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fgth, 24 anni
spritzino di Padova
CHE FACCIO? Aspirante Ufo-Robot!
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STO LEGGENDO



e naturalmente



HO VISTO

Fantozzi, Il secondo tragico Fantozzi, Fantozzi contro tutti

nonchè Ben Hur, La Bibbia, Quo vadis

ma specialmente
Laura Palmer e Twin Peaks!!!


STO ASCOLTANDO

Ascolto un sacco di musica: gli A-Ha, i Depeche Mode, i Dead or Alive, i Frankie goes to Hollywood, i Pet Shop Boys, gli U96, i Beloved, Franco Battiato, Atb, Faithless, Moby, U2, Boy George, Madonna, Cure, New Order, Prodigy, Underworld, Kruder & Dorfmeister, Guns n’ Roses, Ramnstein, musica anni 80 in generale, dance anni 90 ed attuale, lounge e nu-jazz

E, ripeto, i


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Caccia
Abbigliamento di Filini: berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galoches, carte topografiche e trombone da brigante calabrese.
Fantozzi: berretto bianco alla marinara di sua figlia Mariangela, giacca penosamente normale stretta in vita da gigantesca cartuccera da mitragliatrice, residuato della seconda guerra mondiale, fionda elastica, siero antivipera a tracolla, gabbietta con canarino da richiamo e gatto randagio da riporto subito fuggito durante le operazioni di partenza.

ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...

come diventare un bravo zio, teorie applicate

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ballare la sigla di kiss me licia sopra 1 tavolo con FGTH e vedere che da sopra il tavolo siamo cmq più bassi degli altri!!
2) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) ...l'ALCOL!!!
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
4) Ascoltare gli anni 80 internazionali...il grande Phil Collins.....e poi
Peter Gabriel, Genesis, Cindy Lauper, Toto, Baltimora, Sandy Marton, Gazebo, Kylie Minogue, Duran Duran, Europe,
Belinda Carlise, Wham, Den Harrow, Novecento, Spagna, Tracy Spencer, A-ah, Amii Stewart, Sinead O'Connor, Culture Club e Boy George, Donna Summer, Spandau Ballet, Duran Duran, Depeche Mode, Gloria Gaynor, Commodores, Mike Oldfield, Talk Talk, Village People, Status Quo, Sandra, The Buggles,Nick Kamen....ecc. ecc.


Il guscio dev’essere spezzato perché ciò che contiene ne esca: se vuoi il gheriglio, devi infrangere il guscio. Sicchè se desideri scoprire il segreto della natura, devi distruggerne i simboli, e quanto più vi penetri, tanto più vicino giungi alla sua essenza. Quando arrivi all’Uno che raduna tutte le cose in sé, lì la tua anima deve restare.

Meister Eckhart


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venerdì 25 marzo 2005 - ore 21:52



(categoria: " Fotografia e arte.. ")




Bella foto, vero?
L'ha scattata un mio amico, Marco Ricca, a Venezia durante il carnevale.
Vi chiedo un piccolo favore: andate al sito www.fotografavenezia.it o cliccate su questo LINK: la foto in questione è stata selezionate, insieme ad altre 49, per partecipare ad un concorso fotografico.
Se votate la foto di Marco (potete votare anche le altre, ma non avrebbe senso dirvi di votare un perfetto sconosciuto: tanto vale votare un mio amico!) parteciperete ad un concorso dove verrà estratto un kit fotografico digitale (fotocamera, scanner, stampante...) dal valore di 2000 euro!
Grazie da parte mia e da parte di Marco!

E.... votatelo, mi raccomando!!

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mercoledì 16 marzo 2005 - ore 20:52


Intervista all'ex marine Massey
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Intervista all'ex marine Massey: "Uccisi 30 civili in due giorni" Dissi al comandante che stavamo facendo massacri inutili "Noi, killer ai checkpoint, dove le regole non ci sono più" di RICCARDO STAGLIANO'

Il sergente Jimmy Massey è stato nei marines per 12 anni prima di finire in Iraq. Nell'aprile 2003 al checkpoint che comandava sono stati uccisi, in 48 ore, una trentina di civili: "Ci sono voluti due giorni perché ci spiegassero che il nostro alzare il braccio per intimare l'alt era interpretato come un gesto di saluto". Ha cominciato a non dormire più e ha protestato con i superiori. Rispedito a casa per "disordine da stress post-traumatico" è stato "congedato con onore" nel dicembre 2003. Oggi gira l'America raccontando quello che ha visto "perché in Iraq tutte le regole d'ingaggio e la Convenzione di Ginevra sono saltate".

Com'è possibile un malinteso del genere?
"Ricevevamo quotidianamente intelligence che ci mettevano in guardia contro gli attacchi suicidi, la nostra ansia veniva ingrassata da inviti a sospettare di donne e bambini, delle ambulanze: tutti gli iracheni erano dipinti come terroristi. Le dita scattano più facilmente sul grilletto con un trattamento del genere".

Sì, ma le regole d'ingaggio?
"Prima alzavamo il braccio - o accendevamo un faro di notte - poi una raffica di avvertimento (in un paese dove tutti sparano per aria per festeggiare) e quindi si mirava all'auto. Ma l'intervallo tra queste tre fasi si riduceva sempre più. Avevamo chiesto delle vere barricate per costringere al rallentamento ma i nostri genieri ci dissero che non erano essenziali. In verità si era pronti a correre il rischio di fare vittime innocenti per dimostrare chi fosse il più forte in campo".

Erano davvero terroristi?
"Nessuno, dalle auto su cui abbiamo sparato, ha mai risposto al fuoco. E mai, nelle perquisizioni sulle vetture, abbiamo trovato armi. Soldi in contanti, piuttosto, di gente che cercava di scappare. Ricordo la faccia insanguinata di una bambina di 6 anni, e gli occhi dell'unico sopravvissuto di una Kia rossa dalle parti dello stadio di Bagdad che continuava a ripetermi: "Perché avete ucciso mio fratello?"".

E lei cosa ha fatto?
"Io sono andato dal mio comandante e gli ho detto che stavamo facendo dei massacri inutili. Lui mi ha detto che avevo bisogno di riposo e di vedere uno psicologo. Mi hanno rimandato a casa".

I suoi soldati la pensavano come lei?
"Non è il loro mestiere mettere in discussione gli ordini. Erano ragazzi contenti del loro lavoro. E quando qualcuno ha cominciato a venire da me con dei dubbi, il mio compito era di mantenerli motivati per far sì che tornassero a casa interi. A loro dicevo "tornate a combattere", ma dentro non resistevo più. Violavamo tutte le regole che ci avevano insegnato".

Ha letto dell'agente italiano ucciso?
"Sì, e sapendo come funzionano i checkpoint non mi sorprende affatto: prima si spara, poi si fanno le domande. Non c'era alcuna linea guida sulla velocità dell'auto. Lo vado dicendo in giro da un anno ormai. Sapevo che era questione di tempo prima che lo scandalo venisse a galla. Tragicamente ci voleva una vittima famosa per denunciare anche i tanti iracheni morti".

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lunedì 14 marzo 2005 - ore 14:07


STRIP FIGHTER II
(categoria: " Informatica ")


Aaaaah. Finalmente un bel giochillo con le donnine che si spogliano. Altro che Dead or Alive 2, questo è il vero hardcore : ragazze vestite (o meglio svestite) nei modi più provocanti, ottimamente disegnate, con tanto di strip teese alla fine di ogni round. La censura nipponica interverrà laddove necessario, per coprire interessanti strati di epidermide; siamo comunque su di un erotismo piuttosto esplicito, assolutamente improponibile in Europa, e regredito notevolmente, negli ultimi anni, anche nella terra del sol levante. Ecco quindi un pezzo piuttosto raro, antitesi in un certo senso dell'omologato perbenismo "odierno" che tramuta il videogioco in una pesantissima forma di propaganda politico-economica.

Game Express pubblicò Strip Fighter II scambiandolo per un Mahjong erotico, ancora in voga nella terra del sol levante, ma applicandogli la sapienza di una produzione di alto livello. Non è di certo un capolavoro, ma la cura nei dettagli, nelle animazioni delle lottatrici (imperdibile la super-mossa delle tette)

non lascia spazio a eccessive critiche, precludendo eventuali paternali sul presunto contenuto "vietato ai minori". Ammettiamolo, è una trovata decisamente originale, tanto più che giocarci risulta semplicissimo ; vi sarà mancante un certo spessore nel parco mosse, non sarà il massimo nell’accompagnamento sonoro, ma gli si conceda la riuscita contaminazione alla Street Fighter con tanto di mosse che ne ironizzano il blasone. Come detto la grafica non è male. Certo i fondali, sebbene in parallasse, sono privi di qualsiasi animazione, e in alcuni casi avrebbero potuto essere disegnati meglio (siamo comunque su livelli superiori alla media). Lo stage migliore è sicuramente quello della cascata,

che esprime degli sfondi dettagliatissimi e delle scelte cromatiche decisamente ispirate. Le lottatrici risultano grandi quasi metà schermo, animante in maniera eccellente e provviste di un, come dire, "personale" non indifferente. L' anatomia sarà infatti particolarmente curata, a volte volutamente marcata, ma esprimerà sempre e comunque una condizione grafica superiore agli standard del genere fino ad allora espressi dalla console Nec.
elogio di una realizzazione tecnica sorprendente va necessariamente evidenziata la pavimentazione prospettica, effetto grafico non alla portata di tutti i picchiaduro. Game Express, software house quasi del tutto sconosciuta, riuscì a sfruttare le ottime potenzialità del PC Engine senza sacrificare più di tanto le animazioni; nonostante una marcata somiglianza con Street Fighter 2 (calci rotanti, fireball e salti vari),

le varie mosse sono intelligentemente trasformate sia nello stile che nella loro visualizzazione scenica. Un sicuro appunto va mosso alla longevità di gioco, in quanto l’esiguo numero di combattenti pregiudica una assimilazione duratura, nonchè l’interesse generale per un picchiaduro che dopotutto non inventa nulla di particolarmente nuovo sulla scena. Un interesse che decade nel momento in cui si "scopre" tutto il necessario e ci si accorge che non vi è null’altro da sbloccare in termini strettamente ludici. Resta comunque la soddisfazione di una partita contro un avversario umano, decisamente più divertente che in modalità arcade e strutturalmente più longeva: sarà in questo caso più semplice scoprire il vasto parco mosse delle lottatrici, sviscerando un sistema di gioco che non esclude un certo tatticismo. Che dire insomma, Strip Fighter 2 ve lo consigliamo comunque, a priori, per via della sua irriverenza e originalità, e per la sua carica erotica che si fa beffa dell’occidente costruendosi una sua precisa credibilità di costume.

Sottovalutato...

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mercoledì 9 marzo 2005 - ore 09:33


Fiction Factory
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Triste ma vero, sto per parlare di meteore assolute, e pure incomprese, della prima metà del decennio d'oro del pop. Cercando di aggiungere qualcosa rispetto alle schede che si leggono in giro, vi dirò che i membri fondatori sono scozzesi, e precisamente Kevin Patterson (voce) e Eddie Jordan (tastiere), originari di Perth.

Avevano appena lasciato una band chiamata The Rude Boys, nel 1982, quando scrivono di getto quello che sarà il loro unico grande hit, l'indimenticabile Feels Like Heaven. Nel frattempo si unisce a loro un chiterrista di Londra, Chic Medley. l tre sfornano canzoni come se fossero in "fabbrica" (factory), i loro demo piacciono alla CBS che vuole scritturare il gruppo. Il problema era che fino ad allora i tre lavoravano come una band "fittizia" (fiction), sicché per completare la formazione aggiunsero un bassista rock, Graham McGregor, e il batterista Mike Ogletree, che aveva già lavorato per i Simple Minds.
Dopo un primo singolo, Ghost Of Love, nel 1984 esce Feels Like Heaven, e succede il finimondo: sesto posto in Gran Bretagna, sfracelli in Germania, Svizzera e Italia, dove rivaleggiano (anche nel look) nientemeno che con gli Spandau. A ruota segue il loro primo album, Throw the Warped Wheel Out, e la band conquista il ruolo di supporter nei tour di Paul Young e degli OMD.
Come spesso accade, il successo nuoce al gruppo.

In particolare, i FF vengono omologati ad altre pop band decisamente commerciali, mentre il loro intento, fin dall'inizio, era quello di produrre musica di rottura, abbinando melodie sofisticate a testi prevalentemente negativi. Ci credereste? Feels Like Heaven è proprio questo: non una canzone da innamorati ma un testo triste, che parla dell'amaro abbandono subito da una ragazza. Come spiegò Chic Medley in un'intervista, il titolo non è altro che la sarcastica espressione della ragazza dopo l'abbandono, mentre tutte le radio la presentavano come il ritornello di una canzone d'amore.
Il loro secondo e ultimo album è del 1985, Another Story, quindi il gruppo si scioglie. Mi risulta che Kevin, sposato con prole, oggi faccia il programmatore all'Università di Dundee. Degli altri non so.
Conviene ascoltare un pezzo di
Feels like heaven, del 1984,
cliccando sul LINK.

Heaven is closer now today, the sound is in my ears
I can't believe the things you say, they echo what I fear
Twisting the bones until they snap, I scream but no one knows
Say I'm familiar, cold to touch and then you turn and go

Feels like heaven
Feels like heaven

See how we planned for saddened eyes and tears to pave the way
I fought the fever as I knew, my hair it turned to grey
Study your face and fade the frame, too close for comfort now
We can recall the harmony that lingered but sent sour

Feels like heaven
Feels like heaven

You wanted all I had to give
See me, I feel, see me, I live, woh-oh

Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)
Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)
Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)
Feels like heaven (heaven is closer, heaven is closer)

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martedì 8 marzo 2005 - ore 23:19


Papa Giovanni Paolo II
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questa sera stavo pensando al lungo Pontificato dell'ex cardinale di Cracovia, Papa Giovanni Paolo II. Anzi, il pensiero poi si è soffermato sul nome prescelto. Si, ovviamente il "II" c'è perchè prima di lui il conclave aveva scelto come successore di S. Pietro il patriarca Albino Luciani, che assunse il nome di Giovanni Paolo.
Appunto, perchè questo nome? Papa Albino non gli piaceva?
Poi ho pensato alla storia, ai fatti del passato ed ai suoi predecessori.
La sera del 6 agosto 1978, Festa della Trasfigurazione, concludeva il suo pellegrinaggio terreno Paolo VI, (al secolo Giovan Battista Montini, nato in provincia di Brescia nel 1897, eletto Papa nel giugno 1963).
Era stato il Papa che aveva portato a termine il Concilio Vaticano II (voluto e iniziato da Papa Giovanni XXIII) e che aveva dovuto affrontare la stagione bella ma anche tumultuosa del dopo Concilio. Paolo VI è stato anche il primo Pontefice (dopo San Pietro, ovviamente) a visitare la Terra Santa (1964), il primo a parlare alla Nazioni Unite (1965) e a visitare i cinque Continenti: Pellegrinaggio in India, 1964; Viaggio Apostolico ad Istanbul, Efeso e Smirne, 1967; Pellegrinaggio Apostolico a Bogotà, 1968; Pellegrinaggio in Uganda, 1969; Pellegrinaggio in Asia Orientale, Oceania e Australia, 1970.
La primavera del 1978 per Papa Paolo VI, era stata particolarmente pesante. Le condizioni fisiche del Pontefice ottantenne non erano particolarmente buone, come traspare dall'incipit del suo messaggio 'Urbi et orbi' in occasione della sua ultima Pasqua, il 26 marzo 78: "Noi raccogliamo in questo momento quanto ancora ci resta di umana energia e quanto ancora ci sovrabbonda di sovrumana certezza per fare a voi eco beatissima all'annuncio che attraversa e rinnova la storia del mondo: Cristo è risorto! (…)"
Il fatto, però, che sconvolse tutti e che coinvolse molto anche Paolo VI (e che forse ne minò definitivamente la salute) fu il rapimento e l'uccisione dell'onorevole Aldo Moro, suo amico personale.
Nella domenica successiva all'eccidio di via Fani, il 19 marzo, domenica delle Palme, Paolo VI, convalescente, non presiede la concelebrazione eucaristica, ma non fa mancare la sua parola di conforto, di incoraggiamento, di esortazione alle decine di migliaia di giovani che gremiscono il sagrato della Basilica, dapprima nel messaggio letto durante la Santa Messa dal Cardinale Vicario Ugo Poletti, e poi nel breve discorso rivolto direttamente ai presenti a mezzogiorno, dalla finestra dell'appartamento. Tra l'altro nel messaggio si legge: "(…)Siamo infatti ancor tutti sconvolti, turbati e sgomenti perché ancora una volta le forze disgregatrici della società hanno colpito con freddezza e cinismo. Giorni fa, cinque cittadini, che con il loro onesto lavoro si guadagnavano da vivere, sono stati barbaramente trucidati. Un'alta personalità politica è stata rapita in aperta sfida allo Stato. Al vile ed efferato comportamento degli assassini anonimi voi rispondete oggi con la vostra massiccia presenza di cattolici, che rifiutate qualsiasi tipo di violenza e proclamate il rispetto e l'amore universale.(…)"
E', però, passata alla storia la sua lettera ai terroristi delle BR, datata 21 aprile, in cui chiedeva con grande forza eppure con mitezza la liberazione dello statista,:
"Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse: restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l'onorevole Aldo Moro. Io non vi conosco, e non ho modo d'avere alcun contatto con voi. Per questo vi scrivo pubblicamente, profittando del margine di tempo, che rimane alla scadenza della minaccia di morte, che voi avete annunciata contro di lui, Uomo buono ed onesto, che nessuno può incolpare di qualsiasi reato, o accusare di scarso senso sociale e di mancato servizio alla giustizia e alla pacifica convivenza civile. Io non ho alcun mandato nei suoi confronti, né sono legato da alcun interesse privato verso di lui. Ma lo amo come membro della grande famiglia umana, come amico di studi, e a titolo del tutto particolare, come fratello di fede e come figlio della Chiesa di Cristo.
Ed è in questo nome supremo di Cristo, che io mi rivolgo a voi, che certamente non lo ignorate, a voi, ignoti e implacabili avversari di questo uomo degno e innocente; e vi prego in ginocchio, liberate l'onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni, non tanto per motivo della mia umile e affettuosa intercessione, ma in virtù della sua dignità di comune fratello in umanità, e per causa, che io voglio sperare avere forza nella vostra coscienza, d'un vero progresso sociale, che non deve essere macchiato di sangue innocente, né tormentato da superfluo dolore. Già troppe vittime dobbiamo piangere e deprecare per la morte di persone impegnate nel compimento d'un proprio dovere. Tutti noi dobbiamo avere timore dell'odio che degenera in vendetta, o si piega a sentimenti di avvilita disperazione. E tutti dobbiamo temere Iddio vindice dei morti senza causa e senza colpa. Uomini delle Brigate Rosse, lasciate a me, interprete di tanti vostri concittadini, la speranza che ancora nei vostri animi alberghi un vittorioso sentimento di umanità. Io ne aspetto pregando, e pur sempre amandovi, la prova."
Purtroppo, come sappiamo, questo accorato appello non venne accolto.
Il 26 agosto (dopo solo venti giorni di 'interregno') e già al secondo giorno di Conclave, viene eletto a succedere a Paolo VI Giovanni Paolo I (al secolo Albino Luciani, nato in provincia di Belluno nel 1912). Era stato vescovo di Vittorio Veneto dal '58 al '69 e poi patriarca di Venezia dall'inizio del '70. Non nascose mai la sorpresa e la preoccupazione per quella elezione. Nel radiomessaggio del 27 agosto possiamo leggere, tra l'altro: "Chiamati dalla misteriosa e paterna bontà di Dio alla gravissima responsabilità del Supremo Pontificato, inviamo a voi il Nostro saluto (…) Abbiamo ancora l'animo accasciato dal pensiero del tremendo ministero al quale siamo stati scelti…"
Già il nome che scelse diceva la sua intenzione di continuare l'azione dei due ultimi illustri suoi predecessori (Giovanni XXIII e Paolo VI) di cui umilmente ammetteva di non avere il carisma.
Questo Papa nei suoi 33 giorni di pontificato ha lasciato un immagine di semplicità e insieme di grandezza d'animo, ed è universalmente ricordato come 'il Papa del sorriso'. Era conscio di trovarsi ancora in piena 'guerra fredda', un periodo in cui dittature e conculcamento dei diritti umani erano particolarmente diffusi, e il Medio-Oriente come al solito 'caldo'. Eppure qualche spiraglio di pace si apriva, rappresentato dall'incontro a Camp David tra il Presidente egiziano Sadat, il Primo Ministro israeliano Begin e il Presidente degli Stati Uniti Carter, nelle vesti di padrone di casa e mediatore.
Nei giorni in cui si svolgeva l'incontro Papa Luciani, all'Angelus domenicale del 10 settembre disse ai fedeli riuniti in Piazza S.Pietro:
"A Camp David, in America, i Presidenti Carter e Sadat e il Primo Ministro Begin stanno lavorando per la pace nel Medio Oriente. Di pace hanno fame e sete tutti gli uomini, specialmente i poveri che nei turbamenti e nelle guerre pagano di più e soffrono di più; per questo guardano con interesse e grande speranza al convegno di Camp David. Anche il Papa ha pregato, fatto pregare e prega perché il Signore si degni di aiutare gli sforzi di questi uomini politici. Io sono stato molto ben impressionato dal fatto che i tre Presidenti abbiano voluto pubblicamente esprimere la loro speranza nel Signore con la preghiera. I fratelli di religione del Presidente Sadat sono soliti dire così: " c'è una notte nera, una pietra nera e sulla pietra una piccola formica; ma Dio la vede, non la dimentica ". Il Presidente Carter, che è fervente cristiano, legge nel Vangelo: " Bussate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà dato. Non un capello cadrà dalla vostra testa senza il Padre vostro che è nei cieli ". E il Premier Begin ricorda che il popolo ebreo ha passato un tempo momenti difficili e si è rivolto al Signore lamentandosi dicendo: " Ci hai abbandonati, ci hai dimenticati! ". " No! - ha risposto per mezzo di Isaia Profeta - può forse una mamma dimenticare il proprio bambino? ma anche se succedesse, mai Dio dimenticherà il suo popolo ".(…)"
Questo incontro si concluse positivamente (gli accordi di Camp David, appunto), valendo il Nobel per la Pace ai due leaders medio-orientali. L'auspicio e la preghiera del Papa (e non solo) erano stati esauditi.
La notte tra il 27 e il 28 settembre si spegneva improvvisamente dopo soli 33 giorni di pontificato.
Il successivo 16 ottobre, veniva eletto a succedere a Giovanni Paolo I, Karol Wojtila, 58 anni, cardinale di Cracovia, primo Papa non italiano dopo oltre quattro secoli, che assumeva il nome di Giovanni Paolo II. Quel giorno aveva inizio un pontificato a dir poco straordinario che tanta parte avrebbe avuto nella successiva storia dell'Europa e del mondo. Quest'uomo, pur segnato da tempo pesantemente dalla sofferenza e dalla debolezza fisica ancora oggi non cessa di essere, per milioni di fedeli (e non solo), un punto di riferimento, un motivo di speranza e il più autorevole tra 'i costruttori di pace'.

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martedì 8 marzo 2005 - ore 21:56


... dubbio....
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ha appena assistito ad un film di Cochi e Renato, o ha partecipato ad un congresso con le 7 persone più potenti del mondo?

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giovedì 3 marzo 2005 - ore 01:30


SERIAL KILLER
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Condannato nel 1914 per un banale furto, Fritz Haarmann venne rilasciato nel 1918, diventando subito dopo un confidente della polizia. Sucessivamente insieme ad un ex commissario di polizia, aprì un'agenzia investigativa che gli valse una sorta di distintivo grazie al quale entrava nelle sale d'aspetto della stazione dove controllava i documenti dei giovani viaggiatori. Era ben voluto nella zona più degradata della città, poiché era specializzato nel procurare della carne da macello, merce abbastanza rara in quel periodo. Questa carne non era altro che carne umana di giovani profughi incontrati da Haarmann durante i suoi controlli nelle sale d’attesa delle stazioni ferroviarie. Fritz minacciava questi ragazzi sbandati d'arresto salvo poi adescarli e portarseli a casa sua per la notte. Con loro aveva quasi sempre dei rapporti sessuali e poi, in preda a una furia erotica, li uccideva, spesso azzannandoli alla gola, smembrava i cadaveri, segava le ossa e le gettava nel fiume con gli altri resti. Poi tritava la carne che vendeva alla metà del prezzo di quella di cavallo a donne del vicinato e a qualche mercato. Haarmann veniva da tutti definito rude, nello stesso tempo effeminato, ma giudicato persona affabile e di rispetto. Le indagini scattarono quando la polizia trovò nel fiume dei resti umani. Al processo, l'accusa riuscì a provare l'esistenza di circa una trentina di vittime, tutti ragazzi fra i tredici e i vent'anni. In aula, durante il processo, intimò alla corte, interrompendo la sua lettura della Bibbia, "Tagliate corto, a Natale voglio essere a casa, in cielo". Affermò inoltre: “Quando ero su di giri, li mordevo e mi attaccavo a loro con la bocca come una sanguisuga. Mi avventavo sui ragazzi con tutto il corpo e alla fine stringevo fra i denti il loro pomo d'Adarno, mentre li strangolavo.”. Il suo avventarsi a morsi sulle vittime gli valse il soprannome di “Lupo mannaro”. Fritz Haarmann venne giustiziato nel febbraio del 1925.

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mercoledì 2 marzo 2005 - ore 11:56


Siberia, paura per il lago killer
(categoria: " Vita Quotidiana ")


MOSCA - Centinaia di persone scomparse senza lasciare traccia. Inghiottite misteriosamente dalle acque del lago Sobolko, nella repubblica di Buriati. Siamo nella Siberia sudorientale, terra di sciamani e leggende. Ma dopo anni di denunce e grida d'allarme sembra che finalmente la popolazione locale sia riuscita a farsi prendere sul serio. Non si tratta di visioni o allucinazioni. Le autorità del capoluogo di Ulan-Ude hanno deciso di vederci chiaro ed una missione di scienziati russi è pronta a partire per il lago della paura.
Le cifre sono impressionanti: solo negli ultimi 24 mesi sarebbero scomparse 25 persone, 300 cavalli e 500 mucche. Ora saranno gli esperti a decidere le ragioni dello strano fenomeno. La missione è formata da idrologi, biologi, medici e microbiologi.
Chiaramente nella zona le voci sulla presenza di creature soprannaturali si sprecano. Si parla di Ufo che si inabisserebbero nelle acque misteriose. E c'è chi sostiene di aver visto un mostro simile in tutto e per tutto al famigerato Loch Ness.
Il lago Sobolko è un piccolissimo specchio d'acqua, spesso introvabile sulle carte geografiche. E ora terra di nessuno. La popolazione locale ha, infatti, deciso che è meglio morire di caldo piuttosto che immergersi nelle acque del mistero.

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martedì 1 marzo 2005 - ore 22:47


un’antica ed evoluta civiltà
(categoria: " Riflessioni ")


Secondo l’agenzia di stampa russa Pravda, alcuni scienziati della Bashkir State University, negli Urali meridionali, stanno analizzando le proprie scoperte relative ad una misteriosa lastra di pietra che reca incisa una dettagliata mappa orografica; la stanno esaminando sin da quando, nel luglio del 1999, l’hanno prelevata dal villaggio di Chandar, vicino ad Ufa.
Il Professor Alexander Chuvyrov, a capo del gruppo specialistico di cartografi, geologi, fisici e chimici, ritiene di aver scoperto la prova dell’esistenza di un’antica ed assai evoluta civiltà – prova che sfida le convenzionali convinzioni sulla storia dell’umanità.
Tanto per cominciare, la mappa orografica non è stata eseguita manualmente, ma tramite un antico strumento di incisione della pietra; così come rilevato dall’analisi a raggi X, essa è stata lavorata con strumenti di precisione ed inoltre raffigura una visuale che ha potuto essere tracciata soltanto con l’ausilio di una ricognizione aerea.
Le dimensioni della lastra sono state determinate dopo che fu riportata alla luce dal retro di una casa del villaggio, e sono: 148 cm x 106 x 16 cm. Gli scienziati, dopo averla ripulita in laboratorio, hanno compreso di aver scoperto una mappa orografica (o piano) tridimensionale della regione di Ufa in scala 1:1,1 chilometri.
Essa, oltre a mostrare elementi identificabili quali fiumi e canyon, raffigura anche opere di irrigazione ed ingegneria civile, fra cui sistemi di canali dell’ampiezza di 500 metri e della lunghezza totale di circa 12.000 chilometri, nonché 12 dighe, ciascuna ampia dai 300 ai 500 metri, lunga circa 10 chilometri e profonda 3, per la cui costruzione sarebbe stata necessaria la movimentazione di oltre un quadrilione di metri cubici di terra. La lastra è costituita da tre strati: un primo di base, dello spessore di 14 cm, di dolomite dura, un secondo strato di vetro diopside, di composizione ignota alla scienza moderna, ed un terzo strato superiore, dello spessore di 2 mm, di porcellana di calcio per proteggere la mappa dagli urti.
Gli scienziati, allo scopo di determinare l’età della mappa, hanno eseguito analisi al radiocarbonio ed analizzato gli strati con un cronometro all’uranio, tuttavia i risultati non sono stati conclusivi. Inizialmente essi hanno pensato che il reperto potesse avere 3.000 anni, ma in seguito hanno scoperto, incastonate nella lastra, due conchiglie di una specie di crostacei esistita 500 e 120 milioni di anni fa – sebbene ciò non confermi che la mappa risalga effettivamente a quell’epoca.
La lastra inoltre contiene iscrizioni scritte in una lingua geroglifico-sillabica sconosciuta. Gli scienziati dapprima hanno pensato che la scrittura potesse essere una qualche forma di Cinese Antico poiché, nel 1995, il Professor Chuvyrov aveva esaminato le scritture lasciate dall’antico popolo cinese nel corso di possibili migrazioni verso la Siberia e gli Urali, tuttavia le loro ricerche di archivio hanno smentito questa ipotesi e la scrittura resta indecifrata.
Gli scienziati stanno considerando l’idea che la lastra sia soltanto un frammento di una mappa assai più grande, che stimano avere avuto le dimensioni di 340 x 340 metri e che è possibile che raffigurasse l’intera superficie del pianeta; ipotizzano che con tutta probabilità essa fosse situata nella gola della Sokolinaya Mountain ma che venne frantumata durante l’ultima era glaciale e le sue lastre si depositarono a Chandar ed in altri siti della regione di Ufa; continuano le ricerche di altre lastre e frammenti, che potrebbero agevolmente contarsi a centinaia.

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lunedì 28 febbraio 2005 - ore 23:12


Lettera di una mamma al figlio carabiniere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Caro figlio,

ti scrivo queste poche righe perché tu sappia che ti ho scritto. Se ricevi questa lettera, vuol dire che è arrivata. Se non la ricevi, fammelo sapere, così te la rimanderò. Scrivo lentamente perché so che tu non sai leggere in fretta.
Qualche tempo fa tuo padre ha letto sul giornale che la maggior parte degli incidenti capitano entro un raggio di un chilometro dal luogo di abitazione. Allora abbiamo deciso di traslocare un po' più lontano. La nuova casa è meravigliosa. C'è una lavatrice, ma non sono sicura che funzioni. Proprio ieri ci ho messo dentro il bucato, ho tirato l'acqua e poi il bucato è sparito completamente.
Il tempo qui non è troppo brutto. La settimana scorsa ha piovuto due volte: la prima volta per tre giorni e la seconda per quattro.
A proposito della giacca che mi avevi chiesto, tuo zio Gino mi ha detto che spedirtela coi bottoni sarebbe stato molto caro (per via del peso dei bottoni).
Allora li ho staccati. Se pensi di riattaccarli, te li ho messi tutti nella tasca interna.
Tuo fratello Pino ha fatto una grossa sciocchezza con la macchina: è sceso e ha chiuso di scatto la portiera lasciando dentro le chiavi. Allora è dovuto rientrare a casa a prendere il secondo mazzo di chiavi, e così anche noi abbiamo potuto scendere dalla macchina.
Se vedi Nina salutala da parte mia. Se non la vedi, non dirle niente.

la tua mamma che ti vuole tanto bene

P. S.: volevo metterti anche un po' di soldi, ma avevo già chiuso la busta.

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