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Evissa
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CITTA': VALLE DI SUSA (TO)
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venerdì 2 maggio 2008
ore 15:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tetra notte e splendente luna delle streghe udite la runa Est e poi sud, nord e occidente Ecco, vi chiamo, immantinente. Aria e fuoco, acqua e terra esaudite la mia preghiera Bacchetta, spada, stella a cinque punte queste parole vi siano giunte Frusta e coltello, corde e incensiere, svegliatevi e vita possiate avere. E dell’Athame la forza invocata giunga a noi se la magia e’ avverata Regina degl’Inferi e del cielo sovrano Per l’incantesimo dammi una mano E della Notte, Cacciatore Cornuto, per il mio rito dammi un aiuto. Per tutto il potere di terra e di mare come io dico, così possa stare. Per la potenza del sole e di luna possa accadere cantando la Runa.
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venerdì 2 maggio 2008
ore 11:36 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ti devo lasciare cuore caro, non mi troverai l’anno venturo quando tu ritornerai.
La quercia glielo disse all’inverno incredulo, che pure sembrava per un attimo comprendere. Sospirando con fremito di rami scheletriti essa si piegò al vento freddo, passione che ancora non smetteva.
- Io muoio. E sarò legna nel giorno del tuo prossimo ritorno. E riscalderò ginocchia di vecchi rattrappiti nel giorno del tuo prossimo compleanno. Tutto il mio bene accatastato cerchio dopo cerchio brucerà dal mio tronco mutilato. Ti prego non domandarmi nulla. Va’ via. Non voglio tu rimanga sui brandelli del mio corpo martoriato.
Mite l’inverno invocò la primavera. Le raccontò del suo rigido dolore e lei per la cortesia lo sostituì ancor prima del calar del sole. Nell’andar via l’inverno strinse la quercia di una nebbia triste e trasparente, e tiepido sulle cime le sussurrò riconoscente: - Allora addio, cuore mio.
La purezza del suo battito estremo l’abbracciò di un candido delirio di neve. E da lei si congedò per sempre, baciandola con un ultimo fiocco lieve che si disciolse sulle foglioline appena nate.
Da qualche tempo, nel posto che fu dell’antica quercia, un oleandro separa le corsie di un’autostrada. L’inverno ritorna in quel luogo di tanto in tanto: a nevicarci, tenero, un ricordo d’amore.
* da Il Settimo Senso
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giovedì 1 maggio 2008
ore 18:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
bellezze locali...

Difendere il territorio è difendere chi lo abita, ed è questo un tema molto attuale anche in Italia. Non stupisce sentire che Rayen abbia voluto, durante il suo soggiorno qui da noi, visitare la Val di Susa: "Quando sono arrivata in Val di Susa, ho sentito che gli spiriti delle montagne, dell’acqua, degli alberi, parlavano al mio cuore: sono entrati nel mio cuore e li porterò con me per sempre. Spero che la gente della valle conservi la forza che la anima oggi, e riesca a impedire la costruzione della TAV... io so che quelle montagne saranno per sempre il ricordo che serberò dell’Italia". Così come noi, ricorderemo di lei il suo modo di parlare, così apparentemente distaccato dal mondo, eppure così concreto. Rayen Kuyeh è la voce di un mondo infinitamente lontano da noi, eppure così vicino: sentire nostro il territorio in cui viviamo, difenderlo, e esserne parte è una lezione semplice, e forse proprio per questo tanto difficile da apprendere. Rayen Kuyeh poetessa sudamericana
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giovedì 1 maggio 2008
ore 11:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La Natura è un tempio dove colonne viventi Talvolta lasciano uscire confuse parole; l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari. Come lunghi echi che si confondono in lontananza, in una cupa e profonda unità, vasta come l’oscurità e come la luce, profumi, colori e suoni si rispondono. Vi sono profumi freschi come carni di bimbi, dolci come gli oboi, verdi come i prati, - E altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso, che cantano l’ebbrezza dello spirito e dei sensi.
 Les Correspondances - Charles Baudelaire
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martedì 29 aprile 2008
ore 09:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"Quando la Ruota incomincia a girare comincino i fuochi di Beltain a bruciare.”
Possiamo celebrare questa festa in vari modi. Seguendo le tradizioni possiamo piantare un palo di maggio in un prato e danzare con i nostri amici. Oppure possiamo mettere ghirlande di fiori attorno ad un albero. Unaltra tradizionale attività di Rodmas è attaccare nastri rossi (colore della passione) a cespugli di biancospino per propiziare amore, fortuna o guarigione. Si possono accendere due piccoli fuochi e passare in mezzo ad essi per purificarci, sentendo la loro energia riempire i nostri corpi quando attraversiamo il loro spazio. Se vogliamo si può celebrare questa data in modo più rituale: La vigilia del primo maggio accendiamo un piccolo fuoco allaperto o (se desideriamo restare in casa o non abbiamo la possibilità di trovare uno spazio adatto) una candela rossa dicendo: "Signore del Bosco porta i tuoi doni di fecondità perche la terra si desti dal suo sonno". Poi si accendiamo un secondo fuoco a sinistra del primo (o una candela color verde) dicendo: "Bella Signora della Terra, gioisci. Il Grande Cervo viene a cercare la sua sposa perche lestate è arrivata". Poi passiamo in mezzo ai due fuochi per tre volte, salutando lestate che è arrivata e gridando "Bel!". Si medita sui misteri della fertilità, con riferimento sia al fiorire della Natura, sia alla nostra fertilità interiore. Possiamo infine consumare ritualmente vino e dolci (lasciandone sempre una parte per la Madre Terra e le sue creature). Questo è un rituale che sarebbe preferibile celebrare con altre persone o ancor meglio, col proprio partner. In questultimo caso il rito può terminare nel modo in cui terminavano i festeggiamenti intorno ai fuochi di Rodmas o al palo di Maggio: con un bel "matrimonio" silvestre nel nome di Robin Hood e di Lady Marian (e non è necessario procreare un "figlio di maggio"!)...
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lunedì 28 aprile 2008
ore 21:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ormai il crepuscolo aveva dominato la maggior parte dei colori dell’iride e per ogni tonalità di un colore il mio cuore si tingeva si un sentimento diverso...
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lunedì 28 aprile 2008
ore 15:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LA MELA Conosciuta sin dai tempi antichi come il frutto dell’immortalità, la mela trova il suo posto d’onore nella vita di tutti i giorni e nei banchetti dei rituali sabba celtici, per lo più a Shamain, in cui si festeggia la morte del Dio e del vecchio anno. Il ramo del melo era considerato una sorta di bacchetta magica con la quale entrare nel regno degli Dei. Se mangiata prima di una seduta di meditazione conferisce poteri di predizione. Se tagliata a metà orizzontalmente, la mela denota un pentacolo naturale al centro, diventa quindi simbolo naturale di protezione contro le negatività. A lungo usata come simbolo d’amore, per le sue magiche proprietà, la mela è stata investita dalla Bibbia di un infausta ombra di sventura, additandola come il frutto del peccato. Anche per questo motivo ai giorni nostri viene usata come simbolo dell’eros nell’immaginario collettivo. I boccioli di Melo infusi con cera rosa venivano usati come candele per attirate l’amore. In realtà il potere della mela è davvero grande, sia sotto il profilo della salute quanto quello della protezione, della divinazione e dell’amore, tanto da farne uno dei frutti magici per eccellenza.
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lunedì 28 aprile 2008
ore 13:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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domenica 27 aprile 2008
ore 05:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
è tardissimo...
buonanotte...
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venerdì 25 aprile 2008
ore 08:33 (categoria:
"Vita Quotidiana")
strani fiori prendono vita nel mio giardino


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