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NICK: D R A G O
SESSO: m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
STATUS: single

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STO LEGGENDO
Non ve lo dico neanche se mi pagate.
Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.


HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.


STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato.
E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita.
E grazi al cielo capita sempre qualcosa.


ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può.
E allora mi faccio bastare il resto.


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!


OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto.
Quello che si adatta a tutte le situazioni.


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)

 


MERAVIGLIE

1)





“Io scrivo, perchè mi piace scrivere, perchè mi piace essere letto, perchè mi piace parlare di me in questo modo. E quelli a cui sarà gradito leggere le mie riflessioni, i miei pensieri, i miei racconti, i miei deliri e le mie cagate... beh, loro saranno la mia benzina.

Benvenuti nel Blog di
Sir D R A G O della Cadrega Ribaltada,
Cavaliere dell’Ordine della Porketta
e Grande Ubriacone di Corte



Una Storia Come Tante:

Premessa & Brandello N°1 LINK
Brandello N°2 LINK
Brandello N°3 LINK
Brandello N°4 LINK
Brandello N°5 LINK
Brandello N°6 LINK
Brandello N°7 LINK
Brandello N°8 LINK
Brandello N°9 LINK
Brandello N°10 LINK
Brandello N°11 LINK
Brandello N°12 LINK
Brandello N°13 LINK
Brandello N°14 LINK



A grande richiesta riesumo dagli albori del mio blog...
Tales Of The Fall In Love With The Elf!!
Parte Prima:LINK
Parte Seconda:LINK
Parte Terza:LINK
Parte Quarta:LINK
Parte Quinta:LINK
Parte Sesta:LINK
Parte Settima:LINK
Parte Ottava:LINK
Parte Nona:LINK
Parte Decima:LINK
Parte Undicesima:LINK
Parte Dodicesima:LINK
Parte Tredicesima:LINK
Parte Quattordicesima:LINK
Parte Quindicesima:LINK




Uhm...Porn-Groove.
Allora non si involve solo la tv.
Fa piacere.
Fa paura.
LINK






Che mi si coccardi, io dico. ”

(questo BLOG è stato visitato 17678 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 29 luglio 2004
ore 14:17
(categoria: "Vita Quotidiana")


2 Tramezzini da Asporto
90 centesimi di Euro cadauno. In tutto 1,80 € e il pranzo è servito. Decisamente insoddisfacente sotto l’aspetto dell’apporto calorico, proteico, ecc., ma perfetti per far finta di essere a dieta e per poter mangiare da solo in santa pace all’aperto seduto davanti alla vetrina della tua fumetteria con un po’ di buona musica nelle orecchie mentre ti sfilano davanti facce note, semi-note, ignote, belle, brutte, orrende, fighe, single, coppie, vecchiette, bici, auto, moto… E tu lì con i tuoi 2 tramezzini a volte buoni a volte meno, ma mai spiacevoli. I tuoi 2 tramezzini presi al bar accanto la fumetteria e l’aula studio, i posti dove vivi di più. Il bar che frequentano solo gli abituè, se si scrive così, che ne so io. Comunque anche se non si scrive così, gli abituè di quel bar sono tanti, grazie all’aula studio. Gestito da dei Cinesi con qualche dipendente italiano, per lo più studenti. Tutti simpatici. C’è una signora cinese, forse la mamma degli altri due cinesi che lavorano lì, che sorride a tutti, sempre e comunque. Forse ha una paresi, ma è tanto dolce! Emana un calore familiare davvero piacevole… a me i suoi sorrisi di mamma cinese mi tirano su l’umore: il sorriso di mamma cinese lo consiglio a tutti quelli che pensano di poterlo capire; gli altri continuino pure a pensare che abbia una paresi, ma siano consapevoli di perdersi una piccola tenera meraviglia. Gli altri due cinesi… sembrano cinesi solo di aspetto. Da come parlano e da come si comportano mi sa che sono italiani. Comunque con facce cinesi. Cinesi simpatici. Mi vanno proprio a genio. E sono cordiali. Certo, è il loro lavoro, ma restano cordiali. E io è lì che prendo i miei 2 tramezzini. Normalmente quando vado lì, ad occuparsi della zona panini-piadine-tramezzini c’è una ragazza mora. Pure lei simpatica. Mi vede e prepara già la stagnola per incartarmi i 2 tramezzini. Ormai lo sa. Sa chi sono, sa cosa mangio a pranzo, è lei che me lo prepara, ma non sa il mio nome, non ci conosciamo. È un po’ il rapporto che si ha con tutti i baristi… ed è eccezionale, è utile a sentirsi parte di una comunità. E quando li mangio, sento anche più saporiti i tramezzini. Proprio buoni. 2 tramezzini ormai sono un buon simbolo delle mie giornate da studente, saranno uno dei ricordi che mi porterò via della mia vita qui a Padova, quando sarà chiuso questo capitolo della mia vita. Ora… vado al bar, e con 1,80 € mi prendo i miei tramezzini, un po’ di sorrisi, qualche battuta e una piccola manciata di buonumore per poter studiare un po’ subito dopo senza pensieri che distraggono. E tutto a 1,80 €, praticamente un’offerta speciale illimitata.

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mercoledì 28 luglio 2004
ore 17:11
(categoria: "Pensieri")


Minkia...
900... già 900. Mancano ancora due giorni al primo compimese di questo blog e siamo già a 900. Non posso ringraziare il novecentesimo perchè è il solito ospite che si intrufola... ma posso a questo punto fare un bel ringraziamento a tutti quelli/e che mi hanno visitato e continuano a farlo. E' troppo bello vedere che a qualcuno piace davvero quel che scrivo... a me 'sta cosa mi stando una botta di autostima davvero positiva. Mi rallegrate con la vostra presenza, coi vostri commenti, mi riempite qualche sano momento, mi stimolate qualche pensiero felice... e non è poca cosa. Grazie a tutti, chiudo qui il comizio commovente e torno ai miei deliri.

D R A G O C O M M O S S O


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mercoledì 28 luglio 2004
ore 16:44
(categoria: "Amore & Eros")


There isn't only the Elf
PARTE SECONDA: Cornetto & Cappuccino.
"Buongiorno... ciao... che prendi?" E sorride. Io: "Ciao splendida! Mi prepari un cappuccino? Grazie... prendo anche un cornetto, mi servo io?"
"Certo, fai pure..."
"Grazie Stella! Uff... sono a pezzi... è stancante farsi la notte in treno..."
"Ah, sei appena arrivato?"
"Sì... e devo abituarmi a farmi 'ste nottate visto che dovrei venir qui a studiare da quest'anno..."
"Da dove vieni?"
"Sono Pugliese... comunque mi chiamo Riccardo..."
O almeno questo è il dialogo che ho immaginato di fare appena l'ho vista; la realtà è che sono rimasto di sasso, privato della mia già di per sè scarsa capacità di intendere e di volere, di fronte al suo viso pulito e dolcissimo, ai suoi capelli lunghi e lisci scurissimi... e lei mi guarda. Guarda e aspetta. Mi chiedo cosa stia aspettando. Ah, già... mi ha chiesto cosa prendo, magari si aspetta pure che le rispondo. E' un'ipotesi da considerare, quella di muoversi a rispondere, possibilmente prima che mi appiccichi in fronte l'etichetta "ritardato mentale". E allora: "U-Un C-Cornetto & Cappuccino, grazie... prendo io il cappuccino?" "Il corneto, intendi? Sì prendi pure..." "N... cioè, sì, volevo dire cornetto... eh eh!" Mi chiedo quale etichetta mi è stata appiccicata in fronte adesso. Ma forse non saperlo potrebbe essere meglio, a volte la curiosità è malsana, e questa è una di quelle volte. Do un morso al mio cornettazzo... e faccio una faccia soddisfattissima. Una falsissima faccia soddisfattissima: il cornetto fa proprio cagare... è di quelli surgelati brutti e gommosi... ma ho paura di offendere l'angioletto che ho di fronte... e allora sopporto in silenzio. Il cappuccino è proprio buono... lo ha fatto lei... poteva essere diversamente? Finisco colazione, pago, prestando attenzione a darle tutti gli spiccioli possibile in modo da non farmi dare resto... ai baristi fa sempre comodo avere moneta... e io ci penso perchè sono troppo un dritto. Ok... non ho concluso niente, se non farmi considerare un imbecille, però ci sarà tempo... questo ormai è il mio bar... o almeno lo sarà se verrò a studiare a Padova. Saluto, lei ricambia sorridente... ci rivedremo... presto... appena avrò passato i test di ammissione. Per ora mi ritiro, preparo il mio piano d'assalto, a settembre vengo a fare un altro sopralluogo e da ottobre... partirà l'assedio... questo covavo nella mia mente, quando ancora non sapevo se mi sarei davvero iscritto a Padova... poi l'ho fatto davvero, avendo passato i test d'ammissione... e l'assedio ebbe inizio...
[to be continued...]


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martedì 27 luglio 2004
ore 17:31
(categoria: "Amore & Eros")


There isn't only the Elf
PARTE PRIMA: The Search Journey

Estate 2002. Finalmente diplomato. Finalmente si va all'Università, si va via di casa, si fanno nuove esperienze, si cambia aria che qui puzza di chiuso anche all'aperto. Non soffro di claustrofobia, ma 'sto posto mi sta stretto. Allora faccio un bel valigione e chiedo a babbo e mamma un po' di denari perchè i miei risparmi sono troppo esigui per un viaggio. E a sorpresa il babbo e la mamma mi danno pure budget illimitato sostenendo che essendo un viaggio in cui deciderò dove costruire il mio futuro, sono soldi ben investiti. Minchia grazie Babbo e Mamma! Chiedo a un po' di gente se vuole unirsi a me, ma nessuno accetta. Poco male, che si fottessero, ce la vediamo io e il mio valigione. E mi faccio un bel giro: Roma, Napoli, Chieti, Cesena, Bologna (che poi non c'è Psicologia a Bologna, ma non puoi fare un giro per l'Italia senza farci almeno una puntatina, sarebbe un delitto per cui potrebbero istituire la pena di morte), Urbino, Firenze, Milano... e Padova. E lì mi son fermato, perchè mi ha trasmesso vibrazioni positive, perchè c'è movimento, tanti giovani, belle strade, lo spritz, piazza delle Erbe, Prato della Valle, non troppo caos... un posto giusto. Almeno giusto per me. E lì penso a quelli che non mi hanno voluto accompagnare: meglio così, meglio da solo! Perchè è quando sei solo che vedi davvero un posto nuovo quando lo visiti... registri immagini, sensazioni, emozioni, dettagli, persone... vedi e pensi a quel che vedi mandandolo a memoria. Non vedi, insomma, osservi. E quel che ho osservato a Padova mi è piaciuto più di quel che ho osservato altrove. Ma... questo racconto non parla delle mie scelte universitarie... questa premessa mi serviva solo per introdurre il mio viaggio e il mio primo sbarco a Padova in una mattina di metà Luglio, verso le 6 e qualcosa di mattina. Dopo una notte in treno sono a pezzi, voglio un albergo. Guardo la cartina che mi ero prudentemente già procurato e vedo dov'è la facoltà di Psicologia; mi avvio in quella direzione alla ricerca di un albergo nei paraggi. Arrivo in facoltà che non sono neanche le 7, è tutto deserto... e rimango colpito dalla modernità dell'edificio che è la sede di Psicologia... bella storia! Proseguo contento promettendomi di tornarci in mattinata, supero il ponte sul Piovego, passo sotto il Portello e cammino sotto i portici finchè non incontro un bar sulla sinistra. Lo stomaco si mette a parlare a voce alta e lì mi accorgo che non sono solo... il mio apparato digerente si fa sentire e reclama la mia attenzione. Non ho fatto colazione e ho anche mangiato leggero la sera prima per affrontare meglio le 8 ore di treno che mi sarebbero toccate. E ora vedo il bar e già pregusto un bel cappuccino con annesso cornettazzo alla crema da competizione. Entro nel bar trascinando il mio valigione, ma non vedo nessuno al bancone. E' ancora presto, staranno ancora sistemando. Spingo la valigia in un angolo e poi: "buongiorno!" con una voce inaspettatamente sveglia e attiva. Sento dei passi provenire dalle scale del seminterrato vicino al bancone. E di lì a pochissimi secondi, dopo essere arrivato a Padova da un'oretta scarsa, dopo aver visto poco e niente... già mi attraversò l'infantile e superficiale pensiero che quella sarebbe stata la mia nuova città, che avrei studiato lì Psicologia e soprattutto che quello sarebbe stato il mio bar. Lì, in quel momento, per la prima volta a Padova, mi sono pietrificato colpito dalla barista che salendo le scale mi sorrideva e con una bellissima voce: "Buongiorno... ciao... cosa prendi?"
[to be continued...]


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domenica 25 luglio 2004
ore 22:26
(categoria: "Vita Quotidiana")


Rido contento
Una bella ragazza studia seduta su una sedia. Un gruppo di amici la guardano e fanno tra loro commenti commenti un po’ spinti. Un papà porta sulle spalle suo figlio che ride. Un bambino cade dalla bicicletta e si sbuccia un ginocchio. Al semaforo il secondo della fila suona fastidiosamente il clacson perché il primo non si muove. Due vecchiette attraversano la strada con dei carrelli per la spesa e chiacchierano tra di loro. Un professore fa lezione, ma nessuno degli studenti lo ascolta. Un uomo vestito di tutto punto con in mano una ventiquattrore cammina a grandi falcate parlando in un auricolare in modo concitato. Una coppia si bacia in modo estremamente passionale. Un ragazzo obeso e bruttissimo viene deriso da tre ragazze che camminano a braccetto. Un venditore ambulante di scope urla con tutta la sua voce per attirare l’attenzione. Un uomo guarda il telegiornale. Un barista parla di come ha giocato il Milan la scorsa domenica con due clienti fissi. Dei ragazzini sfogliano il loro primo giornaletto porno e ridono eccitati. Un barbone chiede l’elemosina fingendo di non avere un braccio per far pietà alla gente. Qualche metro più in là degli artisti da strada suonano davvero bene qualche strumento e la folla fa cerchio attorno a loro. Qualcuno batte il piede a tempo di musica. Una ragazza piange perché ha appena scoperto di essere tradita dal fidanzato. Un’amica la consola. Ma il fidanzato se la fa proprio con lei. Una segretaria fa delle fotocopie. Dei ragazzi giocano a calcio. Una coppia appena sposata viene seppellita di riso e confetti grossi come noci all’uscita da un chiesetta. Tre amici si passano una canna rollata male, ma sempre profumata. Un gruppo punk suona in un locale. Un ragazzo si dichiara coraggiosamente ad una che gli piace da tanto tempo.
E poi io. Camminando sotto la pioggia; sdraiato sull’erba al sole; a casa di mia nonna; in facoltà; per strada; in piscina; in pulman; sul treno; di notte; all’alba; mentre mangio; ovunque; sempre. Guardo tutte queste cose, guardo il mondo, passare. E rido contento di esserci.


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sabato 24 luglio 2004
ore 14:59
(categoria: "Riflessioni")


?????????????
I miei piedi fanno parte del mio essere; ma non sempre. (...) E che cazzo vuol dire? Cos’è questo insensato parto della mia mente? Da dove mi è uscita? Non riesco ad attribuirgli un significato neanche relativo alla situazione in cui l’ho detta. Proprio no! Non vuol dire proprio niente; l’ho detta io, ma se ha un senso, questo va al di là della mia comprensione, della mia malata e patologica fantasia. Anche a volerci trovare una metafora si fa fatica... anzi io mica ci riesco! Minkia... ero preso proprio male! Ma tanto! Di cazzate ne sparo, ma almeno per me hanno sempre un senso, anche ipotetico, anche temporaneo. Sto proprio uscendo in fantasia... si vede che... la mia capacità di pensare cose sensate fa parte del mio essere, ma non sempre, bensì sempre di meno!! Chissà le vaccate che saprò sfornare da qui in avanti... i deliri su cui costruirò spassosissimi e debolissimi sistemi filosofici... manco fossi in perenne stato di ebbrezza... mi bevo i miei pensieri e mi sballo con loro che a volte sono la compagnia più piacevole che esista. Me l’hanno detto in tanti, ma soprattutto lo dico io che coi miei pensieri ci convivo da sempre. Eh già, perché i miei pensieri, universalmente considerati, ossia contando quelli sensati e quelli no, fanno sempre parte del mio essere. A volte mi si mostrano vividamente e si lasciano manipolare dalla mia volontà, come ora che sto scrivendo; altre volte invece vanno da sé, senza controllo... ed è in quei momenti che non sono tanto sicuro che i piedi facciano parte del mio essere, non lo sono affatto. Che roba... e pensare che sono completamente sobrio.

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sabato 24 luglio 2004
ore 13:36
(categoria: "Pensieri")


Piccola perla di saggezza
Certe volte viene un po’ di malinconia, ma a me non capita più da un po’. Ho le mie cose. Troppe cose. Quel che c’è dietro non mi fa comodo, detto semplicemente. Riesco a parlare così solo perché so bene che anche quando non si fa più comodo a qualcuno non si smette di vivere. Almeno non definitivamente. Almeno non se sai guardarti attorno. Anche se non fai più comodo alla persona che hai considerato a lungo la più importante nella tua vita. Semplicemente smetti di credere nella forza di certi sentimenti. E a quel punto, che essi ci siano o non ci siano diventa superfluo.

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giovedì 22 luglio 2004
ore 23:17
(categoria: "Riflessioni")


Idea...
Oggi ho pensato a qualcosa per riempire il blog che possa accontentare chi non se ne frega niente di quel che scrivo a meno che non sia uno dei miei racconti con l'Elfa. E mi sono ricordao di un'altra storia che si può descrivere in un paio di puntate, forse tre. Ragazzi, ragazze... state per conoscere... LA STORIA DI GIANNA! L'unica altra donna che lì a Padova sia riuscita a farmi girar di brutto la testa, anche se non ai livelli dell'Elfa. Però... siccome ho fatto una bella supermossa anche con lei... allora... a domani... buonanotte!!

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giovedì 22 luglio 2004
ore 13:48
(categoria: "Riflessioni")


MMh...
Mi sento strano a non aver una puntata sull'Elfa da scrivere... mi devo inventare qualcosa... non sull'Elfa... forse è il momento che tiri fuori qualcos'altro. Pensa Riccardo, pensa... ah... e intanto manca poco all'assegnazione dello spritz per il 700esimo visitatore.

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mercoledì 21 luglio 2004
ore 21:55
(categoria: "Amore & Eros")


Tales of the Fall in Love with the Elf
PARTE DECIMA: Friday at the bar...the last meeting.

Venerdì 25 Giugno. Sveglia all'alba. Riepilogo del programma della giornata. Mattinata in aula studio con realistico programma di studio: 2 libri neanche letti da preparare entro le 14, ora dell'esame. Mi compiaccio della serietà con cui l'ho preparato. Dopo l'esame, se lo farò, saluto generale all'aula studio, rientro a casa, barba, doccia, cazzeggio. Alle 19.30 in piazza appuntamento con uno stuolo di amiche tutte donne che bello posso fare il bullo con tutti i masculi della piazza che mi guardano e si chiedono che cazzo ci fanno tutte quelle belle donne con uno come me e io che mi ganzo con un ego che nonostante la mia massiccia corporatura riesco a malapena a non farmelo uscire dalle orecchie o da altri buchi di cui ora preferisco non parlare anche perchè sto per morire soffocato se non la smetto di pensare così tutto d'un fiato. Anf anf... anf... anf... uff... aah... un attimo che rifiato... oh. Dicevo: appuntamento in piazza a fine giornata. Del mio programma non faccio quasi nulla. Mattinata di studio: ho chiuso i libri dopo 10 minuti e ho letto fumetti, giocato a briscola, cazzeggiato tutto il giorno. Esame: ritirato. Però ho lanciato uno sguardo sensuale alla prof così me la tengo buona per il prossimo appello. Ed è pure una prof giovane e figa. E non ho neanche visto anelli alla mano. Meglio che me lo annoto. Torno a salutare l'aula studio e non trovo uno che sia uno di quelli che conosco. Non posso salutare nessuno... e domani lascio Padova... vabbè, tanto da settembre rivivo qui. Però... non trovo neanche l'Elfa... non la vedo da una settimana... è diventata scostante nella frequenza alla Jappelli. Chissà se la rivedrò a settembre... potrebbe anche laurearsi nel frattempo, per quanto ne so... e allora addio. Piccola grande angoscia. Ma mi distraggo perchè oggi c'è da stare allegri: sono la star della serata! Si festeggia pure il mio compleanno che in realtà è il 29, ma le mie amiche hanno insistito dato che parto... dovevo oppormi? No. E allora, barba e doccia. Cazzeggio (e questa è la parte del programma meglio riuscita). Poi esco. Faccio un'ultima puntata in aula studio a vedere se becco un paio di amici. Nisba. Allora imbocco via Altinate per andare in Piazza. E lì la giornata cambia prospettiva. L'Elfa. Di spalle, che parla con due amici in bicicletta. Gli amici, in bicicletta. Non lei. Lei cammina sempre e solo sulle sue lunghe gambe elfiche. Paralizzato le passo accanto. Non mi vede perchè è di spalle. Tiro dritto, sento la sua voce elfica che saluta gli amici e... cavolo... mi sta seguendo!! Mi pedina!! Lo sapevo: è fatta! Seee... sta solo andando in centro per i cavoli suoi. Mi faccio tutta via Altinate senza voltarmi una volta per paura di scoprirmela dietro che sorride... un coltello puntato sulla schiena mi avrebbe messo meno in soggezione. Arrivo in piazza, puntuale. E lì mi chiamano le mie amiche dicendo che fanno 5 minuti di ritardo. E tutti sappiamo cosa vuol dire quando delle donne dicono che fanno 5 minuti di ritardo. Sbuffo e mi siedo al marciapiede pronto a veder ricrescere la mia barba appena tagliata nell'attesa. E ripassa l'Elfa. Con un'amica. Vanno al bar, prendono i loro spritz (l'Elfa beve spritz... allora è proprio roba buona) e si accomodano ai tavolini. Vergogna. Ora magari mi vede da solo e chissà che pensa. Passa mezz'ora (che per le donne mezz'ora sono 5 minuti, vedete voi...) e arrivano le prime due delle mie amiche. Evidentemente per le altre vige una concezione dei 5 minuti ancor più dilata. Ma almeno si può iniziare a festeggiare. Baci abbracci auguri (ma farli in anticipo non porta sfiga, bah... fa niente, tanto c'è l'Elfa... ma che cazzo di motivo è???). Si chiacchiera, si parlotta in attesa che passino i 5 minuti per le altre. Faccio notare l'Elfa e tutte e due mi fanno: "oh, c'avevi raggione, è proprio bella... hai capito il marpione!!" Finalmente arrivano le altre due con i loro giustissimi 5 minuti di ritardo (...). Faccio notare l'Elfa pure a loro. E Antonella, la mia meglia amica con cui ci passo taaante giornate mi fa col suo entusiasmo coinvolgente ed insensato: "L'hai salutata? Vi siete salutati? Sta ancora fidanzata?" Contengo il suo entusiasmo con un sorriso e un bacio sulla fronte e propongo di inumidire le labbra che il fegato è secco. Spritzettino da asporto che viene consumato all'impiedi in postazione strategica per il controllo dell'Elfa (potrebbe tranquillamente denunciarmi prima o poi e io mi costituirei pure...). La serata trascorreva tranquilla e divertente, solo con un po' di sensi alterati dall'alcol per le mie amiche e dall'Elfa per me. Ma l'allegria domina. Scarto i miei regali in mezzo alla piazza e sono carini davver, così non devo dire le solite frasi di circostanza da festeggiato deluso e si è tutti felici. Decidiamo di andare ad una festa a Monte Cengio che inizia verso le 10 e intanto restiamo lì ad aspettare un'altra tipa che ho conosciuto da un mesetto scarso ma che pare si senta troppo allegra quando ci sono io e mi vuole salutare e farmi sentire stupido per il fatto che parto nonostante lei, che lavora a Radio Sherwood, mi abbia invitato a farmi gratis con lei tutto il Festival... meglio che non ci penso và! Ma eccola che arriva... baci abbracci allegrissimi e già le offro il primo spritz ma... mi accorgo che quella sera con noi c'è anche il destino. O il caso. O quello che è. Perchè la tipa della radio ci fa: dai venite al tavolo che ci sono altri amici. Certo, andiamo al tavolo. Un tavolo qualunque. Ce ne sono tanti. Ci sono tanti bar e tantissimi tavoli. E noi andiamo a sederci a un tavolo. Sono tutti uguali, uno vale l'altro. Ma gli amici in questione erano seduti al tavolo accanto a quello dell'Elfa. E' un po' come vincere alla lotteria. O meglio, un po' come essere interrogati a scuola, rende meglio l'idea della tensione. Esito, mi blocco quando me ne rendo conto. Sembra che l'abbia creata apposta questa situazione... l'Elfa potrebbe pensarlo sicuramente... e poi magari la smette di farmi incantesimi... ma sono solo in mezzo a 5 donne che mi tirano verso il tavolo. Accetto, a testa bassa. Antonella mi dice di controllare il colore del mio viso, di farlo tornare rosato come prima da rosso fuoco com'è. Dice che posso farcela. Ma ha bevuto già 3 spritz e lei già con uno diventa allegra. La ignoro sorridendo e mi accomodo presentandomi alla coppia che passerà con noi la serata e mi sta vedendo per la prima volta in queste condizioni pietose. Figura di merda multipla. Ci vuole spritz. Ci spariamo altri 3 giri in un lampo. Finalmente anche io ho i sensi appannati e le emozioni smorzate. Recuperò dignità. Sono forse l'unico che da brillo acquista più dignità che da sobrio, ed è tutto dire... ho conquistato l'auditorio del tavolo, tutti ascoltano le mie storie, le mie battute, le mie digressioni, mi fanno domende... uno show man! E in tutto questo i piccoli deliri delle mie amiche sbronze. Eppure... io sono un po' assente. La mia testa ogni tanto si gira verso l'Elfa, che parla bellissima e concentrata col suo sorriso che se i sorrisi potessero uccidere sarebbe un'arma di distruzione di massa, l'arma definitiva, un'Apocalisse. Un sorriso apocalittico in senso lato e non troppo lato dato che a me mi stende proprio. E anche stasera mi stava stendendo. Anche se le emozioni erano annebbiate dallo spritz, erano sufficientemente forti da distrarmi dal far bordello. E ad Antonella, che mi vuole bene e che voleva vedermi devastato dalle risate dato che poi non ci saremmo più visti per 3 mesi, la cosa non va giù. Allora dietro i fumi dell'alcol, le emerge quella coraggiosa sfrontatezza che solo gli ubriachi hanno. Prende con sè due persone, mi sorride e mi fa: "Noi andiamo". Preferisco far finta di non capire. E sorrido, ma già non è un sorriso, è una paresi dovuta al terrore agghiacciante che mi monta addosso. Poi la domanda: "Dove andate?" Sorriso generale di tutte e 3, pausa che crea suspence, poi: "Dall'Elfa". Come se fosse la cosa più naturale del mondo. Come se io a quelle parole non avessi perso 13 anni di vita nonchè la capacità di articolare non dico un discorso, ma almeno una frase sensata. Rantolo un "No..." incredulo, speranzoso. Mi stanno prendendo per il culo. Guardo Antonella negli occhi. Cazzo, è andata proprio... non mi prende per il culo. Ridono e si allontanano prima che possa acchiapparle e se mi alzo la figura di merda la faccio ancora di più. Allora preferisco paralizzarmi. Guardo Valentina, la tipa della radio, e le chiedo aiuto con uno sguardo disperato... lei sorride divertitissima e alza le spalle fingendo rassegnazione e aggiungendo: "E' proprio un bel casino..." Ma che cazzo ti ridi dico io!!! Mi sciolgo i capelli e faccio in modo che mi coprano il volto interamente. Gli altri mi guardano: "Oh, stai bene? Sembra che ti stia per prendere un accidenti..." E io: "Ma no... non è che sembra!! Mi sta per venire eccome!!" Tornano le tre infami. Ridono e si siedono. Le guardo diperato. Valentina: "Beh? Che avete detto??" Le infami: "Niente... le abbiamo chiesto se fosse l'Elfa, le abbiamo detto che volevamo fare una sorpresa a Riccardo dato che oggi festeggiamo il suo compleanno e l'abbiamo invitata al tavolo." Ci ho messo un po' a capire se ero vivo. E mi sono accorto che lo ero solo quando Antonella ha aggiunto: "E lei ha detto che appena finisce di parlare viene qui molto volentieri". Allora ero vivo. Ero vivo e sono morto con quella frase. Morto e resuscitato. Tutto in una botta. Cameriere! Altro spritz grazie! Ne volete anche voi ragazze? No? Vabbè, allora due per me! E tutti ridono. E io sono in animazione sospesa. Giuro che non so cosa faccio, cosa dico... i minuti vanno avanti e io sono un robot. Non so cosa sto dicendo alle altre, so solo che ormai penso in codice binario. Valentina e i suoi amici vanno via. Baci e abbracci confusi, poi: "Ciao Rik, fatti vivo appena torni a Padova! E in bocca al lupo per stasera!" In bocca al lupo de che?? Che pensate debba succedere? Che qua è tanto se mi tengo gli arti attaccati al corpo e le gambe non se la danno a gambe mentre le braccia se la danno a braccia! Passa tempo. L'Elfa è lì che parla al suo tavolo. Al che io prendo l'iniziativa: "Raga andiamo alla festa?" Non volevo star lì tutta la serata col logorante dubbio che l'Elfa potesse essere infastidita. Probabilmente non lo era... però... e poi io ero veramente conciato male. La guardo, per l'ultima volta: ancora quel sorriso mentre ascolta l'amica. Io se fossi stato l'amica sarei già diventata lesbica. Da un bel pezzo. Catturo quel sorriso, mi giro, prendo a braccetto Antonella che è contenta perchè me lo legge in faccia che mi sento felice e che ho il sorriso dell'Elfa nella testa e me ne vado. Da allora non ho più visto l'Elfa. Forse a settembre la rivedrò, forse no. Non lo so. Il giorno dopo chiesi ad un suo amico in aula studio per favore di chiederle scusa da parte mia se per caso si era sentita seccata dalle mie amiche, pur sapendo dentro di me che non era così. Poi son partito. Quei sorrisi ce li ho dentro la mia testolina bacata. Ogni tanto mi si affacciano alla coscienza e surclassano mostruosamente qualsiasi sorriso abbia visto, al confronto. E ora? Solo ricordi, tanti e divertenti. Avverrà qualcos'altro? Non metto limiti alla Provvidenza, al destino o a chi per loro. E intanto mi vivo quel che c'è da vivere aiutandomi a colorarlo coi meravigliosi residui di incantesimo elfico che mi sento addosso. E questa piccola gioia, che poi piccola non è, le vale tutte le figuracce, le derisioni dei miei amici, le emozioni forti provate... bella storia, mi è piaciuta.
[The End... 'til the new beginning, maybe.]


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