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Il Signor Malaussene
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E NON DIMENTICHIAMO I PREFERITI IN ASSOLUTO:














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La divina Tori Amos al Verdi di Firenze...:

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OVVIAMENTE NON SI POTREBBE STARE SENZA QUEST’UOMO:



E SENZA QUESTO PARGOLO:


"userò il vasino quando mi sentirò pronto! fino ad allora continuerete ad igienizzare il mio crepaccio sentendovi onorati dell’opportunità!!"

E NATURALMENTE, L’UNICA FAMIGLIA CHE SI PUO’ DEFINIRE UN’ISTITUZIONE:



E NON DIMENTICHIAMO MAI QUELLI CHE PREFERISCO:

































































E non posso non....
IL MIO FREAK PREFERITO:












STO ASCOLTANDO

Finalmente in tutti i negozi di dischi, e su emule:



Cantanti del mese:

Ani Di Franco


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Regina Spektor


e naturalmente...Tori Amos


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-Regina Spektor-

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-The Shins-

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-U2-

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ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Mi vesto come mia wallace per andare al lavoro....

ORA VORREI TANTO...

fare due passi...
daQUI a QUI...
insomma...in pratica, essere qui:



STO STUDIANDO...

si...hem...scusate? da dove si passa per...? dov’è che devo andare? per di qua dove vado a finire? scusate?...qualcuno!


OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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-The Elephant House (Edinburgh) 25/03/06, photo by Laura-



"Life has a funny way of sneaking up on you
When you think everything’s okay and everything’s going right
And life has a funny way of helping you out
When you think everything’s gone wrong and everything blows up
In your face"



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Cri,Cri lama sabactani?

From Lawnmarket to West Port in my mind

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Edimburgo: diario di un trip -parte prima-

Edimburgo: diario di un trip -parte seconda-








lunedì 30 ottobre 2006 - ore 17:54



(categoria: " Lavoro ")


UN ANNO FA...


Sono in fila. Le file. Come sempre aspetto. Mi guardo intorno. È uno di quei posti, sapete, per i giovani. Uno di quei posti pensati per aiutare i giovani ad avere informazioni su qualcosa di indefinito che riguarda il loro futuro incerto. Quindi, per alleviare le loro seghe mentali, dei giovani intendo, i muri sono tutti colorati e ragazzi con la faccia maledettamente felice ti fanno vedere i denti e quanto sono felici di fare il loro cazzo di Erasmus a Salamanca. E poi volantini. Volantini, tanti volantini. Numeri di telefono a cui nessuno risponderà mai. Siti internet che se fossero scritti in Swaili sarebbe lo stesso. Bandi. Concorsi. Borse di studio. Scadenze. Requisiti fondamentali. Mobilità. Comunità Europea. Curriculum vitae. Ufficio del lavoro. Socrates. Erasmus. Leonardo. Il risultato è che se non ce le avevi quando sei entrato, le seghe mentali, ci puoi scommettere che ce le avrai quando uscirai. Guardo i miei compagni di naufragio. Qualcuno si guarda intorno con la faccia che devo avere io in questo momento. Qualcuno invece ha l’aria di poter leggere queste stronzate appese al muro senza bisogno di un vocabolario. Qualcuno, sicuramente va ancora all’Università. Beati loro, penso. C’è un ragazzo seduto di fronte a me, che avrà la mia età, vestito con una giacca scura e con un paio di scarpe, che sono sicura ce le ha anche il mio babbo. Guardo le mie Convers bucate e mi sento improvvisamente deficiente. Mi chiamano. È il mio turno.
Mi siedo. La tipa seduta di fronte a me, avrà si e no uno o due anni più di me. Mi guarda. Visto che non emetto verbo, mi fa: “Come posso aiutarti?”
“Ah…emmm…io avrei bisogno di alcune informazioni” le faccio.
“Perfetto” perfetto? “Riguardo cosa?”
“Ah…emmm…io beh di preciso non lo so…riguardo al lavoro credo. O anche riguardo a qualcos’altro, forse. Non lo so.”
Mi guarda.
Si beh. Che ti devo dire scusa?
“Si. Ok. Vediamo, sei laureata?”
“Si” ho una laurea! Ah! È un punto di partenza no? Parto da qualcosa no?
“Bene. In cosa?”
“Ah…emmm…in cosa mi chiedi…in Lingue, ma non ne sono sicura. In realtà ho studiato arte, ma…si, insomma è una cosa strana.”
“Capisco”
Silenzio. Adesso mi alzo e corro via.
“Non so…vuoi informazioni sui Bandi di Concorso?”
Concorso in omicidio. Messa al bando. “Si, perché no?”
“Cos’altro, vediamo…vuoi fare un tirocinio all’estero magari?”
Tirocinio? “Si, perché no?”
“Vediamo…ti posso scrivere un po’ di siti internet della Comunità Europea dove puoi trovare informazioni, scadenze, bandi eccetera. Ok?”
“Ok”
“E’ tutto?”
“Si. Grazie mille.”
Esco. Butto le scartoffie in un bidone della spazzatura. Mi accendo una sigaretta. Me ne vado.


OGGI POMERIGGIO...


Con le solite Convers bucate, vado ad una specie di colloquio di lavoro. Cammino con il passo sicuro, di quella che pensa "ognuna di queste mattonelle mi appartiene". Mi siedo. Mi presento. Fisso il tipo. Il tipo mi spiega in cosa consiste il potenziale lavoro. Io cerco di mantenere l’attenzione su quello che sta svalvolando lui, ma lo sguardo e il conseguente vomito di pensieri in realtà si concentra su: la luce al neon che mi ha già fatto venire il mal di testa, i muri bianchi, la scrivania vuota con il computer (la MIA scrivania, penso, e mando subito via questo pensiero. Ecco ora posso di nuovo respirare. E’ importante respirare. Per la salute), ma soprattutto mi fisso sull’uomo seduto all’altra scrivania. Questo tizio ha un computer al posto della testa, nel senso che per la prospettiva in cui lo sto guardando ha un paio di scarpe da tennis, un paio di jeans, una camicia a quadretti e un computer al posto della testa. Non so perchè mi ricorda un quadro di Magritte. Comunque ormai sono andata. Riapro l’audio sul tizio, che mi ha appena ficcato in mano un foglio scritto in inglese. "...insomma ti terrei per prova due mesi...ora prova a leggere questo" mi fa. Lui tiene in prova me? Lui sta facendo il colloquio a me? Cosa devo leggere io? No...il tizio forse non ha capito.
Ho fatto un colloquio veloce al tizio, sono uscita, ho acceso una sigaretta e sono andata via.


QUINDI IN UN ANNO...


Non è cambiato un cazzo. Continuo ad aspettare e fumare sigarette. Lasciatemi tutti perdere, oggi sono nera.


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lunedì 30 ottobre 2006 - ore 12:01


IL GREZZO METTE UNA FOTO SUL SUO BLOG E IO...IN UN LAMPO SONO LA’...
(categoria: " Poesia ")


Butto un occhio a destra...la vetrina di Heritage of Scotland, dove sei Tony?, è alla cassa, che faccio? attraverso James Close, slalom fra i fusti vuoti di birra del retro del pub e passando dal Writers museum vado a guardarlo alla sua finestra?, uffa questi turisti, vi dispiace togliervi dai piedi?, sta iniziando a piovere, ok, niente, giro a sinistra, m’infilo in Fisherman’s Close, spero non ci sia l’uomo col mantello nero nascosto lì dietro l’angolo per spaventare i turisti perchè uno di questi giorni mi farà venire un infarto, mi godo il silenzio del vicolo per dieci metri, ritorno alla luce di Victoria Street, saluto il coinquilino Jan fuori dal negozio, gli urlo "ci vediamo dopo a casa", scendo le scale che puzzano di piscio, do un occhiata al Finnegan’s Wake, sento già il sapore della Guinness, faccio mentalmente il calcolo di che giorno è oggi, se è giovedì andiamo stasera che c’è la band irlandese col violinista pazzo, continuo la mia camminata, scendo veloce la strada, i turisti arrancano nella salita opposta, sorrido pensando che i primi tempi anch’io arrancavo, guardo il Negozio di Natale Aperto Tutto L’anno, c’è Meave che mi saluta dalla vetrina con il suo sorriso enorme, ricambio e continuo, giro a sinistra, un ultimo sguardo al Budget Backpackers, in un lampo un milione di ricordi, vedo Tony che mi da la buonanotte sulla porta, vedo io e i bimbi che saltiamo in mezzo alla neve che cade, e sorrido perchè so che stasera li vedrò tutti quanti, svolto a destra e...eccomi in Grassmarket, l’ultima meravigliosa fatica prima di buttarmi sul divano con caffè e sigaretta in mano, guardo i ragazzi fuori dai pub con le birre, ridono e scherzano, io e le mie mani in tasca sentiamo che va tutto bene, è spuntato di nuovo il sole, cammino e guardo in sù, il castello fa il suo pomposo ingresso annunciato dal verde della collina, rendo mentalmente omaggio e attraverso la strada, il bar Alba davanti a me, mi vedo seduta con lui al bancone, ma siamo impegnati in una conversazione e non ci vediamo che sbircio dalla vetrina, spingo il bottone del semaforo (tre, due, uno, bip, andiamo), guardo il Salvation Army-Women Hostel-College of Art, mi dico che una volta o l’altra mi decido ad entrare, e via con la salita, guardo in terra, sta arrivando la mia mattonella, è sconnessa e ci salgo sempre sopra, eccola, vedo i libri in terra della libreria di seconda mano, sento il profumo di carta umida dopo che ha piovuto, ecco il mio portone rosa, lo apro, l’odore di spazzatura, muffa, umido del giardino e del muschio m’invade e so che sono arrivata a casa.

Grazie Grezzo, e...
Laura, questa passeggiata mentale fra Royal Mile e West Port è anche per te...




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giovedì 26 ottobre 2006 - ore 15:06


VOLER NON VOLERE, O NON VOLER VOLERE (come dir si voglia)
(categoria: " Amore & Eros ")


Dunque...il fatto è questo...ormai l’ho accettato come parte della mia personalità, che mi crea non pochi problemi se devo dirla tutta. Mi sto riferendo alla mia sindrome del SE-NON-POSSO-AVERTI-STAI-SICURO-CHE-DIVERRAI-UN-OSSESSIONE. Questa sindrome (che pare sia abbastanza diffusa in effetti) mi crea non poco fastidio perchè mi porta ad un’insoddisfazione cronica nei confronti di tutto, ad un’aspettativa autodistruttiva, ad uno stress da due Herpes alla volta, ad un’insicurezza pallosa, ad atteggiamenti schizofrenici da manuale, e...quel che è peggio...mi proietta totalmente verso l’esterno, verso qualcun’altro, creandomi una dipendenza patologica e...per di più...si scontra con il mio egocentrismo, con il mio io-ipertrofico (Woody Allen n.d.r.) e con la mia pretesa di essere una persona forte e indipendente. Quindi...la domanda del giorno è: come si fa a smettere di volere così tanto qualcosa? Come si fa a sapere se vogliamo questa cosa solo perchè non la possiamo avere? Come si fa a...a...a averla?
Si la voglio.
La voglio.
LA VOGLIO.
E quando l’avrò ottenuta si vedrà...
Mi sembra la cosa più saggia da fare. Cioè...saggia non lo so...ma liberatoria di sicuro. E non è di libertà che si parla tanto?? E allora il dubbio non ci toglierà la libertà! Ecco.


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mercoledì 25 ottobre 2006 - ore 19:15



(categoria: " Scienza e Tecnica ")


Non so se vi è mai capitato...arrivare ad un momento in cui una risposta, una semplice parola, potrebbe cambiare tutta la vostra vita..
Anche se sei sicura che è tutto a posto, un angolo della tua testa ti sussurra impietosamente E SE NON E’ COSI’?
Stamattina attraversavo il corridoio dell’ospedale e, mentre camminavo con il passo più lento e sicuro che ero riuscita a elaborare, pensavo "questi potrebbero essere gli ultimi cinque minuti di vita normale della mia esistenza".
Mezz’ora dopo ho ripercorso quel corridoio verso l’uscita.
Beh...la normalità non mi è mai sembrata così bella come in quei trenta metri. Eppure anche in quel momento ero consapevole del fatto che di lì a un’ora quell’euforia per la "vita normale" se ne sarebbe andata di nuovo.
E infatti eccomi ancora qui a lamentarmi di ogni stronzata.
Ma quand’è che imparerò?


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sabato 21 ottobre 2006 - ore 18:22


CRI, CRI LAMA SABACTANI?
(categoria: " Riflessioni ")


Lo sai che arriva un momento in cui uno deve fare i conti con i propri errori, e accettare le conseguenze, in silenzio, senza protestare. Ma questo non è possibile. Sai anche che ci sono momenti nella tua vita in cui tutto si complica, di solito tutto insieme. Ma questo non ti rende certo pronta ad affrontarli, questi momenti. Sai che arriva un punto in cui ce la devi fare per conto tuo, che te la devi gestire da sola, perchè è così che è. E anche se ti senti pronta, anche se sai che non sei sola, se sai che l’armatura piano piano sta diventando più indistruttibile...beh...questo punto non ti fa comunque meno paura. Sai che gli equilibri si trasformano in disequilibri in un attimo. Ma questo non ti vieta di continuare a cercarlo ostinatamente, l’equilibrio. Sai che la vita ti mette continuamente davanti problemi e poi con una serie di eventi improbabili ti presenta anche la soluzione. Ma questo non ti fa smettere di cercarla faticosamente da solo, questa soluzione. Sei consapevole anche del fatto che il muro che ti tiri su intorno ogni volta che ne senti il bisogno non ottiene il risultato di farti sentire al sicuro, ma quello di farti sentire all’ombra e lontana da tutto. Sai che non sempre le persone riescono a darti ciò di cui hai bisogno quando ne hai bisogno, e allora devi accettare quello che ti danno. Ma questo non significa che riesci ad accontentarti. Sai che ci sono troppe cose che hanno un senso solo se le condividi con qualcuno, e alla fine ti ci abitui a condividerle con te stessa. Ma sai che è fottutamente diverso e nella tua testa echeggia di continuo un insistente E SE. Sai che ci sono dei luoghi magici, che sono sempre lì, sempre ugualmente bellissimi. Ma quando ci torni da sola ti rendi conto che quella canzone meravigliosa non ha più parole.
E’ da queste consapevolezze e dal continuare a desiderare comunque la cosa contraria che nasce la malinconia, l’amarezza, la rabbia e la smania. Sono queste consapevolezze che ti fanno andare avanti, ma ti riportano continuamente indietro. Siamo svantaggiati: nella lotta contro noi stessi perdiamo noi comunque.
E’ rendersi conto che siamo diventati un banale luogo comune quando eri convinta che saremmo stati l’eccezione più bella e meglio riuscita, che ti fa piangere così.


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sabato 21 ottobre 2006 - ore 15:10


FAST FORWARD YANKEE: ERA QUI GIUSTO UN MOMENTO FA...COL BICCHIERE IN MANO...
(categoria: " Pensieri ")


"Dicono che quando uno incontra l’amore il tempo si ferma. Ed è vero.
Quello che non dicono è che quando si rimette in moto va a doppia velocità per recuperare. "






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giovedì 19 ottobre 2006 - ore 18:09


TALE-TELL THINGS
(categoria: " Pensieri ")


Non so quanti di voi abbiano visto "Ogni cosa è illuminata", se non lo avete fatto, lo consiglio...comunque avete presente la sua mania di collezionare oggetti? Quel suo portarsi dietro bustine di plastica per infilarci cose che gli ricorderanno di quel momento particolare in cui le ha raccolte? Ok, diciamo che io non arrivo a questo livello, ma ci siamo quasi. Credo che tutto sia cominciato quando a otto anni vidi "Nuovo cinema paradiso" (la versione tagliata eh, perchè il finale dell’altra fa veramente pena secondo me)...avete presente quando alla fine Totò grande vede tutti gli spezzoni censurati dei film che Alfredo gli aveva conservato quando era piccolo?...beh a parte che ogni volta piango come un’idiota...comunque credo sia cominciato tutto da lì. Credo di aver realizzato in quella sera del 1988 che per me gli oggetti non sono solo oggetti. Che un oggetto, così come un film, una canzone, un libro o un luogo si porta dietro tutto un ricordo, una storia e una marea di sensazioni che senza quell’oggetto andrebbero dimenticate. Non esisterebbero più.
Una volta un ragazzo mi ha detto: "Stavo andando in macchina sull’autostrada, avevo uno di quei furgoni che hanno tutti in America hai presente? E avevo tutte le mie cose in uno scatolone sul sedile accanto a me. Era estate e avevo caldo, così tirai giù tutti i finestrini. Ad un certo punto mi accorsi che stava volando via tutto, tutto quello che avevo conservato in vita mia, fotografie, biglietti di concerti, ritagli di giornali, ogni cazzata, tutto. E allora mi dissi "fanculo non conserverò mai più niente"" .
Mi raccontò questa storia perchè mi ero appena messa in tasca lo scontrino del Sushi bar dove avevamo mangiato. Io lo guardai e sorrisi, perchè sapevo che grazie a quell’inutile pezzo di carta mi sarei ricordata ogni parola di quella storia assurda, il suono della voce che me l’aveva appena raccontata, dove mi trovavo e quello che provavo.
Con il tempo si tende a dimenticare o a ricordare? Questo ancora non l’ho capito...ma di una cosa sono certa: mi spaventa molto di più dimenticare. Quindi, nel dubbio, io conservo, cose.




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venerdì 13 ottobre 2006 - ore 20:11



(categoria: " Pensieri ")


Non è possibile che una persona che ci ha amato ci rimanga amica. Perchè lo spettro rancoroso e incazzato della rottura aleggerà sempre intorno. Non è questione di quanto si è perfetti insieme. Di quanto ci si comprenda. Di quanto si ami fare le stesse cose. O di quanto ci si voglia bene. Non è nemmeno una questione di perdono. E’ questione di memoria a lungo termine. E quando il termine ormai è troppo lungo per ricordarsi del torto subito, quando il torto ha smesso di bruciare...beh...a quel punto, ormai, è passato così tanto tempo e le strade sono così distanti, che l’amicizia non ha più neanche una ragione. Quindi il consiglio del giorno é: fate come vi pare. Tanto cioè, voglio dire...in queste cose chi ci ha mai veramente capito qualcosa?

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venerdì 13 ottobre 2006 - ore 18:35


IL MIO UMORE VI APPARTIENE UOMINI.CONTENTI?
(categoria: " Riflessioni ")


E’ destabilizzante come certe persone riescano, con un semplice gesto, a trasformare la tua giornata normale in una giornata illuminata e altre persone riescano, con una semplice frase, a trasformare la tua giornata normale in una giornata di merda.
Potrei per cortesia avere una giornata che sia mia?


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domenica 8 ottobre 2006 - ore 13:17


ATARASSIA
(categoria: " Riflessioni ")


Ho sempre pensato che tutta quella storia delle delusioni, che a un certo punto uno comincia a non sentire più niente ecc...beh pensavo fosse una stronzata. Però poi ora mi trovo qui ed effettivamente non sento niente. Devo rivedere tutte le mie convinzioni e il mio modo di essere o è solo un falso muro che andrà giù al secondo soffio?
ASPETTIAMO



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