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domenica 19 marzo 2006 - ore 15:15


Generazione under 40
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ci pensavo ieri sera,mentre guardavo tutta quella gente ballare...Sto per parlare di una minoranza, una parte esigua e limitata della popolazione dei trentenni (e over), ma per me è una parte importante, visto che mi circonda e ci sono quasi "invischiato".
La stirpe nouvelle vague maschera molto bene l’infelicità. Sorride alla vita, sembra divertirsi. E’ casinista e sembra felicissima..Tranne poi crollare in lacrime tra le braccia del primo «calore» che percepisce. Solo chi guarda dall’esterno e con superficialità può trovare una ricerca del piacere in certi comportamenti che definierei bulimici.
Eggià, perché di vera e propria bulimia si tratta.
Ci s’ingozza non per il piacere del cibo, ma per colmare mancanze (quali? loro non lo sanno). Furtivamente aprono il frigo e prendono il primo pezzo di sesso che capita a tiro, e non solo, perfino l’amore viene inghiottito di getto, per poi rigurgitarlo il mattino seguente.
C’è troppa scelta: «perché accontentarsi?», basandosi su questo dogma, senza neppure aspettare il primo «vero problema», ma solo assecondando un ciclico mutamento d’umore e d’ormoni, si rinuncia per passare ad altro. E da un letto all’altro, un cuore all’altro, si finisce per «passare» la vita vacuamente.
Costruendo un nulla smisurato, nella più assoluta immobilità di se stessi.

Ok..relax.

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sabato 18 marzo 2006 - ore 23:22


Cane da guardiablog
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ho deciso di inizare a scrivere cose pese..sesso,violenza,situazioni estreme.

Per questo ho comprato un cane da guardiablog.





Ok.. non è un cane.. è un coso. Ma si chiama Bubi anche lui...

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sabato 18 marzo 2006 - ore 23:10


Autoerotismo sentimentale
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Ma credete possa esistere?
Pensate sia possibile imparare ad appagare i propri sentimenti autonomamente, senza dover elemosinare coccole, abbracci, carezze e «ti amo»?

Sarà utopia, ma vorrei realizzare questa autogratificante tecnica, diventerei del tutto autosufficiente se imparassi a farmi una sega emotiva.



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sabato 18 marzo 2006 - ore 23:07


Potrei...
(categoria: " Vita Quotidiana ")






...amarti..

Tu non puoi saperlo, sei troppo piccola, e quando gli anziani del villaggio lo raccontavano, tu stavi già dormendo sul tuo cuscino di paglia. E poi per certe cose ci vogliono muscoli e braccia forti.
Ma io potrei amarti. Non è presto se ti dico che amo le tue labbra, quando dalle tue labbra escono silenzi o rumori strani come un lume che si insinua filtrando dall’interstizio tra il pavimento e la porta. Amo quei momenti quando le tue parole sono il modo in cui mi sfiori. Amo quella faccia buffa, quegli sguardi grandi che sanno di neve anche di fronte al mare. Amo il tuo corpo d’avorio, le tue gambe forti che saltano sul mio cuore, o corrono verso il tronco di un albero per fare un tanaliberatutti generale. Per me finisce il tempo del nascondino, ti lascio contare fino a che hai bisogno di contare, e poi mi piazzo lì in bella mostra, al centro della piazza. Potrai vedermi come mai mi hai visto. Amare è una cosa così piccola, così inerme, così coperta di cenere come una brace nascosta sulla quale soffiare parole. Così io soffio e ti percorro in silenzio, ed osservo me percorrere i tuoi spazi e le tue insenature, le tue braccia che terminano in mani sottili e nervose, il tenue confine di una coperta che sopra è gelo e silenzio, e sotto è corpi nudi a rincorrersi senza staccarsi mai.

Ti amo, perchè tutta la mia vita di oceani e burrasche è servita soltanto per giungere a te.


Dite che la beve?

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mercoledì 1 marzo 2006 - ore 14:07


Auguri! (cip cip)
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Oggi è il mio compleanno e fuori c’è una bella giornata di sole: ero alla finestra quando un passerotto mi è volato sulla mano. Stava lì, sul palmo, e non aveva paura. Che tenerezza. Ho pensato di accarezzarlo, per comunicargli in qualche modo quanto gradissi la confidenza che si stava prendendo. “Come stai piccolino? Hai freddo? Vuoi che ti porti un piatto di briciole di pane raffermo per cibarti?” Cip cip, mi ha risposto. Che amore.

Poi però, all’improvviso, lui ha girato le orbite degli occhi all’indietro, ha rizzato le penne come un istrice e mi ha beccato forte sul viso – ferendomi; poi ha tirato su col naso e mi ha sputato addosso un liquido viola e filamentoso.

Oddio, ma che succede?

Colto di sorpresa, non so come reagire: il passeriforme mi entra in casa e comincia a cacare guano nero ovunque, e in quantità stranamente copiosa.
- Ehi uccellaccio ma cosa stai facendo????
- Ah ah cip cip ’sta cippa!
- Ma parli pure?
- Auguri coglione! Ho l’aviaria!


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mercoledì 22 febbraio 2006 - ore 15:34


In un forum...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Frequento 6 o 7 forum,ognuno con un nick diverso(bello entrare e trovare gente che conosci mentre loro non riconoscono te..hihihi )..ma in tutti
1) c’è chi posta
2) chi commenta.

Chi posta si suddivide in:
a) mitraglietta, posta a raffica sperando nel numero, più che nella qualità del post
a) meditativo, riflette un paio di giorni prima di regalare agli altri membri il suo post
b) egocentrico, parla di se, del suo pene, delle sue pene e delle sue corna

Chi commenta si suddivide in:
a) pure io. Ha sempre vissuto tutte le esperienze degli altri
b) io no. E’ sempre in disaccordo con gli altri
c) io meglio. Ce l’ha più lungo degli altri


Sicuramente la suddivisione è incompleta. Datemi una mano a elencare altre tipologie di frequentatori di forum.

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sabato 18 febbraio 2006 - ore 21:50


CREDO
(categoria: " Vita Quotidiana ")








Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.

Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d’auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.

Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva delle sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore; nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.

Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell’unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.

Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.

Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.

Credo nel nulla.

Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, Dürer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Böcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.

Credo nell’impossibilità dell’esistenza, nell’umorismo delle montagne, nell’assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell’aritmetica, negli intenti omicidi della logica.

Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.

Credo nei voli, nell’eleganza dell’ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con sé la saggezza di statisti e ostetriche.

Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell’universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell’inesistenza dell’universo e nella noia dell’atomo.

Credo nella luce emessa dai televisori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell’intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell’eleganza delle macchie d’olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell’aeroporto.

Credo nella non esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.

Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.

Credo nei progettisti delle piramidi, dell’Empire State Building, del Fürerbunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.

Credo negli odori corporei della principessa Diana.

Credo nei prossimi cinque minuti.

Credo nella storia dei miei piedi.

Credo nell’emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi.

Credo nell’ansia, nella psicosi, nella disperazione.

Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.

Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione.

Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.

Credo nell’alcolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell’esaurimento.

Credo nel dolore.

Credo nella disperazione.

Credo in tutti i bambini.

Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d’aeroporto.

Credo a tutti i pretesti.

Credo a tutte le ragioni.

Credo a tutte le allucinazioni.

Credo a tutta la rabbia.

Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.

Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.

James Graham Ballard


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venerdì 17 febbraio 2006 - ore 11:57


Mio cuGGino mio cuGGino..
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Mio cuGGino mio cuGGino mi ha detto che la settimana scorsa un suo amico ha conosciuto una donna stupenda in discoteca. Era così bella che gli sembrava impossibile che desse retta proprio a lui. Alla fine sono usciti assieme dalla discoteca.. e lui lo hanno ritrovato addormentato in macchina con una vistosa cicatrice e un rene in meno..

Ripetiamo assieme : MIO CUGGINO MIO CUGGINO

Mio cuGGino mi ha detto che la sua vicina di casa è morta dopo essere stata morsa da un ragno velenossissimo che si era annidato un un tronchetto della felicità di provenienza amazzonica..

Ripetiamo assieme : MIO CUGGINO MIO CUGGINO

Mio cuGGino mi ha detto che ha una amica talmente maiala che l’hanno dovuta portare al pronto soccorso per farle fare una lavanda gastrica dopo che era stata male per aver ingerito durante una festa 33 cl di sperma...

Ripetiamo assieme : MIO CUGGINO MIO CUGGINO

Mio cuGGino mi ha detto che un suo compagno di scuola e morto dopo essere sbranato da quello che i suoi genitori pensavano fosse un cane. In realtà quel cucciolotto che gli avevano portato dal sudamerica e che assomigliava tanto ad un chihuahua,non era altro che un terribile esemplare di topo assassino sudamericano...

Ripetiamo assieme : MIO CUGGINO MIO CUGGINO

Mio cuGGino mi ha detto che il suo amico,quello senza un rene,l’altro ieri ha conosciuto una donna bellissima e molto porca. Hanno fatto sesso sfrenato tutta la notte ma il mattino dopo al suo risveglio lei non c’era più. C’era solo un bigliettino con su scritto "benvenuto nel mondo dell’aids"..(sf**ato assai sto pover’uomo)

Ripetiamo assieme : MIO CUGGINO MIO CUGGINO

OREMUS: conoscete altre leggende metropolitane che vi sono state raccontate come se fossere vere?

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domenica 12 febbraio 2006 - ore 03:28


Libri
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Che bello andare nelle grandi librerie in città. C’è di tutto, da passarci giornate intere. Peccato per le persone che la abitano. Mi spaventano.

Ad esempio. Fuori, all’ingresso, c’è la bodyguard. La bodyguard è un maschio alto due metri, largo due metri, giacca nera, cravatta nera, occhiali da sole, auricolare. Quando sto per varcare la porta scorrevole, la bodyguard mi si piazza davanti:

Bodyguard - Ehi ehi! E lei chi è?
Io - Dice a me?
B - Dove crede di andare?
I - Dentro, direi.
B - Ha appuntamento con qualcuno?
I - N-no, vorrei solo entrare.
B - Sèèè.. Aspetti che chiedo. (Parla nell’auricolare) qui Kobra 6, qui Kobra 6, c’è un intruso che sta tentando di introdursi nell’edificio. Lo mando via? Aspetta un attimo, glielo chiedo. (Si rivolge a me) Perchè vuole entrare?
I - P-per comprar dei libri, credo.
B - Ah. (nel auricolare) Comprare dei libri, dice. Lo lascio passare? Sì? Sicuro?
(A me) Occhei, entri, entri pure
I (tremante) - Grazie.
B (strattona per un braccio la signora anziana subito dietro di me) - Ehi! E tu chi cazzo saresti?

La commessa. La commessa della libreria è donna mezz’età, occhiali tondi da vista, espressione imbronciata. Siede dietro un banco su cui sta scritta la parola "Informazioni". A testa bassa, pare occupatissima nel segnare a matita dei numerini su un foglietto (cose d’archivio, codici - o forse il sudoku, chissà).

Commessa (immersa nel computo) - ...
Io (sussurrante) - S c u s i ...
Commessa (non alza neanche gli occhi) - ...
I - Mi scusi... p o s s o?
C - ...
I - Signora, scusi..
C (finalmente solleva la testa, stupita) - Ma cosa urla??
I - Volevo sapere dove posso trovare il libr...
C - Sssst!!! Silenzio! Siamo in una libreria mica al mercato del pesce!
I - Appunto, e in libreria io cercavo un lib...
C - La vuole piantare di disturbarmi? Non vede che sto lavorando?
I - Sì ma io invece sto cercando il li...
C - Ancora?!? Ancora con ’sta storia del libro?

La cassiera. La cassiera è più giovane della commessa. Porta capelli raccolti e il piercing al mento. Ma sopra il mento, la stessa espressione imbronciata.

Cassiera - Avanti il prossimo, forza!
Io - Buongiorno.
C - Buongiorno lo dici a tua nonna. Ce l’hai la card?
I - La che?
C - La card. La nostra card di identificazione cliente.
I - Mi spiace, l’ho dimenticata a casa.
C - Che pirla.
I - Non ho capito, scusi.
C - Nulla, nulla. Bancomat o visa?
I - Veramente, avrei solo dei contanti.
C - Tsk. Pezzente.
I - Cosa dice?
C - Dico che fanno 49 euro.
I - Mi dà un sacchetto per favore?
C - No, ciccio, li ho finiti. Levati che c’è gente. Il prossimo!

Infine, l’uscita, che poi è la stessa porta da cui sono entrato. Mi tocca un nuovo match con la bodyguard. Passo fischiettando, senza guardare.
Ma non basta.

Bodyguard - Ehi! Dove scappi con quei libri?
Io - Calmo, stia calmo. Li ho comprati. E poi non sto affatto scappando. Esco, tutto qui.
B - Sè, bravo. E dove li hai presi?
I - Nel negozio, dove vuole li abbia presi?
B (mi punta la pistola in fronte) - Lo sapevo! Hai confessato!
I (terrorizzato) - Lo giuro, li ho pagati. Guardi, ho anche lo scontrino.
B - Uhm. Aspetta che chiedo. (Parla nell’auricolare) Capo, qui c’è un ladro che sta fuggendo con della refurtiva. Sì, sono proprio dei libri, esatto. Che faccio, lo arresto, lo ammanetto o mi limito a giustiziarlo sul posto?
I - Ma quale ladro e ladro: ho lo scontrino, non vede?
B. - Capo, questo dice che ha lo scontrino. Sì, in effetti ce l’ha. Lo lascio andare? Occhei. Vada.
I - Arrivederci.
B - Eccone un altro.. (Con un scatto afferra per il collo il tizio innocuo che esce dopo di me) Ti ho preso, bastardo!

(mentre mi allontano odo rumore di schiaffi e urla del perquisito che protesta la sua innocenza)




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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 01:40


Sogni
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Stanotte mi è apparso Padre Pio sul soffitto della camera da letto. Era in pigiama e russava forte, e infatti mi ha svegliato. Ho accesso la luce e aperto le finestre per lasciarlo volar fuori, come si fa con le falene d’estate. Ho dovuto pure dargli un paio di bastonate con il manico della scopa, non se voleva andare. L’Apocalisse è vicina, lo sento.


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