"La fine del mondo e il paese delle meraviglie" di H. Murakami
"La Folie Baudelaire" di Roberto Calasso
"The Dubliners" di J. Joyce
"Il coperchio del mare" di Banana Yoshimoto
"I segreti erotici dei grandi chef" di Welsh Irvine
"L’ eleganza del riccio" di Muriel Barbery
"Manon ballerina"di Antoine de Saint-Exupéry
"La Serenità" di Seneca
Sto rileggendo... "Il libro dell’inquietudine" di F. Pessoa
"Les fleurs du Mal" di C. Baudelaire
HO VISTO
... anche cose che non volevo vedere...
STO ASCOLTANDO
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ABBIGLIAMENTO del GIORNO
... col calzino abbinato... quasi sempre
ORA VORREI TANTO...
un vombato
STO STUDIANDO...
mpfologia
OGGI IL MIO UMORE E'...
... lunatico
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno 2) Dimenticare 3) Chi sa mentire guardandoti negli occhi
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama 3) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a coloro che sognano di notte soltanto." Edgar Allan Poe
"Non sono niente. / Non sarò mai niente. / Non posso volere d’essere niente. / A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo..." Alvaro de Campos (Tabacaria)
"Un mattino, ci si sveglia. E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere" da Neve di M. Fermine
"Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita." da Neve di M. Fermine
"Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita." W. Kandinsky
"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale, che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove." F. Pessoa da Poesie inedite
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venerdì 4 luglio 2008 - ore 16:14
Giorni come rasoi, notti piene di ratti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando ero molto giovane dividevo equamente il mio tempo tra bar e biblioteche; come poi riuscissi a provvedere agli altri miei normali bisogni resta un mistero; boh, semplicemente non me ne preoccupavo più di tanto – se avevo un libro o qualcosa da bere allora non pensavo troppo e tutto il resto – gli scemi riescono a crearsi un paradiso tutto loro.
Quando stavo al bar, pensavo di essere un duro, spaccavo le cose, facevo a botte con gli altri, ecc. Nelle biblioteche era unaltra storia: me ne stavo zitto, giravo da una sala allaltra, i libri non li leggevo tanto per intero ma a pezzetti: medicina, geologia, letteratura e filosofia, psicologia, matematica, storia, e quelle cose lì mi davano la nausea. E per la musica ero più interessato alla musica vera e propria e alle vite dei compositori che agli aspetti tecnici...
Comunque, era con i filosofi che sentivo un senso di fratellanza: Schopenhauer e Nietzsche e, anche se era difficile da leggere, pure il vecchio Kant; trovavo che Santayana, che al tempo era parecchio famoso, fosse fiacco e noioso, con Hegel invece ti dovevi fare un vero mazzo, soprattutto se la sera prima avevi bevuto; cè tanta gente che ho letto e che mi sono scordato, e probabilmente non mi sono perso niente, ma mi ricordo di un tizio che ha scritto un libro intero nel quale dimostrava che la luna non cè e ci riusciva così bene che alla fine tu pensavi, questuomo ha assolutamente ragione, la luna non cè.
Come poteva un ragazzo degnarsi di andare a lavorare otto ore al giorno quando non cera più nemmeno la luna? Cosaltro ti potevano togliere?
E non mi piaceva tanto la letteratura quanto piuttosto i critici letterari; erano dei veri cazzoni, quei tizi; usavano un linguaggio raffinato, a suo modo splendido, per dire agli altri critici, agli scrittori, che erano dei rottinculo. Mi rincuoravano. ma erano i filosofi che soddisfacevano quel bisogno che si celava da qualche parte nella mia testa confusa: immergendomi nei loro eccessi e nel loro farraginoso vocabolario, spesso mi incantavano saltavano fuori con affermazioni azzardate infiammate che mi sembravano verità assoluta o maledettamente vicine alla verità assoluta, e questo tipo di sicurezza era quello che cercavo per la vita di ogni giorno, che assomigliava molto di più a un pezzo di cartone.
Quei tizi erano dei grandi, mi hanno fatto sopportare giorni come rasoi e notti piene di ratti; mentre le donne tiravano sul prezzo come banditrici venute dallInferno. I miei fratelli, i filosofi, loro mi parlavano come nessun altro per strada o in giro aveva fatto mai; riempivano un vuoto immenso. Che bravi ragazzi, oh, davvero dei bravi ragazzi!
Eh sì, le biblioteche sono state utili; ma nel mio altro tempio, nei bar, era unaltra storia, più semplificata, le parole e i comportamenti erano diversi... i giorni in biblioteca, le notti al bar.
Le notti erano simili, hai qualcuno seduto vicino, e magari non è neanche un tipo cattivo, ma a me non ispira per niente, cè unorribile aria di morte lì dentro – penso a mio padre, ai miei professori, alle facce che stanno sulle monete e le banconote, ai sogni popolati da assassini con occhi spenti; be, in un modo o nellaltro io e questo tizio prendiamo a scambiarci delle occhiate, una rabbia violenta inizia lentamente a montare: siamo nemici, cane e gatto, prete e ateo, acqua e fuoco; la tensione cresce, mattone su mattone, in attesa del crollo; le mani giunte e poi sciolte, beviamo, adesso, finalmente abbiamo uno scopo: si gira verso di me: "Amico, cè qualcosa che non va?" "Come no, sei tu". "E ci vogliamo fare qualche cosa?" "Sicuro". finiamo di bere, ci alziamo, e usciamo sul retro del bar, fuori nel vicolo; ci giriamo e siamo uno di fronte allaltro. io gli dico: "Tra noi due non cè altro che questa distanza: a te ti va di eliminarla?" lui mi si getta addosso e in qualche modo è soltanto una parte della parte della parte.
Who’s Gonna Ride Your Wild Horses
(categoria: " Vita Quotidiana ")
You’re dangerous ’cause you’re honest You’re dangerous, you don’t know what you want Well you left my heart empty as a vacant lot For any spirit to haunt
You’re an accident waiting to happen You’re a piece of glass left in a beach Well, you tell me things I know you’re not supposed to Then you leave me just out of reach
Who’s gonna ride your wild horses? Who’s gonna drown in your blue sea? Who’s gonna ride your wild horses? Who’s gonna fall at the foot of thee?
Well you stole it ’cause I needed the cash And you killed it ’cause I wanted revenge Well you lied to me ’cause I asked you to Baby, can we still be friends?
Who’s gonna ride your wild horses? Who’s gonna drown in your blue sea? Who’s gonna ride your wild horses? Who’s gonna fall at the foot of thee?
Oh, the deeper I spin Oh, the hunter will sin for your ivory skin Took a drive in the dirty rain To a place where the wind calls your name Under the trees the river laughing at you and me Hallelujah, heavens white rose The doors you open I just can’t close
Don’t turn around, don’t turn around again Don’t turn around, your gypsy heart Don’t turn around, don’t turn around again Don’t turn around, and don’t look back Come on now love, don’t you look back!
Who’s gonna ride your wild horses? Who’s gonna drown in your blue sea? Who’s gonna taste your salt water kisses? Who’s gonna take the place of me?
Who’s gonna ride your wild horses? Who’s gonna tame the heart of thee?
...brucia sul viso come gocce di limone...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Succede ad un certo punto, non dipende da te, che quello che era prima il tuo corpo, quello che eri tu fino ad un secondo fa, si sbriciola. Ti fanno male parti di te che non sapevi nemmeno di avere prima di allora. Mentre aspetti che il tempo "che guarisce" bussi alla porta e risolva le cose, con una calma che non ti appartiene, inizi a costruire una barda medievale; serve a tenere insieme tutti i pezzi per provare ad attraversare con dignità ogni ora... ogni giorno. Finalmente il tempo arriva e come un sarto paziente ricuce come può ogni pezzetto. Ti rimetti in sesto... non sei più come prima... ma fa parte del gioco. La vita scorre in una sorta di normalità. Poi succede qualcosa... qualcuno... e niente funziona più. Ti interroghi su cosa sia "giusto" fare... quali siano le possibilità... e scopri che adesso vorresti che la scelta non dipendesse da te. Le tue insicurezze... sempre quelle... si manifestano forti come non mai. Non sei allaltezza giusto? ... cè di meglio... e così da brava reciti il tuo ruolo... il solito... con la tristezza nel cuore. E ti lasci scivolare tutto fra le dita... tu quella delle decisioni, il punto di riferimento, che sa ascoltare, delle parole giuste. Lunico momento di pace sono le persone... pochissime... che ti curano il cuore... i colori... la musica. Vorresti riuscire a provare con la serenità che avevi prima di tutto ciò, senza questo retrogusto amaro in bocca. Ma sembra impossibile...
The ground beneath her feet
(categoria: " Vita Quotidiana ")
All my life, I worshipped her Her golden voice, her beautys beat How she made us feel How she made me real And the ground beneath her feet And the ground beneath her feet
And now I cant be sure of anything Black is white and cold is heat For what I worshipped stole my love away It was the ground beneath her feet It was the ground beneath her feet
Go lightly down your darkened way Go lightly underground Ill be down there in another day I wont rest until youre found
Let me love you, let me rescue you Let me bring you where two roads meet O come back above Where there is only love And the ground beneath her feet And the ground beneath her feet
• mi infilo qualcosa e arrivo • mojito... a manetta... alla nostra • grazie... resta tutto dentro al cuore • sentirsi un pò meno soli • prendere seriamente in considerazione lidea di "o la va o la spacca" • leziosità • un piccolo impiccato • un paio di teschi che van sempre troppo bene • persone che non vorresti rivedere • 02.00 che ti fanno l’occhiolino
Cè un po di sfigonoia nellaria. Forsanche per via di certe tempeste finanziarie che vi scombussolano la mente e il colon. Ma il lavoro vi premia, le potature si rivelano salutari, il sesso vi sbronza, vabbronza e vi giova più di un mese a Honolulu. Nel weekend preferibile non aggredire, meglio aggradare. Anche in amore.
Sperando in un pò di conforto dopo l’ape Maya, visto il tedio del fufficio, oggi mi son messa la maglia con Brian... havaianas... mi basta un cicciodrillo gommoso gonfiabile e un ombrellone e son in perfetta mise da spiaggia!
Bows and flows of angel hair and ice cream castles in the air And feather canyons everywhere, ive looked at clouds that way. But now they only block the sun, they rain and snow on everyone. So many things i would have done but clouds got in my way.
Ive looked at clouds from both sides now, From up and down, and still somehow Its cloud illusions i recall. I really dont know clouds at all.
Moons and junes and ferris wheels, the dizzy dancing way you feel As every fairy tale comes real; ive looked at love that way. But now its just another show. you leave em laughing when you go And if you care, dont let them know, dont give yourself away.
Ive looked at love from both sides now, From give and take, and still somehow Its loves illusions i recall. I really dont know love at all.
Tears and fears and feeling proud to say "i love you" right out loud, Dreams and schemes and circus crowds, ive looked at life that way. But now old friends are acting strange, they shake their heads, they say Ive changed. Well, somethings lost but somethings gained in living every day.
Ive looked at life from both sides now, From win and lose, and still somehow Its lifes illusions i recall.
Its cloud illusions i recall. I really dont know clouds at all