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domenica 25 dicembre 2005 - ore 16:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


sono stanca di questo velo intellettuale sulle cose. questo autocompiacimento,questa autoreferenzialità totale.mi fa vomitare.esiste un modo di vivere meno ipocrita e stomachevole,e non per questo mediocre.

la vita in ogni caso contiene non una crudeltà ma una crudezza che sorvola la coscienza,che ti cambia aldilà della coscienza.

le persone che sembrano più forti e inscalfibili..ho scoperto che lo sono davvero.ma non per tempra o carattere o natura regale. La loro immobilità mi appare ora non scultorea ma freddata dalla paura.


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venerdì 23 dicembre 2005 - ore 12:08


dedicato a giorgio agamben
(categoria: " Vita Quotidiana ")


questi studiosi di estetica pensano che la loro materia sia una specie di pasticcino per cui farsi venire l’acquolina in bocca; qualcosa da far fuori in modo molto intelettuale tra soavi apprezzamenti, e a me viene da vomitare. L’acquolina, in realtà, se la fanno venire per il cadavere putrescente di qualcosa che hanno ucciso molto tempo fa

R.M.Pirsig, Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, Adelphi, p.212

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giovedì 22 dicembre 2005 - ore 23:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


censura di abbracci,di baci e di carezze.

di carezze

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giovedì 22 dicembre 2005 - ore 14:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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mercoledì 21 dicembre 2005 - ore 11:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


sogni che schiantano una giornata




c’eri quando ho fatto la tela, e mi hai dipinta e mi hai aiutato a lavar via il colore
quando ho lavato la tela non c’eri, l’ho strofinata per ore per espiarlo tutto il colore,ma non tornano bianche.

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lunedì 19 dicembre 2005 - ore 23:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


mah..non so...non capisco..cioè...ci sono persone che sono magnetiche.innegabilmente magnetiche,.divertenti.funny,very funny.persone che hanno sempre la risposta pronta,che usano il gergo più gergoso del momento, che lo vedi che obiettivamente sono intelligenti,sagaci,sembrano uscite da un telefilm americano di quelli che la gente si scarica addirittura le puntate da internet. Insomma, il genere di gente che vorresti nel tuo giro di amicizie.il genere di gente che invidi perchè tu hai l’intelligenza quella lenta e massiccia,non sei il tipo dalla battuta pronta,spesso arranchi nel quotidiano.mentre il loro quotidiano sembra perlappunto avere il ritmo di un telefilm.

Però..però..però, però.

very funny,very very funny.

però hai il sentore che sia anche il genere di gente che eccede in maniera insopportabile nei giudizi nello sputare sentenze nel ritenere la propria opinione fondamentale all’umanità. Il genere di gente che è troppo..troppo..troppo "giusta".Che sotto un anticonformismo a norma nasconde un feroce bisogno di appartenenza che si nutre di distinzioni continue,di in-group e out-group, di una sottile violenza che purtroppo però non riesco mai nè a descrivere nè a dimostrare.Ma che continuo a sentire.

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lunedì 19 dicembre 2005 - ore 14:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


quando rido mi vien voglia di piangere. la società, o compagnia degli altri, è un vizio che ci si può togliere, ma si resta soli. Non si torna in compagnia quando si vuole. o sempre, o mai.

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domenica 18 dicembre 2005 - ore 12:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


non ho voglia di competere

non ho voglia di competere

non ho voglia di competere


nemmeno di mollare


Per capire mi sono distrutto. Capire è dimenticare di amare. Non conosco niente di più falso e al contempo più significativo di quel detto di Leonardo da Vinci secondo il quale non si può amare o odiare una cosa se non dopo averla capita. La solitudine mi sconforta;la compagnia mi opprime. la presenza di un’altra persona distrae i miei pensieri, perchè sogno la sua presenza con una speciale distrazione che tutta la mia attenzione analitica non riesce a definire.



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giovedì 15 dicembre 2005 - ore 11:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono bloccata, ma non statica. Mille cose mi allettano, farei mille cose, ma arretro sulla soglia. Sento i richiami ma non riesco a rispondere. Attendo la mia rivelazione. Sapendo, che non verrà. Ma non posso fare a meno di attenderla. Il suo fascino è più forte di tutto. Ho un disperato bisogno di parlare a qualcuno di queste cose ma non ci riesco e forse non c’è nessuno.
L’ analista che sta dentro i miei vestiti mi ripete che questi atteggiamenti sono tipicamente riconducibili al carattere orale della mia personalità.
E io le dico che sono più complessa di una classe psicologica, di una categoria grossolana; che non è colpa mia, che è più forte di me, che è qualcosa di oscuro e più sottile.
Lei dice che è tipico del carattere orale anche dire così.
Mi dice che in pratica per guarire devo riuscire a fare esattamente quello che rifiuto perchè mi sembra inutile.Perchè in realtà se non lo faccio non è perchè penso che sia inutile ma perchè richiede impegno, applicazione, e io non ne voglio sapere di sbattermi nella vita, penso che un posto d’onore mi sia dovuto per come sono, esattamente come il carattere orale rifiuta di trovare lavoro o di lavorare regolarmente perchè ritiene che il mondo abbia il dovere di mantenerlo per le sue qualità intellettuali.
Io le dico che dirmi queste cose serve solo a fomentare e rinsaldare la mia tendenza ad autopunirmi, la mia tendenza al senso di colpa totale.
Lei dice che non mi sono mai veramente sentita in colpa, che è anche questo vittimismo.
Io le dico che sembra mia madre.
Lei dice che forse ho sempre odiato mia madre perchè mi diceva la verità, e la verità fa male.

Approfitta del mio silenzio per aggiungere che il fatto stesso che io ritenga di potermi psicanalizzare da sola è indice di un delirio di onnipotenza.

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giovedì 15 dicembre 2005 - ore 09:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")


la lotta giunge al culmine nella semplicità di ciò che è intimo

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