He couldn’t believe how easy it was,
he put the gun into his face...
BANG!
(so much blood for such a tiny little hole)

Qual’è la cosa più importante che ti sei giocato a testa o croce?


...Mi ritrovo a ridere forte e mi sento proprio un imbecille! Mi succede raramente... Di ridere forte, intendo
I chimici sono dei maghi con la materia. Pescano nuovi materiali dalla terra, dall’aria e dagli oceani e producono forme di materia che forse non esistono altrove nell’universo. Comunque a differenza dei maghi, il loro metodo è razionale, essi basano le loro operazioni sulla profonda conoscenza di come gli atomi si legano tra di loro e possono essere indotti a nuove combinazioni. Oggi i chimici hanno il completo dominio della materia.
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sabato 28 marzo 2009 - ore 13:17
Il Corvo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I.
Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco, sopra alcuni bizzarri e strani volumi duna scienza dimenticata; mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando - dun tratto, sentii un colpo leggero, come di qualcuno che leggermente picchiasse - pichiasse alla porta della mia camera.
«È qualche visitatore - mormorai - che batte alla porta della mia camera.»
Questo soltanto, e nulla più.
II.
Ah! distintamente ricordo; era nel fosco Dicembre, e ciascun tizzo moribondo proiettava il suo fantasma sul pavimento.
Febbrilmente desideravo il mattino: invano avevo tentato di trarre dai miei libri un sollievo al dolore - al dolore per la mia perduta Eleonora, e che nessuno chiamerà in terra - mai più.
III.
E il serico triste fruscio di ciascuna cortina purpurea, facendomi trasalire - mi riempiva di tenori fantastici, mai provati prima, sicchè, in quellistante, per calmare i battiti del mio cuore, io andava ripetendo: «È qualche visitatore, che chiede supplicando dentrare, alla porta della mia stanza. Qualche tardivo visitatore, che supplica dentrare alla porta della mia stanza; è questo soltanto, e nulla più».
IV.
Subitamente la mia anima divenne forte; e non esitando più a lungo:
«Signore - dissi - o Signora, veramente io imploro il vostro perdono; ma il fatto è che io sonnecchiavo: e voi picchiaste sì leggermente, e voi sì lievemente bussaste - bussaste alla porta della mia camera, che io ero poco sicuro davervi udito». E a questo punto, aprii intieramente la porta.
Vi era solo la tenebra, e nulla più.
V.
Scrutando in quella profonda oscurità, rimasi a lungo, stupito impaurito sospettoso, sognando sogni, che nessun mortale mai ha osato sognare; ma il silenzio rimase intatto, e loscurità non diede nessun segno di vita;
e lunica parola detta colà fu la sussurrata parola «Eleonora!»
Soltanto questo, e nulla più.
VI.
Ritornando nella camera, con tutta la mia anima in fiamme; ben presto udii di nuovo battere, un poco più forte di prima.
«Certamente - dissi - certamente è qualche cosa al graticcio della mia finestra.»
Io debbo vedere, perciò, cosa sia, e esplorare questo mistero.
È certo il vento, e nulla più.
VII.
Quindi io spalancai limposta; e con molta civetteria, agitando le ali, si avanzò un maestoso corvo dei santi giorni daltri tempi; egli non fece la menoma riverenza; non esitò, nè ristette un istante ma con aria di Lord o di Lady, si appollaiò sulla porta della mia camera, sappollaiò, e sinstallò - e nulla più.
VIII.
Allora, questuccello debano, inducendo la mia triste fantasia a sorridere, con la grave e severa dignità del suo aspetto:
«Sebbene il tuo ciuffo sia tagliato e raso - io dissi - tu non sei certo un vile, orrido, torvo e antico corvo errante lontanto dalle spiagge della Notte dimmi qualè il tuo nome signorile sulle spiagge avernali della Notte!»
Disse il corvo: «Mai più». (1)
(1) In inglese è «no more» che ha molto del gracchiare del corvo.
IX.
Mi meravigliai molto udendo parlare sì chiaramente questo sgraziato uccello, sebbene la sua risposta fosse poco sensata - fosse poco a proposito; poichè non possiamo fare a meno dammettere, che nessuna vivente creatura umana, mai, finora, fu beata dalla visione dun uccello sulla porta della sua camera, con un nome siffatto: «Mai più».
X.
Ma il corvo, appollaiato solitario sul placido busto, profferì solamente questunica parola, come se la sua anima in questunica parola avesse effusa.
Niente di nuovo egli pronunziò - nessuna penna egli agitò - finchè in tono appena più forte di un murmure, io dissi: «Altri amici mi hanno già abbandonato, domani anchesso mi lascerà, come le mie speranze, che mi hanno già abbandonato».
Allora, luccello disse: «Mai più».
XI.
Trasalendo, perchè il silenzio veniva rotto da una risposta sì giusta:
«Senza dubbio - io dissi - ciò chegli pronunzia è tutto il suo sapere e la sua ricchezza, presi da qualche infelice padrone, che la spietata sciagura perseguì sempre più rapida, finchè le sue canzoni ebbero un solo ritornello, finchè i canti funebri della sua Speranza ebbero il malinconico ritornello:
«Mai, - mai più».
XII.
Ma il corvo inducendo ancora tutta la mia triste anima al sorriso, subito volsi una sedia con ricchi cuscini di fronte alluccello, al busto e alla porta; quindi, affondandomi nel velluto, mi misi a concatenare fantasia a fantasia, pensando che cosa questo sinistro uccello daltri tempi, che cosa questo torvo sgraziato orrido scarno e sinistro uccello daltri tempi
intendea significare gracchiando: «Mai più».
XIII.
Così sedevo, immerso a congetturare, senza rivolgere una sillaba alluccello, i cui occhi infuocati ardevano ora nellintimo del mio petto; io sedeva pronosticando su ciò e su altro ancora, con la testa reclinata adagio sulla fodera di velluto del cuscino su cui la lampada guardava fissamente; ma la cui fodera di velluto viola, che la lampada guarda fissamente Ella non premerà, ah! - mai più!
XIV.
Allora mi parve che laria si facesse più densa, profumata da un incensiere invisibile, agiato da Serafini, i cui morbidi passi tintinnavano sul soffice pavimento,
«Disgraziato! - esclamai - il tuo Dio per mezzo di questi angeli ti ha inviato il sollievo - il sollievo e il nepente per le tue memorie di Eleonora! Tracanna, oh! tracanna questo dolce nepente, e dimentica la perduta Eleonora!»
Disse il corvo: «Mai più».
XV.
- «Profeta - io dissi - creatura del male! - certamente profeta, sii tu uccello o demonio! -
- «Sia che il tentatore labbia mandato, sia che la tempesta tabbia gettato qui a riva, desolato, ma ancora indomito, su questa deserta terra incantata in questa visitata dallorrore - dimmi, in verità, ti scongiuro
- «Vi è - vi è un balsamo in Galaad? dimmi, dimmi - ti scongiuro. -
Disse il corvo: «Mai più».
XVI.
- «Profeta! - io dissi - creatura del male! - Certamente profeta, sii tu uccello o demonio!
- «Per questo Cielo che sincurva su di noi - per questo Dio che tutti e due adoriamo - di a questanima oppressa dal dolore, se, nel lontano Eden, essa abbraccerà una santa fanciulla, che gli angeli chiamano Eleonora, abbraccerà una rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Eleonora».
Disse il corvo: «Mai più».
XVII.
- «Sia questa parola il nostro segno daddio, uccello o demonio!» - io urlai, balzando in piedi. «Ritorna nella tempesta e sulla riva avernale della notte! Non lasciare nessuna piuma nera come una traccia della menzogna che la tua anima ha profferita! Lascia inviolata la mia solitudine! Sgombra il busto sopra la mia porta!
Disse il corvo: «Mai più».
XVIII.
E il corvo, non svolazzando mai, ancora si posa, ancora è posato sul pallido busto di Pallade, sovra la porta della mia stanza, e i suoi occhi sembrano quelli dun demonio che sogna; e la luce della lampada, raggiando su di lui, proietta la sua ombra sul pavimento, e la mia, fuori di questombra, che giace ondeggiando sul pavimento non si solleverà mai più!
[Il corvo - E.A.Poe]
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sabato 7 marzo 2009 - ore 17:32
...poesia...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Anche se Dio non ci perdonerà,
noi possiamo perdonare lui.
Dobbiamo dimostrare a noi stessi che siamo più grandi di Dio.
Dovremo perdonare Dio
per averci fatti troppo grassi. Bassi. Poveri
dovremmo perdonare Dio per averci dato la calvizie,
la fibrosi cistica, la leucemia.
Dovremmo perdonarlo per la sua indifferenza. Per averci abbandonati. Noi,
il piccolo esperimento per l’ora di scienze che Dio ha fatto
e dimenticato, lasciandolo ammuffire. Noi,
i suoi pesci rossi, trascurati al tal punto da dover mangiare
la nostra stessa merda depositata sul fondo.
[Bagni Caldi by Baronessa Assiderata]
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domenica 1 marzo 2009 - ore 13:09
2001: Odissea nello Spazio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi accingo a recensire il film per eccellenza, il capolavoro per antonomasia, una pellicola che più di tutte si appresta a diventare vera e propria opera d’arte; una volta visto questo film (e capito ovviamente^^) non si riuscirà a guardare nessun altro prodotto dell’industria cinematografica con lo stesso occhio.
La trama è di per sè molto semplice (anche se all’epoca andava abbastanza controcorrente, basti pensare alle decine di b-movie pseudo-fantascientifici che affollavano i cinema americani ed europei); la storia si divide in 3 atti che figurativamente rappresentano l’evoluzione dell’essere umano. Il primo dura esattamente 22 minuti e 17 secondi, e per tutta la sua durata non viene pronunciata una singola parola; si narrano le gesta di un gruppo di ominidi, i quali cercano di sopravvivere come possono contro le impervie che la legge della natura impone loro. Imparano a coalizzarsi ed ad uccidere in gruppo, cominciano addirittura della "guerre" con altri gruppi di ominidi per la distribuzione ed il controllo del territorio; il tutto prosegue fino a che non scende sulla terra un misterioso monolita nero, qualcosa di incomprensibile. Gli ominidici si avvicinano incuriositi; acuto agghiacciante, dissolvenza, fine prima parte.
Ci ritroviamo proiettati in futuro ipertecnologico, dove parte della popolazione umana ha iniziato la colonizzazione della Luna. Anche in questo caso subentra prepodentemente il misterioso monolita nero,ritrovato da un gruppo di colonizzatori, che ci porta a bordo di un’astronave da viaggio interstellare; astronave comandata dal famoso computer HAL 9000 (il vero protagonista del film), il quale per una questione puramente etica che esula dalla semplice formula Si/No, impazzisce lettaralmente e uccide 3/4 dell’equipaggio; rimane in vita David Bowman, il personaggio principale della terza parte della pellicola; egli riesce a disattivare HAL e a salvarsi la vita; ma solo momentaneamente, perchè di lì a poco subirà un viaggio allucinante e psichedelico ( una sequenza di 10 minuti che lascia completamente storditi gli spettatori) che lo proietterà in un ulteriore futuro, in cui lui giace morente in un letto all’interno di una camera completamente bianca; ma questo non è altro che un ulteriore passaggio verso un altro inizio per la razza umana, ed accompagnato dalle note di Strauss ("Così parlò Zarathustra", tanto per citare l’evoluzione all’Ubermensch nietzschiano),Bowman entra nell’Occhio di Giapeto, entra nel monolito, entra nello spazio e si trasforma. Diventa un essere onnipotente, diventa il Bambino delle Stelle, diventa lucifericamente Dio dopo aver guardato Dio.L’ultimo passo dell’evoluzione è compiuto, proprio quando nulla ormai ha più il sapore dell’uomo.
Kubrick è riuscito ad assemblare in un’unica pellicola scienza, sentimento, filosofia e teologia; mixandole perfettamente ed omogeneamente. L’evoluzione scimmia - uomo moderno - Superuomo è praticamente perfetta grazie alla presenza del monolita (lo strumento "divino" che compare esclusivamente quando l’uomo è pronto per fare il passo successivo). Dialoghi imponenti in quanto a essenzialità e profondità (ogni battuta ha un così remoto riferimento da spiazzare ogni tipo d’interpretazione) fanno di questo film un capolavoro a 360°, in continua rotazione su se stesso. Nessun film di fantascienza è mai riuscito a ripetere un lavoro come questo, né per le immagini, né per quanto si dice, ma soprattutto per quanto non è detto (se il monolito avesse provato a parlarci, probabilmente avremmo anche noi sentito lo stesso fischio che stordisce gli scienziati che lo hanno scoperto sulla luna). L’accostamento delle prodezze della tecnologia futurista ( indimenticabili le scene che riprendevano le astronavi mentre fluttuavano nello spazio; ricordando tra l’altro che è il primo,oltre ad essere uno dei pochi, film in cui nello spazio non si sente nessun tipo di rumore, finalmente un minimo di corrispondenza scientifica!) alla musica classica del periodo del positivismo è strabiliante. Ogni pezzo del puzzle è inserito correttamente, e quello che ci troviamo di fronte non può che non essere un capolavoro (per quanto mi riguarda, come precisato in precedenza, è il miglior film di tutti i tempi!); visionario e metafisico come pochi altri, lascia lo spettatore poco attento completamente spiazzato ed "incazzato" (un pò come faranno i vari Arancia Meccanica, Lost Highways, Mulholland Drive ed INLAND EMPIRE), ma che invece appaga completamente lo spettatore che umilmente si appresta a visionarlo. Con questo film Kubrick scolpisce il proprio nome tra le leggende del cinema di sempre. Impagabile!
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lunedì 16 febbraio 2009 - ore 14:26
...qUeStIoN...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se Dio sè fatto uomo, perchè non dovrebbe avvenire il contrario???
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martedì 2 dicembre 2008 - ore 19:30
Fratello dove sei?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Son mancato per un pò causa "pc"...ritorno con una nuova recensione (tanto per cambiare

).
Ho rivisto da poco questa pellicola dei fratelli Coen, e devo riconoscere che ho dovuto ricredermi non poco a riguardo.
La storia è ambientata negli Stati Uniti del profondo Sud...terra di cowboy ed allevatori...di contrabbandieri e di razzisti; in questo scenario si svolgono le avventure di 3 galeotti che cercano in tutti i modi di sfuggire alle forze dell’ordine e nello stesso momento di trovare un tesoro milionario; la strada per entrambe le cose è davvero molto lunga e nel percorrerla si ritroveranno ad essere i protagonisti in una marea di insolite avventure. Tutta la trama del film si rifà in gran parte all’Odissea di Omero...anche se rivisitata con personaggi "realistici" ed "umani"...le ragazze che incantano i 3 sprovveduti(sirene), il venditore di Bibbie con un occhio solo (Polifemo) oppure il nome del personaggio interpretato dal grandissimo Clooney e quello della moglie (rispettivamente Ulysses Everett e Penny).
Ma oltre ai riferimenti al fomaso poema epico, il film presenta un effresco molto pittoresco ma allo stesso tempo realistico di che cos’era l’America nei prima decenni del novecento (più precisamente negli anni’20)...molte parti dell’opera presentano passaggi "da musical" (non a caso la colonna sonora è un capolavoro di folk-blues miscelato alla perfezione con tocchi di bluegrass) che aiutano ancora di più a capire come stavano le cose nel nuovo continente; la scena in cui i 3 si improvvisano cantanti e se ne vanno in uno studio di registrazione è fenomenale...
Da un punto di vista tecnico questo film riconferma la maniacale bravura ed attenzione che i fratelli Coen impiegano per ogni loro opera (Il Grande Lebowski e Non è un paese per vecchi ne sono un esempio)...la regia,la sceneggiatura come pure la scenografia/fotografia sono perfette nela loro (relativa) semplicità.
Concludendo...un grande film...non certo il capolavoro che il Farinotti elogia così tanto per carità, ma è un’opera che rimarrà nella storia del cinema degli ultimi 30 anni...lo consiglio vivamente, sia per chi certa dell’humour non banale e chi cerca quel romanticismo non troppo marcato e che non si riduce a bieco sentimentalismo all’americana.
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domenica 2 novembre 2008 - ore 13:10
Halloween
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Rumateras Concert at New Age Club:






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venerdì 24 ottobre 2008 - ore 11:25
MC&IS’s DAY
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ con grande emozione, ed un pò di commozione, che mi accingo a decretare il Mellon Collie & Infinite Sadness’s Day. Oramai è diventata un’abitudine personale (un pò stramba in effetti

) ricordare le date che hanno decretato l’uscita di tutti quegli album musicali che per me hanno rappresentato, e che continuano a rappresentare, dei veri e propri monumenti irriproducibili nella storia musicale. Oggi, 24 ottobre, è il turno del miglior album che mente umana abbia mai concepito (imho ovviamente)...MC&IS, terzo disco del sempreverde Billy Corgan e delle sue Zucche Sfasciate...con quest’uscita Corgan ha voluto far fuoriuscire tutto il suo irrefrenabile ego, producendo un doppio album (come solo i Pink Floyd ed i Beatles sono riusciti a fare) costituito da 28 canzoni praticamente perfette...da esso ha estrapolato 5 singoli ai quali ha allegato tutta una serie di inediti per un totale di 48 canzoni (i singoli + gli inediti sono stati pubblicati l’anno successivo in veste di cofanetto strafiko "The Aeroplane Flies High"

)...Impossibile coprire tutto l’arco musicale seguito in questo album da Corgan alla guida (dispotica) delle sue zucche: troppo ampia la materia di studio, troppo vasti i territori esplorati; si va dal rock aggressivo sfiorante il metal al dream-pop, dal proto-industrial alle ballate tristi e romantiche passando per lo shoegazing ed il progressive.E’ il capolavoro ultimo di Billy (il successivo Adore è un ulteriore perla, ma non riuscirà a raggiungere la vastità estrema di questo lavoro), e secondo molti è il Capolavoro degli anni 90’, ma per quanto mi riguarda è il migliore di tutti i tempi...con quest’album ho amato i pumpkins, grazie a quest’album ho scoperto generi che non avevo mai sentito nominare, ed emozioni che non avevo mai provato (ascoltatevi una Tonight-Tonight o una Muzzle e poi sapetemi dire)...un album magico...

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martedì 21 ottobre 2008 - ore 13:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sabato sera allArea_Venezia per il compleanno della sister:

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sabato 11 ottobre 2008 - ore 10:46
Capitalismo = Comunismo o_O’
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi scuso in anticipo per la durata letteralmente "chilometrica" di questo post...però son cose estremamente importanti in questo momento di crisi nera.
Da un’intervista a Ron Paul (repubblicano ^^)
È da 35 anni che vado esprimendo le mie gravi preoccupazioni per il futuro dell’America. La strada che abbiamo intrapreso nel secolo scorso ha messo a rischio le nostre libertà, la nostra sicurezza e la nostra prosperità. Nonostante queste preoccupazioni di lunga data, vi sono giorni - che diventano sempre più frequenti - in cui mi sento convinto che siamo giunti ad un momento nel quale accadranno dei fatti di grande importanza.
L’arrivo imminente di questi fatti non passerà inosservato. Essi toccheranno le vite di tutti noi. Non saranno limitati ad alcune zone del paese, ma l’intero mondo economico e il sistema politico saranno coinvolti nel caos che sta per scatenarsi.
Per quanto il mondo abbia già sofferto a lungo per l’insensatezza di guerre che potevano essere evitate, la mia paura maggiore è che la rotta in cui ci troviamo porterà ancora maggiori conflitti e sofferenze economiche per tutti gli innocenti del mondo, a meno che cambiamo drasticamente la nostra direzione.
L’America, con la sua tradizione di libero mercato e di diritto alla proprietà ha aperto la strada verso grande ricchezza e progresso, sia nel mondo che a casa nostra. Da quando abbiamo perso la fiducia nei principi di libertà, autosufficienza, duro lavoro e frugalità, ...
... e ci siamo invece messi a costruire imperi finanziati con il debito e l’inflazione, tutto questo è cambiato. Questo è certamente un evento storico spaventoso.
Il problema che abbiamo di fronte non è nuovo nella storia. L’autoritarismo esiste da lungo tempo. Per secoli inflazione e debito sono stati usati dai tiranni per mantenere il potere, promuovere le aggressioni, e offrire “panem et circenses” alla popolazione. L’idea che si possa avere la botte piena e la moglie ubriaca [“guns and butter” = letteralmente, “fucili e burro”], senza pagarne le conseguenze in maniera significativa, esisteva già prima degli anni ‘60, quando divenne uno slogan popolare. In quei tempi ci fu detto che la guerra del Vietnam e una forte espansione dei sussidi statali non sarebbero stati un problema. Gli anni ’70 hanno dimostrato il contrario.
Oggi le cose sono diverse, sia dai tempi antichi che dagli anni ‘70. Non ha torto chi sostiene che viviamo in una economia globale. Il mondo è più popolato, ed è più integrato grazie alla moderna tecnologia, alle comunicazioni, ai viaggi. Se la moderna tecnologia fosse stata usata per promuovere le idee di libertà, di libero mercato, di moneta solida e di scambi commerciali, avrebbe introdotto una nuova età dell’oro, e una globalizzazione che potremmo accettare.
Invece la ricchezza e la libertà di cui disponiamo si stanno restringendo, e poggiano su una fragile infrastruttura ideologica. Un po’ come le dighe e i ponti del nostro paese, che il nostro sistema di guerre e sussidi statali ci ha portato ad ignorare.
Temo che le mie preoccupazioni fossero legittime, e che le cose possano essere ancora peggio di quanto pensassi all’inizio: ormai sono giunte alla soglia di casa nostra. C’è poco tempo per fare una correzione di rotta, prima che questo grandioso esperimento di libertà venga messo in profonda ibernazione.
Vi sono buoni motivi per credere che la crisi in arrivo sarà diversa, e molto più grande di quanto il mondo abbia mai vissuto prima. Invece di usare il globalismo in maniera positiva, è stato usato per globalizzare tutti gli errori dei politici, dei burocrati e dei grandi banchieri.
Essere l’unica superpotenza senza avversari non è mai stato vissuto da noi con senso di umiltà e rispetto. La nostra arroganza e aggressività sono state usate per promuovere un impero mondiale sostenuto dal più poderoso esercito della storia. Questo interventismo globale crea dei problemi a tutti i cittadini del mondo, e impedisce di contribuire al benessere della popolazione mondiale. Pensate soltanto a come sono state calpestate le nostre libertà personali negli ultimi dieci anni.
La crisi finanziaria, ancora allo stadio iniziale, è evidente per tutti: prezzo della benzina oltre i 4 dollari al gallone, costi di educazione ed assistenza medica alle stelle, crollo della bolla edilizia, crollo della bolla NASDAQ. Borse che crollano, disoccupazione che cresce, sotto-occupazione massiccia, eccessivo debito governativo, e incontrollabile debito personale. Ci sono pochi dubbi che arriveremo a una stagflazione. La domanda che presto verrà fatta è questa: quando la stagflazione diventerà depressione inflazionaria?
Vi sono vari motivi per cui l’economia mondiale è stata globalizzata, e i problemi che ci troviamo di fronte sono mondiali. Non possiamo comprendere ciò che abbiamo di fronte senza capire la “fiat money” [soldi creati dal nulla] e la bolla a lungo termine del dollaro.
Vi sono state diverse fasi. Dalla formazione del sistema di Riserva Federale, fra il 1913 e il 1933, la Banca Centrale si è imposta come controllore ufficiale del dollaro. Dal 1933 in poi, gli americani non potevano più possedere oro, togliendo così l’impedimento per la Federal Reserve di inflazionare a favore della guerra e del sussidio pubblico.
Nel ’45 altri impedimenti sono stati tolti, con la creazione del sistema monetario di Bretton Woods, che ha fatto del dollaro la moneta di riserva nel mondo. Questo sistema è durato fino al 1971. Fra il ‘45 e il ‘71 i federali avevano ancora qualche limitazione. Gli stranieri, ma non gli americani, potevano convertire dollari in oro a 35 dollari all’oncia. A causa dei troppi dollari che venivano stampati, questo sistema ha avuto fine nel 1971.
Il sistema post-Bretton Woods è stato responsabile per la globalizzazione dell’inflazione e dei mercati, e per la nascita della gigantesca bolla del dollaro mondiale. Quella bolla sta per esplodere, e stiamo vedendo cosa significa pagare le conseguenze per troppi errori economici fatti in precedenza.
Ironicamente, negli ultimi 35 anni noi abbiamo beneficiato di questo sistema profondamente distorto. Poiché il mondo accettava dollari come se fossero oro, dovevamo semplicemente falsificare altri dollari, spendere oltre oceano (incoraggiando in maniera indiretta anche il trasferimento del nostro lavoro all’estero) e goderci una prosperità immeritata. Coloro che prendevano i nostri dollari, e ci davano in cambio dei servizi, non vedevano l’ora di poter tornare a prestare quei dollari a noi. Questo ci ha permesso di esportare la nostra inflazione e ritardare le conseguenze che ora stiamo iniziando a vedere. Ma non era comunque destinato a durare, e ora ci tocca pagare il conto.
Il nostro debito estero deve essere pagato o liquidato. Gli altri debiti sono maturati proprio ora che il mondo è diventato più riluttante ad accettare dollari. La conseguenza di quella decisione è un’inflazione dei prezzi nel nostro paese, questo è ciò a cui stiamo assistendo oggi. L’inflazione all’estero è addirittura più alta che da noi, come conseguenza della volontà delle banche centrali estere di monetizzare il nostro debito.
Stampare dollari per un lungo periodo di tempo può anche non far aumentare immediatamente i prezzi, ma nel tempo lo farà certamente. Ora stiamo assistendo alle conseguenze per avere inflazionato nel passato la disponibilità di moneta. Per quanto possa sembrare grave oggi 4 dollari al gallone, siamo solo all’inizio.
È una grossolana distrazione mettersi a dire “perforiamo, perforiamo, perforiamo” come soluzione alla crisi del dollaro e all’alto prezzo della benzina. Va bene aumentare le disponibilità sul mercato e le perforazioni, ma l’argomento è di grave distrazione dalle colpe del deficit e dai peccati commessi dalla banda monetaria della Federal Reserve.
Questa bolla è diversa e più grande delle altre per un altro motivo. Le banche centrali del mondo si accordano segretamente per centralizzare la pianificazione dell’economia mondiale. Io sono convinto che degli accordi fra le banche centrali, per monetizzare il debito americano negli ultimi 15 anni, siano esistiti, per quanto in forma segreta e fuori dalla portata delle orecchie di chiunque, specialmente del parlamento americano, che non se ne preoccupa o semplicemente non capisce.
Ora che il nostro “regalo“ si esaurisce, i nostri problemi peggiorano. Le banche centrali e i diversi governi sono molto potenti, ma prima o poi i mercati si saturano, e quando la gente si ritrova in mano il sacco di dollari senza valore comincia a spendere in un’economia di tipo emotivo, scatenando la febbre inflazionaria.
Questa volta - poiché abbiamo a che fare con così tanti dollari e così tante nazioni – la Fed è riuscita a “cartolarizzare“ ogni crisi in arrivo, negli ultimi 15 anni, specialmente sotto la presidenza di Alan Greenspan alla Federal Reserve, che ha permesso alla bolla di diventare la più grande di tutta la storia.
Gli errori commessi con troppo credito concesso a tassi artificialmente bassi sono enormi, e ora i mercati richiedono una correzione. Questo riguarda l’eccessivo debito, gli investimenti mal diretti, gli investimenti eccessivi ed altri problemi causati da un governo che spendeva soldi che non avrebbe mai dovuto avere.
Militarismo all’estero, elargizione di sussidi statali, e 83 biliardi [trillion] di impegni in titoli stanno tutti per venire a termine. Non abbiamo nè i soldi nè la capacità di creare una ricchezza che ci permetta di rispondere a tutte le necessità di oggi, poiché abbiamo rifiutato l’economia di mercato, la moneta solida, la fiducia in noi stessi e i principi di libertà.
Poiché la correzione per l’errata allocazione delle risorse è necessaria, e dovrà arrivare, si può cercare di vedere anche degli aspetti positivi mentre questi grandi eventi accadranno.
La gente ha di fronte due scelte. La scelta che non è disponibile per noi è quella di continuare a trascinarci nella presente situazione, cercando di sorreggere il sistema con ulteriore debito, inflazione e bugie. Questo non accadrà. Una delle due scelte, che è stata praticata così sovente dal governo nel passato, è quella di rifiutare i principi di libertà e ricorrere ad un governo ancora più burocratico e autoritario. Qualcuno sostiene che dovremmo dare al Presidente dei poteri dittatoriali, nello stesso modo in cui gli abbiamo permesso di comandare l’impero americano. Questo è il grande pericolo, e in questa atmosfera post-11 settembre troppi americani preferiscono la sicurezza alla libertà.
Abbiamo già perso troppe delle nostre libertà personali, e la vera paura di un crollo economico potrebbe portare i pianificatori centrali ad intervenire con misure che farebbero apparire il New Deal degli anni ‘30 come la Dichiarazione di Indipendenza di Jefferson.
Più si concede al governo di gestire l’economia, più profonda diventa la depressione, e più a lungo questa dura. E’ stata la storia degli anni ‘30 e ‘40, e gli stessi errori saranno commessi di nuovo, se non ci sveglieremo.
L’aspetto positivo è che le cose non devono per forza essere tragiche, se faremo le giuste scelte. Ho visto “qualcosa di grosso“ succedere negli ultimi 18 mesi di campagna elettorale, e sono stato incoraggiato dal fatto che noi siamo in grado di svegliarci e fare le giuste scelte. Ho conosciuto letteralmente migliaia di studenti, del liceo e dell’università, che sono particolarmente disposti ad accettare le sfide e le responsabilità di una libera società, rifiutando quel sussidio statale “dalla culla fino alla tomba” che ci viene promesso da così tanti politici “benefattori”.
Se più persone ascoltano questo messaggio di libertà, più persone si uniranno in questo sforzo. I fallimenti della nostra politica estera, del sistema di sussidio statale e delle politiche monetarie, e virtualmente tutte le soluzioni governative sono così chiare all’apparenza, che non ci vuole molto per convincere la gente. E’ urgente un messaggio positivo su come funziona la libertà e sul perché sia possibile ottenerla.
Uno degli aspetti migliori nell’accettare la fiducia in se stessi, in una libera società, è che possiamo raggiungere nella nostra vita delle vere soddisfazioni individuali. Questo non avviene quando il governo si assume il ruolo di guardiano, genitore o custode, poiché ti toglie il senso dell’orgoglio. Ma il vero problema è che il governo non è in grado di farci avere la sicurezza economica di cui va parlando.
I cosiddetti vantaggi che il governo sostiene di poterci procurare vengono sempre ottenuti a spese della libertà altrui. E’ un sistema fallimentare, e le giovani generazioni lo sanno.
Ritornare ad una libera società non elimina la necessità di mettere le cose in ordine, per pagare le spese stravaganti. Ma il dolore non durerebbe a lungo, se faremo le cose nel modo giusto, e soprattutto l’impero avrebbe fine per motivi finanziari. Le nostre guerre finirebbero, gli attacchi alle libertà civili finirebbero, e la prosperità farebbe ritorno. Le scelte sono chiare: non dovrebbe essere difficile, ma il grande evento che sta per avere luogo ci offre la grande opportunità di invertire la marea, e riprendere la vera grande rivoluzione americana iniziata nel 1776.
L’ opportunità si presenta nonostante l’urgenza e i pericoli che abbiamo di fronte. Facciamo in modo che il “Grande Evento” ci porti alla scoperta che la libertà funziona e diventi popolare, e che il grande evento politico ed economico al quale stiamo assistendo sia in realtà una benedizione sotto mentite spoglie.
fonte
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Per quanto mi riguarda di scenari possibili non ne saprei dire, e penso nessuno sia in grado di farlo.
So che al momento si tenta la strada della immissione di liquidità nel/nei mercato/i: ossia vari Paesi stanno finanziando le banche più importanti (e a rischio) per evitarne il tracollo e dare "fiducia" ai mercati. 3-4 giorni fa leggevo che negli USA è stato varato un provvedimento di proporzioni incredibili (si parla di 700 miliardi di dollari).
Lo scopo di tutto questo casino è evitare che si crei il fenomeno di "corsa agli sportelli" (che vuol dire quando la gente va a in banca a prelevare i soldi per metterli sotto il materasso) ed evitare il blocco degli investimenti, che significa la totale paralisi della vita economica di un Paese. Ultimo fattore di rischio è che si può dimostrare anche empiricamente che il crollo di una banca porta con sé il rischio di un effetto domino vastissimo ed esteso a tutto il sistema occidentale di intermediari finanziari (visto che non è solo l’Italia ad essere messa male), per questo tutti i Paesi occidentali stanno tentando la strada congiunta della rete di salvataggio.
In Italia però siamo messi particolarmente male, perché nel caso di tracollo non si sa come trovare più soldi:
1. il debito pubblico è alle stelle, ossia l’Italia ha molti più debiti di Paperino. (E indovinate chi presta i soldi all’Italia? Bravi, le banche...)
2. le tasse sono già alte di per sé, e il prossimo passo per gli interinali e autocannibalizzarsi.
3. non so se a qualcuno di voi piace Report. Ad ogni modo, moltissimi comuni italiani sono stati infinocchiati dalle banche contraendo prestiti/"contratti derivati" a tasso variabile in un momento in cui il mercato era sull’orlo del precipizio e le banche (non) lo sapevano. Cosa significa in parole povere: io comune non ho soldi perché ho sempre meno entrate (e mi hanno abolito pure l’ICI), per cui mi faccio prestare soldi da una banca, facendo una scommessa. Se il mercato va bene o come quando ho stipulato il contratto devo pochissimi interessi, se il mercato va male invece posso trovarmi a dover restituire anche decine di volte i soldi che mi sono stati prestati. Ma le banche questo non lo dicono, e anche se è scritto nel contratto il funzionario comunale preposto non ne capisce molto più di noi (né men che meno nei contratti esistono esempi concreti "coi numeretti" che indicano quanto devo in un caso e quanto devo nell’altro).
Aggiungo, per quanto riguarda il punto 1 (quello del debito pubblico), che l’anno scorso il governo precedente ha preferito dare il contentino di 100 euro una tantum ai pensionati piuttosto che ridurre il debito pubblico. Per carità, le condizioni di vita dei pensionati sono penose sì, e sono un problema. Non mi pare però che questo abbia evitato al sessantasettenne catanese di fare il pusher per comprare le medicine alla moglie.
Sempre a livello di nota a margine, il fatto che l’informazione abbia ignorato i problemi italiani (si vede quello sotto il punto 3) potrebbe essere interessante da un punto di vista macroeconomico, difatti le dichiarazioni all’opinione pubblica in caso di crisi giocano un ruolo fondamentale nel rassicurare la gente. Tuttavia, anche se non so quanta importanza potrebbero avere le dichiarazioni di un premier noto al mondo per essere un ciarlatano (ma non dimentichiamo comunque che l’Italia è un Paese con una popolazione composta in maggioranza da persone obnubilate e/o che si bevono la prima affermazione arrabattata e/o a cui non gliene frega una mazza se non è scritta nella Gazzetta - nelle prime dieci pagine), sarebbe interessante (anche se praticamente impossibile da verificare) quanta fiducia possa derivare al sistema italiano da tutto quello a cui l’opinione pubblica non ha praticamente avuto accesso (a meno che sua sponte un tizio le abbia cercate).
E infine, parafrasando la copia di E-Polis di ieri, Benedetto XVI ha affermato come "nel crollo delle grandi banche vediamo come i soldi non siano nulla" e come "solo la parola di Dio è solida". Conclusione di E-polis: ma allora perché la Chiesa si dà un gran daffare per la pubblicità dell’otto per mille? Mistero... =)
Ultimissima chicca, ecco a voi la copertina dell’Internazionale di questa settimana...veramente geniale (detta da uno che è tutto tranne che comunista :-D):
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domenica 5 ottobre 2008 - ore 21:06
Week-end o_O
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Venerdì sera distruttivo al Tag per la festa "belli dentro notte" con i Mojomatics e sabato anche peggio al Forte Marghera con tizio di mtv di cui non ricordo il nome ^^...




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