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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
![]() (Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica) Mi piace che il mio blog sia un porto franco, riposo per il navigante stanco, finestra da cliccare rilassati e a volte, forse, un po’ disimpegnati; se pure qualche giorno resta in bianco, non sono io che della voglia manco: viviamo infatti in tempi concitati, non sempre si può stare collegati. Ma in quello che ci scrivo, sono vero: scrivo di getto, scrivo senza ingegno sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti; se mi si lascerà, passando, un segno, che il commento lasciato sia sincero, amici e ospiti: siete i benvenuti. ![]() Le mie rubriche:
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.
sabato 21 giugno 2003 - ore 12:49 Ah, le giornatine dense! Oggi speravo di suonare un po', visto che sabato prossimo si avvicina con una certa inesorabilità. Invece, mi chiama una ragazza (consigliata da mio fratello, cosa che già di per sé ha dell'incredibile!) per chiedermi disperata se posso darle ripetizioni di statistica parametrica (inferenza e test di ipotesi) il prima possibile. Risultato: oggi pomeriggio, con la candela delle due, sarò en plaza (ebbene sì, la giovine risiede in piazza delle erbe) per dispensare rassicuranti dritte matematiche a due preoccupate studentesse. Che vogliamo farci, quando il denaro e la materia della mia vita chiamano a una voce... Unica preoccupazione: riuscirò prima o poi a trasferire sulla mia amata tastiera (quella coi tasti bianchi e neri, non quella con le lettere) tutte le elucubrazioni che in questi giorni sto facendo sulla scaletta di sabato? Mah, voi fate i bravi e venite lo stesso, per favore: se va bene vi divertirete, se va male cercate di sostenermi moralmente... LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 20 giugno 2003 - ore 17:15 Giornatina ordinaria, oggi. Ordinaria amministrazione la mattina, lavatrice nella pausa pranzo. Il server mi ha impedito di collegarmi a spritz.it fino a questo momento (cannot find server, diceva, l'analfabeta) per cui mi sono consolato facendomi un altro po' di pippe mentali matematiche a scopo divulgazione... chi fosse interessato può andare a sciropparsele qui LINK. Il mio fiore all'occhiello rimane comunque la soluzione del "gioco del 100", adattabile a qualsiasi scacchiera m x n... LINK. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 19 giugno 2003 - ore 18:10 Dottorato e Dottorati Studenti brillanti, punte di diamante dell'istruzione italiana, forse non sapete che c'è una stupenda prospettiva che vi si può manifestare: partecipare ai concorsi per vincere un dottorato di ricerca. I vincitori (ché molti sono i chiamati, ma pochi saranno gli eletti) avranno l'incomparabile fortuna di poter partecipare a una serie di attività di formazione alla ricerca, alla fine delle quali dovranno compiere una tesi ancora più impegnativamente fica di quella di laurea. Dopo aver difeso la tesi di fronte a una commissione di professori di chiara fama, nazionali e internazionali, essi avranno l'onore di potersi fregiare del titolo di studio più alto che esista in Italia: quello di Dottore di Ricerca (Dr.). Bello, fin qui, vero? Ora viene la parte interessante. Per incoraggiare le sue migliori menti, lo stato italiano mette a disposizione una borsa di studio per i dottorandi. Fino a sei anni fa tale borsa ammontava a un milione di lire netto il mese, senza contributi né validità alcuna da nessun punto di vista di anzianità di servizio. Tranquilli, però: quattro anni fa hanno aumentato questo generoso lascito a un milione e cincencinquantamila lirette (1.55 x 10^6, per chi ama la notazione in virgola mobile), più un irrisorio contributo pensionistico da versarsi su gestione rigorosamente separata (cioè, tale che non potrà mai venire ricongiunta ai contributi versati in un futuro lavoratico salvo pochissimi, non significativi, casi). Con la conversione in euro, nulla è cambiato: i dottorandi continuano a percepire 780 euro mensili. La mancetta, praticamente. Ma attenzione, non è ancora finita: lo scorso & brillante governo (eh no, non commettete l'errore di considerarmi ideologicamente affine a questo governo: vi basti sapere che per mia natura non riesco a sentirmi vicino a nessuna manifestazione dell'idiozia, quindi -- come potete immaginare -- ho da sempre dei seri problemi di scelta in cabina elettorale) lo scorso & brillante governo, si diceva, ha deciso che tutto questo era troppo. Sono quindi stati istituiti i dottorati di ricerca senza borsa: studenti brillanti, punte di diamante dell'istruzione italiana, fatevi un culo così per tre o quattro anni, contribuite alla produzione di sapere della nostra tanto vituperata patria -- e, soprattutto, fatelo gratis. Ricevo oggi un'e-mail (femminile, stavolta, dacché si trattava di una lunga lettera ) da una ragazza italiana che sta facendo il dottorato di ricerca in Olanda e che, per comodità, chiameremo RSX. Bene, RSX scrive che da loro la borsa è di 1500 euro il mese ma che i governanti olandesi si sono resi conto che questo è insufficiente a condurre un'esistenza autonoma: nel corso di quattro anni, quindi, questa borsa aumenterà gradualmente fino a 2238 (duemiladuecentotrentotto) euro.La domanda sorge spontanea: quanto senso ha paragonare borse italiane con borse olandesi? Com'è il costo della vita in Olanda? Data la spontaneità della domanda, ci pensa l'ottima RSX a rispondere: nel seguito della sua mail si legge infatti Il costo della vita dipende da dove abiti, ovviamente. Se confronti Amsterdam con Pistoia, il confronto è perso da A'dam. Se confronti Venezia con Tilburg, il confronto è perso a sfavore di Venezia. Io vivo a Tilburg. Comunque, abbastanza in generale si può dire che per esempio gli affitti delle case sono comparabili, in media, mentre costa di più mangiare fuori, ma di meno uscire (per esempio andare al pub o in discoteca). Il cinema costa di più e i treni costano di più ma l'autostrada è gratuita e si va ovunque in bici (inoltre l'università rimborsa le spese di viaggio). Direi che nel complesso si pareggia. O, se il costo della vita è maggiore, comunque non è tale da giustificare da solo le differenze salariali. Tanto per spiegarmi, in Olanda non esiste che un dottorando viva in casa coi suoi o con altri studenti o che prenda soldi dai suoi, il che automaticamente implica che tutti sono in grado di pagarsi l'affitto da soli, di comprarsi mobili e lavatrici... Poi si parla di fuga dei cervelli. Mah. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 18 giugno 2003 - ore 15:33 Jana Cerna Qualcuno di voi ha mai sentito nominare Jana Cerna? Si tratta della figlia di un'amante (nonché traduttrice dal tedesco al ceco) di Franz Kafka. Poetessa apprezzata, scriveva tra l'altro cose come quella che vi riporto qui sotto. in culo oggi no mi fa male e poi vorrei prima chiacchierare un po' con te perché ho stima del tuo intelletto Si può supporre che sia sufficiente per chiavare in direzione della stratosfera. (21.12.48) LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 17 giugno 2003 - ore 14:45 Grazie! Grazie a Ayeye, Pensiero e Zilvio, che ieri sera mi hanno prestato il telefono a turno rendendomi possibile un'impresa che sembrava al limite delle umane possibilità. Grazie a Zilvio anche per avermi dato il numero di Alessio, e grazie a Alessio per avermi ascoltato pazientemente senza mandarmi affanculo nonostante l'ora tarda e la richiesta strana. Grazie anche a Davide per avermi ascoltato con altrettanta pazienza e aver perorato la mia causa presso Marco; grazie soprattutto a Marco, che pur non avendomi mai visto né conosciuto è stato disponibilissimo a prestarci la sua sala prove da un giorno all'altro. Grazie, con tutto me stesso, a Giovanna. In mezzo a tutti quelli (e sono tanti, vicini e lontani) che musicalmente hanno per me una stima piuttosto bassa (diciamo, piu` o meno come la Fossa delle Marianne) è un piacere, un onore e una grande fonte di autostima sapere che lei la pensa diversamente. Sono emozionato, ma felice. Nel dubbio che dio possa esistere sul serio, oggi voglio ringraziare anche lui. Forse non farà pari con le volte che (nel dubbio che possa esistere) lo insulto ma mi sembra giusto così. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 16 giugno 2003 - ore 17:58 Io ti amo (Stefano Benni) Io ti amo e se non ti basta ruberò le stelle al cielo per farne ghirlanda e il cielo vuoto non si lamenterà di ciò che ha perso che la tua bellezza sola riempirà l'universo Io ti amo e se non ti basta vuoterò il mare e tutte le perle verrò a portare davanti a te e il mare piangerà di questo sgarbo che onde a mille, e sirene non hanno l'incanto di un tuo solo sguardo Io ti amo e se non ti basta solleverò i vulcani e il loro fuoco metterò nelle tue mani, e sarà ghiaccio per il bruciare delle mie passioni Io ti amo e se non ti basta anche le nuvole catturerò e te le porterò domate e su te piover dovranno quando d'estate per il caldo non dormi E se non ti basta perché il tempo si fermi fermerò i pianeti in volo E se non ti basta vaffanculo LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 16 giugno 2003 - ore 17:00 Venerdì mattina avevo in programma di venire qui in studio per scrivere due righe qui (giovedì sera sono stato a sentire Giovanna Lubian LINK a Limena ed è stata un'emozione grandiosa che avrei voluto condividere con voi) ma quando sono arrivato ho avuto l'immenso piacere di constatare che, per qualche oscura ragione, tutte le prese di corrente dello studio non funzionavano. La luce funzionava perfettamente, il condizionatore funzionava perfettamente, le prese di corrente NO. Però, ho pensato, meno male che qui all'università dovremmo possedere l'avEnguardia della tecnoloGgia al serviZzio della siensa, poffarre! (Di questo genere, se non proprio tali, erano i pensieri di Lucia). Morale, ho riordinato la mia scrivania giusto per far sbollire l'incazzatura (e comunque ne aveva bisogno, lo ammetto). Poi, visto che dovevo fare delle cose via internet per il mio babbo, mi sono dovuto rassegnare a farle a casa dopo cena e senza né condizionatore né banda larga (a mi me piase la banda, approfitto per ricordarlo qui a uso degli eventuali interessati). Sono andato a letto alle tre, quando la mattina dopo dovevo svegliarmi alle cinque per andare in aeroporto. In compenso, sabato e domenica a Londra con Fabryfab mi hanno ricaricato il morale. Unica nota di colore: visto che ero rimasto senza metano e sapendo che non avrei potuto impedire a mio fratello di usare la mia macchina, gli avevo lasciato dieci euro pregandolo di fare metano. Nel mio progetto, dieci ori sarebbero stati sufficienti per fare il pieno, avanzarne un paio per sé (pacchetto da dieci di cicche, per dire) e dare a me la tranquillità d'animo di colui che sa di tornare trovando la macchina con almeno mezzo serbatoio di metano. L'analfabeta ha invece pensato bene di lasciare vuoto il serbatoio di metano, fare i dieci euro di benzina e consumarne quindici. Muovermi in macchina ieri sera è stata un'esperienza che mi ha saputo dare il brivido dell'imprevisto. Tra l'altro (lo dico ad uso di Momo e Zilvio, che possono capire) a casa c'erano ancora in giro i piatti sporchi di martedì: si iniziava a sentire l'odore della vita che vi nasceva. Vabbeh. Comunque, stamattina ho fatto metano, verso mezzogiorno qualcuno ha riparato il danno e ora i computer funzionano di nuovo, questa sera si va alle osterie moderne, tutto va ben, madama la marchesa. Siete andati a votare? Occhei, occhei, come non detto. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 12 giugno 2003 - ore 10:51 Stanno finendo i corsi universitari. Una volta si usava, l'ultima lezione del corso, applaudire l'insegnante (a meno che non fosse stato proprio inqualificabile per tutto l'anno). Sembra che ora la cosa non vada più. Mi ha fatto un effetto strano vedere la gente alzarsi e uscire dall'aula come se fosse la fine di una lezione qualsiasi. Sic transit gloria mundi. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 11 giugno 2003 - ore 18:01 E` commovente quanto tantissime persone alle quali ho fatto in passato tonnellate di favori non si sentano nemmeno minimamente nella posizione di dover ricambiare, per lo meno in parte! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 11 giugno 2003 - ore 15:40 Hic incipit bloggum novum Ma che cacchio di giornate! Fa così caldo che non ho voglia di fare niente... occhei, quasi niente. Inizio anche io la scrittura di un blog? Ma sì, dai. Nel frattempo, arrivano i soliti e-mail inutili (ma va meglio del solito, oggi gli spam sono meno della metà), sto assistendo a due o tre baruffe da coltello in altrettante mailing list (sarà il caldo ad avere questa perniciosa influenza sull'idiozia umana?), vengo preso per il culo da un paio di persone che si ritengono migliori di me solo perché io non uso nei loro confronti la stessa cattiveria che loro usano nei miei. Le solite cose, insomma. Penso a Fabrizia che se ne sta a Londra. Sabato mattina parto per andare a trovarla. Ho voglia di vederla, ma allo stesso tempo c'è qualcosa che mi respinge, che mi grida di restare qui e di lasciare che questa nostra separazione segua il corso che deve seguire. Le solite cose, insomma. Penso a qualcuno dei miei amici e a quelli che leggeranno questo blog. Penso a quanti di loro hanno o avranno dei giudizi tanto radicati su di me che non sarà mai possibile fargli capire che si basano su un presupposto sbagliato. Penso anche a quelli che invece sono sempre disposti a parlarmi, ascoltarmi e a mettere in discussione le loro opinioni insieme con me e con le mie. Alla fine penso che comunque il fatto di conoscere alcuni di questi ultimi è un'ottima ragione per essere contenti di vivere. Le solite cose, insomma. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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