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ORA VORREI TANTO...



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ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) Essere disprezzato in quello che ritieni ti renda speciale.
3) dare l'anima per aiutare gli altri e prendersela sempre in quel posto!!!!!!!!
4) la vita è come una lavagna..dove lasperanzascrive la realtà cancella..

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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SONDAGGIO: UN NUOVO GOVERNO MIGLIORERÀ LA SITUAZIONE DELL’’ITALIA?


E’’ caduto il governo Prodi. Il futuro sarà migliore? A mio avviso no. Per migliorare la loro vita gli italiani devono fuggire all’’estero.

SI
NO

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lunedì 25 settembre 2006 - ore 22:31


DOMANDINA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


(dal forum di jumpy)
inviato da cicoloco alle 5:04 PM del 25/9/2006

CHI SA’ DIRMI PERCHE’ ESISTE IL REATO DI APOLOGIA DEL NAZI/FASCISMO (che hanno sicuramente provocato lutti e drammi in tutta l’Europa ed oltre i confini della stessa) MA NON ESISTE IL REATO DI APOLOGIA DEL COMUNISMO (che se la matematica non è una semplice opinione di morti ne ha provocati molti di più, senza contare che alcuni parlamentari ancor oggi -lautamente- da noi stipendiati percepivano somme ingenti di danaro dall’Unione Sovietica x spiare il proprio paese mentre in quei luoghi nostri connazionali morivano di stenti e privazioni) ??????????????????

P.S. La morte di nostri connazionali in unione sovietica è documentata da libri di saggisti-scrittori di sinistra, quindi ritengo non sia una panzana


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lunedì 25 settembre 2006 - ore 14:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")





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venerdì 22 settembre 2006 - ore 16:16


Invito tutti a visitare questo sito...è una bomba
(categoria: " Vita Quotidiana ")



www.italian.faithfreedom.org/website/readArticle2.php?article=69



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giovedì 21 settembre 2006 - ore 22:47



(categoria: " Fotografia e arte.. ")





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giovedì 21 settembre 2006 - ore 16:20


Nessuna solidarietà a Ratzinger Il Senato la blocca per un voto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[...] Dunque è ancora polemica aspra tra la maggioranza e la Casa delle libertà che accusa il centrosinistra di indifferenza nei confronti delle minacce ricevute da Papa Ratzinger dopo il suo discorso di Ratisbona. Interpellato dai giornalisti a New York (dove si trova per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu) Prodi risponde che «non c’è nessun elemento» che comporti l’elevazione del livello di rischio nel nostro Paese dopo le minacce di Al Qaida contro il Pontefice e la Santa Sede.
E se Prodi in sostanza si limita ad ignorare le ripetute minacce al Papa e al mondo cattolico nella sua maggioranza c’è anche chi attacca direttamente Ratzinger. Per l’europarlamentare Lilli Gruber «il Pontefice ha messo benzina sul fuoco». La Gruber emette la sua sentenza di condanna osservando che non si deve «dipingere il mondo islamico e la sua religione come fonte di ogni male».
L’indifferenza del premier viene stigmatizzata dal capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani. «Prodi non ha difeso il Santo Padre dai violenti attacchi dell’Islam integralista - dice Schifani -. È gravissimo. Come sempre il professore si nasconde dietro colpevoli silenzi e pericolose ambiguità». Durissimo il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. «Se Prodi dichiara di non avere alcun elemento di allarme per le minacce di Al Qaida allora è meglio che resti in Cina e rassegni le dimissioni da presidente del Consiglio - dice Calderoli -. Il Paese non sa cosa farsene di un premier che flirta con gli integralisti islamici e che non difende il Santo Padre e il proprio territorio da questi pericoli».
Marco Taradash, Riformatori liberali, attacca il premier che, «continua a non spendere una parola sull’intimidazione costante che pende sulla libertà di espressione, ogni qualvolta venga pronunciata una frase sgradita al fondamentalismo religioso islamico».
Anche la Gruber non si salva dalle critiche del Polo. «Le parole della Gruber dimostrano quante connivenze esistano tra estremismo islamico e alcuni esponenti della sinistra italiana - dice il capogruppo Udc Luca Volontè -. La giornalista evidentemente antepone il suo odio anticattolico alla difesa della laicità e dell’identità cristiana». [...]


Il Giornale 20 settembre 2006




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mercoledì 20 settembre 2006 - ore 15:19


La denuncia coraggiosa di un giornale panarabo
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Vignetta islamica contro il Vaticano




Vignetta islamica contro il Papa


«Ma siamo solo noi musulmani a insultare sempre la Croce»

Editorialista del giornale panarabo «Elaph» si ribella: «Ogni venerdì nelle nostre moschee commettiamo mille volte più errori del Papa incitando padri e figli all’odio»…


È una voce. Una sola, ma coraggiosa. Non risuona nelle moschee, ma si esprime sulle pagine on line di Elaph, uno dei giornali panarabi più letti su Internet. La redazione è a Londra, l’orientamento modernista e liberale. Basta un clic per accorgersene: sulla colonna di sinistra appaiono foto di giornaliste e cantanti arabe vestite e in pose inequivocabilmente occidentali. Ieri il direttore Othman Al-Omeir ha deciso di rompere il coro di critiche al Papa - che in questi giorni ha unito moderati e fondamentalisti musulmani - pubblicando un commento in cui si ribalta la prospettiva.
«Sì il Papa avrà pure sbagliato, però ha presentato subito qualcosa di molto simile a delle scuse dicendo che le sue parole sono state fraintese - si legge nel testo, rilanciato in Italia dall’agenzia Apcom -. Ma quanti sono i nostri Muftì Ulema islamici che si sono espressi per spiegare che è contrario alla spirito dell’Islam offendere i cristiani ogni venerdì nei sermoni delle nostre moschee?», si chiede Hani al Nakshabandih, che giudica «strumentale» la protesta, perchè «le parole di Benedetto XVI non possono in alcun modo minacciare l’Islam, nè intaccare la figura del Profeta». Tanto più che la Santa Sede da tempo dimostra grande cautela e rispetto nel porsi verso le altre religioni. E Benedetto XVI non ha certo rinnegato la linea del dialogo.

Si può dire altrettanto dei religiosi musulmani? No, secondo l’editorialista di Elaph, che, con notevole audacia, elenca i torti «quotidiani» commessi dall’Islam, nei confronti delle altre religioni: «Noi commettiamo errori mille volte più del Papa - scrive - Nei sermoni del venerdì insultiamo cristiani ed ebrei, chiedendo a Dio di distruggerli». E ancora: «In ogni scuola, inculchiamo ai nostri alunni che i cristiani sono impuri ed andranno all’inferno. In ogni casa cresciamo i nostri figli insegnando che cristiani ed ebrei sono i nostri principali nemici e che dovremo ucciderli altrimenti loro ammazzeranno noi». «Ma i nostri Ulema tacciono, salvo poi scattare all’unisono quando il Pontefice parla della persona del Profeta». È un’ipocrisia, inaccettabile per Hani al Nakshabandih. «I dotti dell’Islam rispondono all’errore con un’altro errore: offendere Maometto, non è più grave dell’insulto ai cristiani».

[...] C’è da rabbrividire.

Altro che dialogo, altro che comprensione. Quegli imam diffondono un Credo totalitario intriso di violenza, che trova eco persino in alcuni documenti ufficiali del governo di Riad. Si sostiene che è un obbligo religioso per ogni musulmano odiare cristiani ed ebrei e che non bisogna imitarli, nè fraternizzare con loro nè aiutarli in alcun modo. Guai a salutarli per primi, guai a porgere gli auguri a Natale. La democrazia è anti-islamica e dunque va respinta. I «Fratelli» che si trovano nelle terre dei miscredenti devono comportarsi come se fossero in missione dietro le linee nemiche, acquisendo nuove conoscenze e fondi da usare per la Guerra Santa o facendo proselitismo. Qualunque altra ragione non è ammessa. E chi osa convertirsi sappia che verrà ucciso.
Così si parla nelle moschee e nelle scuole coraniche wahabite. Il problema è innanzitutto lì.


di Marcello Foa

Il Giornale n. 37 del 18-09-06 pagina 4



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mercoledì 20 settembre 2006 - ore 00:23


Impossibile discutere
(categoria: " Riflessioni ")


Non scriverò mai più nulla nel forum.

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lunedì 18 settembre 2006 - ore 23:46


Amato: sponsor per immigrati
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ferrero:no sanatoria, si pensa a legge su liberta’ religiosa

(ANSA)-GENOVA,18 SET- Venire a cercare lavoro in Italia garantiti da uno sponsor. E’ una delle strade indicate da Giuliano Amato per favorire l’immigrazione legale. Il ministro dell’Interno, alla conferenza sull’immigrazione a Genova, ha proposto anche l’istituzione all’estero di un grande ufficio di collocamento. Il ministro per la solidarieta’ sociale Ferrero ha precisato che il Governo non pensa a nuove sanatorie ma piuttosto a "una legge che permetta di affrontare il tema delle diversita’ culturali e religiose".


Per un attimo avevo pensato di inserire anche una foto di questo personaggio, ma mi faceva troppo schifo e non ce l’ho fatta

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domenica 17 settembre 2006 - ore 11:44


Islam, il Pontefice "è dispiaciuto" Papa minacciato, Angelus blindato
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Marocco ritira ambasciatore da S.Sede

Sempre più pesante la polemica sulle parole di Benedetto XVI: il Vaticano ha dichiarato ufficialmente che il Papa è "dispiaciuto" se il suo discorso è risultato offensivo. Ma i Fratelli Musulmani attendono le "vere scuse" del Pontefice e sul sito di un gruppo armato iracheno si legge: "Noi giuriamo di distruggere la loro croce nel cuore di Roma...". La minaccia è ritenuta credibile.
Teheran chiede al Papa di correggere il suo errore.


E che poi gli ignoranti non mi vengano a dire che esiste l’Islam moderato. Si documentino e aprano gli occhi!

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venerdì 15 settembre 2006 - ore 14:36


Oriana Fallaci muore in un giorno in cui riaffiora una tematica a lei molto cara
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il dramma teologico

Editoriale da Il Foglio


Mentre le classi dirigenti (e alcuni dei loro giornali) si occupano ossessivamente di nomine in Rai e di merchant bank di stato, oppure pacificano il mondo non senza una certa vanità da interposizione, il Papa ha deciso di mettere in scena il vero dramma, e quanto spettacolare, del nostro tempo. Lo ha fatto con il rigore di un teologo tedesco, in una sede universitaria prestigiosa e solenne, e lo ha fatto con la sua mite cautela che non si mangia però la verità delle cose.


Ha parlato dell’islam senza ripetere le solite banalità ireniste e multiculturali. E ha parlato dell’occidente cristiano e del suo fulcro identitario, la capacità di combinare ragione e fede in molti modi diversi che, non nel loro corso storico, ma nel loro approdo e nella loro scaturigine parlano di un Dio che vive e si esperisce, nonostante il mistero, in vera analogia con la condizione umana, dunque un Signore e Padre non capriccioso, non arbitrario, diverso dal Dio dell’ortodossia maomettana, per non dire di quello invocato dai tagliagole del fondamentalismo islamista e jihadista di cui abbiamo qualche amara esperienza.

Il risultato, prevedibile, è che le autorità islamiche turche, cioè il più alto rappresentante dell’islam di Stato, gli hanno consegnato un avviso: in terra islamica il Papa cattolico è persona non grata. Si sapeva che l’islam è permaloso, che certo islam radicalizzato ammazza o dà mandato di ammazzare per la mano di Mohammed B., l’assassino materiale di Theo van Gogh, e per decreto di -Khomeini, l’ayatollah che emise la fatwa assassina contro Salman Rushdie. La tv al Jazeera ha sputato fuoco e veleno, i capi dell’islam europeo pretendono le scuse, e nonostante la buona volontà diplomatica di curia c’è da sperare che non le ottengano. Sarebbe una catastrofe.

Benedetto XVI non ha niente di cui scusarsi, non ha "attaccato l’islam", ha bensì parlato dell’islam e del cristianesimo e dell’ebraismo veterotestamentario e del pensiero greco, e lo ha fatto in nome, se si può usare questa formula consumata dagli equivoci dell’illuminismo ideologico e radicale, del libero pensiero. Ha fatto ciò che nel mondo islamico, pena la testa, è vietato fare: ha ragionato sulla fede, sulle Scritture e sul Corano, e ha collocato anche il credo di Cristo, di cui è vicario, in un contesto di libera discussione con la ragione umana, con la scienza moderna, con la filosofia e la cultura di questo nostro mondo e di quell’altro. Un gesto da guida culturale e spirituale di un mondo di liberi, che sarebbe rinnegato, dopo l’edulcorazione equivoca a cui è già stato sottoposto, solo a prezzo di una perdita di senso e di immagine e di forza per l’ultimo filosofo dell’occidente, e per l’ultima istituzione universale che ha il senso della storia e sa leggere il presente.


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