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Ezechiele 25:17...Il cammino dell'uomo timorato e'minacciato da ogni parte dalle iniquita' degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carita' e della buona volonta' conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perche' egli e' in verita' il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calera' sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e' quello del Signore quandofaro' calare la mia vendetta sopra di te...
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mercoledì 13 ottobre 2004
ore 11:04 (categoria:
"Poesia")
IL CORVO
 In un’altra mezzanotte, d’altri tempi, stanco e affranto meditando testi antichi d’una scienza ormai ignorata, ciondolava già dal sonno, quando piano un colpettio fu sentito alla mia porta, come un battito cortese. "È qualcuno", bofonchiai, "che alla porta sta bussando, un visitatore tardo sta picchiando alla mia porta; solo questo, nulla più".
Come bene lo rammento, quel dicembre triste, tetro! ogni tizzo ormai morente rabescava il pavimento col suo spettro. Ansiosamente invocavo il nuovo giorno; vanamente avevo chiesto ai miei libri un po’ di tregua al dolore, all’afflizione per la mia perduta Lenore, rara vergine radiosa, Lenore detta tra i Celesti, senza nome qui mai più.
Ed il serico fruscio delle tende porporine vago e mesto mi riempiva di fantastici terrori; ma cercando di placare il pulsante del mio cuore, tra a me andavo ripetendo: "Qualche ospite sollecita alla porta della stanza, qualche ospite tardivo chiede d’esser ricevuto; solo questo, e nulla più".
Ad un tratto, rincuorando, posi fine ad ogni indugio e "Signor", dissi, "o signora, chiedo un poco d’indulgenza, ma di fatto ero assopito e sì piano voi bussaste, fu sì fievole il picchiare, il bussare alla mia porta, ch’ero incerto avervi udito." L’ampio uscio disserrai: tenebrore, e nulla più. E frugando lungamente, lungamente le latebre, stando in dubbio ed in timore, sognai sogni quali mai non sognò nessun mortale; il silenzio era inviolato, e soltanto una parola la mia voce sussurrò: proferì: "Lenore!", e un’eco di rimando disse: "Lenore!" Solo questo, e nulla più
Ritornato nella stanza con la mente che bruciava nuovamente il picchiettìo avvertii, ancor più forte: "Certo," dissi, "Certo è questo un qualcosa alla finestra; cos’è ciò devi vedere, quest’enigma penetrare, calma dunque la tua angoscia, ficca gli occhi nel mistero; forse un soffio, e nulla più."
Spalancai allor le imposte, e sfrusciando con le penne avanzò solenne un Corvo dei remoti giorni santi. Non un cenno di saluto, non sostò un solo istante, ma con molta nonchalance, come un Lord od una Lady, si posò proprio su un busto di Minerva sulla porta.
Si posò, altro non più. E, benché malinconioso, eccitò in me un sorriso quell’uccello tenebroso, per l’aspetto grave e austero. "Se non hai più la cresta, non sei un vile, veramente, spaventoso, antico Corvo, da caligini venuto. Con quale nome sei chiamato, nelle tenebre dell’Ade?".
Gracchiò il corvo: – Mai sarà! –
Fui sorpreso da stupore all’udir tale risposta, ancorché queste parole non avessero alcun senso. Oh, bisogna convenire che nessun mortale al mondo ebbe mai il privilegio di vedere appollaiato un uccello od altra bestia sopra un busto sulla porta con tal nome: – Mai sarà! – Ma sostando solitario sul sereno marmo sculto nulla aggiunse il negro uccello, oltre quanto proferito, come avesse efflusso tutto nell’esprimere quel verbo. Stava immobile. Esclamai: "Altri amici son volati; svanirà egli domani come è già le mie speranze!" Gracchiò allora: – Mai sarà! – Sussultai, la quiete infranta, alla replica si pronta: "Certamente, ciò che emette," osservai, "e la provvista da un padrone ereditata, flagellato da sciagure, nudo ormai d’ogni speranza, a cui solo ritornello fu un funereo, sconsolato ritornello di sventura che riecheggia: – Mai sarà! –
Poi, rasserenando il Corvo le mie tetre fantasie, spinsi innanzi una poltrona verso il busto sulla porta, riflettendo, meditando, adagiato sul velluto, cosa mai volesse dire questo infausto laido Corvo, macilento spaventoso uccellaccio d’altri tempi, col gracchiare: – Mai sarà! –
Stavo immerso in congetture, senza dire una parola all’uccello occhi-di-bragia, il cui sguardo ora bruciante penetrava nel mio seno, sprofondandomi nel cuore.
Meditavo ancora e ancora, sui cuscini reclinato, dal velluto d’ametista che la lampada rischiara, ch’ella ormai, non preme più! Parve l’aura farsi densa, profumata per incenso da turiboli effluviante, invisibili, recati da creature celestiali. "Sventurato," gridai allora. "Dio ti manda il buon nepete! Prendi, bevi il buon nepete, vuota il nappo dell’Oblio! E dimentica Lenore!" Gracchio il Corvo: – Mai sarà! –
"O Profeta," irato urlai, "generato dal Maligno, ma Profeta tuttavia, se Demonio oppure uccello, se t’invia il Tentatore o sospinge la tempesta alla landa desolata ove Orrore ha la sua dimora. dillo, dillo a chi t’implora! Vi é conforto in Gileàd?" Gracchio il Corvo: – Mai sarà! –
"O Profeta," replicai, "generato dal Maligno, per il cielo su di noi, per quell’Ente che s’adora, svela all’anima mia affranta: se potrà stringere al seno nei lontani Campi Elisi una vergine beata, quella vergine radiosa che tra gli Angeli è Lenore." Gracchio il Corvo: – Mai sarà! –
Mi levai allora urlando: "Sia commiato tal parola! Torna pure alla tempesta, alla notte dell’Averno! Non rimanga penna alcuna, lascia intatto il mio ritiro, via dal busto sulla porta, abbandona quella porta! Strappa il rostro dal mio cuore!" Gracchio il Corvo: – Mai sarà! –
Ed il Corvo, mai svolando, fermo resta, fermo resta sopra il pallido ritratto di Minerva sulla porta. Nello sguardo è somigliante ad un dèmone sognante e la lampada distende l’ombra sua sul pavimento. La mia anima prostrata, da quell’Ombra, non risorge.
Non risorgerà… mai più!
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lunedì 11 ottobre 2004
ore 15:55 (categoria:
"Musica e Canzoni")

Chi non ha mai sentito parlare di Jack Frusciante è uscito dal Gruppo? Ecco, mi avete già capito. Ci troviamo di fronte a qualcosa che tutti conoscono, molti schifano senza neppure sapere di che si tratta nel profondo, molti che sono andati nel profondo amano. Io, ovviamente, faccio parte di quest'ultima fazione. Ho letto il libro, ho visto il film, possiedo il film e la colonna sonora, che, tra l'altro, non è solo bella, è VERAMENTE bella. Abbiamo alcuni pezzi veramente interessanti di gruppi sulla scena italiana e straniera, si spazia dagli Orbital ai Marlene Kuntz, senza strafare, senza farsi del male, tutto è miscelato veramente bene, è come mandar giù una buona tazza di brodo: all'inizio non ti fa niente, ma quando arriva allo stomaco lo senti che brucia, e tanto! Ecco, la musica di Jack Frusciante è così, va al profondo, scava ed esalta, ad ogni ascolto di più. Consigliato caldamente, e non solo agli appassionati del genere.
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venerdì 8 ottobre 2004
ore 16:32 (categoria:
"Vita Quotidiana")
HELP
vogliono chiudere la birreria pedavena. diamogli una mano andando qui http://www.birreriapedavena.info/sostienici.asp Supporta le firme , non lasciamo che chiudano un pezzo di storia e la piu antica birreria italiana!!

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venerdì 8 ottobre 2004
ore 15:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
la mia nuova ragazza!!!!

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giovedì 7 ottobre 2004
ore 16:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
QUANDO SI DICE LA SFIGA...!!!

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giovedì 7 ottobre 2004
ore 14:37 (categoria:
"Musica e Canzoni")
SOVRAPPENSIERO
Sovrappensiero ti guardi vivere e ti incammini puoi fare tante cose contemporaneamente raggiungi alti livelli di comunicazione raggiungi altri livelli di concentrazione assisti ad una spiegazione (e ne alteri il contenuto)
sovrappensiero è arrivata una primavera si va a un concerto e ci si perde
c'è almeno una strada che si fa sovrappensiero alle processioni si va sovrappensiero tutte le ossessioni sovrappensiero c'è almeno una strada che si fa sovrappensiero ai matrimoni si va sovrappensiero in fondo anche l'amore è un sovrappensiero
se non fosse perchè sono tuo figlio mi avresti già giudicato male del resto sei distratta, sovrappensiero
se per esempio io volessi deluderti nel fallimento sarei contento, -in questo caso anche l'ironia è un sovrappensiero-
c'è almeno una strada che si fa sovrappensiero alle processioni si va sovrappensiero tutte le ossessioni sono un sovrappensiero quello che non faccio è sovrappensiero ai funerali si va sovrappensiero una canzone serve al sovrappensiero
la visione è un sovrappensiero, le azioni non la rappresentano e finchè sarò in vita, lamia morte sarà un sovrappensiero

OGGI MI SENTO COSI...
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 18:37 (categoria:
"Fotografia e arte..")
DEAD MAN WALKING

He swivels his head Tears his eyes from the screen As his past puts him back in Atlantic City There's not even a demon in Heaven or Hell Is it all just human disguise As I walk down the aisle
And I'm gone gone gone Now I'm older than movies Let me dance away Now I'm wiser than dreams Let me fly fly fly While I'm touching tomorrow And I know who's there When silhouettes fall
And I'm gone Like I'm dancing on angels And I'm gone through a crack in the past Like a dead man walking Like a dead man walking
Two young men dancing under the lamplight Shaking their sex and their bones And the boys that we were An alien nation in therapy Sliding naked and new Like a bad tempered child On a rain slicked street
And I'm gone gone gone And I'm older than movies Oh let me dance dance dance Now I'm wiser than dreams Let me fly fly fly While I'm touching tomorrow And I know who's there When silhouettes fall And I'm gone
And I'm gone, like I'm dancing on angels And I'm gone, through the crack in the past Like a dead man walking Like a dead man walking Like a dead man Like a dead man walking
And I'm gone gone gone Let me dance dance dance And I'm gone gone gone Let me dance dance dance And I'm gone, like I'm dancing on angels And I'm gone, through a crack in the past Like a dead man walking Like a dead man walking
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 13:50 (categoria:
"Musica e Canzoni")
THE RAMONES
Agli inizi suonavano solo i pochi strumenti che conoscevano e ne fecero un punto di forza, scelsero la velocità invece della complessità, tentarono di essere contemporaneamente i beach boys, alice cooper e i bay city rollers, e con i loro 3 accordi a rotazione e le fiondate chitarristiche riuscirono a scostarsi dai semplici cliché delle loro liriche. Non erano per fondere gli stili: i Ramones erano puri, incontaminati e a stento adulti, soprattutto se si pensa ai loro interessi adolescenziali: sniffare colla e darle ai ragazzini, e per ragazzini intendo loro stessi. Il loro messaggio era facile da recepire e tradurre. Quando il gruppo arrivo in inghilterra nel 1976 la loro musica era un groviglio di punk rock e anarchia, con un assalto frontale alla musica pop. I ramones hanno sempre creduto nel messaggio di auto-liberazione trasmesso dalla loro musica. Amavano celebrare il rock&roll rifacendosi al passato ed evocando il futuro al tempo stesso. La loro non era una musica arrabbiata, nonostante avesse un'energia travolgente. I ramones dichiaravano che, se potevano farlo loro, allora chiunque poteva farlo....basta aver forza di volontà.
ONE, TWO, THREE, FOUR...
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 10:33 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 00:26 (categoria:
"Fotografia e arte..")
FUOCO FATUO
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