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ely6_it, 34 anni
spritzina di Padova
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STO LEGGENDO

- Fabio Volo
Un posto nel mondo
Mondadori



Bello ma non eccezionale come altri da lui scritti

- Tutto in una notte
Mondadori



PESSIMO,da adolscenti. Decisamente meglio Tre metri sopra il cielo and Co.

- Muriel Barbery
L’eleganza del riccio
E/O (collana Dal mondo)



Stupendo excursus di pensieri. Da leggere tutto d’un fiato ricordando le ore di filosofia al liceo

- Fabio Volo
Il giorno in più
Mondadori

Incredibile, sembra di essere realmente a NY (e chi ci è stato concorderà di sucuro con me), fantasticamente romanico, reale, coinvolgente, ironico.

- Curtis Sittenfeld
Prep
Bur

Vita di un’adoloscente in collegio tra ambiguità sessuali e primi amori.
Libro non adatto ad adolescenti ma troppo banale per adulti.

- Marilù Manzini
Il quaderno nero dell’amore
BUR

Credevo molto più sensuale e maturo. Bocciato

- Palmese Massimiliano
L’amante proibita
Editore Newton & Compton

Finalista al premio strega 2007...mi aspettavo decisamente qualcosa di più

- Fabio Volo
E’ una vita che ti aspetto
Oscar Mondadori

Si conferma un grande! Ironico, moderno e soprattutto reale, mai banale anche nel raccontare senza timidezze cio’ che ogni ragazzo pensa e vive. Le belle frasi ci sono e nella loro semplicità sbucano inattese dalle pagine del libro.
Unica nota dolente...la punteggiatura...molto dannunziana

- Moccia Federico
Scusa ma ti chiamo amore
Rizzoli

Che dire sempre e solo unico nella narrazione, anzi aggiungerei che le frasi in questo ultimo lavoro son molto più belle e meno banali come le immagini dei diversi rapporti e le loro sfaccettature. Insomma, PROMOSSO APPIENO

- Umberto Contarello
Una questione di cuore
Feltrinelli

Deludente

- Erri De Luca
Non ora, non qui
Feltrinelli

Molto bello ma alquanto impegnativo

- a cura di John Beer
La classe fa la ola mentre spiego
Rizzoli

Che figuraccie che ho fatto mentre leggevo questo libro aspettando dal dottore o l’autobus. Esilarante è dir troppo poco: ridevo a crepapelle da sola...e la gente vicino a me mi guardava allibita.
Insomma, volete ridere?Volete scoprire pers con una fervida fantasia irriverente? LEGGETELO!

- Banana Yoshimoto
Ricordi di un vicolo cieco
I Canguri - Feltrinelli

- Manuel Vàzquez Montalbàn
Tre storie d’amore
Feltrinelli

...non un gran che

- Federico Moccia
Ho voglia di te
Feltrinelli

FINITO!!!!molto bello come del resto"3 metri sopra il cielo"

- Banana Yoshimoto
L’abito di piume, Feltrinelli - I Canguri

HO VISTO

le stelle

STO ASCOLTANDO

di tutto un po’ alla radio, jazz, lirica...


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

sportivo...SEMPRE

ORA VORREI TANTO...

ora...sempre...un viaggio

STO STUDIANDO...

bilancio sociale....ma ora ho FINITO!!!!!!!!,,,,,,,,,,,,,,,,

OGGI IL MIO UMORE E'...

?????????

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) Sognare durante la notte una persona e scoprire al risveglio che ti ha mandato un sms
2) quando senti qualcuno che ti arriva da dietro e ti abbraccia..e d'un tratto provi la sensazione che non può succederti nulla di male e che non c'è altro posto al mondo dove vorresti essere se non nello spazio di quell'abbraccio....
3) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..


Ciao!
Non ho sinceramente idea di che cosa scriverò nel mio blog. Per ora cosa certa è che non scriverò in maniera sistematica tutti i giorni.
Ho sempre ritenuto che chi avesse un blog in internet in fondo nasconde una punta di egocentrismo e vanità, soprattutto se lo utilizza come un diario vero e proprio. Beh non aspettatevi nulla di simile da me !

Adoro la montagna (sciare in particolare... sto cercando persone per andare a sciare insieme quest’inverno), il cinema, l’arte, leggere, ballare e la musica (ascolto moltissima radio).
Sport: sci, pallavolo, roller, corsa - perchè si deve , nuoto... insomma lo sport in generale

Odio: il mare, l’ipocrisia, la falsità, le pers che non si ricordano le cose che dico ma che pretendono che tu ti ricordi dei fatti loro, le cose non dette e pulire la casa.



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lunedì 23 luglio 2007 - ore 10:38


Harry Potter e l’ordine della Fenice
(categoria: " Cinema ")




Arianna Finos (XL)
Harry Potter e i suoi compagni scaraventati fuori da un cunicolo in un vortice di monete d’oro. La copertina britannica del settimo libro, The Deadly Hallows («Le reliquie mortali»), che uscirà il 21 luglio, involontariamente fotografa anche il momento tumultuoso di quell’affare da miliardi di euro che, tra editoria, cinema e merchandising, ruota intorno al fenomeno del piccolo mago. L’autrice J.K. Rowling è quella che ci ha guadagnato di più (800 milioni di euro) insieme alla Warner Bros (tre miliardi e mezzo di dollari incassati dai primi quattro film). E in grandi incassi sperano anche a Orlando, Florida, dove è ben avviata la realizzazione del parco a tema, un investimento da 500 milioni di dollari. [...] »

Natalia Aspesi (La Repubblica)
Harry Potter non deve morire! «Save Harry!». Imperiose petizioni, fiammeggianti siti Internet, folle inferocite di fan, chiedono alla più ricca signora d’Inghilterra, l’autrice J. K Rowling (800 milioni di euro guadagnati per i primi sei romanzi harrypottiani) di concedere un rinvio, se non addirittura una grazia imperitura, al mago prediletto, che, si teme angosciosamente da luttuosi segnali, possa porre fine alla saga con la sua stessa fine.
Ma la moltitudine di lettori babbani che lo seguono dai. suoi 12 anni divorando fino ad ora 325 milioni di copie (7 milioni in Italia, pubblicate da Salani) non ci sta, e tale è il trambusto angosciato attorno alle sue sorti, che potrebbe scatenarsi un duello mortale come quello tra Harry Potter e Lord Voldemort, tra il quinto film della serie, Harry Potter e l’Ordine della Fenice di David Yates, in 700 sale italiane da oggi, e l’attesissimo ultimo romanzo, Harry Potter and the Deathly Hallows, che, solo in lingua inglese (in italiano a dicembre) sarà nelle librerie alla mezzanotte del 21 luglio, cioè tra 10 giorni. [...] »

A. O. Scott (The New York Times)
“Harry Potter and the Order of the Phoenix,” the fifth movie in the series, begins, as most of the others have, with a spot of unpleasantness at the Dursleys, and ends with Harry facing down Lord Voldemort. The climactic battle between the young wizard (Daniel Radcliffe) and the Dark Lord (Ralph Fiennes) foreshadows the final, potentially fatal showdown we all suspect is coming in Book Seven, which will be published later this month.
Anticipation of that event may be stealing some thunder from this movie — a rare instance of the book business beating Hollywood at its own hype-producing game — but between now and publication day on July 21, Potter fans can take some satisfaction in a sleek, swift and exciting adaptation of J. [...] »

Alessandra De Luca (Avvenire)
Piccoli maghi crescono, con il cuore sempre più dark A pochissimi giorni dall’attesissimo settimo e ultimo capitolo della saga di Harry Potter, The Deatlhy Hallows, che deciderà. la sorte degli allievi di Hogwarts, arriva in anteprima sugli schermi del Giffoni Film Feslival, e da oggi nelle sale di tutto il mondo, Harry Potter e l’Ordine della Fenice, quinta avventura ambientata nel mondo fatato creato dalla scrittrice J.K. Rowling, vero genio del marketing capace di mantenere altissimo il tasso di suspance sui suoi personaggi Se i turbamenti del giovane Potter, orami quindicenne, scoraggeranno forse i più piccoli (i film sul maghetto diventano sempre più "adulti"), senza dubbio la pellicola diretta dal regista televisivo David Yates guadagnerà schiere di adolescenti che sullo schermo vedranno rappresentati, dietro incantesimi e profezie, dubbi e incertezze della loro età. [...] »

Emanuela Martini (Film TV)
È piu magro, non tanto più alto di quando era bambino, con la mascella squadrata e un’espressione perplessa negli occhi: Harry Potter adolescente percepisce per la prima volta il peso della diversità e dell’emarginazione, non solo tra i "babbani" (in particolare nella famiglia borghesissima e stolida degli zii) ma anche nella congrega dei maghi. Dopo il suo ultimo scontro con Voldemort c’è diffidenza intorno a lui, qualcuno ha messo in giro la voce che è un bugiardo, il Ministro della Magia gli è nemico. Comincia così, con minacce concrete e tangibili e con la sensazione che ci sia una congiura in atto contro Harry e soprattutto contro la libertà e l’incorruttibilità della scuola di Hogwarts, il quinto episodio della serie, Harry Potter e l’Ordine della Fenice, una storia di transizione che accompagna Harry e gli altri ragazzi verso una nuova maturità, verso la consapevolezza di doversi schierare e arrangiare da soli, verso l’intima padronanza della magia che è in loro. [...] »

Lietta Tornabuoni (La Stampa)
Un gigante alto cinque metri, i Centauri arcieri, i Thestral, invisibili creature alate dai tratti equini, anche simili a draghi; scheletri che assassinano con il loro fetido fiato; Londra di notte splendente di luci, il cielo nero dell’uragano; il protagonista che si sente «continuamente arrabbiato» e che teme il possibile infiltrarsi del Male nel suo cervello; una palla di vetro detta «la profezia»: Harry Potter e l’Ordine della Fenice, quinto film della serie tratta dai romanzi di Joanne Kathleen Rowling (editore Salani) è molto ben fatto: per gli effetti, le scenografie, le interpretazioni degli adulti Helena Bonham Carter nella breve parte della strega Bellatrix, Fiona Shaw, Maggie Smith, Emma Thompson come insegnante di Divinazione cacciata dalla scuola, Ralph Fiennes, Gary Oldman. [...] »


Molto meno cruento del precedente e gli effetti speciali non deludono

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giovedì 19 luglio 2007 - ore 23:45


Vacanze ad Innsbruk
(categoria: " Vita Quotidiana ")




















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giovedì 12 luglio 2007 - ore 15:10


Le caratteristiche della BILANCIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


..io in questi due ultimi giorni mi ritengo intrattabile...



La vera personalità nata sotto l’influsso della Bilancia è simpatica, attraente, interessante. Normalmente, la Bilancia significa bellezza e molte delle più belle donne e degli uomini più interessanti sono nati sotto questo segno. Generalmente, rivelano uno sviluppato senso dell’equilibrio e possiedono un carattere che li rende arbitri del proprio destino. Questo orientamento offre un buon punto di partenza nella vita, ma il farsi strada dipende dalla mente che sta dietro la personalità. La loro indole li porta alla gentilezza, alla comprensione, alla generosità e alla lealtà in circostanze ordinarie. Hanno un carattere emotivamente suscettibile; le loro reazioni variano secondo gli umori del momento; certe volte sono facili all’ira, in altre circostanze sono invece pazienti e sanno sopportare. Detestano le meschinità e le ingiustizie, eppure ci sono momenti nella loro vita in cui devono fare l’autocritica e vedere se non siano stati ingiusti anch’essi come gli altri. Benché abbiano buon senso, ci sono due cose dalle quali devono guardarsi: non abituarsi a considerare le cose dal punto di vista dei loro sentimenti e pregiudizi personali, evitare di saltare subito a conclusioni che reggono su analogie o confronti.

Questo modo di ragionare, basato o sulle emozioni del momento, o su pregiudizi, o su confronti errati, non è più sicuro di un salto nel buio. L’intuizione in loro è favorita dal vivo desiderio di imparare. Nella loro impazienza di apprendere, comunque, debbono guardarsi dal sorvolare, dal trascurare qualche dettaglio, di secondo piano ma importante. Si mostrano generalmente intelligenti in tutto, tranne che riguardo ai propri sentimenti. Dovrebbero rendersene conto, e far del loro meglio per controllare con maggior prudenza le loro emozioni. E’ difficile considerare impersonalmente i propri sentimenti, ma con la buona volontà alcuni nati sotto il segno della Bilancia ci riescono. L’immaginazione ha un ruolo importante nella loro vita. Per natura, sono sognatori e trovano un gran piacere a rimuginare idee di relativa importanza. La Bilancia dona buone doti di espressione ai nati sotto il suo segno. Benché ci siano momenti in cui essi si rivelano geniali pensatori, qualche volta mancano di continuità nei oro propositi, non seguono un’idea fino in fondo.

Emotivamente sono impulsivi. Riflettano e analizzino i loro impulsi, proprio come fanno con ogni idea o proposito: eviteranno di agire con eccessiva fretta, pentendosi poi amaramente. Una delusione può indurli ad abbandonare un intero progetto. Hanno la facoltà di intuire, il che li mette in grado di comprendere la natura umana. Ci sono momenti in cui possono vedere e comprendere i punti di vista altrui. Spesso provano un’avversione istintiva per le persone che avvicinano, ma non sanno nemmeno loro spiegare per quale motivo. Il tempo normalmente, dimostra che avevano ragione. Dovrebbero imparare ad assecondare la voce che dà loro suggerimento: li aiuterebbe a progredire. La nascita nella Bilancia comporta costituzione sana, ma è imperativo che quelli che appartengono a questo segno debbano seguire una dieta appropriata. Devono evitare gli eccessi. Il loro segno domina reni, dorso, lombi. Devono guardarsi da periodi di malinconia, di depressione, ricercando la compagnia di persone allegre e i diversivi. Evitare di sovraffaticarsi, d’innervosirsi, di irritarsi. Amano i viaggi, gli sport, le ricreazioni, la danza, il teatro. I segni indicano che sono affettuosi, teneri, comprensivi, ardenti in amore. Il loro comportamento, tuttavia, varia secondo i loro umori.

Possono apparire posati e calmi e invece nascondono la fiamma intensa di una natura appassionata, ma quando le condizioni sono ideali, sono espressivi e aperti. I loro sentimenti in materia d’amore possono venire facilmente feriti, ma sopportano molto e si sacrificano volentieri, perché questo dà loro piacere. Spesso sono fraintesi da quelli che li amano, e sono anche accusati di leggerezza nei loro sentimenti perché s’interessano di molte persone contemporaneamente. Amano la compagnia e discorrono volentieri con chiunque ogni volta che ne hanno l’opportunità. In tutte le avventure amorose o romantiche, faranno bene a tenere presente che dovranno accettare in quelli che amano l’intera personalità e non conquistare solo quelle certe caratteristiche che hanno destato temporaneamente il loro interesse romantico. A meno che non imparino questa lezione, saranno soggetti a delusioni nelle faccende d’amore. Si dovrebbe stabilire un equilibrio ragionevole, armonico, fra i modi di vedere dei nati nella Bilancia e quelli degli oggetti del loro affetto secondo un punto di vista emotivo, fisico o idea- le. Sono capaci di grandi cose se hanno autonomia e raggiungono successi importanti se si dedicano, da soli, agli affari. Per natura sono economi, ma ci sono momenti in cui spendono senza freno seguendo un semplice desiderio o impulso, e poi debbono ricominciare da capo a tenere da conto il denaro.

Tornerà a loro vantaggio imparare ad essere costanti nel risparmio. Nel corso della vita, la loro personalità attirerà numerose amicizie; molti saranno conquistati dal loro fascino personale. Sono leali verso gli amici, ma a volte c’è la pericolosa tendenza a criticare troppo. Comunque, la loro comprensione della natura umana farà sì che molti amici si confidino con loro. Infine: questa costellazione simbolizza la giustizia. La dea della giustizia è rappresentata da una donna bendata che tiene in mano una bilancia. Questa concezione è puramente astrologica. Il segno rappresenta le regioni renale e lombare dell’Uomo Zodiacale e, conseguentemente, il serbatoio dei fluidi riproduttivi ed è, inoltre, il centro della forza procreatrice. Nei suoi aspetti più interiori, questa costellazione rappresenta il punto equinoziale dell’arco, nel cielo ascendente e il discendente dell’atomo vitale. In questo segno è contenuta l’unificazione delle forze cosmiche, poiché esso è il grande punto centrale d’equilibrio della sfera.

La Bilancia significa percezione esteriore equilibrata dall’intuito. Questa unione genera buon senso e prudenza. Gli individui dominati da questo influsso costituiscono la scuola razionalistica dei pensatori del mondo. La Bilancia raffigura l’equilibrio delle forze della natura e contiene il mistero dell’iniziazione degli antichi. Sulla carta universale, questo segno diventa Enoch, l’uomo perfetto. La Bilancia è la seconda emanazione del Trigono d’aria, è la costellazione di Venere. La sua gemma mistica è il crisolito. Come talismano magnetico, questa pietra agisce come forza repulsiva e si combina con la sfera magnetica dei nati sotto il suo influsso per respingere le emanazioni provenienti dai corpi estranei. Il giorno fortunato è il venerdì. I numeri fortunati sono il sei e il nove. Il colore fortunato di questo segno è il blu pastello. I luoghi più propizi al successo sono quelli in cui si svolgono attività sociali.


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lunedì 9 luglio 2007 - ore 17:05


Domenica 08/07 - Abbazia di Pomposa
(categoria: " Vita Quotidiana ")








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lunedì 9 luglio 2007 - ore 16:31


Promo o è più un consiglio?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avete mai provato il gelato del chioschetto di Piazza Mazzini????
VI PERDETE UNA GODURIA



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sabato 7 luglio 2007 - ore 20:49


«Live Earth»: il mondo unito dalla musica
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Si è aperto con il via ai concerti di Sydney e Tokyo il «Live Earth», la kermesse di 24 ore promossa dall’ex vicepresidente americano Al Gore per promuovere la sensibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici. Otto i mega concerti in altrettante metropoli mondiali: Sydney, Tokyo, Shanghai, Amburgo, Londra, Johannesburg, Rio de Janeiro (ripristinato all’undicesima ora da un giudice dopo la cancellazione per timori di sicurezza) e infine New York. All’appuntamento (che si prevede verrà seguito da due miliardi di persone via radio, tv e Internet) partecipano 129 Paesi con settemila eventi (teatrali, musicali e di altro genere).

AL GORE - «Oggi è una giornata storica. Dobbiamo lavorare insieme per andare lontani e più velocemente»: è questo l’appello che Al Gore ha lanciato in collegamento da Washington al Wembley Stadium, a Londra. «Vi cito un proverbio africano che dice: "Se una persona vuole andare vicino, può farlo da solo; se vuole andare lontano dobbiamo farlo insieme", e noi ora dobbiamo andare insieme lontani e velocemente. Questo è il senso della manifestazione - ha gridato Al Gore parlando in collegamento con gli otto megaconcerti del Live Earth 2007 - cioè raggiungere 2 miliardi di persone».

La domanda sorge spontanea:
ma servirà quest’evento per smuovere le persone e renderle più responsabili?
Perchè gli U2, noto gruppo musicale impegnato nel sociale e nella difesa dell’ambiente e delle diversità, non hanno creduto in quest’evento?
Perchè canta Madonna che con il suo jet privato per girare di qua e di la per il mondo produce il 60% dell’inquinamento emesso dalla prima compagnia aerea inglese?
Quanti dei ragazzi presenti da domani accenderanno il condizionatore o la luce in modo razionale?
...appunto...la domanda sorge spontanea...


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lunedì 2 luglio 2007 - ore 21:58


Vincenzo Cerami - "Una lettera d’amore", Il Messaggero, 28 luglio 1991, p. VII
(categoria: " Pensieri ")


Amore mio,

sto per darti un dolore infinito, che ti struggerà fino a morire. E io ne
muoio più di te, perché quest’addio mi spezza il cuore e mi lascia
prostrato come un guerriero che ha perso la sua battaglia. Arrivano da
lontano i nuvoloni a coprire d’ombra quanto abbiamo seminato e quanto
speravamo un giorno di vedere fiorito e rigoglioso. Sono troppi i
chilometri che separano le speranze dalla vita reale. In questa terra di
nessuno, pigramente, tristemente, finiscono le cose non successe, gli
appuntamenti perduti, le buone azioni mai portate a compimento. Quel che
resta drammaticamente vivo nella mente sono i ricordi dei ricordi e, dopo
tutto questo tempo, abbiamo capito che quei ricordi non erano altro che
speranze. Cioè pensieri vuoti, morti a un passo da dove sono nati, rimasti
imbrigliati nella fitta rete dei giorni che si susseguono, veloci e
lentissimi, brucianti ed eterni. Non posso più amarti. E tu non mi devi
più amare. Riprendi la vita là dove l’hai lasciata e prova nuove strade,
perditi con fiducia in quello che hai perché io non posso darti di più.
Non posso darti più nulla.
Ho cinquant’anni, tu ne hai sempre venti, da sempre. Sei bellissima con i
tuoi capelli chiari, arricciati, profumata ancora di saponetta. Ho sulla
pelle il tuo profumo, mischiato a quello dell’erba fresca, mischiato al
sapore candido della tua saliva, alle ruvide trame delle tue camicette, ai
tremori impavidi dei tuoi baci. Quante volte -- non te ne sei sempre
accorta -- col viso nascosto tra i tuoi capelli, sulle tue spalle che
sapevano di ferro da stiro, ho asciugato qualche lacrima. Mi faceva paura
il futuro, il nostro futuro, che mi appariva come un drago. L’avrei vinto
quel drago se a rischiare la vita fossi stato soltanto io. Ma l’idea di
salvare te mi faceva tremare. No Serena, è arrivato il momento di
restituire a te la libertà di non avermi mai incontrato e a me il silenzio
di quando ancora non ti conoscevo, in un lungo, infinito spazio senza
memoria, avvolto nel buio, dove forse aspettano quelli che ancora devono
nascere e dove vanno a finire quelli che muoiono.
Lo sai che sono sposato. E sposato con una donna che amo perdutamente da
venticinque anni. La amo fino al punto che spesso ho la ferma impressione
che al mondo non esiste che lei, che non esisto nemmeno io. La vedo e
specchio in lei la parte di me che mi piace non dimenticare mai, la parte
di me che forse non è mai esistita, ma che immagino viva e operante. E
questo regalo me lo fa lei, perché quando mi guarda, quando mi parla,
sembra che si rivolga a una persona degna delle più grandi lodi di questo
mondo. E io allora ho voglia di baciarla, di sciogliermi in lei, di morire
insieme con lei all’apice dell’amore.
Oggi ha più di quarant’anni, ma una volta ti somigliava. Tuttavia come
possono competere la bellezza d’un tempo con la bellezza di tanto tempo.
Perché è tanto il tempo che mi allaccia a lei. E’ tutta la mia vita. E
ancora oggi, quando la stringo forte mi perdo nei suoi baci, nel suo corpo
caldo, mi batte il cuore. All’epoca le mettevo tanta soggezione e allora mi
scriveva spesso, e
spesso in versi. Lo stesso tenero impaccio che leggo nei tuoi occhi quando
ci incontriamo. Vederti abbassare lo sguardo quando ti accarezzo mi
trafigge il petto, mi dissangua. Mi viene voglia di berti, come un boccale
d’acqua fresca nel cicaleccio dell’estate. Ma ho cinquant’anni e sono
strafelicemente innamorato di mia moglie.
Non sarà facile dimenticarti e forse non ci proverò neanche. Però non
potremo mai più incontrarci. Io sono arrivato agli ultimi anni del corso,
ho imparato una matematica che tu non puoi ancora decifrare. Nulla rimane
mai uguale a se stesso. Ciò che per te è un miracolo, per me è una
fatalità. Ciò che per te è una scoperta per me è una conferma. Così eccomi
nella mia vita senza miracoli e senza scoperte. La fatalità e le conferme
che mia moglie ogni giorno mi regala è la meravigliosa matematica che tu
devi ancora scoprire.
Mia struggente, indimenticabile Serena, ti scrivo questa lettera di addio
mentre mi riempio un bicchiere di vino. La finestra è aperta su una notte
piena di stelle. E quante ne ho viste di queste mute, lontanissime stelle
quando con Serena, chiusi nella sua piccola utilitaria, ci addentravamo
nella complicata tebaide dell’amore. Erano stelle che mandavano il profumo
dei concimi naturali, il canto delle rane nelle marrane, dei grilli
sperduti nei campi bui. Ancora mi tremano le mani nel ricordo di quando le
posavo una mano sul ginocchio e la lasciavo scivolare verso le sue
mutandine di bambina. Sento il canto degli alberi che il vento notturno
scuoteva, obbedendo a una legge vuota, ottusa, indifferente. E
quell’indifferenza i nostri sogni la scambiavano per amicizia complice e
benevola. Serena è entrata così nella mia vita, con quegli odori e con
quei sapori, venticinque anni fa, complice la clandestinità dei boschetti
e dei prati.
Tu Serena hai vent’anni, da sempre. Sono innamorato del tuo volto
araldico, nobilissimo, di quella bocca sottile, del tuo collo bianco, dei
tuoi occhi che guardano lontano, disperatamente. M’è rimasto addosso quel
tuo sentore di casa povera ma pulita. Quei capelli morbidi, avvampati dal
sole e capricciosi, quanto li ho amati! Ma adesso, Serena, è giunto il
momento di dimenticarti perché mi sembra di farti del male, perché la
nostra situazione non regge più nemmeno alle malie della fantasia. Sento
che stai diventando una malattia.
Di là c’è Serena che dorme. Si è accorta della mia insonnia e forse anche
dei miei turbamenti. Deve aver intuito qualcosa se, per la prima volta
nella nostra vita in comune, ha deciso di lasciarmi completamente solo a
risolvere questo problema. Tu sei troppo lontana e vai sbiadendo sempre di
più nei miei ricordi. Non mi puoi aiutare. E io non posso fare altro che
recidere di netto questo legame sterile, adolescenziale, crudele.
Non voglio neanche immaginare come la prenderai perché sento che
apparirebbe davanti ai miei occhi un nero pieno di rumori confusi. Ma
soprattutto non devo sapere dove ti porterà il destino, tra quali braccia
ti lascerai addormentare ogni notte nei prossimi venticinque anni. Serena
mia, addio. Il cielo si sta schiarendo, qualche negozio tira su le
serrande.
Mi rimane un’oretta di sonno. Serena, l’unica donna della mia vita, mi
aspetta.


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venerdì 29 giugno 2007 - ore 10:11


Zero Assoluto - Come voglio
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Gira il vino rosso che mi bagna i pensieri,
il sapore del sushi che mi insegue da ieri
quella torta di mele che rimpiango da tempo
ci penso ritornava in mente l’inverno

Quante sere luci spente, discussioni sul divano,
caminetto, un bicchiere, le emozioni.
In macchina la musica scegli e te ne vai,
ci vediamo stasera domani o forse mai

Sai che, se provo a dirti che mi fai paura,
che non capisco cosa voglio mentre tu sei più sicura,
non so il perchè ma a volte,
gioco con la sorte apro a sfondo porte.

E’ come se mi trovassi sempre sul filo
in equilibrio costante tra il banale e lo stilo.
Mi emoziono sempre nello stesso modo,
sempre quella stessa voce che mi manca di nuovo.

Non so cosa voglio non so,
Indeciso su cosa fare.
Alla fine mi deciderò e come farò è solo da scoprire.

Rit. (Thomas)
Tutti i sogni che farò..
quanti colpi prenderò..
Dove e come me ne andrò..
Me li porterò con me.

I sorrisi che mi dai..
tutto quello che vorrai..
Dove e come me ne andrò..
Me li porterò con me..

Se di sbagli ne farò
se troppi amori incontrerò
se li perderò li ritroverò
all’inizio di un giorno..

Se tanti passi non farò
se troppi amori sbaglierò
se li perderò mi ritroverò
all’inizio di un giorno..

Oggi resto in uno stato d’animo sereno,
sto tentando di seguire il ritmo di ogni mio pensiero (ah)
Molto più tempo da passare con me, con te
le coperte e il calore che c’è

Il ricordo sbiadito del un sogno di un minuto fa,
come stavo, se ci stavo
volavo sulla città

Il profumo di caffè che aleggia dentro la mia stanza,
come esca che mi pesca attaccato sulla lenza.

L’acqua che si scalda lo specchio che si appanna
seduto nella doccia con la radio che ti incanta,
in piedi per godere di quello che mi son perso
troppo tempo che mi sveglio in ritardo che tergiverso

Ho troppe risposte a cui domande non ho
Ho troppe domande a cui risposte non so
Come a tredici anni che giocavo senza regole
quando quel mio amico mi spiegava come crescere
le strade del mattino mi accompagnano
Quei percorsi delle scuole che non cambiano
Ognuno al suo posto che ogni volta riconosco
persone sempre uguali mentre cresco.

Rit. (Thomas)
Tutti i sogni che farò..
quanti colpi prenderò..
Dove e come me ne andrò..
Me li porterò con me.

Quei sorrisi che mi dai..
tutto quello che vorrai..
Dove e come me ne andrò..
Me li porterò con me..

Se di sbagli ne farò
se troppi amori incontrerò
se li perderò mi ritroverò
all’inizio di un giorno..

Se tanti passi non farò
se troppi amori sbaglierò
se li perderò mi ritroverò
all’inizio di un giorno..

(x 4) Per cercare di capire quello che sarò
e cercare di capire quello che non so.
e provare a fare tutto quello che farò
Come Voglio, come voglio

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lunedì 25 giugno 2007 - ore 13:07


Le rose del deserto
(categoria: " Cinema ")




Autore: Silvana Silvestri - Testata: Il Manifesto

(...) Monicelli parla di quella meglio gioventù e anche di questa, compie un’operazione di pietas nei confronti di quanti non hanno visto la maggiore età, ai tanti ragazzi scomparsi per le inutili guerre. (...) Monicelli diceva che mancano i racconti dell’ultima guerra nel nostro cinema, è stata narrata molto di più la resistenza, forse perché la guerra di posizione è meno spettacolare ma in questo film ci avviciniamo un po’ di più alle tante immagini viste continuamente in tv dove c’è sempre un comando ottuso e nelle tende, nelle casupole del deserto, qualche personaggio andato là a fare del bene e portare aiuto, un soldato sempliciotto che in breve tempo cambierà espressione del volto e tornerà diverso da come era partito. È un film «le rose del deserto» che a saperlo leggere bene è un vero tesoro.

Autore: Mariarosa Mancuso - Testata: Il Foglio

(...) con il dovuto rispetto, “Le rose del deserto” non è un film riuscito, se ci atteniamo alle scene viste sullo schermo. Il messaggio – “è la guerra che rende cattive le persone” – pesa come un macigno. Gli italiani sono sempre brava gente, citano poesie ogni volta che si presenta l’occasione, cedono volentieri la pagnotta agli affamati scugnizzi locali (reato punito dai tedeschi sturmtruppen con la fucilazione). Sotto la tenda, nei momenti tranquilli, fanno battute su rimmel e Rommel (già sentita in un vecchissimo libro di Fantozzi d’annata) e discutono sull’infibulazione, con i soldati che usano disinvoltamente la parola “clitoride”. Il siciliano che si finge arabo chiede al medico di visitare la giovanissima moglie. Il sintomo in effetti fa immaginare qualcosa di grave: “Dottore, quando la chiamo non viene mai”.

Autore: Lietta Tornabuoni - Testata: La Stampa

Mario Monicelli ha diretto un gran film su una guerra in cui non si combatte ma si muore. (...) Tutto il gran film (...) è benissimo interpretato, pervaso da un sentimento molto bello di rimpianto non certo per la guerra, ma per come erano gli italiani prima della modernità; è attraversato da un’ironia anche affettuosa.

Autore: Il giornale - Testata: il Giornale

(...) più che un film sulla guerra o contro la medesima, è un film sulle miserie umane, che le situazioni di una guerra esasperano. (...) Se la ricostruzione d’ambiente è dignitosa (come ci si può aspettare da un regista che certe realtà le ha viste), imperfetto è il reperimento dei veicoli d’epoca. Ma imperdonabile è solo che nel 1940 si parli di Addio Kira di Goffredo Alessandrini, uscito nel 1942, e che il lessico («democrazia», «libertà», ecc.) non sia di allora, ma di oggi, per evocare non la difesa del Mare nostrum, ma l’invasione dell’Irak. Peccato: certe allusive goffaggini sono degne di Salvatores, non di Monicelli.

Autore: la Repubblica - Testata: la Repubblica

(...) Rispetto ai classici della sua carriera Monicelli ha accelerato (ma non da qui e da oggi) la tendenza, così assecondando un’infondata impressione di "rozzezza", ad essere brusco, disinteressato a perdersi dietro al superfluo e interessato ad andare al sodo. Ma ha anche ceduto (proprio qui) a qualche concessione sentimentale prima impensabile. Il film è anche la dimostrazione che la "commedia all’italiana", finita da un pezzo in quanto legata a un’epoca e all’età anagrafica di chi l´ha fatta, sopravvive ben al di là del genere: perché è uno spirito, uno sguardo, uno stile del vedere la vita. E, qui, rientrano sotto questo cappello certe forzature attualizzanti, come le uscite dell´inetto maggiore Haber sul "portare la democrazia" ai colonizzati. Se anche il film uscisse anonimo certi passaggi sono così inequivocabilmente "firmati" che chiunque riconoscerebbe la mano "antieroica" del maestro. (...)

Autore: Paolo Mereghetti - Testata: Il corriere della sera

(...) A colpire, però, è soprattutto il modo scelto da Monicelli per raccontare un’epopea al contrario che poteva scivolare nella retorica o nella nostalgia. Tagliando ogni possibile fronzolo narrativo, concentrandosi solo su ciò che sembra davvero necessario e ineliminabile, il film evita qualsiasi oleografia e tentazione predicatoria. (...) (...) Monicelli (n.d.r.) ritrova la forza e la lucidità del vero moralista. E ci chiede di confrontarci con un’idea di popolo che il cinema italiano aveva completamente dimenticato, senza nasconderne l’ignoranza e la vanità, la creduloneria e la piccineria, ma anche raccontarcene l’allegria e la saggezza e persino il quotidiano eroismo. (...)

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domenica 24 giugno 2007 - ore 11:48


Ocean’s 13
(categoria: " Cinema ")





Alessandra Levantesi (La Stampa)
Chi ricorda il «rat pack»? Era il ( «branco topolinesco» che 50 anni fa folleggiava intorno a Frank Sinatra: attori di successo spesso insieme sulle pedane dei night e nella vita amici per la pelle. Nel gruppo si contavano Dean Martin, Sammy Davis jr, Peter Lawford, Shirley MacLaine e pochi altri eletti, compari di scherzi e bevute, popolarissimi. Come dimostrò il loro film intitolato Ocean’s Eleven (da noi Colpo grosso, 1960), nato da un copione che Sinatra si era visto proporre da un giovane benzinaio e ambientato a Las Vegas per permettere agli attori di mantenere gli impegni con i casinò. Quando nel 2001, rievocandone situazioni e battute, George Clooney e il cineasta Steven Soderbergh decisero di rifarlo con lo stesso titolo, la leggenda di Ocean’s 11 sembrava tramontata. [...] »

Tullio Kezich (Il Corriere della Sera)
C’ è un po’ di insofferenza nei giornali verso la critica cinematografica, nel senso che quand’ è possibile si preferisce parlare dei film in maniera indiretta, scavalcando la prassi tradizionale. Proprio come fa Time (11 gennaio) sostituendo alla recensione di Ocean’ s 13 un «freewheeling chat», una chiacchiera a ruota libera fra i divi. Approfittando del Festival di Cannes, Josh Tyrangel ha piazzato il registratore in mezzo al vispo quartetto formato da George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon e Ellen Barkin, sorpresi a parlare di tutto e di niente, del lavoro fatto e di cento altre cose. Tra l’ altro dell’ appoggio che questi famosi intendono dare a Barack Obama nella corsa alla presidenza degli Usa. [...] »

Valerio Caprara (Il Mattino)
Ricetta standard per megafestival: in concorso, due film adatti all’arte di spaccare il capello in quattro cara agli esperti; fuori gara, un filmone hollywoodiano scacciapensieri che rallegri i convenuti e non li distacchi troppo dal tran tran quotidiano del cinema. Nonostante il sessantennale, nonostante il glamour, il tappeto rosso e i galà, nonostante il caldo più soffocante mai patito sulla Croisette, alla nona giornata il piattino è stato servito a dovere. Il compito più facile è toccato a «Ocean’s Thirteen» di Steven Soderbergh, che ha l’unica ambizione di proseguire il successo della serie, i cui ultimi capitoli erano datati 2001 e 2004, dedicata alle imprese dei superladri capeggiati dall’ineffabile Danny Ocean/George Clooney. [...] »

Fabio Ferzetti (Il Messaggero)
Una giovane maestra di piano rimasta da poco vedova viene a vivere col figlioletto nella piccola città di cui era originario il marito. Per fedeltà alla sua memoria, per incrollabile ottimismo, per cambiare vita. Ma in quella cittadina dal nome strano e beneaugurante, Secret Sunshine ("Sole segreto", in concorso), nulla è come sembra. E dopo una prima parte dedicata alle difficoltà della povera ma sempre allegra Shin-ae, il film svolta di colpo in tragedia. Il maestro di scuola, così simpatico ed energico, rapisce suo figlio, chiede un ricatto, lo uccide, non sapremo mai come né perché. La conversione sembra l’unica risposta a tanto dolore, ma quando la neocattolica Shin-ae va a trovare l’assassino in prigione scopre che pure lui ha abbracciato la fede e ora è tranquillo e sereno. [...] »

Alessandra Levantesi (La Stampa)
E’ stato l’evento promozionale più affollato del Festival di Cannes. Poche volte nella sessantennale storia della manifestazione si era visto schierato per sostenere un film un gruppo altrettanto nutrito di star di oggi e di ieri, in rappresentanza di tre generazioni divistiche. Intorno a George Clooney c’erano (prendiamo fiato…) Brad Pitt, Matt Damon, Ellen Barkin, Don Cheadle, Elliott Gould e Andy Garçia. Per non parlare di Steven Soderbergh, regista di ben note ambizioni intellettuali per niente pentito di aver messo mano a un film di puro intrattenimento come Ocean’s 13. Andando indietro di quasi mezzo secolo, la formula risale all’omonimo Ocean’s 11 (da noi Colpo grosso, 1960) con Frank Sinatra, già ripresa in due precedenti film della stessa banda di Cannes. [...] »


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