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Alzare la spada per spezzare una volta per tutte le catene che ci stanno chiudendo e poi, quando ci troveremo in battaglia dovremmo gridare forte “Europa!”, perché solo Lei ci da la forza di continuare a sognare un nuovo domani.
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giovedì 24 gennaio 2008 - ore 22:24
I puffi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questanno, per la precisione il 23 Ottobre, compiono 50 anni i Puffi, una delle poche cose buone create da mente belga, per la precisione da tale Peyo, che li chiamò con limpronunciabile nome di Schtroumpf. Quale bambino cresciuto negli anni ottanta non ha avuto una passione, quasi una venerazione per gli ometti blu (da non confondersi con gli sbirri!)? Ma dietro lapparente innocenza di programma per bambini si sono diffuse una serie di inquietanti supposizioni, nemmeno troppo campate per aria! Andiamo con ordine, partendo da quelle più improbabili che vogliono i Puffi come metafora della Massoneria, in quanto i 99 Puffi originari del villaggio rappresenterebbo i 99 Saggi della "Nuova Atlantide" di Bacone. Ipotesi abbastanza campata per aria, come lo è quella di alcuni pazzi di Portorico che, prima che la serie venisse trasmessa nel paese, asserivano che i Puffi sono esseri satanici che si stavano diffondendo nelle case! Ipotesi avallata anche da alcune chiese cristiane fondamentaliste statunitensi, composte chiaramente da malati di mente. Ma lipotesi meno campata in aria e più probabile è che la società dei Puffi non sia altro che la riproposizione della società stalinista! Vaneggiamenti? Forse, o forse no... I Puffi sono guidati dallalto da una guida infallibile che nessuno mai contesta, che tutto sa ed a tutto provvede. Costui, il Grande Puffo, veste di rosso ed ha una barba bianca: non essendo Babbo Natale, facile trovare assonanze con Marx. Lunica persona che prova a mettere in dubbio la sua autorità è Quattrocchi: lortodossia del grande capo però prevale sempre e spesso il Puffo contestatore è costretto al confino. E qui viriamo verso Trotsky... Chi si occupa di cacciare Quattrocchi (ma pure gli altri che, occasionalmente, si fanno venire idee strane)? Il Puffo Forzuto, una sorta di braccio armato del regime! Praticamente il KGB... Abbiamo poi il Puffo Vanitoso, chiaramente un ricchione, che però nellortodossia comunista doveva essere visto come libero di esprimere la propria sessualità... sulla carta, ovviamente! E così via: ognuno con un proprio compito ben delineato a cui non si doveva sgarrare. Tanto che tra di loro si chiamavano, anteponendo al nome proprio, lappellativo di "Puffo", che può essere letto come sinonimo di "Compagno". Al lavoro si andava tutti felici ed allegri e quando si tornava si stava tutti insieme, divertimenti compresi. Non esistevano nè soldi nè proprietà privata e si viveva in villette tutte uguali e senza troppo fronzoli. Cera poi Puffetta, lunica donna che era di tutti e di nessuno; esempio della buona donna socialista che si doveva sacrificare per il bene comune; tanto che, appena arrivata, si scatena subito una bagarre che mina la stabilità della società e solo lintervento di Marx, pardon, del Grande Puffo, riporta tutti sulla retta ortodossia. Abbiamo poi i nemici storici: il mago Gargamella che li vuole trasformare in oro e può rappresentare il capitalismo, aiutato dal gatto Birba (in originale Azrael, nome ebraico che rappresenta un altro storico nemico del socialismo)... E dopo tutta questa analisi (che da anni va avanti facendo discutere esimi studiosi, facendoci sentire meno scemi quando dissertiamo di "Un posto al sole") rimane un solo dubbio? Chi cazzo rappresenta il Puffo negro che era perennemente incazzato nero (nel vero senso della parola...) e compariva ogni tanto, avendo lunico scopo di ribaltare questa società di cazzoni? Un anarchico? Un ultras? Un fascista? Un immigrato? Non lo sapremo mai... PS: volete sapere come si dice Puffo in inglese? Smurf; parola che nulla vuole dire e che i fautori della tesi complottistica indicano come lacronimo di "Socialist Men Under a Red Father".
QUASI DIMENTICAVO... TUTTI A CASA ALEE... TUTTI A CASA ALEE...
Arkan voleva uccidere Johansson
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lo rivela inchiesta della tv serba sul leader paramilitare
(ANSA) - BELGRADO, 22 GEN - Il famigerato comandante Arkan avrebbe progettato luccisione dellallora presidente dellUefa Lennart Johansson. A rivelarlo e stata una inchiesta della tv serba B92, sulla base di documenti inediti saltati fuori a otto anni dalla morte dello spietato leader paramilitare serbo. Proprietario di uno dei club della serie A serba, lObilic Fc, entro in rotta di collisione con Fifa e Uefa dopo il suo inserimento tra i ricercati per i crimini nella ex Jugoslavia.
NOI NON SIAMO NAPOLECANI!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Spot veneti in Germania: «Rifiuti, non siamo Napoli» Si muove la Confturismo: controcampagna sui giornali
MILANO — «Ora ci manca solo che sbattano in prima pagina un "panteganone" che rovista tra i rifiuti; sarebbe peggio della famosa pistola sul piatto di spaghetti. È lo stesso problema del colera, nel 73: era contingentato su Napoli, ma lItalia si era svuotata...». A Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto, piacciono le immagini forti. Soprattutto quando servono a spiegare la genesi della «grande paura» che ha preso alla gola gli operatori di settore: la fuga dei turisti. Per essere più precisi, dei turisti tedeschi. Bombardati da una «campagna di controinformazione» che rischia di penalizzare — oltre a Napoli e dintorni — lintero Paese. In Veneto, certi articoli pubblicati dalla stampa teutonica proprio non sono andati giù. Troppe generalizzazioni, dice Michielli. Che ha pensato, con lappoggio della Regione di Galan, di passare alloffensiva: Confturismo, forte dei suoi 17mila associati, è pronta a lanciare una controcampagna di «sensibilizzazione» sulle maggiori testate in lingua tedesca — dal tabloid Bild, che il 10 gennaio in materia di turismo titolava «La Spagna è sempre in testa, lItalia è fuori», alla serissima Frankfurter Allgemeine Zeitung. Si partirà, nei prossimi giorni, con un comunicato stampa; a seguire, una campagna pubblicitaria vera e propria. Per «evitare che immagini che hanno fatto ormai il giro del mondo (ieri la munnezza si era conquistata lapertura dellHerald Tribune, ndr) possano influire sulle scelte degli ospiti tedeschi per lanno 2008». Perché lì, in fondo, sta il nocciolo del problema: lindustria turistica veneta ha un fatturato di circa 12 miliardi di euro; su 34 milioni di presenze straniere (dati Istat 2006), oltre 14 arrivano su auto targate Germania o Austria. «E febbraio è il mese in cui tradizionalmente i tedeschi scelgono la meta per le vacanze ». La teoria di Michielli è semplice: la Germania «ha interesse a dirottare i flussi su Spagna, Grecia e Turchia, dove possiedono alberghi e località intere».
Prosegue: «Qualche giorno fa ero in Brasile, il tg trasmetteva senza sosta le immagini dei rifiuti a Napoli. In Portogallo, allaeroporto, lo stesso. E vaglielo a spiegare che il Veneto è a 800 chilometri di distanza; anche noi, se leggiamo che a Los Angeles cè la febbre gialla, mica andiamo a New York...». Cè da dire che, forse, quei 4.500 km di coast-to-coast potrebbero pure bastare, come rassicurazione; ma il concetto è chiaro. Talmente chiaro che lidea di una controcampagna sui media «traditori» ha convinto persino la Regione. Il vicepresidente Luca Zaia, che dal canto suo vorrebbe «chiedere un risarcimento per i danni provocati allimmagine del nostro turismo dalla vicenda dei rifiuti di Napoli», ieri mattina si è sentito con Michielli, «ancora nessun piano concreto, ma ci coordineremo ». La Regione è «pronta a sostenere liniziativa», conferma il governatore Giancarlo Galan, a patto di realizzare «una campagna di informazione che non sia scioccamente denigratoria». Le paure di Confturismo non sono campate per aria, «che esista uninformazione distorta sullItalia è un dato di fatto, il rischio è reale». Proprio per questo, rilancia Galan, oltre alla campagna regionale ci vorrebbe un intervento su scala nazionale; «linvito è per il ministro Rutelli: su Cnn e Bbc vengono già trasmessi spot turistici di vari Paesi. Dovremmo farlo anche noi, e rapidamente. Magari, perché no, cominciando da Al Jazeera...».