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![]() FRENGO, 28 anni spritzino di CHE FACCIO? Sono middle [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
sabato 31 ottobre 2009 - ore 17:32 Basta a salute e un paro de scaepe nove LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 29 ottobre 2009 - ore 00:53 Questi son forti! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 29 ottobre 2009 - ore 00:27 Ultimora! Panico nel convento dove si è ritirato Marrazzo quando ha detto questa frase:"Non mi sveglio se ogni mattino non mi faccio un cappuccino!" COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 28 ottobre 2009 - ore 20:26 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 28 ottobre 2009 - ore 16:00 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 27 ottobre 2009 - ore 20:55 Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome Luomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E chio possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? È forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non cè altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto. Ma il guajo è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, ne dirmele; e io, nellaccoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto dintenderci; non ci siamo intesi affatto. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 27 ottobre 2009 - ore 13:49 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 24 ottobre 2009 - ore 10:48 Lo adoro! LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK venerdì 23 ottobre 2009 - ore 13:47 One year, one world Certe volte risulta difficile anche respirare e dormire. Pensieri offuscano la mente, lividi impressi non più visibili. Il tempo passa e cura,ma molto lentamente. "nel sonno più chiuso che c’è,lascia soltanto un impronta nell’aria oltre a un respiro d’amaro per noi, ci resta solo il disegno del tempo." Un livido amniotico,questo eri,sei e sarai. LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK venerdì 23 ottobre 2009 - ore 01:41 Sta canzone mi tormenta Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va perciò ho deciso di rinunciare alla mia ora di libertà se cè qualcosa da spartire tra un prigioniero e il suo piantone che non sia laria di quel cortile voglio soltanto che sia prigione che non sia laria di quel cortile voglio soltanto che sia prigione. È cominciata unora prima e unora dopo era già finita ho visto gente venire sola e poi insieme verso luscita non mi aspettavo un vostro errore uomini e donne di tribunale se fossi stato al vostro posto... ma al vostro posto non ci so stare se fossi stato al vostro posto... ma al vostro posto non ci sono stare. Fuori dellaula sulla strada ma in mezzo al fuori anche fuori di là ho chiesto al meglio della mia faccia una polemica di dignità tante le grinte, le ghigne, i musi, vagli a spiegare che è primavera e poi lo sanno ma preferiscono vederla togliere a chi va in galera e poi lo scanno ma preferiscono vederla togliere a chi va in galera. Tante le grinte, le ghigne, i musi, poche le facce, tra loro lei, si sta chiedendo tutto in un giorno si suggerisce, ci giurerei quel che dirà di me alla gente quel che dirà ve lo dico io da un po di tempo era un po cambiato ma non nel dirmi amore mio da un po di tempo era un po cambiato ma non nel dirmi amore mio. Certo bisogna farne di strada da una ginnastica dobbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni. E adesso imparo un sacco di cose in mezzo agli altri vestiti uguali tranne qualè il crimine giusto per non passare da criminali. Channo insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame. Di respirare la stessa aria dei secondini non ci va e abbiamo deciso di imprigionarli durante lora di libertà venite adesso alla prigione state a sentire sulla porta la nostra ultima canzone che vi ripete unaltra volta per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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