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domenica 6 aprile 2008
ore 11:37(categoria:
"Vita Quotidiana")
LA VITA NON SI MISURA DA QUANTI RESPIRI FACCIO, MA DAI TANTI MOMENTI CHE MI HANNO TOLTO O MI TOGLIERANNO IL RESPIRO
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sabato 5 aprile 2008
ore 12:45(categoria:
"Vita Quotidiana")
MONTE MUSINE PROBABILE MONTE DA PERFORARE PER IL PASSAGGIO DELLA TAV
Il Monte Musinè è una vetta che racchiude storie di mistero, tradizioni e leggende. Qui infatti, apparve a Costantino la scritta “IN HOC SIGNO VINCES” che lo convertì al cristianesimo. Questo monte, Erode, fu condannato a sorvolare per l’ eternità su un carro volante rovente. Qui si narra di uno stregone che viveva con il suo drago e qui, ogni 1° Maggio, si incontrerebbero streghe ed indovini per festeggiare il sorgere delle forze del male. Qui popolazioni celtiche scavarono nella pietra delle coppe che riprodurrebbero le costellazioni. Secondo la studiosa Giuditta Dembech, all’ interno del monte che prima era un vulcano attivo, si nasconderebbe una base UFO. Teoria portata avanti grazie ad una lastra di pietra incisa migliaia di anni fa dove apparirebbero degli uomini osservare un disco volante:
Inoltre, secondo Oberto Airaudi, del gruppo esoterico di Damanhur, il monte sorgerebbe su un punto nodale delle “linee di energia” che rappresentano “il tessuto nervoso del pianeta” e per questo “non potrà mai avere una vegetazione regolare”. Un ultimo mistero, ma non come importanza, è quello che descrive di una lapide apparsa misteriosamente nel 1973 sulla vetta e sparita altrettanto misteriosamente 5 anni dopo
QUI’ E L’UNA ANTENNA DEI 7 PUNTI ELETTRODINAMICI CHE DAL PROPRIO NUCLEO INCANDESCENTE VIVO LA TERRA TUTTA RESPIRA EMETTE VITA. QUI’ OPERANO LE ASTRALI ENTITA’ CHE FURONO
venerdì 4 aprile 2008
ore 15:39(categoria:
"Vita Quotidiana")
Un altro giorno. Il sole muore ancora una volta. La Luna sale sul suo trono di ombre. I Figli della Notte accompagnano il Risveglio. I Neri cancelli tra la Vita e la Morte, tra il Sogno e la Realtà, si aprono. Ed il Nero Araldo della Notte, lo Scudiero del Buio, cammina ancora tra gli uomini. Ed è di nuovo dominio, di nuovo caccia, di nuovo la Danza Oscura sul filo della lama.
Cercare, seguire, trovare la preda agognata...
Il Calice Scarlatto si colmerà ancora per saziare la Sete Rossa, tra Passione e Desiderio, tra Amore e Morte.
Cavalcare sull’Abisso, oltre l’Abisso, seguendo antichi sentieri ed ancestrali richiami, assaporando conoscenze perdute, senza mai smarrire e dimenticare la Via Oscura ed il Sentiero dell’Acciaio.
Sempre, Nero Araldo della Notte.
di Lord Kane Fenris
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venerdì 4 aprile 2008
ore 13:29(categoria:
"Vita Quotidiana")
CHE BURLONI... MA DAVVERO PENSAVANO DI VENIRE NELLA TANA DEL LUPO DI AVER DIRITTO DI REPLICA....
giovedì 3 aprile 2008
ore 17:14(categoria:
"Vita Quotidiana")
Vi narro di me.. dell anima mia che leggera accarezza gli indefiniti orizzonti e scruta i definiti spazi, come un onda persa in un mare di parole, trasportata dalla corrente che mi infrangerà su qualche scoglio sconosciuto e forse non desiderato.
Cullata dalla corrente che dolcemente mi lascerà naufragare su spiagge di oasi di pace. Sono un onda fiera e caparbia che non morirà calma e placida sulla riva.
Sono aria, acqua, fuoco e terra. Sono l incantatrice di un indelebile sogno. Sono un pensiero fugace. Mi nutro di tempesta, combatto la tempesta, e sarò viva, spumeggiante e fragorosa fino allultima goccia di acqua che è in me.
giovedì 3 aprile 2008
ore 09:45(categoria:
"Vita Quotidiana")
Torino magica
Magia. Torino ne è pregna. Lo dice il mito, che vuole che il capoluogo subalpino faccia parte dei due triangoli, quello della magia bianca (con Lione e Praga) e quello della magia nera (con Londra e San Francisco). Ma lo dice anche la storia, che racconta che augusta Taurinorum fu fondata dai romani all’incrocio tra due fiumi – il Po e la Dora - rispettando le regole magiche che volevano una città dotata di porte ai punti cardinali. Lo dice anche l’atmosfera che si respira in tante vie del centro storico, quella atmosfera e quelle vie che hanno ispirato i noir di Fruttero e Lucentini e le profezie di Gustavo Rol (già medium di fiducia di Fellini). Non è importante credere a tutte queste malie, anzi, certo è meglio diffidarne, ma lasciarsi affascinare questo sì, va fatto, per godersi una suggestione in più.
Guardare Torino con gli occhi della magia, fa vedere una città diversa, nascosta, sotterranea. Si scorge quello che spesso sta - letteralmente - sotto le cose, nei cunicoli che corrono nelle profondità della città. Piazza Statuto, ad esempio. Nella vita di tutti i giorni non è che un grande spazio piacevole a due passi da porta Susa. Invece – indossati gli occhiali della suggestione – si scopre che la piazza è il “cuore nero” della città e che in questa zona, ai tempi dei romani, c’era la “vallis occisorum” (da cui il nome del limitrofo quartiere Valdocco) ovvero la necropoli che verosimilmente ancora riposa sotto via Cibrario, corso Principe Eugenio, corso Francia e sotto le altre strade della zona. Proprio in piazza Statuto era infatti il patibolo, fino a quando i francesi lo trasferirono in quello che ancora oggi viene detto dai piemontesi “’l rondò dla forca” (non c’è bisogno di traduzione) all’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna. E a ben guardare, nel cuore del piccolo giardino che occupa la piazza c’è un tombino. E quel tombino porta a un misterioso mondo sotterraneo: per i più prosaici conduce al nodo centrale delle fogne della città, per i più suggestionabili lì si trova la Porta dell’Inferno (almeno così vuole il mito).
A poche centinaia di metri dalla piazza, superato corso Svizzera, si trova via Michele Lessona dove un tempo stava la “Domus Morozzo” – di cui non v’è più traccia –, ovvero la residenza torinese del più grande e più celebre esoterista di tutti i tempi: Nostradamus. Ma torniamo in piazza Statuto e al patibolo: poco distante, in via Barbaroux, si trova la chiesa dove veniva data l’ultima benedizione ai condannati. E’ la chiesa della Misericordia - dal 1720 proprietà della confraternita della Misericordia – che tutt’oggi espone in alcune teche di vetro il registro con i nomi dei condannati, i cappucci neri, il “bicchierino” per un ultimo sorso e il crocefisso (e, sotto una lastra di marmo, un ossario). Sempre in zona, un altro paio di curiosità: nella chiesa di Santa Maria di Piazza vi è un quadro della Madonna che alcuni vogliono dipinto dallo stesso San Luca; in una località segreta, da queste parti, le leggende vogliono che sia conservato il velo della Madonna. Dopo aver fatto un salto nella vicina via Sant’Agostino, si può fare qualche metro nella piccola via Bonelli dove un tempo abitava il boia di Torino. Di lì, in pochi minuti, si arriva in piazza Solferino, una delle principali della città. E qui l’attenzione viene attirata dalla Fontana Angelica, rappresentazione allegorica che per gli esoteristi rappresenta la Porta verso l’Infinito. Ancora pochi metri, e si arriva alla piacevolissima piazzetta corpus Domini che ospita l’omonima chiesa realizzata nel Seicento nell’esatto punto in cui – nel 1453 – avvenne il “Miracolo di Torino”: un ladro tentava di vendere refurtiva sacra proveniente dalla chiesa di Exilles in Val di Susa; d’improvviso dal sacco s’innalzò, splendente, un’ostia e solo le preghiere dei fedeli e le parole del vescovo Ludovico di Romagnano la fecero ridiscendere. Da piazzetta Corpus Domini bastano pochi istanti per raggiungere il centro della città: piazza Castello. E il cuore della città è anche il cuore della magia, quello “bianco” in particolare: gli esoteristi affermano che l’epicentro dell’energia positiva del capoluogo si trova dove sorge palazzo Reale, tra la piazzetta Reale e i giardini, in particolare in corrispondenza della fontana dei Tritoni. Come se non bastasse, poco più in là, nel Duomo, riposa la Sindone, simbolo del messaggio positivo del cristianesimo. Ma il male è sempre alle porte: alcuni considerano il cancello del Palazzo, incorniciato dalle statue equestri di Castore e Polluce, il limen, il confine tra la città santa e quella diabolica.
Il centro riserva altre sorprese: il museo Egizio ha da sempre un che di magico (tanto che negli ultimi tempi i giornali hanno bollato alcuni innocui malori di studenti in visita come “maledizione”) e sotto Palazzo Madama sono celate le cosiddette Grotte Alchemiche che avrebbero ospitato gli “scienziati” di casa Savoia a caccia della Pietra Filosofale. Da qui, prendendo via Po si può dirigere verso il fiume, oltre il quale – superata piazza Vittorio – riposa uno dei simboli dell’esoterismo subalpino: la chiesa della Gran Madre di Dio. Alcune tradizioni vogliono che sotto la basilica sia nascosto il Sacro Graal, altre che la collocazione del calice fosse invece indicata dall’indice di una delle statue che accolgono i visitatori, ora purtroppo distrutto. Ma tutte queste informazioni – che compongono solo un veloce ritratto della città magica – non possono trasmettere la malia dell’aria che si respira in alcune vie del centro storico. L’unico modo per capirla e viverla davvero, è esserci.
mercoledì 2 aprile 2008
ore 11:40(categoria:
"Vita Quotidiana")
UNA VERA CORDATA. LA CORDATA NOTAV Domenica 30 marzo, a Chiomonte, in regione Colombera, si è materializzata una cordata formata da donne, uomini, anziani, giovani, residenti, villeggianti, cittadini di diverse provenienze geografiche che hanno comprato in comproprietà al foglio 6, particella 679 (ex) vigneto di are 12,51, quasi un metro quadrato di terreno a testa.
1397 cittadini hanno investito nel futuro di una valle alpina, la valle di Susa, senza bisogno di banche, società per azioni, multinazionali e finanziarie varie, organizzazioni mafiose e politici compiacenti. Hanno investito 15 euro a testa senza fare promesse elettorali, con il solo desiderio di evitare che altri milioni di euro di denaro pubblico vengano rapinati ai contribuenti italiani ed europei con la scusa di costruire la nuova linea ferroviaria Torino-Lyon e relativo tunnel di base. Sono stati in coda a mettere la loro firma per evitare nuovi disastri ambientali in una valle che è stata violentata dal cemento e dalle infrastrutture. Hanno scritto i loro nomi, i loro indirizzi davanti a un notaio, con le televisioni che riprendevano la loro azione civile, e li hanno esposti su una tavola alta quattro metri, alla luce del sole. E hanno dato appuntamento, sottoscrivendo nuove quote, per un nuovo atto di acquisto, a breve termine, di nuovi terreni, sempre in valle di Susa, dove potrebbero sorgere gli eventuali cantieri della linea ad alta velocità, dimostrando che in questo paese è ancora possibile, attraverso la legalità, opporsi all’arroganza del denaro e di chi pensa di decidere sulla testa dei cittadini.