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si torna indietro invece di andare avanti

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) girare il mondo e vedere ogni giorno un posto nuovo... tornare a casa per ritrovare i vecchi sapori e i vecchi colori e capire che ormai sei un'estraneo, che ormai anche lì sei un'ombra di passaggio...
2) arrivarea pub preferito e scoprire che e' finita la Guinness
3) perdere l'istinto creatore

MERAVIGLIE


1) "Cado lungo disteso dentro tutta la vita e urlo in me la mia ferociadi vivere...non ci sono gesti di piacere nel mondo che valgano la gioia stupenda di chi non ha altro modo di esprimerla se non rotolarsi per terra fra erbe e margherite e mescolarsi con la terra fino a sporcarsi il vestitoe i capellii" [Fernando Pessoa]


Science is like sex: sometimes something useful comes out, but that is not the reason we are doing it
(Richard Feynman)



(Patagonia dreamin’)




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mercoledì 2 novembre 2005 - ore 18:16


Femmena cuciniera...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi piace cucinare, mi piace davvero. Mi piace manipolare, sperimentare e provare (e per i malcapitati anche, ahiloro, far provare)
Ma odio cucinare nelle feste comandate...
Secondo me tutto sta in quel piccolo ausiliare che metto davanti a cucinare. In cotali occasioni infatti è lo iussivo DOVER a rimbombarmi in testa...Quindi
Dover cucinare,
Dover essere carina e gentile,
Dover sostenere una conversazione brillante...
Do cojoni...
Dopo una giornata e mezza sono fuggita...altro che ponte rilassante

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mercoledì 26 ottobre 2005 - ore 14:21


l’uomo pollo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ecco mi pare giusto dirlo.
insomma vorrei parlare dell’affollamento mediatico.
So’ stufa.
So’ lucinà...

Ma ho letto solo io Bordieu?





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venerdì 21 ottobre 2005 - ore 09:35


Il fantastico 5°
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Negli scontri tra i Fantastici Quattro e il Dottor Destino mi sono sempre ritrovato a parteggiare per il caro vecchio Victor von Doom. Ero un ragazzo piuttosto turbolento: dopo una sospensione scolastica o un litigio furibondo con i miei, capitava che mi rifugiassi nei fumetti Marvel importati in Italia dalla Corno. Condividevo i complessi di Peter Parker, mi affascinava la marginalità degli X Men, ma ogni volta che mettevo piede al Baxter Building ero preso da un sentimento di disagio, di repellenza, di incestuoso decoro.

Sembrava di ricevere carezze da una madre che, con la scusa di blandirti, ti ricaccia in un ventre domestico da cui vorresti allontanarti sempre più. Pregavo allora che il Dottor Destino umiliasse Red Richards, spegnesse per sempre la Torcia Umana, plagiasse la Cosa, trasformasse la Ragazza Invisibile nella sua schiava personale spezzando definitivamente la gabbia di dichiarato ottimismo e fiducia nel futuro che teneva insieme il quartetto – una sinistra benevolenza, una sottile ipocrisia che dal Baxter Building arrivava dritta dritta a casa mia. Odiavo i Fantastici quattro, d’accordo, ma perché?

Le idee mi si sono chiarite verso la fine dell’adolescenza. Credo sia stata la lettura di Gide. Il suo disprezzo per la morale costituita, il suo amore per l’anticonformismo e soprattutto quel grido (“famiglie vi odio!”) era capace di dispiegare la propria efficacia dalla Francia del primo Novecento fino al pantheon postmoderno che domina il nostro immaginario, fumetti compresi. Ecco il problema: a differenza degli altri gruppi Marvel, i Fantastici quattro sono una famiglia, tenuti insieme da una nevrosi penosa ma sempre reversibile, da uno scontro di forze puntualmente ricomposto nella volontà del capofamiglia: mr. Reed Richards, attraverso l’intercessione inquieta ma alla fine arrendevole di sua moglie Susan Storm – un teorema, quello del menage tra Mr. Fantastic e la Ragazza Invisibile, che assistendo a una serata televisiva di molti anni dopo mi sembrerà con sconcerto di poter applicare paro paro alla coppia Palombelli-Rutelli.

Red Richards e Susan Storm aspirano dunque a una qualche presidenza del consiglio. Johnny Storm è un James Dean con l’airbag. La Cosa è un “idiota della famiglia” che non ha niente a che fare con Flaubert. Il Dottor Destino è un’altra cosa. La sua impenetrabile solitudine, la sua natura farneticante e paranoide ne fanno un personaggio di levatura shakespeariana. È un Macbeth che ha perduto la Dark Lady, un Lear destinato a vagare nella terribile tempesta del suo tempo. E tuttavia, pure col senno perennemente vacillante, pure divorato dal risentimento, pure stando dalla parte del torto Victor von Doom rappresenta una tipologia umana che oggi rischia l’estinzione: l’individuo, o perlomeno i suoi brandelli. Ed è per questo che io continuo a tifare per lui.

(Nicola Lagioia-pubblicato su XL di Repubblica)


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mercoledì 19 ottobre 2005 - ore 15:29


TODAY
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I’m the researcher of the day....

humain network of excellence




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lunedì 17 ottobre 2005 - ore 17:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")


e mentre tutti si lamentano e fanno chiacchere da bar (niente da eccepire, fatele pure, ma preferisco le chiacchere da osteria... )
io ho deciso di riprendermi le stelle...
e come me altri 4 milioni di persone...

e sopratutto la stella che brilla di più, la mi Vale Maggiore.
(basta però chamarmi alle 9 di domenica mattina... )

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lunedì 17 ottobre 2005 - ore 17:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Margherita Dolcevita

Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli

Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo la vita nell’aria.
E la chiamiamo polvere

Il mondo si divide in:
quelli che mangiano la cioccolata senza pane
quelli che non riescono a mangiare la cioccolata se non mangiano anche il pane
quelli che non hanno la cioccolata
quelli che non hanno il pane
(Dai detti celebri di nonno Socrate)


Capitolo uno
la sparizione delle stelle

Sono andata a letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Altazor. E anche Mab e Marylin e Zelda e Aldemartin e la costellazione del Tacchino e la croce di Lennon.
Non ditemi che alcune di queste stelle non esistono. Sono i nomi che gli ho dato io. Infatti rivendico il diritto di ognuno, specialmente delle fanciulle fantasiose come me, a chiamare le cose non soltanto con il nome del vocabolario, ma anche quello del vocabolaltro, cioè con un nome inventato e scelto. In fondo tutti lo fanno. Infatti i miei genitori mi hanno chiamato Margherita ma io amo essere chiamata Maga o Maghetta. I miei compagni di scuola, ironizzando sul fatto che non sono proprio snella, a volte mi chiamano Megarita, mio nonno che è un po’ arteriosclerotico mi chiama Margheritina ma a volte anche Mariella, Marisella oppure Venusta che era sua sorella. Ma soprattutto quando sono allegra mi chiama Margherita Dolcevita.
Il vigile davanti al quale sfrecciavo in bicicletta mi chiamava Vaipianomargh. Le maestre mi chiamano Silenziolaggiù. Il mio primo amore, praticamente anche l’ultimo, mi chiamava Marmottina. A quei tempi portavamo tutti e due l’apparecchio per i denti e ci davamo dei baci metallici che sembravano i duelli dell’Iliade. Eppure li rimpiango. Anche a quattordici anni e nove mesi si può rimpiangere. E’ presto, dite? E se muori a quindici?
Stavo parlando delle stelle. La cosa strana è che il cielo era limpido, poco fa, quando ho accompagnato fuori Pisolo, il mio cane, nella sua tourneè di sessanta minipisce.
Quindi non potevano essere le nuvole a nasconderle. Infatti ho aperto la finestra e ho visto che proprio dove un’ora prima c’erano il prato e gli alberi, avevano piantato un cartellone enorme, tipo schermo di cinema, quaran-cinquanta metri, e sopra c’era scritto

Lavori in corso

...e viene subito in mente scilla e cariddi, reggio calabria e messina...


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lunedì 3 ottobre 2005 - ore 11:45


Resistere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il verbo resistere (composto da re- con valore intensivo e dal latino sistere, stare) coniuga in sé due dominî semantici tutt’altro che complementari, quello del verbo opporsi e quello del verbo durare.
Ci si può opporre a una qualsiasi alterità per un solo brevissimo istante e poi subito arrendersi o cedere, come il cranio di un pacifista sedizioso colpito dal proiettile ottonato di una Beretta P-92.
Allo stesso modo, si può durare molto a lungo senza per questo opporsi ad alcunché, come un pianeta ignorato dalle traiettorie delle meteoriti e anche, possibilmente, disabitato.
Resistere significa invece opporsi a lungo e, nel caso degli esseri viventi, attivamente.
Perciò ogni forma di resistenza, lungi dall’esprimere una semplice passione, è un’azione per la quale ci vuole, se non coraggio, almeno una buona dose di paura.


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venerdì 30 settembre 2005 - ore 14:11


Ho scoperto una nuova dddroga...(post frivolo)
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ebbene sì!

Dopo i grancereale alle fave di cacao spalmati con la marmellata di mirtilli rossi della Val di Vizze (produzione 2005)

....vizioooosa...

ho scoperto una nuova droga...

HYPNOTIC POISON...

Vaniglia e gelsomino....
un profumo da gran zoccola, intendiamoci...ma diversissimo dal poison che sa di fiori e cesso!

Trattenetemi da andare a comprarne un fusto da 5 litri!






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giovedì 29 settembre 2005 - ore 10:57


W Zapatero
(categoria: " Cinema ")


Ok sì, mi avete scoperto.
Sono una sporca anarchica

(e dal fondo arriva la voce di mia mammma che dice "tra tutte le disgrasie che podeva capitarme anca na fiola anarchica comunista gò!"...EcceziUnale...)

Ma come non si fa ad aver voglia di spaccare tutto dopo aver visto un documentario come quello della Guzzanti?(vero Syl@ ? )

Un documentario davvero bello e ben montato, con spunti poetici anche.
E la cosa che mi è piaciuta di più è che la Guzzanti ha rotto le palle a destra e a sinistra (letteralmente e politicamente parlando) dipingendo la democrazia italiana per quello che è: debole, basata puramente sullo scambio di favori.
Una debolezza che si rivela drammaticamente nel momento in cui non è più tollerata nemmeno la satira e l'invettiva. Quando lo scherno è preso per attacco personale, quando la burla diventa affare di stato.

Ma cazzo.
E' dal tempo della Gracia antica che si fa invettiva contro i potenti e satira. La satira era l'unico strumento e momento di discussione per il popolo contro il potente, anche nei regimi assolutisti (ricordate "Rosa fresca Aulentissima" di Cielo D'Alcamo? E' uno dei primi testi in lingua italiana, sicilia primi del trecento, riminiscenze liceali...)
E com'è che a questi da' tanto fastidio?

Comunque la Guzzanti tira solo acqua al suo mulino. Lei vuole solo sapere perchè è stato cancellato il suo programma, perchè dopo che la magistratura la riabilita dall'accusa di diffamazione lei non può ricominciare il programma.

ah sapete perchè il documentario si intitola W zapatero?
perchè appena eletto ha tolto la legge spagnola per cui la nomina dei vertici della televisione di stato è di elezione politica.

Sono davvero arrabbiata e triste...ma anche un po' speranzosa...




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mercoledì 28 settembre 2005 - ore 15:55


Figume
(categoria: " Vita Quotidiana ")



ok è vero. de gustibus.

Però.
quando oggi la mia concubina mi dice che porta a pranzo una nuova collega figa mi aspetto un certo tipo.

Una che è figa io me la immagino con una certa luce negli occhi, con un certo brillare di capelli, con una soffusa vellutata aura della carnagione, con un portamento...

Insomma, sarà che mi colpiscono i particolari. Negli uomini mi colpisce una certa ruga che si forma quando sorridono o aggrottano la fronte, gli zigomi ben definiti, l'occhio con quel certo taglio allungato ...Poi una persona deve gesticolare tenedo le dita in maniera precisa e segnando i suoi pensieri per farmeli figurare.

Sarà.



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