- "...aspettiamo che qualcuno ci svegli e ci dica che è stato un orribile incubo"
ma poi ti scontri con un riff di cuori color rosso sangue e magari senti quel caldo vibrato vocale gli occhi socchiusi il microfono leggermente reclinato verso il basso mani a cuore vene rigonfie vernice strisciata volute di cenere attimi colti su stracci di carta schizzi di vita che non si è mai rinnegata
stai li
e ti ritrovi nel carminio della tua esistenza di nuovo sprofondi nella tua ombra convulsa di sabbie mobili tendi le braccia al nulla che hai costruito attorno hai paura di conoscerla
la paura
sei codardo
gesticoli concitato in un nero di morfina aneli a curve taglienti brami sospiri silenti ma piangi afono su cute sterile
strappi
la tua vita da se stessa lacerato tra il bianco ed il nero cerchi fra i grigi la luce del sorriso senti quelle voci e ti gonfi di lacrime tutto pulsa allo spasimo tutto è muto di piombo tutto è latrato di vento tutto è niente niente è tutto -
-W.E.-
Is è mo laoch, mo ghile mear Is è mo Shaesar ghile mear Ni fhuras fein aon tsuan as sean o chuaigh i gcein mo ghile mear
Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie. Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto. Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango, e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.
Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po’ rudi della gente di mare, ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d’estate. Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi, ti culla leggero nelle sere d’inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.
E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell’ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via.
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone, ti chiudi a sognare nelle notti d’inverno e ti copri di rosso e fiorisci d’estate. I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli, si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.
E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell’ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via.
E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora e potrò consolare i tuoi occhi bagnati. In un giorno di pioggia saremo vicini, balleremo leggeri sull’aria di un Reel.