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venerdì 10 febbraio 2006 - ore 13:54
su Reinaldo Arenas
(categoria: " Poesia ")
(il mio articolo per Priscilla)
Reinaldo Arenas è nato povero, quella povertà delle cose essenziali che si degusta solo in certi posti, nello specifico lui nacque nella campagna cubana, nel 1943, dove la povertà non ha nulla di poetico o di esotico. Era però una persona di genio, brillante e intelligente, e in fin dei conti se essere dei paria significava non avere problemi di linea significava anche non avere impedimenti alla più totale libertà. Nessuno pretendeva niente da lui, che niente aveva, lui del resto non chiedeva nulla. Insomma era affamato e libero come una faina.
Ma la condizione della faina non è la condizione delluomo e a quattordici anni viene preso ed educato alla rivoluzione che in quegli anni infiamma Cuba. La storia la sappiamo e qui non la riassumerò, certo sappiamo chi vinse e ben presto Cuba divenne la Cuba di Castro.
Sono anni strani per il nostro Reinaldo, sono gli anni in cui scopre di essere omosessuale e in cui la libertà viene meno. Forse ha meno fame, ha partecipato alla rivoluzione e questo sarebbe il momento per lisciarsi il pelo e passare da rivoluzionario a bardo di partito. Ma non è nel suo stile, è una persona abituata alla libertà e mal digerisce la china che sta prendendo Cuba. Ha ventanni e decide che è ora che il suo genio si sgranchisca le gambe, pubblica il suo primo libro e vince il National Book Award, mica cosa da tutti. Improvvisamente gli occhi del pubblico notano questo ragazzo bislacco e assolutamente non inquadrato, che farne? Censurarlo!
Il primo libro lo pubblicò in patria, e fu lunico, da allora in poi pubblicò solo allestero i suoi otto romanzi e gli altri libri di racconti e poesie. I suoi lavori furono sempre banditi da Cuba, per i cubani egli non esisteva. Esisteva però per il regime castrista che pensò bene di ammorbidirlo, come si fa col baccalà, a suon di legnate. Il suo secondo libro, El mundo alucinante, dopo aver subito la censura a Cuba venne contrabbandato in Francia (dove vince il premio come miglior libro straniero) e da lì fatto conoscere al grande pubblico. Cosa che lungi dal rendere fiere le patrie lettere provocò limmediata persecuzione di Reinaldo e la sua incarcerazione nel 73. Rimase in carcere, in buona compagnia, per due anni.
In seguito, nel 1980, Castro "permise" a tutti i malati di mente, criminali, ecc, di andarsene da Cuba, in pratica buttò la spazzatura. Reinaldo non se lo fece ripetere due volte e partì.
Quando doveva cominciare il periodo di vera e folle libertà sfortuna vuole che si ammalò e morì, dieci anni dopo essersene andato da Cuba, nel 1990 a New York. Morì a casa di un amico, non voleva morire in ospedale, del resto non poteva permettersi le cure e non aveva lassicurazione, era pur sempre un paria.
Una sua poesia:
Io sono quel bambino antipatico con la faccia sporca che ti guarda sotto gli enormi lampioni illuminati o sotto le puttane anchesse illuminate. O davanti alle fanciulle che sembrano lievitare. Io sono quel bambino antipatico con la faccia sporca che proietta linsulto della sua faccia sporca. Io sono quellantipatico bambino di sempre arrabbiato e solo e ti lascia linsulto di quellarrabbiato bambino di sempre e ti avverte: se ipocritamente mi accarezzi sulla testa io colgo loccasione di rubarti il portafoglio. Io sono il bambino con la faccia sporca davanti al panorama di terrore imminente, lebbra imminente, pulci imminenti, di offese e crimini imminenti. Io sono quel bambino dispettoso che improvvisa un letto con un vecchio scatolone e che aspetta, certo che verrai con me.
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venerdì 10 febbraio 2006 - ore 12:09
meteorismo canino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
inizio giornata dal veterinario, dove ho avuto la conferma che lallergia del mio cane è da carne. il mio cane è allergico alla carne.
sono le assurdità della vita. oggi mangia fagioli, stasera lenticchie, così oltre a un cane con le irritazioni cutanee mi troverò un cane col meteorismo e le palle girate.
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giovedì 9 febbraio 2006 - ore 21:21
notte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
altro che contare le pecore
.
..
...
[?!]
ienaferox stramazza al suolo russando
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giovedì 9 febbraio 2006 - ore 20:53
oggi, in breve
(categoria: " Vita Quotidiana ")
giornatina frizzante in quel di milano, città dalla lieve architettura post industriale e accogliente come un hangar. comunque sia la giornata è filata liscissima, con unintervista mattutina, intervallata da un pranzetto al burgerking - come patatine mi spiace batte il mac non cè storia, quando tornerai burgerking a padova? QUANDO!?-

poi intervista pomeridiana, con labbiocco del dopo pranzo e le cipolle fritte del burger che si riproponevano. intervista a un, devo dire,apprezzabilissimo responsabile dellufficio stampa. definito in coro polposo e massiccio ,che oltretutto sgranava simpatia.
finendo per distrarmi clamorosamente dallintervista, che per fortuna è stata registrata.
rientro in treno con precisione tanto casuale quanto asburgica. siamo arrivati per puro culo in tempo perfetto in stazione e accomodati con agio in uno scompartimento. siamo rimasti fino a padova in beata solitudine, forse il fatto che ci fossimo tolti le scarpe ha dissuaso i più.
tocco deleganza del ridente capoluogo lumbard? la stazione, deliziosamente arredata dalla premiata ditta Silvio & CO.


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mercoledì 8 febbraio 2006 - ore 16:11
ANSIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
lansia è un serpentello gentile.
ti scivola con garbo su per la gamba.
sotto i pantaloni,
ti sfiora appena i peli.
lansia è una vipera cornuta,
sappoggia alla coscia.
ti solletica dietro al ginocchio
con le sue due puntine.
lansia è un piccolo boa,
safferra ai fianchi
e ti stringe lo stomaco.
lansia è una fottuta anaconda
non sai se sei nel suo stomaco
o se lei è nel tuo.
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mercoledì 8 febbraio 2006 - ore 11:51
bella giornata
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sono a casa per scrivere, ancora di preciso non so cosa ma scriverò. molto probabilmente sul "suicidio di angela b.".
nel complesso una bella giornata per ora, mi sono svegliato con comodo, nessun pensiero particolarmente sgradevole, nessuna rifllessione autocommiserativa.
tenere un diario è terapeutico, non questo ovviamente. ci butti dentro un sacco di merda, rimasticazioni, ossessioni andate a male, piccoli pensieri scaduti, quelle cose che ti intossicano il cervello e che lasci lì a decantare.
una volta scritto tutto verde su bianco (ho trovato linchiostro verde) i pensieri perdono la capacità di auto-incrementarsi, sono lì, espressi nella loro vuota circolarità ossessiva. si possono vedere dallalto, con distacco.
credo sia questo il punto, avere distacco rispetto ai propri problemi, alle cose che ci provocano angoscia e dolore. molto spesso, per quanto mi riguarda, non sono veri e propri problemi, ma stupidaggini, errori, che apparentemente passati e superati restano però lì, nella testa a macerare, diventando un piccolo peso. un pò come il IL CUORE RIVELATORE di Poe.
qualè il senso di questo post? e che ne so! buona giornata!
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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 22:00
non credevo avrei mai citato John Lennon
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La vita è quello che ci accade mentre siamo impegnati in tuttaltre cose
(John Winston Lennon)
al momento io sto guardando "le divorce".
constatazione tristre o meno (dipende da quali sono le "altre cose" e la misura in cui centrano con noi) sullinnafferrabilità delle cose.
mi è venuta in mente, lho sentita tante volte ma non sapevo da dove saltasse fuori.
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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 19:23
allo stato attuale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sono cotto.
ho passato la giornata in aulta studio, e fin qua nulla di anomalo. ho letto e studiato e fin qua, è lattività che si fa solitamente in aula studio. mi sono concesso un intemezzo andando a parlare col prof che mi segue, il quale a sorpresa cera. non a sorpresa non mi ha riconosciuto
"ienaferox chi?"
"io professore, sono in tesi con lei, le ho anche scritto svariate mail? ha letto gli allegati?"
"certo, ce li ho qua, uno stile un pò difficile, direi incontrollato, a volte le sfugge un pò largomento"
"su questo non dubito, lo padroneggio forse pochino"
"per esempio qui (seguono citazioni a caso del prof che demolisce gran parte di quento ho scritto, appunti peraltro sensati, per una volta che fa il suo mestiere...) [...]"
"ok, correggerò gli errori, poi sto fissando per delle interviste..."
"beh si intervista questo e quello (spara nomi che ho già provveduto a contattare) e dì che ti mando io, vedrai che ti saranno daiuto"
"beh sto già contattando tramite m* che peraltro è disponibilissimo (sottolineo che m* e la sua attività è loggetto della mia ricerca)"
"bah ma non importa, contatta questo (scarabocchia un nome, illeggibile sul retro di un invito)"
me ne vado senza aver avuto indicazioni utili e senza risposta alle domande che peraltro avevo già fatto nella mail, ho però un nome, con il quale avevo già fissato un appuntamento (nome che ho tradotto grazie alla competenza che ho acquisito in paleografia).
segue frustrazione, già peraltro accumulata nelle giornate precedenti.
segue incazzatura per motivi extra che si accentua durante tutta la giornata. la mia capacità di avere rapporti sociali ad oggi è prossima allo zero.
mi scaverò una tana e da lì guaderò un paio di film, e buona notte.
p.s. in alternativa ho fissa una poltrona in tribuna donore, linvito sul quale il prof ha scarabocchiato risulta ancora valido.
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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 01:51
ho mal di testa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e di conseguenza mi sono svegliato.
di conseguenza domattina (mi devo alzare al più tardi alle 9) avrò dormito poco.
di conseguenza mi prenderà nuovamente il mal di testa.
latto sfigato non è un atto che accade e basta. accade e si ripercuote.
notare che la parola ri-percuote ha una certa prossimità con il verbo percuotere, cioè menare, cioè provocare dolore.
ergo si ritorna al mio mal di testa.
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domenica 5 febbraio 2006 - ore 10:54
oggi non ci sono
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ma intanto potete divertirvi con lui:
il blog di berlusconi
oggi vi penserò, strafogandomi di carne ai ferri a 1220 metri.
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