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D R A G O
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m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
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Non ve lo dico neanche se mi pagate. Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.
HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.
STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato. E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita. E grazi al cielo capita sempre qualcosa.
ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può. E allora mi faccio bastare il resto.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto. Quello che si adatta a tutte le situazioni.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)
2)
3)

MERAVIGLIE
1)
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Io scrivo, perchè mi piace scrivere, perchè mi piace essere letto, perchè mi piace parlare di me in questo modo. E quelli a cui sarà gradito leggere le mie riflessioni, i miei pensieri, i miei racconti, i miei deliri e le mie cagate... beh, loro saranno la mia benzina.
Benvenuti nel Blog di Sir D R A G O della Cadrega Ribaltada, Cavaliere dell’Ordine della Porketta e Grande Ubriacone di Corte
Una Storia Come Tante:
Premessa & Brandello N°1 LINK Brandello N°2 LINK Brandello N°3 LINK Brandello N°4 LINK Brandello N°5 LINK Brandello N°6 LINK Brandello N°7 LINK Brandello N°8 LINK Brandello N°9 LINK Brandello N°10 LINK Brandello N°11 LINK Brandello N°12 LINK Brandello N°13 LINK Brandello N°14 LINK
A grande richiesta riesumo dagli albori del mio blog... Tales Of The Fall In Love With The Elf!! Parte Prima:LINK Parte Seconda:LINK Parte Terza:LINK Parte Quarta:LINK Parte Quinta:LINK Parte Sesta:LINK Parte Settima:LINK Parte Ottava:LINK Parte Nona:LINK Parte Decima:LINK Parte Undicesima:LINK Parte Dodicesima:LINK Parte Tredicesima:LINK Parte Quattordicesima:LINK Parte Quindicesima:LINK

Uhm...Porn-Groove. Allora non si involve solo la tv. Fa piacere. Fa paura. LINK


Che mi si coccardi, io dico.
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sabato 17 luglio 2004
ore 18:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
HP-Pavillion ZD7141EA
Figaaaataaaa!! Ce l'ho!! Ce l'ho e mezzo!! Nuovo fiammante!! L'ho preso dal magazzino un paio d'ore fa!! Il mio notebook!! Il mio super portatile!! Schermo widescreen 17"!! Processore Pentium 4 da 3000Mhz, RAM da 512MB, 80 Giga di hard disk, Masterizzatore DVD DUAL, una discreta GeForce dell'nVidia a 64MB di RAM-video, porte USB 2.0 a stufo, infrarossi, una serie di altre porte utili, supporto per memory card, un ingresso che non ho ancora capito cosa si può ficcarci dentro... e anche, figata chic che è comoda da morire, ha il tastierino numerico separato sulla tastiera!!! Quanti portatili hanno il tastierino numerico separato?? Solo il mio!! Non ne ho trovato nessun altro che lo abbia!! E tutti coloro che hanno a che fare con i numeri ne comprendono l'utilità... F I G A T A! Ora, per questo esaltante acquisto mi sento troppo il più forte e non ho potuto ancora aggiornare la storia con l'Elfa... mmh, beh, ora vedo se ce la faccio prima di uscire...
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venerdì 16 luglio 2004
ore 18:42 (categoria:
"Pensieri")
Ma vieni Heidi!!!
E un super applauso ad Heidi che fa cifra tonda con la visita 450!! Annuncio che celebrerò il 500esimo visitatore offrendogli uno spritz! Chi sarà il o la fortunata? Dateci dentro!!
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I COMMENTI (1)
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venerdì 16 luglio 2004
ore 15:26 (categoria:
"Amore & Eros")
Tales of the Fall in Love with the Elf
PARTE SESTA: A New Beginning
Bella delusione. Una delusione di aspettative fondate sul nulla. A ben pensarci mi viene da ridere della mia ingenuità. Mi rendo conto troppo tardi che speravo davvero. E nel momento stesso in cui me ne accorgo, sento la delusione andar via con la razionalizzazione della situazione. Poi ripenso a quel che ho fatto e mi sento bene. Mi sento forte, mi rendo conto di quanto sono stato coraggioso. Quanti pazzi conosco che avrebbero fatto una cosa del genere? Nessuno, forse. E penso poi anche a quanto si sarà sentita gratificata l'Elfa, a quanto si sarà sentita lusingata. Di certo le ho rallegrato almeno un paio di giornate!! Che piccola grande gioia!! E già ho accettato l'idea che va bene così. Lei poi mi ha detto che se mi va ogni tanto ci facciamo due chiacchiere in aula studio. Ma... non mi va tanto... poi va a finire che diventiamo amiconi, ma se dovessi scoprire che mi piace sul serio? No no! Lei sta così bene sul piedistallo dove l'ho messa! Ed è in virtù di queste elucubrazioni che nei giorni a venire mi sono limitato a scambiare con lei qualche saluto, ma non sono mai andato a parlarci. Lei era lì che mi rallegrava le giornate con qualche sorriso e qualche ciao... e così doveva essere. Dopo l'ultimo esame a Febbraio, presi il treno e andai via da Padova per un paio di settimane. Quando sono tornato, ero in aula studio a cazzeggiare, ed una mattina, dopo circa 3 settimane che non la vedevo, eccola che entra nella Jappelli. La vedo, mi vede. E le se dipinge un sorriso enorme sul viso, accompagnato da un saluto più saluto di quelli che mi aveva fatto finora. Sembrava dirmi: "Ehi! Quanto tempo che non ti si vede da queste parti! Mi fa piacere tu sia tornato!" Che capacità comunicativa... oppure sono io che ho una fantasia spropositata? Probabilmente entrambe le cose. E io quella giornata la passo con la felicità nel cuore, un'energia che la sento smuoversi e smuovermi. E grazie mille all'Elfa. Poi passano i mesi, per lunghi periodi non la vedo... passa l'estate... e quando la rivedo a ottobre ormai l'atmosfera si è congelata, i nostri sguardi si incrociano talvolta, ma entrambi li distogliamo, non ci salutiamo... è andata, penso. E' chiuso un divertente svago della mia vita. E un po' di tristezza la avvertii, perchè è sempre triste quando allacci contatto con una persona e poi si fa finta di niente. Ma in fondo nella mia vita questa Elfa era solo una piacevole distrazione... e misi tutto da parte... fino a quando, a due giorni dalla mia partenza per le vacanze natalizie, all'improvviso, inaspettatamente, decisi che andava fatta una supermossa a sorpresa, di quelle che non te le aspetti anche se prima avvisi che stai per farla. Una supermossa per dare un qualcosa in cambio a questa Elfa che, per quanto bella è, ti trasmette vibrazioni positive per il solo fatto che è presente, che è lì. Un pensierino natalizio, tutto qui... e mi monta addosso di nuovo un coraggio che non immaginavo, una voglia di fare la mia figuraccia esternando tutta la mia tenerezza che magari da un armadio di persona come me può anche sembrare poco credibile. Ed è già pronta nella mia mente la supermossa da fare... ora... basta attuarla...
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I COMMENTI (4)
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giovedì 15 luglio 2004
ore 20:00 (categoria:
"Pensieri")
EEEEEE....400!!
400!! QUATTROCENTO! In poco più di due settimane!! E grazie a tutti e a tutte coloro che si sono affezionati a seguire le mie deliranti divagazioni! Un grazie particolare ad Alex che con la sua assidua presenza si è accaparrato la quattrocentesima posizione!! Grande!!
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I COMMENTI (10)
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giovedì 15 luglio 2004
ore 15:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Visto che bravo??
Visto? Ho già inserito la quinta parte del racconto... e per farlo ho dedicato la mia pausa pranzo, oltre che alla parmigiana di mia mamma, a scrivere! Se non è dedizione verso chi mi ha chiesto di aggiornare al più presto... beh, torno al lavoro, ci vediamo stasera!! Commentate gente, commentate!!
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giovedì 15 luglio 2004
ore 15:21 (categoria:
"Amore & Eros")
Tales of the Fall in Love with the Elf
PARTE QUINTA: ...and from the Sky to the Land, Violently. (The fall of the Pianist)
Siamo uomini o caporali? Non ho mai capito se questa domanda vuole dequalificare la classe "uomo" o la classe "caporale". E non mi interessa neanche saperlo. Quel che mi chiedo è: io, sono solo un cagasotto? Oppure un po' di palle le ho? Le ho, le ho... ed è il momento di dimostrarlo. Penso ad una nuova mirabolante supermossa. Ma poi mi chiedo: per quale cazzo di motivo cerco di complicarmi la vita? La soluzione è semplice... basta prendersi il cuore in mano, andare da lei e parlare. Nessuna supermossa. Facile. Ora bisogna solo spiegarlo a quel pezzo di legno che è diventato il mio corpo al solo pensiero di andare dall'Elfa. Non va... devo calmarmi... idea!! Bisogna che mi sfoghi con qualcuno... vado al piano terra zompettando come una ragazzina adolescente che sta per raccontare un pettegolezzo alle sue amiche (mmh... che bella immagine che sto dando di me...) e raggiungo la mia coiquilina. Le racconto tutto per filo e per segno e lei mi incita: "Dai Riki! Vai! Devi dirle qualcosa!" "Sì, ma cosa?" "Non so... qualcosa!" "Grande idea! Vado là, le dico -qualcosa- e torno! Grazie Mari!" Ce la faccio, io sono un Superuomo. Io sono IL Superuomo! Sono troppo il più forte! Guardatemi! Osservate il mio incedere sicuro e autorevole verso la sala dove mi aspetta l'Elfa. Notate la sicurezza con cui la mia altezzosa autostima trasuda da ogni poro della mia pelle! Vedete tutto questo? No? Beh, vi imploro di farmi credere che lo notate, ne ho bisogno. Questo penso, mentre varco la soglia della sala, come un cowboy che entra in un saloon. Gli occhi di alcuni si fissano su di me, ma gli ignoro. E' lei che voglio, gli altri sono tutt'uno con lo sfondo. La trovo: studia concentrata, non mi ha visto. E' in fondo alla sala, a circa 15 metri da me. Mi avvicino... 14 metri... 13... 12... 11... 10... 12... 14... 18. La gente mi guarda storto. E anche io mi sarei guardato storto. Mi sarei cavato gli occhi pur di guardarmi storto. Ma un attimo prima di farlo, guardo verso la mia amica: sta ridendo!! Ride del mio fallimanto!! Carogna!! Cosa crede? Che io non sia abbastanza coraggioso da farcela?? Beh, avrà pure ragione, ma io gliela farò ricacciare in gola quella risata e spero che ci si strozzi!! Mi giro verso la sala e riparto, a testa bassa. 16 metri, 12, 8... cammino rapido... a 6 metri rallento, per non spaventare l'Elfa che non mi ha ancora visto... arrivo a 2 metri e lì mi nota, alza la testa e sorride. E stavo per diventare una bella statua di pietra in quel momento. Stavo per rimanere lì per sempre, come un monumento alla stupidità. Eppure, un qualche intervento divino, un qualche essere superiore, che evidentemente non voleva mi bloccassi lì intralciando il passaggio ai frequentatori dell'aula studio, mi permise di non pietrificarmi, anche se ormai avevo perso coscienza e il mio corpo andava da sè. Mi avvicino, assumo la mia ridicola posa da supplicante inginocchiato e articolo un periodo sorprendentemente accettabile: "Ciao... ehm... scusa per prima, sono rimasto senza parole perchè non mi aspettavo che venissi da me... e... ecco, sai, mi piacerebbe proprio tanto, tantissimo, conoscerti... non so... ti va se ogni tanto... ci vediamo..." Ok, un playboy starebbe ridendo di me, ma viste le mie condizioni, già questo discorso è più che sufficiente. Eppure... sul volto dell'Elfa si dipinge un'espressione di dispiacere immenso, misto ad imbarazzo... stava per darmi una mazzata, anche se non voleva ferirmi... le toccava farlo... così pensavo... e attendevo. Mi dice: " Sì, ecco... sai... c'è un solo problema... io... sono fidanzata..." E lì mi sono accorto di una cosa alquanto insolita: c'era un pianista, con pianoforte a coda allegato, che suonava una specie di marcia funebre appeso al soffitto della jappelli. Non so cosa ci facesse lì, ma non me lo chiesi, tanto in quel momento mi precipitò sul cranio. E mentre pensavo al dolore che doveva aver provato il pianista cadendo da quell'altezza considerevole, parole non premeditate uscirono dalla mia bocca: "S-scusami... scusa se ti ho infastidita allora" Lei: "Ma no, tranquillo... anzi, se ti va qui in aula studio, ogni tanto parliamo..." "S-Sì, certo... beh, scusa ancora... buono studio... ciao ciao!" E lei mi regala il suo ultimo ciao e l'ultimo sorriso dispiaciuto e intenerito. Che si leggesse tanto sul mio volto la delusione? Che fosse così evidente il mio tentativo di rendermi conto dell'inutilità di tutte le emozioni provate? Non avevo pensato all'eventualità più ovvia... mi allontano, torno dalla mia amica, le dico tutto... mi consola... io sorrido... ma pur senza vederlo il mio sorriso, lo so che è spento, che è una specie di paresi... beh, fine della giornata... si torna a casa... ma lo so che non finisce qui... lo so... [to be continued...]
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giovedì 15 luglio 2004
ore 00:04 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lettera ai fan (Eh eh! Che bello tirarsela un pochinino!)
Mi scuso formalmente fin da ora... sto andando a farmi le mie 6 ore scarse di sonno. Domani non potrò aggiornare il mio racconto prima di sera in quanto a causa del rientro lavorativo starò via fino alle 18. Abbiate pazienza. Con affetto, D R A G O.
(sopprimetemi!! sto delirando per il sonno!! Non è che me la voglio tirare!! Volevo solo scrivere qualcosa!! Giuro!!)
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mercoledì 14 luglio 2004
ore 18:42 (categoria:
"Scienza e Tecnica")
Studio approfondito sui Puffi
Come noto la popolazione dei Puffi è composta da circa un centinaio di esemplari... Sono una razza sedentaria considerato che per una qualche misteriosa ragione continuano a vivere da secoli nel medesimo posto senza consumarne le risorse naturali (a rigor di logica la zona nel raggio di due o tre metri dal villaggio a quest'ora dovrebbe essere desertica....)
- STRUTTURA SOCIALE Per una qualche strana ragione ogni puffo nasce con una specifica abilità che gli consente di trovare un posto all'interno della società e al contempo di non trovare nessuno che gli faccia concorrenza nell'arco della propria esistenza. Oltre al lavoro, pare che lo stato fornisca anche il divertimento alla popolazione distribuendolo equamente. Qualche illuminare fa notare: "tanto si divertono con poco...." Il sistema scolastico: Di norma ogni puffo esce sempre con il massimo dei voti...anche perché essendo privo di termine di paragone, deve per forza ess! ere il migliore. Il tipo di valori che vengono insegnati dal sistema scolastico dei puffi è molto forte altrimenti non si spiega come un ingegnere (puffo inventore) venga trattato alla stessa stregua di un bracciante (puffo forzuto), di un lavativo (puffo dormiglione) o addirittura di uno controproducente (puffo tontolone) senza che lui se ne lamenti. *l'opinione di Marx: se avessi potuto sarei nato puffo! Dopo attente analisi si è convenuti che la puffetta la dia a tutti sistematicamente per imposizione statale, al fine di sedare possibili colpi di stato.
- STRUTTURA GENETICA Dopo i numerosi studi sulle caratteristiche dei puffi si è potuto osservare che le sostanziali differenze tra un puffo e l'altro, se si esclude l'inclinazione all'attività che perpetuerà per il resto della propria esistenza e la consistente miopia di quattrocchi sono ridotte a 0. Molto probabilmente è proprio questa deficienza che lo ha portato ad essere p! articolarmente stronzo nei confronti di tutti gli altri puffi! . Un altro particolare oggetto di studio è la vita media di un puffo... nessun puffo è mai morto, indi per cui non è possibile stabilire un età media. Considerato che nessun puffo è mai morto sorgono spontanee le seguenti considerazioni: 1) hanno un sistema immunitario mostruosamente efficace (considerato che sono sempre vestiti uguali indipendentemente dalla temperatura e dalle condizioni atmosferiche) 2) hanno un culo schifoso nello schivare gli incidenti sul lavoro 3) non fanno uso di sostanze stupefacenti (anche se pare che ogni tanto una foglia di puff-bacche se la fumino ma non fa testo... si sa che di maria non è mai morto nessuno) 4) Puffetta la dà proprio a tutti....
- ABITUDINI ALIMENTARI I puffi sono il primo caso di essere vivente che abbisogna di un solo tipo di nutrimento: le puff-bacche Qualsiasi altro organismo abbisogna di una varietà di vitamine sali minerali carboidrati... evidentemente le puff-bacc! he incorporano una varietà di elementi spaventosa ma questo sfortunatamente non ci è dato saperlo dato che ci è stato impossibile reperirne un campione.
- STRUTTURA ECONOMICA Come abbiamo accennato in precedenza la società è preimpostata affinché ogni puffo trovi il suo posto all'interno del ciclo produttivo. Ciò fa supporre che il tipo di economia adottata sia di tipo autarchico cosa che possiamo riscontrare anche dal fatto che il cibo viene erogato dallo stato (rappresentato in quel caso da puffo golosone) in ugual misura per tutti i puffi.
- STRUTTURA POLITICA Il potere è integralmente accentrato nella figura del grande puffo il quale pare rappresentare il potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Al di sotto di questa figura vi sono tutti gli altri puffi tutti alla stessa stregua esclusi i puffolini in quanto non hanno ancora conseguito la maggiore età (a che età un puffo diviene maggiorenne purtro! ppo non ci è dato saperlo in quanto lo statuto dei puffi pare! essere orale). In teoria la formazione culturale del grande puffo è di tipo staliniano considerato anche il colore rosso del cappello. Pare non esista una reale opposizione a parte una fazione anarchica rappresentata da puffo selvaggio il quale però ha preferito vivere lontano dallo stress di un regime assolutista rifugiandosi nella foresta. Nonostante non esista un opposizione sta di fatto che per una qualche strana ragione quattrocchi gli fa da portaborse...
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mercoledì 14 luglio 2004
ore 16:02 (categoria:
"Amore & Eros")
Tales of the Fall in Love with the Elf
PARTE QUARTA: From the land to the sky...
Freddo. Freddo di Gennaio. Siamo sottozero stamattina. Ma io non sento poi troppo freddo... sono appena uscito di casa e già penso a come farò in aula studio quando vedrò l'Elfa. Non trovando nella mia testa idee da assecondare decido di non pensarci e lasciare che i fatti mi investano senza alcuna preparazione da parte mia. Ad esempio non ero mica preparato a non vederla per niente per tutta la mattina... non è proprio venuta in aula studio. Pensieri funesti mi assalgono... perchè non c'è? E' per colpa mia?? Poi rinsavisco... insomma... per quale motivo dovrebbe farsi tutti i problemi che mi faccio io? Non è possibile che stia messa così male!! E infatti non se ne fa. Dopo un po' arriva... sale le scale... e io cerco di mimetizzarmi con l'ambiente... cerco di diventare tutt'uno col banco, guardo fuori dalla finestra facendo finata di non aver visto che sta cercando posto... mi avrà visto, e ora?? Non succede niente... giro lo sguardo verso di lei... e non la vedo più. Ovvio, non c'è posto... è andata a sedersi al piano terra. Sono teso, ovviamente e decido di sfogarmi... acchiappo un paio di amiche e le racconto tutta la storia. Ridono divertite, curiose, speranzose e pettegole. Mi rilassano. Il pomeriggio avanza e non succede nulla. Durante una pausa mi fermo a chiacchierare ancora con le mie due amiche davanti al bagno delle donne. E lì ho scoperto una cosa interessante. Anche le Elfe fanno la pipì come gli esseri umani. E l'Elfa doveva fare pipì in quel momento. Ma il bagno era occupato e quindi si è messa ad aspettare vicino a noi. A meno di un metro da noi. Con me che ormai sono un pezzo di ferro. Rigido, fisso le mie amiche in modo intenso ignorando l'Elfa, senza osare girare lo sguardo su di lei... anche se a tratti sento i suoi occhi addosso... e le noto anche un sorriso abbozzato, ma non troppo evidente... ed ero in fiamme. Le mie amiche non ci hanno messo molto a capire che fosse lei l'Elfa. "Riccà... calmati... sei tutto rosso..." "Madò... ce la fai? Ora questo ci sviene..." Dopo un paio d'anni (o meglio, secondo le mie amiche erano minuti, ma io sono convinto che lì almeno due anni di vita li ho lasciati), l'Elfa entra nel bagno finalmente libero. Torno al mio posto e recupero la mia specie di dignità, ne metto insieme le rovine. Arriva la sera e io sono nuovamente in pausa che leggo un bel fumettazzo. Ed ecco che noto con la coda dell'occhio una chioma castana con riflessi rossi che sale le scale. E' lei. Io sono di spalle alle scale. Impietrito, fisso il mio fumetto, provo a leggerlo, ma pare che la pagina che sto leggendo non sia tradotta in italiano... ma come, l'hanno lasciata in Giapponese? Poi vedo che anche la pagina che avevo letto prima era ora in giapponese. E capisco che sto vivendo un attacco di analfebetismo da shock. L'Elfa sale le scale... starà salendo a salutare dei suoi amici che sono seduti qui, certamente... la seguo con la coda dell'occhio e vedo che scompare alle mie spalle. Aspetto qualche mese (le mie amiche hanno poi cercato di spiegarmi che furono solo pochi secondi, eppure... bah), ma lei non ricompare nel mio campo visivo. E' dietro di me. Che fa? Forse... sta cercando i suoi amici... sì... è così... e mi perdo in attimi interminabili di attesa... poi all'improvviso... TOC TOC! Due dita. Leggere. Sulla mia spalla sinistra. La mia anima esce dal corpo e si mette ad aleggiare lì attorno per divertirsi a vedere ora come me la cavo. E vede che mi giro verso l'Elfa. Era lì, a un passo dal mio viso, vicinissima... "Ciao...", mi fa... e sorride. Però se dico che sorride... mica rendo l'idea... non è un sorriso, è un SORRISO. Che immediatamente si va a ficcare nella mia memoria sapendo che ci avrebbe sguazzato forse per sempre. Praticamente più che un sorriso è un'ipoteca sulle mie emozioni. Sorrido anche io... quasi vergognandomi per il fatto che lei sorridendo mi offriva lo spettacolo del suo volto e io non è che avessi poi tanto da restituirle... "Ehi, ciao...", biascico non so con quale presenza di spirito, ripassando la parola all'Elfa. E lei, apparentemente tranquilla: "Sai... volevo ringraziarti per ieri... mi ha fatto troppo piacere..." Dolce. Roba che se un cannibale diabetico con il valore di glicemia appena appena sopra la media se la fosse mangiata, ci sarebbe rimasto secco al primo boccone. E a quel punto è fatta, no? Lei ha attaccato bottone, ora è sufficiente parlare un pochino e la si conosce, no? La strada è tutta in discesa, ormai chiunque saprebbe cosa dire e cosa fare, giusto? Sbagliato. Io non lo so da dove mi è venuto, non so come ho potuto articolare una frase così ebete, ma resta il fatto che le dico: "Ma no, figurati... era il minimo..." E basta. Non dico altro. Ma che cazzo vuol dire "era il minimo"?? Che risposta è?? Glielo leggo in faccia che cerca di capire... anche io voglio capire!! In seguito, con la mente lucida, mi sono reso conto che in realtà volevo dire: "Figurati... è che sei talmente bella e mi trasmetti tante di quelle emozioni che un pensierino stupido come il mio biglietto era il minimo per celebrare il tuo splendore". Ma stagliela a spiegare tu una cosa del genere! Dopo aver detto la mia idiozia, mi rendo conto di aver perso punti drasticamente, di esserle parso un imbecille. E anche di esserlo davvero. Ma posso rimediare, posso parlare ancora... lei è ancora qui che sorride... ma guardalo quel sorriso... e non parlo. Non dico niente. Passano i lustri (ma quelle rompipalle delle mie amiche mi diranno poi che erano solo secondi...) e lei, nonostante la sua pazienza elfica giustamente si scoccia e mi porge la mano. "Comunque io sono L'Elfa..." (vero nome censurato ai sensi della legge sulla privacy). Le stringo la mano... mordida... quasi fragile... con le dita lunghe lunghe... che mano tenera... "I-io s-sono R-Riccardo..." E rimango stupito del fatto di essere ancora sicuro della mia identità... un bel passo avanti, direi. Però poi ancora il silenzio. E ancora una volta la pazienza elfica viene meno, così lei, con gentilezza: "Beh, allora... ci vediamo, eh? Ciao..." "Sì... ciao..." (più ci penso più mi sento scemo). Torna giù. E io riprendo il mio fumetto. Dopo svariati minuti realizzo che sono fermo sulla stessa vignetta. E non l'ho neanche letta. Inoltre evidentemente in via Jappelli sta passando una banda con un bel po' di tamburi e grancasse. TU-TUM TU-TUM! Però... li sento solo io... gli altri qui studiano tranquilli... e nessuno ha visto che il soffitto dell'aula studio non c'è più e anche se sono le 20 passate è spuntato il sole. E i clown che fanno le capriole al piano di sotto? Com'è possibile che passino inosservati? Vuoi vedere che sono allucinazioni? Sì, certo... come se ora io fossi preda di allucinazioni... andiamo... aah... com'è bella L'Elfa... ma... ho fatto proprio una bella figura di merda... e no! Non va bene!! Devo rimediare... devo organizzare un piano, un'altra supermossa... e lì la banda smette di suonare, i clown se ne vanno e il sole tramonta di nuovo... e li sento, sento gli ingranaggi del mio cervello che scricchiolano e iniziano pian piano a smuoversi... [to be continued...]
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martedì 13 luglio 2004
ore 20:32 (categoria:
"Amore & Eros")
Tales of the Fall in Love with the Elf
PARTE TERZA: The First Contact
Il giorno seguente alla storia malata della scritta, l'Elfa non si vedeva, era a fare il suo esame. Quindi non mi guardai neanche intorno. Arriva l'ora di pranzo, mi alzo pronto per la mensa, mi giro per andar via e... eccola. E' arrivata e io non l'avevo vista. Era seduta dietro di me. A mezzo metro di distanza... eravamo schiena a schiena e non l'avevo vista... ci rimango quasi secco, ma barcollando guadagno l'uscita. Fuori i miei amici: "Ma che hai?" E io: "Niente, niente." E la mia mente: "Elfa Elfa Elfa Elfa Elfa..." Torno dalla mensa... lei era lì. Ma non mangia?? Forse gli Elfi non ne hanno bisogno... boh. Mi siedo. Stavolta con la consapevolezza che eravamo schiena a schiena. E chi studia più... sono stato con la schiena in tensione tutto il pomeriggio! Tipo come se avessi una scopa in culo! Eravamo vicinissimi... e non potevo vederla! Tutto il pomeriggio così!! Una tortura mentale e fisica indicibile!! Come testa e croce su una moneta. Sono vicinissime ma la testa non vede mai la croce e viceversa. E noi eravamo così: le due facce di una medaglia. Lei, la bellissima Elfa, da una parte e io, semplicemente io, dall'altra. E non potevamo vederci. La differenza tra me e lei è che lei di questo mio travaglio non se ne poteva neanche immaginare l'entità... e neanche la stessa esistenza. Perchè penso che una persona un po' assennata non se li ponga questi problemi. Ma non sono abbastanza assennato neanche da preoccuparmene, preferisco continuare a tormentarmi con questi deliri pseudo-filosofici. E anche paranormali, nel senso che vanno oltre la normalità socialmente intesa. Eppure... anche io ho un limite... non sono in grado di sostenere questa tortura... e impazzisco, ritrovo i testicoli persi qualche giorno fa e decido: ora la conosco. Ma sono razionale. Mi rendo conto che non mi è possibile semplicemente attaccare bottone. Ci vuole una super mossa geniale... e io la invento. Scavo nelle mie memorie adolescenziali e recupero la più semplice ma efficace tecnica usata dai piccoli alle prime cotte: la lettera d'amore. Allora eccomi che strappo un foglio dal quaderno, con una determinazione incredibile, impugno fermamente la penna, quasi incazzato (ma xchè? con chi? rimarrà un mistero) e butto giù qualcosa tipo: "Scusa il disturbo, ma devo dirtelo: io non credo nei colpi di fulmine... ma tu mi fai proprio emozionare!! Se ti vedo mi batte fortissimo il cuore... sei bellissima! Ciao ciao! Riccardo" Ecco, è pronto il mio biglietto. E' ora di far vedere quanto sono uomo. Avete presente quella coreografica danza che fa la squadra di football neozelandese, gli ALL Blacks per caricarsi? Stavo avvenendo uno spettacolo simile dentro di me... mi stavo simbolicamnete strizzando le palle. Ma non indugio. Metto tutti i libri in cartella, indosso giacca e metto lo zaino in spalla. Prendo fiato. Le devo passare accanto per raggiungere le scale e poter uscire. Devo solo, con tutta la mia tranquillità, appoggiare il foglietto sul suo banco, senza neanche guardarla e tirare dritto, poi ci penserà lei a leggerlo e a capire. Io devo solo agire e scappare. Toccata e fuga. E poi... poi si pensa. Sono pronto. Mi volto, lei c'è. Bellissima anche ora. Ma io sono un duro. Faccio un passo, biglietto in mano. Altri due passi, stendo il braccio di lato, verso il suo banco... ci sono... ora è solo un attimo... basta aprire le dita e il biglietto cadrà davanti ai suoi bellissimi occhi concentrati... degli occhi profondissimi, che ti ci perdi dentro... e io mi ci perdo... e quando mi ritrovo sono già sulle scale... e col biglietto ancora in mano. Lo guardo, come se ormai fosse un prolungamento del mio corpo. Sbuffò e rido di me. Rassegnato, ma ancora con un attacco di tachicardia in pieno svolgimento, scendo al piano terra. Vado a salutare un mio amico. Parliamo un po' e lì ho una reazione fisiologica inaspettata: devo troppo pisciare. Ero emozionato al punto da non riuscire a controllare la vescica... me l'ero fatta addosso, o poco ci mancava. Mi tolgo giacca e zaino e li lascio ad Ivan, il mio amico. Vado in bagno autoumiliandomi. Svuoto la vescica, do una scrollatina finale e mentre mi lavo le mani mi rendo conto di un cambiamento: la pisciata mi ha cambiato. Ora sono un uomo nuovo. Anzi, semplicemente un uomo, visto che poco fa ero solo un cagasotto. Mi incazzo ancora, stavolta so con chi: con me stesso. Vado da Ivan, tiro fuori il biglietto e dico: "Aspetta un attimo Ivan, vado e torno" con un'espressione seria e determinata che probabilmente era spiegabile solo come follia. Prendo il volo, salgo le scale. Non ho più con me giacca e zaino... quindi l'Elfa che mi aveva visto andar via quando mi vede intuisce che qualcosa non va... e nel giro di pochi interminabili secondi scoprirà cos'è. Mi avvicino con passo deciso e sicuro (almeno questa era l'impressione che volevo dare, in realtà credo che stessi tremando e ondeggiando pericolosamente), arrivo al suo banco. Lei mi sta guardando xchè io la fisso. Mi inginocchio, tipo supplicante e dentro di me una voce: "Oh, ma che cazzo stai a fà??" E una voce in risposta: "Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo". E la voce di prima: "Capisco, capisco..." E intanto sento che dalle mie labbra esce una frase che non so chi ha pensato, forse io, ma non me ne sono accorto: "Scusa, non prendermi per pazzo, ma questo è per te..." Lei incredula prende dalla mia mano il foglietto e io sono incredulo quanto lei... non posso essere io quello che ha appena fatto questo numero eppure... i miei pensieri si interrompono perchè lei sorride interdetta, incuriosita. E io quel sorriso ce l'ho ancora nella testa dopo un anno e mezzo, che mi occupa spazio nella memoria, che mi illumina tutti i pensieri che ci stanno attorno. Ritorno incredibilmente coi piedi per terra e capisco che è il momento di fuggire, prima di non poter più evitare lo svenimento. Articolo un: "beh, ciao..." e fuggo. Barcollando rapidamente al piano di sotto. Ivan mi guarda interdetto: "che è successo? sei rosso da morire...stai bene?" "Più o meno... cioè, sì, credo... insomma, devo scappare, domani ti dico!" Inforco al volo giacca e zaino e volo via. Cammino veloce che un maratoneta mi avrebbe voluto come personal trainer. Recupero una pizza sulla strada di casa e mi vado a chiudere in camera davanti alla tv e alla playstation che mi fanno compagnia tra i mille pensieri. E domani? Verrà? Non verrà più? Mi dirà qualcosa? Farà finta di niente? Riderà di me? Si vergognerà? E io? Che farò? E dopo qualche ora di ruminazione mentale, grazie allo stress emotivo accumulato, crollo, con la mia vita padovana che stava per prendere una piccola grande svolta... [to be continued...]
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