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OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
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martedì 11 ottobre 2011 - ore 20:44
CONSIGLI PER L’INVERNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Allora... Direttamente dalla tradizione popolare veneta alla nostra tavola (?):
Soe de vero, porta in simitero. Aria de fessura, porta aea sepoltura.
Meditate gente, meditate. Per chi non ha capito posso tradurre, al limite...
... I tuoi coetanei... I quali in questo momento della tua vita, sono i tuoi più importanti educatori. Essi esautorano ai tuoi occhi sia la famiglia che la scuola. Riducono a ombre boccheggianti padri e maestri. E non hanno affatto bisogno di un grande sforzo per ottenere questo risultato. Anzi, non ne sono nemmeno coscienti. Essi hanno in mano un’arma potentissima: l’intimidazione e il ricatto. Essi sanno -raffinatamente- come far soffrire i loro coetanei... scoprono tale volontà come un diritto. Vi investono tutta la loro vitalità intatta e anche, naturalmente, la loro innocenza. Solo nel momento in cui i tuoi compagni diventano amici scoprono forse persuasione, comprensione, pietà, umanità: ma gli amici sono quattro cinque, al massimo. Gli altri sono lupi.
... Essi hanno qualcosa di nuovo, rispetto agli adulti. Tu sei schiacciato da tale novità: ed è questa novità - che tu temi di vivere imperfettamente, mentre la vedi vissuta perfettamente dai tuoi compagni - che costituisce il nucleo della tua ansia di apprendere. In realtà hai in cuore una sola assillante avidità: quella di condividere con i tuoi compagni, apprendendola da loro ossessivamente ogni giorno, questa novità.
Quando ascolto questa bellissima canzone dei Baustelle mi viene sempre in mente la mi nonna e mi commuovo spesso. Consiglio vivamente di ascoltarla, magari ricorda qualcosa anche a voi. Mi piace molto leggere i post lunghi e frequenti di alcuni blog che frequento, e li invidio un po’. io non ci riesco più, forse non ho più molto da dire da un po’ e sforzarsi non serve a niente. A quei tempi casa nostra era piena di gente, molto frequentata e piena di vita. Ora siamo in tre compresa la gatta e io non so se ce la faccio a riempirla di nuovo. Viveva a casa nostra e fece la sarta finché le mani, l’Alzheimer e poi la paralisi gliel’hanno permesso. A casa mia tutti sanno attaccare un bottone, perfino io se mi impegno. Un tempo ero capace. Mia nonna malediva i tedeschi, che non dovevano azzardarsi a venire qui, fossero stati anche quelli che avevano progettato l’attentato contro Hitler. Mia nonna c’aveva le sue canzoni per tenermi a bada da bambino... C’era la storia di Sior Intento che dura poco tempo... E poi Bella Ciao, Tanto pe’ cantà, Azzurro... Mia nonna che consegui la licenza media tipo a 72 anni, che andava all’Università x gli anziani, che mi portava a casa l’ovetto Kinder, che non voleva guardare il film col "negro" (Eddie Murphy), che in pensione ha girato tutta l’Europa con i viaggi organizzati, quelli che poi ti regalavano le pentole o i piatti, mia nonna e le scatole piene di bottoni, i fili per terra e gli spilli che usavo per bucare le sedie in pelle. Mia nonna mi manca tanto e mi piacerebbe rivederla almeno una volta e non è l’unica... Non accadrà mai. Ogni tanto mi viene a trovare in sogno e sembra presente. E poi, è vero, nella vita certe cose non tornano più, non si apprezza mai troppo quello che si sta vivendo, e invece quello che al momento sembra fare schifo lo si ricorda con piacere dopo anni... pazzesco.
All’epoca mia venivi al mondo e la libertà non esisteva E la Prima Guerra era finita Fiume era già stata conquistata Alle scuole elementari c’era poco da scherzare Si rideva e si ballava solo per la mietitura All’epoca mia il telefono non c’era Mi arruolarono Era quasi primavera E le radio ci trasmettevano canti di paura Da cantare quando è sera Quindi disertai Era il ’43 Ed eccomi qui: un vegetale Cento anni non portati male Lascio il mondo che mi ha maltrattato Me ne vado, mi sono stufato Vi ho voluto bene, adesso vado Sono stato un comunista Avevo un sogno, una speranza Arrivederci, amore. Addio. All’epoca mia non usavi il cellulare Mi arruolarono Non si stava così male Ma le radio ci trasmettevano canti di paura da cantare quando è sera Quindi me ne andai. Era il ’43.
Oggi 52 gallerie del Pasubio. 1000 metri di dislivello. 8 chilometri di salita, 11 di discesa. Costruite dai soldati italiani nel 1917 per fottere gli Asburgo. Ho preso il sole e sono rosso bordeaux, ma non essendomi fatto la barba sotto sono bianco, quindi non me la farò neanche stasera, per non sembrare + pajasso di quello che sono. P.S. Sono talmente stanco che non riesco a dormire, a volte capita.
Non ero certo il suo fan più accanito però mi dispiace un botto... Ma come si fa a morire a 27 anni?! Assurdo... Come Jim e Janis... La canzone che mi piaceva di più: