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lunedì 29 dicembre 2003
ore 18:34 (categoria:
"Musica e Canzoni")
PLAYLIST 2003
1. Daniel Johnston – Fear Yourself
2. Loose Fur – Loose Fur 3. White Stripes – Elephant
4. Velma – Ludwig 5. Decemberists – Castaways and Cutouts * 6. Desert City Soundtrack – Funeral Car 7. Postal Service – Give Up 8. Devendra Banhart – Oh Me, Oh My ... 9. Bonnie ‘Prince’ Billy – Master And Everyone 10. Calla – Televise
11. Hymie’s Basement – Hymie’s Basement 12. Canyon – Empty Rooms 13. Immortal Lee County Killers II – Love Is The Charm Of Powerful Trouble / Love Unbolts The Dark 14. Arab Strap – Monday at the Hug & Pint 15. Matmos – The Civil War 16. Kills – Keep On Your Mean Side 17. Howe Gelb – The Listener 18. Hell – N.Y. Muscle 19. Books – The Lemon Of Pink 20. Radiohead – Hail To The Thief
21. Cat Power – You Are Free 22. Yeah Yeah Yeahs! – Fever To Tell 23. El Guapo – Fake French 24. Massive Attack – 100th Windows 25. Xiu Xiu – Promise 26. Cody ChesnuTT – The Headphone Masterpiece* 27. Acid Mothers Temple – Univers Zen ...* 28. Dizzie Rascal – Boy In Da Corner 29. Alias – Muted 30. Patrick Wolf – Lycantrophy
Ep dell’anno: Detroit Cobras – Seven Early Pieces Delusione dell’anno: Rapture
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I COMMENTI (1)
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venerdì 26 dicembre 2003
ore 18:54 (categoria:
"Poesia")
Un Canto in California, Una profezia, un consiglio indiretto, un pensiero impalpabile da respirar come l'aria, Un coro di driadi che svaniscon fuggendo, o di fuggenti amadriadi, Gigantesca una voce, che fatidica mormora, dalla terra e dal cielo, Voce di un maestoso albero moribondo, nella fitta foresta di sequoie ... (Walt Whitman)
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venerdì 3 ottobre 2003
ore 09:44 (categoria:
"Pensieri")
...
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I COMMENTI (6)
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martedì 30 settembre 2003
ore 18:59 (categoria:
"Pensieri")
days like this keep me warm ...
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lunedì 29 settembre 2003
ore 22:04 (categoria:
"Riflessioni")
( )
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I COMMENTI (3)
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mercoledì 24 settembre 2003
ore 08:46 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Here
i was dressed for success but success it never comes and i'm the only one who laughs at your jokes when they are so bad and your jokes are always bad but they're not as bad as this.
come join us in a prayer we'll be waiting, waiting where everything's ending here
and all the sterile striking it defends an empty dock you cast away and rain upon you forehead where the mist's for hire if it's just too clear
let's spend our last quarter stance randomly go down to the outlet once again. painted portrait of minions and slaves crotch mavens and one night plays are they the only ones who laugh? at the jokes when they are so bad and the jokes are always bad but they're not as bad as this. and all the spanish candles unsold have gone away to this and a "run-on piece of mount on" trembles, shivers runs down the freeway i guess she spent her last quarter randomly i guess a guess is the best i'll do... i'll do...last guess last time, last time is the best time (Pavement)
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domenica 21 settembre 2003
ore 10:11 (categoria:
"Vita Quotidiana")
^^^^
com'è strana la vita a volte ... oggi è il mio onomastico, non che sia una cosa molto importante ... ma la cosa singolare è che ho ricevuto gli "auguri" da un sacco di gente di cui nemmeno ricordavo l'esistenza, mentre altri hanno totalmente ignorato l'evento ... o l'hanno scordato ...
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I COMMENTI (4)
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lunedì 15 settembre 2003
ore 11:25 (categoria:
"Riflessioni")
The Man In Black - Johnny CASH
A 71 anni è morto a Los Angeles il 12 settembre Johnny Cash … era stato soprannominato “the man in black”, l’uomo in nero, per il suo abbigliamento rigorosamente scuro, ma era indubbiamente anche un riferimento alla sua voce, profonda, scura …“più che una voce sembrava il riverbero di una caverna”. Con J. Cash scompare un pezzo di America, ma non di quella perbenista tutti lustrini e pailettes … scompare un pezzo di America vera, fatta di povertà e di violenza, le sue erano storie di minatori, cowboys, ferrovieri e carcerati ( soprattutto carcerati ), erano storie raccontate con un linguaggio tagliente e poetico, con uno stile capace di riportare il country alle sue radici arricchendolo però di un linguaggio nuovo e di un’energia prima inesistente [ ho ucciso un uomo a Reno / solo per vederlo crepare (Folsom Prison Blues)]. Pochi come lui sono riusciti a parlare dell’America in tutte le sue sfaccettature, forse nessuno è riuscito a cantare con tanta chiarezza il “bisonte americano”. Nessuno come lui è stato portato ad esempio di americano modello dalle due facce della nazione. Johnny ha cantato le strade a rotaia che per prime consentivano di attraversare l’Unione, ha cantato di indiani e di cowboy, ha affrontato la violenza che striscia nelle maglie della società in modo diretto e mai si è dimenticato di raccontare anche cosa rimane dopo. Ha parlato di Dio e delle risse nei bar, della famiglia, la sua, della solitudine. Delle enormi ingiustizie, senza risparmiare i particolari, senza rifugiarsi mai in una metafora, scegliendo di rivolgersi a tutti e non, come spesso capita, solo a quelli che vogliono ascoltare. (M. Sideri , S.I. Bianchi, Juke Box all’Idrogeno) Le ballate assassine incise dall’uomo in nero sono resoconti spogli, quasi sempre in prima persona, di punti di vista di un assassino. Un punto di vista violento. J. Cash restituisce una visione neutra dell’atto: mette in primo piano l’attore e cancella per quanto possibile retorica ed accademia: “Una mattina presto / mentre facevo un giro / mi sono fatto un tiro di coca / e ho ammazzato la mia donna / l’ho fatta fuori perché mi faceva fesso / credevo d’essere il suo ‘paparino’ / ma ne aveva altri cinque” (Cocaine Blues).
“La tua è veramente la voce dell’America, ricca e potente come la nostra nazione.” ( Richard Nixon, allora Presidente degli Stati Uniti )
Discografia consigliata: The Complete Original Sun Singles (2cd Varèse Sarabande 1999) At Folsom Prison (Columbia 1968) At San Quentin (Columbia 1969) (consigliata la ristampa completa in Cd del 2000) American Recordings (American 1994) Unchained ( American 1996) American III: Solitary Man (American 2000) American IV: The Man Comes Around (American 2002)
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lunedì 15 settembre 2003
ore 11:24 (categoria:
"Musica e Canzoni")
MAN IN BLACK
Vi chiederete perché vesto sempre in nero, perché non mi vedete mai colori sgargianti addosso e perché appaio sempre in un tono tenebroso e cupo Be’, c’è un motivo per i colori che mi porto addosso
Vesto in nero per i poveri e gli sconfitti Che vivono in quella parte della città dove non c’è speranza ma solo fame Vesto in nero per i carcerati che hanno pagato da tempo per i crimini commessi Ma sono in galera perché sono vittime dei tempi.
Vesto in nero per quanti non hanno mai letto E non hanno mai ascoltato la parola di Gesù, e non sanno della strada per la felicità che passa per amore e carità. Perché mai dovreste pensare che Lui parla direttamente a voi e a me? …
Be’, in realtà noi non ce la passiamo affatto male, suppongo, nelle nostre auto veloci e luccicanti e nei nostri vestiti lussuosi. Ma proprio per questo dobbiamo ricordarci di quelli che stanno dietro di noi, per tutti loro c’è bisogno di un Uomo in Nero.
I wear it for the sick and lonely old, For the reckless ones whose bad trip left them cold, I wear the black in mournin’ for the lives that could Have been, Each week we lose a hundred fine young men.
[...]
Ah, I’d love to wear a rainbow every day, And tell the world that everything’s ok, But I’ll try to carry off a little darknesson my back, ‘till things are brighterm I’m the man in Black. ( Man in Black)
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venerdì 12 settembre 2003
ore 11:31 (categoria:
"Poesia")
Sweet, sweet is the greeting of eyes
Sweet, sweet is the greeting of eyes, And sweet is the voice in its greeting, When adieux have grown old and goodbyes Fade away where old time is retreating.
Warm the nerve of a welcoming hand, And earnest a kiss on the brow, When we meet over sea and o’er land Where furrows are new to the plough. (keats)
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