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venerdì 14 novembre 2008 - ore 19:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")


One day I’ll find relief
I’ll be arrived
And I’ll be a friend to my friends
who know how to be friends
One day I’ll be at peace
I’ll be enlightened and I’ll be married
with children and maybe adopt
One day I will be healed
I will gather my wounds forge the end of tragic comedy

I have been running so sweaty my whole life
Urgent for a finish line
And I have been missing the rapture
this whole time of being forever incomplete

One day my mind will retreat
And I’ll know God
And I’ll be constantly one with her night dusk and day
One day I’ll be secure
Like the women I see on their thirtieth anniversaries

I have been running so sweaty my whole life
Urgent for a finish line
And I have been missing the rapture
this whole time of being forever incomplete

Ever unfolding
Ever expanding
Ever adventurous
And torturous
But never done

One day I will speak freely
I’ll be less afraid
And measured outside of my poems and lyrics and art
One day I will be faith-filled
I’ll be trusting and spacious
authentic and grounded and home

I have been running so sweaty my whole life
Urgent for a finish line
And I have been missing the rapture
this whole time of being forever incomplete


- PERMALINK



lunedì 10 novembre 2008 - ore 23:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono un po’ preoccupata x lui.. Speriamo bene, va.. ..

- PERMALINK



lunedì 20 ottobre 2008 - ore 19:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")




- PERMALINK



mercoledì 15 ottobre 2008 - ore 18:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Adesso so cosa provano gli uomini quando lavano la macchina.
Scintillella..

- PERMALINK



lunedì 13 ottobre 2008 - ore 19:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Un bimbo al parchetto: "Mio fratello un giorno si è mangiato una nuvola"
"Ah, sì e che sapore aveva? Zucchero filato?"
"Sì, sì, anzi no, fragola".

- PERMALINK



lunedì 13 ottobre 2008 - ore 13:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"No, ma hai visto le mie sopracciglia?"
"Sì sì, certo.."
"No, ma dico, hai visto bene le mie sopracciglia?"
"Sì, si ho presente.."
"Sì, ma dico.."
" Ho talmente presente le tue sopracciglia che quando ti guardo non vedo altro."

"No, Mary, devi schiacciarli tutti e due.."
"Sì, ma nn ne sono sicura, voglio dire.. schiaccerai quello che indica dove vuoi andare.."
"Dico che devi schiacciarli tutti e due, così hai più probabilità che ne arrivi uno"
"Sì, ma io sapevo che dovevi schiacciare quello che indicava dove volevi andare: su per salita, giù per discesa.."
"quello che sto dicendo Mary, è che se schiacci tutti e due.."
"Sì può darsi ma io sapevo.."

"Per favore.. Non litigate!!"

"Oh, ma noi non stavamo litigando.."
"Vero vero, non stavamo mica litigando.."

- PERMALINK



mercoledì 8 ottobre 2008 - ore 20:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ultimamente.. questa mi piace moltissimo. E dico MOLTISSIMO.

Was a long and dark December
From the rooftops i remember
There was snow
White snow

Clearly i remember
From the windows they were watching
While we froze down below

When the future’s architectured
By a carnival of idiots on show
You’d better lie low

If you love me
Won’t you let me know?

Was a long and dairk December
When the banks became cathedrals
And the fog
Became God

Priests clutched onto bibles
And went out to fit their rifles
And the cross was held aloft

Bury me in honor
When i’m dead and hit the ground
A love back home unfolds

If you love me
Won’t you let me know?

I don’t want to be a soldier
With the captairn of some sinking ship
With snow, far below

So if you love me
Why’d you let me go?

I took my love down to violet hill
There we sat in snow
All that time she was silent still

So if you love me
Won’t you let me know?

If you love me,
Won’t you let me know?



- PERMALINK



sabato 27 settembre 2008 - ore 12:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


GRANDE CIANO.. e grazie signor Valerio.

Cosa c’entra questo cielo lucido
Che non è mai stato così blu
E chi se ne frega delle nuvole
Mentre qui manchi tu

Pomeriggio spompo di domenica
Come fanno gli altri a stare su
Non arriva neanche un po’ di musica
Quando qui manchi tu

E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere

Cosa c’entra quel tramonto inutile
Non ha l’aria di finire più
E ci tiene a dare il suo spettacolo
Mentre qui manchi tu

Così solo da provare panico
E c’è qualcun’altra qui con me
Devo avere proprio un aria stupida
Sai come è manchi te

E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere

E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare

Cosa c’entra questa notte giovane
Non mi cambia niente la tv
E che tristezza che mi fa quel comico
Quando qui manchi tu

E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere

E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare



- PERMALINK



venerdì 26 settembre 2008 - ore 19:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")




QUALCHE GOCCIO..LINA DI PIOGGIA??

Verona - Certo che è un colpo d’occhio fenomenale quello dell’Arena punteggiata di candeline accese, segno della tradizione operistica che Ligabue ha voluto restaurare proprio qui, nel tempio dell’opera per una sera convertita al rock. Ed è forse quel colpo d’occhio che lo consola, (sono pur sempre tredicimila persone in festa), quando, già durante la prima canzone Sono qui per l’amore, problemi tecnici azzoppano la sua voce, la spengono a tratti e lo costringono a interrompere il concerto quasi subito, così d’improvviso, come non succede quasi mai. Minuti di attesa. «Speriamo adesso di non dire troppe stupidaggini» si è lasciato sfuggire Ligabue evidentemente imbarazzato mentre qualcuno dietro al palco provava a risolvere i guai in fretta e furia e dal cielo cadeva ancora qualche gocciolina di pioggia.
Insomma, inizio col fiatone per quella che sarà una maratona di concerti (sette di seguito qui all’Arena, tutto esaurito, 90mila biglietti venduti) e in qualche modo la consacrazione di Ligabue come artista completo, non solo rockettaro tout court, ma cantante capace di piegare il suo repertorio anche alle regole di un’orchestra (quella dell’Arena) che ha ben altre leggi e, soprattutto, altri tempi. E allora bisogna dirlo: l’esame è stato superato quasi subito e la nuova opera di Ligabue ha iniziato a decollare.
Il giorno di dolore che uno ha e Sarà un bel souvenir arrivano dolcemente, con Ligabue che ha una voce arrochita ma dolce, perfettamente in linea con quello che sta succedendo sul palco. «L’apertura è così soffusa e delicata – aveva detto prima di cominciare – perché vorrei un po’ di concentrazione. Poi l’Arena la rovesciamo subito dopo».
In realtà non è stato così: Ligabue è nel mezzo del cammin verso chissà dove e già qui si è mostrato con una nuova pelle, forse più vicina a quella del cantastorie svincolato dai generi musicali piuttosto che al rockettaro che non va più in là, per dire, di Springsteen e Bob Dylan. E così, in un incedere complesso che sul palco alternava l’orchestra alla sua band, i fiati e i violini agli assoli di chitarra, ha provato a mostrare la sua nuova identità, che prenderà connotati più precisi nei prossimi mesi, quando se ne starà (finalmente) un po’ al riparo dai riflettori. Intanto sul palco dell’Arena, annunciato dal rosso festoso dei riflettori, lui è arrivato in jeans e giubbotto di pelle, quasi intimidito dall’impresa e subito placcato da quei problemi che zittirebbero qualsiasi cantante: niente voce, silenzio in scena. Però poi il concerto è volato via assai bene passando per L’amore conta, Viva!, Il centro del mondo, Sulla mia strada e quella Vita da mediano (cantata in coro) che fino a oggi è stato il suo biglietto da visita. In realtà, con queste sette serate all’Arena, Liga prova a cambiare ruolo, a seguire quella crescita, personale e artistica, che forse il suo ultimo repertorio teneva un po’ nascosta.
Benvenuto, allora.
E mentre sul megaschermo durante Non è tempo per noi scorrevano i primi undici articoli della Costituzione («Sembra la carta dei sogni», aveva detto prima di salire sul palco) lui si godeva l’abbraccio del suo pubblico, che lo coccolerà qui ancora per sei concerti e poi aspetterà di ritrovarselo diverso, molto diverso, al prossimo disco. Intanto qui, da Piccola stella senza cielo fino alla conclusiva Buonanotte all’Italia, Ligabue è diventato davvero signore del palco, lasciandolo solo quando l’eco della musica si era ormai spenta tra le volte dell’Arena.



- PERMALINK



martedì 23 settembre 2008 - ore 00:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Un sogno non interpretato è come una lettera non aperta", dice il Talmud. Ma nel libro "Sogni coscienti" il ricercatore Stephen LaBerge scrive che i sogni sono più simili alle poesie. Se li interpreti in maniera letterale per soddisfare il tuo ego, non rivelano nulla. Se invece sei pronto a cogliere delle informazioni poetiche e inattese, in grado di accendere la tua fantasia e scuoterti dalle abitudini, i sogni possono essere molto utili. Tienilo a mente la prossima settimana, Toro: prova a considerare tutto quello che ti succede da sveglio come una poesia che la parte sognante della tua psiche ti ha inviato per spingerti a cambiare vita".



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