BLOG MENU:


ely6_it, 34 anni
spritzina di Padova
CHE FACCIO? :-)
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO

- Fabio Volo
Un posto nel mondo
Mondadori



Bello ma non eccezionale come altri da lui scritti

- Tutto in una notte
Mondadori



PESSIMO,da adolscenti. Decisamente meglio Tre metri sopra il cielo and Co.

- Muriel Barbery
L’eleganza del riccio
E/O (collana Dal mondo)



Stupendo excursus di pensieri. Da leggere tutto d’un fiato ricordando le ore di filosofia al liceo

- Fabio Volo
Il giorno in più
Mondadori

Incredibile, sembra di essere realmente a NY (e chi ci è stato concorderà di sucuro con me), fantasticamente romanico, reale, coinvolgente, ironico.

- Curtis Sittenfeld
Prep
Bur

Vita di un’adoloscente in collegio tra ambiguità sessuali e primi amori.
Libro non adatto ad adolescenti ma troppo banale per adulti.

- Marilù Manzini
Il quaderno nero dell’amore
BUR

Credevo molto più sensuale e maturo. Bocciato

- Palmese Massimiliano
L’amante proibita
Editore Newton & Compton

Finalista al premio strega 2007...mi aspettavo decisamente qualcosa di più

- Fabio Volo
E’ una vita che ti aspetto
Oscar Mondadori

Si conferma un grande! Ironico, moderno e soprattutto reale, mai banale anche nel raccontare senza timidezze cio’ che ogni ragazzo pensa e vive. Le belle frasi ci sono e nella loro semplicità sbucano inattese dalle pagine del libro.
Unica nota dolente...la punteggiatura...molto dannunziana

- Moccia Federico
Scusa ma ti chiamo amore
Rizzoli

Che dire sempre e solo unico nella narrazione, anzi aggiungerei che le frasi in questo ultimo lavoro son molto più belle e meno banali come le immagini dei diversi rapporti e le loro sfaccettature. Insomma, PROMOSSO APPIENO

- Umberto Contarello
Una questione di cuore
Feltrinelli

Deludente

- Erri De Luca
Non ora, non qui
Feltrinelli

Molto bello ma alquanto impegnativo

- a cura di John Beer
La classe fa la ola mentre spiego
Rizzoli

Che figuraccie che ho fatto mentre leggevo questo libro aspettando dal dottore o l’autobus. Esilarante è dir troppo poco: ridevo a crepapelle da sola...e la gente vicino a me mi guardava allibita.
Insomma, volete ridere?Volete scoprire pers con una fervida fantasia irriverente? LEGGETELO!

- Banana Yoshimoto
Ricordi di un vicolo cieco
I Canguri - Feltrinelli

- Manuel Vàzquez Montalbàn
Tre storie d’amore
Feltrinelli

...non un gran che

- Federico Moccia
Ho voglia di te
Feltrinelli

FINITO!!!!molto bello come del resto"3 metri sopra il cielo"

- Banana Yoshimoto
L’abito di piume, Feltrinelli - I Canguri

HO VISTO

le stelle

STO ASCOLTANDO

di tutto un po’ alla radio, jazz, lirica...


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

sportivo...SEMPRE

ORA VORREI TANTO...

ora...sempre...un viaggio

STO STUDIANDO...

bilancio sociale....ma ora ho FINITO!!!!!!!!,,,,,,,,,,,,,,,,

OGGI IL MIO UMORE E'...

?????????

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) Sognare durante la notte una persona e scoprire al risveglio che ti ha mandato un sms
2) quando senti qualcuno che ti arriva da dietro e ti abbraccia..e d'un tratto provi la sensazione che non può succederti nulla di male e che non c'è altro posto al mondo dove vorresti essere se non nello spazio di quell'abbraccio....
3) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..


Ciao!
Non ho sinceramente idea di che cosa scriverò nel mio blog. Per ora cosa certa è che non scriverò in maniera sistematica tutti i giorni.
Ho sempre ritenuto che chi avesse un blog in internet in fondo nasconde una punta di egocentrismo e vanità, soprattutto se lo utilizza come un diario vero e proprio. Beh non aspettatevi nulla di simile da me !

Adoro la montagna (sciare in particolare... sto cercando persone per andare a sciare insieme quest’inverno), il cinema, l’arte, leggere, ballare e la musica (ascolto moltissima radio).
Sport: sci, pallavolo, roller, corsa - perchè si deve , nuoto... insomma lo sport in generale

Odio: il mare, l’ipocrisia, la falsità, le pers che non si ricordano le cose che dico ma che pretendono che tu ti ricordi dei fatti loro, le cose non dette e pulire la casa.



(questo BLOG è stato visitato 16887 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



giovedì 24 novembre 2005 - ore 11:03


I MISTERI DEI TEMPLARI E DELLA CAPPELLA DI ROSSLYN
(categoria: " Riflessioni ")


E PER LA "GIOIA" DI CORE CHE SI LAMENTA DELLA LUNGHEZZA DEI BRANI CHE INSERISCO...


I misteri dei Templari e della Cappella di Rosslyn

La storia che abbiamo raccontato nella nostra puntata inizia da Edimburgo. E’ la storia di un viaggio disperato. Un viaggio di cui non esistono prove certe e che coinvolge la Terra di Scozia.
C’è stata un’epoca – circa 700 ani fa - in cui i mitici Cavalieri Templari furono perseguitati, il loro ordine sciolto e i loro rappresentanti bruciati sul rogo. Esiste addirittura una data precisa che segna la loro scomparsa: anno 1314. L’ultimo rogo. In quella stessa epoca, la Scozia era in lotta con il Papa e i Templari, da prima amici del Papa ora venivano perseguitati. Ecco perché la Scozia sarebbe stata la meta ideale per chi fuggiva dal papato. I templari sono passati da qui, ma il loro tesoro era con loro? Un’ipotesi è che sia sepolto qui, ma vediamo ora un altro viaggio di cui dobbiamo parlare. Un viaggio sorprendente.

Secondo quanto viene raccontato a Rosslyn, il navigatore veneziano Antonio Zeno salpò dalle coste scozzesi, con 12 navi. Era la fine del 1300 e, un secolo prima del viaggio di Cristoforo Colombo, raggiunse la regione a Nord Ovest dell’attuale Canada. Una terra che oggi viene chiamata "Nuova Scozia". Zeno stabilì un presidio a New Poss, a poco più di 30 km da Oak Island, un luogo di cui torneremo a parlare perché potrebbe nascondere un segreto antico e sconcertante…

Ma Antonio Zeno probabilmente non era solo nel suo viaggio verso l’America. Con lui potrebbe essere salpato Henry Sinclair, il nonno dell’uomo che ha fondato la Cappella di Rosslyn. La sua tomba si trova dentro uno dei luoghi più enigmatici del Vecchio Continente. La Cappella, appunto. Questo è il luogo in cui lo scrittore Dan Brown ambienta l’ultima scena del suo famoso Codice Da Vinci. Qui i suoi protagonisti completano il puzzle che attraversa le 523 pagine del romanzo. Il motivo per cui tutto ciò ci interessa è che il fenomeno letterario de Il Codice Da Vinci è pieno di mistificazioni storiche che secondo noi banalizza, riscrive e appiattisce la cultura e la storia europea. E’ solo un romanzo, un’opera di fantasia – è vero – ma noi crediamo che la realtà può essere spesso più emozionante della fantasia.

La Cappella di Rosslyn è stata costruita in soli quattro anni, tra il 1446 e il 1450, dal Conte William di Saint Clair, figura chiave di questa storia. William era un nobile legato al mondo esoterico e alla Massoneria di cui sembra fosse un alto esponente. Ma non solo. Tutta la storia della famiglia St.Clair è importante nella vicenda che vi vogliamo raccontare: un conte di Saint Clair partecipò alla prima crociata, quella in cui nacquero i Cavalieri Templari. Catherine di St.Clair, nel 1101 sposò il fondatore dell’Ordine del Tempio e molti altri membri di St.Clair furono in seguito cavalieri Templari. Forse è un caso, ma la parola Rosslyn, nell’antica lingua gaelica significa antica conoscenza tramandata di generazione in generazione. Ne Il Codice da Vinci gli eredi dei figli segreti di Gesù avrebbero come cognome proprio Saint Clair: uno dei tanti esempi di scaltra manipolazione da parte di Dan Brown.

Guardiamo invece le incisioni sulle colonne della Cappella: queste sono piante di Aloe e Mais. Curioso che abbelliscano e adornino una cappella di famiglia, ma ancora più curioso che nel 1446, quando furono scolpite, in Europa queste piante non esistevano!

Questa potrebbe essere veramente una prova del viaggio di Henry Sinclair verso le coste americane. E’ possibile che nelle 12 navi salpate verso ovest ci fosse anche il tesoro dei Templari, che cercassero un luogo sicuro per nasconderlo, lontano dalla portata del Papa o del Re di Francia?

L’isola di Oak Island, sulle coste del Canada, ogni anno è meta di numerosi cercatori di tesori e appassionati del mistero. Nel 1795 vi fu scoperto un profondo pozzo all’interno del quale venne rinvenuta una pietra con una iscrizione indecifrabile. Ma non si riuscì ad arrivare in fondo al pozzo che tende, ogni volta, a riempirsi d’acqua impedendo ogni scavo. Un semplice fenomeno naturale o uno stratagemma per nascondere qualcosa di molto prezioso?
Fred Nolan, attualmente proprietario di parte di Oak Island, avrebbe scoperto, intorno all’isola, una grossa pietra levigata e alcune rocce granitiche a forma di cono. Collegando queste pietre su una carta geografica si otterrebbe il disegno di una croce cristiana. Secondo Nolan ciò rappresenterebbe un richiamo ai Cavalieri Templari che quasi cento anni prima di Colombo approdarono nel "nuovo Mondo" per nascondere i loro tesori.

Qualcosa di molto importante potrebbe però essere rimasto a Rosslyn. Tutto il tempio è, infatti, stato costruito secondo il progetto redatto dallo stesso William Sinclair. Una pianta identica al tempio di Erode, il tempio nato sulle macerie del Tempio di Salomone. La metafora è chiare: un nuovo Tempio che sorge sui resti del Tempio distrutto…

Nella Bibbia è scritto come il monte Moriah - in tempo di guerra - fosse utilizzato come bunker per nascondere tesori e documenti importanti. La "Mishnah" ebraica (un’opera contenuta nel Talmud) dice che la "Tenda del Convegno" era custodita nelle "cripte del tempio" con tutte le tavole di legno, i sostegni, le traverse, le colonne e gli anelli. E non solo: secondo la tradizione ebraica, reliquie leggendarie come l’Arca dell’Alleanza, l’Altare dell’incenso, il Bastone di Aronne, l’urna con la Manna e le Tavole della Legge sarebbero state nascoste in un vano segreto sul lato occidentale del Tempio, vicino al Sancta Sanctorum.

Il particolare più famoso di tutta la Cappella di Rosslyn è la "Colonna dell’Apprendista". La storia della sua realizzazione è un ulteriore legame con il tempio di Salomone. Il motivo di questa colonna, il più complesso di tutta la Cappella, sembra sia stato disegnato dallo stesso William. Il progetto sarebbe stato però così complesso che il mastro scalpellino non avrebbe saputo come realizzarlo e lo avrebbe portato a viaggiare verso Roma per studiare come fare. Ma mentre il Maestro era fuori, uno dei suoi ragazzi di bottega avrebbe deciso, di propria iniziativa, di eseguire il lavoro, non prima di aver ricevuto in sogno le dovute istruzioni. La colonna pare venne benissimo ma, quando il Maestro tornò da Roma, fu preso da un attacco di gelosia e, sconvolto, uccise il giovane. Poi edificò un’altra colonna, quella chiamata, "Del Maestro". Un colorito racconto questo, che sembrerebbe al pari di tanti altri nel mondo dell’arte. Se non fosse che questa è anche esattamente la storia della leggenda massonica sulla morte di Hiram Abiff, l’architetto del Tempio di Salomone. Le due colonne corrisponderebbero allora alle due colonne portanti dell’antico tempio di Salomone, quelle di Boaz (l’Apprendista) e Jachim (il Maestro). E questo è un particolare molto interessante.

Nella colonna, inoltre, troviamo una raffinata raffigurazione dell’Albero della Vita biblico, contaminato però da riferimenti pagani come i draghi. Dalle loro fauci fuoriescono viti rampicanti che si estendono a spirale per tutta la sua lunghezza. Alcuni vedono in questo un legame con la mitologia nordica, secondo la quale un drago rosicchia le radici dello Yggdrasil, il grande albero cosmico che sostiene l’Universo. Secondo alcune interpretazioni di questi simboli, alcuni ricercatori suggeriscono che questa colonna possa contenere uno scrigno di piombo: il contenitore in cui sarebbe nascosto il Santo Graal, la leggendaria coppa usata da Gesù in occasione dell’Ultima Cena, e successivamente usata per raccogliere il suo sangue. Ma le metafore non finiscono qui. Tutta la cappella presenta riferimenti a simboli, culture e religioni che col cristianesimo non hanno nulla a che fare. Il soffitto, ad esempio, presenta gigli, stelle e rose.

I gigli pare fossero scolpiti anche sulle due colonne di Boaz e Jachim, nell’antico Tempio di Gerusalemme. Mentre Rose e Stelle sono la tradizionale decorazione dei templi babilonesi dedicati alla dea Ishtar e a suo figlio che risorge, Tammuz. Di nuovo la stessa metafora: rinascere a Nuova Vita. Al centro della navata, a metà tra la quarta colonna di destra e di sinistra, si troverebbe poi il centro di una ideale stella a sei punte, il punto in cui nell’originario Tempio di Salomone sarebbe stata custodita addirittura la leggendaria Arca dell’Alleanza. Culti babilonesi ed egiziani, riferimenti celtici e scandinavi, mistica ebraica e cristiana. Un po’ troppo per una semplice cappella di famiglia…

Nell’Israel Museum, a Gerusalemme, è custodita la leggendaria Melagrana d’Avorio. L’unico reperto del tempio di Re Salomone arrivato fino ai giorni nostri. Da oltre vent’anni, gli studiosi ipotizzano che la reliquia fosse posta in cima allo scettro usato dai sacerdoti del Tempio di Salomone, distrutto, secondo la Bibbia, nel 586 a.C… Secondo il ricercatore francese, Andre Lemaire, le nove lettere incise sulla parte superiore sarebbero le iniziali della frase in antico ebraico: "Donazione Sacra Ai Sacerdoti Della Casa Di Dio". Ma per quanto affascinante tutto ciò possa sembrare e quali pratiche possa evocare, in realtà siamo di fronte a un falso. Il manufatto è in realtà un dente di ippopotamo la cui incisione è stata aggiunta successivamente alla distruzione del tempio.

Le leggende sui cavalieri templari e il loro tesoro si rincorrono attraverso i secoli e la Scozia ne è attraversata in pieno. Nel Codice Da Vinci tutto finisce a Rosslyn, ma i protagonisti del romanzo prima cercano le tracce della loro inchiesta in una piccola chiesa di Londra: Temple Church. Una chiesa protetta da "Cavalieri di Pietra".
E se Dan Brown, nel suo pastiche sulle origini del cristianesimo avesse azzeccato il nome ma sbagliato il luogo?
Questa in cui ci troviamo è una chiesa vicino al paese di Temple: in inglese suona proprio Temple Church.

Avevamo fatto un’ipotesi all’inizio di questa puntata: e se il tesoro fosse rimasto sepolto qui, in questo centro templare?
Una leggenda locale parla di una mappa e di un nascondiglio. Un luogo che si troverebbe nascosto tra la quercia e l’olmo. Tutto ciò che possiamo dirvi è che questi olmi e queste querce hanno di certo centinaia di anni…

E non è tutto: un’ultima notizia – cosa rara quando si parla di Templari – ci dice che nei recenti scavi di ristrutturazione della casa di fronte sono state ritrovate le vecchie fognature templari. E inoltre, sopra le fondamenta esistono tracce di pietra lavorata per circa 70 cm e scalini che sembrano scendere. Dove portano?


IL MISTERO DEI TEMPLARI
di Martin Bauer
Newton Compton
La storia e i segreti dell’ordine dei templari prima e dopo il suo scioglimento forzato e del rogo del suo ultimo Gran Maestro Jacques de Molay nel 1314.


LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



mercoledì 23 novembre 2005 - ore 11:54


CHI GLIELO DICE CHE LA BUONA VOLONTA, A VOLTE, NON BASTA?
(categoria: " Vita Quotidiana ")






LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



martedì 22 novembre 2005 - ore 17:43


Test: vestire con praticità o alla moda?
(categoria: " Vita Quotidiana ")



IO SONO RISULTATA "IMPECCABILE" ANCHE SE NON MI RISPECCHI MOLTO NEL PROFILO
E VOI? PROVATE E LASCIATE NEI COMMENTI LA VOSTRA RISPOSTA


Il look determina la personalità di ognuno di noi. Non è sempre facile far coincidere moda e praticità, spesso non coincidono l’una con l’altra. Le ultime tendenze di certo non ci aiutano. La cura dell’accessorio fa tendenza ma quanto nei giorni d’oggi l’abito fa il monaco?


1. Parti per un lungo viaggio: il tuo bagaglio ideale?
A) Un set di trolley
B) Zainetto in spalla
C) Il mio guardaroba, ovvio
2. Da quando ti svegli a quando parti per andare a scuola, passa:
A) L’eternità
B) Un batter d’occhio
C) Il tempo che mi occorre per fare le mie cose
3. Poco prima di un importante appuntamento ti macchi la maglietta, tu:
A) Ti precipiti in un negozio e ne compri una simile
B) Pazienza, vorrà dire che terrai la giacca chiusa
C) Provi con uno smacchiatore
4. Normalmente in casa sei vestito di:
A) Pantaloni della tuta e maglietta
B) Quello che hai addosso durante la giornata
C) Pigiamino con orsetti e fragole
5. Il tuo modo preferito di spendere la paghetta:
A) Prodotti audio/video
B) Giornali e fumetti
C) Vestiti
6. Nella scelta del tuo guardaroba, ti affidi:
A) Il tuo buon gusto
B) Il prezzo
C) Le riviste specializzate
7. A quali accessori dai maggiore importanza?
A) Le scarpe sono una vera passione
B) Non pensi che gli accessori siano essenziali
C) Tutti: non trascuri nella per la cura del tuo look
8. Un giubbotto a cui sei affezionato è ormai out, tu:
A) Te ne liberi a malincuore
B) Toglietemi tutto ma non quello!
C) Lo metti solo in occasioni poco importanti


Maggioranza di A) il tuo profilo è: impeccabile
Sei un amante di tutto ciò che è sobrio e semplice. Non ami apparire, preferisci mantenerti semplice nell’abbigliamento. Nessun colore aggressivo ma prediligi blu e grigio. L’accessorio ricercato diventa un complemento insostituibile. Non è facile trovarti in disordine neanche in casa. Sarai un signore!
Maggioranza di B) il tuo profilo è: sportivo
Non c’è nulla da fare, gli abiti eleganti non fanno proprio per te. Recuperi con jeans e magliette attillate, scarpe da tennis e un pizzico di fai da te. Guardaroba di mille colore e tessuti che premiano comodità e praticità. La mattina non ti resta altro che evitare di combinare il blu con il marrone e il gioco è fatto. Stravagante.
Maggioranza di C) il tuo profilo è: un abito per ogni occasione
Il tuo guardaroba è vario e completo allo stesso tempo. Pratico ma anche capace di innata classe e eleganza. Cerchi sempre di essere alla moda del momento. Pazienza se ti capita a volte di doverti cambiare in fretta e furia ma non è un motivo sufficiente per rinunciare alle comodità di un abbigliamento sobrio e confortevole. Trasformista.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



lunedì 21 novembre 2005 - ore 11:18


Giovedì - Elizabethtown (2005)
(categoria: " Cinema ")



Pensavo fosse un film "da ragazze" invece è un film che secondo me fa pensare sul rapporto genitori figli e sul mondo del lavoro giovanile



Regia: CAMERON CROWE

Interpreti: KIRSTEN DUNST
ORLANDO BLOOM
SUSAN SARANDON.

Reduce da un clamoroso fiasco - che ha causato un deficit di circa 1 miliardo di dollari per l’azienda - un disegnatore di scarpe, Drew (Orlando Bloom), viene sorpreso nella sua depressione dall’improvvisa morte del padre. Incaricato dalla famiglia, il ragazzo dovrà recarsi nel Kentucky, ad Elizabethtown, per discutere delle modalità di sepoltura e presenziare la cerimonia commemorativa. Sull’aereo conosce Claire (Kirsten Dunst), bella hostess che finirà per travolgerlo con il suo inarrestabile ottimismo aiutandolo, poco a poco, a vedere la vita da un’altra prospettiva. Ibrida commedia che alterna frammenti notevoli a flessioni preoccupanti, Elizabethtown non fa altro che confermare l’altalenante, presunto talento che accompagna Cameron Crowe sin dai tempi di Non per soldi ma per amore. A tratti divertente (l’incontro con il capo, Alec Baldwin) e velatamente malinconico (quasi struggente, nella sua leggerezza, il tip-tap ballato dalla vedova Susan Sarandon), il film regala il meglio di sé in prossimità del finale, con quel viaggio on the road attraverso l’America commentato da una colonna sonora da urlo, elemento - questo sì, considerati i trascorsi da critico musicale - da sempre impeccabile nella filmografia di Crowe. Note: la versione per le sale è stata leggermente tagliata (di circa 10’) e modificata dallo stesso regista rispetto alla copia presentata, fuori concorso, a Venezia62.


Valerio Sammarco

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



giovedì 17 novembre 2005 - ore 13:33


Relazioni:uno studio sugli effetti di internet sulle relazioni amorose negli USA
(categoria: " Riflessioni ")



di Jennifer K. Mulcahy

Internet è filtrata lentamente dal mondo militare e delle multinazionali nella vita delle persone di tutti i giorni e ha influito sulla nostra vita virtualmente in un numero infinito di modi diversi. Anche se alcune persone potrebbero non utilizzare individualmente internet con la stessa quantità di altri, ha pur sempre un’influenza sul modo in cui è vissuta e percepita la vita dalla maggior parte della società occidentalizzata. Oltre ad aver reinfiammato il mondo della pubblicità e degli affari, internet ha iniziato ad aver effetto sulla vita personale della gente permettendo nuove forme di comunicazione con amici, la famiglia e i colleghi in tutto il mondo. I mutamenti all’interno della sfera della vita e dell’esperienza personali sono arrivati ad includere l’incontro con nuovi amici, colleghi e incontri romantici attraverso la comunicazione on-line. Lo scopo di questo lavoro è di esplorare luoghi diversi dove la gente interagisce e si incontra su internet e di scoprire i modi in cui il mezzo ha cambiato o influenzato i modi in cui un numero significativo di persone nella nostra società si avvicina e tratta le relazioni romantiche nella propria vita sia on-line che off-line. Mentre questa forma abbastanza nuova di telecomunicazioni ha senza dubbio apportato molti cambiamenti al modo in cui le persone giungono a contatto per avere relazioni romantiche, mi aspetto comunque di scoprire che alcune cose non sono realmente mutate nel modo in cui i sessi interagiscono e procedono attraverso varie forme di corteggiamento. Nell’esplorare molti aspetti di internet e le varie comunità e risorse che vi si trovano, spero di trovare alcune risposte ed esempi per soddisfare queste domande.

Internet è composta da una varietà apparentemente infinita di media attraverso cui comunicare ed esplorare l’informazione. Alcuni meccanismi, come nel caso del World Wide Web, agiscono soprattutto come una biblioteca informatica senza un vero tempo-reale o interazione personale tra due o più persone. Ci sono comunque molte risorse su Internet che forniscono sia interazione a tempo-reale che comunicazione personale tra individui o gruppi. Spesse volte la gente si incontra in un ambiente e poi continua la comunicazione in un ambiente diverso. In qualsiasi modo poi vadano a finire queste interazioni, la prima cosa da scoprire è dove inizialmente queste persone si incontrano su Internet.

Un primo mezzo per la gente per interagire gli uni con gli altri sono i newsgroup. Un newsgroup consiste in un vasto numero di differenti basi per messaggi dove i frequentatori di Internet in giro per il mondo possono leggere e impostare messaggi pubblici su virtualmente ogni argomento immaginabile. Ci sono newsgroup per vittime di abusi, su ossessioni sessuali, religione, sull’essere alti… e insomma su qualsiasi altra cosa si possa immaginare. La gente inizialmente inizia a leggere e a postare nei newsgroup con argomenti che li interessano. Durante il passaggio avanti e indietro dei messaggi nel forum pubblico, una particolare persona potrebbe attrarre l’occhio di qualcuno e spingerli ad iniziare o una discussione pubblica nel newsgroup su un tema collegato o più comunemente ad inviare all’altro un messaggio privato via e-mail.

L’e-mail, il secondo passo in una relazione iniziata in un newsgroup, così come l’estensione di altre relazioni on-line, è anche un sistema elettronico di messaggi protetto che non permette un’interazione istantanea tra le due parti. L’e-mail assicura una comunicazione nascosta tra due persone in un formato testuale ed è usata per un certo periodo in quasi tutte le avventure romantiche on-line. Alcune persone passano esclusivamente alla comunicazione via e-mail dopo l’incontro iniziale su di un newsgroup o IRC. Le e-mail possono essere rivelatorie della personalità in modo più veloce di quanto non lo sia la comunicazione ‘di persona’ e spesso portano a sentimenti romantici verso l’altra persona. Katie, una persona intervistata nel libro di Moore, dice che l’e-mail è più intima del parlare al telefono o dello scrivere una lettera normale. Afferma:

"Per qualche ragione posso dire le cose più liberamente. Non sono una grande scrittrice di lettere, ma sono una buona scrittrice di e-mail. Penso sia la revisione. Non è spontaneo [come parlare direttamente], così puoi scegliere le parole in modo più attento. Ci sono stati molti messaggi che ci siamo spediti in cui dicevamo, ’Si lo trovi strano, cancellalo e non ne parliamo più.’ Così puoi dire cose in modo differente che sulla carta o al telefono."

Per alcune persone questo processo attento e logorante non è abbastanza istantaneo per la comunicazione che desiderano. Per queste persone ci sono altri media da utilizzare.

Ci sono, in aggiunta a questi mezzi di comunicazione statici a base testuale, tipi di programmi per internet ancor più immediatamente interattivi che permettono una comunicazione istantanea di testo avanti e indietro. Uno di questi programmi è IRC, o Internet Relay Chat.

Il particolare layout di IRC differisce a seconda del software, ma fondamentalmente consiste in differenti server IRC con ognuno che contiene un certo numero di canali o stanze con differenti aree di argomento. Una volta che ci si connette ad un server IRC, si può vedere qual è l’offerta dei canali con un semplice comando: "/list". Ci si può poi unire ad un canale con un argomento che interessa oppure creare un canale proprio. In un ambiente IRC le linee di testo scorrono con il nome dell’utente che le ha inviate all’inizio del messaggio. Si può rispondere al testo della schermata o scegliere una persona che appare particolarmente interessante e inviarle un messaggio IRC privato. IRC, dunque, è un luogo dove avviene una chat sia di forma pubblica che di forma privata. Una attività che viene spesso trovata su IRC è il "cybersex". Moore descrive il cybersex come il "parlare in modo greve in tempo reale, descrivendo vari atti sessuali in dettaglio cronologico ed intimo, con un partner che potrebbe essere qualsiasi cosa o qualsiasi persona si possa mai immaginare ". Il cybersex trova spazio su IRC piuttosto che attraverso e-mail e newsgroup perché "il cybersex ha bisogno di essere spontaneo e istantaneo, non remoto e sporadico ". Comunque, su IRC trovano spazio altre forme di comunicazione meno esplicite sessualmente per questa stessa ragione.

Un’altra forma simile di comunicazione testuale istantanea è il MUD, o Multi-User Dungeons. Si tratta sostanzialmente di un tipo di gioco di ruolo in cui le persone creano i personaggi e poi partecipano con questi personaggi ad un gioco fantasy, interagendo con gli altri personaggi. Attraverso questo mezzo, comunque, avvengono anche chat sia pubbliche che private. Vengono create stanze private, in aggiunta a quelle pubbliche, e vengono inviati sia messaggi pubblici che privati in tempo reale agli altri frequentatori del MUD. Si può passare molto tempo in un MUD, in quanto se son si sta chattando con altri frequentatori, si fa avanzare il gioco. Vengono uccisi mostri e si fanno cerche. C’è sempre qualcosa da fare in un MUD, il che lo rende spesso drogante.

Chi in realtà tende a formare relazioni on-line? Jaffe, Lee, Huang ed Oshagan hanno condotto uno studio in cui hanno scoperto che le donne tendono a formare un numero maggiore di relazioni on-line (incluso amicizie) rispetto agli uomini, questo potrebbe essere solo perché più donne cercano questi tipo di di cose on-line risposto agli uomini. Comunque la gente di ogni età crea relazioni on-line e queste relazioni spesso diventano molto coinvolgenti ed intime.

Le relazioni che iniziano on-line quasi sempre migrano su un altro mezzo su internet o sul telefono o ad incontri concreti viso a viso. Gli scopi di una coppia on-line di solito includono l’incontro definitivo "nella VR" (nella Vita Reale), anche se Moore afferma nel suo libro su questo argomento, "sia chiaro che non si deve mai suggerire a qualcuno che fa questi giochi di ruolo su computer (i MUD) che questi giochi non sono la vita reale, se non si vogliono ricevere male parole". Sono poche comunque le eccezioni alla regola del "nella VR", come nel caso di "e-mail affairs" e del "cybersex" che non hanno realmente desiderio di un futuro nella "vita reale" concreta della persona. Questi casi hanno alcuni problemi propri, come esaminerò più avanti.

Ci sono alcuni problemi con la comunicazione on-line che sono pressoché universali tra le varie comunità e i vari ambienti di Internet. Questi problemi si manifestano pienamente nei tentativi di creare e mantenere relazioni romantiche su questi mezzi.

Il primo problema sta nelle limitazioni di base di una trasmissione puramente testuale. Inflessioni di voce e gestualità corporea si perdono nell’arte altamente soggettiva della comunicazione on-line. Con lo scopo di rimediare a questo problema sono state inventate le "emoticon" o "smiley". Sono rappresentazioni laterali di espressioni facciali che usano i normali tasti della tastiera per esprimere col testo delle emozioni. Per esempio, è un sorriso, è un broncio, esprime civetteria (una strizzata d’occhio) o un modo giocoso, > è arrabbiato, e così via. Mentre queste creazioni ascii aiutano in qualche modo a comunicare inflessioni emozionali, la cattiva comunicazione è ancora un grosso problema per il mantenimento di storie romantiche on-line. Sfortunatamente ho sperimentato la cosa di persona e ho sentito molti dei miei amici on-line lamentare la stessa malattia. Di persona, io e il mio fidanzato, non litighiamo mai e raramente arriviamo a discutere. Siamo comunque persone di poche parole per natura ed essendo costretti a comunicare attraverso i testi su internet ne vengono fuori frequenti incomprensioni e litigi su cose stupide che nascono da disguidi di comunicazione. Senza inflessioni verbali o linguaggio corporeo o qualsiasi altro segnale esterno, il discorso può assumere un’infinità di significati. Un pericolo a tutto ciò è che laddove viene a mancare lo stimolo, la mente spesso riempie il vuoto con ciò che pensa sia vero. In altre parole, un’affermazione del tipo "hai una bella faccia" può essere presa per sarcastica, sciovinista, insincera o dolce a seconda di ciò che il lettore sta provando o pensando in quel dato momento. Questo tipo di comunicazione sbagliata può moltiplicarsi con il progredire della conversazione, con ogni nuova frase che trabocca di nuova incomprensione potenziale. Una relazione che si fonda pesantemente sulla comunicazione testuale è appesantita e minacciata da questi problemi in quanto la comunicazione in una relazione è assolutamente vitale.

Un secondo problema con la comunicazione testuale di natura statica (newsgroup ed e-mail). In una situazione di newsgroup o e-mail, possono passare giorni o a volte settimane prima che si riceva un messaggio. Questa cosa, naturalmente, esclude ogni spontaneità di risposta assieme al fatto di permettere che passi un sacco di tempo durante un filo di discussione, rendendone difficile la gestione. A volte le cose possono cambiare col passare dei giorni o delle settimane tra un messaggio e l’altro e può essere troppo lungo mantenere le cose aggiornate tra i messaggi. Anche per il più paziente i messaggi che impiegano un lungo tempo per essere processati sono quelli che fanno parte delle comunicazioni meno soddisfacenti.

Un altro problema che si riscontra nelle comunicazioni on-line affligge solo le comunicazioni istantanee come IRC o MUD. Questo problema viene indicato con "lag" e un altro problema correlato è conosciuto col nome di "netsplit". Con "lag" si indica il ritardo tra quando si digita qualcosa e quando lo vedono gli altri, dovuto principalmente ad un ritardo nella comunicazione tra i server. Come utilizzatrice di IRC, ho fatto esperienza diretta del lag ed ho visto i suoi effetti nocivi sulla comunicazione. Nel bel mezzo di un’importante conversazione, è comune che colpisca il lag, trasformando una forma di comunicazione che su supponeva istantanea in una lotta per mantenere una conversazione attraverso secondi e avolte minuti di buco. Durante una discussione seria ciò può essere incredibilmente fristrante e dannoso per il contenuto della conversione sul lungo periodo. Si sa che il lag rende la gente arrabbiata e frustrata. Come si sente spesso su IRC, "ACK! @%$#^%LAG!" I Netsplit sono meno comuni ma gettano anch’essi confusione nelle conversazioni su IRC. Un netsplit si ha quando la connessione tra i server viene a cadere, spaccando l’IRC in due network separati Ciò significa sostanzialmente che gli utenti su server IRC differenti vengono separati senza preavviso. Gli effetti su una conversazione in questo caso sono ovvi.

I MUD presentano un problema che è prevalente su internet ma lo è soprattutto in questi tipo particolare di programmi a causa della natura del loro scopo. Il Multi-User Dungeons per natura è un ambiente di gioco di ruolo. Ciò significa che il loro scopo reale è di creare personaggi e con essi giocare un ruolo in una storia. Comunque, con le possibilità di chat dei MUD, la gente finisce col flirtare e dar vita a `relazioni’ con altri personaggi. La confusione che sorge fa porre la domanda se la relazione è ‘real’ o se non faccia semplicemente parte del gioco di ruolo. Questa incertezza esiste per tutta internet, naturalmente, per via della natura ambigua del mezzo. Non si può vedere chi si nasconda dietro il soprannome on-line. Una presentazione camuffata su internet si fa facilmente ed è comune. La gente può assumere identità multiple molto differenti dalla reale identità nella vita. La linea sfocata che divide il reale dal fittizio sui MUD può essere mostrata in un paio di esempi di persone che ho intervistato.

Un frequentatore di MUD con cui ho parlato ha iniziato a partecipare ai MUD durante il suo primo semestre al college. Jerry era piuttosto timido nella vita reale e partecipò al MUD perché si sentiva più eloquente nel suo ambiente. Iniziò a ricevere messaggi amorosi da una frequentatrice femminile che chiamerò Kitty. Iniziarono a parlare privatamente e finì col passare circa 10 ore al giorno nel MUD a parlare con lei. La loro relazione si spostò ben presto sul telefono dichiarando il loro amore immortale e facendo progetti per incontrarsi di persona. Alla fine, dopo un semestre di lezioni saltate e lunghe notti al MUD, Jerry prese un aereo per l’Utah per incontrare Kitty. Lei lo salutò all’aeroporto in modo molto platonico e passò pochissimo tempo con lui durante il suo soggiorno. Jerry aveva scoperto troppo tardi che Kitty in realtà non aveva fatto altro che recitare una parte sul MUD per tutto il tempo e che il suo amore e i suoi sentimenti non erano altro che parte del suo ruolo nel gioco. Anche se non si capisce perché abbia accettato di incontrarlo nella vita reale, stando così le cose, la storia mi ha colpito come un esempio chiarissimo di uno dei pericoli del MUD.

Un altro frequentatore di MUD che ho intervistato tramite IRC avea una storia da raccontare che era del tutto diversa. Ci sono dei MUD che si basano su ambienti fantasy. QPorcupine frequenta un MUD chiamato "FurryMuck", un ambiente di gioco di ruolo basato su antropomorfi. Gli antropomorfi sono animali che adottano qualitù umanoidi e sono spesso ritratti in un aspetto da cartone animato (come Bugs Bunny, Daffy Duck e simili). QPorcupine crede realmente d’essere un porcospino intrappolato in un corpo umano e cerca altri con una condizione simile: Dice, "Internet mi aiuta a cavarmela in quanto posso essere visto per quello che sono... ma resto ancora intralciato dalla Vita Reale." Ha incontrato sil suo compagno un mese fa in questo MUD. Il suo compagno è un topo intrappolato in un corpo umano e la natura della loro relazione è piuttosto insolita. Gli ho chiesto se desiderava incontrare un giorno o l’altro il suo compagno nella vita reale, dato che viva ad oltre 3000 chilometri da lui. QPorcupine ha replicato, "Anche se potessimo arrivare a contatto nella VR saremmo ancora costretti nelle nostre forme umane. In VR non credo che staremmo così bene (come nel MUD). Vedi, nel MUD puoi fare qualsiasi cosa tu voglia realmente… come essere ermafrodita, per esempio..." Continua dicendo che gli piacerebbe un giorno incontrare comunque il suo compagno, "anche se ciò distruggerebbe l’idea che abbiamo costruito nella nostra mente su come appare l’altro… Io lo vedo solo come un topo e lui sono certo me vede solo come un porcospino". In questo esempio, la relazione tra i due frequentatori di MUD è volontariamente basata sul ruolo del gioco e l’interazione della vita reale è vista come dannosa per le basi della relazione stessa.

Ci sono molte differenze importanti nella formazione di relazioni romantiche on-line. La più ovvia e forse la più importante è la mancanza di informazione visiva, e anche dell’aura, della persone per cui ci si innamora. Questo può essere visto come un fenomeno positivo o negativo. Moore afferma, "La cosa buona della Rete è che rimuove la dipendenza dall’aspetto fisico per la vostra impressione sulla gente; quella cattiva è che rimuove la dipendenza dall’aspetto fisico per la vostra impressione sulla gente." La IRC Couple’s homepage ha un link al Pros of On-line Love ed una pagina è titolata "Falling in Love With a Mind, Not a Body" (Innamorarsi di una mente, non di un corpo). Mentre ciò in teroria sembra giusto, è pur sempre nella natura umana creare un’immagine mentale della persona con cui si sta parlando. Ciò può portare ad innamorarsi dell’immagine che si è creata della persona piuttosto che vedere la persona per ciò che realmente è. Nel libro di Mark Dery, Escape Velocity, si cita una donna che dice:

"L’idea di innamorarmo di una persona semplicemente attraverso la sua scrittura mi sembra che getti luce sull’intero concetto di innamorarsi. Si tende ad innamorarsi di una qualche immagine della persona che abbiamo creato nella nostra mente. Il modo in cui la gente reagisce on-line, assieme ai propri condizionamenti, crea questa immagine."

A volte le rappresentazioni grafiche al computer di una foto vengono scambiate attraverso e-mail, il che è una buona idea per puntellarsi prima dell’incontro concreto. Un problema che viene spesso trascurato è la possibilità che due persone non siano attratte fisicamente tra di loro nella vita reale. Offit afferma che "le relazioni amorose virtuali possono incontrare problemi reali quando i comunicanti, che naturalmente condividono un rapporto mentale, risultano avere una compatibilità fisica scarsa o nulla." Anche se appare nobile affermare che l’attrazione fisica e l’interazione della vita reale non possano cambiare l’amore che uno prova on-line attraverso la mente e l’anima della persona (in verità rappresentazioni testuali di pensiero), nella realtà rappresenta proprio un problema reale.

Un’altra differenza è rappresentata dalle opportunità per la gente di incontrare persone con interessi simili ai propri. Invece di incontrare solo qualche persona in un centro commerciale o al bar, si possono trovare persone da tutto il mondo. È più facile trovare qualcuno con interessi simili ai propri su internet che nella vita reale, in quanto ci sono in discussione gruppi di messaggi e canali IRC con argomenti specifici. Invece di limitarsi a prendere ciò che si può trovare in un ambiente limitato, si può selezionare attentamente un compagno da milioni di frequentatori di internet basandosi sugli interessi comuni.

La gente che normalmente è troppo vergognosa per aprirsi a qualcuno è più portata a prendere rischi in un ambiente sicuro come internet. Infatti è molto più facile per molta gente aprirsi con più semplicità e più velocità ad un compagno potenziale on-line di quanto non lo sia per loro farlo di persona. Una ragazza che ho intervistato su IRC mi ha detto che prima di internet trovava difficile incontrare ragazzi a causa della sua insicurezza e timidezza. Su IRC, Saxy riusciva a esporsi con meno rischio e minore giudizio sul suo aspetto e sulle sua capacità sociali. Saxy si sente molto più a suo agio chattando su IRC piuttosto che a farlo di persona, soprattutto quando conosce gente per la prima volta. Da quando ha iniziato su IRC a febbraio di quest’anno, ha dato vita a tre avventure amorose on-line che sono diventate tutte realtà della vita reale. Trova anche che il tipo di uomini che incontra su IRC sia differente. Dice che essi comprendono come è lei e ciò di cui si preoccupa e che gli uomini che incontra sono spesso timidi e socialmente maldestri quanto lei nella vita reale. Senza internet, queste combinazioni di coppie timide potrebbero non avvenire mai per la mancanza di iniziativa o di coraggio, mentre con internet non solo sono possibili, ma sono desiderate.

Una differenza difficile e malinconica tra molte relazioni iniziate nella vita reale e quelle on-line sta nel fatto che le relazioni on-line sono molto più frequentemente relazioni a lunga distanza. Il che costituisce per molte persone solitudine fisica, bollette telefoniche salate e grosse spese di viaggio. Nella vita prima di internet, le relazioni non avevano modo di iniziare come relazioni a lunga distanza, tranne la possibilità di incontrare qualcuno in vacanza in qualche posto. Quando le relazioni incominciano solitarie fin dall’inizio ciò può causare molto dolore per la coppia interssata.

Sfortunatamente una cosa che rimane simile sia on-line che off-line è il sopruso sessuale. Il mondo on-line è composto in massima parte da maschi. Gli uomini dominano spesso le discussioni nei newsgroup, usando la frase "Ciò che vuoi dire è…" per ridefinire la risposta della donna e prendere il controllo dell’argomento e della situazione. Soprattutto in argomenti legati all’elettronica e ai computer, gli uomini partono dall’assunzione che le donne non sanno niente sull’argomento. Si sa anche che gli uomini si attacchino a qualsiasi cosa che appaia anche minimamente femminile e nelle loro attenzioni sono molto spesso rudi. Spender riferisce una storia di una ragazza di nome Margie che entrata in un MUD si trovò davanti qualcuno con un messaggio "Oh, ho sentito dire che sei molto facile, che ti spalmi come burro di arachidi." quando lei rispose con "Attento, lo considero come un sopruso," lui replicò "Sei una cagna." Questo atteggiamento mortificante verso le donne nel ciberspazio è anche troppo comune. Per fortuna molte donne evitano di formare relazioni con questi uomini, anche se la presenza di tali soprusi scoraggia le donne ad entrare in rete. Dopo i suoi prblemi con i soprusi sessuali su internet, Margie arrivò alla conclusione che "per le ragazze spesso era troppo difficile sopravvivere nel ciberspazio," che era più facile abbandonare. Questa cosa svolge un ruolo molto importante nella formazione on-line di relazioni eterosessuali e lesbiche in quanto per formarle le donne devono essere tanto per cominciare sulla Rete.

Un problema che esiste sia on-line che off-line è quello dell’infedeltà. L’abbindolare di mogli fidanzate e fidanzati esiste in entrambi i mondi, ma è in corso una discussione sul fatto se l’inganno on line o gli ‘e-mail affair’ rappresentino o meno una reale situazione di infedeltà. Offit parla di "e-mail extra maritali", "non occorre essere eroticamente bollenti per far sorgere la gelosia, anche se a volte, come con il telefono sexy, la cosa può essere abbastanza esplicita... (a volte) la corrispondenza è solo indirettamente sessuale, anche se la coppia si sente sufficientemente colpevole e incerta da mantenere segreto il legame elettronico." In un articolo dal titolo Virtual Immorality, George Topp descrive i suoi rapporti via e-mail e si chiede se rappresentino o meno un adulterio. Mentre afferma che non c’è stata nessuna penetrazione e neppure nessun tipo di contatto fisico, non possono essere completamente innocenti perché se sua moglie facesse una qualche "lap dance virtuale" sul "laptop (computer) di qualcun altro", lui sarebbe ben altro che "virtualmente scocciato".

Internet è una serie di comunità e di mezzi attraverso cui la gente può comunicare globalmente: Questo mezzo relazioni potenziali che hanno alcune differenze dal corteggiamento e dai rapporti tradizionali, alcune delle quali possono essere viste come cambiamenti positivi mentre altre sono viste essenzialmente come effetti negativi del mezzo. In aggiunta internet presenta alcuni tratti in comune con gli approcci vecchio stile e con gli atteggiamenti verso il corteggiamento. Internet ha un effetto evidente e rilevante sul modo in cui negli anni ‘90 le relazioni vengono sviluppate e mantenute, e possiamo studiare e imparare gli effetti che internet ha nei confronti di questo aspetto della nostra società. Comunque, alcune regole e alcune norme riguardanti il comportamento maschile e femminile durante il corteggiamento e l’interazione romantica sono rimaste in massima parte le stesse, lasciandoci un’affascinante mistura di conforto per la conoscenza del territorio ed eccitazione per frontiere inesplorate.

Bibliografia

http://jcmc.huji.ac.il/vol1/issue4/parks.html#Challenges - "Making Friends in Cyberspace", di Malcolm R. Parks e Kory Floyd.
The Emperor’s Virtual Clothes. Moore, Dinty W. New York: Algonquin Books of Chapel Hill, 1995.
http://web2.airmail.net/walraven/cosmo.html - "Are You Ready For Virtual Love?... A psychiatrist looks at cybersex" di Avodah Offit.
http://research.haifa.ac.il/-jmjaffe/genderpseduocmc.html - "Gender, Pseudonymns, and CMC: Masking Identities and Baring Souls", di J. Michael Jaffe, Young-Eum Lee, Lining Huang e Hayg Oshagan
http://www.cybersurf.co.uk/~carrott/framedex.html - Cons [of Online Love]
http://www.cybersurf.co.uk/~carrott/framedex.html - "The Lag Monster" di Dr. Paul Kinsler.
http://www.cybersurf.co.uk/~carrott/framedex.html - Falling in Love With a Mind, Not a Body.
Escape Velocity. Dery, Mark. New York: Grove Press, 1996
http://www.cybersurf.co.uk/~carrott/framedex.html - IRC Couples Homepage
Nattering on the Net. Spender, Dale. North Melbourne, Vic, Spinifex Press, 1995.
http://www.cybersurf.co.uk/~carrott/linkdex.html - "Virtual Immorality" di George Topp.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



giovedì 17 novembre 2005 - ore 11:19


"COMPAGNI DI SBORNIE"
(categoria: " Vita Quotidiana ")




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



mercoledì 16 novembre 2005 - ore 13:06


RELAZIONI
(categoria: " Riflessioni ")


...sarà poi vero?.....mah


PROBLEMI DELLA COPPIA:
IDENTIFICARE E CAMBIARE LE PROPRIE DISTORSIONI COGNITIVE PER ENTRARE MEGLIO IN RELAZIONE CON IL PARTNER A cura della Dott.ssa Anna Pitrone


Per migliorare le nostre relazioni interpersonali e in particolare quelle amorose, può essere molto utile cominciare ad osservare ed ascoltare quei pensieri che svolgono un ruolo fondamentale nella nostra vita emozionale.

Molte delle nostre reazioni emozionali sono prodotte da un costante fluire di pensieri, ciò che viene definito monologo interno, che ci aiuta a interpretare e comprendere il mondo.
Fin qui tutto bene se non fosse che non sempre noi stessi ci diciamo la verità, qualche volta omettiamo delle parti importanti, qualche volta le esageriamo, qualche volta ragioniamo secondo criteri di bianco o nero. Queste indicazioni "false" si chiamano distorsioni cognitive e generalmente sono irrazionali perché basate su dati incerti.
La terapia cognitiva comportamentale si è interessata in modo particolare al fenomeno evidenziando i meccanismi classici e i possibili strumenti per migliorare.
Il meccanismo di base di una distorsione cognitiva agisce all’interno di una sequenza definita A B C (antecedente, atteggiamento, conseguenza).
Ci vuole tempo per riuscire a riconoscere le proprie distorsioni cognitive, comunque si possono seguire delle indicazioni per tentare di farlo.

Proviamo insieme a vedere quali sono i passi fondamentali da svolgere:

1° Passo: Ascoltare il proprio monologo interno.

È importante che si ponga attenzione a ciò che io mi dico e non solo a ciò che dice l’altro. Ci si può aiutare tenendo un diario dei propri pensieri.

Esempio:
Evento Pensieri Sentimento
Appuntamento mancato Io non sono importante, sono invisibile Rabbia
Piatti sporchi Nessuno mi aiuta, devo fare tutto da sola Tristezza



Cominciando ad osservare i pensieri e le emozioni che determinano le reazioni, si può cominciare a capire che nella progettazione del comportamento non c’è solo una risposta al comportamento dell’altro ma anche un’idea iniziale preconcetta.

2° Passo:

Una volta che si comincia a osservare il proprio monologo interno è possibile cominciare ad indagare sulle proprie distorsioni cognitive. Per aiutarci possiamo pensare che ci sono otto distorsioni cognitive che hanno maggiore impatto sulle relazioni interpersonali. Vediamole:

Visione tunnel: si caratterizza per una attenzione selettiva alle sole parti negative della relazione. Ci si concentra sui problemi invece che sulle risorse.
Intenzioni preannunciate: riguarda la lettura della mente e cioè la convinzione di molti di poter prevedere o interpretare le azioni e i sentimenti del proprio compagno senza avere un riscontro reale dalla relazione.
Magnificazione: si tratta di generalizzare ciò che succede renderlo pervasivo della relazione, amplificare le situazioni soprattutto quelle negative (tu sei sempre…., tu non sei mai…).
Etichettatura globale: dare etichette al proprio partner di ordine negativo: stupido, pazzo, cretino…..
Dividere tutto in buono o cattivo: si ragiona esclusivamente in modo antitetico, o è bianco o è nero, o è giusto o è sbagliato.
Logica fratturata: riguarda il detto "fare di un sassolino una montagna" o "di tutta l’erba un fascio" si va facilmente da un piccolo evento a conclusioni generalizzate.
Controllo dell’errore: pensare che si è la causa della crisi relazionale e che nessuno soprattutto il tuo partner vuole fare qualcosa per cambiare.
Scaricare la responsabilità: pensare che è tutta colpa del partner e che per questo deve essere punito.

A questo punto nel nostro diario giornaliero possiamo provare a cercare di riconoscere le nostre distorsioni cognitive e ad osservare quelle più presenti.

3° Passo: Considerare le relazioni tra pensieri e comportamenti

Osservando il diario giornaliero, evidenziando le distorsioni cognitive e i sentimenti che ci caratterizzano possiamo cominciare a chiederci: "cosa mi dico quando mi accade così?", "come agisco?"

4° Passo: Sfidare e cambiare le distorsioni cognitive

Arriva la parte più difficile, una volta riconosciute le distorsioni è utile pensare di volerci lavorare sopra.
Per aiutarti in questo arduo lavoro, qualora non sia interessato ad un approfondimento con uno specialista, puoi ricorrere ad un elenco di domande. Vediamole:

Quale evidenza sostiene la mia interpretazione?
Quale evidenza potrebbe essere contraria alla mia interpretazione?
C’è una spiegazione alternativa per il comportamento del mio partner?
Ci sono altri motivi o sensazioni che possono averlo spinto ad agire in quel modo?
Ho verificato le mie convinzioni rispetto al mio partner?
Cio’ che penso è sempre vero o ci sono eccezioni?
Ho considerato entrambi i piatti della bilancia?
Ho tenuto conto anche delle risorse positive del mio partner?
Se sto generalizzando o etichettando, posso descrivere la situazione in modo più accurato e specifico?
Posso riscrivere una parte del mio diario tenendo conto delle informazioni acquisite attraverso queste riflessioni?

E’ importante sapere che una conoscenza adeguata di se stessi e delle proprie convinzioni aiuta e facilita la relazione di coppia. Quindi a chi è alla ricerca delle "Felicità di coppia" auguro buon lavoro!




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 15 novembre 2005 - ore 16:04


...pausa caffè
(categoria: " Riflessioni ")





COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 15 novembre 2005 - ore 15:40


Considerazioni sulla LI Biennale internazionale di Venezia
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


I RITARDI DELL’ARTE

E’ un appuntamento sempre atteso ed è una kermesse spettacolare. La si vuole continuamente mettere a confronto con Basilea o con Kassel, ma è sempre tutt’altra cosa, ancora tipicamente italiana, senza la compassata sicumera svizzera (tutto in ordine e tutto fi nalizzato al mercato) e senza le euforie concettuali di Documenta, bollicine d’acqua gassata. La Biennale veneziana risulta sempre discutibile ed è sempre molto discussa, a volte con ferocia, con volontà di cancellazione. Ma, anche se i detrattori non sempre lo riconoscono, questo è un bene: libera dalle tossine dell’invidia chi non è stato coinvolto nell’organizzazione, nelle scelte, negli inviti, e crea spazi di dibattito inattesi, imprevedibili, magari del tutto umorali, ma pur sempre carichi di ragioni, di motivazioni, di punti di vista. E nulla si fa per coprirle, tacitarle, per metterle in sentina, o per stornarne il senso, la direzione: anzi, spesso vengono rinfocolate ad arte, ora incolpando aspetti amministrativi e burocrazie di giochi di potere, ora la pochezza di contenuti e di poetiche d’artista, ora l’ingombro tecnologico, i suoi apparati eccessivamente spettacolari e/o i suoi sottintesi economici. Così la polemica sui giornali affi ora e dilaga come lava incandescente dall’Etna e a volte sfi ora qualche avamposto del potere reale, delle stanze delle decisioni, ma con pochi danni effettivi alla rete, alla tessitura delle trame di controllo, di programmazione e informazione.



I cambiamenti veri sono sensibili solo dopo anni, almeno tre edizioni. Uno degli aspetti affascinanti è dato dal fatto che la Biennale di Venezia è sempre più invasiva e pervasiva, si spande a macchia d’olio in tutta la città lagunare, con manifestazioni proprie, dislocazioni di padiglioni nazionali che non hanno spazio ai Giardini (quest’anno fuori dai sacri recinti ce ne sono ben 38: Afghanistan, Albania, Argentina, Bielorussia, Croazia, Estonia, Macedonia, Indonesia, Iran, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Marocco, Nuova Zelanda, Portogallo, Armenia, Cipro, Slovenia, Singapore, Thailandia, Turchia, Ucraina. Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Istituto Italo-americano con Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, El Salvador, Guatemala, Haiti, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana).
Rimpinguano le casse di associazioni,enti pubblici e privati che mettono a disposizione “a caro prezzo” gli spazi; non mancano, naturalmente, esposizioni di gruppo o personali di artisti che desiderano fi gurare a Venezia “nel tempo della Biennale”, anche solo per tre giorni o una settimana, anche a ferragosto, non importa. La città è letteralmente invasa dalle arti visive e dagli artisti, specialmente nei tre giorni della vernice, quando davvero ci si incontra tutti, artisti espositori e non, giornalisti, critici, galleristi, mercanti, editori, collezionisti, gli attivissimi staff dei nuovi ‘curators’, giovani e rampanti, aspiranti alla gestione di spazi, di fondi, di immagini da ‘confezionare’ sotto titoli altamente suggestivi, appetitosi, già pronti in anticipo sulla mostra stessa. E ci sono i vecchi critici ‘militanti’ che già hanno fatto l’esperienza della Biennale e ne hanno nostalgia, vorrebbero esserci ancora, vorrebbero tornare a ‘contare’, e noiosamente confrontano i dati dell’edizione presente con quelli della loro. I giorni della vernice offrono una passerella d’eccezione, accompagnata spesso da performance spontanee, per lo più abusive, di contestazione, ma anche solo di presenza segreta, a volte incomprensibile e incompresa, ma da documentare a futura memoria. E’ in quei tre giorni che si misura la qualità della manifestazione: un giudizio che in breve tempo fa il giro del mondo.



Devo dire che si è accolti a questa LI edizione della Biennale da un totem d’eccezione, pur fuori catalogo: una canoa in verticale con una cascata di video di Frabrizio Plessi: la forma mi fa pensare subito a un taglio di Fontana nel cielo, una decisa slabbratura del diaframma tra passato e futuro e un futuro tutto visibile elettronicamente. Da solo basterebbe, a mio avviso, a rintuzzare le critiche sulla non presenza di artisti italiani e sull’inappropriato utilizzo del padiglione Italia. E’ la critica sulla bocca di tutti, tanti fi rmano petizioni per la restituzione di uno spazio degno dell’importanza dell’arte italiana nel mondo e del fatto che la Biennale veneziana è in Italia. Giusta osservazione, ma non è necessario, volendo rappresentare un quadro davvero internazionale, soffermarsi troppo distesamente sulla scena italiana e tornare a farne il solito terreno di bagarre e di lotta sotterranea tra gallerie, mercanti e artisti. Con gli stessi identici accenti polemici un tempo si contavano le presenze veneziane, poi quelle venete, ora quelle italiane, domani saranno quelle europee, lamentando sempre una scarsa presenza, un’inadeguata rappresentanza. L’importante è che si tenga duro e si conservi l’idea di un orizzonte che si allarga sempre di più sui temi, i modi, i problemi dell’arte nel mondo.
Certo l’arte italiana va valorizzata nel mondo, ma non rendendo ‘provinciale’ l’unica vera manifestazione di arti visive internazionale che abbiamo. Sicuramente è indispensabile promuovere le dinamiche interne, di produzione e di mercato, specialmente riguardo ai giovani, ma soprattutto è indispensabile sapersi confrontare all’estero, misurarsi a Nuova York, a Los Angeles, a Tokyo, a Shangai, a Sidney, a Londra, Parigi, Kassel, Basilea, Dakar, con le gallerie e i mercati internazionali: attivare gli istituti italiani di cultura all’estero, esporre in centri pubblici, trovare credito e ospitalità nelle gallerie, nella Fiere d’Arte, nei musei di arte contemporanea. Girando qua e là, da Pechino a Nuova York, i nomi che più di frequente incontro sono (recito a braccio, solo per dare una campionatura) Lucio Fontana, Bruno Munari, Maurizio Cattelan, Marcello Morandini, Jannis Kounellis e (genericamente) l’arte povera, Piero Gilardi, Fabrizio Plessi, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Transavanguardia, tra gli scultori Marino Marini (e quasi mai, purtroppo, Arturo Martini) Giuliano Vangi, Arnaldo Pomodoro. Eppure la scultura italiana è considerata tra le più valenti al mondo; eppure moltissimi pittori sono apprezzati anche a livello internazionale. Manca una capacità sinergica, una capacità di fare sistema propositivo, una saggistica non pubblicitaria ma davvero critica, di complemento. E la Biennale di Venezia oltre che luogo dello spettacolo dell’arte, dovrebbe proporsi anche come momento di rifl essione, di elaborazione teorica, di invenzione critica approfondendo il “discorso sull’arte” come fatto creativo degli artisti, degli storici, dei critici, dei galleristi, degli spettatori stessi recuperando, insieme, tensione e leggerezza, e quelle capacità di informare e di divertire, perse inseguendo miraggi di mercato, globalizzazioni linguistiche ed estremizzazioni concettuali.
Raccolte le tante voci dei tre giorni di vernice, questa LI Biennale di Venezia resta la più povera sia nei contenuti che nel senso dello spettacolo, certo la meno attraente e la più noiosa, la più disarmata e disarmante. Si dice che la ragione sia soprattutto di un bilancio che ha concentrato la spesa sugli aspetti organizzativi e di immagine piuttosto che su una effettiva ricerca e selezione di contenuti.
E che si voleva una edizione di basso profi lo, di transizione, in attesa della nuova già assegnata al curatore Robert Storr, americano. Ai giardini, nei padiglioni nazionali la maggior parte degli allestimenti denuncia forti rinunce di investimento (a eccezione dell’Austria, del ‘mascheramento’ architettonico, opera di Hans Schabus, di grande suggestione plastica e ritmica del percorso conoscitivo all’interno della struttura che assume l’aspetto esterno di una montagna).
Da molte parti è stato rilevato che i due titoli dati da Maria de Corral e da Rosa Martinez si propongono come complementari nel signifi cato che la vera “esperienza dell’arte” si colloca sempre “un po’ più lontano” dal fruitore.
Tra video, spesso troppo lunghi, installazioni di inadeguato respiro, proposte vecchie anche più di vent’anni, cui si aggiunge la scarsa spettacolarità, la mancanza di momenti ludici e di salutare ironia e satira, di proposte interattive la LI Biennale si presenta nelle sedi deputate lunga, affaticante e noiosa, più effervescente nei padiglioni allestiti in città, a confermare la tradizionale frattura e lontananza tra i diktat dei curatori generali e i curatori dei padiglioni nazionali e dei progetti speciali: legittima è semper una certa autonomia, ma è sbagliato che ciascuno vada per conto suo, in una eccessiva parcellizzazione informativa di rivoli di proposte che non si incontrano mai.
Anche questa è un’osservazione che si ripete di edizione in edizione, perché manca la capacità di un effettivo coordinamento generale. E ciò nonostante la Biennale Internazionale di Venezia resta uno dei punti di riferimento più alti dell’arte contemporanea, meta ambita dagli artisti e sempre più ‘vetrina’ di presenze nazionali. Sarebbe una gravissima perdita rinunciarvi e andrebbero, invece, potenziate le presenze permanenti, inventando nuovi padiglioni, allargando il territorio dei giardini e conquistando defi nitivamente l’arsenale (rendendolo percorribile agevolmente e non come un percorso di guerra). Soprattutto bisogna stare dalla parte degli artisti, diceva spesso Restany, ascoltarli, partecipare al loro organizzarsi, inventare con loro le strategie espositive, senza imporre spazi o modulazioni di spazi: la Biennale di Venezia non può e non deve essere ‘povera’, ma ricca, leggera, divertente, problematica, ludica, contaminata e contaminante, specialmente nello spettacolo e nella comunicazione. Invece di questa LI Biennale, dopo il lungo viaggio, resta poco: nemmeno la presenza di due curatrici di valore e con carta quasi bianca è riuscita a portare almeno a una ricognizione o ricomposizione storica e polemica della presenza e del contributo femminile nell’arte. Così dei Giardini mi resta un angosciato ‘profumo di donna’ giapponese, del padiglione francesce (premiato con Leone d’Oro come migliore padiglione nazionale) l’idea di Pinocchio come metafora della condizione esistenziale; del padiglione inglese la teatralità invasiva e provocatoria di Gilbert&George, l’ironia dell’ungherese Balasz Kicsiny, le contemplazioni poetiche retrovisive egiziane di Nagui Farid Tadros e Salah Hammad, la confusione orchestrata nel padiglione coreano, l’installazione-scultura-design-architettura di Guy Ben-Ner, l’evocazione arcaica dell’islandese Gabriela Fridriksdottir ,il padiglione ‘didattico’ dello spagnolo Antoni Muntadas, il mascheramento in legno del padiglione austriaco e per l’Italia sarebbe stato meglio se la struttura per leggere libri nel parco di Loris Cecchini fosse rimasta allestita sull’albero piuttosto che abbandonata, insignificante, in un corridoio.
Anche questa è un’osservazione che si ripete di edizione in edizione, perché manca la capacità di un effettivo coordinamento generale. E ciò nonostante la Biennale Internazionale di Venezia resta uno dei punti di riferimento più alti dell’arte contemporanea, meta ambita dagli artisti e sempre più ‘vetrina’ di presenze nazionali. Sarebbe una gravissima perdita rinunciarvi e andrebbero, invece, potenziate le presenze permanenti, inventando nuovi padiglioni, allargando il territorio dei giardini e conquistando defi nitivamente l’arsenale (rendendolo percorribile agevolmente e non come un percorso di guerra).
Il Padiglione Italia per la mostra a tema internazionale (L’esperienza dell’arte) risulta di difficile comprensione per incongruenze, pur con buonissimi spunti come le opere di Francis Bacon e Antoni Tapies (in tono minore) la sequenza di video (sempre troppi e sempre più documentari, fi lmati, cinema di cronaca), dall’americano Bruce Naumann all’irlandese Willie Doherty, dall’italiano Francesco Vezzoli (ironie sull’erotismo cinematografico), alla svizzera, sempre originale, provocatoria e tecnicamente molto agguerrita Pipilotti Rist ( questa a San Stae). Meno ossessivo del solito il percorso all’arsenale presenta momenti di sollecitazione e provocazione ma risulta stancante proprio per mancanza di attrattiva spettacolare. La mitica Louise Bourgeois è tradita dal passaggio alla materia bronzo, che rende poco signifi cativi i suoi convolvoli, Joana Vasconcelos celebra Venezia con un grande lampadario in tampax, Mariko Mori colpisce per l’alta pulizia del design futuribile, Regina José Galindo (premio per un’artista under 35) merita il premio per la sua coraggiosa Himenoplastia, esibita e fatta risentire nel percorso video, le Guerrillas Girls sottolineano che a Venezia, alla Biennale, la condizione delle donne è ancora underneath the men. Curioso e interessante il processo di costruzione da parte dell’immaginazione e della manualità popolare cinese di un disco volante. Alto premio di consolazione è tuttavia la possibilità di girare nel clima euforico di una Venezia-galleria d’arte, di incontrare artisti e studiosi, partecipare a qualche ricevimento più o meno mondano, più o meno culturale ma con gente interessante, internazionale, per lo più disinteressata alle bagarre locali; e soprattutto entrare, con la pittura di Lucien Freud, al museo Correr, nei segreti dell’anima: ottanta attesissime opere del nipote di Sigmund Freud che ci restituiscono il senso e il fascino della realtà, della realtà sensibile e della realtà della pittura che si fa medium di comprensione e di partecipazione, ora drammatica, esplosa, urlata, ora acquietata in intense introspezioni di ritratti con caratteri davvero scavati nella materia pittorica. I premi della biennale sono stati assegnati anche al tedesco Donald Shütte per la scultura, all’italiana Lara Favaretto, ad Harald Szeemann alla memoria, e Leone d’Oro alla carriera a Barbara Kruger. Molte menzioni speciali per le partecipazioni nazionali: Lituania, Corea, Central Asian Academy of Arts comprendente Khazhakistan, Kyrgyzstan, Uzbekistan.
Giorgio Segato



LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



martedì 15 novembre 2005 - ore 15:32


DOMENICA 13/11
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ArtePadova, la tradizionale mostra mercato di arte contemporanea giunta alla sedicesima edizione.

Cinque giorni di kermesse culturale all’interno di un format ben collaudato, che ha riscosso finora un grande successo presso pubblico, critici e media.
L’esposizione delle opere d’arte è affiancata, infatti, dall’incontro tra artisti, galleristi, esperti d’arte, giornalisti, collezionisti, appassionati e curiosi. ArtePadova si propone di accompagnare il visitatore in un viaggio lungo stili e poetiche diverse, alla conoscenza di artisti apprezzati e nuovi volti con l’obiettivo di far assaporare l’affascinante mondo dell’arte moderna e contemporanea.

L’edizione di quest’anno si presenta con una grande novità per quanto riguarda gli spazi espositivi. Due nuovi padiglioni della Fiera di Padova, completamente dedicati all’arte moderna (padiglione n. 8) e all’arte contemporanea (padiglione n. 7) si aggiungono ai tradizionali spazi espostivi dedicati anche agli eventi collaterali e all’area verde.


http://www.artepadova.it

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:







BOOKMARKS


Croce Rossa Italiana
(da Pagine Personali / HomePage )
Londra
(da Viaggi e Turismo / Riviste e Guide )
Voyager
(da Scienza e Tecnica / Nuove Tecnologie )
Boston
(da Viaggi e Turismo / Vacanze Studio )
Aforismi
(da Arte e Cultura / Narrativa )
Radio Padova
(da Musica / Cantanti e Musicisti )


UTENTI ONLINE:



MAGGIO 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31