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D R A G O
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CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
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Non ve lo dico neanche se mi pagate. Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.
HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.
STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato. E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita. E grazi al cielo capita sempre qualcosa.
ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può. E allora mi faccio bastare il resto.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto. Quello che si adatta a tutte le situazioni.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)
2)
3)

MERAVIGLIE
1)
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Io scrivo, perchè mi piace scrivere, perchè mi piace essere letto, perchè mi piace parlare di me in questo modo. E quelli a cui sarà gradito leggere le mie riflessioni, i miei pensieri, i miei racconti, i miei deliri e le mie cagate... beh, loro saranno la mia benzina.
Benvenuti nel Blog di Sir D R A G O della Cadrega Ribaltada, Cavaliere dell’Ordine della Porketta e Grande Ubriacone di Corte
Una Storia Come Tante:
Premessa & Brandello N°1 LINK Brandello N°2 LINK Brandello N°3 LINK Brandello N°4 LINK Brandello N°5 LINK Brandello N°6 LINK Brandello N°7 LINK Brandello N°8 LINK Brandello N°9 LINK Brandello N°10 LINK Brandello N°11 LINK Brandello N°12 LINK Brandello N°13 LINK Brandello N°14 LINK
A grande richiesta riesumo dagli albori del mio blog... Tales Of The Fall In Love With The Elf!! Parte Prima:LINK Parte Seconda:LINK Parte Terza:LINK Parte Quarta:LINK Parte Quinta:LINK Parte Sesta:LINK Parte Settima:LINK Parte Ottava:LINK Parte Nona:LINK Parte Decima:LINK Parte Undicesima:LINK Parte Dodicesima:LINK Parte Tredicesima:LINK Parte Quattordicesima:LINK Parte Quindicesima:LINK

Uhm...Porn-Groove. Allora non si involve solo la tv. Fa piacere. Fa paura. LINK


Che mi si coccardi, io dico.
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martedì 6 giugno 2006
ore 11:01 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Manca solo il lieto fine.
Ho visto Million Dollar Baby. Gran film e tutto il resto. Ma pochi sanno cosa vuol dire averlo visto, per me. Soprattutto cosa vuol dire averlo visto da solo. O meglio, senza di te. Perchè è il film che avremmo dovuto vedere insieme da ormai più di un anno; il film che testimonia quanto a lungo io sia in grado di pazientare, se una speranza cè e ci tengo a qualcosa. Quando poi la speranza è morta, sfiancata dai tuoi modi di fare e dalle tue improvvise ma mai totali assenze, allora ho fatto una promessa: avrei visto quel film da solo, ma solamente quando mi fossi riuscito a liberare il cuore dalla tua ingombrante presenza.
E ieri sera ho aggiunto questa promessa a quelle che non ho mai mantenuto nè mai manterrò.
Perchè il film lho visto, ma non mi pare di avere il cuore sgombro. Anzi. Ti ho allontanata, questo sì, perchè era giusto farlo. Ma non sempre (leggi "quasi mai") ciò che è giusto fare corrisponde a ciò che realmente desidererei fare. E non è che ti possa cancellare. Non ci sono riuscito. Non ancora almeno. E con questa cosa ci devo un po venire a patti, perchè mi sa che me la terrò dentro a lungo. Ma questo è un mio problema, come al solito.
Comunque ieri ho visto Million Dollar Baby. E ti sei persa un gran film. Non dico Million Dollar Baby. Intendo quello che stavo girando io e in cui tu eri protagonista (una protagonista da Oscar) ma alla fine hai preteso di fare solo la comparsa. E anche questo è un film che ho già visto. Bella storia, comunque. Cera dentro proprio tutto. Mancava solo il lieto fine.
Ma si sa, in molte belle storie il lieto fine manca. Come in Million Dollar Baby.
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lunedì 22 maggio 2006
ore 09:11 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lavevo detto che sarebbe stata tosta...
...ma mica pensavo così tanto.
Ci sono, ragazzi. Non è che sono morto. Al massimo è che sono troppo vivo. Che devo esserlo.
La mia sessione di laurea va dal 3 all8 di Luglio. Quindi prima o poi vi comunico la data precisa e chi avrà voglia di esserci sarà ben accetto.
Intanto io mi sto distruggendo mente e corpo per preparare una tesi che non so chi me lha fatta fare. No, lo so. Me la sono fatta fare io. Ma del resto, da quando in qua mi piacciono le cose semplici?
Intanto mi sto anche devastando sempre mente e corpo dormendo meno del minimo indispensabile. Un po per colpa mia, ma ultimamente neanche tanto. Ci sono circostanze di vita e di morte che tolgono il sonno.
Avrei bisogno di qualche coccola, ma mi sa che per ora non se ne parla. Io non ne cerco, perchè se le cerchi è non le trovi poi è peggio. Magari appena mi faccio professorone poi vi faccio vedere qualche numero.
E in tutto questo mi sto anche dedicando con tutta lanima ad un amico che ha bisogno. La cosa è anche un po faticosa e toglie tempo ed energie. Ma per te, sono pronto a ben altro. Permettiti a non chiedermi tutto ciò di cui hai bisogno, azzardati a negarmi la possibilità di finire la giornata distrutto ma felice perchè nel mio piccolo ti sono stato utile... e giuro che tanto lo farò lo stesso. Se tu non conti su di me, io ci sarò lo stesso. Perchè per me, quando si trova qualcosa in cui credere davvero, che sia un dio, un bar, una scelta... è importante andare fino in fondo. E io credo a noi. Credo in qualcosa su cui prima non è che ci credevo più tantissimo.
Sarà la forza delle INERZIE, ma io non ti mollo, Amico.
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I COMMENTI (1)
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martedì 14 febbraio 2006
ore 15:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sull’essere single oggi e il non avere un esame di Psichiatria tra 2 giorni.

L’Influenza Aviaria. Al di là della simpatica morale che se ne può trarre. Quale morale?
"Siate uomini, non polli. Che ai polli butta male di ’sti tempi" La Simpatica Morale
Insomma, al di là di ’sta cagata. L’altro giorno i giornali titolavano:
"NON TOCCATE ANIMALI MORTI!"
E grazie dell’avviso, direi. Che c’avevo proprio voglia di toccarli, io, gli animali morti. Li tocco sempre. Da mesi ormai ho fuso la necrofilia con l’animal sex per raggiungere nuove vette di piacere perdendomi nel tunnel della più totale perversione. Quando vedo un animale morto, io DEVO toccarlo. Per forza. Meno male che mi è stato detto di non farlo. Anche un mio amico è disperato. Qui cito una sua dichiarazione:
"Adesso come faccio? Io amo leccare i gatti morti!" Un mio amico che per rispetto lascio anonimo.
A questo amico io dico: non ci sono ancora casi di contagio di felini da parte dell’H5N1. Quindi lecca sereno i tuoi gatti morti. E stai anche tranquillo che come vedi il tuo nome non l’ho fatto, Chicco. In ogni caso, ancora grazie ai media per l’avvertimento.
Ma magari, invece che dirci ’ste cazzate, non potrebbero scrivere con gli stessi caratteri cubitali dell’annuncio di cui sopra che qualsiasi virus non resiste a temperature superiori ai 70 gradi e che quindi un bel polletto allo spiedo cotto come Cristo comanda non è assolutamente pericoloso, anzi fa pure bene perchè la carne bianca è poco grassa e ha quasi le stesse proteine di una bella bistecca di manzo? Non potrebbero dire che i pochi casi di contagio pollo-uomo riguardano persone che coi polli vivi ci passano buona parte della loro giornata? Non potrebbero dire che se tutti continuassimo a comprar polli e cuocerli ben bene paradossalmente il rischio di contagio potrebbe addirittura diminuire?
UN POLLOLOCAUSTO!
Ecco cosa propongo io. Che poi salvi la vita anche a tutte quelle persone che sul commercio di polli ci vivono: pollivendoli e aviotrasportatori vari ed eventuali con le loro famiglie. Tipo quel camionista che ridotto sul lastrico la settimana scorsa ha sterminato moglie e figlio e poi si è suicidato in preda alla disperazione. Perchè noi non dobbiamo toccare animali morti, ma non è che un bel polletto cucinato ad arte ci dicono che possiamo mangiarlo. Stronzi.
E allora io qui ho l’idea. Oggi è San Valentino. E ci saranno un sacco di coppiette che stasera si faranno una bella cenetta romantica e poi faranno tanto ammmore tutta la notte. Non mi dilungo sul fatto che a mio modo di vedere dovrebbe essere San Valentino 365 giorni l’anno per una coppietta, piuttosto concentriamoci sulla cenetta. Che sia a base di pollo, io dico.

Perchè la carne bianca fa bene anche più di quella rossa e l’ho già detto prima. E poi lascia molto più leggeri e quindi magari poi l’uomo riesce a prendere in braccio più agilmente la sua dama non appesantita da un quarto di manzo che avrebbe potuto altrimenti strafogarsi e insieme potranno rendere la reciproca prestazione sessuale assai più soddisfacente. Alcuni diranno: "Ma a questo punto, perchè non una cena a base di pesce?" E no. Primo: il pollo costa molto ma molto meno. E poi il pesce la vostra donna può benissimo prenderselo a letto. Provate invece a immaginare un pollo come strumento di piacere sessuale. Non mi sembra renda molto. Inoltre volete mettere la felicità che donate ai pollivendoli che magari tornano a casa stasera con un po’ di incasso in questi giorni di magra e magari riescono pure loro a dare il pesce serenamente alle mogli e si passano un San Valentino quantomeno decente?
Insomma, coppiette, stasera pollo nel menù.
Io invece passo il mio solito San Valentino che ogni anno mi dico che è l’ultimo che passo da solo. E quando sei single in fondo non ci speri un cazzo che sia San Valentino tutto l’anno, quindi rivedo un po’ la mia opinione di prima. E di solito cerchi anche di non pensarci che è San Valentino. Però forse finisce che ci pensi anche di più, se sei single. Allora magari non è male se due giorni dopo hai un esame di Psichiatria bello tosto che ti tiene incollato/a al libro tutto il giorno e ti frena le paranoie. Giusto Nella?
Solo che mentre c’è chi studia per Psichiatria o altre robe, io non ho un cazzo di esami tra due giorni. E quindi un pochino da pensare mi viene. Non è sempre stupendo avere tanto tempo per pensare. Anche perchè non riesci a fare a meno di farlo.
Sapete che vi dico?
Stasera mangio pollo anch’io.
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I COMMENTI (6)
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venerdì 10 febbraio 2006
ore 11:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
A volte ritornano...
Sorpresa!
Sono vivo. Viverrimo!
E soprattutto... non ho un cazzo da fare!! Già... ho finito gli esami. TUTTI. Sono un quasidottorino. Ho anche il prof per la tesi e la discussione avverrà in una sessione imprecisata tra giugno e luglio. Ormai è fatta.
Quante cose belle che sono successe in questo mese e mezzo che sono stato via dal Spritz... e soprattutto... quante poche cose brutte! Sembra un buon momento. E io ci sguazzo come un maialo nel fango.
Adesso vedo di organizzare una bella connessione ADSL in appartamento, così posso anche tornare a cazzeggiare qui su Spritz senza spendere millemila euri.
Ora inizierò a preparare la tesi con calma. A curarmi un po la caviglia con calma. E a dedicarmi a qualcuno a cui mi sono dedicato con troppa calma.
Sto tornando... abbiate fede...
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I COMMENTI (7)
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giovedì 29 dicembre 2005
ore 22:26 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Che il countdown per il Countdown abbia inizio!
Ci siamo. La mia valigia non ne vuole sapere di prepararsi da sola e io devo ancora trovare la voglia. Ma entro poche ore la farò. Perchè alle 8 domattina sarò sul treno.
Arrivo, ragazzi.
Siete pronti ad una degna conclusione? Io ho i brividi di felicità addosso. Concludere lanno con voi credo sia la cosa migliore che potessi decidere di fare. E sarà di certo una conclusione degna di noi.
Mi sento felice di brutto. Mi tremano le mani, dalla felicità. Spero solo di non versare lo spumante quando brinderemo.
Vi voglio bene.
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I COMMENTI (2)
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martedì 27 dicembre 2005
ore 14:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La Fisica insegna cose meravigliose:
In che emisfero è stata scattata questa foto?

Tutti i fan dei Simpson DEVONO saper rispondere oppure suicidarsi.
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I COMMENTI (16)
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lunedì 26 dicembre 2005
ore 20:34 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Oggi ho imparato che:
Non conosco abbastanza BESTEMMIE 
per guidare al SUD 
il giorno di SANTO STEFANO. 
E allora vi propongo un giochino:
INVEISCI ANCHE TU CONTRO SANTO STEFANO!! 
Inventa la tua personalissima e infamante bestemmia contro il succitato Santo e inviala al sottoscritto (tramite speedy però, che se no il webbone mi banna e c’ha pure ragione). Una giuria prestigiosissima composta niente popodimeno che da me, deciderà la meglia bestemmia e la premierà con un gran cazzo di niente!! Nota bene: Le bestemmie su Santo Stefano e i guidatori rincoglioniti valgono doppio!!
PARTECIPA ANCHE TU!!
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I COMMENTI (3)
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lunedì 26 dicembre 2005
ore 20:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il Webbone olè olè!!
(questo BLOG è stato visitato 10867 volte) ULTIMI 10 VISITATORI: nzirioso, Davidoff, dulcinea, RickyF, ospite, Leonida, D_r_A_k_E, irky, StarNight, alloro10
BECCATO!!!
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lunedì 26 dicembre 2005
ore 17:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Una Storia Come Tante
Brandello N°14
Alla fine il Primo di febbraio passò senza nessuno sconvolgimento particolare. Fu anzi una giornata abbastanza banale. Del resto era solo un giorno qualunque… dove sta scritto che il Primo de mese debba essere una giornata particolare? E’ uguale al Secondo del mese. E al Terzo. E via così. Però in questo caso fu il Secondo, a non essere uguale al Primo. Fu l’inizio di un importante countdown: mancavano infatti dieci giorni all’Undici e l’Undici era per tutti i personaggi di questa storia una data molto importante. Anche se ancora non sapevano perché quell’anno sarebbe stata speciale per tutti. Stella l’Undici Febbraio c’era nata. Mario ed R. si erano conosciuti proprio in quella data ad un concerto. Lisa lo stesso giorno di qualche anno prima prendeva invece la patente e da allora iniziò a girovagare nella sua Ka grigia, il che era per lei più importante di quanto alla gente possa sembrare importare un evento del genere. Laura, che qull’anno avrebbe passato l’Undici Febbraio in un letto d’ospedale, esattamente 365 giorni prima aveva visto per la prima volta un tipo che aveva intaccato la sua diffidenza verso i colpi di fulmine; desiderò conoscerlo, ma lui non vide lei, quella volta. Era un certo Mario, l’amico di un’amica della miglior amica di Laura. L’unico che non aveva ricordi ricordi speciali legati all’Undici Febbraio era Fra, ma poiché al Destino piacciono queste assurde combinazioni, quell’anno sarebbe stato diverso. Molto diverso.
Era però ancora il Secondo del Mese; e in tutte le storie che prevedono un gran finale ad effetto, i giorni prima della conclusione tendono a scorrere lenti e pieni di intensi accadimenti. È un cliché a cui neanche la forza del Destino può opporsi.
Il freddo, il 2 Febbraio, si sa far sentire. E la pioggia aveva ceduto la scena alla neve. E la neve conciliava benissimo il sonno di R. che appena alzatosi decise i tornare a dormire. Era un giovedì, quindi come ogni giovedì doveva andare in aula studio a cercare di concludere qualcosa sui libri, ma il letto era così insolitamente comodo e le coperte così avvolgenti… e poi erano ancora le 07:30… richiuse gli occhi, felicemente rassegnato a poltrire. Ma alle 07:32 il citofono decise di dire la sua. Due volte. R. barcollò fino alla porta d’ingresso e proprio mentre sollevava il ricevitore, questo suonò una terza volta, facendolo sobbalzare e facendogli scivolare la cornetta di mano. “Ehi?” sentì dire dall’apparecchio che penzolava contro il muro. Lo raccolse. “Chi è?!” Se un cadavere avesse potuto parlare avrebbe avuto una voce certamente più viva. “Ops… mi sa che t’ho svegliato… cavolo… Stella mi dice che sei sempre sveglio a quest’ora… e io…” “Ma chi è?!” “Ehm, sono Lisa…” “Ah, ciao…” “Senti, visto che ormai t’ho svegliato e si sente che sei già tutto bello pimpante, facciamo che mi offri un caffè? Dai, vestiti che ti aspetto…” “Ma… potrei anche metterci un po’ a prepararmi…” “Andiamo, sei un ragazzo… se ci metti più di quindici minuti a scendere mi toccherà dubitare della tua mascolinità.” “Cronometra. Arrivo.” Perché gli uomini, davanti alle sfide, sono troppo fessi per tirarsi indietro.
R. chiuse la porta di casa e iniziò a scendere le scale. -Qui finisce che mi faccio la sua amica, non Stella. Bah, almeno è fica- pensava R. concedendosi per gioco alla superficialità, senza crederci minimamente, ai suoi pensieri. Uscì dal portone e Lisa sorrise. “8 minuti e 53 secondi. Che uomo” “Avevi dubbi?” Perché quando tra due persone può esserci complicità, non serve che si conoscano da tempo. Basta un attimo. Basta uno sguardo. A volte non serve neanche quello.
Andarono insieme in bar. R. chiese subito a Lisa il perché di quella visita a sorpresa. Del resto un perché doveva esserci per forza. E lei non provò neanche a negarlo; sarebbe stato inutile e stupido. Ma fecero le cose con calma, chiacchierando prima delle loro famiglie (Lisa aveva genitori benestanti che gestivano un rinomato ristorante), di università (Lisa faceva ingegneria), di amici (Lisa usciva dalle parti del Duomo), di passioni (Lisa cantava in un gruppo rock), di passatempi (Lisa adorava andare in giro sulla sua Ka grigia), di vita sentimentale (Lisa era impegnata) e di vita sessuale (Lisa era lesbica).
Poi R. non resistette più e la spronò a dire ciò che doveva. Era chiaro che centrasse Stella; chi altri se no? Ma cosa poteva essere? “Allora… tu sai che Stella ha un po’ di casini, no? Non sai però di che genere siano e io non posso raccontarteli, ma è roba abbastanza importante; per cui se lei ti sembra scostante, non vuole assolutamente esserlo nei tuoi confronti in realtà. Volevo dirti questo.” “Ok, ma… lei come sta? Spero siano cose risolvibili…” “Bah, vorrei sapertelo dire. Non è roba di salute comunque. Almeno in quella sta benone.” “Meno male… però scusa… sul serio sei venuta a chiamarmi per dirmi solo questo? Concedimi di dubitarne…” “Beh, sì… ma voleva anche dirti che… ecco… questa è un po’ più difficile, perché può ferirti… beh, mi tocca. Senti: lei adesso è presa da questi casini e non ha testa per reggere le avances di qualcuno a cui vuole molto bene, ma non nel modo in cui questo qualcuno vorrebbe… e…” R. assimilò il resto del discorso senza prestarvi troppa attenzione. Un due di picche indiretto così non lo aveva mai ricevuto. “Ehi Lisa! Tranquilla, ho capito. Figurati se mi metto a provarci con Stella ora. Ok che ci sto un po’ male, ma mi passerà!” “Non sei un granchè a dissimulare quando qualcosa ti fa soffrire davvero… mi dispiace tantissimo, sei un tesoro…” “Ma dai figurati! Chi non lo farebbe!” “Fra non lo farebbe.” “Chi, il fighetto?” “Ah ah! Sì, lui. Non lo posso proprio vedere. Secondo me vuole solo farsi la mia amica e sta approfittando della confidenza che ha con lei. Lui sa tutto dei problemi di Stella, anzi è stato lui a scoprirli per puro caso e a comunicarli a lei!” “E Stella con Fra…?” “No tranquillo… almeno finora non è successo niente. Ma lui è un po’ infido. Spero non si approfitti troppo del fatto che Stella è decisamente sottosopra, in questo periodo.” Il resto della chiacchierata non fu interessante e non durò neanche molto. Si salutarono, R. tornò a casa a prendere i libri, avendo ormai deciso di andare in aula studio. Lisa invece tornò alla sua Ka grigia.
Montò in macchina, contenta di aver parlato con R. Davvero una bella persona. Peccato che secondo Stella lui non avesse il “quid”. Che stronzata, poi, il “quid”. R. era uno da non lasciarsi scappare, eppure alla fine i tipi come lui non se li prende mai nessuna. Pazzesco. Roba da diventare eterosessuali, scherzò Lisa tra sé e sé. Aveva apprezzato molto come R. si fosse impegnato a non infastidire Stella anche se la cosa gli procurava evidente sofferenza. E prima ancor era stata contenta di scoprire un po’ di cose su di lui che neanche Stella sapeva. Cose importanti. Cose che facevano onore a R. Avevano parlato di vita sessuale (ed R. si dichiarava onanista part-time da fin troppo tempo), avevano parlato di vita sentimentale (R. era perso per Stella, ovviamente), di passatempi (R. scriveva piccoli racconti e giocava a calcetto, ogni tanto), di passioni (R. aveva la passione per la pioggia. Cosa strana, però a suo modo romantica), di amici (R. usciva ogni tanto in piazza, ogni tanto con Mario), di università (R. faceva psicologia, ma era un po’ indietro con gli esami). E fin qui tutto normale. Un curriculum perfetto per un post-adolescente sfigato medio, come Mario avrebbe commentato. Ma avevano parlato anche di famiglia. E qui era venuta fuori la bomba della giornata. Perché R., da ormai cinque anni, era orfano di entrambi i genitori.
Morti in un incidente stradale, mentre rientravano a casa una sera. Un imbecille aveva imboccato la tangenziale contromano dopo aver bevuto un po’ troppo… e bum. Tutto finito.
Lisa si sentì morire dentro e poté solo ammirare la forza con cui R. aveva ritrovato un equilibrio. Lui le raccontò queste cose con gli occhi un po’ lucidi, ma con un sorriso che non era forzato. Un sorriso che voleva rassicurare Lisa. Un sorriso che sembrava dire: “Ti sto raccontando una tragedia, il dramma della mia vita. Che però è ancora la mia vita, ci tengo, mi sono ripreso. Se riesco ancora a soffrire per una che non mi vuole, vuol dire che ho superato la perdita dei miei genitori. Farà sempre male, ma sono ok.” E un tipo così, lo puoi solo ammirare, pensava Lisa. Un tipo così, non puoi fartelo scappare. Un tipo così è la prova vivente che il “quid” è una cazzata. Roba da diventare eterosessuali, pensò Lisa già un po’ meno scherzosa di prima.
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domenica 25 dicembre 2005
ore 22:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Fin De Natal
I nonni che sorridono perchè gli hai dato un regalino. Mamma e Papà che ridono perchè hai fatto una battuta divertente. Lo stomaco che gorgoglia perchè mamma è troppo brava in cucina. Il cuginetto piccolo che ancora crede in Babbo Natale e si affaccia nel camino quando vede che all’improvviso sono comparsi dei pacchi regalo dove cinque minuti prima non c’erano. Poi il credito del tuo cellulare che si azzera ancora perchè hai sforato i 100 sms per fare gli auguri a metà della tua rubrica. La batteria del cellulare che non tiene neanche 12 ore. Un’amica tutta coccolosa che ti fa un pensierino che non ti aspettavi mentre sorseggiate una cioccolata calda un po’ troppo dolce, ma sempre una cioccolata calda. Scattarsi una foto abbracciati mentre si passeggia tra le bancarelle del centro.
Il Natale, puoi decidere di non amarlo. Ma sei uno stupido.
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