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![]() Lucy, 31 anni spritzina di padova più o meno... CHE FACCIO? orthopthist Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO troppo e troppo poco HO VISTO L’era glaciale 2!!!!!! STO ASCOLTANDO La malavita dei Baustelle ABBIGLIAMENTO del GIORNO casual ma con stile! ORA VORREI TANTO... caraibi!!!! STO STUDIANDO... articoli su articoli su articoli e dati statistici! OGGI IL MIO UMORE E'... mediamente isterica! ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Pensare continuamente ad una persona....anche se è quella sbagliata... 2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti... 3) Uscire dall'Extra dopo una bella serata tra amici e trovarsi la macchina aperta...per rubare cosa poi?!?!l'auricolare del cellulare!Bastardi!!! 4) mangiare tutto il cornetto algida pregustandosi la fine del cono col cioccolato e,quando si arriva alla fine vederlo cadere a terra mentre ti si strugge il cuore! MERAVIGLIE 1) sentirsi il suo profumo addosso... 2) Sentirsi chiedere di essere l'ultima donna della sua vita. 3) svegliarsi accanto alla persona che si ama 4) Ascoltare "I giorni" di Ludovico Einaudi stesa sul letto abbracciata al tuo lui.. 5) il chiaro di luna di debussy ascoltato la notte lasciando la mente libera di vagare sulle sue note 6) terminare una cena tra amici leccandosi le dita sporche di nutella!!! 7) Una baita in montagns, buona musica, due bicchieri di vino, il fuoco di un camino e la persona amata mentre fuori ci sono due metri di neve.. |
Forse sono i nostri errori a determinare il nostro destino, senza quelli, che senso avrebbe la nostra vita? Probabilmente se non cambiassimo mai strada non potremmo innamorarci, avere un figlio, essere ciò che siamo, del resto le stagioni cambiano e così pure le città… La gente entra nella tua vita e poi ne esce, ma è confortante sapere che coloro che ami rimangono per sempre impressi nel tuo cuore. ![]() ![]() John Legend and Kanye West
sabato 5 luglio 2003 - ore 15:15 Volontà sei rimasta sorda e vulnerabile. Non ti credo, stai mentendo con astuzia e abilità. Volontà cieca e inerme, tristemente apatica. E cerco di orientarmi tra il buio e il disordine, tra spinosi indugi e puerile viltà. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 3 luglio 2003 - ore 16:14 TACAGHEA!! TACAGHEA, TACAGHEA!!! è la parola dell'estate!!!! che poi...da chi è stata coniata?!?!?? LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 3 luglio 2003 - ore 16:09 UFFA...proprio non mi riesce di studiare!!!!!!! ma sabato...concerto di CARMEN!!!!!!!!! evvai!!!!!!!! vabbè riprovo a mettermi sui libri... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 29 giugno 2003 - ore 22:22 Che weekend....SIAMO I NUMERI UNO!!!!!! IH IH!!! Mi sono troppo divertita!!!! LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 28 giugno 2003 - ore 11:41 Se mi vuoi Se mi vuoi, sono esattamente come te, posso darti tutto quello che ho, però.. se mi vuoi prova a chiedermi una carezza per scoprire che la paura è una certezza. E sale sale e salirà quest'ansia che ci unisce, e passa ma non passerà quest'attimo che cresce, amarsi ancora, amare ancora, ma senza tempo.. Se mi vuoi, ho bisogno di una mano anch'io, ho il tuo sguardo che mi stringe da un po', però.. Se mi vuoi manda via questa tristezza, amore mio, perchè questa vita passa in fretta.. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 28 giugno 2003 - ore 11:32 Alla mia amichetta OLIVIA... Hai ragione anche tu, cosa voglio di più, un lavoro io l'ho, una casa io l'ho, la mattina c'è chi mi prepara il caffè, questo io lo so, e la sera c'è chi non sa dirmi no, cosa voglio di più? hai ragione tu! cosa voglio di più?cosa voglio? ANNA...VOGLIO ANNA... non hai mai visto un uomo piangere, apri bene gli occhi sai perchè tu ora lo vedrai,apri bene gli occhi sai perchè tu ora lo vedrai, se tu non hai mai visto un uomo piangere..guardami..guardami..Anna..voglio Anna Ho dormito lì tra i capelli suoi, ero un uomo quanti e quanti si ha gridato lei quanti non lo sai,ero un uomo Cosa sono ora io, cosa sono mio Dio, resta poco di te, io che parlo con te, io che parlo con te di..Anna..Anna..voglio Anna, voglio Anna,voglio Anna, Anna, Anna Hei bamby quand'è che ce la ricantiamo col volume a palla?!? che ridere!!!però non può mancare Andrea seduto sul sedile davanti, altrimenti chi stordiamo con le nostre voci soavi!!Ih ih!!! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 27 giugno 2003 - ore 18:20 Sapete che vi dico....MARE MARE MARE MARE MARE!!!!!!!!!!!!!! IH IH!!! non vedo l'ora!!un po' di relax!!! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 26 giugno 2003 - ore 21:01 EVVAI UN'INTERA GIORNATA SENZA APRIRE LIBRO!!!!!!!! AH CHE PACE!!!!!! beh un giorno di ferie me lo sono proprio meritato direi!! ah...un mercoledì sera tra amici e una giornata di shopping ci volevano proprio!! ah per la cronaca..incredibile ma vero ma passati entrambi gli esami!!! e bene anche! evvai!!che culo!!!! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 23 giugno 2003 - ore 23:13 IL PIACERE Gabriele D'Annunzio L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel cel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di Maggio. Su la piazza Barberini, su la piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorio confuso e continuo, salendo alla Trinità de' Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato. Le stanze andavansi empiendo a poco a poco del profumo ch'esalavan ne' vasi i fiori freschi. Le rose folte e larghe stavano immerse in certe coppe di cristallo che si levavan sottili da una specie di stelo dorato slargandosi in guisa d'un giglio adamantino, a similitudine di quelle che sorgon dietro la Vergine del tondo di Sandro Botticelli alla Galleria Borghese. Nessuna altra forma di coppa eguaglia in eleganza tal forma: i fiori entro quella prigione diafana paion quasi spiritualizzarsi e meglio dare imagine di una religiosa o amorosa offerta. Andrea Sperelli aspettava nelle sue stanze un'amante. Tutte le cose a torno rivelavano infatti una special cura d'amore. Il legno di ginepro ardeva nel caminetto e la piccola tavola del tè era pronta, con tazze e sottocoppe in maiolica di Castel Durante ornate d'istoriette mitologiche da Luzio Dolci, antiche forme d'inimitabile grazia, ove sotto le figure erano scritti in carattere corsivo a zàffara nera esametri d'Ovidio. La luce entrava temperata dalle tende di broccatello rosso a melagrane d'argento riccio, a foglie e a motti. Come il sole pomeridiano feriva i vetri, la trama fiorita delle tendine di pizzo si disegnava sul tappeto. L'orologio della Trinità de' Monti suonò le tre e mezzo. Mancava mezz'ora. Andrea Sperelli si levò dal divano dov'era disteso e andò ad aprire una delle finestre; poi diede alcuni passi nell'appartamento; poi aprì un libro, ne lesse qualche riga, lo richiuse; poi cercò intorno qualche cosa, con lo sguardo dubitante. L'ansia dell'aspettazione lo pungeva così acutamente ch'egli aveva bisogno di muoversi, di operare, di distrarre la pena interna con un atto materiale. Si chinò verso il caminetto, prese le molle per ravvivare il fuoco, mise sul mucchio ardente un nuovo pezzo di ginepro. Il mucchio crollò; i carboni sfavillando rotolarono fin su la lamina di metallo che proteggeva il tappeto; la fiamma si divise in tante piccole lingue azzurrognole che sparivano e riapparivano; i tizzi fumigarono. Allora sorse nello spirito dell'aspettante un ricordo. Proprio innanzi a quel caminetto Elena un tempo amava indugiare, prima di rivestirsi, dopo un'ora di intimità. Ella aveva molt'arte nell'accumulare gran pezzi di legno su gli alari. Prendeva le molle pesanti con ambo le mani e rovesciava un po' indietro il capo ad evitar le faville. Il suo corpo sul tappeto, nell'atto un po' faticoso, per i movimenti de' muscoli e per l'ondeggiar delle ombre pareva sorridere da tutte le giunture, e da tutte le pieghe, da tutti i cavi, soffuso d'un pallor d'ambra che richiamava al pensiero la Danae del Correggio. Ed ella aveva appunto le estremità un po' correggesche, le mani e i piedi piccoli e pieghevoli, quasi direi arborei come nelle statue di Dafne in sul principio primissimo della metamorfosi favoleggiata. Appena ella aveva compiuta l'opera, le legna conflagravano e rendevano un sùbito bagliore. Nella stanza quel caldo lume rossastro e il gelato crepuscolo entrante pe' vetri lottavano qualche tempo. L'odore del ginepro arso dava al capo uno stordimento leggero. Elena pareva presa da una specie di follia infantile, alla vista della vampa. Aveva l'abitudine, un po' crudele, di sfogliar sul tappeto tutti i fiori ch'eran ne' vasi, alla fine d'ogni convegno d'amore. Quando tornava nella stanza, dopo essersi vestita, mettendo i guanti o chiudendo un fermaglio sorrideva in mezzo a quella devastazione; e nulla eguagliava la grazia dell'atto che ogni volta ella faceva sollevando un poco la gonna ed avanzando prima un piede e poi l'altro perché l'amante chino legasse i nastri delle scarpe ancóra disciolti. Il luogo non era quasi in nulla mutato. Da tutte le cose che Elena aveva guardate o toccate sorgevano i ricordi in folla e le imagini del tempo lontano rivivevano tumultuariamente. Dopo circa due anni, Elena stava per rivarcar quella soglia. Tra mezz'ora, certo, ella sarebbe venuta, ella si sarebbe seduta in quella poltrona, togliendosi il velo di su la faccia, un poco ansante, come una volta; ed avrebbe parlato. Tutte le cose avrebbero riudito la voce di lei, forse anche il riso di lei, dopo due anni. Secondo me è stupendo il modo in cui descrive le cose D'Annunzio..le rende così piene..gustose.. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 22 giugno 2003 - ore 23:05 alias sempre a proposito di Alias..beh questa foto era troppo bella per non metterla!! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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