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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
![]() (Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica) Mi piace che il mio blog sia un porto franco, riposo per il navigante stanco, finestra da cliccare rilassati e a volte, forse, un po’ disimpegnati; se pure qualche giorno resta in bianco, non sono io che della voglia manco: viviamo infatti in tempi concitati, non sempre si può stare collegati. Ma in quello che ci scrivo, sono vero: scrivo di getto, scrivo senza ingegno sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti; se mi si lascerà, passando, un segno, che il commento lasciato sia sincero, amici e ospiti: siete i benvenuti. ![]() Le mie rubriche:
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.
martedì 11 gennaio 2005 - ore 11:25 ANSA, oggi L'inflazione misurata dall'ISTAT nell'era dell'euro non è mai stata sottostimata, tuttavia la «percezione di impoverimento di alcune categorie dei consumatori non è infondata». È la conclusione di due studiosi di Bankitalia. Che cazzo vuol dire? Che non siamo più poveri e ne abbiamo soltanto l'impressione (peraltro fondata), oppure che siamo più poveri ma non dobbiamo dirlo in giro? LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 9 gennaio 2005 - ore 12:39 Madonna, quant'è vero (bis) Insomma, c'erano anche da noi tutte le cause della Rivoluzione francese. Solo che non eravamo in Francia, e la rivoluzione non ci fu. Viviamo in un paese dove si verificano sempre le cause e non gli effetti. (I. Calvino) LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 7 gennaio 2005 - ore 10:01 Madonna, quant’è vero! Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono. (S. Benni) LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK martedì 21 dicembre 2004 - ore 13:34 Sigle Smettete di discutere su Gad e Fed, o sull'opportunità di correre divisi piuttosto che uniti! Chiamatela Federazione Italia per Governare Assieme: successo assicurato. Ah, già, e andate affanculo tutti, anche voi. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 14 dicembre 2004 - ore 12:02 Quindi... ... i giudici che ti assolvono sono paladini della giustizia. I giudici che ti condannano sono comunisti psicologicamente disturbati. Ah, già, e le elezioni comunali e provinciali a Padova sono state falsate da brogli. Ma andatevene un po' tutti affanculo, va'. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 3 dicembre 2004 - ore 11:28 Pistola in aereo causa pistola a terra Va ben: c'è questo pistola (in senso lombardo) di addetto alla sicurezza a Milano che lascia passare una pistola (in senso italiano) dimenticata da un tipo nella tasca del suo giuMbotto. Il tipo se ne accorge e lo segnala alla hostess salendo a bordo. Scoppia il finimondo. Fermano l'aereo, fanno scendere tutti i passeggeri, scaricano tutti i bagagli, rifanno il controllo di sicurezza. Ma solo a quell'aereo, beninteso. Poi l'aereo riparte, ma il tipo viene trattenuto a terra. Il pistola viene solo sospeso dal servizio; il suo capo, invece, licenziato. Morale: 1. Se qualcuno, per errore, ti mette in una situazione di vantaggio e tu ti preoccupi di cercare di raddrizzare la situazione, ne pagherai il prezzo. 2. L'autore dell'errore se la caverà con una lavata di capo. 3. La tua testa potrebbe cadere nel corso di questo processo, eventualmente insieme con quella di qualche altro innocente. Quindi, se stai salendo su un aereo e ti accorgi di avere la pistola in tasca, taci. Meglio una qualsiasi ingiustizia della giustizia italiana, indipendentemente dalle riforme. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK lunedì 29 novembre 2004 - ore 09:49 La migliore amica Mi ero sempre chiesto: ma perché gli uomini hanno "amici" e "conoscenti" (e basta) e le donne, in più, hanno anche le "migliori amiche"? Poi, ieri, ho avuto un'epifania provocata dalla definizione di un'amica: La mia migliore amica è quella a cui racconto le cose come stanno. A tutte le altre caccio balle. Bonjour l'amitié, surtout si meilleure. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 25 novembre 2004 - ore 12:07 Quanto vorrei sbagliarmi... L'ho detto martedì scorso a un paio di amici e mi hanno guardato come se stessi prevedendo la venuta di Babbo Natale. Eppure la sensazione è sempre più forte. Vorrei sbagliarmi ma mi sembra che la strategia sia chiara: prima si fa cadere un articolo fondamentale della finanziaria, poi ci si arrabbia perché per colpa dei comunisti scorretti non si riescono a abbassare le tasse, infine ci si dimette e si va a elezioni anticipate. Poi, oltre a contare sul fatto che la sinistra deve ancora organizzarsi come si deve, si fa una splendida campagna elettorale del tipo: "Hanno appena rieletto il mio amico George, non sta bene separare gli amici" e ci si mette in pole position per governare (o quello che sia) per altri cinque annetti. Se proprio proprio va male, quanto meno si potrà criticare il governo di sinistra per il disastroso stato delle finanze. In tutto questo, i soliti geniacci di sinistra, invece di dire "eh no, hai voluto guidare tu la bicicletta e adesso ci porti in canna fino a casa", sono lì che inneggiano alle elezioni anticipate. Prosegue la mia sensazione che veramente la gente non veda l'ora di farselo mettere in culo solo per poter raccontare in giro che non è vero. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 19 novembre 2004 - ore 10:08 Libertà di non fumare Pur essendo un fumatore fiero e convinto, rispetto profondamente i diritti dei non fumatori. Quando il treno è affollato -- cosa che capita costantemente tra Milano e Brescia, per dire -- mi astengo spontaneamente dal farlo anche quando sono in carrozza fumatori. Ierlaltro è però capitata la seguente splendida scenetta. Sono in uno scompartimento della carrozza fumatori. Il treno è strapieno, si sente odore di fumo provenire dall'esterno, uno dei miei vicini si lamenta. Io lo informo: "Tutta questa carrozza è fumatori... anzi, per dirgliela tutta, sarei un fumatore anche io". Lui mi guarda come un americano guarderebbe un talebano armato di kalashnikov e mi spiega concitatamente che tutto il treno è pieno. Rispondo che capisco perfettamente la situazione e gli chiedo dove scende: appurato che era diretto a Verona, e che anche gli altri quattro non fumatori dello scompartimento scendevano lì o prima, decido di aspettare. Nel momento in cui il treno si ferma a Verona, inizio a caricare la pipa. Mentre sto finendo di fare il pieno, entrano un mio conoscente (che pendolarizza PD-VR) e un altro personaggio, il quale aspetta il momento in cui avvicino il fiammifero acceso al tabacco per dirmi: "Non si può fumare". "Sbaglia," gli rispondiamo più o meno in coro, "siamo nella carrozza fumatori." Il tipo se ne va schifato e incazzato. Questa mattina, altra situazione grottesca: a Vicenza, quando ancora un bel po' di posti non prenotati sono liberi, entrano in carrozza fumatori due personaggi che iniziano subito a lamentarsi perché un tizio a due file di distanza ha la sigaretta accesa. "È la carrozza fumatori", rispondo io con cortesia: i due tizi iniziano a pontificare sullo scandalo dell'esistenza di tali carrozze. Ma questo è ancora niente se confrontato con l'episodio della settimana scorsa. Salgo a Milano nella carrozza fumatori, apro il tavolino e inizio a lavorare con il cellulare e le sigarette di fianco al portatile. Entra un personaggio all'incirca della mia età il quale, osservando altri viaggiatori che fumano, impreca contro il fatto che "l'unica carrozza nella quale si può lavorare [ovvero la "carrozza-pullman", quella senza scompartimenti, effettivamente più comoda di quelle a scompartimenti per le dimensioni dei suoi tavolini] è fumatori, che schifo". Poi si siede di fianco a me e scopro che le ascelle gli puzzano come un branco di gorilla dopo una corsa. E la sua destinazione è Mestre. Qui non sono riuscito a astenermi: ho tentato di anestetizzarmi le papille olfattive tramite impacchi di fumo (senza successo). Il tutto è condito da un po' di cartelli che recitano: "Libertà di non fumare, dal 12 dicembre su tutti i treni non si fuma più". E vabbeh. Non sono dipendente dal fumo a tal punto da soffrire al pensiero di farmi due o tre ore di viaggio senza accendere una sigaretta. Però due cose mi fanno prepotentemente girare i coglioni. Primo: perché io mi sento in coscienza di rispettare i diritti dei non fumatori e loro si sentono autorizzati a calpestare i miei? Perché non possono tollerare l'esistenza di una carrozza (o di una zona, o di una sala) per fumatori? Perché esistono persone che mi massacrano il cazzo cno questa storia che il fumo passivo provoca il cancro (cosa, lo ricordo, non ancora definitivamente dimostrata su base scientifica) e poi girano per la città a bordo di SUV che fanno quattro chilometri con un litro di benzina verde (e la potente cancerogenicità del benzene, lo ricordo, è definitivamente dimostrata su base scientifica)? E soprattutto, perché persone del genere non possono per lo meno imparare a lavarsi le ascelle? Secondo: quella di non fumare non è una libertà, majala quella vacca che vi culla. Non più di quanto sia una libertà quella di non esprimere le proprie opinioni o di non votare per il partito nel quale si crede. Se accettiamo l'esistenza di una frase del genere, prima o poi ci troveremo qualcuno che ci parla felice della "libertà -- mi consenta -- di vivere in una dittatura". Possibile che nessuno se ne renda conto? Viva l'Italia, paese di gente tanto convinta di essere migliore e più furba degli altri che non vede l'ora di farselo mettere in culo da qualcuno per potersi convincere che non è vero niente. LEGGI I COMMENTI (17) - PERMALINK martedì 16 novembre 2004 - ore 14:08 Rispetto per la vita Ieri sera era ospite a casa mia un americano, che conosco e ritengo simpaticissimo da un bel po' di tempo. Non avevamo mai parlato di politica prima, per cui soltanto ieri sera ho scoperto che è repubblicano. Non ho fatto mistero del fatto che mi dispiaceva molto del fatto che Bush sia stato rieletto (ho usato precisamente questi termini e sono riuscito a mantenere per tutto il tempo la discussione su livelli assolutamente civili e correttissimi). Lui ha risposto che Bush ha vinto grazie ai valori morali, opponendomi il fatto che Kerry si è pubblicamente dichiarato (orrore!) in favore della libertà di scelta in tema di aborto. Cercando disperatamente di tenermi lontano dal tema dell'aborto in sé (che è sempre un argomento spinoso, e sul quale è inutile mettersi a sindacare: per me un embrione è un embrione e un feto è un feto e un bambino è un bambino, ma mi rendo conto che per altri possa non essere così) gli ho chiesto perché questo può secondo lui decidere un'elezione. Mi ha risposto che si tratta di un'elementare questione di rispetto per la vita. Gli ho chiesto in che modo Bush ha dimostrato rispetto per la vita iniziando due guerre nelle quali sono morte migliaia e migliaia di persone (sottolineando che non mi riferivo soltanto agli afgani e agli iracheni, ma anche agli ostaggi decapitati, ai soldati statunitensi, ai nostri carabinieri). Ha risposto che dopo aver subito un'attacco come quello dell'undici settembre era comprensibile che gli USA volessero sentirsi sicuri. Ho obiettato che gli attacchi dell'undici settembre sono stati opera di Bin Laden (il quale, che mi risulti, e` ancora libero) e di un tot di dirottatori di nazionalità saudita (e l'Arabia saudita, che mi risulti, è ancora considerata dagli USA un ottimo alleato). Ho aggiunto che le ragioni che sono state sbandierate per giustificare l'attacco erano completamente fasulle: "Osama" non è stato catturato in Afghanistan, e l'Iraq non aveva armi di distruzione di massa. A questo punto ho deciso di lasciare una via di uscita alla discussione, dicendomi sicuro del fatto che Nixon (sicuramente) e Reagan (forse) avrebbero per lo meno avuto il buon gusto di portare "in loco" delle appropriate armi di distruzione di massa dopo l'invasione, in modo da far almeno finta di aver avuto ragione. La via di uscita è stata tosto praticata e abbiamo tutti concluso la discussione con una risata liberatoria. Però continua a starmi sul gozzo l'idea che qualcuno possa considerare Bush un paladino del rispetto per la vita. Lui e quel coglione polacco che chiede alle donne yugoslave violentate dai bosniaci di non abortire, e ai carioca nelle favelas di non usare il preservativo. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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