... la mia preferita:
E come di schianto vivo.
Mi lascio andare....
Si....
Di schiena mi lascio andare sulla vita.
Allargo le braccia...
Sguardo fisso al cielo
...e sorrido.
Mi lascio andare...
Soffice cadere
In questo grande respiro
di Gianpietro P. detto VENEREO


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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 28 novembre 2005 - ore 21:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ultimemente con un paio di spritz sono già bella allegra..e dire che una volta nemmeno dopo 10 spritz mi scomponevo!! Oggi pomeriggio mi sono trovata a bere spritz con Alyla ed unaltra amica...parlavamo pure di discorsi seri!! Di tradimenti,di fiducia, di catastrofi naturali e nonostante tutto non la finivo di ridere!! 
glu glu glu....glu glu glu.....
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PERMALINK
domenica 27 novembre 2005 - ore 22:09
(categoria: " Riflessioni ")
In amore ci vuole fortuna e comunque anche un bel culo non guasta... Dio tassista senza apostrofo è una bestemmia? Se un uomo non sa contare e trova un quadrifoglio ha diritto alla fortuna?
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PERMALINK
domenica 27 novembre 2005 - ore 21:44
(categoria: " Riflessioni ")
Laltro giorno stavo rileggendo delle vecchie lettere di Cyberary ed ho trovato questa frase......
"
Se vuoi sapere chi ti ama davvero,ma davvero veramente,devi guardarti intorno e cercare uno che spegne la luce del suo giardino,la sera, perchè tu possa vedere le stelle più lontano che puoi nel cielo"
la domanda ora è questa... io non ho vicini con il giardino...come farò a riconoscere il mio Vero innamorato?
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PERMALINK
venerdì 25 novembre 2005 - ore 23:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
prima duscire mi sparo un bel panino con..

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PERMALINK
venerdì 25 novembre 2005 - ore 22:33
Dedicata a Mr J.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola
Quando lei se ne andò per esempio
Trasformai la mia casa in tempio
E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu
Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio
Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
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PERMALINK
sabato 19 novembre 2005 - ore 08:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Direttamente dalla Fiera Sicau Lux di Pordenone..... Super Kyoko all’attacco!! Dato che qui internet è gratuito colgo l’occasione per scrivere 2 cazzate: cazzate cazzate
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PERMALINK
domenica 13 novembre 2005 - ore 16:52
che pallleeeee
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ma si può essere così sfigati? Sono 15 giorni che non mi và internet a casa,provo a chiamare il servizio clienti e non risponde nessuno...provo a contattarli via mail e nulla.....eh ma che palle!!! Yuhhu.... C’è nessuno??!! Se tra di voi spritzini c’è qualche tencnico per l’adsl della libero è gentilmente pregato di farsi vivo altrimenti spacco tutto!
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PERMALINK
domenica 30 ottobre 2005 - ore 20:20
Dedicato a Rello
(categoria: " Pensieri ")
spero che il mio pensiero ti piaccia ! a dir la verità voglio vedere fino a che punto segui il mio blog...e la prossima volta che vai da Duilio avvviisa cazzzzo!!!




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PERMALINK
domenica 30 ottobre 2005 - ore 15:28
(categoria: " Riflessioni ")

.......
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il principe, voltandosi, ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto il melo.."
"Chi sei", domandò il piccolo principe. "Sei molto carino.."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, "sono così triste.."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata."
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire, ’addomesticare’?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. "Che cosa vuol dire ’addomesticare’?"
"Gli uomini", disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire ’addomesticare’?"
"È una cosa da molto dimenticata. vuol dire ’creare dei legami’.."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
"Comincio a capire", disse il piccolo principe. "C’è un fiore.. credo che mi abbia addomesticato.."
"È possibile", disse la volpe. "Capita di tutto, sulla Terra.."
"Oh! non è sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa.
"Su un altro pianeta?"
"Sì."
"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No."
"Questo mi interessa! E delle galline?"
"No."
"Non c’è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane, e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano.."
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore.. addomesticami", disse.
"Volentieri", rispose il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose."
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!"
"Che bisogna fare?", domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino.."
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore.. Ci vogliono i riti."
"Che cos’è un rito?", disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza."
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina:
"Ah!", disse la volpe, "piangerò.."
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi.."
"È vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!", disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano."
Poi soggiunse:
"Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto."
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico, ed ora è per me unica al mondo."
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che io ho innaffiata. Perchè e lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa."
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi."
"L’essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa..", sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa.."
"Io sono responsabile della mia rosa..", ripetè il piccolo principe per ricordarse
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PERMALINK
sabato 29 ottobre 2005 - ore 16:00
(categoria: " Vita Quotidiana ")
che dire di ieri pomeriggio??!!! Che il mio amico è fuori di brutto!! Dopo averlo aiutato a sistemare una faccenda decidiamo di andare a bere uno spritz nel ristorante di un nostro amico...sapevo già in effetti come sarebbe finita...ma mai avrei creduto di divertirmi così tanto!! Ormai le nostre compagnie si sono divise da un bel pò di anni,quindi credevo di rivivere un pò di rcordi,bere un pò e poi chi sè visto sè visto...ed invece!!! Siamo rimasti assieme fino alle 2!! E bevi e bevi e bevi ancora e alla fine abbiamo deciso ke,date le nostre condizioni,non era il caso di andare a casa subito così ci siamo mangiati 2 bei piatti di calamari fritti...

accompagnati da..

.
E dopo sgroppino,anime nere,malibù cola e ancora birra!! Non vi dico che cerchio che cho oggi!! Quando mi ha riaccompagnato a casa mi ha kiesto se volevo uscire anche sta sera...ed io...

"beh...veramente dopo una serata del genere non so se sarò in grado...". Mi sono divertita moltissimo ma dovete capire che non sono più abituata a ste serate!!! Sta sera dovrei uscire con unamica ma sono veramente da buttare!! Mi sa ke le dò buca se non sarabbia!!
beh...ora...quasi quasi....
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