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STO LEGGENDO

La Biografia del mio portinaio. Un napoletano che in 70 anni non ha lavorato due giorni di seguito.

HO VISTO

Ho visto tante cose. Molte ne ho dimenticate, altre purtroppo no.

STO ASCOLTANDO

Musica impegnata : inni sacri yemeniti, canzoni dei cugini di campagna e i discorsi politici di Giovanni Leone ( soprattutto quello nel quale faceva le corna dall`automobile)

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Quasi nudo. Quasi, per vostra fortuna.

ORA VORREI TANTO...

Non dovervi chiedere cosa ne pensate di cio` che scrivero`. Purtroppo pero` non ne posso fare a meno e percio` vi chiedo : cosa ne pensate ?

STO STUDIANDO...

Solfeggio, esercitandomi con lo scheletro di un velociraptor.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Normale, cioe` moderatamente tendente all`idea che sono a mezza strada fra dio e nicola di bari. E non conoscendoli entrambi, non so a chi sparerei addosso per primo.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Destinato a volare, non riesco a decollare.


domenica 21 maggio 2006 - ore 20:53


LA MORTE ARRIVA QUANDO VUOLE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il lunedi` fece footing all`incrocio piu trafficato della sua citta` e nell`ora di punta. Sopravvisse.
Il martedi` compro` tutte le bottiglie di acqua minerale scadute trovate in un supermercato, ma non si avveleno`.
Il mercoledi` si chiuse in un ascensore con un predicatore mormone. Sperava di morire soffocato, ma visse.
Il giovedi` cerco` di scippare una pensionata di 184 chili. Ma la donna mori` d`infarto lasciandogli la borsa.
Il venerdi` vide per 12 ore consecutive le repliche di "Tre nipoti ed un maggiordomo" in attesa dell`ispirazione per tagliarsi le vene. Ma si addormento`.
Il sabato cerco` di farsi spiegare da un giurista il meccanismo della nuova legge che disciplina l`ambito del lavoro interinale. Era al quinto piano ma non senti` la voglia di gettarsi.
La domenica finalmente decise di riposarsi. Dapprima si strozzo` con il dentifricio, poi urto` alla mensola del bagno prese la corrente da una presa della cucina, gli cadde` il telefono sul piede, urto` contro un armadio, cerco` scampo fuori di casa, ma cadde nella tromba delle scale. Subito dopo fu calpestato da un alano che cerco` di farlo diventare la sua fidanzata, usci` di casa correndo ma fu scippato da un magrebino, poi investito dal camion della spazzatura, e buttato in una discarica. Mori` a sera, tra atroci tormenti e con il rammarico per non aver giocato la schedina.

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sabato 20 maggio 2006 - ore 21:24


AFORISMA MORALE
(categoria: " Pensieri ")


Se un nemico ti fa del male, perdonalo.
Se un nemico ti rovina, perdonalo.
Se un nemico ti toglie gli affetti, perdonalo.
Perdonalo, perdonalo, perdonalo.
Prima di farlo pero` assicurati che stia entrando in un ascensore che rimarra` bloccato fra due piani, e che non vi sia il pulsante della chiamata d`emergenza.
Solo allora, perdonalo.

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venerd́ 19 maggio 2006 - ore 22:27


Un ghiacciolo per Bruce Lee
(categoria: " Cinema ")


Un uomo guarda una finestra. Dalla stessa provengono raggi spezzati di un fulgido sole invernale. Fuori la temperatura e` fredda.
La scena di svolge in un monolocale. Il protagonista e` nudo, ma indossa una cintura nera da karateka. Si alza dal letto, e dopo la prima inquadratura che dura venti minuti, comincia nella minuscola stanza a mimare delle mosse di un`arte marziale vietnamita. La seconda scena, quella con le mosse mimate, viene accompagnata cda un sottofondo di musiche attinte a piene mani al teatro del NO e al festival di canzone popolare islandese. Tutto cio` dura dodici minuti.
Il karateka, poi, va nel bagno si studia la dentatura, ridotta maluccio per la verita`, poi si siede sulla tazza, assumendo una posa pensosa. Dopo un primo piano di otto minuti, si rende conto che la tazza e` chiusa, la alza ci guarda dentro. Ride per altri tre minuti. Esce dal bagno afferra un impermeabile, e indossandolo alla meglio esce di casa. A piedi scalzi attraversa la strada, Fuori ci sono cinque gradi sotto zero. Raggiunge un bar vi entra, ordina e sorseggia pensosamente un caffe`, afferra la zuccheriera studiandola a lungo, paga il conto, ed esce dal bar. La scena rimane sul barista che lo fissa a lungo. Questi chiama a gran voce una donna e le dice "Maria, Maria ho visto mio padre: era vestito come bruce lee ed der kommisar, che devo fare?"
Lei fa spallucce e gli dice " Anche tu sei un vigile urbano e ti diverti a fare il barista.". Detto questo, la donna va via.
La camera comincia una ripresa lenta per tutto il bar, ed infine inquadra un uomo, presumibilmente il barista, legato ad una sedia, che imbavagliato si agita.

Titoli di coda.

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marted́ 16 maggio 2006 - ore 23:32


OBLIO
(categoria: " Poesia ")


I sogni invecchiano
ed i sentimenti imputridiscono,
nell`oblio e nell`assenza.
Lingue di fuoco
erompono dalla mia anima,
ma il silenzio del mondo
le accoglie, disintegrandole.

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sabato 13 maggio 2006 - ore 07:58


ODORE DI MORTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Odore di morte
arriva da lontano
scaturendo piu`
che dal dolore
dallo spreco del tempo
e dall`inutilita` dei respiri.
Abbondanza di tramonti inutili
per me,
mentre uomini forti,
appassionati predatori di felicita`,
muoiono.
Io solo, tedioso, persino a me stesso,
continuo a vivere senza sapere il perche`.

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venerd́ 12 maggio 2006 - ore 11:48



(categoria: " Pensieri ")


Dalla prima lettera del Benna ai Dormienti, passo 24 :

Un uomo Inutile si avvicino` al BENNA e gli chiese ;
Maestro, io conosco una persona. lui crede in me, ma io non credo in me, ma in lui.
Lui pero` non crede in se` , ma in me. Cosa possiamo fare ?
Il BENNA dopo aver attentamente riflettuto, sbadiglio` portentosamente e con la palpebra calante, cosi` parlo` :
se tu credi in te stesso ma gli altri non lo fanno, sei un coglione.
se tu non credi in te ma gli altri lo fanno, sei un coglione.
se il tuo amico crede in se` ma gli altri non lo fanno, lui e` un coglione.
se il tuo amico non crede in se` ma gli altri lo fanno, lui e` un coglione.
in ogni caso tu o lui siete coglioni.
Abbiamo sempre un coglione , con un po` di culo ne abbiamo due.
L`uomo Inutile dopo aver ascoltato perplesso queste parole, pensoso si allontano`.

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marted́ 9 maggio 2006 - ore 21:37


SENTIERI GIA` ESPLORATI
(categoria: " Poesia ")


Passano gli anni
I giorni si accumulano
I vani sospiri
Si disperdono ovunque
Senza traccia.
Cammini su sentieri
Gia` esplorati
Incontrando I cocci
Dei tuoi sogni infranti
E la nostalgia
Ti lega ad un passato
Mai vissuto
Mentre, lentamente,
Il presente scorre
In silenzioso
Dolore.


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luned́ 8 maggio 2006 - ore 22:34


HO PERSO I SOGNI
(categoria: " Poesia ")


Ho perso I sogni
Come soldati valorosi
Abbandonati da un generale crudele
Muoiono uno alla volta
Spirando senza un lamento.
Neanche ricordare
Serve a nulla
Poiche` l`unica cosa
Che rimane
E` la consapevolezza
Del tempo inutile
Che e` trascorso.

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domenica 7 maggio 2006 - ore 08:45


QUATTRO MORTI
(categoria: " Poesia ")


Quattro morti. Padre anni settanta, madre sessantacinque
figlio ( minorato ) trentacinque, figlia ( adorabile ) undici.
Quattro morti, poveri nell`oblio.
Quattro morti. ieri vivi, oggi morti, domani dimenticati.
Quattro morti. Tutti uguali, tutti invisibili.
La piccola ( adorabile ) undici anni.
Un fiore nel fango, credo l`abbia scritto Stephen Crane.
Almeno lei, questo fiore, riuscira` a resistere all`oblio ?
E che vita avrebbe fatto con genitori poveri, vecchi ed alcolizzati ?
Lo ignori.
Oggi cordoglio, domni sollievo.
Tu sai che la loro vita sarebbe stata solo
un accumulo illogico di sofferenze.
La piccola ( adorabile) undici anni. E se fosse stata felice ?
Impossibile, il fato non sgarra in periferia.
Nasci segnato, peggio di Gesu` Bambino.
Quattro morti, eppure tra poco riprende la giostra.
Quattro morti, dispaccio alla tivvu`.
Quattro morti, fuori piove.
Quattro morti, e uffa !, cambi canale.

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sabato 29 aprile 2006 - ore 23:26


Il mare dalla mia terrazza
(categoria: " Poesia ")


Il mare
dalla mia terrazza
durante le giornate terse,
era una striscia di luce
un`autostrada per i miei sogni
una misteriosa promessa
di sconfinate conquiste.

Nei giorni nuvolosi, invece,
svaniva inghiottito
dal grigiore e dalla noia.
Mi lasciava solo,
miserello,
con il ricordo della sua luce.

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