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OGGI IL MIO UMORE E'...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)

 


MERAVIGLIE

1)





“ô Mort, vieux capitaine, iI est temps! levons l'ancre!
Ce pays nous ennuie, ô Mort! Appareillons! ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


lunedì 1 dicembre 2003
ore 15:16
(categoria: "Vita Quotidiana")


Richiesta di impiego

Vorrei essere designato necroforo del sito, vista la mia indubbia competenza in questioni cimiteriali e mortuarie. Ho letto anche dei libri.
Apprezzerei che appoggiaste la mia candidatura,
Grazie



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lunedì 1 dicembre 2003
ore 13:51
(categoria: "Pensieri")


Cadute

Due estati fa, in Spagna, a Santander per la precisione, caddi da un lampione, rimbalzando letteralmente su un fianco. Al momento non accusai dolore, tra lo stupore degli amici e dei passanti saltai su con balzo felino. Degno di un cartone animato.
La mattina dopo, solamente lieve fastidio al gomito.
Sono passati 16 mesi e ho ancora male alla gamba nel punto in cui si oppose all'avanzare del suolo.
Da cui il detto "ho ancora male alla gamba da quando sono caduto dal lampione in Spagna", per indicare la memoria di un evento passato, mantenuta viva dal dolore.
Ciò detto, ritengo che tra i vari inanimati amici dell'uomo, un posto d'onore spetti ai lampioni.



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domenica 30 novembre 2003
ore 02:37
(categoria: "Vita Quotidiana")


Est

Lituania
Lettonia
Estonia
Ucraina

Se succede un casino indesiderato, ci passerò qualche settimana. Spererei di sì.
Per dare dimostrazione del proverbio "non tutti i mali vengono per nuocere".
L'idea di Kiev mi piace molto. Città di 4 lettere. Sembra stata fondata appositamente per la settimana enigmistica.
In corrispondenza, il mio ultimo pensiero pubblico per te.



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sabato 29 novembre 2003
ore 22:51
(categoria: "Vita Quotidiana")


Sabato

Mi piace questo sabato. Non so perché, forse per l'assoluta casualità di ogni gesto...nessuna intenzionalità, nessuna volontarietà, nessuna, nessuno, niente...lontano, ricordo, lapide (?), pochi-giorni-passati-che-sembrano-una-vita...insomma, questo genere di cose, costruite; edificate, meglio, con noncuranza dal maestro d'arte Tempo, che fa un sacco di cose, pressoché tutte, ma senza mai impegnarsi veramente. Per nulla.
"Siamo fatti di tempo", ha detto qualcuno, mi pare più d'uno, in forme diverse, naturalmente...mi piace mettere apostrofi, mi ricorda quando in punta di piedi si cerca di toccare qualcosa...trait d'union, tanto x celebrare la mia francofilia...
Ora mi rimetto a studiare, o forse uscirò, come vorrà il Caso, il gentile demiurgo di questo sabato qualunque...
Spero di incontrarti, domani, nella Città che mi è ostile...e mi piacerebbe che anche la domenica che spinge alla porta fosse lieve come questo sabato, o semplicemente un'umile domenica qualunque, ma con un riflesso inaspettato e - credo - almeno un poco, indimenticabile, come 7 giorni prima...
Questa canzone è per te. Bellezza per Bellezza.

Finché posso
Giulio Casale

Morire nelle mie parole
Morirci dentro finché posso
Per liberarle dall’incanto, ma vivere
Prima che le uccida il senso,

Lasciandomi più povero di come sono adesso
Lasciandomi più povero di me stesso

E prima di morire un cielo
Con dentro un campo un cane e acqua
La tua mano
Passare tutto tra quei morsi
I morsi che darà al mio sguardo

Poi me ne andrò a dormire in mezzo a campo, e cielo e acqua, senza fondo
Poi me ne andrò a dormire lì

Il cane e l’osso
Uno dentro l’altro
Tenendo la tua mano finché posso

E prima di morire un cielo
Con dentro un campo, un cane e acqua
La tua mano
Passare tutto tra quei morsi
I morsi che darà al mio sguardo

Poi me ne andrò a dormire in pace con me stesso
Poi me ne andrò a dormire lì
Il cane e l’osso
Uno dentro l’altro
Tenendo la tua mano
Tenendo sempre la tua mano
finché posso




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sabato 29 novembre 2003
ore 14:35
(categoria: "Vita Quotidiana")


Égout

Non riesco a distinguere l'inchiostro dal sangue.
E nonostante il mio furore, sono ancora come un topo in gabbia. Indipendentemente dal luogo ospite, il potermi, - perdonate la presunzione - paragonare a un topo, a un ratto di pregevole fattura, mi rinfranca...
La luce autunnale stilla con una parvenza di generosità, ma lo sguardo attento riconoscerà il paternalismo indifferente e abitudinario proprio delle stagioni di mezzo, quando nel pieno fulgore realizzano di essere arrivate all'orario di chiusura...
Se non che, tanto per apprezzare una giornata di sole, decido, lucidamente, con un certo impegno, di non affidare al sonno le mie speranze del dì di festa...
La luce filtra dai tombini, ormai abbiamo imparato a riconoscerla, ad apprezzarla quasi, ma ancora non ci azzardiamo ad uscire.
Fabio giovedì è capitato sotto, cercando di aggirare, verticalmente, il nemico. Ha trovato il piccolo popolo, poco attento alle faccende di superficie, ma estremamente geloso dei propri spazi.
Sfortunatamente mi ha riconosciuto e non ho potuto aggredirlo, sarebbe stato scortese, di poca eleganza. Sono sensibile a certi dettagli estetici, forse troppo.
Un cenno è bastato a investirlo della fratellanza. Ma non ha apprezzato. Imbarazzato, sudato, e affondato senza volerlo con un piede, è rimasto poco oltre prima di aggrapparsi alla scaletta di ferro. Plagiato dal padre, teme e rifugge l'esistenza ctonia. Le diametrali differenze...non coglie ancora la nobiltà affilata della lama brunita dalla decantazione dei pensieri scartati...
Se n'è andato, siamo rimasti soli, come sempre, a correre e nuotare, a lasciarci trascinare dalla corrente che abbiamo noi stessi creato, col nostro respiro e il nostro credere insensato...
Questa non è acqua, non è limpida, non asciuga senza lasciare segno, e mi sento debole mentre scivola via...
Non riesco a distinguere...



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venerdì 28 novembre 2003
ore 22:26
(categoria: "Vita Quotidiana")


Flowers on the Wall

Il restauro è completato.
Questo messaggio non è un edificio, lo fu, ma nn lo è più. Potremmo definirlo un monumento. Un memoriale, un altare votivo, ecco, un altare votivo è quello che lo definisce meglio. La costruzione preesistente è stata aggredita, sventrata, riedificata lungo una linea orizzontale di cui idealmente non si dovrebbe vedere il termine.
Un'unica immensa parete, un lungo muro, un lungo muro di marmo. Un lungo muro di marmo nero. L'idea non è del tutto nuova. Ma qui non ci sono nomi incisi in superficie. I nomi sono dentro, sigillati all'interno. Ma non chiedetevi com'è possibile che una parete omogenea e massiccia di marmo abbia potuto in qualche modo aprirsi per ospitare dei nomi.
I nomi ci sono entrati e basta. Il Muro, lo chiameremo semplicemente così d'ora in avanti, è piantato a fondo nel terreno. Una volta era un edificio, ricordiamolo. Quindi alla sua base ci sono solide e profonde fondamenta. Intricate, addirittura, anche se nascoste alla vista.
Attingono dal terreno. Lo ascoltano, gli parlano. Così il Muro comunica con ciò che lo circonda. In modo silenzioso, immobile, invisibile.
Il Muro, come avrete capito, è vivo. Vivo sotto il sole, vivo sotto il vento, vivo nella tempesta. Vive per celebrare i nomi che cela al suo interno. Nomi con una forma, forma che solo chi li ha pronunciati in una certa ora conosce. Sono nomi che il Muro ha fatto suoi ascoltando il suolo, nomi che sono caduti dalle labbra di una moltitudine.
Il Muro vive oltre chi ha pronunciato i nomi, così che i nomi che racchiude sopravvivono a coloro che descrivono.
Beato chi troverà il proprio nome nel Muro, perché quegli sarà salvo.

L'Architetto

D17



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venerdì 28 novembre 2003
ore 15:56
(categoria: "Vita Quotidiana")


All'armi

Cari amici, su invito del sempre eccellente Zilvio, propugno la lotta contro il travisamento del polpettone, e la campagna totale per la sua assoluta riabilitazione.

"Noi vogliamo glorificare il polpettone sola e unica igiene del mondo!"

Mi prodigherò se necessario fino al gesto estremo in questa nobile causa.



Vorrei altresì chiarire che questo mio impegno NON interferirà in alcun modo con la mia battaglia contro la carne di suino.


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venerdì 28 novembre 2003
ore 10:49
(categoria: "Vita Quotidiana")


Götterdämmerung

Oggi in ufficio, influenzata da eventi e musica, c'è una pesantissima atmosfera da crepuscolo degli dei...temiamo dannatamente la morte di Sigfrido, e siamo purtroppo incatenati al mero rango di spettatori...



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venerdì 28 novembre 2003
ore 09:26
(categoria: "Vita Quotidiana")


Lavori in corso

Il messaggio precedente rimarrà chiuso per lavori.
Si tratta di un esperimento di "scrittura automatica" di matrice surrealista.
La costruzione frettolosa ha reso l'opera pericolante e i passanti rischierebbero di essere colpiti da calcinacci di polisemie o architravi di concetti azzardati.
Non appena verrà assicurata l'agibilità da parte della squadra di restauro incaricata dell'intervento, il cantiere verrà rimosso e l'edifizio (s'apprezzi il raffinato arcaismo) riaperto al pubblico.
Si scusano i gentili utenti per i disagi loro causati dalla lettura dell'intervento. Comme on dit..."le parole sono pietre"...escuse moi...



P.S.: Il marinaio è ancora in città. Se qualcuno lo dovesse incontrare, beh, me lo saluti. Si nutre di TEMPO, ricordate. In un certo senso quindi pratica il cannibalismo, in un certo senso è un vampiro.


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giovedì 27 novembre 2003
ore 18:15
(categoria: "Vita Quotidiana")


Leggende dall'Ovest...

Pat Garrett estrasse la pistola e sparò. Billy dimenticò la colt Thunderer 41 e gentilmente bussò alla porta del cielo



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