gaiaccia
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portarmi altrove


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
nulla di preciso
un’insalata mista


OGGI IL MIO UMORE E'...
ok


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
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MERAVIGLIE

1)
2)





“Il vero viaggio di scoperta
non consiste nel cercare nuove terre
ma nell’avere nuovi occhi.

Marcel Proust



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martedì 19 aprile 2005
ore 11:01
(categoria: "Vita Quotidiana")


Canzone Dell'amore Perduto

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.


Fabrizio De Andrè


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martedì 19 aprile 2005
ore 08:56
(categoria: "Vita Quotidiana")


ho fatto un sogno...
troppo dolce! che bellezza!
dopo sogni così
svegliarsi è un piacere,
continua a propagarsi anche nel giorno,
infatti, ho lottato con 2 ciglia incastrate fra i capillari esplosi degli occhi!!!



mah... BUON GIORNO MONDOOOOoooo!!!

e zappa x Zappa...



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lunedì 18 aprile 2005
ore 18:19
(categoria: "Vita Quotidiana")


Mi interessa
Mi interessa
mi interessa
mi interessa
mi interessa
mi interessa
mi interessa
ci sono stanze piene di pagine
coperte già da cento strati di polvere
se solo si trovasse il modo di leggerle
chissà a quante domande potremmo rispondere
e poi...
ci sono sette strade che dormono
coperte già da mille strati di cenere
se si trovasse il tempo di ripercorrerle
chissà quante scoperte avremmo da compiere
e noi...
restiamo qui, così, come se già
non ci servisse più la storia
non ci volesse più memoria
come se il mondo fosse soltanto materia
restiamo qui, così se è questo che vuoi
senza vedere mail oltre quel poco che hai
accontentandoti sempre di quel poco che sai
soltanto di quel poco che sai
mi interessa... non sfottermi
mi interessa... non sfottermi
mi interessa
mi interessa

se ci vedesse il figlio di atlantide
vedrebbe case grandi e piccole anime
ci troverebbe stretti in piccole formule
lontani dal bisogno di liberarcene
e poi...
se ritornasse l'uomo di neanderthal
magari impazzirebbe davanti a una simmenthal
magari ammirerebbe i miei fiori di plastica
ma se mi domandasse davvero il senso che ha
io sarei qui, così, come se già
non ci servisse più la storia
non ci volesse più memoria
come se il mondo fosse solo materia
mi interessa... non sfottermi
mi interessa... non sfottermi
mi interessa
mi interessa
ancora... ancora... ancora... e ancora...
ancora... e ancora...
mi interessa...
mi interessa...
mi interessa...
mi interessa...
mi interessa...
mi interessa...

Daniele Silvestri



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lunedì 18 aprile 2005
ore 17:43
(categoria: "Musica e Canzoni")


....
Ballata Dell'amore Cieco


Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.

Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.

Lui dalla madre andò e l'uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.

Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell'orrore,
voleva un'altra prova del suo cieco amore.

Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.

Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un matto da lei tornò.

Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.

Morir contento e innamorato
quando a lei nulla era restato
non il suo amore non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.


Fabrizio De Andrè
Canzoni (1974)


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lunedì 18 aprile 2005
ore 14:53
(categoria: "Vita Quotidiana")


217
riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa?
forse nn hai afferrato bene la situazione!


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lunedì 18 aprile 2005
ore 12:05
(categoria: "Vita Quotidiana")


ricevo e rigiro!!!

SCOOP! Ken si confessa, e svela i retroscena della crisi.
Perche' ho lasciato Barbie
I media hanno parlato di "separazione consensuale" tra la bamboletta bionda e il suo fidanzato storico, ma la realta' e' ben diversa, e dietro il candore di Barbie si nascondono storie di tradimenti, sfruttamento dei minori, militarismo e inquinamento chimico. Dopo 43 anni di fidanzamento, Ken si scopre pacifista e "no-global", e non riesce piu' a vivere con una donna di plastica senza ideali.
16 febbraio 2004
Una confessione di Ken raccolta da Carlo Gubitosa
Mi chiamo Ken, e sono un pupazzo di plastica, uno dei tanti che compaiono sui vostri giornali e sui vostri teleschermi. A differenza di Maurizio, Gad, Bruno e Giuliano, io SO di essere un pupazzo, e questa autocoscienza mi da' un vantaggio in piu' sui pupazzi che si credono uomini. Anche se noi pupazzi non siamo molto credibili, datemi fiducia per un momento: vi garantisco che sto per raccontarvi solo cose vere.

Dopo quarantatre' anni ho lasciato la mia fidanzata Barbie, e all'inizio non credevo che la cosa avrebbe fatto tanto scalpore. Poi ho visto la mia faccia in televisione, perfino telegiornali importanti come il Tg1 e il Tg5 hanno parlato della mia vita privata, come se non avessero cose piu' interessanti da dire. L'agenzia Reuters, una delle piu' prestigiose al mondo, ha scritto che io e Barbie "abbiamo deciso di trascorrere del tempo separati", ma "continueremo ad essere buoni amici". Nulla di piu' falso. [1]

Quella che sto per raccontarvi e' una storia dolorosa, che mi ha portato a scegliere tra l'amore e la mia coscienza, tra una bella bugia e una brutta verita'. Ho lasciato Barbie perche' non potevo piu' assistere in silenzio alle malefatte che circondavano il nostro rapporto. Non potevo piu' girare la testa dall'altra parte, illudendomi che tutto fosse perfetto, e che davanti a me ci fosse ancora la persona pulita e onesta che avevo conosciuto quarantatre' anni fa.

La mia non e' stata una scelta improvvisa, ma un lungo tormento durato quasi tre anni. Tutto comincia nel luglio del 2001, quando io e Barbie decidiamo di fare vacanze separate: lei mi aveva tradito con Big Jim alla fine di giugno e io l'avevo perdonata, ma avevo bisogno di stare un po' da solo per rimettermi in sesto dopo quell'esperienza. Non riuscivo a capire come avesse potuto invaghirsi di Jim, cosi' intollerante, razzista e militarista, tutto impregnato di retorica sulle "guerre umanitarie", come se non avesse visto anche lui l'orrore del Vietnam. Credevo che la mia Barbie fosse un angelo della pace, e mi risultava incredibile immaginarla accanto ad un uomo con le mani sporche di sangue, anche se solo per un'avventura estiva.

Quell'anno, per la prima volta nella storia, noi pupazzi avevamo una grande opportunita' per immergerci nel mondo e capire la realta' complessa e articolata che ci aspettava fuori dalla scatola dei giocattoli. Centinaia di migliaia di persone si erano date appuntamento a Genova per ragionare assieme sui problemi del mondo, chiedendo l'attenzione di otto governanti che invece avevano scelto di decidere da soli il destino del mondo, rinchiusi dietro le grate di una citta' blindata.

I giocattoli non avevamo mai potuto partecipare a eventi del genere, perche' fino a quel momento le manifestazioni di protesta erano popolate solamente da adulti, mentre a Genova quell'anno le strade si riempiono anche di famiglie, gruppi parrocchiali, studenti e bambini che avevano deciso di portare con se' i loro giocattoli preferiti. Tra quei bambini c'era anche Luigino, e c'ero anch'io che sporgevo dal suo zainetto multicolore, stordito da tutti quegli striscioni, quei colori e quelle persone che sfoggiavano il piu' vario campionario di slogan, acconciature, magliette e cartelli che avessi mai visto in vita mia. Oggi qualcuno vorrebbe proibire ai bambini di partecipare alle manifestazioni, ma senza Luigino io non avrei mai potuto entrare nel mondo reale, e lui sarebbe rimasto in casa a subire gli effetti devastanti della televisione. Molto meglio l'esperienza di un corteo, ve lo dico io che di pubblicita' per bambini me ne intendo.

Io ero cresciuto in un mondo felice, dove non esistevano vecchiaia e tristezza, poverta', malattie, manipolazioni genetiche, guerre e ingiustizie. Affacciato allo zainetto di Luigino ho scoperto che lui viveva in un mondo dove quarantamila bambini al giorno muoiono di fame. La cosa piu' utile che avevo fatto fino a quel momento era cambiare una ruota al camper di Barbie durante una delle nostre eterne vacanze. Le bambole non sono costrette a lavorare, e quindi io e Barbie eravamo sempre in giro, senza conoscere l'esistenza e il significato di parole come precariato, licenziamento, flessibilita', caporalato, carovita e svalutazione.

Dopo essere stato a Genova ho deciso che la situazione del mondo era talmente grave da richiedere anche il mio aiuto, e quello di tutti gli altri pupazzi. Le bambole come me sono i migliori amici dei bimbi piccoli, e noi avremmo potuto aiutarli a diventare degli adulti responsabili e coscienti, che non avrebbero tollerato la morte per fame di altri bambini come Luigino.

Ma non ero ancora abbastanza preparato, volevo capire di piu' la realta' che mi circondava, e allora ho provato a cercare informazioni su Internet, e quello che ho trovato mi ha cambiato la vita per sempre.

Ho scoperto che qualcuno stava usando me e Barbie per lanciare dei messaggi che avrebbero potuto danneggiare le giovani generazioni. Nel libro "Adios, Barbie", scritto da Ophira Edut e Rebecca Walker, le autrici hanno raccolto le storie di alcune giovani donne che hanno scelto di contrastare il messaggio "se vuoi essere amata allora devi essere bianca, magra, abbronzata e bella". Ma il libro e' stato oggetto di una azione legale portata avanti da Barbie o chi per lei, e adesso e' pubblicato con il titolo "Body Outlaws". [2]

Non mi ero mai fermato a riflettere sulla provenienza dei miei vestiti e di quelli di Barbie, ma dopo essermi interessato ai problemi del mondo di Luigino ho scoperto che qualche anno fa a Medan, in Indonesia, un gruppo di avvocati per i diritti del lavoro ha indagato sulle modalità di impiego del lavoro minorile nell'industria locale di giocattoli. Nelle fabbriche indonesiane che producevano i nostri vestiti c'erano dei bambini come Luigino, che avrebbero dovuto giocare con noi anziche' cucire i miei abiti con le loro piccole dita. Chi si occupava del nostro guardaroba stava violando tutti gli standard internazionali sul lavoro minorile e delle stesse leggi indonesiane sul lavoro. In quella fabbrica lavoravano bambini sotto i quindici anni, divisi in due turni: dalle 8 alle 15.30 e dalle 16 alle 23. Ognuno dei due turni aveva solamente 30 minuti di pausa durante il lavoro. [3]

Quando ho scoperto questa cosa mi sono sentito sporco e colpevole, e mi sono chiesto come mai fino a quel momento nessuno mi aveva fatto aprire gli occhi sulla violenza che c'era fuori dall'innocente mondo dei pupazzi.

I nostri vestiti nascondevano anche un altro pericolo: in un articolo pubblicato sul sito di informazione medica webmd.com ho scoperto l'esistenza di un rapporto di Yvonne Shashoua, una scienziata di Copenhagen, che nell'agosto 2000 ha analizzato gli abiti di Barbie presentando i risultati alla American Chemical Society. Secondo Yvonne alcuni vecchi vestiti di Barbie contengono PVC (cloruro di polivinile), un polimero plastico che puo' rilasciare sostanze chimiche pericolose, in grado di danneggiare l'apparato riproduttivo dei bambini molto piccoli. [4] Sono andato nell'armadio e ho bruciato tutti i vecchi abiti, e mi sentivo in colpa per il rischio inutile a cui avevo sottoposto Luigino. Perche' nessuno ci aveva avvisato? [4]

Navigando su Internet ho anche scoperto perche' Barbie mi aveva tradito con Big Jim. I militari stavano cercando di entrare nella nostra vita, e Barbie cercava nuove emozioni, ricchezza e successo che io non ero in grado di offrirle. L'azienda che costruisce me e Barbie ha affidato a Ralph Osterhout il compito di progettare nuovi giocattoli per bambini, ma i messaggi di guerra e di morte portati da questi giocattoli erano totalmente diversi da quelli che io cercavo di trasmettere a Luigino.

Osterhout non e' ne uno psicologo, ne' un pediatra, ne' un esperto di giocattoli. Prima di farsi assumere dai miei costruttori progettava e realizzava equipaggiamento "hi-tech" per l'esercito statunitense, utilizzato con successo anche durante la Guerra del Golfo. La sua esperienza in questo campo e' stata giudicata fondamentale dai produttori di giocattoli per creare i giochi dei bambini di oggi e di domani, giochi che sappiano unire capacita' distruttiva e nuove tecnologie.

La rivista "New Scientist" ha intervistato Osterhout, e dopo aver letto questa intervista, la rabbia che provavo verso questo progettista di giocattoli malvagi si e' trasformata in tenerezza. Probabilmente anche lui da bambino ha subito l'effetto di giochi cattivi, e non era colpa sua se adesso voleva inventarne altri. Parlando con i giornalisti, Osterhout ha descritto un'infanzia trascorsa a costruire pistole, bombe e missili, e la sua ambizione di offrire ai bambini strumenti simili a quelli utilizzati oggi dai militari. [5]

Dopo aver scoperto l'infamia del mondo dei grandi, ho deciso di fuggire: non volevo piu' essere uno strumento utilizzato per danneggiare bambini e bambine come Luigino, e volevo che Barbie fuggisse con me, ma ormai c'erano troppe cose che ci separavano. Lei era sempre piu' accecata dal successo, ed e' arrivata a dirmi che io volevo strapparla dalla sua vita perche' ero invidioso di essere un personaggio secondario, mentre lei era la vera star. Ho cercato di spiegarle come stavano le cose, ma lei e' diventata sempre piu' fredda e distante. Fino a pochi giorni fa mi ero illuso di poterla riconquistare, ma piu' io le parlavo di Pace, di diritti dei bambini, di rispetto dell'ambiente, e piu' lei mi urlava in faccia che queste erano cose per gli illusi e gli utopisti, che la pace si costruisce con le guerre umanitarie degli "uomini veri" come Big Jim, e non con le mie fantasie astratte sull'educazione dei bambini. Piangeva, e mi diceva che la gente come me avrebbe rovinato tutto e che lei meritava qualcosa di meglio per la sua vita di un sognatore senza arte ne' parte.

Non ce l'ho fatta piu'. Mi sono sentito come se mi strappassero un pezzo di cuore, ma alla fine ho accettato il fatto che le persone cambiano, e che era meglio dividere le nostre strade. Con Barbie ho passato quarantatre' meravigliosi anni di fidanzamento, e sognavo che un giorno ci saremmo sposati per dare ancora piu' gioia a Luigino e agli altri bambini che avrebbero giocato con noi. Ma anche questo faceva parte dei sogni che ho abbandonato quando mi sono affacciato sul mondo reale.

Qualche giorno fa ho visto Barbie in televisione. Si e' rifatta una vita in California, era bellissima e abbronzata, ora la chiamano "Cali girl". Ma io la conosco da tempo, e nei suoi occhi non c'e' piu' la stessa gioia ingenua di quando ci siamo conosciuti. Spero che anche lei stia pensando ai bambini dell'Indonesia, e forse un giorno trovera' il coraggio di lasciarsi alle spalle la sua vecchia vita per raggiungermi nel mondo reale, piu' faticoso ma anche piu' bello.

Quanto a me, non cercatemi piu' negli scaffali dei negozi di giocattoli, gli "ex" e i "perdenti" non sono molto quotati sul mercato, e temo che ben presto usciro' fuori produzione. Luigino ormai e' cresciuto, e gli ho chiesto di mettermi in un sacco della Caritas, per poter giocare con i bambini poveri. Se avro' fortuna mi spediranno dai missionari in Indonesia, e li' potro' farmi perdonare da tutti quei bimbi che cucivano i miei vestiti. Giochero' con loro, gli raccontero' tutte le cose belle che ho visto nel mondo assieme a Luigino e gli diro' che non sono soli: a Genova ho visto tante persone di buona volonta' che si interessavano a loro.

Prima di partire, pero', ho voluto mettere i miei ricordi nero su bianco per smentire tutte le menzogne che ho sentito dire in giro sulla storia tra me e Barbie. Non so a cosa servira' questo sfogo, e temo di scatenare l'ira dei miei costruttori sul giornalista che ha deciso di raccogliere questa confessione. Ma davanti a tutte queste menzogne e a questa violenza nascosta ho deciso che non potevo piu' continuare a fare il pupazzo, e se fossi stato zitto sarei stato anch'io complice di tutte le malefatte compiute a nome del mio amore biondo con l'anima nera, plagiato da commercianti senza scrupoli.

Oggi e' tempo di morire per rinascere. Ciao Barbie, abbi cura di te.

Tuo Ken


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giovedì 14 aprile 2005
ore 18:57
(categoria: "Vita Quotidiana")


fine, ma gnanca tanto, serata...

214 - (mangiando) secondo voi, un dolce che ha una settimana (strudel) può avere i vermi?

218 - dovresti fare l'assaggiatrice di cibi!

222 - xe possibie che es*******sca a muffa?

214 - é?

222 -
Fame vedere? dai... vara che siera!
Ma quanto ghenetto magnà?

214 -

222 - ma daiiiiii... ciappa qua, go un crackers!!


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mercoledì 13 aprile 2005
ore 17:52
(categoria: "Vita Quotidiana")


questa ci sta tutta!!!!

fin desso, aguasso, el da fatidio ma el se se suga
vardo vanti, e spero che no piova
gnente pi da dire, gnente pi da vedare,
gnente pi da bevare o che i possa fame credare
mi no go pi gnente da spartire co sta xente
ti tira su ch'el deo se no te ne frega gnente

anca sto ano el to paron no te voe mae
butilia e paneton pa e feste de nadae
te si contento e i te fa passare da cojon
i ciapa do gaine co un gran de formenton
go na imaginasion che pa ciapaea ghe voe do man
ea struco come che el fisco fa co un artigian
pi che altro vardo basso, pi che altro pal fato
che no voio scapussarme fando ancora naltro passo
no-no, i erori no te i cuerzi col biancheto
.......


Herman Medrano


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mercoledì 13 aprile 2005
ore 16:56
(categoria: "Vita Quotidiana")


ieri ascoltavo...
That I Would Be Good
mi è piaciuta tanto tanto!!!
così l'ho messa in repeat x 4 volte!


That I would be good
Even if I did nothing
That I would be good
Even if I got the thumbs down

That I would be good
If I got and stayed sick
That I would be good
Even if I gained 10 pounds

That I would be fine
Even if I went bankrupt
That I would be good
If I lost my hair and my youth

That I would be great
If I was no longer queen
That I would be grand
If I was not all knowing

That I would be loved
Even when I numb myself
That I would be good
Even when I am overwhelmed

That I would be loved
Even when I was fuming
That I would be good
Even if I was clingy

That I would be good
Even if I lost sanity
That I would be good
Whether with or without you


Alanis Morissette


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mercoledì 13 aprile 2005
ore 16:15
(categoria: "Vita Quotidiana")


abbiamo i risultati

l'autoironia VINCE SU TUTTO!!!!















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