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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
![]() (Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica) Mi piace che il mio blog sia un porto franco, riposo per il navigante stanco, finestra da cliccare rilassati e a volte, forse, un po’ disimpegnati; se pure qualche giorno resta in bianco, non sono io che della voglia manco: viviamo infatti in tempi concitati, non sempre si può stare collegati. Ma in quello che ci scrivo, sono vero: scrivo di getto, scrivo senza ingegno sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti; se mi si lascerà, passando, un segno, che il commento lasciato sia sincero, amici e ospiti: siete i benvenuti. ![]() Le mie rubriche:
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.
domenica 12 marzo 2006 - ore 10:02 Ci sono ancora le mezze stagioni Curioso: ieri ero in giro in moto; oggi, invece... Dean Martin Oh the weather outside is frightful, but the fire is so delightful, and, since weve no place to go, let it snow, let it snow, let it snow. Man, it doesnt show signs of stopping and I brought some corn for popping. The lights are turned way down low, let it snow, let it snow, let it snow. When we finally kiss goodnight, how Ill hate going out in the storm! But if you really hold me tight, all the way home Ill be warm... And the fire is slowing dying and, my dear, were still good-byeing, but as long as youd love me so, let it snow, let it snow, and snow! When we finally kiss goodnight, how Ill hate going out in the storm! But if you really grab me tight, all the way home Ill be warm... And the fire is slowing dying, and my dear were still good-byeing, but as long as youd love me so, let it snow, let it snow, let it snow! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 11 marzo 2006 - ore 11:35 Saggi conigli Mi sa che devo rassegnarmi a ascoltare il biondo e decidermi a darci un taglio radicale. Update: fatto! Eccomi prima ![]() e ora ![]() E comunque no gel, cacca schifo. P.S. (in doveroso omaggio a Shannara): i conigli passano la vita a mangiare, dormire, trombare (come i conigli, appunto), fare qualche corsetta liberatoria nei prati e scagazzare spensieratamente qua e là. Non ti pare che ne sappiano abbastanza? LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK venerdì 10 marzo 2006 - ore 14:44 Evvìvoooooh! Mimmorti. Dopo che i vandali dei servizi informatici ci avevano messo le mani sopra, non riusciva nemmeno a fare il boot. ![]() Ma dopo quasi due giornate di lavoro e raqquante biasteme... FUNZIONA! ![]() ![]() Ah, che giuoja! Ah, che tripudio! Ah, che sollazzo! Mi sa che nei prossimi giorni rischierò di annoiarmi ancora meno del solito. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 9 marzo 2006 - ore 12:55 Rascal FisH & CanaJa BoYs C’è poco da dire: la prestazione di Rascal FisH & i CanaJa BoYs è stata ampiamente all’altezza delle aspettative. Bea, fioi! ![]() Ka mate, ka mate, ka ora, ka ora, ka mate, ka mate, ka ora, ka ora! Tenei te tangata puhuruhuru nana i tiki mai whakawhiti te ra. Upane, upane, upane kaupane: whiti te ra! (E’ la morte, è la morte, è la vita, è la vita! Questo è l’uomo peloso che ha fatto splendere di nuovo il sole per me. Su per la scala, su per la scala, su fino in cima: il sole splende!) LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 8 marzo 2006 - ore 02:43 Otomàrso Prima di tutto, la buona creanza: tanti, tantissimi auguri allaltra metà del cielo. ![]() E poi... avrei voluto dedicare un pensiero in qualche modo originale a tutte voi. Ma, rileggendo una pagina che ho scritto tanto tempo fa, mi sono reso conto che non sarei riuscito a dire nulla di nuovo, né a dire qualcosa di meglio. Per cui vi prego di accettare una riedizione di me stesso, credendo che ve la dedico con tutta la mia sincerità. Amo le donne A due anni di distanza dalla famosa pagina sullodio per le donne, finalmente è arrivato il momento di equilibrare il piatto. E giusto e doveroso farlo, perché non è il caso di guardare le cose da un solo punto di vista. E giusto soprattutto perché, e non so se ci avete mai pensato, in genere cè tanto odio soltanto dove cè tanto amore. Così, non posso nascondere che amo le donne, parlando ovviamente di quelle che conosco o che ho conosciuto. Amo le ragazze tra i sedici e i trentanni. E larco di età in cui molte donne vivono la progressiva consapevolezza di quello che vogliono dalla vita, ma spesso non riescono ancora a capire fino in fondo che cosa cercano e come ottenerlo. E anche il periodo in cui le ragazze cominciano lentamente a farsi donne, esattamente come accade a noi di farci uomini nello stesso periodo; amo capire che cosa una ragazza sta diventando, quali saranno i suoi ideali e i suoi obiettivi da «grande». Ma amo anche le donne più mature, dopo che la vita le ha formate definitivamente dando loro molto, o togliendoglielo. E in tutte riconosco e amo la paura di essere troppo semplici, la paura di essere capite troppo facilmente, la necessità e la voglia di essere sempre un po un mistero; amo tutto ciò perché anche questo fa sì che le donne siano come sono, e io le amo per quello che sono. Amo gli occhi delle donne, occhi in cui a volte basta poco per perdersi, che a volte dicono più di quanto loro vorrebbero e a volte, invece, riescono a esprimere fino in fondo tutto il disprezzo e la cattiveria che in quel momento le donne provano per noi. Nessun uomo riuscirà mai a avere sguardi simili. Soprattutto, a volte quegli sguardi sono associati a un sorriso di una dolcezza infinita, a un viso rilassato di una semplicità disarmante; quei sorrisi e quegli sguardi sono gli unici che riescono a dare un significato a alcune canzoni (per esempio, io ora ho in mente "piccola mela" di de Gregori). Quando ci si trova davanti a uno di quegli sguardi, si è in un momento come ce ne sono pochi: un momento in cui si può dire "ti amerò per tutta la vita" senza paura di mentire. Amo le loro mani, mani che sanno accarezzarci e abbracciarci quando abbiamo bisogno di conforto, ma che sanno anche diventare capaci di toccarci e stringerci in altri modi, dove e come ci piace; a volte, più di quello che stanno effettivamente facendo, ci manda in estasi il pensiero che siano proprio quelle mani meravigliose a farlo. Ma a volte basta anche molto meno, basta tenere una di quelle mani nelle nostre perché tutti i problemi sembrino svanire, e la vita sembri più bella senza bisogno di desiderare niente altro. Amo la rapidità con cui a volte si riesce a innamorarsi di loro, il fatto che a volte una ragazza frequentata per poche ore possa diventare unamica che ti accompagna per tutta la vita. Amo limprevedibilità con cui una situazione che sembra non avere nessun peso o nessuna importanza a volte può avere, grazie a loro, conseguenze incredibili sul nostro -- e loro -- modo di vivere e di intendere la vita. A volte può sembrare soltanto di dare sfogo alla propria malinconia, ma può capitare che dal confronto della malinconia di un ragazzo e quella di una ragazza rinascano la voglia di vivere e la capacità di innamorarsi per entrambi. E in quei casi, è inutile tentare di fare dei programmi o di porsi dei limiti. Amo la loro capacità di farci fare cose che forse non faremmo neanche per noi stessi, sia prendere un aereo per una città sconosciuta, sia passare una giornata a pedalare in bicicletta solo per andare a trovarle o sia trovare la forza per stare in piedi contro una tempesta di insulti e di condanne di chi ci circonda. Non importa quanto insicuri possiamo essere, se riusciamo a avere la sicurezza dellamore di una donna, allora può crollarci addosso anche il mondo: le nostre spalle saranno abbastanza larghe da sopportare qualsiasi peso. Allo stesso modo, perdere questa sicurezza ci può trasformare in modo che neanche noi ci riconosciamo più: credo che quelli siano gli unici momenti in cui può capitare di compiere azioni che non sembrano nemmeno nostre, e di cui possiamo continuare a vergognarci per anni. Amo il fatto che, come a noi, spesso anche alle donne manca la giusta valutazione di sé: ho conosciuto donne troppo sicure o troppo insicure, e le ho amate entrambe. Le prime fanno una tenerezza infinita, sia che cerchino di dimostrarsi più forti di quanto sono, sia che si ribellino per partito preso a qualsiasi forma di consiglio o suggerimento venga loro dato senza capire che entrambe le cose le rendono soltanto più deboli. Le seconde sono ancora più facili da amare, perché svegliano il nostro animo crocerossino (lo rinfacciamo sempre a loro, ma ci siamo dentro anche noi!) e la nostra voglia di infondere loro tutta la sicurezza che possiamo. E un gioco vecchio e infinito: sappiamo che molto probabilmente non riusciremo mai a cambiarle come loro non riescono a cambiare noi (a meno che non sia chi cambia a volerlo), ma continueremo a provarci, sia noi sia loro. Amo anche le loro bugie. Ne ho sentite di tutti i tipi: ho conosciuto donne che vantavano un passato (anche con me, a volte!) che non avevano mai avuto e altre che negavano categoricamente un passato che cera stato. Ne ho conosciute che fingevano di non capire o di capire troppo quando a loro conveniva così; ne ho conosciute che adattavano la realtà a loro esclusivo vantaggio. Ma alla fine le amo anche perché i difetti di cui le accusiamo sono gli stessi che abbiamo noi. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK martedì 7 marzo 2006 - ore 10:37 Questa storia, Cuore e millaltre Ho finito "Questa storia" di Alessandro Baricco. Non c’è nulla da fare, caro Alessandro: hai senz’altro delle idee apprezzabili, ma il modo in cui scrivi mi dà il latte alle ginocchia (it gives me the milk to the knees). Ho dovuto impormi di finirlo facendo appello a un bel po’ di forza di volontà. Ciò mi ricorda "Cuore" di de Amicis, che ho iniziato a leggere almeno otto volte nella mia porca vita e non ho mai finito. Tipicamente succede che lo dimentico in qualche angolo di casa scordandomi completamente che lo sto leggendo. Qualche giorno dopo lo ritrovo abbandonato lì e dico "oh, cacchio, è vero!"; mi rendo conto che non mi ricordo più dove sono arrivato e concludo che lo leggerò un’altra volta. In qualche modo, questo a sua volta mi porta a pensare all’immortale teoria del BVI (Bonus Vitale Individuale): non vorrei che il destino mi stia avvisando che, tipo, quando finirò di leggere "Cuore" morirò. Beh, meravigliosa giornata oggi. Sarà il cielo limpido dopo le piogge di domenica, sarà vedere il sole del primo mattino che tosta le Alpi lepontine, sarà aver rivisto tutto il Garda fino ai monti di Torbole. Sta di fatto che, quando sono uscito dalle scale della fermata "Porta Romana" della linea 3 e mi sono trovato il sole in faccia, mi sono sentito assalito da uno di quei grumi di felicità che ogni tanto si annidano nei posti più impensati. Camminavo per via Crema sorridendo, sempre con il sole in faccia, e sono stato fermato da una sciura: -- Mi scusi, giovanotto, mi permette di dirle una cosa? -- Certo, signora, mi dica! -- Sa che lei ha veramente dei begli occhi? Sorpresa, lusinga, allegria. Ho insistito per offrirle un caffè, tanto ero già in ritardo di mezz’ora causa amica Trenitalia. Ghe ’na gota de fàa, a volte Milan l’è propi ’n gran Milan. Chissà, forse con il tempo e la calma io e questa città riusciremo a vincere il nostro disprezzo reciproco e a invecchiare assieme serenamente, come sembra che potremmo essere destinati a fare. E questo post è venuto troppo lungo, ma salacadula. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 6 marzo 2006 - ore 09:49 Citazione Nom de Dieu de putain de bordel de merde de saloperie de connard d’enculé de ta mère. (Così, perché sentivo una certa vaghezza di pulirmi il culo con la seta.) LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 5 marzo 2006 - ore 12:32 Zilvio XXX Laddove XXX vuol dire semplicemente "trenta", epperò in questo modo passeranno dal mio blog tutti quelli che cercano i robi porno. Diabbolico, no? E insomma ieri sera siamo aRivati abbastanza presto, il che ci ha permesso di sfruttare al meLLio la disponibilità del fusto zilviesco. Quando abbiamo deciso di smettere di contare eravamo tipo io a otto e Chris a sette, mi sembra. Daltra parte, non avrei potuto fare a Zilvio limperdonabile sgarbo di tornare sobrio dal suo trentesimo compleanno. Noblesse oblige. E grassie anche al Momo, che sa sempre perché. Vantaggi: avevo raggiunto lo stato etilico ottimale, quello per cui sei magnificamente leggIero, ma nel pieno possesso delle tue facoltà mentali (sia pure percettibilmente meno scattanti). Per dire, ricordo anche la mini-tavola rotonda sulle frecce e le strade principali che abbiamo sostenuto tra Vigodarzere e il Brenta. Controindicazioni: quando ho incrociato un po di persone che non vedevo da parecchiotto, ero già tipo alla sesta o settima birra. Prometto però che sarei stato contento di vederle anche da sobrio. E in effetti, ripensandoci, non ho nemmeno straparlato, ieri sera. Il che, a volte, non mi riesce neanche a alcolemia zero. BeN, insomma, ancora angurie al nostro sempre ottimo Zilvio e viva tutta la compagnia di matti. E bravi chuponi. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 4 marzo 2006 - ore 15:41 Ricordi di gioventù Accade a volte (vedi quella storia delle madeleine inzuppate nel tè) che i ricordi vengano innescati da cose veramente strane. Altre volte, invece, l’associazione è più diretta. Così oggi, infilando una delle mie dita in una delle mie narici, mi son ritrovato immerso nella magica atmosfera della mia gioventù, in cui la canzone "Kakkole" degli Skiantos (Kinotto, 1979) entra a pieno diritto. Ma alle kakkole del naso tu ci devi fare caso. Voglio solo skakkolarmi, skakkolarmi, skakkolarmi. Non lo posso più negare: io ci godo a skakkolare, sì! E non cercare di distrarmi, voglio solo skakkolarmi skakkolarmi. Voglio solo skakkolarmi, skakkolarmi, skakkolarmi... LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK venerdì 3 marzo 2006 - ore 12:07 Con Trenitalia non ci si annoja mai Ieri mattina ero arrivato in stazione un po in ritardo: comè tipico mio, avevo lasciato gli abbonamenti di marzo sul tavolo in camera e me ne sono accorto solo dopo aver tirato la macchina fuori dal garage. Vabbeh, ero rassegnato ad aver perso il treno e mi stavo già preparando a una trasferta in Eurostar... ... quando ho constatato che i treni, in compenso, erano molto in ritardo. Linterregionale delle 5.51 era ancora fermo al binario, annunciato con unora e mezza di ritardo; il "mio" intercity delle 6.24 era annunciato con unora (cioè non lhanno neanche fatto partire da Mestre, dove "nasce"). Di lì a poco sento lannuncio che la linea ferroviaria tra PD e VI è interrotta causa "investimento in linea". (Scoprirò in seguito che a essere investiti sono stati due soldati americani della base di Vicenza che stavano "tagliando" attraverso i binari per rientrare in base, ubriachi come due cachimarsi. Uno è stato trasformato allistante in purè, laltro invece è riuscito a salvarsi. Pazienza.) Morale: linterregionale è stato dirottato via Camposampiero - Castelfranco - Cittadella. Lintercity è stato soppresso. Leurostar è stato dirottato da Mestre via Treviso - Castelfranco eccetera. Così, con pazienza e buona volontà, mi sono fatto un bel girino del mondo: Vigodarzere, Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche, Camposampiero, Castelfranco, San Martino di Lupari, Galliera-Tombolo, Cittadella, Fontaniva, Carmignano, Gazzo in Gu, Lisiera. Il tutto per arrivare in stazione a Vicenza poco dopo (!) lintercity delle 8.24, che ha potuto beneficiare della linea già liberata. Due ore e quaranta da Padova a Vicenza: credo che sia una specie di record, sicuramente facevo prima in bicicletta. In compenso, in stazione a Vicenza alle otto del mattino si fanno degli incontri piacevolissimi. ![]() Oggi, invece, me la sono cavata con "solo" venti minuti di ritardo dovuti a guasto tecnico di un altro treno. Mi sono vendicato dichiarando al capotreno che il mio abbonamento sarebbe stato esibito con mezzora di ritardo per cause indipendenti dalla mia volontà (dormivo e mi è stato assai sul cazzo essere svegliato). Va ben, dai, finisco il giro dei blog e mi metto a lavorare. Ah, domani e dopodomani ci sono a Padova le finali di coppa CEV (pallavolo). Se qualcuno è interessato, io e ChrisRubio cissaremoooah. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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