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martedì 30 settembre 2008 - ore 09:38


"alle volte non riconosco più la persona che conoscevo"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Odio questa frase.

Chi me la rivolge pare volermi congelato in un’immobilità perpetua, come se io non dovessi, nel bene o nel male, evolvere ed imparare qualcosa dai miei errori e dagli errori di quelli che mi circondano.

Perché mi guardi se quello che vuoi vedere è una solo fotografia nella tua testa?

Posso non piacerti.
Posso non essere più la persona che ero 15 anni fa.
La cosa è poi così strana?
Non sarebbe molto meglio per tutti se, fatto salvo quello che pensi di conoscere di me, ti disponessi senza troppa "presunzione" a vedere anche cosa sono ora?

Sbagli a comportarti così.
Ciononostante è così che vuoi mi comporti per non deludere le tue aspettative…

Dovrei cambiare.
Oramai sei troppo vecchio per cambiare
Quindi resterò un pupazzetto su quale dipingere il volto che più ti aggrada a seconda della circostanza e di quello che ritieni sia "io"…

Ma chi sono io, quel "io" del quale non hai saputo niente per parecchi anni,lo sai?



Alle volte ho l’impressione che certe persone non vogliano rendersi conto che il tempo ha lasciato le sue cicatrici anche su di me.

Le stesse persone che pare non vogliano accettare che forse non sono sempre tanto buono e caro.

Le stesse persone che non apprezzano quando, sorprendentemente, sono schietto quanto loro.

Quelle persone che forse non sempre pensano a come si comportano e a che parole usano per dire le cose...tanto quanto non pensano a come io invece riservi loro queste non scontate attenzioni.

Ho sempre tentato di prendere le persone per quello che sono.
Pregi e difetti sono un unico pacchetto.

Ho sempre tentato di non cedere all’illusione che le persone restino per sempre uguali per fare un piacere a me e, contemporaneamente, di ricordare che nonostante tutto qualcosa resta.

Tra le persone che più apprezzo ci sono quelle a tratti mi detestano ma che ciononostante non mi trattano come una foto sul comodino.




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lunedì 29 settembre 2008 - ore 09:51


...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono mattine come questa, quando, anche se è lunedì,
c’è qualcosa di un po’ meno pesante nell’aria.
Il cielo è azzurro sopra la tua testa, vecchio mio, e
la tentazione di tirar dritto invece che girare per il
parcheggio aziendale è forte.
L’aria è fresca e qualche fantasma in meno forse c’è.
I dubbi e le incertezze rimangono.
Quelli rimangono sempre.
Non fidarti di un uomo dalla fede cieca, il suo cuore è
altrettanto cieco.
Un uomo senza dubbi e incertezze è un burattino appeso
ad un ramo.

Ma oggi è un altro giorno e guardo un po’ il cielo.
La radio nella mia testa passa "Pure and Simple" e io
penso a come scappare da questa piccola gabbia.

Penso che spesso, molto più spesso di quello che siamo
disposti ad ammettere, siamo noi stessi a cacciarci in
una gabbia ed a chiudere a doppia mandata.

Penso che le stronzate si pagano, sempre.
...e sinceramente spero di aver pagato abbastanza per
le mie.

Ma penso anche che è lunedì mattina e non è il caso di
pensare troppo e che potendo manterrei la mia vita
"pura e semplice".


PURE AND SIMPLE
(Lynyrd Skynyrd)

I used to live in a poor neighbourhood
My friends and me we always had a time
Never had no money but we had it so good
Those days are gone and I wanna go back
So pure so simple
Never thought about it
when you’re young you don’t care
You don’t realize it ’till it’s all behind
Take it for granted just not well

Oh-oh It was pure and simple
I’ll remember those days ’till the end
Oh-oh God knows it’s simple
If I could live my life all over again
I’d keep it pure and simple

Those days are gone and I wanna go back
Got me a feelin’ I’m not alone
Wish I had a road so I could go back home


Al momento godiamoci questo cielo azzurro...

"Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi...è un
dono. Per questo si chiama ’presente’ "



- Maestro Oogway, Kung Fu Panda -

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giovedì 25 settembre 2008 - ore 10:22


...OLD STYLE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chiamarla notte insonne sarebbe dir poco...

Torno a casa con il pieno di acido lattico alle gambe.
Potassio! mi dicono Potassio!Devi mangiare banane!
Quando distribuiranno il potassio in comode barrette al gusto di cioccolatopeperoncinocannella ne riparleremo!

Ho come l’impressione che un 747 scarburato sia decollato nell’orecchio sinistro, abbia fatto scalo nel lobo occipitale e in fine sia atterrato con un inchiodone direttamente contro il mio timpano destro.
Simon Phillips lo dice sempre: proteggetevi le orecchie!



Deraglio verso il letto schiantandomi sul cuscino con l’eleganza e la leggerezza di un rinoceronte che inciampa mentre sta caricando.

Agognato guanciale!
Sospirate coltri!
Dolci lidi di soffice riposo
dove il capo stanco trova pace
le membra dolenti solievo
Gli affanni bevono al Lete
come cavalli a lungo provati
dal galoppo, da passaggi perigliosi,
carezzati dall’indolente mano
d’un languido Morfeo.

...il CAZZ!!

Il Boeing continua a rollare tra le pareti del mio cranietto suggerendomi l’idea che forse sarebbe il caso mi rollassi anch’io qualcosa...qualcosa di bello forte...

Parte il fuoco di contraerea dei casinazzi di lavoro: schede, tabelle, strumenti, software, facce da culo, scadenze...

Rincalzo musicale: patututun patututun patututum pa-pa! in loop...e poi dicono che non studio le parti...

Ombre anche peggiori si agitano appena sotto la superficie e allora meglio ripassare mentalmente stacchi e fill-in.

Siccome sono una personcina tranquilla mi avvito nel letto come un alligatore intento a frollare una zembra, con il risultato di lanciare coperte e lenzuola in giro per la stanza.

- Ora della sveglia. -
Uno zombie caracolla giù per la scala emettendo versi gutturali e sbavando.
Una donna coraggiosa si prepara ad affrontarlo brandendo a due mani una costosa padella antiaderente con fondo da 1 cm ribattuto con borchie d’acciaio e coperto da simboli che paiono runici ma sono in realtà antiche ricette...runiche.



Sta per vibrare un colpo che ammazzerebbe un cavallo quando riconosce nelle sbavante creatura il figliolo e, prodiga di italiche cure materne, mette sul fuoco in tempo record una moka Bialetti Supremo da 12 (sorta di vasca da bagno per caffè).

Ancora mi chiedo come sono arrivato in ufficio.
Probabilmente ci faranno una puntata di Voyager...della quale mio padre mi farà puntuale riassunto.



Se avete qualche divinità votiva dentro gli armadi dei vostri uffici, che so:
il buddha panzone dei commercialisti,
la dea Kalì delle dattilografe,
l’ornitorico zebrato longitudinalmente degli altipiani schiumosi della patagonia protettore dei giocatori di campo minato,
Harry Potter,
Charlie Chaplin,
Bud Spacer e Terence Hill,
Il Cristo Compagnone,
Darth Vader limited ed. protettore degli asmatici...



...accendete un cero, offritegli del rum (e mettetene via una mezza bozza per me...), e pregate che il pilota automatico della mia macchinina abbia memorizzata anche la strada del ritorno.

Ora, due domande fondametali:

1- Qual’è la vostra divinità votiva in ufficio?
2- Checcazzodinome diamo a sto gruppo power metal con cui suono e che presto dovrà registrare?

...ve prego...niente roba con:

- sky
- dragon
- sword
- hammer
- fly
- warrior
- shield
- lord
- battle
- blood
- emerald
- doom
- storm
- pain
- bringer
- wind
- lost
- king
- iron
- steel
- spell
- skull
and so on...



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giovedì 18 settembre 2008 - ore 16:36


...quando hai meno di quello che ti serve per fare quello che devi fare...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ogni giorno è un po’ più difficile alzarsi, le coperte, per quanto leggere, sembrano pesare ogni mattina di più.
Riguardo le foto dell’Irlanda e tento d’immaginarmi in una piccola casa confortevole, in un paesetto di poche case, vicino al mare.
Mi immagino sul divano, il fuoco nel camino e qualcosa di caldo da bere, fumante in una grande mug, a guardare fuori il mare che schiuma.



Lo so, sono immagini stereotipate forse, ma leggete lì in alto: “sono un uomo semplice, lasciatemi vivere in maniera semplice”.
Sono un povero matto che un giorno vorrebbe scalare una montagna e il giorno dopo starsene in panciolle sulla poltrona.
Mi piace, tutto questo.

E intanto guardo fuori solo per vedere il grigio chiaro di nuovo muro di cemento.
Poco edificante, se mi permettete il gioco di parole.



Il cielo d’autunno porta ricordi, li lancia per aria come foglie da dondolare per un po’ nel vento prima di trascinarle lontano.
Qualche lacrima si mischia alla pioggia mentre cerchi il coraggio di affrontare nuovi e vecchi problemi.
Intanto i colori delle persone che porti nel cuore danzano sui fili d’erba che ingialliscono, nel cielo ferito che sanguina un po’ d’azzurro, nel caffè caldo che fuma in spire e volute in una tazza.


SAILORMAN’S HYMN
(Kamelot)

can you hear the sirens resound?
from the coastline of Ireland tonight
it’s the song of a promising heart
of the souls that the ocean unite

and she stands by the window alone
staring into the rain
she is trying to guide his way home
from the waters that keep them apart

so she lights up a candle for hope to be found
captive and blind by the darkness around
firm as a mountain, she never will mourn
timeless awaiting the break of dawn

can you hear the sailorman’s hymn?
as it comes with the rise of the tide
it is sung where the rainbow begins
as a comfort for tears she has cried

she remains by the window alone
staring into the rain
she is trying to guide his way home
keeps on praying for god to protect him

she lights up a candle for hope to be found
captive and blind by the darkness around
each wave a promise, a new hope reborn
sunrise consoles at the break of dawn





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venerdì 12 settembre 2008 - ore 12:59


E intanto si va avanti, che indietro non si può…
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fermo ad un semaforo osservo i passanti, gli altri automobilisti che mi scorrono lenti affianco, le persone in bicicletta, sempre più rare man mano che le mattine si fanno più fredde.
Tento d’immaginarmi chi siano, dove vadano, cosa facciano.
Che lavoro fa quella signora dai capelli rossi?
E quel vecchio signore che ogni mattina attraversa la strada in bici, dove va?
Suona tutto sempre più ovattato la mattina ed è strano, come sempre: non mi sarei alzato dal letto eppure vorrei svegliarmi presto anche sabato, vedere sorgere il sole e osservare la vita che lenta riprende.
Vorrei sedermi sulla sabbia ben infagottato, prima che arrivi il primo degli ultimi turisti, ed osservare il cielo che schiarisce.
Vorrei camminare per le calli quando solo i panettieri e i giornalai cominciano ad aprire.
Spleen settembrino?
Non lo so, non mi importa.
Bere un caffè in un bar con pochi avventori, senza la calca del pieno giorno, coccolato dal tepore mentre fuori l’aria ancora punge un po’.






SHAPE OF MY HEART
(Sting)

He deals the cards as a meditation
And those he plays never suspect
He doesn’t play for the money he wins
He doesn’t play for the respect
He deals the cards to find the answer
The sacred geometry of chance
The hidden law of probable outcome
The numbers lead a dance

I know that the spades are the swords of a soldier
I know that the clubs are weapons of war
I know that diamonds mean money for this art
But that’s not the shape of my heart

He may play the jack of diamonds
He may lay the queen of spades
He may conceal a king in his hand
While the memory of it fades

I know that the spades are the swords of a soldier
I know that the clubs are weapons of war
I know that diamonds mean money for this art
But that’s not the shape of my heart
That’s not the shape, the shape of my heart


And if I told you that I loved you
You’d maybe think there’s something wrong
I’m not a man of too many faces
The mask I wear is one
Those who speak know nothing
And find out to their cost
Like those who curse their luck in too many places
And those who smile are lost

I know that the spades are the swords of a soldier
I know that the clubs are weapons of war
I know that diamonds mean money for this art
But that’s not the shape of my heart
That’s not the shape of my heart




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mercoledì 10 settembre 2008 - ore 09:22


vero o falso?...io comunque ODIO McDonald’s...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tra filmati incredibbbbbili e foto di tette e culi, ogni tanto dai colleghi d’ufficio arrivano anche cose un po’ più serie:

"A Reggio Emilia e a ROZZANO (MI), sono stati inaugurati due nuovi ristoranti ROADHOUSE GRILL, che fanno parte del Gruppo Cremonini.

Vi ricordo che il gruppo Cremonini, come testimoniato da inchieste di REPORT (Rai 3) è un’azienda che nel corso degli anni si è distinta per una serie di azioni illegali a anche criminali.

Per citarne alcune:
- vendere carne di bovini di oltre 17 anni come carne di bovini inferiore ai 24 mesi di età (tale carne è finita negli omogeneizzati per bambini!);

- vendere svariate tonnellate di carne in scatola AVARIATA a Paesi poveri (guadagnando su incentivi europei per tali esportazioni), tra cui la Russia dove Report ha raccontato della morte di un 12enne dovuta al consumo di tale carne contenente botulino) e Cuba. Per la morte in Russia un intermediario della Cremonini ha pagato 150.000 euro per evitare una denuncia e il blocco delle importazioni in Russia. Al momento dell’indagine fatta da Report, la carne che il governo cubano ha respinto dopo alcune analisi (che confermavano le pessime condizioni di diversi lotti di carne) era stata imbarcata su una nave, ma non per riportarla in Italia per la distruzione. La nave era destinata all’Angola. La carne avariata verrà distrutta o venduta agli angolani???

le altre aziende del gruppo Cremonini:
autogrill MOTO,
carne MONTANA,
bar e ristoranti CHEF EXPRESS (treni e aeroporti),
salumi IBISE’,
carni INALCA,
supermercati MARR (diffusi soprattutto in Romagna e Marche).

NB: la carne bovina utilizzata in Italia dai McDonald’s, è fornita
dal Gruppo Cremonini.
"




...io ODIO McDonald’s

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martedì 9 settembre 2008 - ore 10:24


...CIRCLES OF STARS?...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un’amica, accanita sostenitrice di oroscopi, karma, filosofie più o meno orientali et similae similorum, ben impastate in un sincretismo dai contorni piuttosto newage, mi dice spesso “c’era un motivo per cui questo doveva accadere!”, riferendosi ai fatti più disparati.
La connessione sfugge, il più delle volte, alla meccanicistica logica del “causa&effetto”.
Fatti lontani tra loro e apparentemente non correlati, paiono a posteriori essersi disposti perché si verifichino determinate circostanze, quasi siano condizioni al contorno, tali per cui vengano a verificarsi importanti accadimenti…

E anche per oggi ho soddisfatto il mio sapido lirismo...ho dei forti dubbi sulla coniugazione dei verbi...lo ammetto...

…eppure…

Eppure ripenso a questi giorni, a fatti accaduti, a come, senza certe sfortunate coincidenze (?), non sarei arrivato a riflettere su comportamenti del passato, su come fossero dei tragici errori e su come questo mi faccia riflettere sulla necessità di fare chiarezza su quei perché ancora nascosti.

È forse solo un sasso,
gettato in uno stagno,
che allunga all’infinito cerchi d’onda,
facendoli crescere ad ogni eco,
fino ad infrangerli sulla riva
con il peso di una tempesta.

Ad ogni buon conto ogni tanto sono un po’ fatalista anch’io, in maniera per così dire “nordica”, ed ora penso che: si, quello che è successo è servito ad aprirmi gli occhi, in maniera brutale, dolorosa ma soprattutto necessaria.

Spero che qualche buona stella mi brilli ancora sulla testa e che tutto vada bene…



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lunedì 8 settembre 2008 - ore 14:48


SOMETIMES...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono periodi un po’ così, un po’ del cazzo, diciamocelo.

Sono momenti in cui gradiresti che qualcuno di buon cuore ti indicasse da che parte sta l’uscita di sicurezza, così, tanto per metterti lì sul ballatoio, accenderti una sigaretta e aspettare che il bordello dentro finisca.



Non sarebbe affatto male, fare un passo al di là della porta e lasciarsi un bel po’ di casino alle spalle.

Ci sono quelle mattine che vorresti poter andare in letargo, svegliarti, che so, il 23 di dicembre con tutti i regali già pronti, tanto per goderti le feste, e poi riprendere a dormire fino a febbraio almeno, aprendo gli occhietti solo per sbirciare il carnevale.



Questo è uno di quei periodi, uno di quelli in cui più di tutto desideri un po’ di tranquillità e serenità…e un bel letto accogliente…

Beh, se non doveste vedermi più o sono sul ballatoio oppure sono sprofondato in letargo…



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venerdì 5 settembre 2008 - ore 16:28



(categoria: " Vita Quotidiana ")




...purtroppo o per fortuna sono più bravo di quel che credevo...
...
ma è davvero così difficile?


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giovedì 4 settembre 2008 - ore 09:40


nonostante tutto...un po’ presto per delle Impressioni di Settembre...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi dicono che l’estate non sia ancora finita, eppure…

C’è una luce strana, che sfuma i contorni e rende tutto irreale.
È l’indolenza delle giornate che si accorciano, scivolando lente sui balconi, sul vialetto del giardino, sulla strada.
Tempus Fugit.
Sensazione ambigua e duale.
Alimenta desideri contraddittori, come sempre.
Lasciare che la strada scorra sotto le ruote, verso qualche meta non prevista, mai pianificata.
Restare a letto, molle e pigro, rannicchiato, abbracciato al cuscino.
Qualche fantasma di troppo allunga dita fredde sulle tempie e nello stomaco.
Che autunno sarà? Passato a reggere il forte o steso sereno su un prato?
Intanto una luce morbida avvolge e ovattata ogni cosa, ammorbidisce i contorni e insinua il desiderio di essere in qualsiasi posto eccetto che qui.



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