"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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mercoledì 22 agosto 2012 - ore 14:13
Strada facendo (1)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme con l’anima smaniosa a chiedere di un posto che non c’è
tra mille mattini freschi di biciclette mille più tramonti dietro i fili del tram ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me
Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore
larghe e vuote di un’estate di città accanto alla mia ombra nuda di malinconia
io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento e dentro a un senso di inutilità... e fragile e violento mi son detto tu vedrai, vedrai, vedrai..
Strada facendo vedrai che non sei più da solo strada facendo troverai
un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore vedrai più amore, vedrai
Io troppo piccolo tra tutta questa gente che c’è al mondo io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai, vedrai, vedrai
Strada facendo vedrai che non sei più da solo strada facendo troverai
anche tu un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore vedrai più amore vedrai
E una canzone neanche questa potrà mai cambiar la vita ma che cos’è che ci fa andare avanti e dire che non è finita cos’è che ci spezza il cuore tra canzoni e amore
che ci fa cantare e amare sempre più perché domani sia migliore, perché domani tu strada facendo vedrai..”
Giuro che l’assalto Baglioni è giustificato…beh, più o meno. Un mio caro amico che di musica se ne intende (e anche di spocchia) sostiene che tra i cantautori italiani Claudio sia uno dei più talentuosi, in quanto non solo a composizione di testi, ma soprattutto di musiche. Ebbene sì: dietro quei motivetti smielensi c’è qualcosa di virtuoso.
O almeno così pare, io non ci ho mai creduto più di tanto. Il fatto è che dopo ore e ore di viaggio con il cop teach su Baglioni potevo uscirne stupida, oppure convincermi.
E quando la mattina ti svegli con in testa qualche suo motivetto puoi ammettere di esser stato sconfitto oppure decidere che da oggi in poi ti piace Baglioni. Ebbene, ho deciso che da oggi in poi mi piace Baglioni.
Tra l’altro ci sono dei testi per niente da sottovalutare, sono quasi conquistata. Quasi. Il Cop sarebbe fiero di me.
Forse non era l’incipit più adatto per il mio mega post vacanziero, ma è pur vero che la colonna sonora degli infiniti viaggi fatti insieme è sicuramente uno degli elementi che ricorderò di più.
Strada facendo (2)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Così eccoci di ritorno da un trip assolutamente infernale, per le millemila ore di viaggio, per i ritmi assurdi, per il sonno allucinante, ma soprattutto per il caldo terrificante.
Com’è mia consuetudine ho fatto centinaia di foto per immortalare quest’avventura, ma dato che la vecchiaia incombe credo sia il caso di scrivere anche qualcosa, giusto per farmi due risate un giorno quando rileggerò.
Già la partenza è stata estrema. Il piano tattico prevedeva una partenza intelligente in notturna. Ore 2 di notte al massimo essere in macchina, in direzione Cesena.
Un ottimo piano, non fosse che quella sera c’era Calici di Stelle e noi mica potevamo perdercelo. Così abbiamo deciso di fare un dritto, sbronzarci di vinello sui colli guardando le stelle, mangiare quanti più gnocchetti possibili (ma quest’anno si son fatte tirchie le fanciulle agli stand!), e poi smaltire il tutto in tempo utile per la partenza. Bene, alle due eravamo ancora persi sui colli.
L’aggiornamento della tabella di marcia è tutt’ora imprecisato dato che non ho ricordi, so solo che siamo arrivati a Cesena dal Cop quasi alle 5 del mattino ed io ero già stanca come se la vacanza l’avessi fatta e finita.
La chicca è stata la merenda a base di piadina romagnola avendo ancora lo stomaco chiuso dal post-vinello. Una cosa estrema, direi quasi bestiale. Per fortuna un po’ di caffè sistema tutto e siam riusciti a partire in direzione Roma.
La fantastica idea di evitare l’autostrada sembrava intelligente lì per lì, un po’ meno dopo quattro ore dispersi chissà dove. Indimenticabile e indelebile nella mia memoria sarà per sempre il camion che trasportava chissà cosa (deportazione cinesi?) che abbiamo seguito per chilometri e chilometri lungo strade deserte e sconosciute.
Per fortuna avevamo ancora abbastanza energie da sopportare l’after senza dormire e un viaggio di cinque ore col sole addosso. L’importante era non farsi scappare la pipì, perché il cop non si ferma, mai.
Ore circa..per pranzo? siamo arrivati a Roma. Il Dad che per solidarietà aveva deciso di fare un dritto pure lui, aspettandoci, era collassato giusto mezzoretta prima del nostro arrivo, cioè esattamente nel momento in cui ci serviva per darci indicazioni.
Vallerano è un labirinto, ci si potrebbe girare per ore senza capirci un cavolo. E così infatti è stato, ecco, non per ore magari. Dopo una decina di chiamate il dad è riuscito a svegliarsi, e nel suo tipico stato comatoso ci ha dato indicazioni assolutamente a caso. Ormai leggendario il motto “segui il muro di cinta sulla destra e poi in fondo”. E’ applicabile a qualsiasi contesto, provare per credere.
Quel quartiere era semplicemente pieno di muri di cinta in ogni dove, ma la fortuna, dopo averci preso per il culo una mezzoretta, ci ha infine sorriso. Trovato il famigerato muro di cinta e il numero civico, il viaggio poteva considerarsi concluso, almeno per quel giorno.
Roma era un inferno, un caldo pazzesco che neanche Padova nei suoi giorni peggiori riesce ad eguagliare. Per fortuna la Dadvilla Borghese offriva venticello e refrigerio almeno temporaneo, mentre ci gustavamo un pranzo degli eroi totalmente improvvisato a base di pesce spada e gorgonzola.
Gli involtini più disgustosi che io abbia mai visto, ma solo esteticamente. Assicuro che erano sorprendentemente buoni! In nostro soccorso è comunque arrivata poi la Dadmamma, che in quei pochi giorni ci ha preparato prelibatezze che ancora mi sconvolgono al solo pensiero. Mai mangiato così bene.
Cosa ricordare delle ore trascorse a Dadville? Sicuramente Kira, perché è una cagnolona stupenda e dolcissima, e come ogni volta che vado lì mi vien troppa voglia di portarmela a casa!
E poi…beh, le colazioni sul terrazzino, la spesa impossibile col dad che si perde appena esce da casa sua, le bevute notturne, le famigerate carte da briscola, e la gatta inquietante che ti assale ai piedi del letto!
Di Roma invece non c’è molto da dire: meravigliosa come solo una città così complessa ed antica può essere, sempre magica e sempre nuova. Potrei averla vista mille volte, ma sono sicura che ancora saprei riscoprirla come se fosse la prima.
Vista la pigrizia degli amizi in realtà non abbiamo visto granché, e per questo ho rosicato già abbastanza, ma il tempo era quello che era. Ci siamo però fatti una serata da tipici sbronzoni romani, partendo dai baretti di piazza Trilussa e poi in direzione Campo dei Fiori, giusto per provare a immedesimarsi un po’!
Strada facendo (3)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il tempo a Roma è volato, e non contenti di aver già fatto un viaggio notturno infernale, abbiamo deciso di partire alle 4 del mattino per la Puglia. Traumatico, sempre più traumatico.
La y10 era imbottita come il miglior babà napoletano di bagagli e borse sparse, e a proposito di babà, quella mattina abbiamo fatto la colazione più figa di tutto il viaggio, sulla costiera amalfitana, con una brioche che strabordava crema da ogni buco. Una cosa divina.
Meno divino il viaggio: ripetendo la magnifica idea di evitare l’autostrada, stavolta abbiamo fatto una cazzata davvero colossale! Ci abbiam messo più di sei ore ad arrivare a Manfredonia. Se ci penso, ancora soffro.
La Puglia ha un paesaggio meraviglioso. Distese infinite di nulla, casolari abbandonati e rovine isolate, e i colori della terra che contrastano col blu intenso del cielo. Del caldo non ne parliamo.
Manfredonia è una città turistica al cento per cento. Svetta sul mare con le sue architetture bianchissime e colpisce per il folklore dei suoi vicoli così caratteristici e popolari. Da casa del nostro amico si vedeva il mare, e come accoglienza abbiamo trovato un favoloso piatto di spaghetti alle cozze.
Cosa volere di più? Il mare, ovviamente. Non tanto io che ero mestruata (quanto ho rosicato, col caldo che faceva, neanche un bagno!!), ma tutti gli altri scalpitavano. Quasi non abbiam appoggiato i bagagli che già erano corsi tutti in spiaggia.
Il mare del Gargano è favoloso, i paesaggi e le scogliere tolgono il fiato (in concomitanza col caldo), le spiagge sono lunghissime e mai troppo affollate, dal mare tira sempre un po’ di vento, e la vegetazione offre diversi ripari dal sole cocente.
Per ferragosto abbiamo fatto una mega spesona di carne e ci siamo avventurati alla baia di Vignanotica: un posto in cui si arriva solo tramite apposite navette, che fino a pochi anni fa era quasi sconosciuto e inesplorato.
E’ un piccolo paradiso, fatto di scogliere altissime e grotte ombrose. Peccato solo per la caduta di sassi dall’alto che è davvero fastidiosa. L’attacco dei sassetti appuntiti durante la pennichella non lo scorderò mai.
Non c’è molto da dire su un posto così bello, le foto parlano sicuramente molto di più. Aggiungo solo che la mangiata di carne alla griglia è stata epica, e che nonostante il rosik per non poter fare il bagno è valsa veramente la pena di vedere un posto così.
Ma il vero paradiso, almeno per me, è arrivato il giorno dopo. La casetta sui monti di Ruggiano era una meraviglia: completamente immersa nei boschi, lontano da tutto e tutti, al fresco, dove nessun cellulare prende e internet non arriva. Non è esattamente into the wild, ma ci va molto vicino.
La sensazione di staccare da tutto e immergersi nella natura è stata stupenda. Ricordo il silenzio notturno così perfetto, e poi il sole che inondava le stanze al mattino, così forte da non poter quasi tenere gli occhi aperti. L
ì a pochi passi iniziava la foresta Umbra, e anche quella mi è rimasta nel cuore. Forse ancora più selvaggia delle nostre Alpi, quasi completamente scevra della presenza dell’uomo.
Ad avere più tempo a disposizione sarebbe stato bello passarci almeno un giorno intero, invece in poche ore ci siamo visti qualche sentiero solitario e il parco dei daini, per poi perderci due ore a giocare nel boschetto dei bimbi! L’indimenticabile “gioca bosco”. Bei. (come direbbero li amizi)
La cosa divertente poi è stata la nostra ostinazione nel voler trovare la sagra del cinghiale, da qualche parte su un monte lì vicino, che ci ha fatti perdere nella foresta di notte.
L’oscurità, nella sua forma più pura, non è mai stata così totale come in quel bosco. Se non ce la siamo fatta sotto è forse solo perché il navigatore ancora prendeva. In ogni caso il dannato cinghiale non s’è visto.
Delle giornate nella casetta di montagna ricorderò sicuramente i tornei di briscola alcolici, le centinaia di vinili, i pranzi in pentole enormi e i giochini da tavolo anni novanta.
E il super festone “Gargano Reunion”, l’ultima sera, quando la casa è stata invasa da duecento persone al suono di hip hop, mentre dei rapper famosi della zona dicevano chissà cosa in un dialetto locale per me incomprensibile. Assolutamente da vedere, peccato per il sonno e la mia dannata vecchiaia. Sono tornata più stanca che se avessi raccolto carciofi per dieci mesi.
Bene, ho scordato sicuramente di scrivere un sacco di cose che avrei voluto ricordare. Ma è anche a questo che servono le foto, no?
Giudizio finale? Lo rifarei anche subito, magari meditando meglio orari e modalità di viaggio, calcolando il mestruo, e organizzando meglio i tempi morti per vedere ancora più cose.
Per quanto riguarda tutto il resto…beh, adoro li amizi, e sono stata estremamente felice di aver condiviso ancora qualcosa con loro. Ma soprattutto di aver aperto al mio Wrau anche questo spiraglio su qualcosa del mio mondo che ancora gli sfuggiva, e di averlo visto felice e soddisfatto.
"Meditando, con nobiltà essi assumono pose di grandi sfingi in fondo a solitudini distese, che in un sogno senza fine sembrano addormentarsi".
C. Baudelaire
“Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle storie fotografate dentro un album rilegato in pelle tuoni daerei supersonici che fanno alzar la testa e il buio allalba che si fa dargento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare schiuma di cavalloni pazzi che sinseguono nel mare e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate un treno per lAmerica senza fermate
avrai due lacrime più dolci da seccare un sole che si uccide e pescatori di telline e neve di montagne e pioggia di colline avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore avrai una sedia per posarti ore vuote come uova di cioccolato ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai il tuo tempo per andar lontano camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po di tosse Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare mattini fradici di brividi e rugiada giochi elettronici e sassi per la strada avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani e sarà sempre di domenica domani e avrai discorsi chiusi dentro mani che frugano le tasche della vita ed una radio per sentire che la guerra è finita
avrai avrai avrai il tuo tempo per andar lontano camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza se amore amore amore avrai”
Avrai un giardino e buche da scavare, avrai farfalle da inseguire e vento da sfidare, il tuo posto all’ombra e un sole sempre nuovo. Avrai la libertà e carezze da imparare.
Avrai il tuo tempo, avrai il tuo spazio, avrai il mio amore.
Anche se per mantenere le mie promesse non sei qui con me. Anche se adesso più di prima mi pesa la lontananza. Anche se non sempre fare la cosa migliore è come te l’aspettavi.
strada facendo troverai...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...un gancio in mezzo al cielo.
"Goodbye love Didn’t know what time it was the lights were low oh how I leaned back on my radio oh oh
Some cat was layin down some rock n roll lotta soul, he said Then the loud sound did seem to fade a ade Came back like a slow voice on a wave of phase ha hase That werent no d.j. that was hazy cosmic jive
There’s a starman waiting in the sky Hed like to come and meet us But he thinks he’d blow our minds
There’s a starman waiting in the sky Hes told us not to blow it Cause he knows it’s all worthwhile
He told me: Let the children lose it Let the children use it Let all the children boogie
I had to phone someone so I picked on you ho ho Hey, that’s far out so you heard him too! o o Switch on the tv we may pick him up on channel two
Look out your window I can see his light a ight If we can sparkle he may land tonight a ight Don’t tell your poppa or hell get us locked up in fright
There’s a starman waiting in the sky Hed like to come and meet us But he thinks he’d blow our minds
There’s a starman waiting in the sky Hes told us not to blow it Cause he knows it’s all worthwhile
He told me: Let the children lose it Let the children use it Let all the children boogie."
A song for myself
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“Lusignolo è ancora chiuso in gabbia, il mio respiro avvelena i miei polmoni. Una vecchia quercia mi ripara dal blu, prendendo il sole sulle sue vecchie foglie ghiacciate.
Un pisolino nella città fantasma del mio cuore. Lei sogna lora delle favole e i fantasmi del fiume, le Sirene, Whitman e il viaggio, arlecchini vaneggianti, giochi giganteschi.
Una canzone su di me, una canzone del bisogno di una coraggiosa sinfonia. Un verso su di me, un verso del bisogno di un cuore puro che mi canti alla pace.
Tutto quel gran cuore giace silenzioso e muore lentamente. Tutto quel gran cuore giace silenzioso sullala di un angelo.
Tutto quel gran cuore giace silenzioso, in silente sofferenza. Sorridendo come un clown finchè lo spettacolo non è finito. Ciò che rimane per il bis è la solita vecchia canzone del ragazzo morto, cantata in silenzio.
Un volo di mezzanotte a Covington Woods. Una principessa e un pittore vicino a me. Questi sono i territori per cui vivo. Darei ancora il mio tutto per amarti di più.
Una sinfonia silenziosa. Una vuota opera numero 1,2,3.
A volte il cielo è di un nero pianoforte. Nero pianoforte sopra acque purificanti.
Cornamuse a riposo, verso di noia. Chiavi che arrugginiscono senza una porta.
A volte il cielo è di un nero pianoforte. Nero pianoforte sopra acque purificanti.
Tutto quel gran cuore giace silenzioso e muore lentamente. Tutto quel gran cuore giace silenzioso sullala di un angelo.
Vedo un lento, semplice giovane in una strada trafficata con una ciotolina per la carità nella sua mano tremante. Prova a sorridere ma soffre infinitamente. Nessuno lo nota. Io sì, ma vado via.
Un vecchio si spoglia e bacia il suo manichino nel suo attico. E’ nella penombra e piange. Quando finalmente arriva dai suoi occhi scorrono fiumi di lacrime.
Vedo un cane bastonato in una strada puzzolente. Prova a mordermi. Ogni orgoglio ha lasciato i suoi occhi selvaggi. Vorrei avere una gamba di scorta.
Una madre visita suo figlio, gli sorride attraverso le sbarre. Non lha mai amato di più.
Una ragazza obesa entra con me in ascensore. Vestita tutta alla moda, una farfalla verde sul collo. Un profumo terribilmente dolce mi assorda. Andrà a cenare da sola. Ciò la rende ancora più bella.
Vedo il viso di una modella su un muro di mattoni. Una statua di perfetta porcellana accanto a un violento omicidio di città. Una città che predica la carne.
La prima cosa che abbia mai sentito fu un vagabondo che raccontava la sua storia. Fosti tu, lerba sotto i miei piedi nudi, il falò nel bel mezzo della notte. Il nero paradisiaco del cielo e del mare.
Fummo noi. Vagabondando nelle strade piovose, setacciando le spiagge nascoste. Svegliandoci in una nuova galleria di meraviglie ogni mattina. Bagnandoci in posti che nessuno ha visto prima. Naufragati in qualche isola dai colori opachi. Vestita di nulla tranne che della schiuma - Labito migliore della bellezza.
Siamo oltre la mortalità, cullati dal respiro della natura. Nellaria dellalba della vita una visione che zittisce i cieli.
Voglio viaggiare dove viaggia la vita seguendo il suo permanente guinzaglio. Dove laria sa di musica di neve Dove lerba sa di un Eden appena nato. Non passerei nessun uomo, nessuno straniero, nessuna tragedia o estasi. Vorrei fare il bagno in un mondo sensazionale. Amore, bontà e semplicità.
Il pensiero delle tombe della mia famiglia fu lunico momento in cui sperimentare il vero amore. Quellamore rimarrà infinito come io non sarò mai luomo che è mio padre.
Come puoi "solo essere te stesso" quando non sai chi sei? Smettila di dire "So come ti senti" Come può qualcuno sapere come si sente un altro?
Chi sono per giudicare un prete, un mendicante una puttana, un politico, un malfattore. Io sono, tu sei già tutti loro.
Caro bambino, smettila di lavorare, vai a giocare. Dimentica ogni regola. Non cè paura in un sogno.
Cè un villaggio dentro questo fiocco di neve? - mi chiese un bambino. Qual è il colore della nostra ninna nanna?
Non sono mai stato così vicino alla verità come quando toccai il suo raggio argenteo.
La morte è la vincitrice in ogni guerra. Non cè nulla di nobile nel morire per la tua religione. Per il tuo paese. Per ideologia, per fede. Per un altro uomo, sì.
La carta è morta senza parole. Linchiostro vano senza un poema. Tutto il mondo è morto senza storie. Senza amore e disarmante bellezza.
Lincurante realismo costa anime.
Hai mai visto Dio sorridere? Tutta la cura per il mondo ha mai reso bello un uomo triste? Vedo tutte queste vuote culle e mi chiedo se gli uomini cambieranno mai.
Io, anche, vorrei essere un uomo decente ma tutto ciò che sono è fumo e specchi. Nonostante tutto, potrei meritare qualcosa.
E lì per sempre rimane, quel cambio da Sol maggiore a Mi minore.”
Di colori insoliti, acciarini, ed altre amenità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Premetto che non ho intenzione di scrivere un post delirante, ma aggiungo anche che probabilmente dimenticherò i miei propositi. Da qualche giorno avevo voglia di liberare un po’ la mente e la scrittura spesso è l’unica via.
Fa ancora un caldo dannato e cresce in me la consapevolezza che un giorno o l’altro prenderò l’arco e farò fuori i pargoli urlanti che compongono il buon novanta per cento del vicinato. Perché ho rimediato un arco a pochi soldi e ormai il mio fanatismo ha già passato il punto di non ritorno. Non che sia nato l’altro ieri, è una fissa che ho da anni, ma mai avevo cercato prima d’ora di concretizzarla.
Sìsì, son sempre più convinta che sia l’unico sport che io potrei mai praticare con un minimo di costanza. Qualcuno mi correggerebbe: “l’unico sport che potrei mai praticare, forse”. Perché anche se ci ho provato in vari campi, lo ammetto, sono l’antisport per eccellenza. Avrei dovuto capirlo quando a scuola nelle ore di educazione fisica la mia indole schivava la palla ogni volta che avrei dovuto prenderla, oppure mi limitavo ad allungare timidamente una mano con scarsissimo successo in stile Daria (urca, avevo quasi rimosso mtv e i suoi cartoons).
Comunque, più provo a tirare e più mi piace. Dopo aver escluso la teoria della donna-tavola-da-surf naturalmente portata perché pseudo-amazzone (purtroppo l’incredibile abilità di alcune maggiorate mi ha inflitto un duro colpo), ho capito che era solo questione di farsi spiegare per bene due cosette. E ci voleva la Marciliana per riuscirci! Uno si gira feste celtiche/medievali per mezzo nord-est, e poi va a finire che la più caruccia e soddisfacente è sempre quella sotto casa. Beh, ex casa.
Come al solito presenziare a certi eventi mondani nel paese in cui si è cresciuti implica incontrare chiunque, inclusi parenti, compagni di scuola, amici dispersi e quant’altro. Un tempo ero una brillante misantropa ed odiavo certe cose, ora invece sono vecchia e a quanto pare mi fa piacere incontrare facce conosciute. Strani scherzi fa la vecchiaia, ma c’è di peggio, come per esempio uscire con vestiti coloratissimi e scandalizzare parenti ed amici (no, la dedizione al pure black non è morta. GIAMMAI!).
Comunque, il punto della storia è che stavolta ho stressato il pover’uomo del tiro con l’arco e ci ho provato fino a che non son riuscita da sola a centrare il bersaglio. Soddisfazione somma e indescrivibile. Adesso devo solo capire come esercitarmi senza che qualcuno chiami la polizia o mi faccia rinchiudere. Progetto in futuro frequenti gite dai miei in campagna. Per fortuna ho l’utilissimo potere di contagiare anche gli altri con fanatismi e affini, quindi se un giorno vedessi l’uomo che si improvvisa falegname arcolaio sarei estremamente fiera di noi. Chissà che un giorno non riesca a mettermi sul serio. Nel frattempo miro verso le finestre dei preti qui dietro e mi diverto un mondo.
Per il resto che dire? Sono schifata da tante cose, stupita da alcune, delusa da altre ancora. C’è da dire che spesso non mi aspetto molto dalla gente, ma veder sempre confermate le mie teorie non è che mi renda felice. A volte temo di distanziarmi troppo dal resto del mondo, di chiudermi in quell’unica isola felice che ho trovato, in cui tutto riesce ad essere magnifico anche se intorno ogni cosa va a rotoli. Eppure sento che l’intransigenza cresce, sento sempre più spesso la coscienza di poter fare a meno di tante cose, di tante persone. La lista diventa sempre più breve, anche se sorrido quotidianamente a tutti, anche se mi prodigo per chiunque. Mi chiedo quando questa mia vocazione da martire benefattrice, che assorbe tutto ciò che gli altri le gettano addosso senza mai ricambiare la cortesia, si esaurirà definitivamente.
Forse nemmeno mi importa. E forse è per questo che quando pensiamo al nostro progetto di espatrio, che sembra farsi di giorno in giorno più vicino e più sicuro, non riesco a sentirmi legata a niente di quello che ho qui, se non alla mia famiglia (per il semplice fatto che i miei invecchiano a vista d’occhio). Ma nel mio cuore sento nitidamente che non mi fa paura neanche un po’ lasciare tutto, ricominciare, trovarmi da sola, soli noi due. Potrebbe essere la prova più grande che ancora non ho affrontato, e allo stesso tempo il coronamento del sogno che mi porto dentro da sempre.
Ho sempre avuto timore di perdere qualsiasi minima cosa, sono una nostalgica, un’abitudinaria, una collezionista di pezzetti di vita. Sono convinta che quel che siamo è ciò che ci siamo costruiti intorno, è la luce che si accende negli occhi di chi ci vuole bene quando parla di noi. Andarsene lontano significa annullare tutto, ripartire, diventare qualcosa di completamente nuovo, forse dimenticare. E allora perché non mi fa paura? Seguo il mio istinto come ho fatto sempre, ogni volta che sono riuscita ad udire chiaramente la sua voce. Me ne sono mai pentita? No. E allora io non ho paura.
Ecco, magari sarebbe utile pensare a cose più prossime. Alle vacanze per esempio. Che tanto c’è crisi e una cosa in grande stile non si può fare, ma con un po’ di culo e di ostinazione si trova il modo di passare qualche giorno a zonzo. Abbiamo ideato un programma da paura, non so davvero cosa aspettarmi. Avere amici sparsi per mezza Italia aiuta, ma farsi un trip con “li amizi” è decisamente oltre le mie aspettative. Per farla breve probabilmente passeremo più tempo in macchina che al mare, ma a noi piacciono le cose assurde e alternative. Spero che l’uomo non se li mangi per colazione o non se li faccia ai ferri…non saprei immaginare un mondo senza amizi.
A volte mi chiedo come cavolo ho fatto ad affezionarmi così tanto a loro, come ha fatto a crearsi un legame così forte viste le circostanze assolutamente anomale in cui tutto è nato, eppure nonostante gli anni, nonostante io abbia del tutto abbandonato “l’ambiente”, loro sono una delle poche certezze che ancora ho. E parlare di certezze per due elementi del genere è davvero ridicolo. Sarà che pur abitando in culo al mondo mi sono stati vicino in un periodo terribile, sarà che sono riusciti a farmi ridere anche quando a mala pena riuscivo a smettere di piangere, sarà che non mi hanno mai risparmiato nulla, che con loro ci si può prendere per il culo senza remore, e che ogni cosa è limpida, non c’è bisogno di fingere o di tollerare o di assecondare nessuno. Apprezzo soprattutto l’autenticità di un’amicizia così, tutta storta e senza argini precisi in cui confinarla per dargli una definizione. E non vedo l’ora di scoprire che succede in questa vacanza improvvisata.
L’idea di vedere la Puglia per la prima volta mi esalta tantissimo, ma Roma? Ho voglia di viverla una volta ancora. Di Roma non mi stancherò mai, anche se vi ho già intrecciato fili di destini differenti e vissuto tanti istanti indimenticabili quanti sono i sogni.
Un tramonto è un fenomeno intellettuale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tutta la vita dell’anima umana e’ un movimento nella penombra. Viviamo in un’incertezza della coscienza, mai sicuri di ciò che siamo o di ciò che crediamo di essere. Nei migliori di noi c’è la vanità di qualcosa e c’è un errore di cui non conosciamo l’angolo.
Siamo qualcosa che accade nell’intervallo di uno spettacolo; a volte, attraverso determinate porte, intravediamo quello che forse è soltanto lo scenario. Tutto il mondo è confuso come voci nella notte.
E’ in queste ore di abisso dell’anima che il più piccolo particolare mi opprime come una lettera d’addio. Mi sento costantemente alla vigilia di un risveglio, mi procura sofferenza l’involucro di me stesso, in un soffocamento di conclusioni.
Di buon grado griderei, se la mia voce giungesse da qualche parte. Ma c’è un grande sonno in me che si sposta da sensazione a sensazione come una successione di nuvole, di quelle nuvole che cospargono, dei diversi colore di sole e di verde, l’erba maculata di ombre dei vasti campi.
Sono come qualcuno che cerca a caso,non sapendo dove sia stato nascosto l’ oggetto che non gli hanno chiarito cosa fosse. Giochiamo a nascondino con nessuno.
All’improvviso ho sentito per quell’uomo qualcosa di simile alla tenerezza. Ho sentito in lui la tenerezza che si prova per la comune normalità umana, per la banale quotidianità del capofamiglia che va al lavoro, per il suo umile e allegro focolare, per i piaceri allegri e tristi di cui necessariamente è fatta la sua vita, per l’innocenza di vivere senza analizzare, per la naturalità animalesca di quelle spalle vestite.
La sensazione era esattamente identica a quella che ci assale di fronte a qualcuno che dorme. Tutti coloro che dormono sono di nuovo bambini.
Forse perché nel sonno non si può fare del male e non ci si accorge della vita per una naturale magia, anche il peggior criminale o il più assoluto egoista nel sonno diventano sacri. Credo non ci sia differenza tra uccidere un bambino e uccidere qualcuno che dorme.
E le spalle di quest’uomo dormono. Tutto lui, che cammina davanti a me con un passo uguale al mio, dorme. Cammina incosciente. Vive incosciente. Dorme, perché tutti dormiamo.
La vita intera è un sogno. Nessuno sa cosa fa, nessuno sa quel che vuole, nessuno sa cosa sa. Dormiamo la vita, eterni bambini del destino.
Looking for today
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Giornate lunghe, giornate stressanti, giornate nere, giornate che speri di veder finire il prima possibile. E l’instabilità, l’indecisione, il dipendere sempre da troppi fattori. La voglia di ricominciare, di sparire, di fuggire all’altro capo del continente.
Giornate senza pregi e senza meriti, sbiadite nell’insignificanza di ciò che è necessario fare. Giornate che acquistano un po’ di colore solo se prima di dormire sei ancora lucido abbastanza da riuscire a valutare tutte le tue piccole fortune.
Giornate che appena finiscono lasciano solo un senso di stanchezza, ma l’angoscia non passa e il futuro fa sempre più paura.
Giornate che lasciano il posto a serate fuori dal comune, quelle in cui ti riprometti di festeggiare a dovere, ma alla fine ti resta solo il gran mal di testa di una sbronza colossale.
Giornate banali, che passano nell’anonimato di un’estate che non è neanche un po’ come l’avevi desiderata, ma che ti lasciano in tasca alcune certezze che bastano a farti dimenticare anche le giornate così.
"Its complete but obsolete All tomorrows become yesterday In demand but second hand Its been heard before you even play
Up to date but came too late Better get yourself another name Youre so right but overnight Youre the one who has to take the blame
Everyone just gets on top of you The pain begins to eat your pride You cant believe in anything you knew When was the last time that you cried
Dont delay youre in today But tomorrow is another dream Sundays star is Mondays scar Out of date before youre even seen
At the top so quick to flop Youre so new but rotting in decay Like butterfly so quick to die But youre only looking for today
Everyone just gets on top of you The pain begins to eat your pride You cant believe in anything you knew When was the last time that you cried
Looking for today Glamour trip so soon to slip Easy come but oh how quick it goes Ten foot tall but what to fall
Hard to open yet so easy to close Front page news but so abused You just want to hide yourself away
Over-paid, but soon you fade Because youre only looking for today Looking for today."