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laridream
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tanto non ve ne frega niente!!!!!
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un po di tutto ma spesso con occhi diversi dai più...
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ancora non ho deciso heheheh ma immaginatevi quello che vi pare!!!
ORA VORREI TANTO...
trovare qualcuno che ascolta quando parlo e ascoltare qualcuno che ha qualcosa di vero da dire
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
il cervello degli uomini
OGGI IL MIO UMORE E'...
ironico sarcastico ma di gradevole compagnia sempre cche tu non sia permaloso/a ihihhihhi !!!!1
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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Qui regnano i sogni e la fantasia e solo la parte più vera di me ho sogni da condividere e spero di farlo con nuovi amici e amiche che ancora ci credo all'impossibile all'amore e ai sogni
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sabato 17 luglio 2004
ore 14:27 (categoria:
"Vita Quotidiana")
dal "diario di una scrittrice"
Caro Amico ,ti scrivo ,alla luce fioca della lampada,nel silenzio di questa notte,che sembra senza spazio e tempo, guardano fuori dalla finestra vedo l'orrizzonte perdersi immenso è di lì che ogni volta ti ritrovo,ed è lì che i miei pensieri e confidenze sussurate vanno a riffuggiarsi,guardo l'orrizzonte e mi sento attanagliare il cuore mentre una morsa stringe forte lo stomaco,riapro gli occhi su questo foglio ,che mi accorgo essere umido di lacrime e ricordi ,mentre quel forte bisogno di volerti materiallizare di fronte a me ,mi attorciglia lo stomaco sempre più mi sento disarmata ed impotente ,di fronte a questo momento ,dove non esiste magia per riportarti a me, quanto avrei da raccontarti Amico mio , quanto avrei bisogno dei tuoi consigli e rimproveri,quanto di tutto,la matita non riesce a scorrere su questo foglio e troppo umido e spiegazzato ormai,vorrei non scriverti,tanto a che serve una lettera che non arriverà mai, eppure tu vivi in ogni parola che scrivo e stai lì con il tuo sorriso , e le tue braccia aperte in un abbraccio,stai lì in quel luogo dove tutte le tue pene hanno trovato fine,e spero che le mie lacrime non ti rattristino ,non temere Amico ,ho imparato bene da te a giocare con ironia e a ridere forte delle pene e dei guai ,ho imparato da te come l'amore può essere infinito ,e la tenerezza la vera medicina dei mali, e con quanta forza si deve vivere. Piango perchè non posso riempire in altro modo il vuoto,ma gioisco di tutto ciò che mi hai lasciato in eredità,farò buon uso delle tue parole e del sentimento profondo che hai impresso nel mio cuore,te l'ho mai detto Amico ?Grazie di esistere,perchè tu ancora esisti ancora sei accanto a me ,non ti angustiare per me ,ho intrapreso questo viaggio attraverso le cose delle vita ,e vedrai come sempre me la saprò cavare. p.s Dimenticavo ho lasciato il mondo grigio ,l'uomo grigio,ed ho abbracciato un campo di papaveri ,come quelli della foto che mi hai mandato tu ,e lì ancora una volta ti abbracciato ,accarrezzato ,baciato... mi avresti regalato il mondo ,ma a me sarebbe bastato godere ancora della tua risata ,per un tempo ancora più lungo ,ma alla fine decide nostro Signore ,e se cosi è stato sarà stata cosa buona e giusta,ho gambe forti per cammimare da sola,ironia nella mente, e un sorriso nel cuore ,penso che mi basti a proseguire questo viaggio e ancor di più mi sento forte del fatto a al mio fianco ci sei tu ,sempre e comunque...
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sabato 17 luglio 2004
ore 00:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
dal "diario di una scrittricè
Ho spalancato la finestra,si è aperta su un mondo di colori,fili d'erba verde in mezzo a papaveri rossi,ho sentito ,il mio respiro allagarsi e diventare profondo ,nonostante i polmoni forse stanchi di tutte le sigarette,ho respirato forte e affondo come la prima volta che si viene al mondo,ma alla fine forse è cosi ,sono rinata un 'altra volta. I miei occhi si rispecchiano nei papaveri rossi ,e seguono il loro lieve donodolio ,mossi dal vento,è un inebriarsi di colori e profumi...per un attimo rivolgo lo sguardo al passato ,come lo sento già lontano il grigiore,il pallore della vita di ieri, ho preoseguito il mio viaggio sin qui,sto emigrando di luogo in luogo,alla ricerca dei splendori del mondo ,della vita che si manifesta,e sono arrivata qui a questa finestra spalancata su un mondo di papaveri rossi e fili d'erba ,e resto immobile,in silenzio ,oh caro se lo potresti vedere se avresti gli occhi ricolmi del vivere ,per guardare da questa finestra ti verrebbe voglia di nuotarci in mezzo a quei papaveri,altro che la piscina olimpionica dove puntuale giorno dopo giorni alleni le tue "pubbliche relazioni" nutrendo forse il corpo impoverendo lo spirito. E sorrido ,mi chiedo perchè continuo a chiamarti caro ,perchè rivolgo sguardo e sentimento al passato,sbiadendo i colori accessi ,di questa meraviglia, ora rido lo faccio di gusto ,con sapore ,con golosità (come quando gusti una cioccoolata)...vado caro ,hai ragione ,non faccio sport ,vado a farmi una nuotata in questa piscina di papaveri ,forse non affusolerà i miei polpacci ma di certo renderà più sottile il vivere,più leggero ,senza grassi superflui il mio vivere,farò pubbliche relazioni con i grilli e le cicale...oh caro sto ridendo ancora della tua faccia ,sgomenta e perplessa dalla mia pazzia ,sto ridendo ,tantissimo e forte,e forse questa è la prima volta che ci riesci a farmi ridere,ohh! se lo avessi fatto prima di ridere di te di prendermi burla dei tuoi calcoli logici per far quadrare l'esistenza ,forse ti avrei amato con più leggerezza. Arrivederci a Natale forse... Ti manderò un fascio di papaveri ,che sono certa andranno a far compagnia nel cestino della carta ,insieme ai bilanci che non quadrono mai.
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venerdì 16 luglio 2004
ore 10:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
dal "diario di una scrittrice"
Ho preso in prestito la tua macchina,spero che non me ne vorrai male ,ma l'alba stava troppo stretta nella tua camera,e le chiavi che spuntavano dalla tua giacca ;con il portachiavi in perfetta tinta con il tuo "essere",con lo stemma della marca luccicante ,in modo che si veda sempre, che tutti lo vedano chi sei... anche quando posi con noncuranza le chiavi della macchina sul bancone del bar,sotto gli occhi del barman ,per ricordagli che lui è solo un "barman"...è stata una tentazione forte per la mia anima soffocata opss scusa ma il portachiavi l'ho buttato via ho pensato che non mi tornasse utile... forse per Natale te lo ricompro,forse per Natale tornerò... ma ora sto bene qui su questo terrazzo con il cappuccino,i fogli sparsi e la mia matita mangiucchiata di rabbia e prigione ,sto bene qui sai caro tutto è tornato in pace,ed il gabbiano non intona un stridulo suono ,ma finalmente canta. Sono su questo terrazzo con la brezza dell' alba , il sole sta sorgendo su questo giorno,sta sorgendo nella mia anima,ed ho smesso di mangiucchiare la matita...guardo il mare in silenzio ,è mosso ,prevedo che presto sarà tempesta ,e le sue onde ingiottiranno tutti i ricordi e i dissapori,le sue onde rimescoleranno,la sua superfice con il suo abbisso,un po come quando si gira in pentola il minestrone,si mischierà tutto,pensieri buoni e cattivi,emozioni usurate e nuove ,il passato il futuro,pure il tuo portacchiavi ,tornerà a galla ,per poi ridiscendere nell'abbisso ,porterà a galla tutte le parole mai dette ,tutti i silenzi ,tutte le ansie vissute nella mia prigione,nel mio esilo di poeta , di cantastorie della fantasia , la tempesta passerà...e allora tutto tornera calmo il suo colore blu sarà più intesso ,il suo profumo penetrerà cosi forte nelle mie narici da risvegliare i sensi assopiti ,dal tuo costoso dopobarba ... é stato magnifico e liberatorio guidare sin qui ,mentre con forza le parole di una canzone mi apriva l'anima e i pensieri ,come ci si sente forti quando si sa che si sta facendo la cosa giusta ,quando un dolore porta ad una gioia ,e ricchieggiano le parole " I am not your baby" si caro I am not your baby ,goodbye forse a Natale...
i
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venerdì 16 luglio 2004
ore 00:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
dal " diario di una scrittrice"
Che dire? che scrivere?un foglio bianco a volte è una liberazione altre un ossesione di volerlo riempire ad ogni costo mentre certe volte è un velo che sta tra l'anima e le parole che non si riescono a dire . Prima che avrò finito di scrivere su questo foglio avrò mangiucchiato tutta la matita ,ne avrò fatto indigestione sino al punto ,di sentire che non ho niente da scrivere,che avrò buttato ore e ore a lasciare ribollire l'anima ,con il solo risultato di aver lividato ulteriormente il mio cuore ,e riempito lo stomaco di schegge di matita ,ma i pensieri quelli restano ancora compressi ,attorcigliati ,ammassati ,come baratoli vuoti ,si vuoti , come ora sono io ,devo aver lasciato cadere da qualche parte l'emozione ,il senso sottile ,la leggerezza di vivere d'incanto,e pesa oh!si! come pesa questa razionalità ,che sento che non mi appartine ,insomma potrebbe mai un gabbiano vivere in città?e se il suo istinto è volare ,planare ,e giocare con il vento,come può stare fermo immobile su di un tetto ?Ed io come posso stare qui e non planare nelle mie emozioni ,e giocare con il cuore palpitante a vivere ogni attimo come se fosse il più breve e l'ultimo? Non te la prendere, sai ma credo di avere deciso di volar via ,è troppo grigia la tua stanza ,troppo vuoto il tuo cuore ,e troppo vorace la tua razionalità e logica per la mia anima , la consuma ,la prosciuga...via dal grigio della tua giacca ,dalla tua perfetta camicia anche lei grigia tutto in tinta non poteva essere diversamente ,pure il muro di questo hotel è grigio ,è un unica macchia piatta e grigia ,scusa se ho preso i penarelli e rigato la tua camicia ,scusa se ho graffiato la tua anima ,scusa se ho preso la tua giacca e l'ho sgualcita ,scusa...ma di che dovresti ringraziarmi per un attimo hai vissuto fuori dal grigio ,nella pen'ombra ,ma dai! fai un passo e forse ti riesce anche di vedere il sole,e getta quella cravatta,non ha sentimento,sa di sudore ,il sudore di un arrivista ambizione e ogni goccia è una tua pena ,ogni goccia è un emozione che non hai conosciuto,se non quella di un"si signore..." tanto la cima è lontana anche quando ci sarai sopra ,ti sembrerà di essere in basso ,non c'è termine all'ambizione ,e le tue emozioni saranno uccise ,da tempo oramai ,e non sentirai nemmeno la gioia di essere arrivato,perchè non avrai cuore nemmeno per capirlo ...occhi per vederlo ,un anima a cui raccontarlo , sarai forte e immenso con il tuo vestito grigio ,la tua macchina grigia ,il tuo essere grigio ,e sa mai una mattina svegliandoti ,guardandoti allo specchio vedi nero,non è che avrai le allucinazioni ,e la vista si è abbassata ,sarà solo che il grigio ormai è diventato nero. Arresta la tua corsa ,su dai! respira e se pensi di non avere un passato di cui sorridere,un futuro per cui non uccidere te stesso, guarda la tua giacca tutta sgualcità e sorridi del presente, sorridi delle sue pieghe ,e se ti sembrano poche fanne ancora di più ,il grigio è fatto di bianco e nero ,le strade sono due ,potrai essere o l'uno o l'altro ,ma mai mezzo e mezzo quindi o vivi o non vivi ,ma ti prego sii bianco ,o come l'arcobaleno ,o il colore che preferisci ma ,ti supplico aggrappa la tua anima ad una mia ala ,e lasciati portare via,abbi il coraggio più grande ,quello di vivere d'emozione.
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domenica 4 luglio 2004
ore 17:13 (categoria:
"Vita Quotidiana")
amico ascolta il vento
Sono fuggito,è vero senza motivo; ora dall'alto io ti posso guardare ma dentro brucia il cuore; è per il dolore di non poerti sfiorare. E quando un'altra volta tramonterà il sole ,amico, tendo l'orecchioai primi uccelli del mare Tu in quella luce del giornoche muore per un istante,ancora, mi rivedrai camminare. Cosi in silenzio, da lontano ti parlo amico mio,caro ;ascolta il vento E come un canto che si perde lontano tra scogli e flutti e mare aperto ascolterai tu questi versi fare ritorno. Ora io sono vago sogno di notte solo rifletto la mia luce nel vento. E nelle stelle che tu fissi la sera questi occhi torneranno a brillare Qunado farà ritorno la notte,amico quando sarà passata la sera questa mia essenza ,ti prego,fà ritornare In te riaccendo la vita ancora una volta ,io,l'attraverso Sono lontano,lo so; ma non mi hai mai perso. Di Claudio Gallichio (da Caro amico ti scrivo) dedicato a Roger non svanirà il tuo ricordo ...
a Thut il mio gemellino "amico"
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giovedì 1 luglio 2004
ore 01:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Dà respiro alla sensibilità il sentirsi,a volte piccoli,fragili,limitati...
un emozione in punta di piedi può allargare il cuore come un esplosione
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domenica 27 giugno 2004
ore 11:12 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ogni volta che guarderai il cielo lo cecherai, ogni volta che il vento ti sbatterà contro sentirai che ti sfiora e sfugge, in ogni tempo ogni volta che alzerai il viso al sole sentirai il suo calore e ti perderai guardando la luna ,chiedondole di esaudire un desiderio... e sentirai una stretta al cuore e il vuoto immenso dell'infinitò in cui imparerai che volto e sapore ha l'eternità..."
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lunedì 21 giugno 2004
ore 22:44 (categoria:
"Pensieri")
Uffffche piatta c'è nella comunicazione ... solite parole solite domande solità mancanza di voglia di comunicare e punto ...comunicare nel senso della parola è un solito parlottare... che invece di arricchire fa sbuffare e dire che monotonia per fortuna che siamo nell'era multietnica e globale se... se...
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lunedì 21 giugno 2004
ore 22:44 (categoria:
"Pensieri")
Uffffche piatta c'è nella comunicazione ... solite parole solite domande solità mancanza di voglia di comunicare e punto ...comunicare nel senso della parola è un solito parlottare... che invece di arricchire fa sbuffare e dire che monotonia per fortuna che siamo nell'era multietnica e globale se... se...
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lunedì 21 giugno 2004
ore 22:38 (categoria:
"Pensieri")
"ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiggia ascolta la storia delle onde" kahlil Gibran
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