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HO VISTO

e non voglio dimenticare.

STO ASCOLTANDO

L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

eh, cazzo, sì.

STO STUDIANDO...

Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) veder morire la goliardia
3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!!
4) i siti ottimizzati per explorer

MERAVIGLIE


1) insegnare
2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga
3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore...
4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti.
5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela



(Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica)

Mi piace che il mio blog sia un porto franco,
riposo per il navigante stanco,
finestra da cliccare rilassati
e a volte, forse, un po’ disimpegnati;

se pure qualche giorno resta in bianco,
non sono io che della voglia manco:
viviamo infatti in tempi concitati,
non sempre si può stare collegati.

Ma in quello che ci scrivo, sono vero:
scrivo di getto, scrivo senza ingegno
sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti;

se mi si lascerà, passando, un segno,
che il commento lasciato sia sincero,
amici e ospiti: siete i benvenuti.




Le mie rubriche:


Sono benvenuti suggerimenti, segnalazioni, insulti gratuiti.
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.





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martedì 17 gennaio 2006 - ore 13:58


Sarà capitato anche a voi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... di avere una musica in testa e tutte quelle robe lì... beN: è da stamattina alle sei che ho in testa la sigla di Superclassifica Show. E sto continuando a canticchiarla a mezza voce:

Rambo Rocky Sting e Lucio Dalla
grazie a me stan sempre a galla,
per l’attore ed il cantante
sono un premio inebriante.


Come sempre accade, ho già contagiato un paio di colleghi. La sto sentendo cantare in corridoio anche in questo momento.

Sarà dura riuscire a dare l’impressione di essere un’Università seria...

... appoggiato all’antenna centrale...

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lunedì 16 gennaio 2006 - ore 09:49


The butterfly effect e Il piccolo popolo dei grandi magazzini
(categoria: " Cinema ")


Ieri sera ho visto "The butterfly effect". Devo dire che, non sapendone nulla e quindi non aspettandomi nulla, ne sono rimasto folgorato. Senza dubbio lo considero tra i migliori film che io abbia mai visto, penso che potrei rivederlo decine di volte di seguito senza stancarmi.

Ieri pomeriggio ho finito anche "Il piccolo popolo dei grandi magazzini" di Terry Pratchett. Confermo quanto avevo scritto nella colonna qui a sinistra: Pratchett è sempre più incisivo contro le manie diffuse e impietoso contro qualsiasi mito e convenzione (in questo libro tratta mica troppo bene sia le manifestazioni del potere politico e religioso sia la religione in sé, pur senza arrivare ai livelli di "Small Gods"), il che lo mette senza dubbio a livello di Pennac, Benni e pochi altri.

E ora sarà il caso che mi metta a lavorare, cacchio... La settimana prossima c’è un convegno a Perugia per il quale non ho pronta né la mia presentazione né, tantomeno, la discussione alla presentazione di un collega. Eppoi ho sempre quel cavolo di referaggio impiantato a metà. E ho un pacco così di correzioni al Marchetto.

Beh, dai, forse c’è il tempo per fare un giro dei blog, prima.

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sabato 14 gennaio 2006 - ore 15:26


Dimenticavo!
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Ho riascoltato Giovanna Lubian (mi dispiace, ma non ce la faccio proprio a chiamarla "Lubjan"), ieri sera all’Oliver di Villafranca. Ogni volta che la sento mi sembra un po’ più grande.

WHAT IS PAST CAN HURT NO MORE

You shake your head you can’t find me
anywhere, anywhere,
you’re still talking in vain here besides me
by the way, by the way
you know you could be more original...

You wave your hand, I don’t see you
anywhere, anywhere,
I can hear you dull voice here beside me
every day, every day
you know you could be more original
and you could be less illogical...

Please forgive if I forget you,
what is past can hurt no more
maybe you forgot to love me,
what is past can hurt no more.


Sentendo i suoi fan mi par di capire che questa è considerata la sua miglior canzone. Ne capisco la ragione, ma credo che altre siano ancora più belle, da Instability a There’s no rain a, soprattutto, September ’94, che considero al livello delle più splendide canzoni mai scritte da cantautori anche ben più blasonati.

Questo dovrebbe essere per Giovanna l’anno del lancio e della prima grossa tournée. Incrocio le dita perché sfondi alla grande, penso che se lo meriti.

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sabato 14 gennaio 2006 - ore 12:11


Margherita Dolcevita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Iniziato e finito ieri in treno anche "Margherita Dolcevita" di Stefano Benni. Forse un po’ diverso dal solito Benni, ma sempre spietato verso le idiozie e le falsità con cui combattiamo tutti i giorni. Come tutti gli altri suoi libri, è in grado di farti riflettere su aspetti della vita ai quali forse non avresti pensato altrimenti, oppure di farti sentire meno solo per il fatto che ci riflettevi di già. Non dimentichiamo che è l’autore di frasi come la prima che mi fece esclamare: "Madonna, quant’è vero!".

Una sola citazione, giusto per dare l’idea. A un certo punto Margherita va nel bar di fronte a scuola per "guardare le facce", come fa spesso. Ma sente che qualcosa non va, le sembra strano.

E di colpo ho capito.

Quei signori e signore e ragazzi e ragazze seduti, tutti avevano ragione. E parlandone, si rafforzavano in questa loro certezza. E la loro ragione era costruita sul dileggio, sulla rovina, sul disprezzo degli altri. E più parlavano, più la ragione cresceva e chiedeva il suo tributo di parole, di minacce, di gesti. E sempre più gli altri, quelli dalla parte del torto, diventavano lontani e miserabili. Ma guardando oltre la strada, nei bar di fronte, altra gente era seduta e anche loro avevano ragione. Una gigantesca, unica ragione divideva il mondo in quelli che ce l’avevano, cioè tutti, e gli altri, e cioè tutti.

E io, che sentivo di non avere ragione, che cosa avrei fatto?


Grazie Fly per il prestito.

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sabato 14 gennaio 2006 - ore 12:05


Il re e il cadavere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Finito "Il re e il cadavere" di Heinrich Zimmer. Alcune novelle e cicli mitologici vengono interpretati in modo tanto semplice eppure incisivo da dar quasi i brividi. Confermo l’impressione originale: un po’ difficile, ma decisamente stupendo. Da leggere e ricordare.

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giovedì 12 gennaio 2006 - ore 12:44


Esercizio di stile
(categoria: " Poesia ")


In modo leopardiano

La vecchia strada che attraversa il borgo
percorro a passo lento
e attento m’accompagna con lo sguardo
il cane d’un mercante di tessuto,
di fianco al suo padrone
placidamente assiso.
Incrocia il mio cammino
una cara fanciulla che saluto;
ricambio il suo sorriso.
E mentre m’addolcisco nel suo volto
s’accelera il mio andare,
si fa lieve l’appoggio del mio piede,
mi sembra di volare
quasi il peso mi fosse stato tolto.
Così penso alla vita,
al tormentoso incrocio delle genti,
a quanto spesso accada
che piccoli accidenti
di sopportare i quali hai avuto in sorte
ti privino di appoggi che credevi
sicuri, mentre annaspi un’esistenza
che sempre si conclude con la morte.


In modo ungarettiano

Ciò che fu rifiutato
con noncuranza
appiattisco


In modo epico-manzoniano

Con animo fiero, lo sguardo alla gente,
il passo sicuro, il timore di niente,
percorro deciso la via conosciuta,
la meta dovuta avvicino di già.
D’un grido d’avviso risuona la loggia;
è un attimo: presto il mio piede si poggia
compiendo un destino malvagio ed oscuro,
e meno sicuro il mio andare si fa.
Ahi speme, ahi fiducia nel proprio coraggio!
Dovevi sapere ch’è un vano miraggio
la forza di chi non ricorda in suo cuore
che solo il Creatore guidare ti sa.


In modo prosaico

Ho pestato una merda, cazzo!

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martedì 10 gennaio 2006 - ore 09:35


La leggenda di Sean Connery e gli attori inutili
(categoria: " Cinema ")


Finalmente sono riuscito a vedere con la dovuta calma l’ultima opera di Carlo dei Gem Boy. Non c’è niente da dire: sta migliorando di film in film. Mi sono capottato quando il "Merluzzo Fritto", modesto barchino del barbutissimo Capitan Findus, va in immersione alla volta di Parigi, e la colonna sonora parte, convintissima:

Va sottoterra nei mari profondi,
nei cieli immensi Merluzzo Fritto.
Come uno squalo silenziosamente,
ecco che arriva Merluzzo Fritto.
A bordo tutto ok, è l’ora degli eroi!


Tanto di cappello a questo giovinotto che, evidentemente provvisto di abbondante tempo da perdere, ha tuttavia deciso di dedicarlo a un progetto tutt’altro che banale e di facile realizzazione. E complimenti anche per il risultato.

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domenica 8 gennaio 2006 - ore 11:44


Domande esistenziali
(categoria: " Pensieri ")


Oh Shiva, che cos’è la tua realtà?
Che cos’è quest’universo colmo di stupore?
Che cosa forma il seme?
Chi fa da mozzo alla ruota dell’universo?
Che cos’è questa vita al di là della forma che pervade le forme?
Come possiamo entrarvi pienamente, al di sopra dello spazio e del tempo, dei nomi e dei connotati?
Vuoi rispondere, Shiva? Ti ho fatto sei domande, non sai un cazzo.

(Daniele Luttazzi)

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sabato 7 gennaio 2006 - ore 13:37


Madonna, quant’è vero! (undecies)
(categoria: " Pensieri ")


Se hai un problema che ha soluzione,
non hai un problema;
se hai un problema che
non ha soluzione,
non hai un problema.


(Antico proverbio cinese)

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mercoledì 4 gennaio 2006 - ore 21:14


Le mie cinque cacchio di abitudini
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Su GRRRRRaditissimo invito di Ludo e della Choppa, ecco cinque mie abitudini (ho anche fatto una certa fatica, non leggo nemmeno la targhetta sopra l’ascensore...).
  • Appena sveglio, attacco la macchinetta del caffè e la televisione per guardare il telegiornale delle cinque e mezza. Senza il mio Illy espresso doppio gocciato freddo la vita non è altrettanto bella e durante le giornate lavorative non ho altre occasioni per informarmi dei fatti del mondo.

  • Lascio sempre la macchina parcheggiata con una fessurina di finestrini aperti. Ho notato che funziona da dio per evitare che rimanga in macchina la puzza di fumo, e mi fa molto piacere sfumazzare in macchina, specie la cicca tornando dalla stazione la sera dopo due ore e mezza di treno no smoking (e così potrei anche dire che sono due abitudini, ma facciamo finta di niente).

  • Da bravo pendolare, ho sempre l’orologio cinque minuti avanti. Siccome il mio automatico tende a restare un po’ indietro (dev’essere che mi faccio molte meno pippe di una volta), lo regolo ogni mattina sull’orologio della stazione mentre aspetto il treno.

  • Quando arrivo in studio, per prima cosa leggo l’e-mail, poi apro Netscape e guardo le vignette del giorno di Dilbert, Snoopy e PhDcomics per poi passare al giro dei blog che seguo. Solo allora rispondo agli e-mail che richiedono la mia attenzione (inclusi quelli di lavoro): prima il dovere, poi il piacere.

  • Tendo a fare tutto il possibile per non andare a dormire su un mio dubbio, il che include cercare di sviscerare ogni argomento poco chiaro e parlare di tutte le questioni aperte prima di notte. Di fronte a un problema irrisolto mi sento come un agorafobico in mezzo al Grand Canyon.

Ora devo passare questo giochino a cinque malcapitati, i quali a loro volta lo passeranno a altri cinque e così via, fino a esaustione della popolazione mondiale. Tra quelli che non sono già stati nominati da altri, decido di condannare Mr. Bassman Dario, il Biondo, Dade, Kanterina e M.me Emma Bovary. Spero che non me ne vogliano...


Update volante perché me ne sono venute in mente altre due (oddio oddio, fra un po’ inizierò anche a controllare quanto pesa ciò che produco quando mi soffio il naso...):
  • Leggere a letto la sera, ogni volta che non arrivo a nanna distrutto, palleggiandomi allegramente i maroni. Lo trovo uno degli irrinunciabili piaceri della vita.

  • Disattivare il driver della tastiera italiana sui computer che uso, scrivendo "al buio" come su una tastiera americana. Mi servono parentesi graffe e accento grave, non posso farci niente. Quindi, per produrre le lettere accentate uso ALT+tastierino numerico.


Attenzione a un’altra, che mi è venuta in mente questa sera perché uscendo con Zilvio mi son tornati in mente i tempi della nostra gioventù.
  • Tradurre letteralmente qualsiasi cazzata dall’italiano (o dal dialetto) all’inglese, a patto che ciò che ne esce sia privo di significato e assolutamente ridicolo. Esempi sparsi: "it doesn’t pass a dick to me" ("non mi passa un cazzo"), "I have dear" ("go caro"), "make me a charity" ("fame ’na carità"), "it knows from little fresh" ("el sa da freschin"). Si prestano particolarmente bene anche alcuni toponimi scelti: "St. Peter’s Field" (Camposanpiero), "Earl’s Mansion" (Villa del Conte), "Nice One" (Belluno), "Low Ass" (Bassano). Funziona a volte anche nell’altro senso: "abbi qualche acqua".


O cacchio e stracacchio, ho dimenticato la mia mania più assurda e caratteristica! Ma come ho fatto?
  • Maglietta (o camicia) e calzini devono essere intonati. Sempre. Non sono ammesse eccezioni. Se non trovo un paio di calzini che in qualche modo richiamano la maglietta che ho tirato fuori dall’armadio, cambio maglietta.


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