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venerdì 9 gennaio 2004
ore 00:46 (categoria:
"Poesia")
Ogni giorno una poesia nuova...oggi vi consiglio una poesia di D'Annunzio...uno dei più grandi amanti di sempre...
La pioggia nel pineto
Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione. Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'ariasecondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immensi noi siam nello spirto silvestre, d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebbro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione. Ascolta, Ascolta. L'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall'umida ombra remota. Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne. Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s'ode su tutta la fronda crosciare l'argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell'aria è muta: ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell'ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione. Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti ( e il verde vigor rude ci allaccia i melleoli c'intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione. Gabriele D'Annunzio
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 23:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ho una voglia matta di lei...
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 18:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Avete rotto le palle...
Un grande basta a tutte le paranoie...
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 16:04 (categoria:
"Vita Quotidiana")
certo che faccio il fermi...e domani si brucia al duemila!!!
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I COMMENTI (2)
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 16:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
basta con i rigid skemi dei titoli...libertà!!!
La vita non è facile ma a volte basta un Complice e tutto è già più Semplice!
e Brava Giulia...... e Brava Giulia! viviti la "vita" che Vuoi!....... Brava Giulia..... e Brava Giulia! sceglitela! certo che Puoi!....... Brava Giulia..... e Brava Giulia! certo.... certo che Puoi!
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 15:40 (categoria:
"Poesia")
Una bella carica di energia
Oh Capitano! Mio Capitano!
Oh Capitano! Mio Capitano! il nostro duro viaggio è finito, la nave ha scapolato ogni tempesta, il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino, sento le campane, la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace: ma, o cuore, cuore, cuore! gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto.
0 Capitano! Mio Capitano! alzati a sentire le campane; alzati - per te la bandiera è gettata - per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande - per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te; ecco Capitano! Padre caro! Questo mio braccio sotto la nuca! E' un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde, esangui e immobili le sue labbra, non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà, la nave è all'ancora sana e salva, il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta; esultate rive, suonate campane! Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace freddo, morto.
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I COMMENTI (1)
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 15:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Al mondo c'è tanta gente che prega o bestemmia qualche dio...voglio i diritti d'autore...
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 15:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Pubblicità per baga
sui cell cn il t9 scrivendo cagate viene fuori bagate che deriva da baga perche appunto spara tante cagate come questa.dovrebbero metterer il termine bagata sul dizionario.
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giovedì 8 gennaio 2004
ore 15:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
k giornata di merda...ho bisogno di 2000 spritz...domattina brucione mega,tutti al duemila...
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mercoledì 7 gennaio 2004
ore 23:14 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Vado a nanna...ci si vede sabato in piazza...dae Tose o da Zanellato,al Verde Oro o dai Cinesi,lìimportante è lo spritz...
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