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Sto leggendo contemporaneamente alcuni libri.. ho quasi finito "Ritratto in Seppia" di Isabelle Allende .. poi "Noi e gli antichi" di Canfora ( estasi allo stato pure ) e l'ultimo di Hobsbwan "Anni Interessanti"
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Vediamo cosa riesco a tirare fuori da questo spazio ..è un po' come quando a scuola ti ritrovavi con il foglio bianco davanti e dovevi farti venire in mente qualcosa di originale bello e coinvolgente da scrivere ... chissa' qua come andra'
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lunedì 17 ottobre 2005
ore 20:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tutto il sesso delluomo
Se si potessero riunire tutti gli orgasmi che una persona in media ha nella sua vita si otterrebbe un "attimo" di piacere lungo sedici ore. Ben poca cosa rispetto ai nove mesi (che poi è anche il tempo di una gravidanza) passati a stirare e lavare.
Sono alcuni dei numeri che emergono da una ricerca condotta dalla rivista tedesca "Geo Sapere", anticipata oggi dal quotidiano popolare Bild Zeitung.
Partendo da una vita media calcolata statisticamente in 78 anni, la rivista ha stabilito che uomini e donne in Germania passano in media due settimane in preghiera, sei mesi in fila nel traffico, cinque anni a mangiare e bere, 24 anni e nove mesi a dormire.
Per quanto riguarda il sesso, sempre secondo esperti di "Geo Wissen", nellarco di una vita a ciascuno spettano in media, oltre alle 16 ore di orgasmo, anche un "bonus" di sei settimane da dedicare ai preliminari erotici.
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lunedì 17 ottobre 2005
ore 18:13 (categoria:
"Riflessioni")
parigi e i sans papier
Parigi, crescente resistenza a controlli poliziali e espulsioni:rivolta popolare
Con una mossa preoccupante per la polizia di Sarkozy, lopposizione cresce ben oltre il circolo degli attivisti. Martedì è scoppiata una sommossa popolare quando la polizia ha cominciato di nuovo a caricare "sans papier" (immigranti "illegali") a "Chateau-Rouge", nel centro di Parigi. Dato che queste pratiche poliziali vanno avanti da settimane[photographs], immediatamente sono apparsi messaggi di avviso su Paris Indymedia, ma questa volta, gli attivisti che sono riusciti a giungere sul luogo per protestare, sono stati piacevolmente sorpresi di trovare lappoggio delle popolazione locale, che si è unita allazione, al punto che la polizia non ha potuto fare altro che ritirarsi. indimedia
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lunedì 17 ottobre 2005
ore 16:51 (categoria:
"Riflessioni")
ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
Questa è la nostra semplice parola che cerca di toccare il cuore della gente umile e semplice come noi e, proprio come noi, degna e ribelle. Questa è la nostra semplice parola per raccontare quale è stato il nostro cammino e dove ci troviamo ora, per spiegare come vediamo il mondo ed il nostro paese, per dire quello che pensiamo di fare e come pensiamo di farlo, e per invitare altre persone ad incamminarsi con noi in qualcosa di molto grande che si chiama Messico e qualcosa di più grande che si chiama mondo. Questa la nostra semplice parola per far sapere a tutti i cuori onesti e nobili, quello che vogliamo per il Messico e per il mondo. Questa è la nostra semplice parola, perché la nostra idea è chiamare quelli come noi ed unirci a loro, in qualsiasi parte vivano e lottino.
I - QUELLO CHE SIAMO
Noi siamo gli zapatisti dellEZLN, benché ci chiamino anche "neo zapatisti". Noi, gli zapatisti dellEZLN, ci siamo sollevati in armi nel gennaio del 1994 perché vedevamo le troppe malvagità che fanno i potenti capaci solo di umiliarci, derubarci, metterci in prigione e ammazzarci, e niente e nessuno che dice né fa nulla. Per questo motivo dicemmo "Ora Basta! ", in pratica, non avremmo più permesso che ci umiliassero e ci trattassero peggio degli animali. Allora, dicemmo anche di volere la democrazia, la libertà e la giustizia per tutti i messicani, anche se ci siamo concentrati più sui popoli indios. Perché noi dellEZLN siamo quasi tutti puri indigeni di qua del Chiapas, ma non vogliamo lottare solo per il nostro bene o solo per il bene degli indigeni del Chiapas, o solo per i popoli indios del Messico, ma vogliamo lottare insieme a tutte le persone umili e semplici come noi, che hanno grandi bisogni e che subiscono lo sfruttamento e le ruberie dei ricchi e dei loro malgoverni qui nel nostro Messico ed in altri paesi del mondo.
Dunque, la nostra piccola storia è che ci stancammo dello sfruttamento dei potenti e quindi ci organizzammo per difenderci e per lottare per la giustizia. Allinizio non eravamo molti, solo qualcuno, e andavamo da un posto allaltro a parlare ed ascoltare altre persone come noi. Per molti anni abbiamo fatto questo e lo abbiamo fatto in segreto, senza chiasso. Abbiamo raccolto le nostre forze in silenzio. Abbiamo trascorso così 10 anni e poi siamo cresciuti e siamo diventati molte migliaia. Allora, ci siamo preparati bene con la politica e con le armi ed improvvisamente, mentre i ricchi stavano festeggiando lanno nuovo, siamo piombati sulle loro città e le abbiamo occupate ed abbiamo così fatto sapere a tutti che siamo qui, che ci devono prendere in considerazione. Allora i ricchi si presero un bello spavento e ci mandarono contro i loro grandi eserciti per annientarci, come fanno sempre ogni volta che gli sfruttati si ribellano, li mandano per eliminare tutti. Ma non ci eliminarono per niente, perché noi ci eravamo preparati molto bene prima della guerra e ci facemmo forti dentro le nostre montagne. E qui sono arrivati gli eserciti a cercarci e gettarci le loro bombe e pallottole, e ormai pianificavano di ammazzare in una volta tutti gli indigeni perché non sapevano esattamente chi era zapatista e chi no. E noi a correre e combattere, combattere e correre, come hanno fatto i nostri antenati. Senza consegnarci, senza arrenderci, senza sconfiggerci.
Allora, la gente delle città uscì per le strade ed incominciò a gridare di fermare la guerra. Così, noi abbiamo fermato la nostra guerra ed abbiamo ascoltato quei fratelli e sorelle della città che ci dicevano di tentare di giungere ad un accordo, cioè un accordo con i malgoverni per risolvere il problema senza carneficine. E noi abbiamo ascoltato la gente, perché quella gente è come si dice "il popolo", cioè il popolo messicano. Cosicché abbiamo messo da parte il fuoco ed abbiamo tirato fuori la parola.
Ed i governi dissero di essere ben disposti e che avrebbero dialogato e fatto accordi e che li avrebbero rispettati. E noi dicemmo che sta bene, ma pensammo anche che sarebbe stato bene conoscere quella gente che era uscita per le strade per fermare la guerra.
Allora, mentre dialogavamo con i malgoverni, abbiamo parlato anche con queste persone ed abbiamo visto che la maggioranza era gente umile e semplice come noi, ed entrambi sapevamo bene perché lottavamo, cioè loro e noi. Questa gente la chiamammo "società civile" perché la maggioranza non faceva parte di partiti politici, ma era gente comune, come noi, gente semplice ed umile.
Ma risulta che i malgoverni non volevano un buon accordo, era solo un loro stratagemma quello di voler parlare e stringere accordi mentre stavano preparando i loro attacchi per eliminarci definitivamente. E diverse volte ci hanno attaccato ma non ci hanno vinto perché noi abbiamo resistito bene e molta gente in tutto il mondo si è mobilitata. Allora i malgoverni hanno pensato che il problema era che molta gente stava vedendo quello che succedeva a proposito dellEZLN e di proposito hanno iniziato a comportarsi come se non stesse accadendo nulla. Nel frattempo, ci circondarono per bene, cioè ci accerchiarono, sperando che, siccome le nostre montagne sono remote, la gente si dimenticasse perché la terra zapatista è lontana. E di volta in volta i malgoverni hanno provato e tentato di ingannarci o attaccarci, come nel febbraio del 1995 quando ci scatenarono addosso una gran quantità di soldati ma non ci sconfissero. Perché, come poi si disse, non eravamo soli e molta gente ci appoggiò e resistemmo bene.
Allora i malgoverni hanno dovuto fare accordi con lEZLN e questi accordi si chiamano "Accordi di San Andrés" perché "San Andrés" è il nome del municipio dove sono stati firmati questi accordi. Durante quei dialoghi non eravamo soli a parlare con quelli del malgoverno, ma avevamo invitato molta gente ed organizzazioni che lottavano o lottano per i popoli indios del Messico, e tutti dicevano la loro parola e tutti insieme si concordava che cosa dire ai malgoverni. Così si svolse quel dialogo, non cerano solo gli zapatisti da una parte ed i governi dallaltra, ma con gli zapatisti cerano i popoli indios del Messico e quelli che li appoggiavano. Ed in quegli accordi i malgoverni dissero che avrebbero riconosciuto i diritti dei popoli indios del Messico e rispettato la loro cultura, e che avrebbero fatto diventare il tutto, legge della Costituzione. Ma, subito dopo aver firmato, i malgoverni si sono comportati come se se ne fossero dimenticati e sono trascorsi molti anni senza che questi accordi fossero rispettati. Invece, il governo attaccò gli indigeni per farli desistere dalla lotta, come quel 22 dicembre del 1997, data in cui Zedillo fece ammazzare 45 uomini, donne, anziani e bambini nel villaggio del Chiapas che si chiama ACTEAL. Questo grave crimine non si dimentica tanto facilmente, ed è la dimostrazione di come i malgoverni non si fanno scrupolo di attaccare ed assassinare coloro che si ribellano contro le ingiustizie. Mentre succede tutto questo, noi zapatisti facciamo di tutto affinché si rispettino gli accordi e resistiamo sulle montagne del sudest messicano. E incominciammo a parlare con altri popoli indios del Messico e le loro organizzazioni e concordammo con loro di lottare insieme per la stessa cosa, cioè per il riconoscimento dei diritti e della cultura indigeni. Ci appoggiò anche molta gente di tutto il mondo e molte persone stimate per la loro parola perché sono importanti intellettuali, artisti e scienziati del Messico e di tutto il mondo. Abbiamo fatto anche incontri internazionali, cioè ci siamo trovati insieme a parlare con persone dellAmerica e dellAsia e dellEuropa e dellAfrica e dellOceania, ed abbiamo conosciuto le loro lotte ed i loro modi, e li abbiamo chiamati incontri "intergalattici" per fare gli spiritosi e perché avevamo invitato anche quelli di altri pianeti che però non sono arrivati, o forse sono venuti ma non lhanno fatto sapere.
Poiché i malgoverni non rispettavano gli accordi, allora pensammo di parlare con molti messicani affinché ci sostenessero. Così, per prima cosa nel 1997 abbiamo fatto una marcia su Città del Messico chiamata "dei 1,111" perché vi partecipava un compagno o una compagna per ogni comunità zapatista, ma il governo non ci fece caso. Poi, nel 1999, abbiamo realizzato una consultazione in tutto il paese ed abbiamo così verificato che la maggioranza era daccordo con le richieste dei popoli indios, ma neppure a questa fecero caso i malgoverni. Per ultimo, nel 2001, abbiamo fatto la "marcia per la dignit indigena" che ha trovato il sostegno di milioni di messicani e di altri paesi, ed è arrivata fino a dove siedono i deputati e i senatori, cioè al Congresso dellUnione, per esigere il riconoscimento degli indigeni messicani.
Ma niente, i politici del partito PRI, il partito PAN ed il partito PRD, si misero daccordo tra loro e non riconobbero i diritti e la cultura indigeni. Questo accadde nellaprile del 2001, e in quelloccasione i politici hanno dimostrato chiaramente di non avere un minimo di decenza, di essere svergognati e di pensare solo a guadagnare i loro bei soldi come malgovernanti quali sono. Questo bisogna ricordarlo perché vedrete che adesso diranno che riconosceranno i diritti indigeni, ma è una bugia per far sì che si voti per loro, ma hanno già avuto la loro opportunità e non hanno fatto il loro dovere.
Ci siamo dunque resi conto di quanto siano stati vani il dialogo e la negoziazione con i malgoverni del Messico. Loro non badano se stiamo stiamo parlando con i politici perché né il loro cuore né la loro parola sono retti, ma distorti e mentono dicendo che rispetteranno gli accordi, ma non è così. Quel giorno, quando i politici del PRI, PAN e PRD hanno approvato una legge inutile, con un colpo solo hanno ucciso il dialogo e detto chiaramente che non ha importanza quello che concordano e firmano perché non mantengono la parola. Quindi, non abbiamo più cercato nessun contatto con i poteri federali perché abbiamo compreso che il dialogo e la negoziazione erano falliti a causa di quei partiti politici. Abbiamo capito che non gli importava il sangue, la morte, la sofferenza, le mobilitazioni, le consultazioni, gli sforzi, i pronunciamenti nazionali ed internazionali, gli incontri, gli accordi, le firme, gli impegni. In questo modo, la classe politica non solo ha chiuso unaltra volta la porta ai popoli indios; ha dato anche un colpo mortale alla soluzione pacifica, dialogata e negoziata della guerra. E non si può più credere che rispetterà gli accordi presi con qualcuno. Guardate bene e fate esperienza di quanto ci accaduto.
Ci siamo resi ben conto di tutto questo e nei nostri cuori abbiamo pensato che cosa avremmo fatto. La prima cosa che abbiamo inteso era che il nostro cuore non era più come prima, quando avevamo iniziato la nostra lotta, ma era più grande perché avevamo toccato il cuore di molta gente buona. Ed abbiamo capito anche che il nostro cuore era ancora più ferito. Ma non per linganno subito dai malgoverni, ma perché quando abbiamo toccato i cuori di altri, abbiamo sentito anche i loro dolori. Era come se ci fossimo guardati in uno specchio.
II - DOVE SIAMO ADESSO
Dunque, come zapatisti, abbiamo pensato che non bastava smettere di dialogare con il governo, ma che era necessario continuare la lotta nonostante quei parassiti fannulloni dei politici. LEZLN decise allora lapplicazione, solo da parte sua (si dice"unilaterale" perché solo da una parte) degli Accordi di San Andrés per la parte dei diritti e cultura indigeni. Per 4 anni, dalla metà del 2001 fino a metà del 2005, ci siamo dedicati a questo e ad altre cose che diremo.
Bene, abbiamo allora cominciato ad avviare i municipi autonomi ribelli zapatisti, che è la forma in cui si sono organizzati i popoli per governare e governarsi, per rendersi più forti. Questa forma di governo autonomo non è stata inventata dallEZLN, ma viene da molti secoli di resistenza indigena e dalla stessa esperienza zapatista, è lautogoverno delle comunità.
Cioè, non è che viene qualcuno da fuori a governare, ma i popoli stessi decidono, tra di loro, chi e come governa, e se non obbedisce lo rimuovono. Cioè, se quello che comanda non obbedisce al popolo, lo rimuovono dallincarico, non è più autorità e subentra un altro.
Ma ci siamo accorti che i municipi autonomi non erano tutti alla pari, ce nerano alcuni più sviluppati e che avevano maggiori aiuti da parte della societ civile, mentre altri erano più abbandonati. Cera quindi bisogno di organizzazione perché ci fosse più parità.
Ci siamo anche accorti che lEZLN, con la sua parte politico-militare si intrometteva nelle decisioni che spettavano alle autorità democratiche, come si dice "civili". Il problema è che la parte politico-militare dellEZLN non è democratica, perché è un esercito, ed abbiamo visto che non è un bene che la parte militare stia sopra e la parte democratica sotto, perché non deve essere che quello che è democratico si decida militarmente, ma deve essere il contrario: cioè, che sopra la parte politica democratica comanda e sotto la parte militare obbedisce. O forse sarebbe meglio che niente sia sotto ma che tutto sia allo stesso livello, senza parte militare, per questo gli zapatisti sono soldati, affinché non ci siano soldati. Bene, allora, per risolvere questo problema abbiamo cominciato a separare la parte politico-militare dalle forme di organizzazione autonome e democratiche delle comunit zapatiste. Così, azioni e decisioni che prima faceva e prendeva lEZLN, a poco a poco sono state passate alle autorità democraticamente elette nelle comunità.
Sembra facile a dirsi, ma nella pratica è costato molto perché sono molti anni, prima di preparazione alla guerra e poi di guerra, e si fa labitudine alla cosa politico-militare. Ma labbiamo fatto perché questo è il nostro modo di fare, quello che diciamo poi lo facciamo, perché altrimenti perché lo dovremmo dire se poi non lo facciamo.
Così sono nate le Giunte di Buon Governo, nellagosto del 2003, e con queste si è continuato lapprendistato e lesercizio del "comandare obbedendo".
Da allora e fino alla metà del 2005, la dirigenza dellEZLN non ha più dato ordini sulle questioni civili, ma ha accompagnato ed appoggiato le autorit elette democraticamente dalle comunità, inoltre, ha vigilato che le comunità e la società civile nazionale ed internazionale fossero opportunamente informate sugli aiuti ricevuti e sul loro utilizzo. Ed ora stiamo trasferendo il lavoro di vigilanza del buon governo alle basi di appoggio zapatiste, con incarichi temporanei a rotazione, in modo che tutti e tutte imparino e svolgano questo compito. Perché noi pensiamo che un popolo che non vigila sui suoi governanti, è condannato ad essere schiavo, e noi combattiamo per essere liberi, non per cambiare padrone ogni sei anni.
LEZLN, durante questi 4 anni, ha trasferito alle Giunte di Buon Governo ed ai Municipi Autonomi, gli appoggi ed i contatti che, in tutto il Messico e nel mondo, sono stati raccolti in questi anni di guerra e resistenza. Inoltre, in questo periodo, lEZLN ha costruito un supporto economico e politico che permettesse alle comunità zapatiste di andare avanti con meno difficoltà nella costruzione della loro autonomia e migliorare le loro condizioni di vita. Non molto, ma è molto di più di quanto si aveva prima dellinizio della sollevazione, nel gennaio del 1994.
Se si legge qualcuno degli studi che fanno i governi, si vede che le uniche comunità indigene che hanno migliorato le proprie condizioni di vita, cioè la loro salute, educazione, alimentazione, abitazione, sono quelle che si trovano in territorio zapatista, come diciamo noi, dove si trovano le nostre comunità. Tutto questo è stato possibile grazie allo sviluppo dei popoli zapatisti ed al sostegno molto grande ricevuto da persone buone e nobili che chiamiamo "societ civili", e dalle loro organizzazioni di tutto il mondo. Come se tutte queste persone avessero reso reale quella cosa del "un altro mondo è possibile", ma nei fatti, non nelle chiacchiere.
Quindi, le comunità hanno fatto buoni progressi.
Adesso ci sono più compagni e compagne che stanno imparando ad essere governo. E, anche se poco a poco, più donne si stanno inserendo in questi lavori, anche se continua ad esserci mancanza di rispetto per le compagne e necessità di una maggiore partecipazione nelle attività di lotta. Inoltre, con le Giunte di Buon Governo è migliorato il coordinamento tra i municipi autonomi e la soluzione dei problemi con altre organizzazioni e con le autorità ufficiali. Si migliorato molto anche riguardo ai progetti presenti nelle comunità ed è più equa la ripartizione di progetti ed aiuti forniti dalla società civile di tutto il mondo: è migliorata la salute e leducazione sebbene manchi ancora molto per essere quello che dovrebbe essere, la stessa cosa riguardo alla casa e lalimentazione, ed in alcune zone è migliorato molto il problema della terra perché si sono suddivise le terre recuperate dai proprietari delle fincas, ma ci sono zone che continuano a soffrire per mancanza di terre da coltivare. Inoltre, è migliorato molto lappoggio della società civile nazionale ed internazionale, perché prima ognuno andava dove gli garbava ed ora le Giunte di Buon Governo li indirizzano dove è più necessario. Dovunque, ci sono più compagni e compagne che stanno imparando a relazionarsi con le persone di altre parti del Messico e del mondo, stanno imparando a rispettare e a esigere rispetto, stanno imparando che ci sono molti mondi e che tutti hanno il loro posto, il loro tempo ed i loro modi, quindi bisogna rispettarsi reciprocamente.
Noi zapatisti dellEZLN abbiamo dedicato questo tempo alla nostra forza principale, cioè ai popoli che ci sostengono. La situazione in qualche cosa è migliorata e non si può dire che lorganizzazione e la lotta zapatiste sono state vane, ma, anche se ci elimineranno completamente, la nostra lotta é servita a qualcosa.
Non sono cresciuti solo i popoli zapatisti, ma cresciuto anche lEZLN. Perché in questo tempo successo che le nuove generazioni hanno rinnovato tutta la nostra organizzazione. Hanno portato nuova forza. I comandanti e le comandanti che raggiungevano la loro maturità allinizio della sollevazione nel 1994, posseggono ora la saggezza di quanto appreso nella guerra e nel dialogo di 12 anni con migliaia di uomini e donne di tutto il mondo. I membri del CCRI, la direzione politico-organizzativa zapatista, ora consigliano ed orientano i nuovi che continuano ad unirsi alla nostra lotta e che vanno ad occupare incarichi direttivi. Da tempo ormai i "comitati" (come li chiamiamo noi) hanno preparato tutta una nuova generazione di comandanti e comandanti che, dopo un periodo di istruzione e prova, incominciano ad apprendere i compiti di comando organizzativo e a svolgerli. E succede anche che i nostri insurgentes, insurgentas, miliziani, miliziane, responsabili locali e regionali, così come le basi di appoggio che erano giovani allinizio della sollevazione, sono ora uomini e donne maturi, veterani combattenti e leader naturali nelle proprie unità e comunità. E chi era bambino quel gennaio del 94, ora è un giovane cresciuto nella resistenza e formato nella degna ribellione condotta dai suoi genitori in questi 12 anni di guerra. Questi giovani hanno una formazione politica, tecnica e culturale che non avevano i fondatori del movimento zapatista. Questa gioventù alimenta ora, sempre di più, tanto le nostre truppe quanto i ruoli direttivi nellorganizzazione. Tutti noi abbiamo visto gli inganni della classe politica messicana e la distruzione che le sue azioni provocano nella nostra patria. Ed abbiamo visto le grandi ingiustizie e carneficine che compie la globalizzazione neoliberista in tutto il mondo. Ma di questo parleremo in seguito.
Così lEZLN ha resistito a 12 anni di guerra, di attacchi militari, politici, ideologici ed economici, di accerchiamento, di vessazioni, di persecuzione, ma non ci hanno sconfitto, non ci siamo venduti né arresi, e siamo andati avanti. Molti altri compagni di molte parti sono entrati a far parte della lotta, cosicché, invece di indebolirci dopo tanti anni, siamo diventati più forti. Ci sono indubbiamente problemi che si possono risolvere separando di più la parte politico-militare dalla parte civile-democratica. Ma ci sono cose, le più importanti, come le nostre richieste per cui lottiamo, che non sono ancora state raggiunte completamente.
Secondo il nostro pensiero e quello che sentiamo nel nostro cuore, siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo più andare oltre, in aggiunta, è possibile che perdiamo tutto quello che abbiamo se restiamo dove siamo arrivati adesso e non facciamo nientaltro per avanzare. Quindi, è arrivata lora di rischiare unaltra volta e compiere un passo pericoloso ma che vale la pena. Perché, forse uniti con altri settori sociali che hanno i nostri stessi bisogni sar possibile ottenere quello di cui necessitiamo e meritiamo. Un nuovo passo avanti nella lotta indigena possibile solo se lindigeno si unisce con operai, contadini, studenti, insegnanti, impiegati... cioè i lavoratori della città e della campagna.
(Continua...)
Dalle montagne del Sudest Messicano
Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dellEsercito Zapatista di Liberazione Nazionale Messico, nel sesto mese dellanno 2005
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lunedì 17 ottobre 2005
ore 16:47 (categoria:
"Riflessioni")
Subcomandate insurgiente marcos
Il subcomandante Marcos è un rivoluzionario che guida lEsercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) in Messico.
Esistono, secondo una stima approssimativa, 76 comandanti, ma un solo subcomandante. Questo perché i comandanti hanno un mandato affidato loro dalle assemblee popolari e in qualsiasi momento il loro titolo potrebbe essere revocato; il subcomandante invece comanda lesercito e per questo motivo si trova un gradino più in basso.
Sebbene Marcos (o il sup) compaia pubblicamente soltanto con il volto coperto da un passamontagna, il governo messicano sostiene di averlo identificato come Rafael Sebastián Guillén Vicente, un ex-ricercatore delluniversità di Città del Messico. Oltre al passamontagna porta generalmente un fazzoletto rosso legato al collo ed una pipa in bocca. È identificabile rispetto agli altri comandanti zapatisti da questi due elementi.
Il bastone con il quale talvolta appare è il bastone del comando della milizia dellEZLN, affidatogli dai comandanti. Attualmente vive in clandestinità con la milizia, sulle montagne del Chiapas.
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lunedì 17 ottobre 2005
ore 16:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La Bamba e i Grandi del Passato
I grandi della storia e la coca Solo i Vip doggigiorno? Neanche per sogno. La coca, nelle sue diverse forme, è consumata da millenni. La parola “coca” deriva da kuka, il nome della pianta in lingua quechua. Tuttavia pare che le sue origini risalgano al linguaggio degli Aymara, una popolazione pre-incaica che già la coltivava: in lingua aymara, coca significherebbe semplicemente pianta o albero. La sua grande diffusione, in Europa, avviene nelOttocento, quando viene riconosciuta come medicinale (1890) e grazie a un giovane chimico corso, Angelo Mariani, che realizza un vino a base di coca dal successo travolgente. Piace ai vip di ogni genere... papi compresi.
Chi sono stati ..... mhh .... vediamo un po ...
Amerigo Vespucci (1454-1512) fu probabilmente il primo europeo a descrivere la masticazione di foglie di coca in uso presso le popolazioni del Nuovo Mondo.
Nel 1662, linglese Abraham Cowley (1618-1667) scrisse una poesia intitolata A Legend of Coca. Si ritiene sia il primo tributo letterario alla sostanza.
Papa Leone XIII (1810-1903) comparve addirittura in un manifesto pubblicitario del "vino Mariani" e premiò il chimico corso con una medaglia ad honorem.
Grande generale e diciottesimo presidente degli Stati Uniti. Ulysses S. Grant (1822-1885) consumava il vino alla coca tutti i giorni
Un altro papa che sapeva come tirarsi su nei momenti difficili: Pio X (1835-1914), grande estimatore del vino "addizionato" e addirittura santo
Auguste Rodin (1840-1917). Il consumo di coca, anche qui attraverso il vino Mariani, riguarda anche un mostro sacro della scultura.
La "divina" Sarah Bernhardt (1844-1923), immensa attrice di fine Ottocento, beveva il vino Mariani per sostenere lo stress da palcoscenico.
Si racconta che Robert Louis Stevenson (1850-1894) avesse pensato i personaggi di Dr. Jekyll e Mr. Hyde come due opposti effetti della cocaina, che gli era stata prescritta da Sigmund Freud come antitubercolare.
La cocaina fu approvata come medicinale nel 1890. Ma già sei anni prima, lallora giovane neurologo viennese Sigmund Freud (1856-1939) aveva applicato i suoi studi sulla sostanza, che egli raccomandava come toccasana per moltissime malattie, tra cui la depressione di cui era afflitto.
Altra "divina", questa volta italiana. Eleonora Duse (1858-1924), grande attrice teatrale e prima diva del cinema muto, aveva bisogno di un "aiutino" per affrontare il pubblico.
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lunedì 17 ottobre 2005
ore 16:36 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La Coca e il Vino Mariani
Ange Mariani è il vero inventore di una bevanda chiamata Vin Mariani e John Styth Pemberton, inventore ufficiale della Coca-Cola, non è che un semplice impostore. Anche se la World Company di Atlanta ha fatto di tutto per allontanare dal georgiano Pemberton qualsiasi sospetto di plagio. Ange Mariani (1838-1914), nato in Corsica e rampollo di una famiglia di medici e farmacisti. Mariani scopre autori antichi che descrivono come gli Incas, grazie a un pugno di foglie di coca «…possano camminare senza mangiare e due volte più velocemente e altre cose simili»(9). Mariani si interessa alla foglia dell’arbusto che si chiama coca e che contiene (lo sappiamo da poco) un alcaloide chiamato cocaina… Fa dunque costruire a Neuilly-sur-Seine una serra dove coltiva diverse varietà di piante di coca, testando gli effetti della macerazione delle foglie nel vino, utilizzando l’alcol come solvente. Da buon commerciante si preoccupa del sapore del suo prodotto scegliendo un vino Bordeaux ed eliminando le foglie più amare (che hanno un alto tasso di cocaina) per utilizzare solo quelle dal sapore migliore. Le prove continuano e l’otorino Charles Fauvel gli fa notare che la sua preparazione ha effetti anestetici; da qui la prima uscita, nel 1871, del Vin Mariani proposto ai cantanti. In effetti, un bicchiere di vino bevuto prima della rappresentazione migliorava sensibilmente la qualità della voce. A questi seguirono gli attori… tra i quali Sarah Bernhardt, solita vuotare d’un sol fiato, nel suo camerino, un bicchiere di Vin Mariani prima di entrare in scena.
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martedì 9 novembre 2004
ore 19:49 (categoria:
"Riflessioni")
bello
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martedì 9 novembre 2004
ore 19:48 (categoria:
"Fotografia e arte..")

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giovedì 28 ottobre 2004
ore 20:16 (categoria:
"Riflessioni")
NON IN MIO NOME
Sarà un viaggio senza ritorno Con un biglietto di sola andata Ci sta chiamando la propaganda Non in mio nome, non in mio nome.
Non ha insegnato il dolore Più di una guerra mondiale Non sarò io a farli andare Non in mio nome, non in mio nome.
Contro un presunto nemico Di civiltà e religione Bocca che beve petrolio Non in mio nome, non in mio nome.
Vogliono fare una nuova guerra E noi dovremmo partire Come animali al macello Non in mio nome, non in mio nome.
Non certo in nome di mio fratello Cuore migrante a lavorare Nemmeno in nome di mio padre Che mi ha insegnato a rispettare Neanche in nome di mio nonno Che dalle bombe dovette scappare Perché mio figlio guarda sempre avanti E noi avanti vogliamo andare.
Perché il mercato e l'economia Contano più delle persone Per i dollari e l'oro nero Non in mio nome, non in mio nome.
Non partiranno i governanti Né Sua Eccellenza, né il Parlamento Ci manderanno giovani in armi Non in mio nome, non in mio nome.
Non certo in nome dei bambini Che vogliono solo giocare Nemmeno in nome del vostro Dio Che si è perso e non sa tornare Neanche in nome dei soldati Che la paura li fa tremare Perché non sono pronto alla morte Non ho bandiere da insanguinare.
Non in mio nome, non in mio nome.....
Ma ti ricordi i fiori nei campi Là dove un giorno cadevi in battaglia Restano solo fiori tagliati E un mare rosso impastato alla terra.
Il presidente sta vomitando La sua bugia sulla nazione Io non rispondo alla chiamata Non in mio nome, non in mio nome.
Non in mio nome, non in mio nome.....
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sabato 23 ottobre 2004
ore 10:50 (categoria:
"Riflessioni")
La Madre

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