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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) Dimenticare
3) Chi sa mentire guardandoti negli occhi

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...


"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a coloro che sognano di notte soltanto." Edgar Allan Poe

"Non sono niente. / Non sarò mai niente. / Non posso volere d’essere niente. / A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo..."
Alvaro de Campos (Tabacaria)

"Un mattino, ci si sveglia. E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere" da Neve di M. Fermine

"Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita." da Neve di M. Fermine

"Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita." W. Kandinsky

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale, che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove." F. Pessoa da Poesie inedite




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venerdì 4 luglio 2008 - ore 16:14


Giorni come rasoi, notti piene di ratti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando ero molto giovane dividevo equamente il mio tempo tra
bar e biblioteche; come poi riuscissi a provvedere agli
altri miei normali bisogni resta un mistero; boh, semplicemente
non me ne preoccupavo più di tanto –
se avevo un libro o qualcosa da bere allora non pensavo troppo
e tutto il resto – gli scemi riescono a crearsi un paradiso
tutto loro.

Quando stavo al bar, pensavo di essere un duro, spaccavo le cose, facevo a botte
con gli altri, ecc.
Nelle biblioteche era un’altra storia: me ne stavo zitto, giravo
da una sala all’altra, i libri non li leggevo tanto per intero
ma a pezzetti: medicina, geologia, letteratura e
filosofia, psicologia, matematica, storia, e quelle cose lì mi
davano la nausea. E per la musica ero più interessato alla musica vera e propria e alle
vite dei compositori che agli aspetti tecnici...

Comunque, era con i filosofi che sentivo un senso di fratellanza:
Schopenhauer e Nietzsche e, anche se era difficile da leggere, pure il vecchio Kant;
trovavo che Santayana, che al tempo era parecchio famoso, fosse
fiacco e noioso, con Hegel invece ti dovevi fare un vero mazzo, soprattutto
se la sera prima avevi bevuto; c’è tanta gente che ho letto e che mi sono scordato,
e probabilmente non mi sono perso niente, ma mi ricordo di un tizio che ha scritto un
libro intero nel quale dimostrava che la luna non c’è
e ci riusciva così bene che alla fine tu pensavi, quest’uomo
ha assolutamente ragione, la luna non c’è.

Come poteva un ragazzo degnarsi di andare a lavorare
otto ore al giorno quando non c’era più nemmeno la luna?
Cos’altro ti
potevano togliere?

E non mi piaceva tanto la letteratura quanto piuttosto i critici
letterari; erano dei veri cazzoni, quei tizi; usavano
un linguaggio raffinato, a suo modo splendido, per dire agli altri
critici, agli scrittori, che erano dei rottinculo.
Mi rincuoravano.
ma erano i filosofi che soddisfacevano
quel bisogno
che si celava da qualche parte nella mia testa confusa: immergendomi
nei loro eccessi e nel loro
farraginoso vocabolario,
spesso mi
incantavano
saltavano fuori
con affermazioni azzardate infiammate che mi sembravano
verità assoluta o maledettamente vicine
alla verità assoluta,
e questo tipo di sicurezza era quello che cercavo per la vita
di ogni giorno, che assomigliava molto di più
a un pezzo di cartone.

Quei tizi erano dei grandi, mi hanno fatto sopportare
giorni come rasoi e notti piene di ratti; mentre le donne
tiravano sul prezzo come banditrici venute dall’Inferno.
I miei fratelli, i filosofi, loro mi parlavano come
nessun altro per strada o in giro aveva fatto mai; riempivano
un vuoto immenso.
Che bravi ragazzi, oh, davvero dei bravi
ragazzi!

Eh sì, le biblioteche sono state utili; ma nel mio altro tempio, nei
bar, era un’altra storia, più semplificata, le parole
e i comportamenti erano
diversi...
i giorni in biblioteca, le notti al bar.

Le notti erano simili,
hai qualcuno seduto vicino, e magari non è
neanche un tipo cattivo, ma a me non ispira per niente,
c’è un’orribile aria di morte lì dentro – penso a mio padre,
ai miei professori, alle facce che stanno sulle monete e le banconote,
ai sogni popolati da assassini con occhi spenti; be’,
in un modo o nell’altro io e questo tizio prendiamo a scambiarci delle occhiate,
una rabbia violenta inizia lentamente a montare: siamo nemici, cane e
gatto, prete e ateo, acqua e fuoco; la tensione cresce,
mattone su mattone, in attesa del crollo; le mani
giunte e poi sciolte, beviamo, adesso, finalmente abbiamo uno
scopo:
si gira verso di me:
"Amico, c’è qualcosa che non va?"
"Come no, sei tu".
"E ci vogliamo fare qualche cosa?"
"Sicuro".
finiamo di bere, ci alziamo, e usciamo sul retro del
bar, fuori nel vicolo; ci giriamo
e siamo uno di fronte all’altro.
io gli dico: "Tra noi due non c’è altro che questa distanza: a te
ti va di
eliminarla?"
lui mi si getta addosso e in qualche modo è soltanto una parte della parte della
parte.


Charles Bukowski

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venerdì 4 luglio 2008 - ore 11:31


Who’s Gonna Ride Your Wild Horses
(categoria: " Vita Quotidiana ")






You’re dangerous ’cause you’re honest
You’re dangerous, you don’t know what you want
Well you left my heart empty as a vacant lot
For any spirit to haunt

You’re an accident waiting to happen
You’re a piece of glass left in a beach
Well, you tell me things I know you’re not supposed to
Then you leave me just out of reach

Who’s gonna ride your wild horses?
Who’s gonna drown in your blue sea?
Who’s gonna ride your wild horses?
Who’s gonna fall at the foot of thee?

Well you stole it ’cause I needed the cash
And you killed it ’cause I wanted revenge
Well you lied to me ’cause I asked you to
Baby, can we still be friends?

Who’s gonna ride your wild horses?
Who’s gonna drown in your blue sea?
Who’s gonna ride your wild horses?
Who’s gonna fall at the foot of thee?

Oh, the deeper I spin
Oh, the hunter will sin for your ivory skin
Took a drive in the dirty rain
To a place where the wind calls your name
Under the trees the river laughing at you and me
Hallelujah, heavens white rose
The doors you open
I just can’t close

Don’t turn around, don’t turn around again
Don’t turn around, your gypsy heart
Don’t turn around, don’t turn around again
Don’t turn around, and don’t look back
Come on now love, don’t you look back!

Who’s gonna ride your wild horses?
Who’s gonna drown in your blue sea?
Who’s gonna taste your salt water kisses?
Who’s gonna take the place of me?

Who’s gonna ride your wild horses?
Who’s gonna tame the heart of thee?


U2

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venerdì 4 luglio 2008 - ore 10:52


...brucia sul viso come gocce di limone...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Succede ad un certo punto, non dipende da te, che quello che era prima il tuo corpo, quello che eri tu fino ad un secondo fa, si sbriciola. Ti fanno male parti di te che non sapevi nemmeno di avere prima di allora. Mentre aspetti che il tempo "che guarisce" bussi alla porta e risolva le cose, con una calma che non ti appartiene, inizi a costruire una barda medievale; serve a tenere insieme tutti i pezzi per provare ad attraversare con dignità ogni ora... ogni giorno. Finalmente il tempo arriva e come un sarto paziente ricuce come può ogni pezzetto. Ti rimetti in sesto... non sei più come prima... ma fa parte del gioco. La vita scorre in una sorta di normalità. Poi succede qualcosa... qualcuno... e niente funziona più. Ti interroghi su cosa sia "giusto" fare... quali siano le possibilità... e scopri che adesso vorresti che la scelta non dipendesse da te. Le tue insicurezze... sempre quelle... si manifestano forti come non mai. Non sei all’altezza giusto? ... c’è di meglio... e così da brava reciti il tuo ruolo... il solito... con la tristezza nel cuore. E ti lasci scivolare tutto fra le dita... tu quella delle decisioni, il punto di riferimento, che sa ascoltare, delle parole giuste. L’unico momento di pace sono le persone... pochissime... che ti curano il cuore... i colori... la musica. Vorresti riuscire a provare con la serenità che avevi prima di tutto ciò, senza questo retrogusto amaro in bocca. Ma sembra impossibile...

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giovedì 3 luglio 2008 - ore 10:35


The ground beneath her feet
(categoria: " Vita Quotidiana ")






All my life, I worshipped her
Her golden voice, her beauty’s beat
How she made us feel
How she made me real
And the ground beneath her feet
And the ground beneath her feet

And now I can’t be sure of anything
Black is white and cold is heat
For what I worshipped stole my love away
It was the ground beneath her feet
It was the ground beneath her feet

Go lightly down your darkened way
Go lightly underground
I’ll be down there in another day
I won’t rest until you’re found

Let me love you, let me rescue you
Let me bring you where two roads meet
O come back above
Where there is only love
And the ground beneath her feet
And the ground beneath her feet


U2

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giovedì 3 luglio 2008 - ore 09:40


P.V.I.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In realtà dovevamo dormire... e invece...

• mi infilo qualcosa e arrivo
• mojito... a manetta... alla nostra
• grazie... resta tutto dentro al cuore
• sentirsi un pò meno soli
• prendere seriamente in considerazione l’idea di "o la va o la spacca"
• leziosità
• un piccolo impiccato
• un paio di teschi che van sempre troppo bene
• persone che non vorresti rivedere
• 02.00 che ti fanno l’occhiolino

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giovedì 3 luglio 2008 - ore 09:28


Oroscopo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ACQUARIO

C’è un po’ di sfigonoia nell’aria. Fors’anche per via di certe tempeste finanziarie che vi scombussolano la mente e il colon. Ma il lavoro vi premia, le potature si rivelano salutari, il sesso vi sbronza, v’abbronza e vi giova più di un mese a Honolulu. Nel weekend preferibile non aggredire, meglio aggradare. Anche in amore.




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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 15:41


little desire
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 15:36


On Air
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... Ooh, baby, don’t you know I suffer?
Ooh, baby, can you hear me mourn?
You caught me under false pretences
How long before you let me go?...




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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 10:00


Cialtronerrima
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sperando in un pò di conforto dopo l’ape Maya, visto il tedio del fufficio, oggi mi son messa la maglia con Brian... havaianas... mi basta un cicciodrillo gommoso gonfiabile e un ombrellone e son in perfetta mise da spiaggia!


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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 09:51


Both Sides Now
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bows and flows of angel hair and ice cream castles in the air
And feather canyons everywhere, i’ve looked at clouds that way.
But now they only block the sun, they rain and snow on everyone.
So many things i would have done but clouds got in my way.

I’ve looked at clouds from both sides now,
From up and down, and still somehow
It’s cloud illusions i recall.
I really don’t know clouds at all.

Moons and junes and ferris wheels, the dizzy dancing way you feel
As every fairy tale comes real; i’ve looked at love that way.
But now it’s just another show. you leave ’em laughing when you go
And if you care, don’t let them know, don’t give yourself away.

I’ve looked at love from both sides now,
From give and take, and still somehow
It’s love’s illusions i recall.
I really don’t know love at all.

Tears and fears and feeling proud to say "i love you" right out loud,
Dreams and schemes and circus crowds, i’ve looked at life that way.
But now old friends are acting strange, they shake their heads, they say
I’ve changed.
Well, something’s lost but something’s gained in living every day.

I’ve looked at life from both sides now,
From win and lose, and still somehow
It’s life’s illusions i recall.

It’s cloud illusions i recall.
I really don’t know clouds at all


Joni Mitchell



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