno di voi ve li presento! (sica!!! Voglio presentarti i miei!! Ci restano secchi!!! ahaha ahahahaah!)

Ora mi corico disfatto anche io... ma prima non posso astenermi dal fare un ringraziamento speciale per l'inizio della serata di ieri: Grazie, Spiderr, per il frutto di Madre Terra con cui abbiamo iniziato la serata, grazie, Leso.

D R A G O S I F A D U E F L A S H


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Scusate se tolgo i commenti
ma la lista era troppo lunga...

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