Il guscio dev’essere spezzato perché ciò che contiene ne esca: se vuoi il gheriglio, devi infrangere il guscio. Sicchè se desideri scoprire il segreto della natura, devi distruggerne i simboli, e quanto più vi penetri, tanto più vicino giungi alla sua essenza. Quando arrivi all’Uno che raduna tutte le cose in sé, lì la tua anima deve restare.
Meister Eckhart
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mercoledì 10 dicembre 2003 - ore 12:13
(categoria: " Lavoro ")
Voglio cambiare lavoro!!!!!
Chi mi può aiutare???
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mercoledì 10 dicembre 2003 - ore 11:18
....
(categoria: " Pensieri ")
Bhe... a nessuno piace l'ornitorinco?
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PERMALINK
mercoledì 10 dicembre 2003 - ore 10:20
Oroscopo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Acquario:
La Luna ti aiuta, ma nel complesso sei sempre molto stanco ed e' probabile che nel corso degli ultimi tre giorni tu non sia riuscito a stare al pari con gli impegni. Per fortuna questo momento riesce a conciliare tutte le questioni che ti interessano di piu'. Anche per quanto riguarda l'amore, bisogna stare attenti ad osservare quello che ti circonda; le stelle annunciano nuove nascite, nuovi incontri, nuovi amori..molto dipende dalla situazione che stai vivendo attualmente. Con Bilancia, e Ariete le situazioni piu' stuzzicante. Progetti per il futuro degli innamorati.
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PERMALINK
mercoledì 10 dicembre 2003 - ore 01:22
Io proprio io: l'ornitorinco
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
L'ornitorinco è un membro dell'ordine dei Monotremi, che comprende 2 altri membri. Questi sono l'echidna a becco lungo e l'echidna a becco corto. Il termine "Monotremi" driva dal fatto che l'echidna e l'ornitorinco usano la stessa apertura per la riproduzione e per eliminare i prodotti di rifiuto, caratteristica che si trova nei rettili. Altro carattero rettiliano è la deposizione di uova. L'echidna a becco lungo si trova nelle foreste montagnose umide di Papua Nuova Guinea a Irian Jaya. L'echidna a becco corto e più distribuita e si può trovare in Australia e parti di Papua Nuova Guinea. L'ornitorinco si trova solo nella parte est dell'Australia.
Habitat e territorialità
L'ornitorinco si può trovare lungo la costa est dell'Australia, nei fiumi, torrenti e laghi. La sua distribuzione va dall'Annan river nel Queensland alla Tasmania. L'ornitorinco è molto più comune nell'Australia del Sud e questo è dovuto a due fattori: la presenza di coccodrilli e la minaccia di piene.
La femmina di ornitorinco non inizia a fare cuccioli fino a quando non ha 2 anni e questo comporta per l'ornitorinco delle dificoltà a mantenere la popolazione in presenza di predazione da coccodrilli e alluvioni. Nelle aree in cui si è insediato l'ornitorinco vive più isolato che a famiglie. Questo animale è prevalentemente solitario, con un suo specifico territorio in cui vive e si nutre. Il territorio di un ornitorinco può essere sovrapposto a quello di un altro, ma non smebra che vi siano scontri per il controllo. In una zona sovrapopolata è comunque di solito l'ornitorinco giovane a lasciare l'area e a cercarne un'altra. In questi territori ci sono diverse tane localizzate lungo le sponde dei fiumi.
Le tane
Sembra ci siano due tipi di tane: tane per vivere e tane nido. Queste ultuime sono le più complesse e sono usare per allevare i cuccioli, mentre le altre sono usate da entrambi i sessi per la vita di tutti i giorni (mangiare e dormire). Alcuni ricercatori suggeriscono che molte tane nido derivino da una complessa attività di scavo effettuata a partire dalle tane semplici. La tana nido può essere sviluppata fino a 7 metri di altezza e 18 metri di lunghezza. Si è creduto a lungo che l'entrata delle due tane fosse prevalentemente sopra il livello dell'acqua, ma è stato mostrato che le entrate delle tane sono spesso sott'acqua.
Le tane sono dei tunnel terminanti con un nido e hanno dei problemi nel mantenimento del flusso d'aria; se l'ornitorinco sta nella tana per un certo periodo, consuma l'ossigeno disponibile. Durante la stagione dell'accoppiamento questa mancanza di ossigeno ha una grande significato per due ragioni: la prima è che durante il periodo dell'accoppiamento la femmina chiude le entrate della tana ogni volta che entra e esce e la seconda è che i giovani ornitorinchi rimangono nel nido per circa 3 mesi, con una lenta diminuzione dell'ossigeno disponbile. L'ornitorinco potrebbe aver adattato la chimica del suo sangue in modo tale da sfruttare al meglio la riserva limitata di ossigeno, ma è un'ipotesi non confermata. Le tane nido potrebbero avere l'ingresso sopra l'acqua proprio per incrementare il flusso d'ossigeno, oltre che per proteggere i cuccioli dalle piene.
Descrizione morfologica
Il primo esemplare di ornitorinco spedito in Inghilterra si dice sia stato considerato uno scherzo. In effetti questo animale ha il muso con un becco d'anatra, la coda di un castoro e depone uova, pur allattando i suoi piccoli. L'ornitorinco è grande circa la metà di un gatto domestico. Un maschio adulto è lungo mediamente 50 cm e il suo peso è attorno a 1,7 Kg, la femmina ha una lunghezza media di 44 cm e un peso di 0.9 Kg. Questa differenza di caratteristiche tra i due sessi è chiamata dimorfismo sessuale. La coda è lunga circa 12 cm e il becco 5.5 cm. L'ornitorinco ha una spessa copertura impermeabile di peli su tutto il corpo, eccetto i piedi e il becco. La pelliccia esterna e di colore marrone scuro sul dorso e giallastra sul ventre. Sotto la pelliccia esterna, setoloda, c'è una sottopelliccia più densa e fine simile alla lana con colore che va dal grigio al marrone scuro. La coda è costituita principalmente da tessuto grasso che viene usato per immagazzinare energia, che l'animale può usare durante l'inverno se c'è scarsità di cibo. La punta della coda è coperta da peli ruvidi, mentre sotto la pelliccia e più rada. La coda di un ornitorinco è diversa da quello di un castoro sia per la forma che per l'impiego. La coda del castoro è piatta e larga e viene usata per spingersi nell'acqua. L'ornitorinco usa la coda solo per sterzare mentre nuota con le zampe. Il corpo dell'ornitorinco è piatto, lineare e ha zampe corte. Le zampe anteriori sono palmate, ideali per il nuoto. L'animale nuota calciando alternativamente con le zampe anteriori e le zampe posteriori, parzialmente palmate, servono come timone. Le zampe palmate danno l'impressione che l'ornitorinco abbia i piedi piatti, da cui il nome "platypus". Fuori dall'acqua la membrana viene piegata sotto i piedi per difenderla dai danni e per scoprire le larghe unghie che servono per scavare.
Su ognuna delle zampe posteriori (sulle caviglie) dei maschi vi è uno sperone corneo lungo 1.5 cm. Lo sperone è cavo e collegato ad una ghiandola velenosa attraverso un condotto. Le femmine giovani ne hanno una versione rudimentale che viene persa nel primo anno. L'ornitorinco ha un becco flessibile (simile a quello dell'anatra), morbido e gommoso e molto sensibile al tatto. Quesa caratteristica è dovuta alla presenza di numerose terminazioni nervose. L'ornitorinco usa il becco per cercare cibo ed orientarsi sott'acqua. La punta del becco è blu-grigia e leggermenta più in su ci sono le due narici. La loro posizione permette la respirazione anche se il resto del corpo è sommerso. La parte inferiore del becco, che è rosea o chiazzata, è più piccola della superiore. L'ornitorinco è privo di denti e macina il cibo usando delle placche taglienti che si trovano sulla superificie superiore e inferiore dentro la bocca. Il platypus non ha orecchio esterno e chiude si occhi che orecchie durante le immersioni, quindi viene guidato solo dal becco. Sulla terra la vista è comunque molto buona a grandi distanze anche se, a causa del becco, l'ornitorinco non riesce a vedere ciò che molto vicino. L'ornitorinco emette dei versi simili a un ringhio e a quelli di una gallina. Questi vengono emessi in situazioni di pericolo. L'ornitorinco rimane attivo, in maniera molto minore, anche durante l'inverno. La regolazione della temperatura interna (32 °C circa) avviene attraverso una gestione più accurata della circolazione del sangue, che viene diminuita in zone quali le zampe posteriori, il becco e la coda. Un buon isolamento viene dato dalla pelliccia impermeabile che intrappola uno strato d'aria che provvede a un buon isolamento contro il freddo.
Nutrizione
L'ornitorinco si nutre di invertebrati, piccoli pesci, uova di pesci, rane e girini. Normalmente l'ornitorinco spende metà del giorno mangiando una quantità di cibo pari a circa il 25% del suo peso. Questa quantità può arrivare al 50% per esemplari tenuti in cattività. Durante l'Estate mangia più che in inverno e accumula l'eccesso nella coda sottoforma di grasso. La ricerca del cibo avviene durante le immersioni nei fondali dei fiumi scuotendo il capo e il becco nel fango. Le immersioni durando circa 40 secondi e durante questo periodo l'ornitorinco usa sia il tatto che la capacità di individuare variazioni del campo elettrico (grazie alle terminazioni nervose del becco) per localizzare le piccole prede. Una volta catturato, il cibo viene trasferito nella tasca guanciale localizzata dietro il becco. L'ornitorinco raggiunge poi la superficie e il cibo viene spostato nella bocca, dove viene triturato dalle placche situate nella mascella e nella mandibola. Ai lati della mascella vi sone delle punte dentellate che vengono usate per espellere rifiuti quali gusci e fango.
Riproduzione
La riproduzione non inizia fino a quando gli esemplari non hanno almeno due anni. Fino a questa età i maschi non producono sperma e le femmine non sempre si riproducono ogni stagione. Per l'accoppiamento serve che gli organi riproduttivi femminili e i testicoli maaschili si ingrandiscano e questo avviene appunto durante la stagione degli amori, tra Luglio e Agosto. Durante questo periodo il corpo della femmina si adatta per la produzione del latte che viene dato ai cuccioli attraverso due strutture simili a capezzoli situate sull'addome e cirondate da pelo. I piccoli premono su queste zone provocando la fuoriuscita del latte che cola attraverso i peli. Il corteggiamento inizia in acqua, dove il maschio e la femmina, che di solito prende l'iniziativa, nuotano molto vicini. Il maschio dimostra la volontà di accoppiarsi prendendo la coda della femmina con il becco, dopo di che sale sul dorso della femmina e attorciglia la propria coda attorno all'addome della femmina. In questa posizione avviene la copulazione. Ricordo che gli ornitorinchi hanno un solo orifizio, quiandi il pene del maschio penetra nella cloaca femminile. Il periodo di gestazione dovrebbe essere di circa 2-3 settimane e le uova sono di solito 2 e di dimensione di 17 mm x 14.5 mm. Una volta deposte le uova vengono incubate dalla madre in una camera che si trova in fondo al nido che è larga circa 30 cm. e coperta da materiale vegetale. La cova dura 10 - 12 giorni ed il piccolo platypus che nasce e lungo circo 18 mm. Il giovane rimane nella tana nutrendosi di latte materno per 3 o 4 mesi. Quando esce ha raggiunto l 80% delle dimesioni di un adulto e il 60% del peso e continua a prendere il latte dalla madre fino a che non è in grado di provvedere al proprio cibo.
Protezione
L'ornitorinco è una creatura timida che evita le situazioni aggressive e questo lo può portare a stare sott'acqua per 10 minuti senza emettere bolle. Il maschio diventa più aggressivo durante il periodo della riproduzione, e lo dimostra tramite l'uso dello sperone corneo velenoso situato nelle zampe posteriori. Il veleno può uccidere cani e altri ornitorinchi. Ipredatori dell'ornitorinco sono le volpi, gli uccelli predatori e soprattutto i coccodrilli. In passato venivano cacciati dall'uomo, ma ora sono protetti da leggi quali il National Parks and Wildlife Act del 1974. L'ornitorinco sembra avere un comportamento prevalentemente notturno, ma si vede spesso all'alba e al tramonto, anche se le sue abitudini variano a seconda della zona, del sesso e della stagione. Durante la primavera le piene dei fiumi del nord sono un pericolo per le tane, ma sembra che durante le piene gli ornitorinchi a volte usino le tane dei conigli e i tronchi cavi per ripararsi e poi ritornare ai propri rifugi dopo la piena.
Origini
Fuori dall'Australia e dalla Nuova Guinea non esistono parenti dell'ornitorinco.
I fossili ritrovati sembra confermino che i progenitori dell'ornitorinco fossero molto simili all'attuale. Uno di questi è Obduron insignis, che visse attorno a 15 milioni di anni fa e, a differenza dell'ornitorinco, conservava i denti anche nelletà adulta. In Patagonia è stato trovato un fossile di questo animale risalente a 62 milioni di anni fa. Sembra inoltre che i monotremi siano discendenti dei tubercolati. Duckbill, watermole, duckmole sono i nomi inglesi dati all'ornitorinco dai primi europei che lo incontrarono. Nel 1799 fu chiamato Platypus Anatinatus e in seguito Ornitorhynchus. Gli aborigeni lo chiamano mallamong, boondaburra e tambreet.
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martedì 9 dicembre 2003 - ore 00:02
Oroscopo - Acquario
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Saranno superate queste crisi d'amore che ogni tanto pervadono i tuoi pensieri. Cosi', anche i nuovi incontri, pure di tipo professionale, possono essere meno complicati da gestire. In amore devi resistere: non affrontare ora discussioni che potrebbero scivolare nella polemica; c'e' molta confusione, ma gia' dalla fine del mese scorso non sei tranquillo. E' probabile che durante questi giorni si riveli un aspetto della persona che ami che non conoscevi: poca pazienza, tanta tensione..ricordiamo che e' sempre necessario mantenere la calma.
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PERMALINK
lunedì 8 dicembre 2003 - ore 23:46
I cocktails 3
(categoria: " Ricette ")
GLI SPARKLINGS.
Gli Sparklings, sono una categoria di cocktails molto di moda oggi, forse per il loro basso contenuto alcolico, essendo il più delle volte a base di succhi di frutta, è inoltre un tipo di bevanda molto rinfrescante con proprietà aperitive, adatta per le grandi occasioni, come ricevimenti, matrimoni, feste di compleanno ecc..
Si può preparare direttamente nel bicchiere, nel caso di richieste singole, avendo cura di miscelare delicatamente evitando di far perdere l’effervescenza naturale del prodotto, oppure usando il gallone o la bowl qualora si tratti di servizio per più persone.
Se la ricetta prevede l’uso di più ingredienti , come liquori o sciroppi zuccherini, e consigliabile l'uso dello shaker per la prima fase della miscelazione ( base), per poi allungare il tutto con lo champagne in una fase successiva.
Predecessore di questa categoria di drinks, si può sicuramente considerare il Champagne cocktail, di cui esistono varie versioni, quasi tutte aventi zolletta di zucchero e gocce d’angostura tra gli ingredienti. Tuttavia la ricetta del champagne cocktail classico, rimane la seguente:
CHAMPAGNE COCKTAIL
1 zolletta di zucchero
1 goccia d’Angostura
1/10 Cognac
9/10 Champagne
Si versa la goccia d’angostura sulla zolletta di zucchero, si poggia nel fondo della flutè e dopo aver versato il cognac, si riempie il bicchiere con lo champagne molto freddo, guarnendo con una fetta d’arancia e una ciliegina.
N.B
Alcuni Barman, preferiscono aggiungere alla ricetta anche un 1/10 di Grand Marnier, in questo caso si consiglia di ridurre a metà la zolletta di zucchero, e di miscelare a parte in mixing glass, il Cognac e il Grand Marnier, al fine di ottenere una bevanda non eccessivamente dolce, e con la giusta temperatura.
Altri esempi di Champagne Cocktail molto conosciuti, sopratutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono:
KING ALFONSO
1 Zolletta di zucchero imbevuta con 1 Goccia d’Angostura
2/10 Dubonnet
8/10 Champagne.
FRENCH 75
1/10 succo di limone
1/10 sciroppo di zucchero
1/10 Gin
7/10 Champagne
Shakerare tutti gli ingredienti tranne il Champagne, versare in un tumble con ghiaccio tritato e completare con il Champagne.
HAPPY YOUTH
1 zolletta si zucchero
1/10 Cherry Brandy
3/10 Spremuta d’arancia
6/10 Champagne
VALENCIA SMILE
1/10 succo d’arancia
2/10 Apricot Brandy
7/10 Champagne
Shakerare il succo d’arancia e l’apricot brandy, versare nel flutè e completare con champagne freddo.
BUBBLES
1/10 Crema di Banana
2/10 Gin
7/10 Champagne
Raffreddare nel Mixing Glass il Gin e la Crema di Banana, versare nel flutè e completare con il Champagne freddo.
L’usanza di abbinare il vino alla frutta e antichissima, risale probabilmente alla stessa storia del vino è infatti provato che sia gli antichi Greci sia i Babilonesi bevevano il vino con le pesche e altre spezie, ma per restare in tempi più recenti, fu Dom Perignon il primo a celebrare questo felice matrimonio di pesche e Champagne. Il merito di aver riscoperto questa miscela va' a Giuseppe Cipriani che alla fine degli anni 40, creò questo cocktail in onore al pittore Gian Battista Bellini detto il Gianbellino.
BELLINI.
3/10 nettare di pesca bianca
7/10 spumante Prosecco
Il nettare di pesca, si ottiene schiacciando a mano ( guantata) le pesche rigorosamente bianche ( H6 o Paola ), tagliate a pezzi con la buccia nel cinoise (imbuto in metallo usato principalmente in cucina). Si consiglia questo metodo perché è l’unico che permette di estrarre il succo al naturale, e il contatto con le bucce da quella leggera colorazione rosa, caratteristica del Bellini, altrimenti ottenuta con l’aggiunta d’alcuni lamponi freschi. L'alternativa e data dal frullatore o dalla centrifuga, ma nel primo caso, il succo risulterebbe " gonfio" infatti il frullatore, emulsionando, incanala un certo quantitativo d’aria, e nel caso della centrifuga è più difficile ottenere la colorazione delle bucce.
Fuori stagione, quando le pesche non si trovano più è inutile insistere a proporre questo tipo di bevanda usando succhi in bottiglia o frutta sciroppata, il risultato non sarebbe sicuramente lo stesso. L’alternativa è data da questa serie d’altri Sparkling che in base al tipo di frutta usato, seguono una stagionalità:
TIZIANO
3/10 Succo d’uva Fragola (uva Americana)
7/10 Prosecco
Il succo d'uva si ottiene con lo stesso sistema del Bellini, e va' lasciato a riposare circa un ora, dopodiché va' aspirato con un tubicino a pompetta del tipo che è usato per travasare il vino, per separare il "tappo"d’impurità che nel frattempo si sarà formato. Il succo limpido di color rubino, ottenuto si miscelerà quindi allo Spumante.
ROSSINI
3/10 purea di fragole
7/10 Prosecco
In questo caso l'unico sistema per ottenere il purea , è quello di frullare le fragole, infatti, come del resto per le Banane o i Kiwi, anche le fragole non danno succo, bisogna quindi demolire la polpa del frutto con il frullatore per ottenere il purea, che andrà poi miscelato con alcune gocce di succo di limone e alcune gocce di sciroppo di zucchero .
MIMOSA ( BUCK'S FIZZ)
3/10 spremuta d’arancia
7/10 Champagne
Si prepara direttamente nel bicchiere a flutè.
PUCCINI
3/10 Succo Mandarino fresco
7/10 Champagne
Si prepara direttamente nel bicchiere a flutè
TINTORETTO
3/10 succo di melograno
7/10 Prosecco
Si prepara direttamente nel bicchiere a flutè.
KIR ROYAL
1/10 Creme de Cassis
9/10 Champagne
Versare la crema di Cassis direttamente nel bicchiere a flutè e completare con champagne
PRINCE OF WALES
1/10 sciroppo di zucchero
1/10 succo di limone
2/10 cherry brandy
2 fragole fresche
6/10 Champagne
Frullare gli ingredienti tranne lo champagne, versare nel flutè e completare con champagne freddo.
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PERMALINK
lunedì 8 dicembre 2003 - ore 13:23
Festa di spritz.it
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Bella festa, non c'è che dire! Complimenti al web-organizer per essersi fatto il culo per organizzare tutto!
Complimenti anche allo staff del Nirvana: persone così veloci al guardaroba non le avevo mai viste! Solo 45 minuti di fila, pressato come una sardina da un buttafuori zelante che, vedendo che nessuno usciva, faceva entrare ugualmente la gente!
Che staff!! Dove posso inviare il mio curriculum per poter lavorare con loro?
Mi giunge notizia che ci sia ancora gente in fila adesso, e che con tutte le giacche avanzate, abbiano intavolato un'asta di cappotti e complementi d'abbigliamento! Io sono collegato via wap per aggiudicarmi il lotto numero 7, comprendente 3 sciarpe, 2 paia di guanti, un berretto, una guardarobista ubriaca ed un guanto destro!
Comunque, per anticipare il web-fotografo, ecco in anteprima la prima foto della festa!!!!!!
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PERMALINK
domenica 7 dicembre 2003 - ore 20:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stasera....
TUTTI AL NIRVANA!
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PERMALINK
sabato 6 dicembre 2003 - ore 15:28
Io proprio io: IL SASQUATCH
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
IL SASQUATCH (O BIGFOOT)
Creature analoghe allo yeti sono state segnalate soprattutto nelle regioni nordoccidentali degli Stati Uniti, ma la loro presenza è segnalata praticamente ovunque nelle grandi distese di terra inabitata dell' America.
Questo essere è chiamato Sasquatch dai Pellerossa e Bigfoot (piedone) dai bianchi.
Le prime testimonianze risalgono al decennio 1830-1840.
Nel 1851 due cacciatori dell' Arkansas incrociarono una mandria di animali inseguita da un "animale con un aspetto indiscutibilmente umano". Stando alla dichiarazione rilasciata da uno di loro, la creatura era di dimensioni gigantesche, con il corpo tutto coperto di peli e grandi ciuffi di capelli che gli cadevano sulle spalle come una criniera. Dopo aver osservato i due per un momento che dovette sembrare un' eternità, la creatura si voltò e si mise a correre: le impronte lasciate dai suoi piedi avevano una lunghezza di 35 centimetri.
Mettendo insieme le varie testimonianze si arriva alla conclusione che i Bigfoot sono creature timide, che evitano di avvicinarsi troppo all' uomo. Ma ciò non toglie che possano mostrarsi curiosi, e ne sono stati avvistati parecchi che gironzolavano nottetempo nei pressi di accampamenti isolati nei boschi.
Alcuni Bigfoot sono stati visti avvicinarsi a fattorie, certamente in cerca di cibo.
Il dossier americano sui Bigfoot comprende oggi più di mille testimonianze, ripartite in un arco di centocinquanta anni: è un dossier enorme, soprattutto se si considera che non tutti gli avvistamenti di queste creature vengono segnalati.
L' incontro finora più drammatico con un Bigfoot è quello che Albert Ostman dichiara di avere avuto nel 1924. Afferma infatti di essere stato rapito da una di queste creature, nella zona della Columbia Britannica, mentre dormiva nel suo sacco a pelo. La creatura, alta due metri e mezzo, l' avrebbe caricato sulla schiena, camminando quasi tre ore prima di "scaricarlo" nel bel mezzo di una famiglia di Bigfoot: una coppia di adulti e due piccoli. Durante i tre giorni di prigionia, Albert Ostman avrebbe avuto tutto il tempo di osservarli e persino di stringere rapporti di amicizia con il bigfoot più anziano. Per fuggire, Ostman avrebbe approfittato di questa sua confidenza con il Bigfoot più anziano, approfittando di una attimo in cui gli era stata concessa più libertà nei movimenti.
Del Bigfoot esiste anche un filmato, girato il 20 ottobre del 1967, nella Bluff Creeking Valley, da Roger Patterson, da diversi anni sulle tracce della creatura. Nella zona erano state ritrovate parecchie impronte attribuite al Bigfoot e Patterson vi era giunto, in compagnia dell' amico Bob Gimlin, con l 'intento di filmarle per trarne un documentario televisivo.Patterson e Gimlin stavano esplorando a cavallo quella zona inesplorata ed impervia ormai da parecchi giorni, quando avvenne il colpo di scena. All' improvviso, senza alcun motivo apparente, i cavalli si impennarono: davanti a loro, ad una trentina di metri, si stava muovendo una creatura d' aspetto vagamente umano, ricoperta di un folto pelo nero. Non c' è dubbio, era un Bigfoot. Patterson fa giusto in tempo a riprenderlo per una ventina di secondi, poi l' essere si dilegua nel fitto dei boschi.
ll film venne proiettato per la prima volta alla British Columbia University di Vancouver, dove una platea di zoologi ed antropologi lo esaminò nei minimi particolari. I pareri sul filmato furono discordanti. Per esempio il naturalista canadese del Museo di Victoria,Frank Beebe, riscontrò delle incongruenze anatomiche: il misterioso essere aveva infatti mammelle molto pronunciate, per cui doveva essere una femmina, ma per tutto il resto (conformazione genetica, struttura del bacino, dimensione dei glutei) sembrava un maschio.
D.W. Grieve, docente di biologia alla Royal Free Hospital School of Medicine di Londra, ha invece posto in luce alcune particolarità sul modo di procedere della creatura ripresa da Patterson. Grieve ha fatto osservare che se la ripresa è stata eseguita con la cinepresa regolata sui 16 o 18 fotogrammi al secondo (velocità normalmente usata dai cineoperatori dilettanti), i movimenti che compie il soggetto non concordano con quelli tipici della normale andatura umana poichè troppo lenti (e quindi ci sono alte probabilità che l' essere sia autentico). Se però la cinepresa era sui 24 fotogrammi al secondo (velocità impiegata nei film sonori e nei documentari per la televisione), il ritmo dei movimenti coincide perfettamente con quello di un uomo che cammina (in questo caso si dovrebbe dubitare dell' autenticità del filmato).
Patterson non ha mai potuto (o voluto) precisare con quale velocità avesse eseguito il filmato.
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PERMALINK
sabato 6 dicembre 2003 - ore 15:17
Oroscopo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un po' in ritardo, causa ricerca sul petauro, ecco l'oroscopo dell'acquario:
Sara' da domani che iniziera' per te una fase molto speciale, tuttavia anche questa giornata non lascia affatto a desiderare. E' importante controllare comunque la forma fisica e la salute, perche' come abbiamo detto altre volte il mese di novembre puo' averti lasciato molto spossato. Evita i malintesi in famiglia, nel rapporto di coppia e cerca di essere un po' piu' positivo rispetto a tutto. Arriveranno presto belle notizie e tutti i nuovi incontri d'amore possono decollare. Questa situazione astrologica e' importante anche per gli Acquario che vogliono vendere, acquistare o cambiare casa. Attenzione al sistema nervoso: sei sotto stress, ecco perche' avresti bisogno di qualche giorno di vacanza.
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