Sono un normalissimo imprenditore-pasticcere-scacchista-rocker-salsero-netgamer-girovago come ce ne sono tanti al mondo.
"Tra tre persone, c’è sicuramente il mio maestro." (Confucio)
"Non date fede ai vecchi manoscritti, non credete una cosa perché il vostro popolo ci crede o perché ve l’hanno fatto credere dalla vostra infanzia.
Ad ogni cosa applicate la vostra ragione; quando l’avrete analizzata, se pensate che sia buona per tutti e per ciascuno, allora credetela, vivetela, e aiutate il vostro prossimo a viverla a sua volta." (Gauthama Siddharta Buddha)Se sei qui vuol dire che hai sbagliato indirizzo, ma potrebbe essere un inatteso colpo di fortuna.
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giovedì 3 novembre 2005 - ore 16:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
proprio niente da fare... l’utente medio, in questi casi, scrive una poesietta o due-tre righe con frasette ad effetto con l’implicito invito a commentarlo con frasette altrettanto poetiche. Io do invece sfogo alla parte più soppressa della mia mente.
Un giorno, nel protettorato cileno di Svizzera, nacque un chicco di riso molto intelligente. Fu chiamato Pietroburgo, in onore di un famoso santo. Subito fu chiaro che la sua ambizione era smisurata, alla tenera età di 8 giorni (ovvero 19 anni chicchodirisici) Pietroburgo fece la sua prima mossa, ottenendo un incarico da poco per farsi della gavetta nel mondo politico: fu incaricato di organizzare la visita pastorale del papa, il che gli permise di entrare nelle grazie dell’impero papale, che per la sua opera gli concesse una contea nelle vaste aree delle pampas turco-vaticane. Grazie ai possedimenti terrieri, Pietroburgo divenne un magnate degli struzzi, e potè sfruttare il suo potere economico per foraggiare una ribellione condotta dal partito mafioso cubano. In breve, la ribellione ebbe buon fine, e Pietroburgo fu nominato ministro dell’economia cubano. La cosa piacque molto al nipote di Kim Jong Il, che morì. Preoccupazione invece fu espressa dall’Ayatollah di Brindisi, che inneggiò a un Kebab contro il nascente impero mediatico di Pietroburgo. Non passò molto tempo prima che il chicco di riso più potente al mondo tornasse all’opera. All’età di 12 giorni, guidò il suo neonato esercito alla conquista della terra della regina Maude in Antartide. Per legittimare la conquista, fece prigioniera la regina Maude. Durante il viaggio di ritorno in uno dei suoi sottomarini, Pietroburgo ebbe un malore e non trovò altra soluzione che assorbire tutti i membri dell’equipaggio, creando un essere unico. Forte del suo nuovo corpo, Pietroburgo conquistò rapidamente il mondo. Ma la speranza per l’umanità non era ancora spenta: nell’isola di Hokkaido, poco distante da Lubjana, nacque un bambino speciale. Si vociferava che lui avesse il potere di distruggere Pietroburgo, che nel frattempo aveva assorbito anche Aristotele e Plotino. In effetti ce l’aveva, ma morì di epilessia dopo che un sasso, lanciatogli da un cavalcavia, lo contagiò con un’influenza vaccina che fece diventare pazzi tutti i polli. Un secondo eletto fu nascosto in un ghetto R’n’B per evitare che il malvagio chicco di riso cresciuto lo trovasse. L’eletto crebbe, e quando fu il momento, i suoi vecchi mentori tornarono a prenderlo. Dopo un addestramento che richiese due giorni di montaggio della pellicola, l’eletto fu pronto. Affrontò Pietroburgo, ma fu ucciso da due guardie semplici appena fuori dalla sua magione. Il male vinse.
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mercoledì 2 novembre 2005 - ore 02:06
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Serata simpatica, nel senso ironico del termine! Portando a casa una pizza (o meglio due, avevo fame!), vengo rincorso da un pastore tedesco ringhiante, non troppo grande per fortuna, evidentemente attratto dallodore che usciva dai cartoni. Nonostante gli "immani" sforzi della padroncina (ovvero si limitava a urlare il nome del cane stando ferma...), il cane continua ringhiando a correre verso di me. Vabbè, ma vuoi che mi morda?
Eh sì invece... un allegro souvenir alla caviglia destra, che riesco a salvare con un notevole riflesso! Per evitare il peggio provo a buttare su una panchina i due cartoni con le pizze, ma il cane sembra non prestarci attenzione e continua ad avercela con me. La padrona intanto è ancora lì che lo chiama dolcemente. Secondo morso, stavolta alla caviglia sinistra e molto più forte del primo, servono due tentativi per togliergli la gamba dalla bocca. Inizia anche ad abbozzare qualche salto... a questo punto, o io o lui! Amo nel modo più totale i cani, ma la potenza con cui ho calciato in testa quella bestia non ne ha risentito minimamente. Colpito al mento, il cane emette un lamento e si rialza, continuando a ringhiare ma mantenendo una certa distanza. Al che arriva la padrona "ma no fermo, lascialo stare non ti fa niente!!". Le faccio sarcasticamente notare che il suo cagnolino mi ha già mezzo azzoppato, e che deve solo ringraziare la mia pigrizia se non la denuncio. Lei non mi crede, le faccio una brevissima lezione di diritto, mentre il cane in questione continua a pedinarmi. Riprendo le pizze. Il cane continua a inseguirmi. Mi fermo. "Signora, o ferma lei il suo cane o glielo fermo io, chè se è ancora vivo è perchè adoro i cani." Lei lo ferma... per 10 secondi. Dopodichè è di nuovo sulle mie tracce, accompagnato dai tranquilli richiami della padrona... lo stesso tono che si usa quando si intima a un cane di sedersi... "su bello, siediti! su bello, smettila di mangiare quel signore". Fortunatamente arrivo in residence, il cane mi segue fino a dentro, ma un deciso colpo di suola al muso della bestia mi permette di chiudere la porta. Non che abbia molti progetti per il futuro, ma non ci tengo a venir sbranato da un cane.
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martedì 1 novembre 2005 - ore 14:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Serata con la SER maiuscola!
Si comincia con una spanzata al Subway, con me e Barto che spaventiamo le graziosissime commesse ("BIS!" "Come...... come fa a starcene un altro??"), caffè dal Lino’s Coffe Shop (promosso). Dopo un po’ di strada arriviamo a Legnano, ed entriamo in questo posto, il Jail.
Soliti due concerti di solite band senza nè capo nè coda (il secondo però si protrarrà per più di un’ora con prorompente scassamento di maroni, al massimo faceva tenerezza il fatto che questi si esibissero in movimenti e urla senza senso mentre il pubblico li guardava attoniti), e inizia il dj set: gran serata da questo punto di vista, uno dei migiori djset che abbia sentito ultimamente, brilla per varietà e, all’inizio, propone delle chicche fenomenali (il mio stupore quando ha messo Suzi Quatro è stato pari solo allo stupore del dj nel vedere che uno la conosceva), alla fine i pezzi veramente meritevoli saranno circa una decina! Compleanno di non so chi e ciò è cosa buona e giusta per scroccare dolce e spumante in abbondanza, e alle 5 di mattina arrivo a casa.
Il lato positivo è stato soprattutto che NON CI SONO STATI COSTUMI!! il senso della serata era scappare dai festeggiamenti di halloween, e a parte due-tre persone con le corna e un nero vestito da fantasmino (il primo che vedo vestirsi da membro del ku klux klan), abbiamo scampato questa cosa ridicola. almeno per un anno!
ah, conti alla mano ho ballato più di Barto!!
Curioso fenomeno durante il viaggio di ritorno, ben 3 incidenti distinti nello spazio di 100 metri, tra cui nell’ultimo risultava coinvolta un’auto rubata! Piccoli attimi di film d’azione nella notte milanese!
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lunedì 31 ottobre 2005 - ore 18:00
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Casa VUOTA!!!!!

e non posso godermela perchè il tempo stringe e sono chiuso in camera! Però anche questo posto è bello, quando non ci sono esseri infimi in giro!
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domenica 30 ottobre 2005 - ore 13:47
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perchè il cambio di ora bisogna PER FORZA farlo di domenica? E una domanda che mi tormenta dalla notte dei tempi. Chissà quante cose si potrebbero fare con unora in più durante la settimana!
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sabato 29 ottobre 2005 - ore 18:56
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Chiaramente mi trovo nellocchio del ciclone: una zona tranquilla, prima e dopo la quale cè solo tempesta.
Arrivato vivo dopo 2 settimane senza sosta di esami con annesse nottate insonni, ho giusto 2/3 giorni per oziare un po. Poi lunedì e martedì per preparare lesame di mercoledì. E altri 4 giorni per preparare quello del lunedì dopo (e le lezioni riprendono il martedì)... tuttavia impegni inderogabili di carattere musicale impongono di stare a milano anche il weekend dopo, il che vorrebbe dire 3 settimane di fila. Dunque per evitare ciò posso o tentare di preparare un esame da casa (sconsigliatissimo, anzi impossibile), o rinunciare a un concerto di cui ho già il non troppo economico biglietto. Ovvero: e 3 settimane siano.
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venerdì 28 ottobre 2005 - ore 03:38
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stasera lunga discussione. Arrivato il quarto coinquilino (anche lui di bari.... vabbè), gli diamo una mano col trasloco. Con lui c’è suo padre. Il trasloco finisce tardi e gli altri decidono di offrire la cena (io ero già pieno di sushi per festeggiare l’esame

). Mentre gli altri due stanno facendo la solita partita a PES, si scatena il dibattito tra me e il genitore del neocoinquilino. Topic: i videogiochi. Alla fine la spunterò io.
Colgo la palla al balzo e mi pronuncio in un monologo che a molti non dirà niente, ma che avevo da un po’ intenzione di fare da qualche parte.
Una volta erano il flagello del mondo, corruttori di nuove generazioni, la cosa più scema che potesse esistere.
Psicologi, medici, genitori: tutti erano concordi: i vidogiochi sono pericolosi, sia a livello fisico che soprattutto mentale.
Non era un problema molto sentito, prima degli anni ’90. A quel tempo esisteva già una generazione rodata di videogiocatori, gente il cui viso oggi s’illumina quando parlano di atari, commodore, e piattaforme ancora più rudimentali e leggendarie. La prima generazione era però un caso a parte, ha vissuto l’evoluzione dei videogiochi nel loro periodo meno innovativo, nel "periodo fluido", in gergo economico. Il punto di flesso è arrivato dopo, ed è stata la seconda generazione a viverlo.
E’ negli anni ’80 che il videogioco inizia a differenziarsi e a definire un mondo a sè, che di lì a poco sarebbe diventato un arte da affiancare a musica e cinema. Dalle rudimentali avventure testuali, che se non altro insegnavano a sfogliare velocemente il vocabolario, agli arcade del mito che altro non erano che una versione elettronica del concetto di flipper meccanico, la svolta è arrivata con la piattaforma casalinga. Alla fine degli anni ’80 nasce la console a 8 bit, i cui due esemplari rappresentativi erano il Sega Master System e il Nintendo.
La cosa spaventava. I movimenti di quei giochini sembravano così ripetitivi, i bambini ipnotizzati, si iniziava a parlare di epilessia legata ai videogiochi. Che generazione sarebbe venuta mai su? Avrebbero iniziato a confondere realtà con virtualità? avrebbero preferito la virtualità, più comoda e allettante?
Già, che generazione è venuta su?
Nel 2005 improvvisamente si scopre, tramite ricerche scientifiche in un’università americana, che chi è stato un consumatore più che abituale di videogiochi, soprattutto durante l’infanzia, ha una velocità di elaborazione nettamente più alta della media. La coordinazione occhio-mente arriva a livelli impensabili, i riflessi sono anch’essi sopra la media. Pare che quel bambino, per far andare la sua astronavetta in mezzo a tutti quei puntini luminosi che rappresentavano la fine della partita, dovesse prima vedere, poi pensare, poi decidere cosa fare, poi decodificare la decisione in movimenti delle dita. Si diceva che sarebbe diventato scemo quel bambino.... ora la ricerca scientifica afferma che è successo il contrario.
E’ solo questione di meccanicismo?
Niet.
Era conoscenza della lingua. L’arrivo dei videogiochi localizzati in italiano risale solo alla metà degli anni ’90, e altri anni ci sono voluti perchè la percentuale di giochi in italiano diventasse rilevante. E prima? Prima il bambino imparava l’inglese parola per parola. Parole nei contesti più diversi, conoscenza a tutto campo. Nullafacenti pluriripetenti che però umiliavano il secchione della classe per come parlavano inglese. Quanti esempi del genere che ho conosciuto....
Era cultura a tutto campo. L’ammontare di conoscenze contenute nei giochi gestionali, categoria nata da nomi ormai famosi come Sim City, Popolous e Civilization, era enorme, diversificata, ma soprattutto interessava al giovane giocatore. Se volevi battere il gioco, dovevi fare tue tutte quelle conoscenze. DOVEVANO interessarti; nessuno ti avrebbe interrogato su quelle cose, ma eri tu a volerle sapere. Una volta battuto il gioco, le conoscenze rimanevano.
Un esempio? Grazie a un gioco chiamato "Capitalism Plus", il più grande gestionale di tutti i tempi con un abisso di margine dagli altri, ho potuto non aprire un libro studiando economia al liceo per 2 anni. Le cose le sapevo già. Non solo le sapevo: le sapevo applicare. E già due volte, nella mia carriera universitaria, ho dovuto ringraziare quel gioco in sede d’esame. O penso a come alcuni strategici abbiano integrato le mie conoscenze storiche a livelli più che dettagliati, o tante altre cose... Se la scuola fosse stata innovata in funzione di queste cose, non più conoscenze imposte, non più "push", ma "pull" dello stesso studente, non scherzo nel dire che avremmo una generazione di gran lunga più colta. e una generazione colta è un trentennio messo in banca.
Era creatività applicata. Quando ti trovi a giocare a uno strategico in tempo reale, online, contro un’altra persona, è una gara che si combatte con la propria testa prima che con il mouse. Se ti trovi a costruire e manovrare dei carrarmatini identici a quelli del tuo avversario, devi pensare in fretta: attacco ora? aspetto e progredisco? cerco altre risorse? cos’è che non si aspetta? Prima pensi, poi metti in pratica. Se non stai coi piedi per terra, lo spietato avversario ti riporta subito alla umiliante realtà. Si imparano anche lezioni di vita: quando si gioca ad altissimi livelli, quando la sconfitta è un evento settimanale se non mensile, bisogna sapersi rialzare in fretta: hai perso, ci vorranno 50 vittorie per recuperare i punti persi in classifica.... bene, se questo mese ti sei detto "voglio vincere la classifica" allora rimboccati le maniche.
Era anche questione di emozioni: non lo nascondo, la saga di Final Fantasy 7 è stata più coinvolgente ed emozionante di fior di romanzi classici che ho letto pur con avidità. L’essere dentro la storia non fa altro che aggiungere mordente. L’essere dentro un film che si articola in mesi e mesi di gioco saltuario non è un’esperienza meno coinvolgente di un gran film cinematografico.
Era stranamente anche socialità. Quali sono i meccanismi che dominano i "massive multiplayer role play games"? Qual’è il motivo per cui centinaia di giocatori in un reame di Dark Age of Camelot accettano senza discutere di seguire alla lettera gli ordini di un leader naturale emerso, in realtà un giocatore come tutti gli altri? Perchè su World of Warcraft qualche tempo fa mi sono trovato a condurre una carica di cavalleria con 30 persone dietro di me che si fermavano quando lo dicevo e ripartivano a un mio segnale? Perchè il giovane netgamer segue il veterano! L’apprendista segue sempre il maestro. Dunque si creano anche capacità di rapportarsi, seppure in un mondo virtuale, con persone VERE tramite rapporti che di solito si arriva molto tardi a padroneggiare, come appunto il rapporto gerarchico. I videogiochi aiutano anche a plasmare le proprie attitudini: se portato per comandare? sei il cervello o il braccio? sei un diplomatico?
conoscenze, capacità, creatività concreta, gestione dei rapporti, chiarezza di attitudine. E’ così che è venuto fuori il giovane bambino che doveva morire di epilessia davanti a Super Mario Bros? Forse qualcuno si è sbagliato, molti anni fa. Forse qualcuno continua a sbagliarsi. Forse i problemi del mondo sono altri. Ma una cosa è certa: gli stessi che demonizzavano il videogioco erano invece neutrali nei confronti della televisione. Preferivano essere vittime anzichè artefici. Essere succubi delle informazioni elaborate da altri, anzichè artigiani delle proprie. Meglio una partita a Capitalism Plus, o guardare l’isola dei famosi? Assicuro che nell’esame di Marketing l’isola dei famosi non mi sarebbe servita.
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giovedì 27 ottobre 2005 - ore 18:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
FUORI DUE!
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mercoledì 26 ottobre 2005 - ore 15:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Almost but not quite there....
e comunque è apparso uno strano disco giallo in cielo, i milanesi non si sanno spiegare cosa sia.
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lunedì 24 ottobre 2005 - ore 16:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")

come si direbbe in un film di guerra retorico, "FUORI UNO".
Non uno spettacolo, ma almeno non me ne devo preoccupare fino a gennaio. On with the show, adesso.
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