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"Per me, ciccino mio"





HO VISTO

la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


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"NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"


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venerdì 2 marzo 2007 - ore 10:27


Elettrimisia
(categoria: " Vita Quotidiana ")




...la quarta che faccio fuori in meno di un mese...voglio un set di lampadine nuovo e a prova di tempesta

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giovedì 1 marzo 2007 - ore 13:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")





I once lived in a land where no one was negative;
where no one was angry,
and where no one lied.

The inhabitants loved each other beyond description,
so that they always told each other the truth;
which meant that all people were always in pain.

This suffering they welcomed as the deepest love;
a burning off the dross of their imperfections;
and they strove to constantly feel this burning,
which made them shine in the glistening of their
suffering like diamonds.

And the Endless Father of all
looked down upon them with great kindness,
for this was one of his favorite places.

And then I awoke, or was it that I slept?

And I found myself alone in a darker place,
where everyone was angry, and afraid.

Where every person was afraid of suffering,
and they lied to themselves to avoid the pain.

They lied to each other,
so that they would not be caught in their own lies,
and they never talked about it.

It became impolite to stare --
because everyone was hiding from the fear;
and everyone became alone,
so that none were truly friends,
because none could bear the truth.

Then again I slept, or was it that I awoke?

And I could remember,
like a distant dream that other place,
my home.


(richard lloyd)

...e quando mi stancherò di tutto questo saprete dove trovarmi.

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mercoledì 28 febbraio 2007 - ore 13:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")




"La soluzione é il problema ed è essa che determina natura e struttura dell’intervento"

(come dire alle volte una carezza, anche se è un termine desueto, mi guarisce)

"Per una volta parliamo di carezze. Questo gesto in estinzione. Questo gesto rivoluzionario, incompreso perfino dal vocabolario. Carezza: "Tenera dimostrazione di amorevolezza o benevolenza un pò leziosa che si fa lisciando col palmo della mano. Esempio: far carezze al gatto". Al gatto? Rendetevi conto a chi stiamo delegando il senso più profondo della vita: a un intellettuale sventurato che inventa vocabolari con un siamese sul computer. Cancelliamo l’abbecedario delle bestie da terza elementare e riscopriamo il significato di "carezza".
Carezza: tocco della vita. Il Cristo ha resuscitato i morti con una carezza. C’è riuscito persino Moana Pozzi, buon’anima. In una vera carezza non c’è nè amorevolezza nè benevolenza cogliona. In una vera carezza c’è la cognizione del dolore, soprattutto la comprensione del dolore dell’altro. Un uomo che carezza un altro uomo sul viso deve superare due cose. La paura che gli si gridi:"A frocio" e la paura di ricevere un calcio nelle palle. E me la chiami "leziosa" la carezza? Un camionista vi taglia la strada, scende con un cacciavite in mano. Avete tre posssibilità. Chiudervi in macchina gridando aiuto. Dargli un pugno in faccia prima che lui dica "A". Oppure sferrargli una carezza, il più pazzo e rivoluzionario gesto che si possa fare in quel momento. Le reazioni possibili del camionista incazzato sono due. La prima, vi ammazza. (Ma la carezza, per essere tale, deve includere anche qualche rischio, pari a quello di carezzare un lebbroso.) La seconda, che - scommetto - a voi bambini sorprenderebbe, è che all’omone gli cade il cacciavite dalla mano e gli vengono i lucciconi. A questo punto, però, vi consiglio di andarvene, a meno che non vogliate intraprendere una relazione omosessuale col camionista di cui sopra. Perchè reggere il voltaggio di una carezza è difficile. Per esempio, i vangeli non ci raccontano tutta la verità sul sentimento provato da Lazzaro dopo essere resuscitato. Potete giurarci che odiò il Cristo con tutta la sua anima. E’ con una carezza che Maometto sposta la montagna e la morte si riconcilia con la vita.
La carezza è un ponte tra due abissi di solitudine. perchè cielo e terra passeranno, ma certe carezze non passeranno mai."



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martedì 27 febbraio 2007 - ore 17:13


Promemoria_1
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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martedì 27 febbraio 2007 - ore 12:32


Pesi massimi: Forme linguistiche immaginose
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Se ti concentri bene, vedrai che anche i sogni iniziano a lievitare



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lunedì 26 febbraio 2007 - ore 13:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")





Eh sì, effettivamente, dobbiamo dire, va detto che negli altri Paesi funziona tutto meglio che qui da noi. Ci vuole anche poco, voglio dire!
È perché gli altri sono più seri. Ecco, si impegnano, fanno sacrifici per migliorare. Perché loro credono nell’organizzazione, nelle responsabilità collettive. Voglio dire, i francesi credono alla Francia, gli americani credono all’America. Ci credono, ecco.
Basta andare all’estero, si respira subito un’altra aria, Anche in Svizzera, per dire!
Eppure mi hanno raccontato un aneddoto curioso, vero pare, e riguarda il famoso Wittgenstein, grande filosofo, grande uomo di cultura, tuttologo.
Ecco, questo Wittgenstein pare che tornasse in treno con il suo assistente, sì, pare che tornasse a casa dopo aver terminato il suo ultimo lavoro, un’opera decisiva, il "Tractatus", che faceva il punto su tutta la filosofia… faceva il punto. Anni di studi, anni di ricerche, anni di saggi, fine del lavoro e meritato riposo. Niente, scompartimento, grande silenzio, a un certo punto pare che il suo assistente abbia chiesto: "Mi scusi, professore, come spiega lei il gesto che fanno gli Italiani?".
Wittgenstein pensa un attimo poi sbianca in viso: "Porca miseria, devo rifare tutto da capo!".
Sì, evidentemente c’era qualcosa che non gli tornava. Non riusciva a capire l’atteggiamento, e nemmeno l’allegria degli italiani, proprio loro così incapaci di organizzarsi, incapaci di far funzionare la vita, incapaci persino di farsi un governo.
Ma Wittgenstein era uno scienziato. Forse avrebbe dovuto andare dall’altra sponda dell’intelligenza per afferrare il mistero dell’incapacità consapevole e sublimata


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lunedì 26 febbraio 2007 - ore 13:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Un pomeriggio passato su un furgoncino giallo:

_il gelato lo mangia anche una miss;
_io e la farmacista+Tiz (e il resto del mondo credo) non abbiamo lo stesso concetto di placche;
_se non parlo è solo perchè mi esercito per diventare pilota di un jet;
_il nonno insegna danza meglio di Carla Fracci;
_mi esibirò prossimamente all’wowunwound.
_ E il futuro è solo domattina. Il resto verrà da sé.





]

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venerdì 23 febbraio 2007 - ore 12:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")




E poi e poi, gente viene qui e ti dice
Di sapere già ogni legge delle cose
E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco
di verità fatte di formule vuote
E tutti, sai, ti san dire come fare,
Quali leggi rispettare, quali regole osservare,
Qual è il vero vero,
E poi, e poi, tutti chiusi in tante celle,
Fanno a chi parla più forte
Per non dir che stelle e morte fan paura.

Al caldo del sole, al mare scendeva la bambina portoghese
Non c’eran parole, rumori soltanto come voci sospese.
Il mare soltanto, e il suo primo bikini amaranto,
Le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle.

Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare;
O sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare;
Sentì che era un punto al limite di un continente,
Sentì che era un niente, l’Atlantico immenso di fronte.

E in questo sentiva qualcosa di grande
Che non riusciva a capire, che non poteva intuire;
Che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, e l’oceano infinito;
Ma il caldo l’avvolse, si sentì svanire e si mise a dormire.
E fu solo del sole, come di mani future.
Restaron soltanto il mare e un bikini amaranto.

E poi e poi, se ti scopri a ricordare,
Ti accorgerai che non te ne importa niente.
E capirai che una sera o una stagione
Son come lampi, luci accese e dopo spente.
E capirai che la vera ambiguità
è la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini,
E poi, e poi, che quel vizio che ci ucciderà
Non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro,
Cioè vivere.




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giovedì 22 febbraio 2007 - ore 12:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")




I Cavalieri dell’Ideale
di MICHELE SERRA

SI CAPISCE, uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali integerrimi. E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la politica. Però, allora, deve avere l’onestà morale di non fare parte di alcuna coalizione di governo. E deve dirlo prima, non dopo. Deve farci la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per una coalizione ben sapendo che dentro c’erano anche i baciapile, anche i moderatissimi, anche gli inciucisti. A noi coglioni che di basi americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo.

Invece no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e della nostra fatica. Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi tirano fuori dal taschino il loro cavaturaccioli tutto d’oro e fanno un bel buco nello scafo, per meglio onorare la loro suprema coerenza e la nostra suprema imbecillità. Un bell’applauso ai Cavalieri dell’Ideale: tanto, se tornano Berlusconi e Calderoli, per loro cosa cambia? Rimarranno sul loro cavallo bianco con la chioma al vento.


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martedì 20 febbraio 2007 - ore 11:48


Things...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Quando qualcuno sa come far volare le corde del pianoforte, gli spartiti, le lacrime, i sorrisi...e una voglia instabile e irrefrenabile di mescolarsi alle note.

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