"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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domenica 8 giugno 2008 - ore 21:26
DecaDance
(categoria: " Vita Quotidiana ")
(Klimt – Fregio di Beethoven)
La morte! La morte! La morte che arriva! La morte rognosa, la morte lasciva, la morte che dona, la morte che prende, la morte che ruba, la morte che rende, la morte che danza, la morte che sta, la morte che viene, la morte che va, la morte che vive, la vita che muore. La morte! La morte! La morte e l’amore!
Ciò che è unito in Terra, morte taglierà, ciò che sembra amore, vanità di vanità, e prima del tempo che sembra svanire anche se non la vedi la senti venire, quando sei dentro lei, e tu lo racchiudi, ed è quel momento che tu e tu t’illudi. Verrà la morte e taglierà il legame, cosi sottile e forte, cosi bello e infame.
E tu dottore, che conosci bene il male, ma la tua mente vuota no non vale a preveder da chi, da chi sarai morso, a chi a male vai a dar soccorso. E vano è colui che gran tesori e fiero coglie e raccoglie dentro il suo mistero, che la morte verrà col suo dolore e avvolgerà sua mente in gran fulgore.
Ma viene il tempo che la morte è triste, ché la morte più di tanto non resiste, e vede che ritorna amore amore e sente che batte ancora il cuore il cuore. Allora cessa attonita di danzare in tondo e finge di dormire sopra il mondo, e tanto finge che davvero s’addormenta e sembra invero che non veda e senta.
E dopo aver dormito è stanca e triste, vuol ridere ancora e veder cose mai viste. Si mette una maschera ch’è uguale al viso suo e che assomiglia spaventosamente al tuo. E si mostra e gira tra la gente idiota Che ride anch’essa e scorda che la ruota gira sempre e sempre gioca e gioca e gioca, e pensa sua paura esser poca.
La morte di pietra, la morte di neve, la morte che viene con passo lieve, ma per averla dovrai lottare, vivere ancora, e ancora respirare. Perch’è un’amante che non si dà a tutti, non conta che sian belli oppure brutti: può darsi a un altro, ma un attimo appena, e anche allora ti pensa, e t’incatena.
(Elihu Vedder – La coppa della morte)
E chi è colui cosi gagliardo è forte che possa vivere senza poi morire, e da colei ch’è tutto, Madonna Morte, l’anima sua possa far fuggire? Corri corri, e vai all’orizzonte, che non sembra poi, non sembra poi distante, corri corri, corri finché finché, corri ma la morte corre forte più di te.
E la morte, la morte, dolcissima e amara, la morte che cerchi nella notte chiara, che cerchi per dirle quanto l’ami ancora, che eri andato via ma di nuovo sei qui ora, perché non puoi stare lontano via da lei e le dici piangendo: io per te morirei, e che sei il suo schiavo, e che lei è sovrana, la morte, la morte, la morte puttana.
A volte l’inganni, posando la testa, chiudendo gli occhi e calmando la tempesta, e la vedi smarrita, che non sa più che fare, se ti deve prendere, oppure lasciare. È un attimo prima del sonno, del sonno, un attimo prima che finisca il mondo, e quell’attimo allora fallo durare, che duri per sempre, che non debba passare.
La morte! La morte! La morte che arriva! La morte schifosa, la morte lasciva, la morte che vola, la morte normale, che cela del mondo pietosa ogni male, la morte che vive, la vita che muore, la morte, la morte, la morte e l’amore che aspettano insieme il grande giudizio, e non hanno mai fine, non hanno mai inizio.
La morte, la morte, la morte furiosa, la morte maligna, la morte pietosa, la morte sicura, la morte carogna, la morte che ha il muso di un topo di fogna, la morte trionfante, la morte gloriosa, la morte che arriva, la morte mia sposa, la morte che danza, la morte civetta, la morte, la morte, la morte che aspetta…
L’unico antidoto in grado di placare la sete. L’unica voce che può riempire le fosse scavate nel mio cuore. La vera luce ai confini della terra.
“Maledici il giorno e accogli la notte Fiore cresciuto in terre selvagge Nel tuo cuore vuoto In quel seno che nutre Fiore consumato nell’oscurità.
Posso rubare la tua mente per un momento? Posso fermare il tuo cuore per un po’? Posso congelare la tua anima e il tuo tempo? Scorpion flower Pegno di morte Incendia i cieli con i tuoi occhi E tienimi lontano dalla tua luce.
Cedi lacrime al tuo atto mortale Fiore maledetto dal frutto Del tuo estremo coraggio Del tuo grand finale Fiore schiacciato al suolo
Nel tuo cuore vuoto In quel seno che nutre Fiore consumato nell’oscurità.
SALOMÉ - Io sono innamorata del tuo corpo, Iokanaan! Il tuo corpo è bianco, come i gigli d’un campo non mai toccato dal falciatore. Il tuo corpo è bianco come le nevi che posano sui monti di Giudea, e scendono nelle valli. Le rose nel giardino della regina d’Arabia non sono così bianche come il tuo corpo. Nè le rose del giardino della regina d’Arabia, il giardino d’odori della regina d’Arabia, nè pure i piedi dell’aurora quando sfiorano le foglie, nè pure il seno della luna quando essa posa sul seno del mare... nulla v’è al mondo così bianco come il tuo corpo. Concedi ch’io tocchi il tuo corpo.
IOKANAAN - Indietro! figlia di Babilonia! Con la femmina venne il male nel mondo. Non parlarmi. Io non ti voglio ascoltare. Io ascolto soltanto la voce del Signore Iddio.
SALOMÉ - Il tuo corpo è orribile. È come il corpo di un lebbroso. È come un muro calcinato, lungo il quale le vipere sono strisciate; come un muro calcinato dove gli scorpioni hanno fatto ricetto. È come un sepolcro imbiancato, colmo di cose di ribrezzo. È orribile, il tuo corpo è orribile. Dei tuoi capelli sono innamorata, Iokanaan. I tuoi capelli sono come grappoli d’uva, come i grappoli dell’uva negra che pendono dalle viti di Edom, nella terra degli Edomiti. I tuoi capelli sono come i cedri del Libano, come i grandi cedri dei Libano che dànno l’ombra loro ai leoni e ai ladri che vogliono celarsi al giorno. Le lunghe nere notti, quando la luna nasconde il viso, quando le stelle tiene la paura, non sono nere come i tuoi capelli. Il silenzio che abita le selve non è nero come i tuoi capelli... Concedi ch’io tocchi i tuoi capelli.
IOKANAAN - Indietro, figlia di Sodoma! Non mi toccare. Non profanare il tempio del Signore Iddio.
SALOMÉ - I tuoi capelli sono orribili. Sono coperti di fango e polvere. Somigliano una corona di spine posta sopra il tuo capo. Somigliano un groviglio di serpi ravvolti intorno al tuo collo. Io non amo i tuoi capelli... È la tua bocca ch’io desidero, Iokanaan. La tua bocca è come una traccia di scarlatto sopra una torre d’avorio. È come una melagrana tagliata in due da un coltello d’avorio. I fiori di melograno che crescono in boccio nei giardini di Tiro, e sono più rossi delle rose, non sono così rossi. Gli squilli rossi delle trombe che dichiarano la venuta dei re, e fanno pauroso il nemico, non sono così rossi. La tua bocca è rossa più che i piedi di coloro che stillano il vino nei tini pestati. […] Nulla v’è al mondo così rosso come la tua bocca ... Concedi ch’io baci la tua bocca.
IOKANAAN - Mai! figlia di Babilonia! Figlia di Sodoma! mai!...
SALOMÉ - Io voglio baciare la tua bocca, Iokanaan. Io voglio baciare la tua bocca.
(T. Yamamoto)
[…] SALOMÉ - Ah! tu non volevi concedermi ch’io baciassi la tua bocca, Iokanaan. Ebbene! Io ora la bacerò. Io la morderò con i miei denti come chi morda un frutto maturo. Sì, io bacerò la tua bocca, Iokanaan. Io dissi ciò, forse che io non dissi ciò? Lo dissi. Ah! Ora la bacerò... Ma perchè non mi guardi Iokanaan? I tuoi occhi che erano così terribili, così colmi di collera e di sprezzo, sono serrati ora. Perchè essi sono serrati? Apri i tuoi occhi! Leva le tue palpebre, Iokanaan! Perchè non mi guardi? Hai tu paura di me, Iokanaan, che non vuoi guardarmi? E la tua lingua, che somigliava un rosso serpe di dardeggiante veleno, essa non muove più, non parla parole, Iokanaan, quella vipera scarlatta che sputò il suo veleno sopra di me. È strano, non è vero? Come si dà che la vipera rossa non muove più?... Tu non volesti avere nulla di me, Iokanaan. Tu mi rifiutasti. Tu parlasti cattive parole contro di me. Tu ti portasti verso di me come verso alla meretrice, come verso una donna che è dissoluta, verso di me, Salomé, figliuola di Erodiade, principessa di Giudea! Ebbene, io ancora vivo, ma tu sei morto, e il tuo capo mi appartiene. Io posso fare con esso ciò che mi talenta. Io posso gettarlo ai cani e agli uccelli dell’aria. Ciò che i cani lasciano, gli uccelli dell’aria divoreranno... Ah, Iokanaan, Iokanaan, tu fosti l’uomo che io amai solo fra gli uomini. Tutti gli altri uomini erano detestabili per me, Ma tu eri bello! Il tuo corpo era una colonna di avorio alzata su piedi di argento. Esso era un giardino colmo di colombe e gigli d’argento. Esso era una torre d’argento ornata di scudi di avorio. Non c’era alcuna cosa nel mondo così bianca come il tuo corpo. Non c’era alcuna cosa nel mondo così nera come i tuoi capelli. Nell’intero mondo non c’era alcuna cosa così rossa come la tua bocca. La tua voce era un turibolo che spargeva strani profumi, e allora che ti guardavo io udivo una strana musica. Ah! perchè tu non mi guardasti, Iokanaan? Tu hai nascosto il volto dietro le mani e le bestemmie. Hai messo sopra agli occhi la benda di colui che vuole vedere il suo Dio. Ebbene, tu hai veduto il tuo Dio, Iokanaan, ma me, me, tu non vedesti mai. Se tu avessi veduto me, tu mi avresti amata. Lo so bene che mi avresti amato, e il mistero dell’amore e più grande del mistero della morte.
Non capisco come facciano alcune persone a non dare valore a ciò che hanno. Non concepisco le stupide certezze riguardo a una vita che non esita a distruggere e stravolgere qualsiasi conquista. Non sopporto l’arrendevolezza e l’insignificanza ricercata solo per comodità. Personalmente mi fa rabbrividire il sentore del tempo che corrode la terra sotto i miei passi. Come si fa ad ignorarlo? Come si può non provare un terrore folle nel momento in cui ci si rende conto di aver trascurato qualcosa?
Io non ho nessuna intenzione di sentirmi data per scontato.
( Moonspell – Finisterra )
“The ones you love the most are the ones you hurt as deep”
Il suo canto si leva con ali d’angelo dalle profonde fauci dell’inferno. La sua voce è poesia sgorgata da una sorgente di orrore. Perché un mostro non può essere bellissimo?
“Si avvicina la Notte, che amplifica ogni sensazione L’Oscurità s’increspa e sveglia l’immaginazione Muti, i sensi abbandonano le loro difese
Lentamente, dolcemente, la Notte mostra il suo splendore falla tua, sentila, fremente e delicata Distogli il tuo sguardo dal lucente bagliore del giorno, Distogli il tuo sguardo dalla fredda, spietata luce e ascolta la Musica della Notte
Chiudi gli occhi ed arrenditi ai tuoi più oscuri sogni Purifica ogni pensiero della vita che conoscevi Chiudi gli occhi, lascia il tuo spirito librarsi nell’aria! E vivrai come mai avevi vissuto
Delicatamente, velocemente, la Musica potrebbe farti cedere Sentila, ascoltala, custodiscila per te apri la tua mente, lascia spiegare ogni tua fantasia, in quest’oscurità che sai di non poter combattere l’oscurità della Musica della notte
Lascia che la tua mente viaggi attraverso questo straordinario, nuovo mondo Lascia tutti i pensieri del mondo che conoscevi Lascia che la tua anima ti porti dove desideri Solo allora potrai raggiungermi
Fluttuante, vacillante, dolce ebbrezza toccami, abbi fiducia, assapora ogni sensazione Lascia che il sogno inizi, che il tuo lato più oscuro ceda alla potenza della Musica che ho scritto la potenza della Musica della Notte…
Solo tu puoi far prendere il volo alla mia canzone Aiutami a comporre la Musica della Notte…”
Era là, come il più naturale dei convitati, solo che non mangiava né beveva. Quelli che avevano cominciato a guardarlo sorridendo avevano finito per voltare la testa, tanto quella visione portava immediatamente lo spirito ai pensieri più funesti. Non aveva pronunciato una parola, e neanche i suoi vicini di posto avrebbero potuto dire in quale momento era venuto a sedersi là, ma qualcuno pensava che se qualche volta i morti vengono a sedersi alla tavola dei vivi, non possono mostrare un viso più macabro.
Il fantasma dell’opera è, allo stesso tempo, la statua del Commendatore mozartiano, Dracula il vampiro, e Don Giovanni: una triade mitica racchiusa entro le fattezze mostruose. Forse questo può spiegare la persistenza, nell’immaginario collettivo, del personaggio creato da G. Leroux nel suo romanzo del 1911, nonché la serie delle sue fortunate reincarnazioni cinematografiche.
La vera colpa del Fantasma dell’Opera è la sua bruttezza. E’ lo specchio nero in cui l’umanità galante e frivola che affolla i foyers alle “prime” teme di riflettersi. Come il mostro nel Frankenstein di Mary Shelley, anche Erik è corrotto da una società che identifica malvagità e sgradevoli fattezze fisiche.
Don Giovanni prigioniero di un corpo orribile, si nasconderà dietro l’equivoco d’una maschera mortifera e attuerà la seduzione attraverso la fascinazione della Voce. Insinuante, persuasiva, sublime. E’ lo Spirito stesso della Musica.
La voce senza corpo riprese a cantare, e certamente Raul non aveva mai sentito al mondo niente del genere: un afflato che univa nel contempo, nello stesso respiro, i due estremi dell’eroismo e della soavità, dell’epico e dell’insidioso, del delicato e del possente; infine, del più irresistibile senso del trionfo.
Ma guai a chi vuol dare un volto alla voce: con un gesto improvviso Christine strappa la maschera, e si trova davanti all’orrore: un orrore che, come quello dei convitati al banchetto del principe nella Maschera della Morte Rossa di E. A. Poe, confina nel Nulla. Non è questa la maledizione del Fantasma? Dover scegliere tra una bruttezza insostenibile e l’inesistenza, la riduzione a puro flatus vocis, per quanto angelico?
Ma immaginate, se ci riuscite, che la maschera della morte si metta a vivere di colpo per esprimere con i quattro buchi neri degli occhi, del naso e della bocca, la collera portata all’estremo, il sovrano furore di un demone, e nessuno sguardo nelle orbite vuote.
Il Nulla in maschera trova solo nella musica la forma a cui aspira. Il fantasma è la sua opera: un capolavoro di seduzione al quale lavora da vent’anni, e che quando sarà compiuto intende portare con sé nel sonno eterno della bara. E fino a che punto l’eros vi si intrecci col demoniaco risulta evidente dalla reazione negativa di Erik alla richiesta, da parte di Christine, di suonargliene un brano:
Questo non me lo dovete mai chiedere. Quel Don Giovanni non è stato scritto sul libretto di un avventuriero come Lorenzo da Ponte, ispirato dal vino, dai facili amori e dal vizio, e infine castigato da Dio. Vi suonerò Mozart, se volete, che farà scorrere le vostre belle lacrime e vi ispirerà oneste riflessioni. Il mio Don Giovanni brucia, Christine!
Da: Roberto Barbolini Per un’estetica del brutto: “Il Fantasma dell’Opera” di Gaston Leroux
Sia onore imperituro a Tim Burton, sempre sia lodato. E sia lodato pure Mikael Kenta che ha dimostrato di avere non solo un equipaggiamento di muscoli invidiabile, ma pure un’intelligenza provvista di ottimi gusti cinematografici. Alla faccia di tutte quelle desnude sculettanti, e di tutti quelli che certe cose proprio non le possono capire….abbiamo avuto il nostro premio speciale.
Per qualsiasi ulteriore delucidazione sull’evento ovviamente c’è Elvenstar. Io volevo giusto commemorare la serata, nonché la capacità creativa ineguagliabile di quella testolina preziosa della sister, le mani d’oro di Ermes, e il fascino incredibile del “nostro” Sweeney!!
Buoni sgozzamenti a tutti!
Aggiornamento fotografico
Il quartetto Sweeney Todd:
Le sisters tormentano Kenta:
Il burtonismo impera, ed io sclero alla vista di tale personaggio, perché quando un film ti segna l’infanzia, qualche turba rimane per forza!
“Don’t say a word, don’t stay awake Rest for a while, for a life Sleep quite my heart, I don’t need you now
And it makes me want Want to fall
Darkness calling, come to reap me from my love I desire you, for all my heart I’ve come to this
I want you to come, come fade my sun Come as you want, tonight Burn slow my heart, I won’t weep you now
And it makes me want Want to die Say one more prayer to fall desire Save one more heartbeat, to cry…”
( Charon – Desire you )
“Se pur gridassi, chi mi udrebbe dalle gerarchie degli angeli? E se uno mi stringesse d’improvviso al cuore, soccomberei per la sua troppo forte presenza. Perché nulla è il bello, se non l’emergenza del tremendo: forse possiamo reggerlo ancora, ed ammirarlo anche, perché indifferente non degna distruggerci. Ognuno degli angeli è tremendo…”
La musica che tuona nella testa con l’impeto di un temporale improvviso, che aggredisce il cuore lasciandolo senza difese, che riporta a galla tutto quello che era stato sepolto bene in profondità, come se gli anni non fossero mai passati… La musica che diventa vita, nel momento in cui può fare tutto questo.