"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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martedì 13 settembre 2011 - ore 14:32
Nursery Rhyme
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Noi, in questo soffiare del tempo perdiamo i nostri sogni come gli alberi danno le loro foglie alla terra senza più poesie da lamentare siamo ancora qui senza riparo alcuno.
Non trovando ombra che ci protegga dalla furia del sole Non riuscendo a sciogliere loscuro ghiaccio della notte. Solo correre veloci in vano e poi correre ancora.
Noi, senza tramonti in vista affrontiamo insieme il tempo che passa Senza più poesie da recitare Siamo ancora svegli in questincubo cercando di trovare le rime.
Un triste ruscello scorre giù dalle stelle attraversando i miei sogni, raggiungendo il mio cuore. In questo ruscello trovo il mio paradiso Il suono e profondo nella notte dove i lupi ululano al loro chiaro di luna E in questoscurità e dolce perdere la via.
Non ce tempo per baciare il mio addio, tocco il tuo viso per lultima volta, lascio questi giardini del dolore. Per sempre.
Dammi un motivo per rimanere, te ne darò mille per andar via. Cerchiamo insieme un posto migliore.
* * *
Ehi tu creatura venuta dalla notte Perché sento il bisogno di perdermi nelle profondità dei tuoi occhi? E lo stesso motivo per cui il tuo viso narra di un pianto?
O sono semplicemente le nostre braccia desiderose di intrecciarsi? Dimmi cose che divide le nostre labbra dal così bramato interminabile bacio? Cose questa miseria che unisce il tuo cielo piovoso al mio?
Riesci a sentire il mio grido? Riesci a sentire il mio grido da dentro di me?
* * *
Ho visto i tuoi sogni ad occhi aperti frantumarsi in infinti fiocchi di neve Erano lucenti come stelle, e ognuno di loro era un magico sogno che si avverava
* * *
Cavalca di nuovo quelle note e tutta quella sabbia Troverai la stessa voglia di spiegare le nostre ali su di questa terra disarmonica.
Il mare continua ad infrangersi su quella sabbia E nessuna stella brilla più sulla mia mano.
Stesso desiderio, stesso oro, stessi campi di rosso sognante Stesso cielo scuro di nubi disperate sopra i nostri capi appassiti.
"Non avevo altra scelta che ascoltarti, hai esposto le tue ragioni così tante volte.. ci ho pensato su.
Mi tratti come fossi una principessa non sono abituata a farmelo piacere. Mi chiedi com’è andata la giornata.
Mi hai già conquistata, nonostante la mia resistenza. E non ti allarmare se cado, con un salto mortale. Non sorprenderti se ti amo per tutto ciò che sei.. non posso farne a meno. E’ tutta colpa tua.
Il tuo amore è denso e mi ha inghiottita per intero. Sei molto più coraggioso di quanto mi aspettavo, non sono parole senza convinzione.
Mi hai già conquistata, nonostante la mia resistenza. E non ti allarmare se cado, con un salto mortale. Non sorprenderti se ti amo per tutto ciò che sei Non posso farne a meno. E’ tutta colpa tua.
Sei portatore di cose incondizionate trattieni il fiato e tieni la porta per me. Grazie per la tua pazienza.
Sei il miglior ascoltatore che abbia mai conosciuto Sei il mio migliore amico…migliore amico con vantaggi. Perché mi ci è voluto tanto?
Non avevo mai provato un tale benessere prima. Non ho mai voluto niente di razionale. Ne sono consapevole ora. Ne sono consapevole ora."
Ho sempre pensato di sapere chi fossi…Ora ho bisogno di sapere chi sono.
Non voglio più fare la vittima, non voglio più chiedermi se per te sono degna. Sono stanca di sentirmi fiera e vuota, di consumare lacrime in rigagnoli d’orgoglio stantio.
Prima di conoscerti ero piena di illusioni da usare come scudi. Mi piaceva perdermi in giardini d’infanzia, in vicoli soleggiati senza pretese di realtà. E’ la vita che mi delude, non sei tu.
Tutte le illusioni travestite da benefattrici, tutte le attese nutrite di aspettative sbagliate, tornano indietro per prendermi a schiaffi, e ho quella sensazione di non capirne il motivo ma di sapere perfettamente che è meritato, dovuto.
Voglio cambiare senza una vera convinzione. Voglio aggiustare le crepe e unire le estremità che non combaciano. Ma ogni cosa si complica e segue sentieri che non governo, tanto che alla fine rimango a giocare coi miei propositi falliti tra le dita, chiedendomi se almeno il caso ha seminato brandelli di felicità nelle fessure dei miei sbagli.
Ti guardo e ti vedo come un gigante, il guardiano di tutte le chiavi che nella mia vita ho fabbricato. Diverso da tutto ciò che concepisco eppure affine, così accondiscendente e proteso verso di me. Sei un dio che pervade ogni cosa che tocca, e come un angelo rinnegato io sono quello in grado di distruggerla.
Ma sto imparando a leggere nei tuoi occhi, e non ho timore delle bugie quando capisco quel che stai pensando. Soffro ogni momento che mi lasci sola e siedo accanto alla volpe nel campo di grano, lasciando che il vento mi solletichi il manto con carezze avide e lenitive.
Hai addomesticato il lupo che è dentro di me, hai ammaliato la volpe e le hai insegnato che nulla è scontato, nemmeno i lieto fine delle storie per bambini.
Ogni notte mi reclama la luna distante, mi tenta col richiamo della sua solitudine, ma finché seguo i tuoi passi e ti lascio condurmi per mano, comprendo che la mia natura è la tua, che quel brivido lungo la schiena che mi fa ululare sei tu.
“C’è a pelo dell’acqua una vibrazione, c’è una vaga pena dentro il mio cuore.
Non è perché la brezza o quel che si voglia muova questa indecisa vibrazione che oscilla,
né è perché io senta un dolore qualsiasi. La mia anima è indistinta, non sa ciò che vuole.
E’ un dolore sereno, soffre perché vede. Provo tanta pena! Sapessi io di che…”
La verita’ non e’ cio’ che e’ dimostrabile
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ma cio’ che e’ ineluttabile.
***
“Tutto ciò di cui avevo bisogno si intrecciò nel trovarti un giorno. Ti porterei via lontano, al rifugio dei sognatori, dove risanare le cicatrici e cambiare le stelle.”
***
Colui che è perso nel labirinto impara a sue spese che la libertà non consiste tanto nel trovare l’uscita, quanto nel percorrere la strada che si snoda tra infiniti svincoli pregni di valore.
Ma non saprei dire se è più grande la grazia di questo dono o la maledizione di sentirmi tanto fragile e in balia di sentimenti che non controllo appieno. I dubbi più sciocchi mi assalgono e si alzano imponenti sopra il mio capo, nutriti di paure che non ho motivo di provare.
Oscillo tra baci che sanno di pioggia ed abbracci che mi fanno dimenticare la terra che mi manca sotto i piedi, ma sono costretta a ricordare che anche i giorni più belli finiscono sempre con lo stesso tramonto.
Il sogno incantato svanisce e riemergo dalle profondità di quell’abisso che chiamiamo paradiso, per ritrovarmi a terra ad annaspare alla ricerca dell’aria che mi manca e mi fa soffocare senza di lui.
E’ strano come a volte si realizzi qualcosa di tremendamente importante nella spietatezza di un attimo banale, e quasi insignificante, se inserito nel complessivo scorrere del tempo.
Come quando da bambino capisci che la neve è una poesia candidamente divina ma in grado di uccidere col suo gelo, o che un uccello caduto dal nido non potrà più volare.
Come quando cresci e comprendi che l’innocenza si rompe col passare del tempo, che siamo diversi dietro gli occhi degli altri e non c’è bisogno di nasconderlo.
Come quando un adesivo si stacca o un’immagine che non hai voluto ti si imprime nel cuore continuando a fare male.
***
“Ricamo delle stelle, spoglia i miei sentimenti per questa terra, mandami il tuo unguento per lenire le mie cicatrici, e lascia che questa nudità sia la mia nascita.”
***
A volte mi chiedo se ci sia ancora una raminga col cuore infranto e le mani insanguinate che vaga senza meta, perennemente schiava di quell’ardore distruttivo che la caratterizzava. Mi chiedo se rimanga qualcosa dell’inverno sepolto sotto troppa neve, o se ci sia almeno una stella che ancora ricordi come le notti potessero esser fredde e desolate su quel sentiero perduto.
O forse ci sono due folli amanti sotto la luna argentata, in qualche posto dove le stelle sono a portata di mano, uniti per attendere l’alba l’uno tra le braccia dell’altro. Ma ogni sussurro che unisce i loro respiri è troppo fragile per poter realmente esistere. Sono solo sospiri di effimera bellezza dimenticata, calpestata dalla spietatezza di bugie vestite a festa.
Magari, semplicemente, troppe albe si sono succedute cancellando anche i più tenaci residui di sogni, e quel che deve sparire per sempre finisce relegato in un remoto angolo di fantasia.
Tutto ciò che poteva essere non è stato.
Tutto ciò che rimane è il bisogno di un perdono.
Tutte le lapidi in fila sono decorate tanto di allori di trionfo quanto di vessilli di fallimento, ma nessuna è insignificante, e nessuna sarà mai dimenticata.
Il labirinto mi allontana da tutto questo e mi complica la via, sia che io tenti di avanzare, sia che mi perda a guardarmi indietro.
Ma sotto i miei passi tutto resta, sedimenta, esiste.
I cant remember how this got started...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...but I can tell you exactly how it will end.
A volte sono felice, a volte. Sono bagliori di luna che si perdono tra le onde, riflessi senza consistenza, maschere poggiate sopra visi di porcellana. Specchi e immagini fasulle fanno così tanta luce: disorientano il pensiero, e non tracciano nessuna via.
A volte guardo le stelle, a volte. Indifferenza distante e lacrime d’argento senza una spalla su cui scorrere per trovare conforto. Niente più desideri per me, e l’hanno capito pure loro, rinfacciandomelo silenziosamente.
A volte sogno ancora, a volte. Pezzetti di parole incollati a fogli di carta che nascondo dove non li troverà nessuno. Vorrei che diventassero parole, suono, voce o urlo. Vorrei avere ancora uno specchio in cui ritrovarli senza doverli partorire da sola.
A volte sono sola, a volte. E nessuno può farci nulla, perché nessuno vuole più entrare, non realmente. E come farne una colpa? Persino io ho chiuso fuori me stessa.
Ma a volte busso ancora, a volte.
“A volte penso che qui sono felice. A volte. Di nuovo, fingo ancora.”
prendimi l’altra metà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tu. Stiamo qui, stiamo là. C’è l’amore a cena, e tu dimmi sì, se ti va, il mio letto è forte, e tu pesi poco di più della gommapiuma tu, perchè tu non ci sei e mi sto spogliando.
Tu, quanti anni mi dai? ho un lavoro strano e tu, ma va là che lo sai vista da vicino tu sei più bella che mai baci da un minuto tu non ne dai, non ne dai. Chi ti ha fatto entrare?
Tu, chi mi brucia sei tu e anche la mia marcia in più, ed un po’ di follia quanto basta perchè tu come lei, non sei mia se mi fai l’amore ti canterò come se fossi una canzone.
Canterò e camminando sveglierò chi sta sognando più di me al mondo siamo io e te, ragazza triste. Canterò la pioggia perchè venga giù il vento che si calmi un po’ il cielo perchè sia più blu e mi sorrida tu.
Tu, non sarai mica tu una saponetta che scivolando non c’è dimmi che da un’ora tu hai bisogno di me che ti ossigeno di più dimmi che non sei tu un miraggio, ma sei tu.
Canterò e camminando sveglierò chi sta sognando più di me al mondo siamo io e te, ragazza triste. Canterò la pioggia perchè venga giù il vento che si calmi un po’ il cielo perchè sia più blu e mi sorrida tu.
"Gli innamorati si inventano il sole nei freddi grappini di un bar ladri sfacciati di baci e parole che scappano dalla realtà."
“E quando la vita sembra essere completa arriva a farci crollare giù l’elemento della sorpresa l’attacco vendicatore. Ti manderà dritto schiena a terra in uno stato di deja-vu. Ecco che arriva di nuovo mostrando il suo volto raccapricciante.
Assaltando i sensi Urlando nella mente Macchinando piani diabolici Non c’è bisogno di sottovalutarlo
Preparati a ciò che non puoi vedere Aspettati l’inaspettato e ti risparmierai uno stato di shock Un gioco di attese, aspettando di vedere Aspettati l’inaspettato e ti risparmierai uno stato di shock
Un’altra lezione imparata per andare con gli altri che siedono e aspettano di vedere una voce silenziosa
Non importa chi tu sia In questo senso siamo tutti uguali Assaggiare la tranquillità sarebbe estasi Mi sto aggrappando con tutta la mia forza a questa corsa che chiamiamo vita Scaraventato di fronte alla chiarezza Non più sorpreso.”
(Control Denied - Expect the Unexpected )
Non puoi trascinarmi a fondo con te se non sei disposto almeno a tenermi per mano. Non ho più brandelli di pelle da offrire per farmi scarnificare.
"Proprio come una spia attraverso fumo e luci Sono fuggita dalla porta di servizio del mondo Ed ho visto le cose diventare più piccole La paura come pure la tentazione
Ora ogni cosa è un’immagine riflessa Mentre mi faccio strada attraverso questo labirinto Ed il mio senso dell’orientamento Si è perso come il suono dei miei passi Si è perso come il suono dei miei passi
Profumo di fiori secchi E sto camminando attraverso la nebbia Sto camminando attraverso la nebbia Profumo di fiori secchi E sto camminando attraverso la nebbia Sto camminando attraverso la nebbia.
Vedo i miei ricordi in bianco e nero Sono trascurati dallo spazio e dal tempo Ho messo via tutti i miei giorni in scatole Ho lasciato i miei desideri così lontani Scopro che la mia sola salvezza È giocare a nascondino in questo labirinto Oh, la mia… la mia capacità di comunicare con gli altri Si è persa come il suono dei miei passi
Profumo di fiori secchi E sto camminando attraverso la nebbia
Parole, suoni, musica e giro vorticosamente dentro Parole, suoni, musica e giro vorticosamente fuori
Voglio rimanere qui Perché sto aspettando la pioggia E voglio che lavi via Ogni cosa, ogni cosa, ogni cosa…
Profumo di fiori secchi E sto camminando attraverso la nebbia
C’è stato un tempo in cui non conoscevo la voragine. Lei stava lì, silenziosa, sospesa nell’indistinto fluire dell’esistenza che cerca di scorrere lenta tra rassicuranti sentieri.
Forse simile a una trappola, o a un dirupo al limitare della valle celato dalla foschia mattutina che attarda il risveglio. Forse più affine all’incubo che giunge a turbare i sogni per non permettere che s’innalzino mai troppo oltre le nuvole. Sì, lei era lì, e non ne dava segno.
Non un passo falso né una rotta sbagliata posso biasimare, se d’un tratto l’ho trovata lì: davanti all’ultimo mio passo, e nell’istante di un lieve franare oltre l’orlo dell’indicibile, ho concepito tutto quello che avevo sempre ignorato.
Non c’è nemmeno posto per la paura quando si fissa il buio più totale. C’è solo quel risucchio senza fondo che si spinge vorticando verso l’ignoto indecifrabile, e quel piccolo barlume di volontà che guida i passi a scansarsi debolmente di lato. E’ una spirale che costeggia il vuoto, una marionetta che cammina in circoli. Ma l’orlo a volte è così vicino che sembra quasi meraviglioso il paradosso di poter decidere se cadere.
Vuoto e oscurità infiniti, come lavagne scure sulle quali dipingere il seme della follia che cresce libero e incontrollato. E dolore che non fa male, o forse soltanto il dramma dell’esistere che si dispiega innanzi agli occhi nella sua cruda realtà.
A nessuno piace trovare la sua voragine, eppure lei sopravvive immota, senza colpe e senza ragioni, come il cattivo nelle favole che da bambini ci fa arrabbiare perché vorremmo che i personaggi non lo incontrassero mai.
Così è arrivato il tempo del vortice, della danza scomposta tesa ad avanzare incespicando lungo il bordo di un buco nero. Ma non c’è libertà nel lasciarsi soggiogare, non c’è dignità nel girare attorno ai propri incubi tentando di relegarli in soffitte sempre troppo strette.
E’ allora che ho capito perché bisogna essere funamboli. E l’ho capito sulla mia pelle. Niente più circoli che affondano verso l’abisso, ma una corda tesa dritta avanti, sottile e fragile, che si erge maestosa sopra l’ignoto. Il tempo di Neve.
Non vedo mai dove la fune termina, ma avanzo imperterrita, sospesa al di sopra di quella voragine, decisa a temerla, sfidarla, amarla. Quante energie perse a scappare, a serrare gli occhi per non vedere, a tentare con codardia di aggirare un ostacolo che non si sposterà mai? La fune annulla ogni cosa e traccia vie nuove, anche se il prezzo da pagare è una ricerca d’equilibrio che non può arrestarsi mai.
Funambola per scelta, vedo ancora la mia voragine, ma la fisso dritta negli occhi e la calpesto, lasciandole il desiderio di potermi avere un giorno, quando l’equilibrio verrà meno, o qualcos’altro attenterà a quel filo labile che si erge come mia salvezza.
La voragine, la vedo allungarsi verso di me di tanto in tanto, protendere le sue ali nere e fumose verso l’azzurro del cielo che potrebbe forse annientarla se solo la sua luce non fosse così distante. Ma finché avrò forza per danzare in equilibrio sulla vita, non temo il sublime attimo della caduta, che pure in un istante indefinito nell’immensità del tempo attende.
Quel che solo a fatica posso spiegare è come a volte io riesca a scorgere cose meravigliose in quell’oscurità. Vedo fiaccole che tremano fragili sfidando il buio, e scorgo specchi incrostati di sangue che si infrangono non appena qualche immagine felice li attraversa.
Vedo il riflesso dei miei desideri e prendo coscienza che è lì che stanno, proprio lì sotto dove più temo di dovermi spingere. Giacciono assopiti sotto la polvere di tante illusioni frantumate: tutti fantocci di sogni fasulli, che non hanno mai avuto la forza di attingere al più puro desiderio. E’ così che capisco con una semplicità disarmante, ogni volta che mi perdo nel labirinto dei suoi occhi, che l’unico modo per rincorrere i miei sogni è tuffarmi nella voragine, annegare nella tormenta che impazza tra due cuori troppo carichi di vita che d’improvviso si scontrano.
E’ così che attraverso di lui forse sto imparando un’altra via oltre la fune. E’ così che forse è giunto un nuovo tempo che ancora non conosco.
So chi sono stata, ma non conosco ciò che sto divenendo, e come la marea il mio cuore segue impetuoso i cambiamenti dettati dalla luna distante. Ma forse nemmeno della luna ho più davvero bisogno, perché non è mai notte quando vedo il suo volto, e non è nemmeno giorno, non c’è nessun bosco solitario né alcuna ombra sul sentiero: lui è l’intero mondo ed è lì a guardarmi, cancellando in un solo istante tutto ciò che sta all’infuori di noi due. Non c’è null’altro al mondo in grado di possedermi così totalmente, in un solo attimo, di rapire la mia mente e sollevarla verso un paradiso fatto solo di noi due.
E’ l’oceano intero che vedo nei suoi occhi, ed è immenso, profondo e inquieto, ma con disarmante naturalezza sa trasformarsi in specchio nel quale rimirare il mio cuore, sparso in immagini frammentate in balia delle onde. E’ veleno che stillano i suoi occhi, quel veleno al quale corrono a dissetarsi i miei sogni, ed è incanto la sua voce, quel suono profondo che mi fa vacillare e mi spinge alle rive della più viziata ebbrezza.
A volte troppo banalmente ammettiamo di cambiare, ma se lui non è più la stessa persona che era, anch’io non sono più soltanto io se non riesco a spiegare me stessa e la mia vita prescindendo da lui. E’ come se si fosse infilato sotto la mia pelle e mi scorresse nelle vene, come sangue estraneo che ho fatto mio, o come veleno al quale ho acconsentito di assuefarmi lentamente.
Non voglio fermarmi a guardare indietro, né costringere me stessa a tirare le somme di scelte che ho fatto volendole pienamente, perché finché ci saranno le mie convinzioni a sostenermi non mi importa cosa lascio per strada, ma soltanto cosa riesco a raggiungere, rincorrendoci attraverso cunicoli che non sapremo mai dove portano.
Come una stella cadente vorrei continuare a bruciare nel cielo, seguendo un cammino impossibile da arrestare, lasciandomi alle spalle soltanto una scia di frammenti argentati perduti. Se potessi prevedere la linea labile di quella scia, sono certa che punterebbe dritta laggiù, verso la voragine.
Ma è un tempo nuovo, e niente ancora conosco, anche se tutto percepisco. Tutto di lui, l’unica cosa che ora mi importa.
The Grace and the Curse
(categoria: " Vita Quotidiana ")
(G. Verdi - La Traviata)
VIOLETTA
È strano! è strano! in core Scolpiti ho quegli accenti! Sarìa per me sventura un serio amore? Che risolvi, o turbata anima mia? Null’uomo ancora t’accendeva, O gioia Ch’io non conobbi, essere amata amando!
E sdegnarla poss’io Per l’aride follie del viver mio? Ah, fors’è lui che l’anima Solinga ne’ tumulti Godea sovente pingere De’ suoi colori occulti!
Lui che modesto e vigile All’egre soglie ascese, E nuova febbre accese, Destandomi all’amor. A quell’amor ch’è palpito Dell’universo intero, Misterioso, altero, Croce e delizia al cor.
A me fanciulla, un candido E trepido desire Questi effigiò dolcissimo Signor dell’avvenire, Quando ne’ cieli il raggio Di sua beltà vedea, E tutta me pascea Di quel divino error.
Sentìa che amore è palpito Dell’universo intero, Misterioso, altero, Croce e delizia al cor!
ALFREDO
Lunge da lei per me non v’ha diletto! Volaron già tre lune Dacché la mia Violetta Agi per me lasciò, dovizie, onori, E le pompose feste Ove, agli omaggi avvezza, Vedea schiavo ciascun di sua bellezza Ed or contenta in questi ameni luoghi Tutto scorda per me.
Qui presso a lei Io rinascer mi sento, E dal soffio d’amor rigenerato Scordo ne’ gaudii suoi tutto il passato. De’ miei bollenti spiriti Il giovanile ardore Ella temprò col placido Sorriso dell’amore! Dal dì che disse: vivere Io voglio a te fedel,
Non sarà facile, ma sai...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...si muore un po’ per poter vivere.
<<..in che buio sei?>>
E ti vengo a cercare, guaritore d’animi. Anche se non ho più nulla da aggiustare, perchè mi piace la mia soffitta di bambole a pezzi. Le tarme che le han divorate son già volate via come farfalle. E io non inseguo più farfalle da un pezzo, ormai.
E’ sempre meglio cantare quel che non si riesce a dire.
Ti sento ancora ridere nei tramonti di estati lontane. Ti vedo dipingere tra le nuvole che nascondono le stelle. Ti sento sulla pelle come una carezza rubata, nelle ferite che solleticano rimarginando lentamente. Ti aspetto nell’ultima alba prima della fine, attendo quel qualcosa che non sarà mai, e con dolcezza smarrita lecco via le lacrime attaccate a questo cuore che non batte più per te. Perché non tremo più al suono del tuo nome e questa pelle segnata dall’inchiostro delle tue mani ha il profumo di un viaggio stupendo mai finito. Ti sento ancora nelle gocce di pioggia, nell’amarezza di vivere, nelle risate degli amici, e negli occhi di chi si ricorda di noi. Ma non c’è più dolore e non c’è più paura. Ti porto nel sangue che ora scorre per generare nuova vita. Ti porterò nell’ultimo istante in cui avrò respiro. Ti avrò ancora per mano nel buio dei miei incubi, ma senza più condividere le nostre ali siamo soltanto sogni distanti e liberi.