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giovedì 30 ottobre 2008 - ore 09:48
Living Planet Report 2008
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La recente flessione dell’economia mondiale costituisce un duro promemoria delle conseguenze del vivere al di sopra delle nostre possibilità. Ma l’eventualità di una recessione economica è nulla se confrontata alla difficile situazione di credito ecologico che si profila all’orizzonte.
Che le nostre vite si svolgano nel cuore di una foresta o nel centro di una metropoli, esse dipendono dai servizi forniti dai sistemi naturali della Terra. Il Living Planet Report 2008 ci avvisa che stiamo consumando le risorse alla base di tali servizi troppo rapidamente – più rapidamente di quanto siano in grado di rigenerarsi. Così come uno spendere sconsiderato sta causando la recessione, i consumi eccessivi stanno dando fondo al capitale naturale del Pianeta al punto tale da mettere a rischio il nostro benessere futuro. L’Indice del pianeta vivente mostra che, negli ultimi 35 anni, abbiamo perduto quasi un terzo del capitale della vita selvatica sulla Terra. Eppure la nostra domanda continua a crescere sotto la spinta dell’incessante aumento demografico e dei consumi individuali. Attualmente, la nostra impronta globale supera la capacità rigenerativa del Pianeta di circa il 30%. Se la nostra domanda sul Pianeta continuerà a crescere alla stessa velocità, entro metà del decennio 2030-2040, avremo bisogno dell’equivalente di due Pianeti per mantenere i nostri stili di vita.
Il rapporto di quest’anno, per la prima volta, calcola l’impatto dei nostri consumi sulle risorse idriche della Terra e la nostra vulnerabilità alla carenza idrica in molte aree. Questi trend generali comportano conseguenze concrete, che, durante l’anno passato, abbiamo potuto leggere sui titoli dei nostri quotidiani. A livello mondiale, il prezzo di molti raccolti ha raggiunto vertici da record, in gran parte a causa dell’aumento della domanda di cibo, mangimi e biocombustibili e, in alcuni luoghi, della continua diminuzione di fornitura idrica. Per la prima volta nella storia, la scorsa estate la calotta polare artica è stata circondata totalmente dall’acqua – scomparendo, letteralmente, sotto l’impatto della nostra Impronta di carbonio.
La difficile situazione di credito ecologico costituisce una sfida mondiale. Secondo il Living Planet Report 2008 più di tre quarti degli abitanti del Pianeta vivono in nazioni che sono debitrici ecologiche – dove cioè i consumi nazionali hanno superato la biocapacità del Paese. Di conseguenza, la maggior parte di noi sostiene l’attuale stile di vita e la nostra crescita economica facendo affidamento (e sfruttando sempre più) sul capitale ecologico di altre parti del mondo. La buona notizia è che possiamo ancora invertire questa situazione di forte diminuzione del credito ecologico – non è troppo tardi per evitare un’irreversibile recessione ecologica. Questo rapporto identifica le aree chiave necessarie per cambiare i nostri stili di vita e indirizzare le nostre economie verso percorsi più sostenibili.
A volte la vastità della sfida sembra insuperabile e, per questo motivo, è stato introdotto il concetto di “cunei di sostenibilità” da contrapporre al superamento dei limiti ecologici nei vari settori e rispetto alle diverse cause primarie. L’analisi di tali cunei consente di isolare i diversi fattori di superamento dei limiti e proporre soluzioni differenti per ognuno di essi. Per la sfida più importante, il modello delle soluzioni per il clima WWF utilizza un’analisi dei cunei per illustrare come sia, nel 2050, possibile soddisfare la crescita prevista della domanda di servizi energetici mondiali e contemporaneamente ottenere una riduzione significativa delle emissioni globali di gas a effetto serra. Questo modello evidenzia la necessità di agire immediatamente per porre un freno ai pericolosi cambiamenti climatici. Mentre agiamo per ridurre la nostra impronta – il nostro impatto sui servizi della Terra – dobbiamo anche migliorare la gestione degli ecosistemi che forniscono tali servizi. Per avere successo dobbiamo gestire le risorse rispettando le regioni e la scala della Natura. Ciò significa che in ogni settore, come in quello agricolo o ittico, le decisioni dovranno essere prese in considerazione delle conseguenze ecologiche. Significa anche che è necessario trovare metodi di gestione transfrontaliera – oltre i confini politici e di proprietà – per occuparsi di un ecosistema nel suo complesso. Sono passati quasi quarant’anni da quando gli astronauti dell’Apollo 8 fotografarono il famoso “sorgere della Terra”, offrendo la prima visione del nostro Pianeta. Da allora, nello spazio di due generazioni, il mondo è passato da una situazione di credito ecologico a una di debito. La specie umana offre innumerevoli riscontri storici di ingenuità e capacità di risolvere i problemi. Lo stesso spirito che portò l’uomo sulla Luna deve essere ora impiegato per liberare le future generazioni da un debito ecologico devastante.
James P. Leape Direttore Generale, WWF International
Il nulla di Ratzinger
(categoria: " Vita Quotidiana ")
DA WWW.DANIELEMARTINELLI.IT
Per Ratzinger i soldi sono nulla. Questa massima filosofica stile Meo Patacca giunge contornata di aureola da giornali e televisioni, tramite i quali la chiesa rivendica il suo “diritto di libertà di esprimersi” come espressamente rivelato senza mezzi termini qualche giorno fa dal papa durante la sua visita al Quirinale. La rivendicazione da parte della chiesa impegnata in politica per voce dei Bagnasco e dei Ratzinger, è un chiaro ordine impartito ai media tradizionali di non abbassare i volumi di amplificazione alla pesante ingerenza politica che la chiesa imprime nella vita di questa specie di Repubblica, laica nemmeno a parole. Ma soprattutto la libertà che rivendica Ratzinger è quella di fare politica senza contradditorio.
Ecco perché a nessuno dei direttori televisivi lecchini stile Raiotta viene in mente di rinfrescare in tv la memoria sull’attività dello Ior, la banca vaticana al centro di acrobazie speculative che l’hanno resa tomba dei misteri e delle ruberie di furbetti di tutte le estrazioni, grazie ai santi furti di monsignor Paul Marcinkus. Lo Ior è un tesoro di soldi talmente “niente” da essere una cassaforte inestimabile. I “soldi nulla” del Vaticano sono protetti da mura spesse 9 metri presidiati giorno e notte dalle “frocie”. Un solo sportello bancomat, nessuna filiale extraterritoriale (fuori dal Vaticano) discrezione, silenzio garantito e nessuna indagine concessa a un chicchessia magistrato che osasse far luce sugli affari loschi dei peggiori delinquenti del mondo della politica e della finanza. Non ci sono rogatorie che tengano. Tanto che lo Ior può in teoria permettersi di custodire i proventi dei traffici di droga dei più potenti mafiosi siciliani. Dubbio rinforzato da quando è scoppiato un ordigno davanti ad una chiesa di Roma, guarda caso dopo il discorso di condanna nei confronti della mafia che Karol Wojtila fece durante un suo viaggio in Sicilia.
Da questo umile blog, visto che i soldi sono nulla, chiedo a Ratzinger di aiutarmi a pagare il mutuo di casa. Due anni fa mi costava meno di 700 euro al mese, ora la rata sfiora i 900. Saranno pur niente quei soldi per Ratzinger, ma per il sottoscritto che non gode di manna dal cielo sul proprio conto corrente sono un cappio al collo. Il sottoscritto è uno dei tanti cornuti e mazziati che ben sa, che la crisi finanziaria in atto potrebbe peggiorare, con effetti nefasti sulle sue esigue finanze e dell’esercito di pecorelle tutt’altro che smarrite se non fossero vittime di pochi ladri massoni che hanno gonfiato i numeri tosandole continuamente. Benedetto XVI sappa che il sottoscritto non si chiama Carlo De Benedetti, già in postazione panoramica da St. Moritz pronto ad osservare la barchetta Italia che affonda.
Visto che i “soldi sono niente” il signor Ratzinger libero di dire castronerie benedette dai Raiotta e dai canali Mafiaset, si conceda la libertà di fare un’opera di bene “da nulla”. Rinunci all’otto per mille e si impegni affinché il governo riabiliti l’Ici che pagheranno anche tutti gli edifici del clero. Infine l’oceano di miliardi custoditi nello Ior li ripartisca equamente (con benedizione) all’esercito di famiglie italiane da mille euro al mese. Sarebbe un’occasione ghiotta per la chiesa di unirsi al cammino dei poveracci e smettere di proteggere gentaglia come i Geronzi e i Moggi, oltre che fare una concreta azione. Per chi volesse rinfrescarsi la memoria QUI alcuni post dedicati ai “soldi nulla” del Vaticano. Lo Stato più ricco del mondo
MARX, TREMONTI, CRISI DEL 29 E DISASTRO PROSSIMO VENTURO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
DA PENSARE IN PROFONDO BLOG
Uno legge il sole 24 ore e pensa "Questa crisi sarà una cosa grave, però in fondo è una di quelle crisi come le altre e ne usciremo come sempre". Intanto bisognerebbe capire chi ne uscirà bene.
I segnali del sistema sono inquietanti. Per un verso assistiamo a trasferimenti di depositi di correntisti inglesi nelle banche irlandesi perché lì, a differenza che in Inghilterra, il governo assicura che i conti correnti saranno tutelati per intero.
Intanto in Germania la Merkel, per evitare il panico, assicura che il governo tedesco farà la sua parte con i risparmiatori.Il tutto mentre la Hypo real hestate (tedesca) non riesce a farsi prestare soldi dalle altre banche e rischia il fallimento.
Da noi, che siamo tra i più inguaiati dEuropa, Berlusconi è il più "sghiscio" per due semplici motivi:
1- Siamo leconomia più indebitata del pianeta (grazie al suo amico Craxi), insieme agli USA (adesso), e non saprebbe come garantire per intero i risparmi sui conti correnti. Lattuale garanzia sui 103.000 euro (per chi ne ha) , in caso di fallimento della banca,funziona in questo modo: liquidazione entro 20.000€ in tempi ragionevoli, il resto seguendo i tempi di liquidazione della banca.Il tutto, è ovvio, a carico dello stato. Se non fosse per quel cacchio di debito pubblico si dormirebbe sereni.
2- Lui preferirebbe un fondo europeo a garanzia.In pratica una colletta gigantesca sulla quale, ho idea, che tedeschi e nord europei non sono tanto dellavviso. In mezzo a questo casino prendiamo nota delle dichiarazioni più strampalate. Profumo, quello dellUnicredit, mentre prova a ricapitalizzare il suo istituto con 6,6 miliardi di euro ci racconta che la situazione è come quella del 1929. Il tutto confessando anche che lui a 60 anni si toglierà dallarena perché un po sfinito lo è.
Tremonti, mentre riscopre Marx leggendolo nelle pause della svendita di Alitalia ai soliti noti, ci racconta che forse è "solo la fine dellinizio". In pratica una specie di tunnel degli orrori economico e finanziario di cui non si percepiscono le conseguenze. Ne usciremo con un mondo nuovo, più industria e meno finanza e che noi stiamo messi meglio degli altri. Se non fosse che qualcuno (lunico decente del PD, Bersani) gli ha ricordato come, nel 2003, era uno di quelli che magnificava il sistema dei mutui negli USA, e che premeva per replicarlo da noi, ci sarebbe da credergli sulla parola.
Questa mattina lamministratore delegato del gruppo Toscano(vendono case), intervistato sulla "bolla immobiliare in Italia", ci raccontava serafico che "da noi i prezzi tengono nella media, ci sono leggeri cali delle quotazioni intorno al 2% del valore negoziato anche se cè stata una contrazione delle vendite del 25% nellultimo trimestre nelle grandi città". In sostanza tu puoi anche raccontarti, davanti allo specchio, "la mia casa vale 300.000€ e non rompetemi i coglioni" per gasarti un po e continuare a sentirti ricco,però rivendertela è solo un po dura.
In mezzo a tutto questo la vita scorre.Le persone, al momento, non danno segnali di panico. Daltra parte se ti leggi il sole 24 ti rendi conto che siamo in una botte di ferro. I risparmi sono al sicuro, la disoccupazione aumenta ma solo perché quelli che non rientravano nelle statistiche si sono alzati dal letto ed un cazzo di lavoro lo vorrebbero anche loro ( i disoccupati scoraggiati),i costi delle materie prime diminuiscono e quindi questo ci farà recuperare potere dacquisto (questo pezzo lo ha scritto la Marcegaglia), forse il petrolio un po meno perché i paesi emergenti crescono impetuosamente (siamo sotto i 90$ a barile contro i 150 di Agosto) e questo porta squilibrio nel rapporto domanda offerta (questo pezzo è opera di Moratti),se fallisce una banca alla fine da noi non paga nessuno (ricordate il Banco di Napoli?) perché abbiamo una serie di ingegneri finanziari che il mondo ci invidia (per come abbiamo trovato una soluzione per lAlitalia),se avete un po di soldi e non sapete proprio cosa fare ASPETTATE perché non ci stiamo capendo un cazzo ed infine, per chiudere in bellezza, ricordate che non è colpa degli speculatori malvagi (in fondo "Lavidità è connaturata al modo di funzionare delleconomia e per questo ci vogliono regole per incanalare questa forza possente verso il bene comune") e non rompete il cazzo con la vostra pretesa di vederli appesi ai lampioni.
Tutto qua, mi chiedo se Tremonti ha letto il pezzo in cui Marx scrive che "L’arma della critica non può sostituire la critica delle armi, la forza materiale deve essere abbattuta per mezzo della forza materiale, ma la teoria diventa, essa pure, una forza materiale, quando si impadronisce delle masse."
Base Dal Molin: la dittatura è nuda
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il Referendum popolare fa tremare i palazzi del Potere
La politica è totalmente alla mercè del potere economico e “politicanti sono i camerieri dei banchieri”, come diceva correttamente, il poeta statunitense Ezra Pound. Lo sappiamo benissimo. Ma ogni volta che l’intreccio tra Potere e istituzioni, tra padroni e vassalli, viene alla luce non può non scuotere le coscienze di tutti noi. La base militare statunitense Dal Molin a Vicenza è proprio uno di questi casi.
Il Consiglio di Stato, cioè il massimo organo della giustizia amministrativa ha ieri infatti sospeso la decisione del Tar del Veneto favorevole al Referendum popolare. Secondo i magistrati “non è condivisibile” l’argomentazione del Tar. Il referendum popolare del 5 ottobre prossimo, non abrogativo ma solo consultivo, non sa da fare!
Perché si vieta a dei liberi cittadini, in barba alla Costituzione della Repubblica italiana, di esprimere il proprio parere su una questione che li riguarda molto da vicino? Per quale motivo i palazzi del potere tremano al punto tale da prendere decisioni della più bieca dittatura? A prescindere dalle farneticazioni dei magistrati del “porto delle nebbie”, vi è una paura folle che il 5 ottobre il popolo consapevole di Vicenza dica NO (scrivendo però sulla scheda SI) ad una sudditanza politico-economia pluridecennale. Questo naturalmente non è permesso in dittatura, perché come disse Charles Bukowski: “la differenza fra una democrazia e una dittatura, è che in una democrazia prima voti e poi ordini; in una dittatura non devi perdere tempo a votare”.
Oggi possiamo finalmente dire che la nostra democrazia rappresentativa, altro non è che una dittatura oligarchica mascherata e camuffata da democrazia. E dobbiamo ringraziare la base Dal Molin e i vicentini per aver messo a nudo la Dittatura ! Ringraziamo pure i “camerieri” dei banchieri, perché con i loro atteggiamenti e le loro dichiarazioni completano e arricchiscono il quadro. Per esempio l’onorevole Manuela Dal Lago, vicepresidente dei deputati della Lega nord dice che “la decisione del Consiglio di Stato è frutto del buon senso e non di pressioni politiche” (AGI, 1 ottobre 2008). Gli ipnotisti, come i manipolatori mentali, sanno bene che nella nostra mente il segno NO non esiste. E’ infatti impossibile pensare a una cosa “in negativo”, per esempio “pensare di non pensare” o immaginare un’assenza senza pensare in qualche modo alla relativa presenza.[1] Nel dichiarare che “NON” ci sono pressioni politiche per la base, significa semplicemente che esistono delle pressioni politiche ed economiche! Non sappiamo se l’onorevole è a conoscenza delle tecniche di manipolazione linguistica, ma basta dire una cosa ben precisa per farla pensare alle masse.
Ricordo che la Lega ha sempre affermato “Padroni a casa nostra”… anche se non hanno mai spiegato se per “Padroni”: intendono i cittadini (padani) oppure i graduati militari! Tale arrogante ipocrisia vale anche per tutti gli altri partiti da destra verso sinistra.
La bella notizia in tutto questo è che a Vicenza, domenica 5 ottobre il referendum si farà lo stesso. Il Sindaco vicentino Variati, davanti a migliaia di manifestanti ieri sera ha infatti precisato: “se non ci permettono di votare domenica dentro le nostre scuole, bene, allora voteremo davanti alle nostre scuole». Gazebi autogestiti al posto dei seggi, dalle 8 alle 21 come previsto, in 53 postazioni come 53 dovevano essere i punti di raccolta delle schede-voto, con tre scrutatori volontari in ogni banchetto per garantire la serietà e la correttezza anche nei confronti di chi tenterà sabotaggi.
Il Sistema dittatoriale può, e lo ha fatto, bocciare un referendum popolare, impedire lo svolgersi di una manifestazione pacifica, picchiare giovani inermi, infiltrarsi per creare zizzania ma non può fare assolutamente nulla contro le coscienze individuali che si muovono. Mi auguro che domenica prossima saranno tantissime le coscienze che andranno davanti alle scuole per esprimere il proprio voto, il quale, a prescindere dal pezzo di carta e dal SI oppure dal NO, è sinonimo di libertà di espressione democratica.
E’ indubbiamente arrivato – dopo 60 anni - il momento di svegliarci da questo torpore e diventare responsabili del nostro futuro e di quello dei nostri figli. Le guerre e i crimini danno fastidio? Il terrorismo incute timore? Se pensassimo fino in fondo – anche al momento del voto e delle manifestazioni - capiremmo che le basi militari sono basi di guerra e per la guerra. Le guerre servono per rimettere in piedi l’economia americana (la storia lo insegna dal 1939 dopo la Grande Depressione , Vietnam, ecc.) e per occupare “legalmente” altri Stati. Il terrorismo internazionale è funzionale a tale Sistema e per questo alimentato costantemente, perché permette di attaccare atri paesi (Afghanistan, Iraq, ecc.) e di far passare leggi anti-democratiche e illegittime. Per ultimo, ricordiamo che le basi militari sono le metastasi di un sistema destinato a crollare autodistruggendosi.
FreeRice: Imparare l’inglese facendo beneficenza su internet
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un sito che ti aiuta a imparare l’inglese, permettendoti anche di aiutare le persone che hanno bisogno di un bene primario come il riso. Infatti con FREE RICE per ogni parola in inglese della quale indovini il significato, doni automaticamente 20 chicchi di riso.
(La donazione avviene tramite la pubblicità presente nel sito)
La disinformazione è ignoranza attiva, l’ignoranza è madre della diffidenza, la diffidenza alimenta pregiudizio, il pregiudizio crea luogo comune. Insieme compongono il male che uccide la libertà degli individui. Brutte bestie che mentre mangiano dignità e sentimenti riducono il paziente ad un essere disperato che vede e pensa ciò che non esiste.
Un cancro che ha intaccato troppi italiani, diventati individui passivi ed apatici verso tutto ciò che li circonda, prigionieri dei propri ristretti interessi per spirito di sopravvivenza, timorosi di esprimere in libertà ciò che pensano perché, in quanto ignoranti, non sanno cosa pensare. Soggetti che quando credono di sapere esprimono livore ingiustificato verso un falso obiettivo, spesso con presunzione perché timorosi di mettersi in discussione. Terrorizzati dal confronto e dalla realtà che preferiscono non vedere perché vedere vorrebbe dire soffiare sul castello di carte e ferire il proprio orgoglio.
Sono passato da Agrigento per visitare la Valle dei templi e mi sono accorto con meraviglia - ahime - che anche molti suoi abitanti sono rimasti all’epoca di quelle rovine. Tagliati fuori e disinformati. L’ho capito raccogliendo qualche intervista in strada per sondare quanto fosse conosciuto il Lodo Alfano. Davvero non potevo immaginare tanta ignoranza sull’argomento proprio ad Agrigento, città del menestrello della giustizia di Berlusconi.