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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ...tutti quelli che scrivono kon TT le abbreviazioni nel testo tipo sms ke nn si capisce 1 accidente di kuello ke vogliono dire...
2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) il sesso



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’Qualcuno chiese a Picasso: ’A che cosa servono i tuoi quadri?’
Ed egli rispose: ’Perché non vai da un uccellino che canta e gli chiedi ’A che scopo?’. Perché non fai questa domanda al sole o alla luna? Perché ti preoccupi di me? Se una rosa può fiorire senza ragione, perché io non posso dipingere? Mi piace dipingere, e questo è tutto...’.



*





lunedì 8 gennaio 2007 - ore 21:57


" ... Ma allora siete vivi? "
(categoria: " Pensieri ")


L’altra sera leggo sms che pensavo di aver totalmente rimosso dal cellulare. E invece sono ancora là: visualizza messaggi_messaggi ricevuti_nome_apri.
E un sms di giusto un anno fa. Che gente, che storie. Alle 2 di notte.

E ho anche riscoperto i Ramones, dimenticati non so neanch’io per quale ragione, ma erano proprio dei fichi. Beat on the brat in loop.




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domenica 7 gennaio 2007 - ore 15:47


Amore&Psiche
(categoria: " Pensieri ")


La gente, a volte, vede solo ciò che vuole vedere. E capisce: idem.
’Così è se vi pare’ (novella pirandelliana con quel sapore umoristico-tragico, ma assolutamente reale) .
Poi pensavo che una delle cose più difficili è non essere ciò che si è. Dimostrare agli altri la nostra vera persona. Molto spesso si giudica solo dalla superficie, ma le persone riservano sorprese e possiedono diverse sfacettature, per cui necessitano una conoscenza più approfondita. Banale eh, ma non quanto si pensi.

Mi ricordo alle superiori, la prof di storia dell’arte; Mi aveva tenuto un bel po’ su quella cattedra a corregere il compito. Dovevamo descrivere un quadro di Mantegna, per la cronaca. Niente di che quindi, nessun commento personale, nessuna impressione, tutto l’oggettivo possibile.
La prof ne rimane sbalordita, mi dice che erano anni che non le capitava una ragazza come me, che scriveva in questo modo. Intendeva proprio il modo, non la grafia. Bah, chennessò. Non capivo tanto di quel che mi diceva, sinceramente. Avevo una scrittura così distaccata, così fredda, quasi senza passione, ma che in fin dei conti non era una critica del tutto negativa. Non proprio. Mi disse proprio così. Alla fine, decide di consigliarmi dei libri da leggere.
Il giorno dopo mi porta una cartolina biaco/ingiallita/retrò con una foto di Venezia in bianco e nero. Me la ricordo benissimo. Apro, leggo: in alto: ’Il bello è difficile’ (Platone) ; sotto quattro titoli di libri, e in fondo ’Buona lettura’, firmato: S.M.
Bene. L’unico libro che ho letto è stato quello di Aldo Busi. Gli altri mi ero promessa di leggerli, ma non l’ho fatto. L’anno dopo questa prof se ne va, e io non ho ancora capito il senso, il perchè, di quei libri che mi ha consigliato di leggere.
Tutto questo per ritornare a ciò che dicevo all’inizio; il prof di italiano invece, nelle sue correzioni scriveva tutto il contrario, ossia che avevo un bello stile, una scrittura originale, coinvolgente, e che magari scrivevo un po’ troppo, ma andava bene. Mai avuto problemi con i temi.
Per cui ’Così è se vi pare’ ; diverse/opposte visioni. Mah ... io in ogni caso continuo a scrivere.




’Amore e Psiche’ , Antonio Canova


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sabato 6 gennaio 2007 - ore 15:42



(categoria: " Fotografia e arte.. ")



"L’arte rimane sempre la stessa: arte. Perciò non esiste un’arte nuova. Esistono artisti nuovi. Già lo schizzo di un artista nuovo è sempre e comunque un’opera d’arte, è una parte di noi stessi, qualcosa che vive. "

*Egon Schiele




* Mart - Rovereto

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mercoledì 3 gennaio 2007 - ore 14:06


Chiamiamola ’sfortuna’ ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Riguardo alla sfiga (guardare commenti post sotto = insomma, per la serie che ti perseguita in ogni caso, anche i primi dell’anno, o almeno io ne sono un caso rappresentativo):
stamattina il cellulare si spegne definitivamente. Morto. Defunto. Appena cambiato e dopo soli due mesi di vita, caspita! Forse avrei dovuto dimostrargli più affetto, non dirgli di continuo che lo odiavo per i suoi suoni insopportabilmente cibernetici, e magari non malmenandolo in maniera diciamo anche troppo delicata ... Beh, non ha scusanti! Non può ribellarsi in questo modo, soprattutto oggi, che domani sono a Rovereto e magari mi perdo in mezzo ai monti e mi serve il cellulare, chenessò, tipo se perdo il senso dell’orientamento (probabile) o cado in qualche precipizio (tocchiamo ferro) ... ecco, farò causa alla Siemens. Porca miseria. E devo aspettare fino al 7 perchè ’l’assistenza è in ferie’ . Eh ciò.
Questa si può chiamare solo sfiga ...

Altro aneddoto da sbrego (per i presenti, mica tanto per me - e questo poi è solo uno dei tanti aneddoti) :
all’uscita del New Age un tizio si avvicina a me e mi tocca la sciarpa (ahem ...) :
’Ma questa sciarpa è tua?!’
’Beh, sì!’
’Ma sei sicura?!’ (nel frattempo continua a tocchignarmi con insistenza sotto lo sguardo allibito dei miei amici)
’Certo ... era nel guardaroba ...’
’No, ma anche il tessuto ... è uguale!’
’Eh??!’
’No, sembra la sua (e indica una tizia dietro)’
’No ... è mia! Sono stra-sicura!’
Dopo un’accurata analisi dell’intreccio e del tessuto di questa cacchio di sciarpa, si convince che forse è davvero la mia e mi lascia in pace. Boh.

No, ma dico: tutte a me. E la spiegazione è solo quella, ribadisco.

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lunedì 1 gennaio 2007 - ore 19:19


... e voglio un pensiero superficiale
(categoria: " Riflessioni ")


Sono ancora viva. Azz, ieri sera non l’avrei mai detto. Comunque, Capodanno non proprio esaltante, dato che ho lavorato. Ma in fondo, ci sono altri 365 gironi per festeggiare ... no?!

E sarà difficile comparare il 2006 passato ... il viaggio a Londra (che dico ... L-O-N-D-O-N!! ), persone stupendamente stupende, una tua sistààà gemella che abita dalle parti di Milàn con cui hai condiviso di tutto e di più, il Brian Molko e tutti i Placebo finalmente visti in concerto, come pure quel genio di Doherty, e gli Artic Mokeys-ma il post concerto soprattutto!, e Francesco Biancone che amo, e il disco degli Afterhours che ho riscoperto, i BlondeRedHead, i Brian Jonestown Massacre, gli Who e Quadrophenia, il vinile dei Velvet Underground, il corso di chitarra, i concerti di violini e saggi natalizi ...

Le alcolicheggianti e fumeggianti serate al Tag, a Mogliano ai Cavalli, al Forte Marghera, e quel venerdì all’Unwound padovano, e il sempreVERDE New Age, dove trovi ogni volta pezzi di famiglia e di passato, il ristorante messicano, e tutte le serate al pub irlandese, casa nostra ormai, e i baristi che sanno i nostri nomi e ci danno sempre il tavolo in centro, che tanto poi ’ci moltiplichiamo in bagno’ ...

E le giornate assonnate all’università, e l’aria di Venezia, il caffè al bar come ogni mattina, e i film di Meliès e dei fratelli Lumiere, i cortometraggi surrealisti di Bunuel, computer al pomeriggio con il Mac, il celeberrimo bar ’da Gino’ da me odiato-paga alla cassa!!, il negozio vintage Pennylane ... e il foulard a pois, le giacchette libertine, i vestistini sixties, la maglietta dei Babyshambles presa nella favolosa Camden Town, la cintura zebrata, le felpe a stelle, le calze viola e la medaglia al ’merito’ ...

E le serate al cinema, Animal House e i Blues Brothers, Velvet Goldmine e Last Days, Nick Hornby e il suo ’Alta fedeltà’ , Salvador Dalì che scrive un romanzo pallosissimo come ’ Volti Nascosti’ , gli aforismi di Wilde e il libro di ’The Dreamers’ .

E mille mille altre cose, persone, amici, conoscenti ... personaggi che magari vedi poco, ma quando li vedi ti danno tanto. Fonte continua di ispirazione per idee, riflessioni, divertimento e per spunti artistici. La mostra di Basquiat, l’informale a Modena, Gino Rossi e De Pisis a Treviso, la Peggy Guggheim e i suoi tesori inestimabili partoriti dalle menti geniali di Magritte, Kandinskji, Pollock e Picasso (tanto per citarne qualcuno) , e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, Ugo Valeri a Palazzo Correr e tutti gli artisti/pseudo/fankazzisti dell’accademia e poi tutte quelle cose che mi sono scordata di scrivere qui, ma che comunque non dimentico di certo.

Buon anno a tutti




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sabato 30 dicembre 2006 - ore 16:27


Ei fu.
(categoria: " Riflessioni ")


Del tipo che stavo pensando sul serio di mettere la testa a posto, di avere finalmente degli obbiettivi e di non fare tutto così come viene/quando mi va/all’avventura, e che magari potrei sistemare un po’ il rapporto con i miei, e di farla finita una volta per tutte con quelle cianfrusaglie che ingurgito e fumo, e pensare seriamente a trovarmi qualcuno che mi porti sulla famosa retta via, e di s-fissarmi con le poesie di Baudelaire, Rimbaud, Verlaine e Mallarmè ... mah, non so ... non penso proprio di volere tutto questo, in fondo. Cioè, no, non esiste. Dovrei rinunciare al mio IO. In questo senso, ho un super-io molto labile; tradotto, la mia coscienza morale-insieme di proibizioni, non è che faccia molto il suo dovere. Il controllo è davvero minimo. Ogni tanto si fa sentire, ma io non ascolto.

Il peso dell’esistenza mi sta schiacciando ed è come se io stessi ferma, lì, impalata, a guardare mentre tutto scorre ... Il ’panta rei’ di filosofia Eraclitiana doc. E’ un continuo circolo, un vortice che pian piano mi sta risucchiando, e io oppongo resistenza, non voglio cadere, non voglio annullarmi. Con ciò, è palese che un filo di speranza e di ottimismo ancora permane, in questo arzigogolare ( = citazione) sconnesso e indistinto. Già.

Sono ancora ammaliata e affascinata dalla bellezza di certe parole, dal proprio significato intrinseco ... come coercizione ... è una parola che mi piace tanto. Non abbiamo neanche idea della musicalità e del ritmo che semplici sillabe insignificanti accostate fra loro, possono dare. ’Ei fu’ .

A volte penso che sarebbe stato meglio non conoscere certe cose, che sarebbe stata la cosa migliore, che in fondo andava bene così anche prima. Oh, non so. L’ignoranza e l’ingenuità in verità sono soltanto un altro modo a cui guardare alla vita, e la vita possiede molteplici facce, è camaleontica e ambigua, e davvero non c’è nessuno che ti possa dire qual’è la cosa giusta da fare, ma solo quale sarebbe ... Per cui non è detto che sapere tutto il conoscibile umano sia qualcosa che ti possa dare una giusta interpretazione delle cose. Forse la mancanza di erudizione (che non sempre è sinonimo di intelligenza ) permette all’immaginazione di dare libero sfogo e di non preoccuparsi troppo dell’assoluto, dell’infinito, dell’altro mondo, del significato dell’ arte , della vita e della morte ... di tutte le questioni esitenziali, insomma. Tornare al mito del buon selvaggio, allora? Bah ...
(Rosseau si contraddiceva da solo, comunque ) .

Parlando di me medesima, spero di essere presente a questo capodanno duemilaesette, dato che a quello dell’anno scorso non c’ero per circostanze non ancora ben chiarite ... Epppoi essere in un altro mondo mentre tutti se la spassano, non è proprio un granchè. (Dai, la storia ormai la sanno tutti, ma non ci tengo a sputtanarmi in questo modo! )
Beh, non voglio proferire altro verbo. Enjoy!

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sabato 23 dicembre 2006 - ore 17:18


due parole
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Sweetness, sweetness I was only joking
When I said I’d like to smash every tooth
In your head ... "




Colonna sonora di ieri sera. Insieme a Brian Eno e ai Blondie.
Finalmente vista e ri-vista molta gente, in un localino che pian piano sta crescendo sempre più.
E il concerto unplugged ... tutto bello bello ^^


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martedì 19 dicembre 2006 - ore 19:39


Ricevitòria.
(categoria: " Pensieri ")


Sento la necessità di sfogarmi in qualche modo, psicologicamente ma più di tutto fisicamente, e odio questa mia vulnerabilità, gli sbalzi d’umore e i picchi di depressione. Che non si giustificano per ciò che sta intorno a me, tutte cose molto belle, le quali hanno il diritto di esigere/avere solo il meglio da/di me. Purtroppo e molto spesso, rovino tutto, lascio passare ciò che invece dovrei rincorrere e mi fisso su un qualcosa di non definito, o meglio, che io stessa non ho ancora ben definito.

E’ come se mi passasse un macigno sopra la testa, e io non posso fare nulla, mi sento così inerme, e l’unica cosa che vorrei sarebbe quella di sentirmi viva. Viva in maniera prolungata. Non ieri, non domani, non per un attimo soltanto, ma in ogni giorno. La mia libertà è tenuta a freno da chi ho intorno, e ciò che ho dentro fa fatica ad uscire, finchè si arriva a quei momenti in cui sgorga tutto, come un fiume in piena, e chissàcome, escono parole e frasi, così lucide e così vere, e a un tratto, tutto sembra chiaro. Risolto, come un’equazione. Poi il nulla.

Nel frattempo continua a mettere in scena la mia recita, le mie diverse personalità che si ricongiungono nella stessa persona. Sono quasi convinta che Rimbaud c’avesse visto giusto. Quella cosa che diceva a proposito, della vita, che è tutta una farsa; "La vita è una farsa dove tutti recitano una parte" , letteralmente. Che poi non significa essere falsi o ipocriti. Ci si approcia in maniera diversa a seconda dei luoghi, delle persone, delle circostanze. Ma la verità è un’altra cosa, è in un altro contesto. Così, si fa finta di niente, e ci si riempie la mente di cose inutili - relativamente - così per non pensarci troppo su, per non pensare troppo a queste questioni (che tanto, alla fine, non penso abbiamo risposte - certe, perlomeno ) ... i regali di Natale, cosa fare il prossimo week-end, quando andare da qualche parte. Tanto per dire, Amsterdam. No, così, eh.

Ad Amsterdam abita Johnny. Johnny sarebbe di Manchaster, anche se suo nonno era polacco e - piccolo retroscena - al posto dell’acqua, gli dava la vodka.
Johnny è diventato famoso per le sue linguette alla caffeina (non chiedetemi dove cavolo le abbia tirate fuori) e per la sua celebre frase: "Vado a prendere l’acqua" e torna con cinque birre. Mittico. Ma è diventato famoso anche per altri anneddoti; come quella volta del vino rovesciato (...) e per la sua parlantina logorroica. Ripeteva tutto. Ogni singola parola - in un italiano tipicamente british . Pure alle tre di notte, tutti stanchi morti che si dormiva sopra al tavolo del bar, lui continuava a blaterare e a scattare foto del cazzo, e a ingurgitare quelle cose alla caffeina a go go, e tralasciamo i litri di birra bevuti durante il giorno. Quando mi raccontò che lavorava in ufficio, sui computer, tutto in giacca e cravatta, credevo fosse una battuta. E invece, mica stupido, Johnny.






* VERDENA, 2 marzo 2007 New Age (TV) . E questo video è macabro, squallido e perverso, per certi versi ’daliniano’ e con richiami al surrealismo. Affascinante.

" Dipingimi distorto come un angelo anormale che cade
Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale e fa male
E vedo te, io e te, niente conta in fondo ... "


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domenica 17 dicembre 2006 - ore 14:22


Cronache - scontate, no? - di un finalmente libero saturday night
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quanto odio la domenica. Ma quanto. Intendo dopo mezzogiorno, perchè la domenica mattina non esite da un po’ di tempo a questa parte. Svegliarsi (il più delle volte con il mal di testa - o comunque rincoglioniti alla grande) con i tuoi che - per l’ennesima volta - litigano e discutono, l’odore del mangiare di mia mamma che mi fa soltanto venire la nausea, e fuori dalla finestra quel grigetto insulso che ti farebbe venire soltanto la voglia di ritornare sotto le coperte, e sperare che il tempo passi in fretta e che sia già lunedì. Anche perchè la domenica in genere lavoro sempre, e andare a lavorare in certe condizioni - con una faccia che dice tutto - è abbastanza un pacco. Ma per fortuna esiste il caffè!

Ieri infatti, stranamente, sabato sera libero, per cui avevo un gran bisogno di. Gli amici arrivano, man mano si ordina sempre qualcos’altro ... i baristi ormai ci conoscono da un sacco, ci preparano sempre un tavolo per dieci, che alla fine, non sembra neanche sufficiente e vengono ’rubati’ gli sgabelli del bagno perchè di sedie non ce ne sono più. Guinness, rum&pera, Bayles, gin lemon, vodka alla menta (e più quella avanzata, che tanto a me va bene più o meno tutto - Sambuca a parte) ... e alla fine mi è venuto fuori un conto stratorsferico, nonostante lo sconto ( = come spendere al meglio i propri soldi, ahem ) . E nonostante questo, sono sempre io alla fine che porto a casa gente ubriaca. Cioè, è sempre lui ... Vabbè.

E un salto al New Age, dopo secoli. Oh, ma quel digggei non capisce una mazza. Mah, sarà sordo, tanto per essere buoni. Anche perchè ero l’unica che gli rompevo i cosidetti, per cui non è che avesse particolari esigenze da soddisfare. Gli chiedi di mettere musica indie ’sì sì!’ e cosa ti mette?! ... Clash, Sex Pistols, Ramones (eh, indie non mi pare - anche se non è che mi dispiacciano questi gruppi, anzi!! ) e poi vai con gli Ska-p. E gira e rigira, sempre le stesse canzoni. Cioè, basta!

Per la cronaca, ieri sera parecchia gente ’spostata’ ... che ti rompe le balle ... che pure ti chiede se gli offri da bere (eh??! ) ... gente non molto a posto mentalmente, ne senso preoccupante della cosa. Ma io non so.

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martedì 12 dicembre 2006 - ore 22:27


Paradiso+terra+inferno.
(categoria: " Pensieri ")


# Sì, lo so che non dovrei intrattenermi con i clienti al bancone (anche perchè sarei in servizio .. ) , ma se mi offrono da bere, come posso rifiutare?! Che poi questi erano anche simpatici, avevano proprio la faccia da Jack Daniel’s, provenienti direttamente dal Tennesse o da Aberdeen* (camicia scozzese di flanella rules ) , capelli lunghi e giubetto di pelle. Managgia, almeno al lavoro non volevo dare l’idea di alcolizzata - ma quando mai! - e invece ... mi sono fatta sgamare in tronco ... ma il titolare l’ha presa sul divertente (beh, mica tanto per me, eh! ) . Ma in fondo, who cares, l’unica cosa passabile di quel cribbio di lavoro è proprio questo: rallegrarsi con i clienti - specialmente se offono!

# Certo che l’organismo umano è una macchina perfetta e alquanto misteriosa; quante cose non hanno ancora avuto una spiegazione! Del tipo, perchè dopo un piatto di pasta, qualche birra, due gin (penso) si va dritti in catalessi ...? Perchè quando si smette completamente di bere si sta male e compiaono segni acuti di depressione/tristezza/malinconia? Bah, parlavo con un certo Paul Banks che ha/ha avuto i miei stessi sintomi ... In due, non abbiamo trovato neanc’ora una risposta. Logica, magari. ( Per i sentimenti sovracitati penso sia il lavoro, anzi no, è il lavoro. Altro che nobilitare l’animo ... tzè! ) .

# Per la categoria ’gossip’ : il pizzaiolo si è innamorato di me (bea roba! ) . Dice che quando mi vede va in fibrillazione (!!) ... e poi mi dice anche altre cose ... che forse è meglio censurare, va ...

# Heat Ledger risulta figo anche quando fa il lavapiatti al ristorante cinese, con i cerotti, i punti in testa, l’occhio nero e fatto-strafatto ... ’Paradiso+inferno’ invece non è niente di che, anzi, abbastanza vomitevole.

Poi mille altre cose. Tipo che sto ridendo ancora per certe battute. Soprattutto la persona che le ha sparate. Mamma, che sbrego.



* per puntualizzare: il video girato per ’ Heart shaped box’ è semplicemente una ficata. La canzone, pure.





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